Play Off – Quarti di Finale, Gara 1 – Posticipi

Foppapedretti Bergamo: Gruen 10, Croce (L), Rosner n.e., Gujska n.e., Merlo, Sorokaite 9, Piccinini 14, Arrighetti 12, Lo Bianco 3, Fiorin 1, Poljak 10. All. Micelli
Tena Santeramo: Boteva 5, Fernandinha Ferreira n.e., Sonia Benedito 8, Zhurovska 2, Dushkyevich 5, Rizzo n.e., Sirressi (L), Cimoli, Porzio, De Luca 5, Marulli 6. All. Nesic

Battute Vincenti: Santeramo 3, Bergamo 3
Battute Sbagliate: Santeramo 5, Bergamo 6
Muri: Santeramo 10, Bergamo 3

 

Non c’è partita in gara-1 tra Tena e Foppapedretti: la passeggiata di Bergamo al PalaCooper  dura poco più di un’ora, il tempo necessario per surclassare un Santeramo che per tutto il match non ha trovato le armi e la convinzione giusta per far fronte alle orobiche. Netto il divario tra le due formazioni e diversi gli stimoli delle due squadre. Le ospiti hanno giocato con l’appiglio di chi punta verso obiettivi importanti, le padrone di casa sono scese in campo forse timorose di un avversario certamente più forte, forse già scariche per una stagione lunga e tribolata. Nesic deve rinunciare ancora a Fernandinha, mentre Zhurovska torna disponibile e parte dalla panchina; Micelli in posto 4  si affida alla giovane Sokoraite. 

L’inizio del match lascia ben sperare per la compagine di casa che con Marulli, Dushkyevich e Soninha va subito 5-2 restando avanti anche alla prima sospensione tecnica (8-6). Il vantaggio dura poco. Bergamo pareggia sul 14-14, concretizzando ogni azione di attacco e costringendo Santeramo a faticare nelle proprie costruzioni di proprio gioco.

La squadra orobica inizia a viaggiare a una velocità doppia che manterrà per tutto il resto della partita come testimonieranno le stesse percentuali finali. Arriva così un parziali di 1-11 che mette in mostra tutta la grinta di Sokoraite e compagne e la confusione nella metà campo santermana. 

Nei due set successivi, la musica non cambia con Bergamo sempre a fare la parte del leone e Santeramo ad arrancare dietro ad ogni pallone. La vittoria finale della Foppapedretti arriva in tutta scioltezza con due parziali chiusi rispettivamente 25-14 e 25-17 che congedano mestamente la Tena dal pubblico amico e danno il sorriso ai tre supporters orobici scesi in Puglia per seguire le proprie beniamine. 

Alla fine poco da commentare se non fosse per la determinazione con cui le ospiti hanno interpretato la gara. Bergamo ancora una volta si è rivelata squadra solida e compatta, intelligente e ordinata. Piccinini e compagne sono state brave a cercare sempre con il loro servizio Soninha, ben presente in seconda linea ma messa praticamente fuori causa in attacco. Santeramo ha provato a opporsi agli attacchi orobici, ma difendendosi solamente non si fa molta strada. Le difficoltà di mettere palla a terra sono state evidenti, certamente merito anche di un muro e una difesa avversaria impenetrabili. 

C’è da sperare di vedere un match più combattuto in gara-2, che chiuderà la stagione di Santeramo e forse non solo quella.

A cura di Josp 

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YamamaY Busto Arsizio: Ortolani 25, Esko 21, Viganò 18, Buckova 10, Parenti 6, Fokkens 1, Molinengo (L), Dirickx 4, Ravetta 2, Luciani, Valeriano. N.E. –  Siscovich. Allenatori Carlo Parisi e Mariela Codaro.

Despar Perugia: Francia 23, Gioli 21, Del Core 17, Pachale 14, Crisanti 13, Marinova 4, Arcangeli (L), Grbac, Sacco. N.E. – Decordi, Pavlović, Artmenko. Allenatori Emanuele Sbano e Mauro Chiappafreddo.

YAMAMAY (b.s. 12, v. 4, muri 13, errori 27). DESPAR (b.s. 2, v. 4, muri 14, errori 20).

 

La Despar Perugia non si stanca mai di vincere e chiude in proprio favore gara 1 a Busto Arsizio, contro una Yamamay che in mette in campo tutto quello che aveva da dare, gran carattere, ma soprattutto tanto cuore e anima, per contrastare le avversarie. E' vero, hanno vinto le umbre, ma con molto fatica, lasciando tanto sudore sul taraflex, perchè le bustocche non hanno mollato fino alla fine. Opera incompiuta per Busto che ha a disposizione 3 match point, annullati dal duo Francia-Gioli; sfumata la possibilità delle padrone di casa di volare in orbita, possibilità raggiunta da Perugia che dopo aver tirato il fiato, concretizza meglio nel finale, non lascianso più opportunità alle avversarie. Bravissima la YamamaY a non perdersi d' animo in un quarto set in cui la Despar vorrebbe chiudere subito i conti, portandosi avanti 13-16, ma Busto spezza i sogni perugini grazie a Ortolani. Si gioca poi punto a punto, ma ancora Ortolani porta le compagne al V set. La Despar piazza un parziale di 1-6, con le avversarie che non sanno come rispondere. Al Cambio di campo sull 2-8 per le umbre, Busto suona la carica: non importa se sembra tardi, fino a che non cade l' ultimo pallone si può fare sempre qualcosa. E così avviene il ribaltamento di fronte, con Viganò, il capitano dal grande cuore, che firma il 10-9 bustocco. Arrivano i 3 matcha ball, arriva poi la sconfitta delle farfalle, che non chiudono in bellezza il proprio volo; vince la Despar, più unita nei momenti difficili, più forte mentalmente quando si deve giocare duro.

I complimenti sono per ambo le squadra. La YamamaY ha giocato il tutto per tutto senza timore reverenziale nei confronti della grande Perugia, anche se purtroppo la mancanza di maggior esperienza e la poca pazienza non ha permesso alle bustocche di trionfare in casa propria. Nella terza frazione e nel tie, tanti palloni sprecati per troppa voglia di chiudere, mentre come ben si sa è la pazienza la virtù dei forti. Quella pazienza, insieme a maggior lucidità che non è mancata alle umbre, nonostante i cali mentali che potevano compomettere la loro gara. Non era facile per la Despar giocare in casa YamamaY, primo per la cornice di pubblico che rende il PalaYamamaY unico, poi perchè dopo una vittoria in Champions' League, il calo mentale ci stava. Ma è vero che l' appetito vien mangiando e la Despar vorrà chiudere il prima possibile. Certo, le umbre hanno faticato in diversi fangenti, soprattutto su rigiocata, ma ala buona vena di Marinova nei momenti topici ha potuto permettere di giocare più veloce, poi le atlete umbre, tutte grandi campionesse, a livello individuale hanno fatto la differenza, mettendo la propria esperienza e servizio della squadra. Busto dal canto suo non è appagata, se c'è una sola possibilità di prolungare la serie non se la lascerà scappare, ma ci vorrà una prova più sicura come squadra, confidando nelle proprie possibilità, mantenendosi concentrata, perchè ogni minima distrazione potrebbe essere fatale.
Una cosa è sicura: a Perugia, ci sarà grande pallavolo.[pagebreak]

 

Monte Schiavo Banca Marche Jesi: Togut 9, Caroline 3, Bedin, Negrini 8, Rinieri 21, Bown 18, Marcelle 7, Padua, Calloni 9, Marc n.e., Chmil, Puerari L. All. Abbondanza

Asystel Novara:
Anzanello 8, Skowronska 17, Barcellini 2, Berg 1, Ballarini n.e., Paggi 11, Valeskinha 6, Nnamani, Cardullo L, Popovic, Bechis n.e., Osmokrovic 15, Mello n.e. All. Pedullà

Monte Schiavo Banca Marche:
battute errate 12, vincenti 1, ricezione 79% (perfetta 54%), attacco 56%, muri 6. Asystel: battute errate 9, vincenti 3, ricezione 67% (perfetta 39%), attacco 45%, muri 8. 

 

La Monte Schiavo vince il suo primo quarto di finale davanti al pubblico di casa al termine di una gara che l' ha vista protagonista per quasi tutto il match. Formazione tipo per la Monte Schiavo con Marcelle-Togut, Gattaz-Bown, Rinieri-Negrini, Puerari libero; il neo tecnico novarese Pedullà risponde con Berg-Skowronska, Paggi-Anzanello, Valeskinha-Osmokrovic,Cardullo libero. Le prilline sono molto cariche, Rinieri trascina la squadra (chiuderà il primo set con il 78% in attacco), ma in generale il gruppo di Abbondanza si dimostra superiore in tutti i fondamentali. Di contro l' Asystel fatica alquanto sia in seconda che in prima linea, con una Berg poco lucida e molto imprecisa che serve palloni staccati, bassi e corti che le compagne faticano ad attaccare. Di conseguenza il cambio palla novarese latita, tanti gli errori in prima linea, insieme ad una difesa non sempre attenta. Nella seconda frazione Novara cambia marcia, gioca punto punto, tiene testa alle avversarie, che però sbagliano molto regalando punti all' Asystel, che comunque continua ad avere poca efficienza in campio palla. Jesi paradossalmente riceve ed attacca meglio, ma commette tanti sbagli in prima linea, oltre ad essere poco aggressiva al serivzio. Novara migliora qualcosa in ricezione rispetto al set precendete, con palla in mano Berg serve bene i primi tempi che sono un valore aggiunto alla manovra di gioco viste le difficoltà delle bande. La chiave del set è la maggior pulizia di gioco di Novara, che non brilla, ma spreca meno. Terza frazione ripresa in mano dalle prilline, con Bown e Rinieri a fare da leader nel gruppo. Novara pecca molto in seconda linea, la ricezione fa acqua così pure la difesa; in campo rosso blu invece, la correlazione muro-difesa funziona meglio così come pure la prima linea, più incisiva e concreta, nonostante Jesi abbia momenti di calo, non chiudendo, o meglio non risultando cinica quanto dovrebbe o potrebbe. Nel quarto set notevole calo di tensione da parte dell' Asystel che subisce un parizale di 9-1, incapace di reagire, di costruire gioco e di organizzarsi in campo. Piano piano però, complice una Jesi che si deconcentra, Novara recupera punti: la seconda linea è un poco più precisa, Berg lavora meglio in regia, ma è troppo tardi per tentare di riprendere le prilline che decidono di chiudere la gara e non lasciare più spazio alle gaudenziane.

Jesi mostra un bel gioco, tutto funziona bene, Abbondanza azzecca il cambio al centro Calloni per Gattaz e la giocatrice lombarda fa la differenza in posto 3, risultando più reattiva in difesa e a muro. Vince la squadra, vince il gruppo, vince un gioco più ordinato e proficuo, che parte da una battuta nel complesso ficcante che mette in crisi il sistema di ricezione novarese, che vede si il rientro di Valeskinha, purtroppo non ancora in perfetta forma. Manca all' appello Elisa Togut, a livello di efficienza offensiva, anche se l' opposta marchigiana mette a terra pochi palloni, ma pesanti. Bown e Rinieri sono sempre più punti di riferimento e Marcelle lo sa, tanto che cerca di servirle spesso e nel migliore dei modi, migliorando in partita il feeling. Puerari si  fatta vedere in fase difensiva con buoni recuperi e coperture e Negrini è una buona spalla per il duo delle meraviglie marchigiano. Nonostante la vittoria, a Jesi è mancato in certi frangenti l' istinto killer, solito fattore che si nomina e che può fare la differenza. Se Jesi lo avesse avuto fino in fondo probabilmente avrebbe chiuso la gara in tre set, visti gli evidenti problemi di Novara. Comunque sia, Abbondanza e le sue ragazze sono in buona forma, anche se hanno necessità primaria di ritrovare una Togut in buono spolvero, così da accrescere e completare il potenziale offensivo. Un plauso alla Monte Schiavo che continua la sua marcia positiva, mostrando una buona pallavolo, che può ancora migliorare, insieme al carattere della squadra.


Per quanto riguarda Novara, l' arrivo di Pedullà ha portato, così è sembrato, più serenità in casa Asystel, ma ovviamente in due giorni il tecnico non poteva cambiare volto al gioco della squadra e metterci la sua mano in toto. Molto contava il carattere delle giocatrici, la voglia di vincere del gruppo, il desiderio di reagire ai problemi e alle difficoltà, ma purtroppo così non è stato. Brutta gara in casa Asystel: si parte da una imprecisione nei fondamentali di seconda linea, fino ad arrivare ad una regia che non ha saputo fare la differenza e i numerosi errori in prima linea sono proprio dovuti ad alzate davvero brutte, con palloni difficilmente attaccabili. E' vero che con palla in mano Berg ha saputo spingere con le centrali ed è altresì vero che Skowronska e Osmokrovic hanno saputo dare un contributo importante, insieme ad una Paggi meglio utilizzata e una Cardullo molto attenta in difesa, ma la manovra di gioco è risultata meno incisiva rispetto a quella delle avversarie, oltre agli evidenti cali che da una grande squadra non ci si aspetta, non tanto nei finali si set, quanto a inizio di quarta frazione. All' Asystel sovente è mancata la forza mentale, la forza del gruppo, più volte lo abbiamo ripetuto nonostante le gaudenziane abbiano avuto problemi fisici (ed evidentemente non solo). La capacità di soffrire insieme ed uscire vincenti dai momenti difficili non si trova se non giocando tanto insieme e dopo mesi questo ancora non riesce alle asystelle; Novara dovrà mettere in campo tutta la voglia di vincere e dimostrare di non essere squadra debole di testa: dove non arriverà con la tecnica, ci dovrà essere tanto sudore e tanto cuore e ogni giocatrice se lo deve prima di tutto a se stessa, se vuole tornare a Jesi e lottare fino all' ultimo per arrivare in semifinale. Le carte in regola ci sono. 

 

 

Tena Santeramo – Foppapedretti Bergamo 0-3 (15-25 14-25 17-25) Pag 1

Yamamay Busto Arsizio – Despar Perugia 2-3 (17-25 25-23 26-28 25-22 15-17) Pag 2

Ore 21.00 Diretta Sky Sport 2

Monte Schiavo Banca Marche Jesi – Asystel Volley Novara 3-1 (25-22 21-25 25-18,25-19) Pag 3

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