La Scavolini Pesaro e la Foppapedretti Bergamo soccombono nel secondo turno di Coppa Campioni con lo stesso punteggio: 3-1 per il Baku e 3-1 per Mosca. Seguono i commenti.
Rabita Baku (AZE) – Scavolini Pesaro 3 – 1 (25-19, 25-23, 23-25, 25-21)
Il Rabita si dimostra una squadra molto potente in attacco, qualche calo e qualche errore, ma nel complesso la gara è stata in discesa per le padrone di casa. Nel quarto set l’ entrata in campo di Glass cambia l’assetto della squadra in particolare in difesa. Per quanto riguarda Pesaro sconfitta arrivata prima da tutti dai grandi problemi in ricezione e da un Baku che ha fatto di tutto per vincere. Il campionato azero sta crescendo grazie anche alla giocatrici straniere arrivate, indubbiamente di alto livello. Non dimentichiamo poi che la squadra locale ieri è stata capace di giocare con palla alta ma anche di spingere e far vedere alcune combinazioni interessanti. Al contrario la Scavolini ha faticato in prima linea, o meglio non è stata continua e seppur Ferretti abbia giocato “mano bene” rispetto alle due precedenti gare, con i problemi in seconda linea essere sempre precisi e dare lo stesso tipo di pallone alle compagne non è stato per nulla facile.
Norda Foppapedretti Bergamo – Dinamo Mosca (RUS) 1 – 3 (17-25 28-26 17-25 22-25)
La Foppapedretti priva di Lo Bianco e Merlo ma con una Piccinini in più, una giovin-Foppa, riesce a tener testa all’ esperta e potente Dinamo Mosca di Gioli, Goncharova e Costagrande. In casa Foppa il rientro del capitano si fa sentire in particolare con la sua presenza in seconda linea (difesa) oltre ai 17 punti in attacco. Ortolani e Vasileva a ciclo alternato, con la bulgara che ha grandi potenzialità ma non ancora quel carattere che le permette di mettere in campo tutto il suo valore. Interessante il fatto che si sia visto utilizzare “spesso” la pipe ( Picci-Sere-Vasileva)con la bulgara buona interprete del colpo. Ricezione da registrare e una battuta che dovrà diventare sempre più ficcante. Cosa ci è piaciuto? Il coraggio di Signorile e la crescita di Carrara. La Dinamo non ha bisogno di tante presentazioni, il suo “powerfull attack” si fa sentire, nel complesso la squadra ha murato e difeso bene, non è stata esente da cali quando messa sotto pressione, ma l’ esperienza delle giocatrici in organica ha fatto la differenza.

