Chennai, 01 ottobre 2010.
Rosso-Giombini chiudono il Challenger indiano al settimo posto.
Le atlete si sono aggiudicate il primo set con un parziale di 21-14. Purtroppo il secondo set ha avuto come esito lo stesso parziale a ruoli inversi, questa volta a favore di Ivy-Rutledge. Il tie-break è stato decisivo e dopo 61 minuti Ivy-Rutledge vincono 15-8; ma quel punto sono stati determinanti tanti altri fattori, non solo la tecnica o la voglia di vincere.
L’India mette a dura prova l’atleta sì ma anche la persone, anche solo per il clima. Sulle gambe si riversa tutto il peso della competizione, il caldo e l’afa, le tante partite giocate in pochi giorni anche a orari impossibili (ieri sera a mezzanotte Rosso-Giombini stavano ancora lottando sotto i riflettori). Sia chiaro, nessuno si lamenta o giustifica, l’intento di queste nostre parole è quello di raccontare non solo la cronaca di una prestazione professionistica sportiva ma di una scelta di vita.
Questa tappa particolare in un certo senso ci autorizza a rompere la formalità con la quale vi abbiamo sempre scritto e a raccontarvi qualcosa di più: tramite internet ci sono arrivati i messaggi di Valeria ed erano tutti molto carichi ed ironici, pieni “grazie”, di punti esclamativi e qualche punto interrogativo; ci ha raccontato di top ufficiali esauriti prontamente sostituiti con altri caserecci che lasciavano un marchio sulla pelle, di tribune in legno arrangiate ma ben fatte, di pentolini in camera e tonno in scatola!
Ufficio stampa
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