Categoria: Vivovolley

  • Camilla Ghiotto e Tempesta, un padre scoperto tra le pagine

    Camilla Ghiotto e Tempesta, un padre scoperto tra le pagine

    [di Emanuela Macrìfoto Riccardo Giuliani] Le domande non poste, i dialoghi che non avvenuti, un vuoto colmato dagli scritti che l’autrice, diciassettenne, trova alla morte del padre. Un uomo anziano, che lei conosce nella ultima parte della sua vita. Tra loro ci sono 75 anni di differenza e due vite che difficilmente possono trovare il filo del discorso. Lui, un uomo che sulla scorta dell’esperienza degli anni, ha sempre la risposta giusta a tutto. Lei che poco più che adolescente ha solo domande difficili tra le mani.

    Muove da qui Tempesta (Sellerio editore) di Camilla Ghiotto, presentato nella giornata del 25 aprile al 74. Trento Film Festival, in dialogo con Elena Tonezzer. In una data scelta non a caso. Perché Tempesta è il nome del padre di Camilla, il nome scelto da partigiano. Una parte di vita che quegli scritti ritrovati renderanno, racconteranno. “In quei fogli ho visto mio padre nascere, quale nuova figura davanti a me. Lontana da quella che conoscevo, quella di un uomo che leggeva in poltrona, con le parole giuste e misurate, rallentato dall’età.”

     

    Insieme a un rapporto alla pari, tra 17enni o poco più. In marcia. Lui sulle montagne, lei nella vita. In un ideale passaggio di testimone di quel coraggio, quell’immaginazione che ci porta “alle storie di giovani che pensavano e pensano che tutto fosse possibile e che oggi possiamo anche noi immaginare.” In un gioco di specchi tra gli sguardi di ieri e di oggi, che ci permette di entrare nella Storia grazie a un manoscritto, alla testimonianza resa sui fogli senza sapere che sarebbe stata tale.

     

    Una storia che si compone, anche, attraverso un lessico familiare che diviene lessico collettivo. Due dimensioni che si allineano nell’ultimo tempo e dopo la morte del padre e si arricchiscono di persone che sono anche personaggi. Come Luigi Meneghello che Camilla porta, perché non potrebbe non farlo, tra le pagine. Nel gruppo in montagna, infatti, c’era anche lui, che si legherà a Renzo per la vita. Un ricordo personale, i colui che per lei era Gigi e le raccontava storie in dialetto, e solo poi diverrà anche per lei il Meneghello di Libera nos a malo.

     

    Un’amicizia profonda quella tra  Renzo e Luigi, legati per aver provato la stessa paura, lo stesso dolore, mossi dalla stessa motivazione. Che oggi non si può ripetere. Legati per sempre dalla stessa speranza, la cosa più preziosa. In luoghi narrati dal tempo verbale al presente. Perchè i sogni sono tutti al presente, come la Costituzione scritta all’indicativo, perché era un sogno, il frutto di un’immaginazione poi divenuta realtà. Sogni che ancora oggi possiamo, dobbiamo.

  • Playoff A1F Novara parte bene vincendo con Chieri

    Playoff A1F Novara parte bene vincendo con Chieri

    [di Redazione – foto Fabio Cucchetti] La Igor parte con il piede giusto nella serie di quarti di finale con Chieri: le azzurre si aggiudicano in quattro set gara 1 e mercoledì sera, a Torino, proveranno a chiudere i conti per conquistare l’accesso alla semifinale. In caso di sconfitta, invece, si andrà alla decisiva gara 3 di spareggio, ancora al Pala Igor nel prossimo fine settimana. Igor in campo con Tolok opposta a Cambi, Bonifacio e Squarcini centrali, Alsmeier e Ishikawa schiacciatrici e De Nardi libero; Chieri con Van Aalen in regia e Nemeth in diagonale, Alberti e Cekulaev al centro, Nervini e Kunzler in banda e Spirito libero. Novara parte fortissimo con Tolok che concretizza a muro una gran difesa di De Nardi (6-2), Negro ferma il gioco sull’8-3 ma il turno in battuta di Bonifacio prosegue fino all’11-3 con le azzurre protagoniste.

    Squarcini in primo tempo (13-5), Ishikawa allunga ancora in diagonale (17-8) e Chieri prova a reagire (21-15) ma è troppo tardi: Alsmeier in pallonetto chiude uno scambio infinito (24-17) e subito dopo arriva il muro di Tolok che vale l’1-0 (25-17). Si riparte punto a punto (3-4, muro di Cekulaev), Tolok fa break dopo la difesa di Bonifacio (7-5) e firma il +3 a muro (8-5) con Squarcini che firma l’ace del +5 al giro di boa, sul 13-8. Cekulaev non molla (13-11), ancora Squarcini a muro (18-13 con due “blocchi” in successione) e Cambi a rete ipoteca il parziale sul 22-15. Chiude, poco dopo, Tolok in diagonale per il 25-17.

    La foto gallery  completa di Fabio Cucchetti QUI

    Subito ace di Bonifacio (5-3) e Squarcini tiene le distanze in primo tempo (7-4) ma Chieri reagisce e con l’aiuto del nastro (7-6, ace di Van Aalen) si mette in scia, raggiungendo la parità poco dopo con un altro ace propiziato dal nastro della regista ospite (14-14). Il testa a testa prosegue fino al 20-20 (diagonale di Ishikawa), poi il servizio di Cekulaev e l’infortunio di De Nardi (per lei un problema al ginocchio che sarà valutato nei prossimi giorni) propiziano il break decisivo con Nemeth che fa 22-25 a muro. Novara con Leonardi in sestetto, Chieri avanti con Nervini (0-2) ma Novara ricuce sul 7-7 e innesca un punto a punto rotto da un pallonetto di Tolok e da un errore di Nemeth (11-9); Ishikawa trova il break in diagonale (15-12) e poi va in battuta, facendo letteralmente il vuoto mentre Alsmeier e Tolok trascinano le azzurre al 19-13. Chieri non reagisce più, i conti li chiude Bonifacio a muro, sul 25-17.

    Giulia Leonardi (libero Igor Gorgonzola Novara): “Credo che abbiamo fatto davvero una grande partita, mettendo sotto le nostre avversarie fin dall’inizio con il giusto approccio e con la giusta aggressività. Nel terzo set loro sono cresciute, noi abbiamo fatto qualcosina meno e la partita si è allungata, poi nel quarto siamo tornate a fare tutto bene e abbiamo chiuso questa prima partita di una serie che sarà ancora combattutissima”.

    TABELLINO: Igor Gorgonzola Novara Reale Mutua Fenera Chieri 76 3-1 (25-17, 25-17, 22-25, 25-17)
    Igor Gorgonzola Novara: Van Avermaet ne, Cambi 2, Herbots ne, Squarcini 5, De Nardi (L), Leonardi (L), Alsmeier 15, Ishikawa 10, Mims ne, Bonifacio 8, Carraro ne, Baijens, Tolok 29, Melli. All. Bernardi.
    Reale Mutua Fenera Chieri 76: Antunovic, Degradi, Kunzler 7, Spirito (L), Ferrarini, Bonafede (L) ne, Alberti 4, Van Aalen 3, Nervini 11, Bah 1, Nemeth 17, Cekulaev 8, Dambrink 2. All. Negro.

    Fonte Ufficio Stampa Igor Gorgonzola Novara AGIL Volley

  • A2F Riscatto Trento su Padova

    A2F Riscatto Trento su Padova

    [di Redazione – foto Riccardo Giuliani] Un’Itas Trentino concreta liquida la pratica Nuvolì Altafratte Padova ritrovando dopo tre sconfitte consecutive l’appuntamento con la vittoria. Nella quinta e ultima giornata del girone d’andata della Pool Promozione le gialloblù superano le padovane in tre soli set, compiendo un passo in avanti significativo in classifica e rilanciando le proprie ambizioni in vista del girone di ritorno. Al cospetto di una Nuvolì giunta a Trento forte del terzo posto in classifica, l’Itas Trentino ha giocato una gara gagliarda in ogni fondamentale, trovando in Irbe Lazda un porto sicuro al quale ancorarsi in attacco.

    La foto gallery completa di Riccardo Giuliani QUI

    Per la lettone 17 palloni a terra e premio di mvp della gara ma molto bene si sono comportate anche le laterali Pamio (14 punti) e Giuliani (11 punti). Tra le fila ospiti in doppia cifra Mazzon (14 punti) e Lisa Esposito (13 punti). Beltrami si affida inizialmente a Monza al palleggio, Lazda opposto, Pamio e Giuliani schiacciatrici, Cosi e Marconato al centro e Laporta libero. Marco Sinibaldi, tecnico di Altafratte, risponde con Stocco al palleggio, Mazzon opposto, Fiorio e Lisa Esposito (in staffetta con Sposetti) laterali, Catania e Bovo al centro e Maggipinto libero.

    Coach Alessandro Beltrami, a fine gara: «Un risultato e una prestazione con questa attenzione ci volevano proprio. Da tempo ci diciamo di affrontare le gare con aggressività in difesa e con coraggio in attacco: oggi lo abbiamo fatto e sono convinto che se continueremo su questa strada i risultati positivi arriveranno anche nelle prossime gare. Siamo stati bravi con la difesa a tenerli in dubbio sui colpi di attacco, apprezzo molto ciò che abbiamo fatto nel terzo set, quando abbiamo mantenuto la concentrazione e abbiamo continuato a fare fino alla fine ciò che ci siamo detti».

    TABELLINO: Itas Trentino – Nuvolì Altafratte Padova 3-0 (25-21 25-19 25-22)
    ITAS TRENTINO: Giuliani 11, Marconato 5, Monza 4, Pamio 14, Cosi 3, Lazda 17, Laporta (L), Guerra, Andrich, Zeni (L), Iob, Ristori Tomberli, Colombo. All. Alessandro Beltrami.
    NUVOLI’ ALTAFRATTE PADOVA: Stocco 1, Esposito 13, Bovo 8, Mazzon 14, Fiorio 3, Catania 2, Maggipinto (L), Bozzoli 4, Hanle 3, Sposetti Perissinot, Moroni (L), Romanin, Pedrolli. All. Marco Sinibaldi

    Fonte  Ufficio Stampa Trentino Volley Srl

  • A2F Brescia rimonta di due set e festeggia a Trento

    A2F Brescia rimonta di due set e festeggia a Trento

    [di Redazione – foto Riccardo Giuliani] La prima trasferta della seconda fase della Banca Valsabbina Millenium Brescia va in scena al Sanbapolis di Trento dove, ad attendere le Leonesse, c’è l’Itas Trentino degli ex Pamio e Beltrami. Coach Beltrami schiera Monza al palleggio incrociata a Lazda, al centro ci sono Cosi e Marconato, in posto 4 Ristori Tomberli e Pamio, con Laporta libero. Coach Solforati sceglie Prandi in regia incrociata a Kavalenka, al centro ci sono Modestino e Olivotto, in posto 4 Amoroso e Michieletto, con capitan Parrocchiale libero.

    Foto gallery completa, firmata da Riicardo Giuliani QUI

    In un Sanbapolis dalle grandi occasioni, con una cinquantina di tifosi accorsi insieme agli Amici delle Leonesse a Trento, la sfida si presenta subito ad alto livello: il testa a testa si risolve solo sul 6-6 con l’Itas che accelera e si porta sul +4 con Lazda. Brescia prova a reagire con Amoruso (15-10), ma poi inizia a sbagliare e l’Itas ne approfitta: Pamio mette a terra il 19-13, il muro di Marconato vale il 21-16. Coach Solforati chiama a sé le sue: la Valsabbina prova a reagire, ma Pamio si prende il set point (24-18) e poi chiude sul 25-20. Nel corso del set, Arici ha sostituito in seconda linea Amoruso sfruttando il cambio under (e lo farà per tutta la gara) e Orlandi ha sostituito Olivotto in battuta.

    Nel secondo parziale, la Millenium si porta in vantaggio con Amoruso (1-3), ma poi inizia a sbagliare e Trento vola sul 9-7 con Ristori Tomberli. L’Itas prova a partire in volata e, con Marconato, vola sul +4 (13-9). Brescia, però, si riprende e, con Modestino e Amoruso assolute protagoniste, riconquista la parità (15-15). Le trentine avvertono la scossa e riprendono la corsa: Marconato mette a terra il 20-17, Pamio conquista il 23-18. Alla fine, chiude proprio Marconato (25-20). Nel corso del set, Orlandi è tornata in campo a sostituzione di Olivotto in battuta; Vittorini è entrata sul finale su Michieletto.

    Nel terzo set, Trento passa avanti con Pamio (4-3), ma la Millenium pareggia i conti con Olivotto (5-5) e poi sorpassa con Michieletto (6-8). Riparte il testa a testa da cui emerge Brescia solo sul 14-14: Modestino si prende il 14-16, Amoruso mette a terra il 17-20. Nel frattempo, sul 13-12 è entrata Schillkowski al posto di Prandi. Poi Brescia cade in un blackout improvviso e Trento ne approfitta per mettere in scena la rimonta: Pamio conquista il 20-21 e l’errore in attacco di Amoruso vale il 22-22. Olivotto si prende il set point (23-24), ma Cosi rimanda la questione ai vantaggi (24-24): alla fine, a festeggiare è Brescia con Amoruso (27-29).

    Schillkowski viene confermata nel sestetto della partenza. Inizio perfetto per le Leonesse che, con una super Amoruso, volano sul 1-9. Pamio prova a dare la scossa alle sue (2-9), Tomberli e Marconato la seguono (8-14). La Millenium è troppo determinata e Modestino lo dimostra conquistando il 10-17. La Valsabbina vola ancora con Amoruso (12-19), poi Olivotto e Michieletto allargano la forbice (14-23). Chiude proprio Michieletto sul 15-25.

    Il verdetto, dunque, è rimandato al tie-break. Quinto set che inizia a favore delle ospiti che si portano in vantaggio con Olivotto (2-4) e Modestino (3-6). Pamio e Cosi provano ad arginare l’impeto bresciano (5-8), ma è un fuoco di paglia: Amoruso si prende il 7-13 a muro, l’ace di Modestino completa la rimonta (7-15). La Banca Valsabbina Millenium Brescia conquista la sua decima vittoria consecutiva e lo fa in un campo difficile come quello del SanbaPolis. In attesa della partita tra Melendugno e Talmassons (in programma domani sera), le Leonesse mantengono la prima posizione della classifica insieme a Costa Volpino.

    Mvp del match è Dalila Modestino, autrice di una prova magistrale (15 punti, di cui 2 in battuta).

    Fonte Ufficio Stampa Volley Millenium Brescia

  • Playoff di CEV CL Novara vince sul Benfica

    Playoff di CEV CL Novara vince sul Benfica

    [di Redazione – foto Fabio Cucchetti] Vittoria da tre punti per la Igor Volley di Lorenzo Bernardi, che chiude a quota 13 il proprio girone di CEV CL Champions League e che al prossimo turno, complici i risultati odierni, si troverà di fronte a uno scomodissimo derby tricolore con le campionesse del mondo in carica di Scandicci. Andata prevista tra il 17 e il 19 febbraio a Novara, ritorno a Firenze una settimana più tardi (24-26 febbraio). Premio di MVP per la centrale belga Silke Van Avermaet, mentre top scorer è stata Tatiana Tolok con 16 punti all’attivo.

    Foto gallery completa di Fabio Cucchetti QUI

    Azzurre ancora senza Leonardi (fermata prima di Vallefoglia per un problema muscolare) e con Baijens e Mims ancora in fase di recupero dai rispettivi acciacchi; Bernardi manda in campo Tolok opposta a Cambi, Costantini e Van Avermaet centrali, Ishikawa e Alsmeier schiacciatrici e De Nardi libero; Benfica in campo con Mariana Garcez in regia e Ubavic in diagonale, Dokic e Stout al centro, Cetin e Clemente in banda e Rizzo libero.

    Lorenzo Bernardi (allenatore, Igor Gorgonzola Novara): “Volevamo vincere 3-0 e lo abbiamo fatto, era d’altra parte l’unica cosa in nostro potere per chiudere nel miglior modo possibile il ranking, in vista dei Playoff di Champions League. Ho avuto la possibilità di fare qualche piccola rotazione, un fattore che ci tornerà parecchio utile in vista del prosieguo della stagione e, nell’imminente, in vista del match con Milano di domenica”.

    Veronica Costantini (centrale Igor Gorgonzola Novara): “Siamo contente, per noi è stata una bella partita ed è una vittoria che da continuità alle due consecutive ottenute dopo la semifinale di Coppa Italia. Per me è stato bellissimo essere protagonista davanti al nostro pubblico, mi sono tolta anche la soddisfazione di un buon impatto sulla partita”.

    Igor Gorgonzola Novara – Sporting Lisboa e Benfica 3-0 (25-20, 25-17, 25-15)
    Igor Gorgonzola Novara: Mims (L) ne, Van Avermaet 11, Cambi 1, Herbots ne, Squarcini ne, De Nardi (L), Alsmeier 9, Ishikawa 7, Bonifacio ne, Carraro, Baijens ne, Tolok 16, Costantini 8, Melli 2. All. Bernardi.
    Sporting Lisboa e Benfica: Barcelos 2, Stout 8, M. Garcez 2, Cetin 5, Aleixo (L) ne, Clemente 4, Balague, Rizzo (L), Dokic 5, Ubavic 11, J. Garcez ne, Dillon ne, Holt ne. All. Furtado. MVP Silke Van Avermaet

    Fonte Ufficio Stampa Igor Gorgonzola Novara

  • A2F Pool promozione Trento parte bene

    A2F Pool promozione Trento parte bene

    [di Redazione – foto Riccardo Giuliani] La Pool Promozione dell’Itas Trentino si apre nel migliore dei modi. Con un 3-1 raramente in discussione il sestetto gialloblù supera l’ostacolo Futura Giovani Busto Arsizio cogliendo tre punti preziosi per iniziare la scalata in classifica e acquisire una dose importante di morale in vista dei prossimi impegni. Nonostante l’assenza di Giuliani l’Itas Trentino ha offerto una prova particolarmente convincente in ogni aspetto del gioco, raccogliendo molte soddisfazioni a muro (ben 14 contro i 2 di Busto Arsizio) ma giocando una partita di alto livello anche in ricezione, difesa e attacco.

    Foto gallery completa del match di Riccardo Giuliani QUI

    Sugli scudi Lazda, top scorer del match con 16 palloni a terra, Ristori Tomberli, mvp e protagonista di una gara completa in ogni fondamentale (63% in ricezione, 35% in attacco, 4 muri e 1 ace) e il tandem Marconato-Cosi, con 4 muri ciascuno che hanno tolto certezze alle attaccanti ospiti. I 15 punti di Enneking e i 14 di Taborelli sono le performance migliori di una Futura Giovani che, eccezion fatta per il secondo set, ha però faticato molto a mantenere il ritmo di gioco impresso dalle gialloblù. Alessandro Beltrami, fresco ex della sfida proprio come la regista gialloblù Monza, deve rinunciare all’infortunata Giuliani e si affida inizialmente a Monza al palleggio, Lazda opposto, Pamio e Ristori Tomberli schiacciatrici, Cosi e Marconato al centro e Laporta libero. Mauro Tettamanti, tecnico della Futura Giovani, risponde con Sassolini al palleggio, Taborelli opposto, Longobardi e Enneking laterali, Rebora e Farina al centro e Blasi libero.

    Alessandro Beltrami, allenatore dell’Itas Trentino, a fine gara “«Abbiamo subìto la Futura Giovani solamente nel corso del secondo set, dobbiamo ancora imparare a rimanere incollati ai nostri avversari anche nei momenti nei quali giocano una buona pallavolo senza lasciarli scappare nel punteggio. Quando invece siamo riusciti a tenere il nostro ritmo in cambio-palla e nelle variazioni in attacco abbiamo preso il largo in tutti e tre i parziali, raccogliendo molto con il muro-difesa come già era accaduto nelle gare precedenti. Ci voleva questa vittoria, ottenuta anche senza una giocatrice importante come Dominika, per riprendere al meglio dopo la pausa e per iniziare nel migliore dei modi il nostro percorso in Pool Promozione».

    TABELLINO: Itas Trentino – Futura Giovani Busto Arsizio 3-1 (25-13, 23-25, 25-19, 25-14)
    ITAS TRENTINO: Ristori Tomberli 15, Marconato 9, Monza 4, Pamio 12, Cosi 8, Lazda 16, Laporta (L); Andrich 1. N.e. Iob, Colombo, Guerra, Zeni. Allenatore Beltrami.
    FUTURA GIOVANI BUSTO ARSIZIO: Enneking 15, Farina 5, Taborelli 14, Longobardi 9, Rebora 7, Sassolini, Blasi (L); Orlandi 1, Ternava 0, Alberti 0. N.e. Nella, Talarico, Aina (L), Sormani. Allenatore Tettamanti.

    Fonte Ufficio Stampa Trentino Volley Srl

  • La Coppa Italia Fracciarossa rimane a Conegliano

    La Coppa Italia Fracciarossa rimane a Conegliano

    [di Emanuela Macrìfoto Riccardo Giuliani] Comunque vada si farà la storia. Quella di Conegliano, per la decima volta consecutiva in finale. E quella di Scandicci, per la prima volta. Qui. Sul campo della Inalpi Arena di Torino davanti a 12.853 spettatori, le telecamere della Rai, a contendersi la Coppa Italia Frecciarossa di A1 volley femminile. Per la storia, comunque andrà. Ed è andata come si poteva immaginare, ma non proprio del tutto. Perché se le pantere di Conegliano hanno alzato la loro ottava Coppa Italia, vero è anche che le ragazze di Scandicci han dato loro filo da torcere, e non poco. In tre set terminati tutti ai vantaggi, con più di un passaggio in cui l’esito sembrava, e poteva, esser diverso. Vediamo come.

    Prosecco Doc A. Carraro Imoco ConeglianoSavino del Bene Scandicci (31-29; 26-24; 27-25)

     

    Gallery fotografica di Riccardo Giuliani  della partita QUI e della festa QUI

    Videointerviste di Emanuela Macrì a Daniele Santarelli QUI e Marco Gaspari QUI

    PRIMO SET –  Infinità e spettacolo

    Primo pallone a terra un servizio out di Maja Ognjenovic per Scandicci che apre il break 4-0 per Conegliano che, subito, fa scattare l’allarme in casa Scandicci e chiamare time out a Marco Gaspari. Con il primo muro del giorno (4-2) di Ekaterina Antropova che, però, non arresta Conegliano. Le venete si portano sull’ 8-4 ma Scandicci torna sotto e, grazie all’attacco in di Antropova, sorpassa 10-11. Scandicci tiene botta davanti e Conegliano rincorre: in finale di set apre l’ errore in parallela out di Gaby 19-20 e sul 19-21 Santarelli da fondo alla scorta di time out. Il resto è un confronto a muro tra le due compagini, Conegliano che soprassa 23-22 con un mini break e Gaspari che chiede il tempo; Caterina Bosetti che rimette in equilibrio, per un parziale set chiuso ai vantaggi da Conegliano con un muro di Gaby. Ma la best score è Avery Skinner con 8 punti.

    SECONDO SET – Scandicci coriacea ma…

    Non si perdono d’animo le toscane e in pochi scambi si trovano a +4 (2-6) con Daniele Santarelli a chiedere il tempo per Imoco. Le sue si rifanno sotto e un attacco out di Skinner è il 6 pari mentre un attacco di Isabelle Haak è il sorpasso 7-6 delle venete. E la richiesta di tempo per Gaspari. Si prosegue poi punto a punto – o quasi: Scandicci viaggia con un vantaggio massimo di +2 quando sul 18-17 c’è il muro del sorpasso veneto firmato da Haak a cui Marco Gaspari risponde con la chiamata a raduno. Nel finale Antropova mette in equilibrio poi fa un passo avanti, con un ace, 19-20. Il 21mo punto toscano è un errore veneto, un malinteso fra Monica De Gennaro e Isabelle Haak e Santarelli ferma tutto. Tempo di dire un paio di cose alle sue e Conegliano torna 23-23, per poi far segnare sul tabellone il 26-24 e portarsi a casa il secondo set.

    TERZO SET – equilibrio, vantaggi e vittoria veneta

    Scandicci parte ancora avanti, la storia si ripete. Ma Conegliano con un muro di Haak passa avanti 8-7. Per una fase, ancora, di punto a punto, e parità (16-16) poi il finale che apre 20-18. E se sembra tutto scritto, no, nulla è detto: Scandicci rimette in equilibrio (21-21) con Lindsey Ruddins e il punto a punto tiene tutti con il fiato. Fino al 27-25, il pallone a terra messo da Chirichella e la festa di Conegliano che inizia.  Con l’alzata di Coppa e il premio MVP per Gaby: 22 punti a referto e tanto spettacolo per tutti.

  • Scandicci va in finale… ma che lotta con Chieri!

    Scandicci va in finale… ma che lotta con Chieri!

    [di Emanuela Macrìfoto Riccardo Giuliani] Porta il nome di Scandicci, la Savino Del Bene Scandicci, il secondo biglietto per la finalissima di Coppa Italia Frecciarossa prevista per domani, domenica 25 gennaio 2026, sul campo della Inalpi Arena di Torino. Un pass ottenuto dopo una lotta durata 5 set, quello conquistato dalle ragazze di coach Marco Gaspari che hanno trovato nelle avversarie della Reale Mutua Fenera Chieri’76 un ostacolo duro da superare. Anche se la testa vola già al match che consegnerà la coppa e le vedrà confrontarsi con la detentrice (nove titoli consecutivi nove!), Prosecco Doc A. Carraro Imoco Conegliano. Ma facciamo un passo alla volta e godiamoci questa sfida tra

    La foto gallery completa del match di Riccardo Giuliani QUI

    Le video interviste di Emanuela Macrì post gara Marco Gaspari QUI e Nicola Negro QUI

    Savino Del Bene ScandicciReale Mutua Fenera Chieri’76: 3-2 (25-22; 22-25; 25-20; 22-25; 15-8)

    PRIMO SET – Scandicci dosa il gas

    Il muro di Emma Graziani per Scandicci è l’avvio di match e di un primo in cui domina una fase studio tra le due formazioni. Con le toscane un passo o più avanti e Chieri lì (8-6) e poca distanza per poi accelerare (9-9) grazie a due punti consecutivi di Anett Nemeth (best score del primo set con 8 punti a referto). Scandicci ci prova, ad andarsene, e Chieri la marca stretta o quasi.  Nel finale che si apre 20-17, è il massimo vantaggio di Scandicci che poi allarga a un +5 (19-24), prevede anche un passaggio radente di Chieri 21-24 e un time out chiesto da Marco Gaspari. Ma le toscane non si lasciano intimorire ed Ekaterina Antropova mette a terra il pallone dell’1 set a 0.

    SECONDO SET – tutto da (ri)fare

    Scandicci avanti e Chieri a ruota. A pochi centimetri. Prima portandosi davanti sul 5-7 e poi con il muro di Nemeth 10-7 a cui Gaspari risponde con un time out. Le ragazze di Nicola Negro, però, non si fermano, e fanno segnare un + 4 sull’11-7. E se Scandicci rialza la testa (buon turno a servizio di Maja Ognjenovic e il muro di Antropova a rimettere il set in parità sull’11-11) il resto è la cronaca di una lotta ad armi pari e coltelli fra i denti, passando da un 14-14 un super punto 14-16 con recupero di pallone quasi a terra e schiacciata di Laura Kunzler per Chieri. Il finale apre sul 19-20 mentre a chiudere è il servizio out di Emma Graziani. 22-25. 1 set pari, tutto da (ri)fare.

    TERZO SET – Scandicci è un muro

    Toscane avanti subito e ancora piemontesi a ruota. Primo passaggio è 8-4 anzi no, il video check dice 7-5 con attacco da Nemeth confermato IN. Scandicci risponde con un muro di Camilla Waitzel (8-5), e poi una serie di block in che alla fine del parziale saranno 5, e con un margine di vantaggio che allarga via via da 11-7, passando per 20-12 fino al massimo distacco, quel 23-14 che apre alla chiusura di Weitzel 25-20, nonostante il buon break di Chieri.

    QUARTO SET – Incertezza e sorpresa

    Chieri non arretra e rilancia. Da subito. con un 1-3 cui Scandicci risponde portandosi 5-5 con un ace di Antropova cui segue un parziale in balletto di rincorse e fughe. Sul 10-8 Negro chiama le sue ma Savino scappa 12-8 sebbene ripresa poco dopo da Chieri 12-12 con Kunzler. Finale in bilico, aperto dal 19-19 passando per 22-22 pari. Ma Chieri, qui, sorprende tutti. E si guadagna il tie break con un break che la porta sul 22-25.

    QUINTO SET – Poca storia. Anzi tanta…

    Scandicci avanti subito 6-3 poi 7-5 (il punto è una palla giudicata in al check). Il 12-7  segna un +5 quale distacco massimo mentre il match point è un ace di Manuela Ribecchi. Un tie break con poca storia, anzi tanta… perché Scandicci vola verso la sua prima, storica, finale in Coppa Italia. E storia sia, allora.

  • Conegliano. È ancora finale in Coppa Italia Frecciarossa

    Conegliano. È ancora finale in Coppa Italia Frecciarossa

    [di Emanuela Macrìfoto Riccardo Giuliani] Il fine settimana di Coppa Italia Frecciarossa parte con il botto. Con la prima semifinale, quella che non ti aspetti e che mette subito all’angolo una delle grandi protagoniste del volley italiano: c’è un solo pass per la finale e a giocarselo sono le due squadre che nelle ultime edizioni la Coppa se la sono contesa a più riprese ovvero Prosecco Doc A. Carraro Imoco Conegliano e Igor Gorgonzola Novara. Un dentro – o – fuori da brivido che accende un’Inalpi Arena di Torino colorata e festante. Caldissima. Come si preannuncia un match che non delude le aspettative.

    In finale ci va, ancora e per la decima volta consecutiva, Conegliano. Che si prende il lusso di chiudere in 3 set una gara tra le stelle.  Con le mascotte in capo ad attendere lo starting six e via!

    Foto gallery del match di Riccardo Giuliani QUI

    Video interviste di Emanuela Macrì a Cristina Chirichella QUI e Federica Squarcini QUI

    Prosecco Doc A. Carraro Imoco Conegliano Igor Gorgonzola Novara 3-0 (25-23; 25-20; 25-21)

    Primo set – SI STUDIA

    Al servizio Conegliano con Cristina Chirichella ma il primo pallone a terra è di Novara con Tatiana Tolok. Il primo muro, ancora Igor, di Federic Squarcini (3-0) ma poi è Gaby che ferma la marcia di Novara e Isabelle Haak che rimette in pari il match. Con un sostanziale equilibrio accompagna tutto il set (7-7 e 10-10). Campanello d’allarme in casa Igor con Conegliano avanti di 3 lunghezze (13-16) e Bernardi a richiamare le sue ragazze in un time out che non sortisce l’effetto desiderato: un (altro) muro di Conegliano, infatti, apre all’ultimo scorcio di un set (16-20) poi vinto da una Conegliano a trazione Haak (8 punti per la numero 11 gialloblu anche se il best score è di Tolok con 9 punti all’attivo) mentre una nuvola passa nel cielo di Santarelli: Sara Bonifacio mura un 22-23 che fa chiamare il time out per un’Imoco che poi rimette la marcia ma si arresta, di nuovo sul 23-24 Chiude Zhu Ting con 25-23.

    Secondo set – CONEGLIANO. E POCA STORIA

    Avanti con l’equilibrio fino al 10-7 con richiesta di video check che conferma il punto (a muro) e punteggio per Conegliano mentre sull’11-8 arriva il tempo discrezionale richiesto dalla panchina di Novara. Imoco rimane, comunque, davanti di un paio di lunghezze, allungando 16-12 per poi doversi difendere dai denti di Novara (16-15). Il 18-5 è allarme rosso in casa Igor che chiede il secondo time out a disposizione. Ma il finale di apre, di nuovo, 20-16 e chiude, con un 25-20, questa volta, di Fahr, con una Conegliano che vede più voci con Chirichella e Haak a 4 punti per una mentre Novara conta, ancora, su un’ottima Tolok con 7 palloni a terra.

    Terzo set – TUTTO MOLTO FACILE

    Conegliano con il piede pesante sull’acceleratore. Avanti subito (con 5-2 e il tempo chiesto da Lorenzo Bernardi) passando per un 8-3 poi 12-7 che segnano il +5 come distacco massimo tra le due compagini, in un set mai in discussione, senza grandi sorprese, scossoni, bellezza. Il finale si pare con un 20-15 che sa di sentenza. Non fosse per il muro, spettacolare, di Lina Alsmeier che con un 20-17 sembra riaprire cielo e speranze. Ma è solo il canto del cigno. Sebbene Novara accorci le distanze (20-19) complice anche un attacco out di Imoco che poi, però, non perde filo e segno e chiude 25- con Gaby 25-21.

  • Segantini in mostra a Bassano, tra umanità e natura spuntano le Olimpiadi

    Segantini in mostra a Bassano, tra umanità e natura spuntano le Olimpiadi

    [di Emanuela Macrìfoto Riccardo Giuliani] La luce. Il colore. Le oscurità. Nascita ed evoluzioni nella vita di un artista che ha segnato la pittura del secondo Ottocento, Giovanni Segantini. In mostra al Museo Civico di Bassano del Grappa fino al 22 febbraio 2026. Un percorso che si snoda lungo i due piani del palazzo che ospita la mostra e in quattro fasi, quelle che suddividono la vita, breve (nato nel 1858 ad Arco di Trento morirà solo quarantunenne in Svizzera) di Segantini.

    Un artista che inserirà la sua esperienza artistica nel Divisionismo, tanto italiano quanto europeo, per questioni, anche e già, di DNA: nato nel Trentino italofono della periferia austro-ungarica, infatti, muove presto verso Milano per poi vivere l’ultima parte della vita oltre il confine. Una vita, quella che metterà su tela, abitata da paesaggi e nature, umane e animali, in un dialogo fitto tra loro. E che ora si divide tra il Segantini Museum di St.Moritz e la Galleria Civica G. Segantini di Arco, enti fondamentali per il supporto della mostra temporanea di Bassano.

    Le fotografie di Riccardo Giuliani per VivoCult QUI 

    Cento le opere in mostra, quattro le sezioni, i momenti geografici e artistici: dagli esordi milanesi, costellati da ritratti in scorcio e nature morte, paesaggi urbani e qualche incursione nella materia letteraria, tutto bagnato da luce e colore, alla seconda fase, quella del trasferimento in Brianza. Che con sé porta all’apertura su paesaggi rurali e momenti di vita contadina, al dominio della natura e del rapporto dell’umano con essa. Nella terza fase, invece, ad irrompere è la montagna e le sue vedute, che raccontano della sua ultima dimora, anche artistica, nella Svizzera in cui riposa. Un allestimento arricchito dalla presenza di opere di altri artisti, affini per storia e percorsi, tra cui spiccano Vincent Van Gogh e Jean-François Millet e che vede nell’ultima sezione e scorcio di vita, l’intensificarsi della ricerca e del rapporto con il paesaggio montano che, si dalla nascita, aveva accompagnato la vita di Segantini.

    Un viaggio attraverso un centinaio di tele, di momenti di vita e visioni, riuniti per l’occasione in un percorso unico, reso tale dai prestiti del Musée d’Orsay di Parigi e della Kunsthaus di Zurigo, ma anche del Rijksmuseum di Amsterdam e della Galleria d’Arte Moderna di Milano. Un itinerario che, idealmente, unisce il Veneto alla Lombardia per celebrare l’appuntamento sportivo invernale dell’anno “La visione di due Regioni che scelgono di fare sistema, mettendo la cultura al centro della preparazione verso un appuntamento storico: le Olimpiadi di Milano Cortina 2026” come descritto da Francesca Caruso, Assessore alla Cultura di Regione Lombardia. Sport e cultura, insomma, un binomio troppo spesso, ad oggi, sottovalutato.