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  • Dora Horvath:” In Italia ho imparato ad avere più fiducia in me stessa”

    Dora Horvath, pallavolista ungherese neo arrivata all’  Asystel Novara (squadra che punta su forze fresche con un roseo futuro davanti,) è al suo quinto anno in Italia: inizia a Pavia nel 2006/2007, dove rimane per 4 anni consecutivi conquistando la promozione nella serie maggiore. Nata a Budapest il 4 marzo 1988, alta 1,87 di ruolo schiacciatrice, Dora Horvath “Dodo” per gli amici inizia la sua storia sportiva nel suo paese nel Vasas Opus Budapest (2003 al 2006), mentre con la nazionale ungherse debutta nell’anno 2004 e diventa titolare inamovibile dal 2008.
    Parliamo con “Dodo” della sua esperienza pavese, del futuro a Novara e della pallavolo nel suo Paese..

    Dora Dopo 4 anni a Pavia il passaggio a Novara: sei pronta ?
    Il passaggio da Pavia a Novara.. si, mi sento pronta per buttarmi in una nuova avventura con la maglia dell’Asystel e sono anche onorata di avere questa possibilita’.
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    Descrivi le 4 stagioni a Pavia: cosa ti hanno dato come persona e come atleta ?
    Mi ha dato tantissimo in ogni cosa..come atleta ho avuto l’occasione di debuttare sconosciuta e giovanissima in serie A ( che io ritengo il campionato piu forte del mondo), grazie alla societa’ che hanno realizzato uno dei miei sogni in cassetto. Tecnicamente non ci sono dubbi ho imparato tanto, mi ha dato forte emozioni e mi ha fatto crescere l’attenzione in campo.
    Mi sento piu sicura ed ho imparato ad avere piu fiducia in me stessa.
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    Come hai vissuto nel 2006 l ‘approdo in Italia? Da giovane hai lasciato la tua nazione per seguire i tuoi sogni in un’altro posto ….
    Il primo anno ho vissuto molto bene…sinceramente quando sono partita per la prima volta per l’Italia pensavo che sarebbe stato molto peggio ..:)..Le ragazze e i membri della societa’ mi hanno reso pero’ tutto più facile, erano sempre vicino a me quando avevo bisogno, mi aiutavano anche con la lingua e nell’ inserirmi nel gruppo.
    Poi, i miei genitori ed i miei amici sono venuti spesso a trovarmi, si fermavano anche parecchi giorni, quindi sentivo meno la mancanza di casa. Ho fatto altre amicizie qui in Italia, quindi mi sentivo un po’ anche qui a casa.
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    Oltre al volley quali sono le tue passioni ? Studi ?
    Studio Scienze del Turismo all’ università di Budapest. Il mio tempo libero lo passo studiando oppure parlo con i miei amici su skype. Mi piace tantissimo girare in centro città ovunque io sia, perche sono davvero bellissime e adoro fare passeggiate in posti meravigliosi, andare nei parchi per rilassarmi, leggere gialli, ascoltare la musica, gurdare dvd, cucinare e ovviamente fare shopping.
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    Che consigli vuoi dare alle tante ragazze che si affacciano al mondo della pallavolo ?
    Il mio consiglio è non arrendersi mai anche nei momenti di difficoltà perchè ce ne saranno e i momenti difficili possono essere utili anche nella crescita personale. Ci vuole tanta pazienza ed umiltà, convinzione di ciò che si sta facendo, serenità, e tantissima voglia di fare.
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    La partita che ti rimarrà sempre nel cuore ?
    La promozione in A1, 4a gara contro Cremona che stavamo perdendo 0-2 e alla fine abbiamo vinto in tie-break. Partita fantastica…
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    Parlaci un po’ della nazionale ungherese e della pallavolo ungherese..
    Beh…è un argomento un pò delicato…purtroppo è difficile parlare bene della situazione…niente soldi, sponzorizzazione, niente tornei, 1 settimana di ritiro prima delle qualificazioni…così è impossibile andare avanti…purtroppo la pallavolo ungherese si è fermato nei tempi di vent’anni fa. Ci vorrebbe una modernizzazione radicale.
    Quest’estate però è stato eletto un altro presidente, con idee molto diverse, c’e un’altra dirigenza, vogliono fare un proggetto costruttivo per i prossimi 10 anni! Sono fiduciosa perchè già adesso si vedono i piccoli passi che stanno facendo per guardare avanti. Speriamo che l’entusiasmo duri anche nel tempo! Noi ragazze siamo tutte disposte a portare avanti questo sport bellisimo ormai quasi morto nel nostro paese…
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    Hai qualche talento del tuo paese da consigliare ai dirigenti italiani ?
    Non so,sicuramente ci sono un paio di ragazze con talento, ma non riesco seguire la pallavolo ungherese, perchè non c’e il modo per seguirla…non c’è la pubblicità, non ci sono partite in tv, i giornali non scrivono niente, quindi è difficile sapere come vanno le cose da lontano…
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    Per finire hai da ringraziare qualche persona che ti ha permesso di arrivare così in alto ?
    I ringraziamenti li potrei fare ad ogni persona chi mi è stata vicino nella mia carriera. Dai miei genitori, agli insegnanti del liceo, dagli allenatori delle giovanili agli allenatori che ho conosciuto qui in Italia, ai miei amici, ai dirigenti di società dove avevo giocato…ma veramente a tutti, perchè hanno influenzato la mia vita in tal modo da arrivare dove sono ora.
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    Pietro P. – Foto Asystel