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  • Valentina Arrighetti: il viaggio della vita, fuori e dentro il campo

    Valentina Arrighetti get sport media Riccardo Giualiani[di Emanuela Macrì foto Riccardo Giuliani] Per raccontare Valentina Arrighetti ci vogliono un paio di scarpe comode e un buon passo, perché chiacchierare con lei, di lei, equivale a fare un viaggio. E non potrebbe essere altrimenti per un’atleta nata nella città italiana simbolo della navigazione, e dell’esplorazione pioneristica, in quella Genova che lascia sempre per tornare, perché distante non ci sa vivere bene. “Quello con la mia città è un rapporto speciale – racconta la centrale oggi alla Savino del Bene Scandicci – difficile da spiegare. Un amore che però non ha pregiudicato nessun aspetto della mia carriera, lasciandomi libera di allontanarmi in questi anni di volley, sebbene con un biglietto per il ritorno sempre pronto in tasca.

    Per tornare al panorama unico “di una grande città affacciata sul mare. Una rarità – continua Valentina – che la rende così bella da guardare, schiacciata verso il mare dove sembra tuffarsi dalle montagne che la circondano. E poi i panorami di Boccadasse e Capo Santa Chiara, due porticcioli che si possono percorre a piedi e godere di una vista incantevole.”

    E per una pausa ristoratrice? Da buona genovese è amante della cucina, quella semplice senza troppe stravaganze e davanti a un menù tipico si trova nella difficoltà di dare la precedenza all’uno o l’altro piatto. “Il sapore a cui penso più spesso quando sono lontana da casa è quello della focaccia. Certo, in giro non è difficile da trovare, ma nessuna è come quella di Genova. Come quelle di Recco, un comune poco distante dalla città, quelle al formaggio, sono imbattibili!”

    E parlando di invincibilità, finiamo per spostarci a Vicenza, agli anni dell’approdo nella massima serie del campionato italiano e di Manù Benelli. “Non perché fossimo invincibili, sia chiaro, ma perché così ci sentivamo. Giovani e positivamente spavalde in campo con lei, in panchina, a darci la carica con quella sua capacità di farti sentire la giocatrice più forte, a donarti la sicurezza e la voglia di entrare in campo per dare al 100%. È stata una grande palestra di vita, a cui ha contribuito anche l’occhio lungo del presidente Giovanni Coviello che in quegli anni, alla pallavolo, ha reso un grande servizio, ha fatto un gran bene. Di allenatori bravi ne ho incontrati altri nella carriera, ma dal punto di vista dell’energia e del lavoro sull’autostima, come la Benelli non c’è stato nessuno.”

    Valentina Arrighetti get sprot media Riccardo GiulianiUna buona scuola, dunque, ma anche un trampolino di lancio verso gli anni di Bergamo, quelli con i successi alla Foppapedretti e quell’appuntamento indimenticabile, con il primo scudetto. Una pagina che nell’album dei ricordi vanta un segnalibro speciale. “Così desiderato e così tanto sognato! Era il pezzo che mancava, forse perché arrivava dopo qualche trofeo messo a splendere in bacheca, o forse perché quel tricolore ha un sapore particolare.” Di certo uno dei momenti più emozionanti in una carriera che ha riservato anche qualche, naturale, asprezza: “Il rimpianto più grande? Quello di non poter riavvolgere il nastro per rigiocare la semifinale del mondiale 2010: la partita persa con la Cina è una cicatrice che brucia più della semifinale olimpica mancata a Londra 2012. Lo sport ti insegna, anche, ad accettare, ma ci sono sconfitte che rimangono difficili da digerire.”

    Soprattutto se nella professione ci stai con tutta te stessa. “Vivo il campo con grande intensità e si vede. La concentrazione mi avvolge e non riesco a lasciare grande margine al sorriso che invece, nella vita di ogni giorno, di centro non mi difetta. C’è molta distanza, da questo punto di vista, tra la Valentina pallavolista e la Valentina donna”. Ma ci sono anche molti punti di tangenza. Tra questi una forte emotività e quella dedizione totale al lavoro che sfocia in perfezionismo. “Dovrei, però, imparare a contenere l’impulsività. Non dico di domarla, perché fa parte della mia essenza, ma vorrei posizionare l’asticella ad un’altezza adeguata per raggiungere un maggior grado di controllo in alcune situazioni. È una parte su cui voglio lavorare. Come sono riuscita a diventare un po’ più paziente negli anni, benché la pazienza non rientri a pieno nelle mie caratteristiche, così vorrei riuscire a modulare l’istintività.” Evoluzioni e cambi di marcia, con una valigia sempre più carica e lei pronta per nuovi luoghi da visitare.

    Tra questi anche i corridoi della facoltà universitaria di Scienze Politiche, dove Valentina ha deciso di cogliere una sfida. “Una scelta inusuale per un’atleta? Non direi. Di certo ha contato la poca simpatia nei confronti delle materie scientifiche ma, soprattutto, il fatto di considerarla una facoltà trasversale – spiega Valentina – con qualche possibilità di collegarsi in un futuro allo sport, in ambiti ancora poco battuti.” Un domani, però, ancora troppo lontano per dedicarvi tempo ed energie. “Mi risulta molto difficile immaginare cosa farò da grande. C’è ancora molta strada da fare e in questa professione impari a dare più attenzione a dove metti i piedi piuttosto che rivolgere lo sguardo all’orizzonte lontano che ti aspetta.”

    Valentina Arrighetti Riccardo Giuliani  get sport mediaTanta la strada che l’attende, magari con qualche salita. “Non sono un certo un tipo da spiaggia e brandina, anche se negli anni mi è capitato spesso, quando gli impegni con la Nazionale permettevano solo brevi pause e la vacanza non poteva che essere sinonimo di riposo. Ora però è tempo di esplorazioni con lo zaino in spalla e lunghe camminate.” Ora è tempo di programmare il prossimo viaggio, in Perù. “L’idea iniziale era quella di visitare la Cambogia, poi un regalo inaspettato, una guida del Perù, mi ha fatto cambiare rotta. Il Sudamerica è una parte del mondo che ho visto solo di passaggio, come molti altri posti che ho avuto la fortuna di visitare ma non di conoscere a fondo.

    Viaggiare significa respirare una terra e la sua cultura, viverne la geografia ed esplorarne ogni angolo. Ed è quello che intendo fare salendo verso il Machu Picchu, già attraente e magico nel nome, con i suoi rimandi e il suo fascino, fino ad arrivare a Lima, la capitale affacciata sull’oceano. E – conclude la numero 13 della Savino del Bene – più in là ancora.”

    Dagli Appennini, quelli della terra toscana di Scandicci dove gioca e vive in questa stagione di Samsung Gear Volley Cup, alle Ande, quelle peruviane, che l’aspettano. Passando attraverso i tramonti sui porti liguri che profumano di salsedine e focaccine al formaggio e da Vicenza, con una puntatina a Baku, dove ha scelto di giocare la stagione 2014/15 fino a Conegliano con il ritorno in Veneto, terra di prosecco e di scudetto, il secondo della carriera, conquistato con la maglia della Imoco Volley.

    Che ci volessero scarpe comode e buone gambe, per parlare di e con Valentina, era la raccomandazione. Ma bisogna avere anche occhi pronti a cogliere sfumature e anime disposte a farsi trasportare, per affrontare certi viaggi. Perché “Alcuni luoghi sono un enigma. Altri una spiegazione.” E noi rimaniamo in attesa di sapere, di farci raccontare, che effetto fa il Machu Picchu visto da vicino.

  • [Coppa Italia 2014/2015] On the Road to F4: Martina Guiggi

    Fire-Nova_208Martina Guiggi, capitano della Igor Volley Novara non vuole farsi sfuggire l’appuntamento con la vittoria finale. In una stagione che vede le novaresi dominare in regular season e avanzare in Challange Cup, conquistare la coppa Italia significherebbe mettere in bacheca il primo trofeo della stagione e far tornare a festeggiare la Novara della pallavolo.

    A cura di Mirko Zebrone.

    – Aspettative per queste final four di coppa Italia?
    Siamo già molto felici di essere arrivate a questo punto, perché sicuramente non era facile. Ora viene la parte più dura ma le aspettative sono alte. Per noi è il primo obiettivo stagionale, in ordine cronologico, e ci arriviamo cariche e desiderose di conquistare il massimo risultato.

    – Come andrà affrontata l’avvesaria di semifinale per conquistare match ed accesso alla finale?
    Conegliano non va sottovalutata, è reduce da un momento particolare, con il cambio di allenatore e qualche infortunio. Quando ci si gioca tutto in una gara secca, però, tutti questi fattori non contano. Dobbiamo affrontare Conegliano con la consapevolezza del loro potenziale anche delle nostre qualità.

    – Quali armi serviranno per portare a casa la coppa?
    Sarà importante arrivare all’appuntamento con la giusta fiducia e nelle migliori condizioni possibili. Per quel che riguarda la fiducia, è da inizio anno che ce la costruiamo, noi come le avversarie, una partita per volta, un successo dopo l’altro. Ora è il momento di metterla tutta in campo e provare a conquistare il primo trofeo stagionale. Di certo, per farlo, servirà che giochiamo al meglio delle nostre possibilità, come abbiamo più volte dimostrato di saper fare nel corso dell’anno.

    – La giocatrice avversaria che temi di più?
    Non temo mai una giocatrice singola, perché so che in questi appuntamenti è il gioco di squadra a fare la differenza.

    Fire-Nova_076– La giocatrice che potrebbe fare la differenza in queste final four?
    Come detto, saranno le squadre e non le singole atlete a decidere questa Final Four. Di giocatrici di spessore ce ne sono tante e in ogni squadra, tutto dipenderà dalle condizioni e dal rendimento delle squadre intere e non delle singole atlete.

    – Cosa ti aspetti dal pubblico di Rimini?
    Sicuramente mi aspetto un palazzetto pieno, Rimini è una piazza abituata a grandi eventi anche e soprattutto con il basket. So che verranno tante persone da Novara come dalle altre piazze coinvolte e sono sicura che sarà uno spettacolo nello spettacolo.

  • ASICS SCEGLIE VALENTINA ARRIGHETTI COME VOLTO FEMMINILE NEL VOLLEY

    Ita-Pol_002ASICS annuncia oggi l’accordo di sponsorizzazione con la centrale della Nazionale Italiana di volley Valentina Arrighetti. Nata a Genova il 26 gennaio 1985, Valentina Arrighetti gioca nel ruolo di centrale e vanta nel suo palmares due Champions League, un Campionato Italiano, una Coppa Italia e due Supercoppe Italiane. Con la maglia azzurra, che veste dal 2006, ha conquistato, tra le altre, le medaglie d’oro ai Campionati Europei del 2009, nella Coppa del Mondo 2011 ed alla Grand Champions Cup 2001.

    Piske, come è soprannominata fin da quando, appena quattordicenne fece il proprio debutto in Serie C, ha siglato un accordo che prevede l’utilizzo di abbigliamento e calzature ASICS performance e tempo libero. ASICS aggiungendo Valentina Arrighetti alla propria lista di atleti professionisti con cui collabora, che attualmente comprende anche il palleggiatore della nazionale Dragan Travica, e, tra le squadre, oltre alla Nazionale Italiana, l’A.S. Volley Lube Macerata, attualmente al primo posto nel Campionato Italiano ed i vice-campioni d’Europa del Piemonte Volley Cuneo, mira a consolidare l’immagine del proprio marchio e crescere nel mercato mondiale del volley. La sinergia prevede inoltre il coinvolgimento di Valentina Arrighetti, così come Dragan Travica ed i loro compagni nella Nazionale Italiana, nello sviluppo delle future collezioni da volley ASICS, fornendo suggerimenti sulle esigenze dei giocatori professionisti e consigli sulla realizzazione di nuovi prodotti.

    Conoscendo già la qualità dei modelli di ASICS, Valentina non ha avuto che l’imbarazzo della scelta, optando infine per la GEL-BEYOND 3, storico modello apprezzatissimo dalla gran parte dei professionisti come dagli amatori.

    ELA_1628Valentina Arrighetti ha dichiarato: “Essere testimonial per il brand che più di altri ha confermato la propria leadership nel volley in Italia è una grande responsabilità, ma soprattutto una importante opportunità di crescita. Mi alleno per migliorare e scendo in campo per vincere: sono sicura che insieme ad ASICS taglieremo dei traguardi importanti”.

    L’Amministratore Delegato di ASICS Italia, Luca Bacherotti, ha commentato: “Valentina Arrighetti è una grande atleta con una presenza in campo unica ed una determinazione che riflette le ambizioni di ASICS nella ricerca di una crescita costante nel mondo del volley. Abbiamo una lunga storia di innovazione nelle calzature e siamo onorati di avere nella nostra squadra una giocatrice di questo livello.”

    La scarpa di Valentina Arrighetti:

    ASICS GEL-BEYOND 3 MT

    Storico modello molto apprezzato da tutti gli amanti del volley, la GEL-BEYOND 3 ha un profilo più basso per dar vita ad una scarpa da pallavolo indicata per chi cerca una combinazione tra velocità e comfort. Grazie al sistema di ammortizzazione Rearfoot and Forefoot GEL Cushioning, la scarpa assorbe gli urti negli stacchi e negli atterraggi. Dotata di Dynamic GEL Plate, che assicura maggiore stabilità e assiste il piede nel movimento in avanti, ed una speciale schiuma, Personal Heel Fit, che avvolge il tallone assicurando una calzata confortevole e personalizzata.La suola è realizzata in gomma Wet Grip per fornire una migliore trazione sulle superfici indoor, mentre il sistema Magic Sole garantisce la massima traspirazione. La GEL-BEYOND 3 è disponibile oltre che nella versione scelta da Valentina Arrighetti, ovvero la MT (Mid Cut) che offre un sostegno extra ed una calzata confortevole anche nella versione bassa.

    asics gel beyond 3 MT bianco-azzurro1

    Ufficio Stampa

    (Foto Cucchetti-Monticelli)

  • “Dimostrerò chi è Piso”..

    piso4“Giulia è una ragazza semplice, che tiene tantissimo ad ogni cosa che fa. E’ una persona trasparente, non sa nascondere i propri stati d’animo, come me. Noi siamo super amiche e grazie alla vicinanza ci leghiamo ogni giorno di più. Parliamo di tutto e non abbiamo segreti.. E’ una centrale forte, come ogni giovane deve crescere, ma ha davanti le persone giuste per farlo..”(Caterina Bosetti)

    Foto: Ernesti Luchino, Luca Renoldi, Carmelo Poidomani, Fabio Cucchetti, Riccardo Giuliani.

    Una domanda che ti hanno fatto in molti: cosa provi nell’entrare in campo e sentire il boato del palazzetto?

    Il mio babbo mi dice che quando entro in campo io sembra entri la Lo Bianco:-).. E io “Grazie Babbo sei carino eh”.. E’ una grande emozione sapere che entri in campo con tutte quelle persone che tifano per te. Anzi le ringrazio tantissimo, perché non giocando spesso non è facile essere stimata dal pubblico. La prima volta che ho sentito quel boato è stata contro villa, quando Vale si è rotta la scarpa:-). E’ stato inaspettato..

     

    Hai davanti Bauer ed Arrighetti: cosa stai imparando da loro? E tu credi di dare qualcosa a loro?

    Mah.. Cosa sto imparando da loro..Più che Chri, vedo Vale, perchè  fisicamente siamo molto più simili. Qualcosina le sto fregando, ad aspettare a muro, vedo come attacca lei, visto che l’attacco è un pò il mio punto debole  se il muro è il mio punto di forza. Io a loro.. Non lo so. Loro credo siano le migliori centrali d’Europa oltre che d’ Italia, semmai la cosa è a senso unico, da parte loro verso di me.

    Se ti chiamassero a giocare all’estero dove andresti? E in Italia dove ti piacerebbe?

    All’estero è sicuramente presto, la cosa la vedo in prospettiva futura. Se dovessi andare sceglierei comunque un paese che è forte economicamente, vista la crisi in Italia. Non saprei però, perché la cosa mi spaventa, io devo sentirmi bene, se no non rendo. In Italia, prima che ci fosse Busto, fin da piccola ero pazza di Bergamo e di Villa, da quando è nata. Ma il primo amore è Bergamo.. 

    piso18Da quale allenatore vorresti essere allenata?

    Mi ha sempre incuriosito Ze Roberto, mi hanno parlato bene di Chiappini (ho  sentito recentemente Indre Sorokaite) e poi Velasco..

    Sei amica della Bosettina, cosa vi dite in prossimità del derby?

    Io e Cate ci conosciamo da 5-6 anni, da quando io ero in pre-juniores e lei aveva 2 anni meno. Cosa ci diciamo? Ma vinca la migliore.. Quest’anno da parte di tutte e due il derby è sentito molto, per me è come se fosse Pisa- Livorno nel calcio, anche se adesso non c’è più..Sono entrata nel clima. Poi io nel riscaldamento la guardo, mentre lei non mi fila per nulla:-).. Non glielo ho mai detto eh, glielo dico ora..

    Sei rimasta a Busto mentre avresti potuto andare a giocare. Sinceramente parlando, quando è contata la sicurezza economica alla luce di quello che succede in Italia?

    Io sono una ragazza che mette il massimo nelle cose che fa, nella scuola, nello sport, nella vita. La sicurezza economica è importante si, ma fino ad un certo punto.. Lo scorso anno sarei venuta a giocare gratis, quest’ anno, crescendo, ho capito il valore dei soldi, anche se sono giovane, e Busto sta offrendo una grande sicurezza. Ma nella mia scelta di rimanere qui, l’aspetto economico è stata una cosa in fondo alla scala. Certo, senz’ altro man mano che sono andata avanti ho capito che è stata la scelta giusta, perché al di là della passione che uno ha, la pallavolo sta diventando un lavoro, quindi hanno acquisito importanza, però all’ inizio hanno contato altri aspetti.

    (Tu hai avuto poco spazio, avresti potuto decidere di andare a giocare e  cambiare squadra..)

    Io avrei potuto scendere anche di categoria, se non avessi trovato posto in  A1, ma ho scelto di rimanere per l’ attaccamento che ho per questa maglia. Ho attraversato all’ inizio un periodo difficile, non ero Giulia, non ero la Piso,  perché non vedere il campo mi mandava fori di testa, ma piano piano, a dicembre  ne sono uscita, da sola, ora sto lavorando bene, mi sento bene con il gruppo e  quando riprendi a sorridere e credere in quello che fai va tutto meglio. Per me  non era facile entrare in palestra, lavorare tutta la settimana e non poter  mettere in pratica quello che fai in allenamento. E’ come se una persona studia  sempre ma non fa mai una verifica. Quindi nascono le insicurezze, le paranoie.  Poi a dicembre mi sono chiesta cosa volevo diventare.. Io voglio diventare come  Vale..E poi mi sono ricordata quello vissuto lo scorso anno, non me la sono  sentita di cambiare e spero di rimanere qui il più a lungo possibile. Certo il  prossimo anno avrò altre esigenze, quelle di vedere se Giulia dopo due anni in  cui il primo anno ha giocato abbastanza, il secondo poco, a livello di  esperienza è pronta. Questo lo vorrò provare, vorrò giocare titolare, avere più  spazio. Se Busto non mi dovesse offrire questo, non potrei farci nulla, ma  credo che la mia disponibilità e tutto quello che faccio in palestra si veda..

    piso1Hai scelto di fare la centrale o ti hanno dato questo ruolo e lo hai tenuto?

    Allora, sono centrale da sempre. Mi hanno dato questo ruolo e l’ ho tenuto. Da piccola mi avevno detto che potevo cambiare, la banda mi piace come ruolo, insieme al palleggiatore.. Anche se con la manualità che ho.. meglio che muro:-)

    Il primo tempo di.. La fast di.. Il muro di..

    Il primo tempo di Harmotto, la fast di Fabiana, il muro di Poljak..

    Sei giovane, famosa, ma alla tue età e in un mondo sportivo dove l’atleta è “esaltato” ci pensi mai ad essere un esempio per i tuoi coetanei?

    Ora tutto quello che faccio sta diventando la normalità, giocare  davanti a 5000 persone, allenarmi con le campionesse, magari anche firmare autografi. A volte penso a quando sono arrivata in questa realtà, Giulia è cambiata tanto, mi rivedo in queste ragazzine, quando vedevo Vale, vedevo la Gioli e dicevo “Arriverò mai dove sono loro?”. In questo ambiente parlano di te anche solo se ti sporgi dal balcone..Ci convivi. Personalmente non mi sento nessuno, sono una giocatrice di serie A, ma la mia strada è ancora lunga, la  cima è lontana, bisogna pedalare e lavorare molto. Spesso mi è stato detto che trasmetto emozione e metto voglia di giocare, questo è molto bello, se può essere preso come esempio. Io ci metto sempre me stessa, sono me stessa. Giulia è così. Ognuno è bello per come è. Io  potrei essere d’esempio, ma una persona può essere anche migliore di me.

    (A 19 anni si corre il rischio di pensare  di essere arrivati…)

    Ho tanta pura di questo. Io dalla vita sto avendo troppo. Con la Juniores  abbiamo vinto tutto, sono stata premiata, lo scorso anno abbiamo vinto tutto di  nuovo al primo anno di A1. Ho tanta paura che questo sogno se ne vada. Ho paura di tornare alla normalità (nel senso che per noi questa vita è la normalità, ma non  lo è), tornare alla realtà di tutti i giorni. Sarebbe un cambiamento drastico. Quindi vincere tutto ora, così giovane, ci si abitua male. Magari poi perdo una  finale e mi segna.. Io mi butto poi a terra, perché do talmente tanto, che se  faccio una cavolata mi sembra conti 30 volte più di quello che è. Il babbo me lo dice sempre “Hai avuto troppo Giulia” . Questo mi fa paura. Perché una mia caratteristica è tenere tutto sotto controllo e appena qualcosa mi sfugge mi viene l’ansia. Io non mi sento arrivata, perché ho sempre voluto essere la  migliore e appena lascio un attimo c’è qualcuno dietro di me. Sono giovane, ho voglia di dimostrare, soprattutto dopo un anno così dove Giulia non si è vista. Giulia ha il ricordo di quella che era l’ anno scorso, quando entrava, ma ho ancora tanto da far vedere.

    Il rapporto con la scuola. Al giorno d’oggi avere una istruzione è importante e spesso agli atleti questo aspetto manca. Che ne pensi?

    Ho lasciato l’ università, lo scorso anno perché ammetto avevo poca voglia,  quest’anno ci sono tanti impegni. Abbiamo tanto tempo libero, mi piacerebbe reiniziare, poi dipende dove giocherò, che competizioni affronteremo. Non so bene se scienze della comunicazione o scienze motorie, vorrei una cosa semplice.  Sono sempre andata bene a scuola, sarebbe un peccato non continuare. La vedo  una brutta cosa non finire la scuola, non arrivare al diploma, anche per il  lavoro. Non avere un diploma fa si che molte occasioni di lavoro si perdano. E’  importante la scuola, io sono sempre andata al massimo, con la mia mamma che mi  metteva lì a tavolino a studiare:-)

    Parliamo di Busto: la vostra arma vincente quale è?

    Siamo finalmente una squadra, cosa che non eravamo all’ inizio. Ne parlavo anche con Bauer, ora siamo un gruppo nei momenti di difficoltà sappiamo che possiamo contare l’una sull’ altra e lo stiamo vedendo. Al posto di J sta giocando Maren e al posto di Fra spesso ha giocato Gilda, dando un gran contributo. Bisco si fa trovare pronta, Valeria ha sostituito Carli, non è facile quello che ha fatto e sta facendo. Adesso lavoriamo come una grande squadra. La nostra caratteristica partendo dallo scorso anno è che nei momenti che contano ci siamo. Potevamo uscire in Coppa Italia, abbiamo vinto due Golden set. Dall’ inizio dell’anno abbiamo imparato a lavorare insieme. Abbiamo fatto una riunione con il mental coach, che ci ha parlato della cooperazione, di quanto sia diverso il risultato se si coopera: per es. se le nostre cellule non cooperassero, non saremmo niente. Piano piano ci siamo unite, capendo i difetti e i pregi di ognuna, capendo il carattere di ogni persona. Ogni cosa poi viene da sè..

    piso7C’è tanto entusiasmo intorno alla squadra, ma c’è anche tanta pressione.. come la vivi?

    Ormai ci siamo abituate ad avere pressione. Come la viviamo? Sappiamo quali  sono i nostri appuntamenti e in ogni allenamento spingiamo al massimo. Quando  poi sai di aver dato il massimo non hai rimorsi, è quando non si dà che li hai.  A me aiuta molto sapere di andare ad allenamento per dare il massimo, mi tranquillizza molto. A volte mi metto pressione da sola. E sapere di metterci  il massimo, questa cosa mi tranquillizza, ho meno ansia..

    Le persone più importanti della tua carriera?

    Maurizio Moretti, allenatore in pre-juniores. Lo sento spesso, è una persona davvero importante per la mia carriera. Ha sempre creduto in me. Lui c’è sempre, mi dà parole di conforto, parole utili. Poi ovviamente Marco Mencarelli, mi ha cresciuta, mi ha fatto passare da ragazzina a una che qualcosa di pallavolo ne sapeva. Poi abbiamo vissuto tante emozioni, ha un carattere particolarissimo, ma più ti sta addosso più crede in te. Ha avuto un ruolo importantissimo. Poi c’è Carlo,è stato molto importante soprattutto lo scorso anno. Sono arrivata a Busto bambina, ora non sono chissà cosa, ma in un anno e mezzo un giocatore matura molto anche di testa. Mi ha trasmesso la pazienza, io sono un pò come Vale, non ne ho tanta..

    La pallavolo ti ha dato sicuramente tanto, ma per una giovane toglie anche molto.. cosa ti ha tolto?

    Mi sono resa conto di aver perso la mia adolescenza, ma in quel momento Giulia non se ne è nemmeno accorta, perché esisteva solo la pallavolo, non c’era altro, aveva la  priorità su tutto. Ho iniziato a vivere dopo il club Italia. Non sentivo altra necessità, di avere amici, uscire, avevo scuola e pallavolo. Esisteva solo la  palestra. Io l’ stavo bene. Ho iniziato a vivere a 19 anni e mezzo e infatti ora faccio qualcuna di quelle cavolate che si dovrebbero fare a 15, 16 anni. Ora ho 20 anni e le priorità sono cambiate, rimane la pallavolo, ma ci sono gli amici, le uscite, devo metabolizzare che se gioco male può essere normale, io ne faccio una tragedia, sempre. Se sbaglio un allenamento è una tragedia, torno a  casa, sento il babbo, drastica e lui che mi dice “Giulia, renditi contro di cosa stai dicendo”.. Giocare male, per me è un disastro, non vorrei mai giocare male. Sto imparando però a dare il giusto valore alle cose.

    piso11 Ti chiamano Piso… Chi è Giulia e chi è Piso?

    Piso..Mi hanno dato questo nome in under 16, un mio allenatore, che saluto,  Luca Poggetti. Giulia la vedo fuori dalla palestra, ragazza normalissima, che  fa quello che fanno tutte le ragazze di 20 anni, si diverte, amici, cinema, discoteca, prova a cucinare qualcosa senza dare fuoco alla cucinaJ Poi c’è Piso, quella pazza scatenata, che sfoga tutta l’energia che ha, che se dopo allenamento non è stanca si ferma  a fare battuta o palleggia, che deve tornare a casa con le gambe stanche. Soprattutto ora che non gioco, se mi devo sfogare, mi sfogo.

    Hai diverse amiche nel volley.. Hai diverse amiche nella tua vita privata. Che differenza trovi? Nel senso, esiste l’amicizia nello sport? La stai provando?

    Amiche fuori dalla palestra si. L’amicizia mi è sempre mancata, avevo solo  amiche nel volley, ma questa estate sono riuscita a riprendere quelle amicizie  perse quando sono andata a Roma. Sono diverse, perché abbiamo obiettivi  diversi, studiano, hanno una vita differente dalla mia. Mi dicono sempre che non  faccio nulla dalla mattina alla sera (grazie:-)).. Amiche nel volley ne ho  tante, ci credo tanto. C’è Cate Bosetti, poi Letizia Camera. Cate più di Leti perché ci  vediamo di più, poi c’è Laura Baggi.. Loro mi stanno più vicine. Io ci credo  molto. Ancora non ho una amica nel mio stesso ruolo, non so perché:-). Credo tanto nell’amicizia, prendo anche parecchie musate perché mi fido tanto delle  persone..Con Cate e Leti spero di condividere ancora tanto, anche in  nazionale..

    Cosa ti sei portata della tua “toscana” in terra lombarda?

    Il mio accento non m lo leva nessuno:-) Noi siamo fatti così.. Poi la solarità, voglia di scherzare, il sorriso. Poi beh. Qualche volta la mia mamma  mi porta i sughi, le torte coi bischeri, quando c’è la fiera. E poi mi sono  portata le mie cosine da casa, tra cui l’armadio intero:-)

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