Categoria: Serie A1

  • Playoff di CEV CL Novara vince sul Benfica

    Playoff di CEV CL Novara vince sul Benfica

    [di Redazione – foto Fabio Cucchetti] Vittoria da tre punti per la Igor Volley di Lorenzo Bernardi, che chiude a quota 13 il proprio girone di CEV CL Champions League e che al prossimo turno, complici i risultati odierni, si troverà di fronte a uno scomodissimo derby tricolore con le campionesse del mondo in carica di Scandicci. Andata prevista tra il 17 e il 19 febbraio a Novara, ritorno a Firenze una settimana più tardi (24-26 febbraio). Premio di MVP per la centrale belga Silke Van Avermaet, mentre top scorer è stata Tatiana Tolok con 16 punti all’attivo.

    Foto gallery completa di Fabio Cucchetti QUI

    Azzurre ancora senza Leonardi (fermata prima di Vallefoglia per un problema muscolare) e con Baijens e Mims ancora in fase di recupero dai rispettivi acciacchi; Bernardi manda in campo Tolok opposta a Cambi, Costantini e Van Avermaet centrali, Ishikawa e Alsmeier schiacciatrici e De Nardi libero; Benfica in campo con Mariana Garcez in regia e Ubavic in diagonale, Dokic e Stout al centro, Cetin e Clemente in banda e Rizzo libero.

    Lorenzo Bernardi (allenatore, Igor Gorgonzola Novara): “Volevamo vincere 3-0 e lo abbiamo fatto, era d’altra parte l’unica cosa in nostro potere per chiudere nel miglior modo possibile il ranking, in vista dei Playoff di Champions League. Ho avuto la possibilità di fare qualche piccola rotazione, un fattore che ci tornerà parecchio utile in vista del prosieguo della stagione e, nell’imminente, in vista del match con Milano di domenica”.

    Veronica Costantini (centrale Igor Gorgonzola Novara): “Siamo contente, per noi è stata una bella partita ed è una vittoria che da continuità alle due consecutive ottenute dopo la semifinale di Coppa Italia. Per me è stato bellissimo essere protagonista davanti al nostro pubblico, mi sono tolta anche la soddisfazione di un buon impatto sulla partita”.

    Igor Gorgonzola Novara – Sporting Lisboa e Benfica 3-0 (25-20, 25-17, 25-15)
    Igor Gorgonzola Novara: Mims (L) ne, Van Avermaet 11, Cambi 1, Herbots ne, Squarcini ne, De Nardi (L), Alsmeier 9, Ishikawa 7, Bonifacio ne, Carraro, Baijens ne, Tolok 16, Costantini 8, Melli 2. All. Bernardi.
    Sporting Lisboa e Benfica: Barcelos 2, Stout 8, M. Garcez 2, Cetin 5, Aleixo (L) ne, Clemente 4, Balague, Rizzo (L), Dokic 5, Ubavic 11, J. Garcez ne, Dillon ne, Holt ne. All. Furtado. MVP Silke Van Avermaet

    Fonte Ufficio Stampa Igor Gorgonzola Novara

  • La Coppa Italia Fracciarossa rimane a Conegliano

    La Coppa Italia Fracciarossa rimane a Conegliano

    [di Emanuela Macrìfoto Riccardo Giuliani] Comunque vada si farà la storia. Quella di Conegliano, per la decima volta consecutiva in finale. E quella di Scandicci, per la prima volta. Qui. Sul campo della Inalpi Arena di Torino davanti a 12.853 spettatori, le telecamere della Rai, a contendersi la Coppa Italia Frecciarossa di A1 volley femminile. Per la storia, comunque andrà. Ed è andata come si poteva immaginare, ma non proprio del tutto. Perché se le pantere di Conegliano hanno alzato la loro ottava Coppa Italia, vero è anche che le ragazze di Scandicci han dato loro filo da torcere, e non poco. In tre set terminati tutti ai vantaggi, con più di un passaggio in cui l’esito sembrava, e poteva, esser diverso. Vediamo come.

    Prosecco Doc A. Carraro Imoco ConeglianoSavino del Bene Scandicci (31-29; 26-24; 27-25)

     

    Gallery fotografica di Riccardo Giuliani  della partita QUI e della festa QUI

    Videointerviste di Emanuela Macrì a Daniele Santarelli QUI e Marco Gaspari QUI

    PRIMO SET –  Infinità e spettacolo

    Primo pallone a terra un servizio out di Maja Ognjenovic per Scandicci che apre il break 4-0 per Conegliano che, subito, fa scattare l’allarme in casa Scandicci e chiamare time out a Marco Gaspari. Con il primo muro del giorno (4-2) di Ekaterina Antropova che, però, non arresta Conegliano. Le venete si portano sull’ 8-4 ma Scandicci torna sotto e, grazie all’attacco in di Antropova, sorpassa 10-11. Scandicci tiene botta davanti e Conegliano rincorre: in finale di set apre l’ errore in parallela out di Gaby 19-20 e sul 19-21 Santarelli da fondo alla scorta di time out. Il resto è un confronto a muro tra le due compagini, Conegliano che soprassa 23-22 con un mini break e Gaspari che chiede il tempo; Caterina Bosetti che rimette in equilibrio, per un parziale set chiuso ai vantaggi da Conegliano con un muro di Gaby. Ma la best score è Avery Skinner con 8 punti.

    SECONDO SET – Scandicci coriacea ma…

    Non si perdono d’animo le toscane e in pochi scambi si trovano a +4 (2-6) con Daniele Santarelli a chiedere il tempo per Imoco. Le sue si rifanno sotto e un attacco out di Skinner è il 6 pari mentre un attacco di Isabelle Haak è il sorpasso 7-6 delle venete. E la richiesta di tempo per Gaspari. Si prosegue poi punto a punto – o quasi: Scandicci viaggia con un vantaggio massimo di +2 quando sul 18-17 c’è il muro del sorpasso veneto firmato da Haak a cui Marco Gaspari risponde con la chiamata a raduno. Nel finale Antropova mette in equilibrio poi fa un passo avanti, con un ace, 19-20. Il 21mo punto toscano è un errore veneto, un malinteso fra Monica De Gennaro e Isabelle Haak e Santarelli ferma tutto. Tempo di dire un paio di cose alle sue e Conegliano torna 23-23, per poi far segnare sul tabellone il 26-24 e portarsi a casa il secondo set.

    TERZO SET – equilibrio, vantaggi e vittoria veneta

    Scandicci parte ancora avanti, la storia si ripete. Ma Conegliano con un muro di Haak passa avanti 8-7. Per una fase, ancora, di punto a punto, e parità (16-16) poi il finale che apre 20-18. E se sembra tutto scritto, no, nulla è detto: Scandicci rimette in equilibrio (21-21) con Lindsey Ruddins e il punto a punto tiene tutti con il fiato. Fino al 27-25, il pallone a terra messo da Chirichella e la festa di Conegliano che inizia.  Con l’alzata di Coppa e il premio MVP per Gaby: 22 punti a referto e tanto spettacolo per tutti.

  • Perugia fa il pieno di punti sul campo di Trento

    Perugia fa il pieno di punti sul campo di Trento

    [di Emanuela Macrì – foto Riccardo Giuliani per Get Sport Media] Campioni d’Europa vs campioni d’Italia. Il big match del 5° turno di SuperLega è Itas Trento – Sir Susa Vim Perugia, una partita che gli ospiti portano a casa in quattro set, nonostante l’assenza di Simone Giannelli in regia – al suo posto Francesco Zoppellari – e dopo un avvio di gara in salita. Tre punti preziosissimi, invece, quelli che Trento lascia sul campo, trovandosi a dover cedere proprio a Perugia la vetta della classifica generale.

    ITAS TRENTINO – SIR SUSA VIM PERUGIA 3-1 (25 – 19; 22 – 25; 24 – 26; 19 – 25)

    Foto gallery di Riccardo Giuliani per Get Sport Media QUI

    PRIMO SET – Se Trento fugge da subito, con il primo pallone a terra di Gabi Garcia Fernandez, passando per il 6-2 che fa richiedere il tempo a Perugia, fino alla chiusura 25-19 di un set dominato (il vantaggio di +7 e i 4 muri a 1 ne raccontano bene le dimensioni), Perugia risponde con un paio di break per recuperare (da 20-13 a 20-17 a dire che nulla di intentato si lascia) ma non riesce nell’impresa. Punto set? Il 21-17 di Trento ottenuto dopo un recupero oltre la rete di Riccardo Sbertoli.

    SECONDO SET – L’equilibrio regna sovrano per tutto il set con Perugia sempre un passo avanti a Trento a far sentire il fiato sul collo, sotto di 3 punti al massimo. Così dal primo all’ ultimo pallone che è un ace, l’unico del set, firmato da Wassim Ben Tara per il 22-25. Segno particolare del parziale? Nessuno.

    TERZO SET – Ancora avvio in parità, ancora punto a punto fino al 13 – 11, quando un errore in attacco di Oleh Plotnytskyi cambia il verso di un set fino a qui aperto a ogni possibilità ma, seppur di poco, orientato al vantaggio perugino. Qualche scambio, infatti, e il tabellone segna il 17-13 di Trento, un punteggio che apre al primo dei quattro time out chiesti a turno dalle due squadre. Tempi discrezionali che saranno i veri protagonisti del parziale per la rapida successione di chiamata: al primo chiesto da Lorenzetti sul 16 – 13 risponde Trento con un mani out e quel 17-13 che porta la panchina di Perugia a fermare ancora il gioco. Per poi tornare in campo, strappare un mini break, portarsi sul 17 – 15 che fa richiedere il time out all’Itas.  Alla situazione di ritrovato equilibrio dal 18 al 24 pari dato da un attacco di Ben Tara che intercetta l’asticella, rimedia Plotnytskyi con il muro del 24-26. La marcia in più? Plotnytskyi giustamente nominato MVP del match, con il buon turno al servizio che permette il recupero della Sir e di mettere a terra, dal fondo del campo, tre palloni.

    QUARTO SET – Perugia parte con il piede sull’acceleratore per 3-6 che fa chiedere il time out a Trento e per un 5-10 che fa chiamare dalla panchina di casa anche il secondo tempo discrezionale a disposizione. Ma senza grandi risultati: se i padroni di casa riescono in pochi scambi a ridimensionare lo svantaggio da -5 (11-16) a -2 (14-16) in altrettanti pochi scambi riescono a perdere il terreno riconquistato. Perugia si rimette davanti 14-20 e a chiudere conti e partita ci pensa Alessandro Michieletto con un servizio in rete per il 19-25 finale.

  • Vittoria piena per Chieri, ma non tutto semplice, a Trento

    Vittoria piena per Chieri, ma non tutto semplice, a Trento

    [di Emanuela Macrì – foto Riccardo Giuliani per Get Sport Media] Una Itas Trentino in cerca di segnali di ripresa contro una Reale Mutua Fenera Chieri ’76 con un quinto posto blindato in classifica ma con la missione di accorciare le distanze su Savino Del Bene Scandicci, impegnata nell’anticipo del sabato nella partita casalinga, vinta in tre set su Cuneo. La stessa Cuneo che nel turno scorso subiva una sconfitta casalinga, la prima e unica – ad oggi – vittoria di Trento. Per arrivare a questa ottava giornata di ritorno del Campionato di Serie A1 di pallavolo femminile con Chieri che alla fine ha la meglio sulle padrone di casa dell’Itas Trentino, in un match dall’esito incerto.

    La gallery fotografica di Riccardo Giuliani QUI

    Incerto fin dal primo set, quello in cui la compagine trentina si trova in vantaggio da subito e per quasi tutto il parziale, mentre Chieri in debito d’ossigeno ogni tanto alza la testa. Trento è gasata e concentrata anche dal 19-13 muro di Michieletto e replica 20-13 fino al vantaggio massimo +8 sul 22-14. Poi, però, si distrae e Chieri torna a farsi sentire con un break che la porta 22-20 mentre Camilla Weitzel riapre con un ace e Avery Skinner rimette in equilibrio (23-23) un set poi chiuso ai vantaggi 27-29.

    Il secondo parziale parte con Chieri sul 3-7 e Davide Mazzanti a chiedere il primo out, poco efficace rispetto al secondo (sul 12-15) che segnerà il passaggio da un mini break trentino (14-15) al pareggio dei conti con l’ace di Giulia Marconato e poi il 20-18 al termine di uno scambio lungo con attacco da seconda linea di Roslandy Acosta. A chiudere ci pensa, poi, Michieletto in attacco per il 25-21.

    Terza frazione di gioco con Trento che si fa subito avanti e sul 5-2 Chieri chiede il tempo. Per innestare la marcia e raggiungere le padrone di casa sul 5-5 e rimanere lì ad un passo. Fino alla svolta di metà set, di un set in cui sarà il muro a far da padrone (e saranno 7 i punti realizzati in questo fondamentale – 3 di Katerina Zakchaiou e 4 di Weitzel poi MVP del match) per 20-25 senza discussioni.

    E un quarto set mai in discussione. Con Trento senza più energie mentali – ma in assetto e atteggiamento nuovo e tanto di buono visto in campo – e Chieri con un vantaggio in continua crescita. Dal +4 del 4-8 al +9 del finale e definitivo 14-25 che chiude una partita a bottino pieno per le ospiti, che vincono anche a muro con 17 punti contro i 9 di Trento.

    Itas Trentino – Reale Mutua Fenera Chieri ’76  1-3 (27-29; 25-21; 20-25; 14-25)

  • Casalmaggiore in rimonta su Trento, vince ai vantaggi al tie break

    [di Emanuela Macrì – foto Luciano Tamanini] Prima prova casalinga per Davide Mazzanti a IlTqutodianoArena di Trento. In una delle partite possibili per la sua Itas Trentino che nell’anticipo del sabato ospita la Trasportipesanti Casalmaggiore. Formazioni quasi allo specchio, con una prima parte di campionato pieno di difficoltà, un cambio della guardia in panchina e tanta voglia (ma anche necessità) di cambiare ritmo e onda. Un match lungo, i primi due set ai vantaggi, e un ribaltamento di fronti a metà gara. Il tie break è uno spettacolo che lascia il respiro a metà gola che assegna una vittoria da due punti alla formazione ospite. Itas Trentino – Trasportipesanti Casalmaggiore 2-3 (28-26; 26-24; 18-25; 18-25; 15-17)

    Primo set – Avvio con il primo pallone a terra, attacco da seconda linea di Francesca Michieletto e la risposta di Casalmaggiore che con un break (1-4) che preoccupa Mazzanti e vale il primo time out del match. Dialogo che ottiene l’effetto sperato con Trento che prima recupera (4-8) e poi guadagna una parità (8-8). E se sul 18-16 è Lorenzo Pintus a chiamare le sue ragazze a raccolta, il finale prende avvio da un 23-23 che apre a ogni possibilità. A cogliere l’occasione chiudere 28-26 e il pallone a terra di Roslandy Acosta per Trento. Colpo del set; il murone di Rossella Olivotto che ferma il 20-16 e fa chiamare il secondo time out a Pintus.

    Secondo set – Via con accelerata di Casalmaggiore e Mazzanti che al quarto punto consecutivo delle avversarie (0-4) come nella prima frazione di gioco chiama time out. Ma le ospiti non si fermano (3-11 di cui 4 punti a firma di Elena Perinelli, poi MVP della gara) e di nuovo il coach trentino a giocare la carta del tempo discrezionale su un -9 (3-12) che rimane lo svantaggio massimo del resto di un set aggiustato con una rimonta a suon di ace e conferme al video check. Mentre con il muro di Carly Dehoog per il 26-24 porta il primo punto partita a Trento. Il cambio di marcia? I due ace consecutivi di Madeleine Gates (da 5-13 a 7-13) ed il suo buon turno al servizio che fa chiamare time out a Pintus. E ancora il suo terzo, del set, a firmare il 19-19.

    Terzo set: apertura, ancora, con il vantaggio di Casalmaggiore (1-7) con le ospiti a non mollare un colpo fino al 7-14 che porta Mazzanti a radunare le sue giocatrici. Il gioco riparte con una Trento che ritrova la grinta dei primi set (e si ferma sul 10-14 solo per il tempo discrezionale richiesto dalla panchina avversaria). Ma Elena Perinelli, la migliore del sestetto in rosazzurro, e compagne tengono testa alle padrone di casa che sì crescono e accorciano le distanze dall’11-17 al 18-19 ma non basta. Il set, errore di ricezione, è delle ospiti per 18-25. Punto chiave: il servizio di Casalmaggiore e i 4 punti nel fondamentale.

    Quarto set: avvio in sostanziale equilibrio sebbene siano le ospiti ad avere sempre – anche quando minimo – vantaggio. Poi ci pensano un break di 3 punti firmato Lee (da 11-12 a 11-15), il time out di Mazzanti che ricompone umore e gioco, e un errore di Gaia Guiducci che costa il 13-17 e spegne i sogni di gloria. Casalmaggiore vuole il tie break e lo ottiene (18-25). Segni particolari: Simone Lee che mette a terra 8 palloni.

    Quinto set: parte bene Casalamggiore ma Trento recupera, raggiunge le avversarie (8-8) e le supera (11-8).  Ma le ragazze di Pintus non si scoraggiano e con un ace di Malwina Smarzek per il 12-12 rimettono in discussione set e partita. I tre matchball nelle mani delle rosazzurro e il time out di casa aumentano suspence e possibilità. Trento tiene aperta la partita fino all’ultimo ma il pallone decisivo (15-17) è quello schiacciato a terra da Simone Lee.

  • Maja Ognjenović: ritorno in Italia, con sorpresa!

    Maja Ognjenović: ritorno in Italia, con sorpresa!

    [di Emanuela Macrì – foto Riccardo Giuliani per Get Sport Media] Chi si rivede, sotto rete. E che sorpresa le sue parole (ma le riservo per la chiusura dell’articolo!). Un po’ come quelle sue alzate che fino all’ultima frazione di secondo si capisce a chi siano destinate, banda o centro. Un tocco noto, oltre che un volto e un sorriso dolce, quello di Maja Ognjenović che dopo qualche anno è tornata nel massimo campionato di pallavolo femminile italiano. Qualche stagione dopo quella che l’aveva vista militare nelle file della allora Nordmeccanica Piacenza e ancor prima con la Liu Jo  Volley Modena, ora in forza al sestetto della Savino Del Bene Scandicci di Massimo Barbolini.

    Un’offerta a cui non potevo dire di no. Per più motivi. Dopo 7 anni a Istanbul – racconta la regista serba – sentivo che la mia storia nel campionato turco era terminata. Avevo vissuto, ricevuto e dato tanto, forse tutto. Era il momento di investire in un’altra storia.” Di preparare la valigia.

    Il campionato in Turchia è un torneo con poche sorprese: ci sono due o tre squadre ad occupare la testa della classifica. In Italia, invece, il risultato di una partita è più incerto. Così, anche quando affronti squadre che in classifica occupano la metà bassa ti ritrovi comunque a dover giocare al 100% delle capacità. E da quanto ne so, questa è una situazione che esiste solo qui.”

    Atleta di grande esperienza, con un palmares di tutto rispetto – dalle due medaglie olimpiche a quelle mondiali con la maglia della nazionale serba, passando per i successi, coppe e scudetti, con i club – per Maja Ognjenović quello con l’Italia non è mai stato un addio. Tornare, quindi, era uno dei punti fermi della to do list della vita.

    Qui ho ritrovato un campionato di livello superiore rispetto a quello che avevo conosciuto, cresciuto grazie alla presenza di atlete, italiane e straniere, che stanno dando un contributo importante. Quando è stato il momento di valutare la proposta di Scandicci ho pensato proprio all’organico, alla squadra delle ultime stagioni.” Questa la spinta per dire di sì.

    La scintilla è scattata quando ho avuto notizia di questa offerta, della possibilità di giocare con atlete di così alto livello, compagne per me nuove. Una su tutte Zhu Ting che avevo incontrato solo da avversaria quando vestiva la maglia del VakifBank mentre io ero dall’altra parte della rete con quella dell’Eczacibasi.” La squadra che in panchina vedeva proprio Massimo Barbolini. Un’offerta che non poteva, dunque, non cogliere. “Saputo che lo avrei ritrovato a Scandicci, dopo l’esperienza in Turchia, non ho più avuto alcun dubbio.” E firma del contratto fu.

    Ma il motivo primo che l’ha portata in Italia, di nuovo, è un altro. “Beh, il mio sogno era di terminare la mia carriera in Italia.” SCOOP! “Ma non è detto che succeda in questa stagione!” Ok, per lo scoop attendiamo. C’è ancora tanto lavoro da fare, palloni e gioco da distribuire. Tutto il resto può aspettare. Compresa ogni sorpresa.

  • Savino Del Bene Scandicci fa il pieno a Trento

    [di Emanuela Macrì – foto Riccardo Giuliani per GetSportMedia] Un posto al sole, quello che cerca l’Itas Trentino. Un posto più in alto e ancora più al sole, quello che voleva e otterrà Savino Del Bene Scandicci con una vittoria in 3 set in terra trentina, una vittoria senza storia né repliche. In un campionato in salita per le padrone di casa a cui insieme ai primi punti in classifica manca ancora un po’ di amalgama e il recupero di giocatrici che al rientro potranno dare forza ad organico e anima. Mentre Scandicci perde per infortunio Enrica Merlo, per lei un intervento in settimana, ma proprio sulla strada che porta a Trento annuncia l’arrivo di Beatrice Parrocchiale. Materia di cui discutere da domani. Oggi è un match day, e a tutto il resto si penserà domani.

    ITAS TRENTINO  –  SAVINO DEL BENE  (16 – 25; 16 – 25; 18-25)

    FotoGallery del match di Riccardo Giuliani per GetSportMedia QUI

    PRIMO SET – Il primo punto di parziale e partita è un attacco out delle padrone di casa che però subito rimediano e cercano di rimanere in equilibrio. Anche se per poco. Perché poco dopo (3-5) inizia un break che porta le toscane sul 3-9 e alla chiamata del tempo da parte di Marco Sinibaldi. Ma il sestetto di Scandicci non si ferma. E completa l’opera con un salvataggio di Maja Ognjenovic di un pallone giudicato a terra dalla coppia arbitrale ma non rilevato tale al video (5-11), un vantaggio massimo di +9 raggiunto in più momenti del set e mantenuto fino alla fine, ben 7 punti a muro che compensano anche gli errori fatali, invece, per Trento. Finale un attacco di Lindsey Ruddins che chiude a 16-25.

    SECONDO SET – Trento rialza la testa (3-3) ma Scandicci è lì e sbarra la strada (sul 4-8 Sinibaldi chiede time out). Le padrone di casa cercano di recuperare e si rimettono in marcia (5-9) ma le toscane non si fermano e sul 7-13 è ancora gioco fermo, chiesto dalla panchina di casa. Nulla di fatto, però, perché poco dopo il tabellone segna un +9 per le ospiti. Proprio quando Trento torna metter palloni a terra (15-20) e Massimo Barbolini chiama le sue giocatrici. La risposta è il 16 – 25 firmato, in attacco punto, da Linda Nwakalor.

    TERZO SET – Trento parte bene e tien botta per i primi scambi ma poi Scandicci spinge e sul 6-9 arriva il time out trentino, per interrompere il buon turno al servizio di Francesca Villani (MVP del match) riuscendoci: un attacco di Ruddins recuperato a pochi millimetri da terra e il punto del 10-11 di Carli Dehoog potrebbe dare nuova linfa nella metà campo di casa. Ma il muro di Nwakalor, un altro dei 16 totali delle toscane contro i 3 delle padrone di casa, sul 10-14 sembra chiarire che Scandicci ha fretta di rientrare (mercoledì c’è la coppa). E così il finale è un attacco di Ruddins, ancora, per il 18-25.

  • Coppa Italia Frecciarossa, ancora Conegliano

    [di Emanuela Macrìfoto di Riccardo Giuliani per GetSportMedia] Nessun risultato è mai scritto. E se si tratta della finale di Coppa Italia Frecciarossa 2023, il primo appuntamento importante della stagione beh, non si possono fare eccezioni. Perché a dividere il campo con la corazzata Conegliano, dall’altro della rete, c’è un’affamatissma Milano e quel che carta e palmares dicono, in fondo, potrebbe contare meno di quell’appetito. Lo stesso che in casa Imoco non manca, peraltro nonostante anni di coppe alzate e titoli cuciti addosso.

    Il campo dirà, alla fine, Conegliano in tre set. Ma come è andata davvero tra le formazioni allenate da Daniele Santarelli e Marco Gaspari? Così, come ve la racconto qui di seguito.

    Prosecco DOC Imoco ConeglianoVero Volley Milano (25-17; 25-22; 25-19)

    Gallery fotografiche di Riccardo Giuliani e Fabio Cucchetti e le interviste di Emanuela Macrì, QUI

    PRIMO SET – Fuoco lento

    Inizia la battuta out di Federica Squarcini (che poi si rifà, con tutti gli interessi) e un parziale di 0-3 per Milano seguito da una fase di equilibrio fino all’8-6, vantaggio firmato da due punti consecutivi di Isabelle Haak (8 i personali di parziale per lei a cui farà eco un terzo (14-9) a cui seguirà il time out chiesto da Gaspari. Senza successo. Un altro pallone a terra, un muro di Squarcini per il 21-13, quale archivio di un set poi chiuso sul 25-17.

    SECONDO SET – Pensavo fosse…

    Milano risponde cercando un vantaggio (6-8) che cerca di non farsi sfuggire (8-10), finendo per inseguire una parità che tiene in mano, punto più punto meno, fino al 21-21. L’errore al servizio di Sonia Candi però, con il 24-21 che anticipa il sigillo di Kathryn Plummer per il 25-22, è la fine di ogni, peraltro giustificata, speranza.

    TERZO SET – La sentenza

    Situazione subito chiara. Con un 8-2 che prepara il terreno al set che sarà. Un parziale senza appello per Milano che cerca di accorciare le distanze, senza mai riaprire la questione. Conegliano prosegue senza incertezze (16-9) e senza sbavature (20-12 ace di Haak). Finale 25-19. Haak giustamente MPV con 23 palloni a terra e un altro torfeo in bacheca per la società veneta. Altro da aggiungere?

  • F4 FrecciaRossa Coppa Italia – Monza spinge e si prende la finale

    F4 FrecciaRossa Coppa Italia – Monza spinge e si prende la finale

    [di Emanuela Macrì foto di Riccardo Giuliani per GetSportMedia] Secondo posto in palio per la finale di Coppa Italia Frecciarossa edizione 2023 di domenica è la vincente tra la Bergamo di Stefano Micoli e la Milano di Marco Gaspari. Ed è andata così:
    Volley Bergamo 1991 0  – Vero Volley Milano 3
    PRIMO SET (17-25) – POCA STORIA
    Una cronaca che parla di Milano e della sua conquista mai in dubbio. Con le ragazze di Gaspari a occuparsi di incrementare un vantaggio inziato dal 6-8, passato da un 11-16 e poi via, verso il definitivo 17-25. Brillano le Jordan: Larson con 7 punti personali e Thompson (MVP con 18 palloni a terra finali) con 5.
    SECONDO SET (21-25) – FORSE…
    Bergamo torna in partita e tiene le avversarie al passo. Con il muro di Giorgia Frosini (8-8) e poi avanti fino al 14-17 firmato da Larson che porta Micoli a chiedere il tempo discrezionale. Sarà poi il muro di Thompson (18-21 e 9 palloni a terra per lei) il punto di non ritorno per Milano che si mette in tasca anche il secondo set (21-25).
    TERZO SET (15-25) – ASSOLO
    Vero Voley a bomba da subito e Bergamo dietro, ma a fatica (1-4). E se il muro punto di Thompson (2-7) apre a una fase nel segno delle milanesi a crederci davvero rimangono forse solo i tifosi: onore alla Nobiltà RossoBlu che, incurante del tabellone, ha cantato e sostenuto la squadra, senza sosta né esitazione. Mentre in campo il 9-20 di Miriam Sylla suona come l’ultima nota. A farle eco l’attacco finale, ancora di Sylla, per il 15-25 che vale un posto in finale.

  • F4 FrecciaRossa Coppa Italia – Conegliano supera Novara e vola in finale

    F4 FrecciaRossa Coppa Italia – Conegliano supera Novara e vola in finale

    [di Emanuela Macrìfoto di Fabio Cucchetti per GetSportMedia] Primo appuntamento (che conta) dell’anno. All’Unipol Arena di Casalecchio di Reno con le fasi finali di Coppa Italia Frecciarossa edizione 2023 e quattro pretendenti al titolo, Conegliano e Novara, Bergamo e Milano, in un sabato che più italiano non potrebbe essere. Tra pubblico e scintille, non solo in senso figurato.

    Ad aprire le danze è una sfida, la numero 1000 o circa, tra la Conegliano di Daniele Santarelli e la Novara guida Stefano Lavarini. E anche noi iniziamo da qui:

    Prosecco DOC Imoco Conegliano 3 – Igor Gorgonzola Novara 1 (25-21
    PRIMO SET (25-21) – FASE STUDIO
    per le due formazioni che dopo il primo punto di Novara, un attacco di Ebrar Karakurt si studiano timidamente per mantenere un sostanziale equilibrio (mentre tutte macinano km per recuperar palloni). Ma l’attacco di Isabelle Haak (16-15 prima e e il muro di Kelsey Robinson Cook (19-17) poi sono la zampata veneta ma anche il primo mattone per il primo set vinto 25-21.
    SECONDO SET (25-22) – CALMA APPARENTE
    con Imoco che da subito si mette al comando (8-5) ma poi cala il ritmo, cede il pallino del vantaggio a Novara che non però non ne approfitta. E se le venete sono lì, partecipano ma non brillano l’azione che sblocca set e animo è un recupero di Monica De Gennaro (giustamente MVP del match) di un pallone già in tribuna che, invece, diventa il punto 21-21 di Haak. Il resto è un set, il secondo di Conegliano, chiuso dal muro di Robin De Kruijf.
    TERZO SET (18-25) – IL RITORNO
    Apre Haak in attacco a cui risponde l’attacco di Anna Danesi. Poi è un crescendo di Novara che dal 6-8 costruisce fino al definitivo muro di Danesi (12-20) che segna il vantaggio massimo di 8 lunghezze e permette alle igorine volare a chiudere il set 18 – 25 con un attacco messo a terra da Caterina Bosetti. Ma il punto di svolta è quel 9-12 firmato da Kenia Carcaces che porta Santarelli a chiedere il time out. E non a caso.
    QUARTO SET (25-23)– INCERTEZZA
    Inizio punto su punto che dopo il minimo vantaggio novara (7-8 firmato Bosetti) continua fino al 17-14, il risultato di due muri consecutivi dei quattro di set messi a terra da Imoco in un set aperto e incerto fino all’ultimo. Passando per il 21-21 di Karakurt che da uno svantaggio di 4 lunghezze rimette le sue in careggiata ma la partita, e il biglietto per la finale, sono delle venete. Chiude set e gara l’attacco vincente di Alessia Gennari.