Autore: Staff

  • Camilla Ghiotto e Tempesta, un padre scoperto tra le pagine

    Camilla Ghiotto e Tempesta, un padre scoperto tra le pagine

    [di Emanuela Macrìfoto Riccardo Giuliani] Le domande non poste, i dialoghi che non avvenuti, un vuoto colmato dagli scritti che l’autrice, diciassettenne, trova alla morte del padre. Un uomo anziano, che lei conosce nella ultima parte della sua vita. Tra loro ci sono 75 anni di differenza e due vite che difficilmente possono trovare il filo del discorso. Lui, un uomo che sulla scorta dell’esperienza degli anni, ha sempre la risposta giusta a tutto. Lei che poco più che adolescente ha solo domande difficili tra le mani.

    Muove da qui Tempesta (Sellerio editore) di Camilla Ghiotto, presentato nella giornata del 25 aprile al 74. Trento Film Festival, in dialogo con Elena Tonezzer. In una data scelta non a caso. Perché Tempesta è il nome del padre di Camilla, il nome scelto da partigiano. Una parte di vita che quegli scritti ritrovati renderanno, racconteranno. “In quei fogli ho visto mio padre nascere, quale nuova figura davanti a me. Lontana da quella che conoscevo, quella di un uomo che leggeva in poltrona, con le parole giuste e misurate, rallentato dall’età.”

     

    Insieme a un rapporto alla pari, tra 17enni o poco più. In marcia. Lui sulle montagne, lei nella vita. In un ideale passaggio di testimone di quel coraggio, quell’immaginazione che ci porta “alle storie di giovani che pensavano e pensano che tutto fosse possibile e che oggi possiamo anche noi immaginare.” In un gioco di specchi tra gli sguardi di ieri e di oggi, che ci permette di entrare nella Storia grazie a un manoscritto, alla testimonianza resa sui fogli senza sapere che sarebbe stata tale.

     

    Una storia che si compone, anche, attraverso un lessico familiare che diviene lessico collettivo. Due dimensioni che si allineano nell’ultimo tempo e dopo la morte del padre e si arricchiscono di persone che sono anche personaggi. Come Luigi Meneghello che Camilla porta, perché non potrebbe non farlo, tra le pagine. Nel gruppo in montagna, infatti, c’era anche lui, che si legherà a Renzo per la vita. Un ricordo personale, i colui che per lei era Gigi e le raccontava storie in dialetto, e solo poi diverrà anche per lei il Meneghello di Libera nos a malo.

     

    Un’amicizia profonda quella tra  Renzo e Luigi, legati per aver provato la stessa paura, lo stesso dolore, mossi dalla stessa motivazione. Che oggi non si può ripetere. Legati per sempre dalla stessa speranza, la cosa più preziosa. In luoghi narrati dal tempo verbale al presente. Perchè i sogni sono tutti al presente, come la Costituzione scritta all’indicativo, perché era un sogno, il frutto di un’immaginazione poi divenuta realtà. Sogni che ancora oggi possiamo, dobbiamo.

  • Cime tempestose: passione e rovina

    Cime tempestose: passione e rovina

    [Di Alessia Giordano] Il nuovo adattamento cinematografico di Cime tempestose, uscito il 12 febbraio 2026 nelle sale dei cinema e diretto da Emerald Fennell, si presenta fin dalle prime sequenze come un’opera aspra e viscerale. L’apertura, segnata da barbare impiccagioni, imprime immediatamente un tono crudo e spietato, introducendo lo spettatore in un mondo dove la violenza e la durezza dell’esistenza si riflettono nei sentimenti dei protagonisti.

    La vicenda segue l’intreccio tormentato tra Catherine Earnshaw (interpretata da Margot Robbie) e Heathcliff (Jacob Elordi), cresciuti insieme tra le brughiere inglesi. Fin dall’infanzia, il loro legame appare indissolubile, ma segnato da tensioni profonde e da una passione che sfugge a qualsiasi equilibrio. L’ingresso di dinamiche sociali e familiari più rigide non fa che amplificare le fratture, trasformando quell’affetto originario in qualcosa di più cupo e incontrollabile.

    L’intero racconto trova un accompagnamento musicale sorprendentemente efficace nelle sonorità di Charli xcx, le cui composizioni riescono a fondersi con le immagini, aumentando il senso di inquietudine e desiderio che attraversa il film. Le note sembrano sposarsi alla perfezione con l’atmosfera e con gli stati d’animo dei protagonisti, rendendo ancora più intensa e coinvolgente l’esperienza emotiva.

    In linea con il romanzo, emerge una delle frasi più iconiche della storia: “lui è più me di me stessa. Di qualsiasi cosa siano fatte le nostre anime, la mia e la sua sono uguali“. In queste parole si condensa un legame che, pur nella sua natura distruttiva, conserva una forma autentica di appartenenza reciproca. Catherine e Heathcliff si riconoscono come parti della stessa essenza, incapaci di separarsi davvero, anche quando tutto sembra dividerli.

    Questa intensità lascia emergere, in modo significativo, un rapporto che tende a soffocare più che a liberare, in cui il confine tra amore e possesso si fa sempre più sottile. Eppure, in mezzo a questo caos emotivo, rimane un nucleo di verità che resiste a ogni contraddizione: il bisogno profondo di essere visti e amati dall’altro, di sentirsi accolti nella propria interezza. È proprio questa necessità, così umana e universale, a rendere il loro legame ancora più travolgente, trasformandolo in qualcosa da cui è impossibile allontanarsi davvero.

    In questo contesto, il film suggerisce una riflessione profonda: i momenti condivisi con chi si ama sono effimeri e preziosi. Ogni parola non detta, ogni gesto trattenuto, rischia di trasformarsi in un rimpianto impossibile da sanare. È un richiamo urgente a chi guarda: a non lasciare in sospeso ciò che si prova, a non rimandare l’amore, ma a dirlo, a viverlo, a condividerlo con chi occupa un posto prezioso nella propria vita, prima che sia troppo tardi.

    E, in fondo, è anche questo che la storia mette in luce: ognuno di noi ha bisogno di qualcuno che, nei momenti più bui, quando il cielo è coperto di nuvole e non lascia intravedere nulla, sappia ricordarci che “il blu è blu, anche se ce n’è poco”.

  • Paolo Crepet: il reato di pensare

    Paolo Crepet: il reato di pensare

    [Articolo e foto di Alessia Giordano] In un tempo che corre veloce e che misura tutto in risultati, follower e traguardi da esibire, fermarsi ad ascoltare diventa quasi un atto rivoluzionario. È quello che accade a Bergamo, il 19 febbraio, durante l’incontro con Paolo Crepet: non una semplice conferenza, ma uno scossone emotivo che costringe a guardarsi dentro senza filtri. Le sue parole sono uno specchio davanti al quale nessuno può fingere di non riconoscersi e si insinuano nei pensieri di una generazione cresciuta con tutto eppure spesso smarrita.

    Crepet parte proprio da qui: dalla difficoltà di essere se stessi in un mondo che sembra chiedere a tutti di somigliarsi. Gli stessi vestiti, gli stessi obiettivi, gli stessi modelli da seguire come se distinguersi fosse diventato qualcosa da evitare. In questa corsa silenziosa verso l’omologazione, torna però un invito semplice e radicale: quello di pensare diversamente. È un atto che richiede coraggio, perché significa accettare il rischio di non essere capiti, di restare soli, di non piacere a tutti. Eppure è proprio lì che nasce l’identità di una persona. Difendere le proprie idee diventa allora una piccola forma di resistenza quotidiana, una ribellione silenziosa contro la paura di non essere accettati.

    Ai giovani Crepet lancia una provocazione potente: “rompete le palle con le vostre idee, con le vostre stranezze, con le vostre fantasie… perchè è solo così che ci mancherete tanto”. Non è un’esortazione alla ribellione sterile, ma ad una presenza autentica. Solo chi trova la forza di esporsi, chi non lima le proprie eccentricità per piacere a tutti e chi continua a difendere le proprie idee riesce a lasciare un segno. Nel percorso della vita nessuno cammina davvero da solo. Ci ricorda che certe lacrime non appartengono mai solo a noi e che, anche se spesso crediamo di essere gli unici a combattere una battaglia difficile, in realtà accanto a noi ci sono persone che portano ferite profonde e che, nonostante il peso che esse comportino, trovano la forza di restare, ascoltare, sostenere.

    Forse l’amore più vero é proprio questo: chi riesce ad accorgersi che forse non dormiamo bene da qualche notte, chi ci legge la stanchezza negli occhi anche quando cerchiamo di nasconderla. In quei piccoli gesti silenziosi si nasconde una verità profonda: ogni atto di attenzione ha il potere di cambiare il mondo di chi ci sta accanto… e anche il nostro.

    Lo scrittore Leo Buscaglia affermava che “amiamo perché siamo nati per farlo, e tutto ciò che tocchiamo con amore fiorisce”. Forse risiede qui il significato più profondo delle parole di Crepet: nella consapevolezza che le vite non scorrono mai davvero separate. Ogni gesto di gentilezza, ogni attenzione sincera, anche la più piccola, lascia un seme negli altri che continua a crescere ben oltre ciò che possiamo vedere. Per questo vale la pena vivere con autenticità, avere il coraggio di essere se stessi, ma anche la delicatezza di prendersi cura degli altri. Perché alla fine ciò che resta non sono i risultati esibiti o le maschere indossate, ma i legami costruiti, i gesti gentili regalati e la capacità di esserci davvero gli uni per gli altri. E proprio come dice Buscaglia, ciò che fiorisce quando si ama non è solo il cuore di chi riceve, ma anche quello di chi dona: ogni atto di cura diventa un filo che ci unisce, rendendo la vita di ognuno più piena, più vera e infinitamente più preziosa.

  • Playoff A1F Novara parte bene vincendo con Chieri

    Playoff A1F Novara parte bene vincendo con Chieri

    [di Redazione – foto Fabio Cucchetti] La Igor parte con il piede giusto nella serie di quarti di finale con Chieri: le azzurre si aggiudicano in quattro set gara 1 e mercoledì sera, a Torino, proveranno a chiudere i conti per conquistare l’accesso alla semifinale. In caso di sconfitta, invece, si andrà alla decisiva gara 3 di spareggio, ancora al Pala Igor nel prossimo fine settimana. Igor in campo con Tolok opposta a Cambi, Bonifacio e Squarcini centrali, Alsmeier e Ishikawa schiacciatrici e De Nardi libero; Chieri con Van Aalen in regia e Nemeth in diagonale, Alberti e Cekulaev al centro, Nervini e Kunzler in banda e Spirito libero. Novara parte fortissimo con Tolok che concretizza a muro una gran difesa di De Nardi (6-2), Negro ferma il gioco sull’8-3 ma il turno in battuta di Bonifacio prosegue fino all’11-3 con le azzurre protagoniste.

    Squarcini in primo tempo (13-5), Ishikawa allunga ancora in diagonale (17-8) e Chieri prova a reagire (21-15) ma è troppo tardi: Alsmeier in pallonetto chiude uno scambio infinito (24-17) e subito dopo arriva il muro di Tolok che vale l’1-0 (25-17). Si riparte punto a punto (3-4, muro di Cekulaev), Tolok fa break dopo la difesa di Bonifacio (7-5) e firma il +3 a muro (8-5) con Squarcini che firma l’ace del +5 al giro di boa, sul 13-8. Cekulaev non molla (13-11), ancora Squarcini a muro (18-13 con due “blocchi” in successione) e Cambi a rete ipoteca il parziale sul 22-15. Chiude, poco dopo, Tolok in diagonale per il 25-17.

    La foto gallery  completa di Fabio Cucchetti QUI

    Subito ace di Bonifacio (5-3) e Squarcini tiene le distanze in primo tempo (7-4) ma Chieri reagisce e con l’aiuto del nastro (7-6, ace di Van Aalen) si mette in scia, raggiungendo la parità poco dopo con un altro ace propiziato dal nastro della regista ospite (14-14). Il testa a testa prosegue fino al 20-20 (diagonale di Ishikawa), poi il servizio di Cekulaev e l’infortunio di De Nardi (per lei un problema al ginocchio che sarà valutato nei prossimi giorni) propiziano il break decisivo con Nemeth che fa 22-25 a muro. Novara con Leonardi in sestetto, Chieri avanti con Nervini (0-2) ma Novara ricuce sul 7-7 e innesca un punto a punto rotto da un pallonetto di Tolok e da un errore di Nemeth (11-9); Ishikawa trova il break in diagonale (15-12) e poi va in battuta, facendo letteralmente il vuoto mentre Alsmeier e Tolok trascinano le azzurre al 19-13. Chieri non reagisce più, i conti li chiude Bonifacio a muro, sul 25-17.

    Giulia Leonardi (libero Igor Gorgonzola Novara): “Credo che abbiamo fatto davvero una grande partita, mettendo sotto le nostre avversarie fin dall’inizio con il giusto approccio e con la giusta aggressività. Nel terzo set loro sono cresciute, noi abbiamo fatto qualcosina meno e la partita si è allungata, poi nel quarto siamo tornate a fare tutto bene e abbiamo chiuso questa prima partita di una serie che sarà ancora combattutissima”.

    TABELLINO: Igor Gorgonzola Novara Reale Mutua Fenera Chieri 76 3-1 (25-17, 25-17, 22-25, 25-17)
    Igor Gorgonzola Novara: Van Avermaet ne, Cambi 2, Herbots ne, Squarcini 5, De Nardi (L), Leonardi (L), Alsmeier 15, Ishikawa 10, Mims ne, Bonifacio 8, Carraro ne, Baijens, Tolok 29, Melli. All. Bernardi.
    Reale Mutua Fenera Chieri 76: Antunovic, Degradi, Kunzler 7, Spirito (L), Ferrarini, Bonafede (L) ne, Alberti 4, Van Aalen 3, Nervini 11, Bah 1, Nemeth 17, Cekulaev 8, Dambrink 2. All. Negro.

    Fonte Ufficio Stampa Igor Gorgonzola Novara AGIL Volley

  • A2F Riscatto Trento su Padova

    A2F Riscatto Trento su Padova

    [di Redazione – foto Riccardo Giuliani] Un’Itas Trentino concreta liquida la pratica Nuvolì Altafratte Padova ritrovando dopo tre sconfitte consecutive l’appuntamento con la vittoria. Nella quinta e ultima giornata del girone d’andata della Pool Promozione le gialloblù superano le padovane in tre soli set, compiendo un passo in avanti significativo in classifica e rilanciando le proprie ambizioni in vista del girone di ritorno. Al cospetto di una Nuvolì giunta a Trento forte del terzo posto in classifica, l’Itas Trentino ha giocato una gara gagliarda in ogni fondamentale, trovando in Irbe Lazda un porto sicuro al quale ancorarsi in attacco.

    La foto gallery completa di Riccardo Giuliani QUI

    Per la lettone 17 palloni a terra e premio di mvp della gara ma molto bene si sono comportate anche le laterali Pamio (14 punti) e Giuliani (11 punti). Tra le fila ospiti in doppia cifra Mazzon (14 punti) e Lisa Esposito (13 punti). Beltrami si affida inizialmente a Monza al palleggio, Lazda opposto, Pamio e Giuliani schiacciatrici, Cosi e Marconato al centro e Laporta libero. Marco Sinibaldi, tecnico di Altafratte, risponde con Stocco al palleggio, Mazzon opposto, Fiorio e Lisa Esposito (in staffetta con Sposetti) laterali, Catania e Bovo al centro e Maggipinto libero.

    Coach Alessandro Beltrami, a fine gara: «Un risultato e una prestazione con questa attenzione ci volevano proprio. Da tempo ci diciamo di affrontare le gare con aggressività in difesa e con coraggio in attacco: oggi lo abbiamo fatto e sono convinto che se continueremo su questa strada i risultati positivi arriveranno anche nelle prossime gare. Siamo stati bravi con la difesa a tenerli in dubbio sui colpi di attacco, apprezzo molto ciò che abbiamo fatto nel terzo set, quando abbiamo mantenuto la concentrazione e abbiamo continuato a fare fino alla fine ciò che ci siamo detti».

    TABELLINO: Itas Trentino – Nuvolì Altafratte Padova 3-0 (25-21 25-19 25-22)
    ITAS TRENTINO: Giuliani 11, Marconato 5, Monza 4, Pamio 14, Cosi 3, Lazda 17, Laporta (L), Guerra, Andrich, Zeni (L), Iob, Ristori Tomberli, Colombo. All. Alessandro Beltrami.
    NUVOLI’ ALTAFRATTE PADOVA: Stocco 1, Esposito 13, Bovo 8, Mazzon 14, Fiorio 3, Catania 2, Maggipinto (L), Bozzoli 4, Hanle 3, Sposetti Perissinot, Moroni (L), Romanin, Pedrolli. All. Marco Sinibaldi

    Fonte  Ufficio Stampa Trentino Volley Srl

  • A2F Brescia rimonta di due set e festeggia a Trento

    A2F Brescia rimonta di due set e festeggia a Trento

    [di Redazione – foto Riccardo Giuliani] La prima trasferta della seconda fase della Banca Valsabbina Millenium Brescia va in scena al Sanbapolis di Trento dove, ad attendere le Leonesse, c’è l’Itas Trentino degli ex Pamio e Beltrami. Coach Beltrami schiera Monza al palleggio incrociata a Lazda, al centro ci sono Cosi e Marconato, in posto 4 Ristori Tomberli e Pamio, con Laporta libero. Coach Solforati sceglie Prandi in regia incrociata a Kavalenka, al centro ci sono Modestino e Olivotto, in posto 4 Amoroso e Michieletto, con capitan Parrocchiale libero.

    Foto gallery completa, firmata da Riicardo Giuliani QUI

    In un Sanbapolis dalle grandi occasioni, con una cinquantina di tifosi accorsi insieme agli Amici delle Leonesse a Trento, la sfida si presenta subito ad alto livello: il testa a testa si risolve solo sul 6-6 con l’Itas che accelera e si porta sul +4 con Lazda. Brescia prova a reagire con Amoruso (15-10), ma poi inizia a sbagliare e l’Itas ne approfitta: Pamio mette a terra il 19-13, il muro di Marconato vale il 21-16. Coach Solforati chiama a sé le sue: la Valsabbina prova a reagire, ma Pamio si prende il set point (24-18) e poi chiude sul 25-20. Nel corso del set, Arici ha sostituito in seconda linea Amoruso sfruttando il cambio under (e lo farà per tutta la gara) e Orlandi ha sostituito Olivotto in battuta.

    Nel secondo parziale, la Millenium si porta in vantaggio con Amoruso (1-3), ma poi inizia a sbagliare e Trento vola sul 9-7 con Ristori Tomberli. L’Itas prova a partire in volata e, con Marconato, vola sul +4 (13-9). Brescia, però, si riprende e, con Modestino e Amoruso assolute protagoniste, riconquista la parità (15-15). Le trentine avvertono la scossa e riprendono la corsa: Marconato mette a terra il 20-17, Pamio conquista il 23-18. Alla fine, chiude proprio Marconato (25-20). Nel corso del set, Orlandi è tornata in campo a sostituzione di Olivotto in battuta; Vittorini è entrata sul finale su Michieletto.

    Nel terzo set, Trento passa avanti con Pamio (4-3), ma la Millenium pareggia i conti con Olivotto (5-5) e poi sorpassa con Michieletto (6-8). Riparte il testa a testa da cui emerge Brescia solo sul 14-14: Modestino si prende il 14-16, Amoruso mette a terra il 17-20. Nel frattempo, sul 13-12 è entrata Schillkowski al posto di Prandi. Poi Brescia cade in un blackout improvviso e Trento ne approfitta per mettere in scena la rimonta: Pamio conquista il 20-21 e l’errore in attacco di Amoruso vale il 22-22. Olivotto si prende il set point (23-24), ma Cosi rimanda la questione ai vantaggi (24-24): alla fine, a festeggiare è Brescia con Amoruso (27-29).

    Schillkowski viene confermata nel sestetto della partenza. Inizio perfetto per le Leonesse che, con una super Amoruso, volano sul 1-9. Pamio prova a dare la scossa alle sue (2-9), Tomberli e Marconato la seguono (8-14). La Millenium è troppo determinata e Modestino lo dimostra conquistando il 10-17. La Valsabbina vola ancora con Amoruso (12-19), poi Olivotto e Michieletto allargano la forbice (14-23). Chiude proprio Michieletto sul 15-25.

    Il verdetto, dunque, è rimandato al tie-break. Quinto set che inizia a favore delle ospiti che si portano in vantaggio con Olivotto (2-4) e Modestino (3-6). Pamio e Cosi provano ad arginare l’impeto bresciano (5-8), ma è un fuoco di paglia: Amoruso si prende il 7-13 a muro, l’ace di Modestino completa la rimonta (7-15). La Banca Valsabbina Millenium Brescia conquista la sua decima vittoria consecutiva e lo fa in un campo difficile come quello del SanbaPolis. In attesa della partita tra Melendugno e Talmassons (in programma domani sera), le Leonesse mantengono la prima posizione della classifica insieme a Costa Volpino.

    Mvp del match è Dalila Modestino, autrice di una prova magistrale (15 punti, di cui 2 in battuta).

    Fonte Ufficio Stampa Volley Millenium Brescia

  • Playoff di CEV CL Novara vince sul Benfica

    Playoff di CEV CL Novara vince sul Benfica

    [di Redazione – foto Fabio Cucchetti] Vittoria da tre punti per la Igor Volley di Lorenzo Bernardi, che chiude a quota 13 il proprio girone di CEV CL Champions League e che al prossimo turno, complici i risultati odierni, si troverà di fronte a uno scomodissimo derby tricolore con le campionesse del mondo in carica di Scandicci. Andata prevista tra il 17 e il 19 febbraio a Novara, ritorno a Firenze una settimana più tardi (24-26 febbraio). Premio di MVP per la centrale belga Silke Van Avermaet, mentre top scorer è stata Tatiana Tolok con 16 punti all’attivo.

    Foto gallery completa di Fabio Cucchetti QUI

    Azzurre ancora senza Leonardi (fermata prima di Vallefoglia per un problema muscolare) e con Baijens e Mims ancora in fase di recupero dai rispettivi acciacchi; Bernardi manda in campo Tolok opposta a Cambi, Costantini e Van Avermaet centrali, Ishikawa e Alsmeier schiacciatrici e De Nardi libero; Benfica in campo con Mariana Garcez in regia e Ubavic in diagonale, Dokic e Stout al centro, Cetin e Clemente in banda e Rizzo libero.

    Lorenzo Bernardi (allenatore, Igor Gorgonzola Novara): “Volevamo vincere 3-0 e lo abbiamo fatto, era d’altra parte l’unica cosa in nostro potere per chiudere nel miglior modo possibile il ranking, in vista dei Playoff di Champions League. Ho avuto la possibilità di fare qualche piccola rotazione, un fattore che ci tornerà parecchio utile in vista del prosieguo della stagione e, nell’imminente, in vista del match con Milano di domenica”.

    Veronica Costantini (centrale Igor Gorgonzola Novara): “Siamo contente, per noi è stata una bella partita ed è una vittoria che da continuità alle due consecutive ottenute dopo la semifinale di Coppa Italia. Per me è stato bellissimo essere protagonista davanti al nostro pubblico, mi sono tolta anche la soddisfazione di un buon impatto sulla partita”.

    Igor Gorgonzola Novara – Sporting Lisboa e Benfica 3-0 (25-20, 25-17, 25-15)
    Igor Gorgonzola Novara: Mims (L) ne, Van Avermaet 11, Cambi 1, Herbots ne, Squarcini ne, De Nardi (L), Alsmeier 9, Ishikawa 7, Bonifacio ne, Carraro, Baijens ne, Tolok 16, Costantini 8, Melli 2. All. Bernardi.
    Sporting Lisboa e Benfica: Barcelos 2, Stout 8, M. Garcez 2, Cetin 5, Aleixo (L) ne, Clemente 4, Balague, Rizzo (L), Dokic 5, Ubavic 11, J. Garcez ne, Dillon ne, Holt ne. All. Furtado. MVP Silke Van Avermaet

    Fonte Ufficio Stampa Igor Gorgonzola Novara

  • A2F Pool promozione Trento parte bene

    A2F Pool promozione Trento parte bene

    [di Redazione – foto Riccardo Giuliani] La Pool Promozione dell’Itas Trentino si apre nel migliore dei modi. Con un 3-1 raramente in discussione il sestetto gialloblù supera l’ostacolo Futura Giovani Busto Arsizio cogliendo tre punti preziosi per iniziare la scalata in classifica e acquisire una dose importante di morale in vista dei prossimi impegni. Nonostante l’assenza di Giuliani l’Itas Trentino ha offerto una prova particolarmente convincente in ogni aspetto del gioco, raccogliendo molte soddisfazioni a muro (ben 14 contro i 2 di Busto Arsizio) ma giocando una partita di alto livello anche in ricezione, difesa e attacco.

    Foto gallery completa del match di Riccardo Giuliani QUI

    Sugli scudi Lazda, top scorer del match con 16 palloni a terra, Ristori Tomberli, mvp e protagonista di una gara completa in ogni fondamentale (63% in ricezione, 35% in attacco, 4 muri e 1 ace) e il tandem Marconato-Cosi, con 4 muri ciascuno che hanno tolto certezze alle attaccanti ospiti. I 15 punti di Enneking e i 14 di Taborelli sono le performance migliori di una Futura Giovani che, eccezion fatta per il secondo set, ha però faticato molto a mantenere il ritmo di gioco impresso dalle gialloblù. Alessandro Beltrami, fresco ex della sfida proprio come la regista gialloblù Monza, deve rinunciare all’infortunata Giuliani e si affida inizialmente a Monza al palleggio, Lazda opposto, Pamio e Ristori Tomberli schiacciatrici, Cosi e Marconato al centro e Laporta libero. Mauro Tettamanti, tecnico della Futura Giovani, risponde con Sassolini al palleggio, Taborelli opposto, Longobardi e Enneking laterali, Rebora e Farina al centro e Blasi libero.

    Alessandro Beltrami, allenatore dell’Itas Trentino, a fine gara “«Abbiamo subìto la Futura Giovani solamente nel corso del secondo set, dobbiamo ancora imparare a rimanere incollati ai nostri avversari anche nei momenti nei quali giocano una buona pallavolo senza lasciarli scappare nel punteggio. Quando invece siamo riusciti a tenere il nostro ritmo in cambio-palla e nelle variazioni in attacco abbiamo preso il largo in tutti e tre i parziali, raccogliendo molto con il muro-difesa come già era accaduto nelle gare precedenti. Ci voleva questa vittoria, ottenuta anche senza una giocatrice importante come Dominika, per riprendere al meglio dopo la pausa e per iniziare nel migliore dei modi il nostro percorso in Pool Promozione».

    TABELLINO: Itas Trentino – Futura Giovani Busto Arsizio 3-1 (25-13, 23-25, 25-19, 25-14)
    ITAS TRENTINO: Ristori Tomberli 15, Marconato 9, Monza 4, Pamio 12, Cosi 8, Lazda 16, Laporta (L); Andrich 1. N.e. Iob, Colombo, Guerra, Zeni. Allenatore Beltrami.
    FUTURA GIOVANI BUSTO ARSIZIO: Enneking 15, Farina 5, Taborelli 14, Longobardi 9, Rebora 7, Sassolini, Blasi (L); Orlandi 1, Ternava 0, Alberti 0. N.e. Nella, Talarico, Aina (L), Sormani. Allenatore Tettamanti.

    Fonte Ufficio Stampa Trentino Volley Srl

  • *ADOLESCENTI: la forza della resilienza*

    *ADOLESCENTI: la forza della resilienza*

    Di Alessia Giordano, foto Pinterest] “Ai miei tempi”, “é tutta colpa del cellulare”, “sono viziati, non hanno voglia di fare niente”. Quando pensiamo agli adolescenti, spesso lo facciamo partendo da ciò che ci mette in difficoltà. Un silenzio improvviso, una risposta brusca, un comportamento che non capiamo. Di fronte a emozioni intense o difficili da decifrare, noi adulti tendiamo a irrigidirci, a spaventarci. Così si cercano spiegazioni semplici, risposte veloci e si fanno paragoni con il passato.
    Crescere oggi, da adolescenti, significa camminare su un terreno che si muove continuamente. Vivono in un mondo complesso, instabile, che non offre punti di riferimento solidi. In soli due anni l’intelligenza artificiale ha stravolto il mondo del lavoro, cancellando professioni che sembravano sicure. Il futuro non è più una promessa, bensì una parola grande e vuota, una domanda aperta che pesa sulle spalle di tanti ragazzi. Non sapere che cosa fare della propria vita viene scambiato per superficialità, per svogliatezza, per pigrizia. Ma è una lettura comoda, che semplifica una realtà molto più complessa.

    In mezzo a tutto questo, c’è una fatica che spesso non si vede. Ragazzi che si sentono in ritardo, che hanno l’ansia di scegliere una strada quando non sanno nemmeno chi sono, che sorridono e, poi, si ritrovano svegli a pensare di non essere abbastanza: abbastanza bravi, abbastanza interessanti, abbastanza forti per il mondo che li aspetta.
    Devono affrontare interrogativi enormi con strumenti emotivi ancora in costruzione. E quando non hanno parole per dirlo, quel peso esce in altri modi: nel silenzio, nella rabbia, nell’isolamento o in ore passate con il cellulare in mano.

    Scorrere, confrontarsi, sentirsi sempre un passo indietro: i social fanno ormai parte della loro quotidianità e, nel bene e nel male, contribuiscono a costruire il modo in cui si guardano. Tra immagini di perfezione e successi continui, il messaggio che passa é spesso crudele: oggi devi essere bravo in tutto, eccellere sempre, altrimenti non sei nessuno. Questo é uno dei motivi per cui lo smartphone viene visto come un problema, come il capo espiatorio del loro disagio. Ma ridurre tutto ad un oggetto é troppo semplice. In realtà, per molti ragazzi, il cellulare non è la causa del “malessere adolescenziale”, ma spesso una conseguenza. Un rifugio, un ponte, un tentativo di sentirsi meno soli. Demonizzarlo, anche tra i banchi di scuola, non sta funzionando. La vera sfida sarebbe integrarlo in modo corretto e incoraggiare loro a fare buon uso di questo potentissimo strumento.

    Creare una connessione ė la chiave: non servono grandi discorsi o soluzioni perfette, a volte basta sapere che qualcuno c’è. La resilienza degli adolescenti nasce anche da qui: da una presenza silenziosa ma autentica, da uno sguardo che non giudica, da qualcuno che resta. Anche quando è difficile.
    Il punto, quindi, è proprio smettere di misurarli con il metro del passato e iniziare ad avvicinarli con uno sguardo aperto, disposto a comprendere. Perché non vivono nei nostri ricordi, ma nel loro presente. E ogni generazione ha il diritto di attraversare il proprio tempo con i propri strumenti, le proprie paure e le proprie possibilità.
    Non sono più i “nostri tempi”, bensì i loro. Per cui, lasciamoli volare questi “giovani di oggi” perché, in fondo, potrebbero essere più pronti di quanto immaginiamo e potrebbero persino sorprenderci.

    A volte sembrano lontani, chiusi dentro silenzi che facciamo fatica a interpretare. Eppure è come se portassero addosso un’etichetta invisibile che non sappiamo leggere: *fragile, maneggiare con cura.*
    Dentro di loro, infatti, accadono trasformazioni profonde: identità che cercano una forma, ferite che aspettano parole e grandi sogni in un mondo che sembra essere già pieno. É un equilibrio delicato tra forza e vulnerabilità, tra il bisogno di essere guidati e il feroce desiderio di farcela da soli.
    Forse è proprio questa tensione a rendere l’adolescenza così potente e così difficile da comprendere. Un tempo in cui tutto sembra incerto, ma in cui, senza saperlo, si tengono tra le mani le possibilità più grandi.

  • La Coppa Italia Fracciarossa rimane a Conegliano

    La Coppa Italia Fracciarossa rimane a Conegliano

    [di Emanuela Macrìfoto Riccardo Giuliani] Comunque vada si farà la storia. Quella di Conegliano, per la decima volta consecutiva in finale. E quella di Scandicci, per la prima volta. Qui. Sul campo della Inalpi Arena di Torino davanti a 12.853 spettatori, le telecamere della Rai, a contendersi la Coppa Italia Frecciarossa di A1 volley femminile. Per la storia, comunque andrà. Ed è andata come si poteva immaginare, ma non proprio del tutto. Perché se le pantere di Conegliano hanno alzato la loro ottava Coppa Italia, vero è anche che le ragazze di Scandicci han dato loro filo da torcere, e non poco. In tre set terminati tutti ai vantaggi, con più di un passaggio in cui l’esito sembrava, e poteva, esser diverso. Vediamo come.

    Prosecco Doc A. Carraro Imoco ConeglianoSavino del Bene Scandicci (31-29; 26-24; 27-25)

     

    Gallery fotografica di Riccardo Giuliani  della partita QUI e della festa QUI

    Videointerviste di Emanuela Macrì a Daniele Santarelli QUI e Marco Gaspari QUI

    PRIMO SET –  Infinità e spettacolo

    Primo pallone a terra un servizio out di Maja Ognjenovic per Scandicci che apre il break 4-0 per Conegliano che, subito, fa scattare l’allarme in casa Scandicci e chiamare time out a Marco Gaspari. Con il primo muro del giorno (4-2) di Ekaterina Antropova che, però, non arresta Conegliano. Le venete si portano sull’ 8-4 ma Scandicci torna sotto e, grazie all’attacco in di Antropova, sorpassa 10-11. Scandicci tiene botta davanti e Conegliano rincorre: in finale di set apre l’ errore in parallela out di Gaby 19-20 e sul 19-21 Santarelli da fondo alla scorta di time out. Il resto è un confronto a muro tra le due compagini, Conegliano che soprassa 23-22 con un mini break e Gaspari che chiede il tempo; Caterina Bosetti che rimette in equilibrio, per un parziale set chiuso ai vantaggi da Conegliano con un muro di Gaby. Ma la best score è Avery Skinner con 8 punti.

    SECONDO SET – Scandicci coriacea ma…

    Non si perdono d’animo le toscane e in pochi scambi si trovano a +4 (2-6) con Daniele Santarelli a chiedere il tempo per Imoco. Le sue si rifanno sotto e un attacco out di Skinner è il 6 pari mentre un attacco di Isabelle Haak è il sorpasso 7-6 delle venete. E la richiesta di tempo per Gaspari. Si prosegue poi punto a punto – o quasi: Scandicci viaggia con un vantaggio massimo di +2 quando sul 18-17 c’è il muro del sorpasso veneto firmato da Haak a cui Marco Gaspari risponde con la chiamata a raduno. Nel finale Antropova mette in equilibrio poi fa un passo avanti, con un ace, 19-20. Il 21mo punto toscano è un errore veneto, un malinteso fra Monica De Gennaro e Isabelle Haak e Santarelli ferma tutto. Tempo di dire un paio di cose alle sue e Conegliano torna 23-23, per poi far segnare sul tabellone il 26-24 e portarsi a casa il secondo set.

    TERZO SET – equilibrio, vantaggi e vittoria veneta

    Scandicci parte ancora avanti, la storia si ripete. Ma Conegliano con un muro di Haak passa avanti 8-7. Per una fase, ancora, di punto a punto, e parità (16-16) poi il finale che apre 20-18. E se sembra tutto scritto, no, nulla è detto: Scandicci rimette in equilibrio (21-21) con Lindsey Ruddins e il punto a punto tiene tutti con il fiato. Fino al 27-25, il pallone a terra messo da Chirichella e la festa di Conegliano che inizia.  Con l’alzata di Coppa e il premio MVP per Gaby: 22 punti a referto e tanto spettacolo per tutti.