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  • Conegliano tricolore, al Palaverde è festa scudetto

    Conegliano-Novara_811 [di Emanuela Macrì – foto Fabio Cucchetti] L’inno degli Alpini e un cuore con il numero 7 disegnato sulle spalle delle giocatrici della Imoco Volley Conegliano, un segno d’affetto verso la compagna di squadra infortunatasi ma in tenuta da gioco e a bordo campo in compagnia di Robin de Kruijff, costretta anche lei a vivere la sfida da lì. Si apre così la gara 4 della fase finale della stagione 2017/18 della Samsung Galaxy Volley Cup, in un PalaVerde pieno, tra la tensione delle padrone di casa, ricche di un’opportunità d’oro come quella di vincere lo scudetto in casa e la voglia di riscatto delle ragazze della squadra di Novara, che quello scudetto vorrebbe riportarlo al PalaIgor.

    A interrompere il flusso di pensieri, preghiere e scaramanzie arriva, puntuale, il fischio d’inizio e il primo punto della sfida firmato da Paola Egonu che apre con un attacco vincente il set che chiuderà con uno out. In una fase di studio ed equilibrio fino al 8-7. Poi è spinta Imoco fino +4 (20-16) ottenuto con buon ritmo e due break di 4 punti di 4 e 3 punti. Ma quando il parziale sembra servito ecco Novara farsi, recuperare fino al 22-22 per portare le padrone di casa ai vantaggi, al 28-26 finale.

    E si ricomincia da Egonu a schiacciare e aprire con Bricio a rispondere per un vantaggio Novara (14-16) e la rimonta delle padrone di casa che chiuderanno con un 25-21, per poi aprire con errore, emblematico, il terzo set. Un terzo parziale diretto dalle igorine, sempre in vantaggio, fino a riaprire una finale che sembrava già nelle mani di Conegliano, invece chiuso con un 25-22.

    Una finale e uno scudetto che, alla fine però, le ragazze di Daniele Santarelli si cuciranno addosso, grazie a un quarto set conquistato per 25-22 e un vantaggio mai in discussione, a quattro ace di Samanta Fabris (su 6 totali dei 31 punti personali) l’ultimo pallone della stagione messo a terra da Samantha Bricio e il titolo MVP di Joanna Wolosz. Per dare il via alla festa del secondo titolo italiano dopo una vittoria ottenuta per 3 set a 1 con parziali di 28-26; 25-21; 22-25; 25-12.

    “Dedicato – dirà Santarelli un attimo dopo il fischio finale – a Davide Mazzanti, il mio maestro”. Mentre per Monica De Gennaro, libero gialloblu “Il primo scudetto ha un sapore unico e non si dimentica ma questo è speciale perché frutto di un fantastico lavoro di squadra, in una stagione in cui i guai non sono mancati. Un obiettivo stagionale e un titolo voluto, arrivato anche grazie al pubblico che ci ha sempre sostenute”.

  • Anna Nicoletti e uno sport di squadra per vincere. Anche la timidezza

    anna nicoletti get sport media vivovolley (1)[di Emanuela Macrìfoto Federica Pozzobon] Di quella vecchia storia degli opposti che si attraggono non riusciamo nemmeno a rintracciarne le origini. Perché risalire con esattezza a chi l’abbia pronunciata per primo, ormai, pare una battaglia persa. Ma c’è una storia di battaglie vinte e di opposti, invece, che conosciamo, così come la sua protagonista, Anna Nicoletti, opposta dell’Imoco Volley Conegliano. La sua prima battaglia vinta risale a qualche anno fa, quando la sua mamma intuisce le potenzialità della pallavolo, di uno sport di squadra, per farla uscire da una timidezza che rischia di farle perdere qualche treno importante nella vita. Non si sa mai. E allora eccola in palestra la giovanissima Anna che frequenta la seconda elementare e ancora non sa.

    Nemmeno immagina che non passeranno poi molti anni per quella valigia, per quel un posto letto al Centro Federale Pavesi che occuperà per tre stagioni insieme al posto in squadra, nel Club Italia. La prima maglia azzurra della vita, azzurrina per la verità. Ad aggiungere una tonalità ci penserà la convocazione in Nazionale U20 del 2015 e quel bronzo al collo, quello della medaglia vinta al Mondiale di Porto Rico “che brilla ancora di più – racconta Anna – perché conquistata a settembre quale coronamento di una lunga estate di lavoro.”

    A guidare le ragazze, in quella stagione, è Luca Cristofani. Ma se di panchine parliamo, allora “non posso non citare Marco Mencarelli – ci tiene a sottolineare l’opposta – perché a lui e ai suoi insegnamenti, soprattutto in fatto di tecnica, devo moltissimo. Quella al Club Italia, che al tempo militava in serie B1, è stata un’esperienza senza uguali.” Un trampolino di quelli che ti permetto un doppio salto. Nemmeno il tempo di riporre maglietta e ginocchiere in valigia, infatti, che già il telefono squilla. Dall’altro capo c’è la società di Conegliano.

    anna nicoletti get sport media vivovolley (2)E, anche se lei ancora non lo immagina, una presenza in campo che si rivelerà fondamentale per la sua crescita: quella di Monica De Gennaro, un libero che non ha bisogno di presentazioni. “Una campionessa vera, che mi ha presa per mano – racconta Anna – e guidata in un momento fondamentale, quello dell’approdo in serie A1, in cui non sapevo cosa aspettarmi, a cosa sarei andata incontro.” La risposta, oggi la conosciamo: uno scudetto e due stagioni in una squadra ai massimi livelli. E un ritorno, quello di quest’anno.

    In mezzo un campionato a Monza nelle fila della Saugella Team. Per un’esperienza diversa, opposta in fatto di classifica a quella fatta ad allora, in un club neopromosso con l’obiettivo della salvezza. “A Monza ho imparato a trovare la forza, mentale, di rialzarti e costruire passo dopo passo; da Conegliano mi portavo la forza della squadra, la coesione e lo spirito di sacrificio per il gruppo. La necessità di sapersi mettere a disposizione degli altri.”

    Come in questo avvio di stagione, con Samanta Fabris da recuperare e Anna a farsi trovare pronta, concentrata e per nulla intimorita. A dare il suo contributo, giocando come sa, come l’avevamo già vista nei momenti importanti: uno su tutti, quel finale di stagione, quello del tricolore, quando alle chiamate di Davide Mazzanti rispondeva con punti e buon gioco.

    anna nicoletti get sport media vivovolley (3)Tanti gli insegnamenti che riempiono il bagaglio, quindi, ma la strada davanti all’opposta di origini vicentine è ancora lunga e c’è molto lavoro da fare. Perché le maglie indossate e il palmares non devono farci dimenticare che sulla torta del prossimo compleanno, peraltro alle porte, le candeline da soffiare saranno soltanto ventidue. Ci sono, infatti, ancora scogli da superare e situazioni da affrontare, nel volley come nella vita. “Sto lavorando su alcune situazioni di chiusura. Spesso, infatti, se le cose non funzionano, ho la tendenza a dilatare i tempi di reazione: l’esigenza e l’obiettivo, ora, sono di ridurli. Per questo conto molto – conclude Anna – su quella tenacia che mi rende attiva al 100% in ogni situazione e che, credo di poter dire, sia il mio aspetto agonistico migliore.”

    Di battaglie vinte e da affrontare, ce ne sono state e ce ne saranno. E di quegli opposti che si attraggono? Pure. Perché a calamitare la sua attenzione di ragazza meno timida di un tempo ma pur sempre riservata, sono le persone espansive, quelle che dimostrano di avere sempre la cosa giusta di dire, di essere sempre sul pezzo. Un po’ in contrasto con lei che alle parole preferisce i fatti, gli ace e i punti da mettere a referto. E una mentalità per cui “Devi sapere, pensare, sentire che puoi vincere.”

  • Dopo un sabato di emozioni, saranno Modena e Conegliano a sfidarsi per la Coppa Italia

    Imoco Conegliano Get Sport media Giulini[di Emanuela Macrì – Foto Riccardo Giuliani] Pomeriggio grigio e vagamente piovoso, quello di Firenze. Tanto calore e colore, invece, all’interno del Mandela Foum, dove ad accogliere le atlete per la prima giornata della Final Four di Coppa Italia A1 Samsung Galaxy c’è un pubblico caldo e un biglietto per la finale, di sola andata e per un solo passeggero, da strappare.

    Ad aprire le danze del pomeriggio di sabato, le formazioni di Imoco Volley Conegliano e Igor Gorgonzola Novara chiamate ad affrontarsi nella prima semifinale, con un primo parziale di sostanziale equilibrio, poi chiuso sul 23-25 dalla centrale novarese Cristina Chirichella seguito da un secondo set fotocopia, ma diverso nella fase finale quando le gialloblu provano a portarsi avanti con un 20-17 che è il risultato di un buon turno al servizio di Raphaela Folie (2 punti, i suoi, di cui uno al servizio) e un vantaggio mantenuto fino al 25-21 che porta la firma di Nicole Fawcett. E la musica non cambia nemmeno nel parziale successivo, il terzo, con le squadre in sostanziale parità fino all’ultimo scorcio quando le ragazze di Mazzanti provano ad accelerare, tentando una fuga (22-19) facendosi però riacciuffare dalle igorine. A chiudere sarà l’immagine del video check, con quel pallone IN per Conegliano, il tabellone a confermare il punteggio di 25-23 e quindi il vantaggio provvisorio per 2 set a 1 della formazione veneta. Un quarto set all’aroma di “tutto per tutto” con gialloblu che non si lasciano sfuggire l’occasione di portare a casa set e incontro (25-23). Finale, ovviamente, compresa.

    La curiosità: il primo video check richiesto al secondo set e il punto, nel quarto parziale, di Monica De Gennaro, libero dell’Imoco, che ha commentato così la partita: “Un inizio contratto, il nostro, con il cambio palla funzionante mentre mancava qualcosa nella difesa. Un qualcosa che poi abbiamo trovato, riuscendo a conquistare la finale in una partita per nulla facile. Aggiungo i miei complimenti alla squadra e un arrivederci a domani. Ma ci penserò domani!”

    Un velo di comprensibile amarezza, invece, nelle parole di Cristina Chirichella, centrale della Igor Gorgonzola Novara: “Ogni set è una storia a sè, soprattutto in partite come queste – analizza la centrale Cristina Chirichella – che non ammettono repliche. Abbiamo giocato comunque bene, anche se probabilmente dovevamo essere più ordinate nell’imporci con una squadra che non ammette distrazioni e sa fra viaggiare il pallone. Potevamo fare meglio, lo sappiamo fare.”

    Liu Jo Modena Get Sport Media GiulianiPer una semifinale che si chiude ce n’è una pronta ad aprirsi. Giusto il tempo del riscaldamento e si riparte, con Savino del Bene Scandicci e Liu Jo Nordmeccanica Modena a dividersi il rettangolo di gioco in una partita con un primo set che sembra dire bene alla squadra toscana, con la formazione di casa avanti a registrare un +4 già nei primi 10 punti e un campo che si scalda, con qualche scambio lungo e qualche pausa di aggiustamento: al 20-20, entrambi gli allenatori hanno terminato i time out a disposizione. Il set poi si concluderà punto a punto con Modena a spuntarla, ma solo ai vantaggi (24-26). Diverso l’andamento nel secondo parziale che dopo un avvio in equilibrio vede Scandicci prendere il volo sul 19-17 e chiudere la pratica con Valentina Arrighetti a firmare il 25-19. Un punteggio che riesce a galvanizzare le toscane nel terzo parziale, pronte a prendere il largo fin dalle prime battute e avviarsi alla conquista del bottino quando sul punteggio di 21-17 Modena decide di inserire il turbo, recuperare i punti seminati e andare a prendersi un set che sembrava già chiuso, con un deciso 25-27. Il quarto parziale è una storia di fughe e ritorni nei ranghi, con lo 0-5 inziale capace di trasformarsi in un 18-18, quindi in un time out richiesto da Marco Gaspari e in una finale conquistata con un muro di Brakocevic a chiudere sul 22-25.

    “Troppi momenti bui– commenta Alessandro Beltrami, allenatore della Savino del Bene Scandicci –  e poca concretezza nelle fasi più importanti della partita. Dobbiamo lavorare su questo, e sulla gestione del vantaggio.”

    “Una partita che poteva essere migliore – commenta Francesca Ferretti, palleggiatrice della Liu Jo Nordmeccanica Modena – ma che ci ha condotto, comunque alla finale. Domani dovremo rimanere più concentrate ed evitare gli errori visti oggi. E sarà una battaglia.”

    Saranno dunque l’Imoco Volley Conegliano e la Liu Jo Nordmeccanica Modena a contendersi la Coppa Italia, in una gara unica, in una domenica che promette spettacolo.