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  • EUROVOLLEYLUGANO 2014 PRIMI ARRIVI: DOMANI E’ IL GIORNO DI SVIZZERA E POLONIA GIOVEDI’ QUELLO DI UCRAINA E LETTONIA

    Ita-Pol_039Il torneo di qualificazione agli Europei femminili che la Pista Resega di Lugano ospiterà dal 16 al 18 maggio si prepara ad entrare nel vivo. Lo spettacolare impianto ticinese sta velocemente cambiando volto: ogni giorno nuove attrezzature sportive si sostituiscono al ghiaccio ed alla balaustre dell’hockey e domani mattina lo staff di EuroVolleyLugano 2014 allestirà il campo SpeedLock su cui Svizzera, Polonia, Lettonia e Ucraina si sfideranno per conquistare un pass per gli Europei del 2015. La corsa contro il tempo della macchina organizzativa è lanciata, tutto dovrà essere pronto per giovedì pomeriggio quando le squadre si alterneranno sul campo della Resega per il primo allenamento del torneo. Ogni squadra avrà a disposizione 90 minuti per conoscere l’impianto e prendere i necessari punti di riferimento. Mercoledì e giovedì saranno soprattutto i giorni in cui arriveranno le formazioni. La prime giocatrici a giungere a Lugano saranno le padrone di casa della Svizzera che domani pomeriggio effettueranno un allenamento alla palestra Lambertenghi. Coach Timo Lippuner potrà contare anche su Ines Granvorka e Laura Unternährer rientrate in seno alla squadra dopo il quarto posto al Mondiale per Club conquistato con la maglia del Volero Zurigo. Sempre domani giungerà a Lugano la Polonia, ovvero la squadra con il più alto ranking mondiale delle quattro presenti. Le biancorosse sono la formazione da temere, dalla loro hanno tecnica, esperienza e palmares nel quale brillano i due successi agli Europei del 2003 e del 2005. Per giovedì sono, invece, previsti gli arrivi di Ucraina e Lettonia. Proprio quest’ultima nazionale si preannuncia come la squadra con il maggiore ritmo partita delle quattro in quanto nello scorso week end ha conquistato il diritto di essere tra le protagoniste di EuroVolleyLugano 2014 grazie al torneo preliminare disputato ad Halmstad. In Svezia, le Lettoni sono presto diventate la sorpresa del torneo grazie alle due vittorie conquistate con cui hanno spento le velleità delle altre contendenti.

    BIGLIETTERIA Sul sito www.tio.ch/biglietteria continua la prevendita dei biglietti per le singole giornate (validi per due partite) o gli abbonamenti che danno diritto all’ingresso per tutte e sei le partite in programma nei tre giorni di gara. Per i gruppi sportivi è ancora valido l’invito speciale a loro rivolto. La promozione “5×3” è semplicemente da urlo: prenotando alla mail ticket@eurovolleylugano2014.ch, tramite apposito modulo on line nella sezione download del sito www.eurovolleylugano2014.ch, i gruppi sportivi potranno acquistare tre biglietti/abbonamenti e ricevere due biglietti/abbonamenti omaggio supplementari.

    PREZZI DEI BIGLIETTI

    Under 14 Gratuito

    Ridotto (14-18 o AVS) CHF 15

    Intero CHF 25

    Entrata Family (2 adulti e 1 ridotto) CHF 55 A

    bbonamento Ridotto CHF 35

    Abbonamento intero CHF 65

    Ingresso VIP CHF 60 Abbonamento VIP CHF 165

    PROGRAMMA GARE VENERDI’ 16 MAGGIO ORE 17.00 Lettonia – Ucraina ORE 20.00 Svizzera – Polonia

    SABATO 17 MAGGIO ORE 15.00 Ucraina – Polonia ORE 18.00 Lettonia – Svizzera

    DOMENICA 18 MAGGIO ORE 15.00 Polonia – Lettonia ORE 18.00 Ucraina – Svizzera

    Press EurovolleyLugano

  • Andrea Giovi: la “Belva” di Perugia..

    IMG_2563Ancora poche ore e sapremo chi è il vincitore del 69° Campionato di Pallavolo Maschile di serie A1; stasera alle 19.30 si giocherà gara 4 tra la Sir Safety Perugia e la Cucina Lube Banca Marche Macerata al PalaEvangelisti di Perugia! Attualmente siamo sul 2-1 per Macerata, quindi stasera potrebbe essere il match decisivo!Nonostante il momento di tensione che entrambe le squadre stanno vivendo, siamo riusciti a rubare un po’ di tempo ad Andrea Giovi, libero della Sir Safety Perugia e perugino doc! Da pochi giorni Mauro Berruto ha diramato le convocazioni degli atleti che prenderanno parte alla World League, Andrea è stato confermato per il quarto anno in maglia azzurra! 

    E’ un ragazzo molto divertente, un giocherellone al quale piace stare in compagnia ma quando c’è da affilare le unghie non si tira indietro, non per questo a Perugia è soprannominato “belva”!

    Intervista di Ilaria Chippari – Foto Lorenza Morbidoni 

    A che età hai cominciato a giocare a pallavolo e come ti sei avvicinato a questo sport?

    “Ero piccolo… Molto piccolo; secondo me avrò avuto 7/8 anni, facevo minivolley e mi allenavo nella palestra vicino a casa mia dove un collega di mio papà teneva i corsi  per il Cus Perugia… E quindi un po’ per comodità logistica e un po’ perché volevo cominciare a praticare uno sport… sono arrivato alla pallavolo!”

    E i tuoi genitori erano contenti di questa scelta o preferivano che praticassi altro… Come il calcio?

    “No… Loro mi hanno sempre lasciato abbastanza  libertà di scelta in questo ambito! Alla fine io ho sempre e solo giocato a pallavolo, non ho mai vacillato come tanti altri ragazzi che giocavano anche un po’ a calcio! Ho fatto corsi di nuoto… Ma questo sport non l’ho mai lasciato… Il primo amore non si scorda mai!!!”

    Hai avuto anche la fortuna di cominciare a giocare nella tua città, a differenza di tanti altri atleti non hai dovuto fare grandi spostamenti… Anche questo ha aiutato?

    “Quando ero bambino andavo da solo nella palestra vicino a casa, tant’è vero che mia mamma mi guardava dal balcone! Poi crescendo ho cambiato palestra, sempre a Perugia, ci andavo in motorino e quando gli allenamenti finivano alle 22.30… Quanto freddo e quanta acqua che ho preso in inverno!! Ma ci sono sempre andato volentieri!”

    IMG_2518Hai sempre fatto il libero?

    “No… Non ho sempre fatto il libero! Ad esempio al Trofeo Delle Regioni nel 1999 ero  palleggiatore, poi ho fatto lo schiacciatore… Però quando è arrivato il momento di far sul serio, dati i mezzi fisici, ho cominciato a fare il libero!

    Nel 2003 esordisci in A1 a Perugia, allenato da Fefè De Giorgi.

    “Sì… In quell’anno l’RPA (Umbria Volley) venne promossa in serie A1, servivano dei ragazzi giovani anche per contenere i costi e così comincia questa bella avventura! Ho passato lì due anni… Mi sembrava di essere stato catapultato in un altro pianeta, perché prima di allora per me era tutto un gioco, tutto uno scherzo e ci ho messo un po’ ad ambientarmi e a capire che quella era una cosa seria! Mi è servita tanto questa esperienza!”

    Nel 2005 scendi categoria ti sposti, ma non di poco, e vai in A2 a Spoleto… Come mai questa scelta?

    “In quel periodo studiavo ancora, facevo l’Università a Perugia, e non credevo che la pallavolo potesse diventare il mio lavoro… E’ venuta fuori questa offerta da parte di Spoleto e quindi ho accettato perché ero vicino a casa ed era comunque una piazza importante!

    IMG_2584L’anno successivo vai a Corigliano, sempre in A2, ma è la tua prima vera e propria esperienza lontano da casa… Com’è andata?

    “Ma… E’ andata bene! Certo all’inizio ti mancano un po’ gli affetti, le tue cose… Però il primo anno di Corigliano è stato un idillio, eravamo tutti ragazzi giovani… Io, Parodi, De Marchi, Corvetta! Un mix di giovani e più esperti in cui noi giovani eravamo senza freni, cani sciolti… Un gruppo fantastico e poi la promozione in A1… Completamente inaspettata! E’ stata una meraviglia quell’anno… Se chiedi a chiunque c’era ti dirà la stessa cosa… Non c’è paragone! Catapultati in un altro pianeta: sole, mare, caldo, amici, tutto che va bene… Ed eravamo a Corigliano Calabro, non a Miami!!”

    I primi successi personali arrivano nel 2008 quando torni in A1 con la maglia della Lube Macerata, allenato ancora da Fefè De Giorgi e fai il secondo libero perché il primo era Mirko Corsano!?

    “Quell’anno ho deciso di andar via da Corigliano perché purtroppo c’erano un po’ di problemi economici e quindi quando arrivò la proposta da Macerata non ci pensai due volte! Fu un anno molto importante perché pur giocando molto poco, l’avere davanti Mirko fu come disputare una stagione da titolare! Per me era un esempio da seguire…! Anche Fefè fu molto importante per la mia carriera, mi fece esordire a in A1 a Perugia, mi rivolle a Macerata e poi nel 2011 anche a San Giustino!”

    Dopo Macerata nel 2010 vai a Latina e nel 2011 a San Giustino fino ad arrivare ad oggi che sei tornato a casa a Perugia… Scelta di cuore o altro?

    “Quando sono andato via da Latina per tornare a casa l’Umbria Volley (la vecchia RPA) aveva cambiato sede trasferendosi a San Giustino… e lì ho detto ‘Non giocherò mai a casa mia’; dopo i due anni qui e la chiusura del Club per problemi finanziari la Sir Safety Perugia venne promossa in A1 e quello è stato un segno del destino… Non potevo andare a giocare da un’altra parte! Ci sono state diverse offerte, sempre in Italia, ma io volevo giocare nella mia città!! E devo dire che si sta rivelando la scelta giusta!” 

    Nel 2009, quando giocavi a Macerata, hai avuto la possibilità di andare ai Giochi del Mediterraneo con la maglia azzurra… Che emozioni hai provato?

    “Quando mi hanno convocato è stata una figata, bellissimo…! Per il Coni i Giochi Del Mediterraneo vengono dopo le Olimpiadi, è una manifestazione molto importante! E’ stata una bellissima esperienza, non me l’aspettavo perché quell’anno avevo giocato davvero poco… Quell’edizione era in Italia con la finale a Pescara e noi abbiamo vinto la medaglia d’oro! Certo che se penso a quello che c’è stato dopo quell’esperienza sempre con la Nazionale… Diciamo che i Giochi del Mediterraneo sono stati l’inizio di un bellissimo percorso che mi ha regalato gioie sempre più grandi!” 

    _MG_0935Che significato ha per te vestire la maglia azzurra?

    “Io penso che tutti gli sportivi di tutte le discipline abbiamo il sogno di indossare la maglia della Nazionale e quindi nel momento in cui ci riesci ti senti ripagato di tutti i sacrifici che hai fatto per arrivare ad indossarla! Ti senti orgoglioso di te stesso, di far felici le persone che hai accanto e del Paese che rappresenti! Cantare l’inno d’Italia con indosso quella maglia… Ha tutto un altro sapore!”

    Hai avuto anche la fortuna di partecipare alle Olimpiadi di Londra nel 2012, il sogno di tutti gli sportivi… Raccontami com’è andata..

    “La fortuna di andare alle Olimpiadi e di salire sul podio con la medaglia di bronzo…!!! Per raccontare tutte le emozioni provate a Londra ci vorrebbe un libro, non basta un’intervista… Tanta roba! E’ tutto un’emozione dall’arrivo in aeroporto in poi… Il villaggio olimpico, la mensa del villaggio dove vedevi mangiare Usain Bolt piuttosto che Federica Pellegrini; la cerimonia d’apertura… che spettacolo, ho fatto foto con chiunque… Camminavo insieme e Savani e ad un certo punto ci siamo girati e avevamo vicino la Sharapova!

    Sembrava di stare dentro un frullatore che non ti rendi neanche conto bene di cosa sei lì a fare… Ti alleni, giochi… Tutto un macello  che all’inizio ci aveva anche un po’ destabilizzato, infatti durante la fase a girone non abbiamo dato il massimo, poi per fortuna abbiamo capito che le cose si facevano ancora più serie e siamo riusciti a ritrovare la giusta concentrazione per conquistare la medaglia di bronzo… Bello, troppo bello! Ho ancora i brividi…”

    Hai visto un’atleta, un’icona dello sport che ti ha colpito? Oltre alla pallavolo sei riuscito a vedere anche qualche altra gara di altre discipline sportive?

    “Sì sono riuscito a vedere qualcosa… La finale dei 100mt di atletica, che non è roba da poco, e qualche batteria di nuoto! Volevo proprio vedere questi due sport e sono molto contento di esserci riuscito”

    Da pochi giorni sono uscite le convocazioni di Mauro Berruto per gli atleti che prenderanno parte alla World League… E tu ci sei, che estate si prospetta?

    “Speriamo di fare tutta l’estate in azzurro… Sia la World League che i Mondiali! E’ una manifestazione importantissima, quest’anno ancora di più perché le finali saranno in Italia… E poi i Mondiali in Polonia… C’è tanta carne al fuoco! Io darò il massimo per partecipare ad entrambe le manifestazioni!”

    _MG_0988Come ti trovi nel gruppo azzurro?

    “Bene, molto bene! Ci divertiamo… Siamo un gruppo di amici! D’estate passiamo tanto tempo insieme, da maggio a settembre, se non fosse così sarebbe un inferno! Io sono un giocherellone… mi piace sparare cazzate, ridere, stare in compagnia… Poi ci sono dei momenti in cui non sopporti nessuno… Ma credo sia normale quando si passa tanto tempo insieme ad un gruppo, anche perché ognuno di noi ha la sua famiglia, le sue cose! Condividere per mesi la camera con Travica… Alla lunga ti stufa pure lui… Sono quattro anni che dormiamo insieme!! A volte sembriamo una coppia isterica…!!! J!!!”

    Ad agosto 2013 sei diventato papà… Com è cambiata la tua vita?

    “Ad agosto 2013 sono diventato papà… Per la seconda volta!”

    Ahh scusami…

    “Figurati… Quindi la mia vita è precipitata!! Ad agosto 2013 è nata Sara mentre ad agosto 2011 è nata Sabrina… Capito?! Io ad ogni Europeo ne faccio uno… E nascono tutti ad agosto… Tutti leoni a casa! Tranne la mia compagna che è cancro! A parte gli scherzi la mia vita è cambiata in meglio… Cercavamo la quadratura del cerchio: sono tornato a giocare a Perugia, avevamo finito casa… E quindi è venuta da sola non ne abbiamo neanche parlato; mi sento bene, più completo… E’ bello!”

    Sogno nel cassetto?

    “Prima di Londra era quello di andare alle Olimpiadi… Adesso è tornarci e vincerla! Quindi vedremo per Rio 2016… Spero di arrivarci, la concorrenza è agguerrita! Io con la Nazionale ho avuto un culo impressionante… Sono arrivato e in tre anni ho già fatto: 2 Europei (2 figli!), 2 World League, 1 Word Cup, 1 Olimpiade… Mi manca il Mondiale! Questo è il quarto anno con la maglia azzurra e ho partecipato alle manifestazioni più importanti del panorama mondiale! Pensa che Savani ci ha messo 11 anni per fare quello che ho fatto io… J!!! Sono molto appagato dal mio percorso… Ma non basta, quando vedi come funziona poi vuoi sempre di più, è come una droga! Quando ho visto il villaggio olimpico a Londra… Ho pensato chissà come sarà in Brasile! Sempre se ci arriverò…”

    Progetti futuri… Cosa pensi di fare? Rimanere nell’ambito sportivo – pallavolistico o cambiare ambiente?

    “E’ un macello… Quando smetto di giocare è un casino! Non ne ho la più pallida idea… Visti anche i tempi che corrono! Ci penso tutti i giorni però al momento è buoi totale… Il mondo del lavoro è peggio di quello sportivo! Vedremo quando sarò grande!”

    Tra i tuoi compagni di squadra sei riuscito a costruire rapporti d’amicizia?

    “Io ho solo colleghi… Non ho amici!! Nooo scherzo!! Senza fare nomi prima che poi qualcuno si offende ti posso dire che in dieci anni che gioco a pallavolo ad alti livelli ho conosciuto tantissime persone… Certo non posso essere amico di tutti! Condividi con loro tanto tempo però l’amicizia è un’altra cosa… Di amicizie ne ho poche ma buone; le porto avanti nonostante con qualcuno di loro non ci gioco più insieme e non ci vediamo spesso!Ho qualche amicizia importante sia nel club che in Nazionale… E’ una cosa che mi ha sicuramente arricchito!”

    Torniamo un’attimo a Perugia, come va questa stagione alla Sir Safety Perugia? Con i compagni…?

    “Come va…?? Alla grande… Sono matti come i cavalli!! Atanasijevic è esordiente nel Campionato italiano anche se non si vede perché gioca come fosse un atleta esperto che gioca in Italia da anni… E’ forte, molto forte! Come anche Petric, Mitic… Sono ragazzi interessanti, sia dal punto di vista umano, sia da quello tecnico e anche come approccio al lavoro in palestra. Sono contentissimo…!”

    E con la lingua serba come va?!

    “Ma… Pensavo peggio, cioè finisce il Campionato che di sentir parlare serbo ne avrò fin sopra le orecchie! E’ impossibile impararlo… Solo le parolacce! Durante le trasferte tra di loro… Vujevic, Atanasijevic, Petric, Mitic, Cupkovic… parlano in serbo però in squadra, durante le riunioni… L’allenatore parla in italiano…L’italiano tiene botta! Adesso quando cominciano a parlarsi tra di loro in partita noi italiani riusciamo a capire un po’ il labiale… Dipende anche dal momento in cui siamo!”

    IMG_2564Ho notato più di una volta che durante le partita, soprattutto nei momenti caldi sei uno di quelli che cerca di fare da paciere durante le proteste…

    “ Ma no probabilmente perché riesco ad essere più oggettivo di altri… Alcuni per istinto chiamano video check senza ragionarci su 2 secondi! L’anno scorso io ho preso il rosso per proteste contro l’arbitro e sono dovuto uscire dal campo… Il secondo libero non c’era e abbiamo perso il set e la partita! Da quella volta mi sono ripromesso di non protestare mai più… Anche se mi girano anche a me…!! Beccarsi un po’ sotto rete è anche divertente… Pensa se la togliessero!! J!!”

  • Qualificazione Europea – Lugano 2014: le convocate per la Polonia

    DW2J2570Piotr Makowski, ct della Polonia, ha diramato la lista delle 22 atlete convocate per l’estate 2014.

    Alzatrici: Paulina Ba?dyga, Izabela Be?cik, Emilia Kajzer, Joanna Wo?osz

    Opposti: Izabela Kowali?ska, Malwina Smarzek, Katarzyna Zaro?li?ska

    Schiacciatrici: Magdalena Damaske, Klaudia Kaczorowska, Natalia Kurnikowska, Daria Paszek, El?bieta Skowro?ska, Julia Twardowska, Aleksandra Wójcik

    Centrali: Agnieszka Bednarek-Kasza, Agnieszka K?kolewska, Kornelia Moskwa, Katarzyna Po?e?, Maja Tokarska

    Libero: Agata Durajczyk, Anna Korabiec, Dorota Medy?ska

    http://www.pzps.pl/

  • Luca Vettori: “Mi Piace Appartenermi e Rimanere Me Stesso”

    _DP_2374Si è appena conclusa la Regular Season del 69° Campionato di Pallavolo Maschile di Serie A, in attesa dell’inizio dei playoff che decreteranno la squadra Campione d’Italia abbiamo deciso di conoscere meglio uno dei protagonisti di questa stagione: Luca Vettori

    Luca è nato a Parma il 26 aprile 1991, a soli 22 anni è già un giocatore fondamentale della sua squadra, la Copra Elior Piacenza, e una pedina importante per la Nazionale Italiana di Mauro Berruto. Seppur molto giovane ha già un palmares invidiabile, l’ultimo trofeo vinto è la Del Monte Coppa Italia il 9 marzo a Bologna contro la Sir Safety Perugia; nel weekend bolognese l’opposto della Copra ha messo a terra 36 palloni! E’ un ragazzo molto timido ed introverso che non ama stare al centro dell’attenzione ma che quando scende in campo tira fuori una classe e un’abilità nel gestire le proprie emozioni da veterano.

     Intervista di Ilaria Chippari

    A che età hai cominciato a giocare? 

    “Ho cominciato veramente a giocare a pallavolo a 16 anni, prima giocavo vagamente a calcio… Poi alle Scuole Medie i professori hanno notato la mia statura e hanno cercato di inserirmi nella squadra di pallavolo! Quando sono passato alle Scuole Superiori giocavo sempre a Parma, ma nulla di serio fino a che all’età di 16/17 anni decisi di andare a Piacenza, che da casa mia sono circa 40 minuti per cominciare l’attività agonistica. Ho retto questi ritmi solo una stagione perché l’ultimo anno di Liceo Classico sono tornato a giocare a Parma, ho fatto questa scelta anche perché era l’anno della maturità!”

     Nella stagione 2010-2011 entri a far parte del Club Italia a Vigna di Valle, hai passato due anni nel progetto federale, che esperienza hai vissuto?

     “E’ stato il mio primo anno fuori casa… Non ero ancora un ragazzo forte e sicuro di me! Mi sono trovato in un Campionato di alto livello con una squadra poco attrezzata composta da ragazzi giovani, abbiamo perso la maggior parte delle partite! Dal punto di vista pallavolistico è stato un anno un po’ travagliato invece dal punto di vista mio personale mi è servito molto, mi sono sbloccato e ad oggi posso dire che è stato un periodo fondamentale per la mia crescita!”

     Nella stagione 2012-2013 torni a Piacenza

     “Dopo due anni al Club Italia potevo scegliere se rimanere nel Campionato di A2 e giocare titolare oppure fare un po’ di gavetta nel Campionato di A1… Ho deciso di tornare a Piacenza e si è rivelata la scelta azzeccata! Sono stato ripagato da questa decisione perché con tanto lavoro, seppur in una squadra molto forte, ho trovato il mio spazio… Verso la fine del Campionato sono entrato parecchie volte e anche nei playoff ho dato il mio contributo giocando bene! Sono così riuscito a conquistarmi la fiducia anche di coach Berruto per la Nazionale e a ripartire a settembre con Piacenza da titolare!”

    _DP_3194 L’anno scorso ti giocavi il posto da titolare con Alessandro Fei, quest’anno si è spostato al centro… Ti lasciato il suo posto?!

     “Lui mi ha aiutato tantissimo dal punto di vista tecnico durante gli allenamenti e quest’anno che a differenza di quanto si possa pensare, anche se gli ho rubato il posto, non ha mai avuto risentimenti! E’ sempre stato un ottimo compagno di squadra… Credo si possa ritenere più che soddisfatto, nella Finale di Coppa Italia ha vinto il premio come miglior giocatore!”

     Cosa vuol dire, per un giocatore giovane come te, giocare con tre personaggi come Papi, Fei e Zlatanov?

     “E’ impegnativo ma molto stimolante… Si vede la professionalità anche fuori dal campo e si possono carpire tutte le sfumature e i dettagli che fanno di questi giocatori dei fenomeni! Noi giovani abbiamo la possibilità di imparare tantissimo da loro… Di assorbire un po’ del loro talento!”

     Nel 2012 è coincisa anche la convocazione nella Nazionale maggiore di Mauro Berruto… Cosa ha significato per te?

     “E’ stato qualcosa di inaspettato! Durante tutta l’estate ho lavorato molto bene… Riuscivo a dire la mia anche in quel contesto e quindi ho maturato anche una sorta di consapevolezza interiore! Essendo buttato dentro in determinate situazioni e rispondendo bene a questo tipo di tensioni così particolari sono riuscito comunque a giocare le mie partite e questo ha fatto sì che fossi conosciuto al grande pubblico! Poi hanno creato anche un po’ il mio personaggio… Ma questo non mi appartiene tanto!”

     Questa cosa del “personaggio” ti ha più pesato o gratificato?

     “Ma… Dipende dalle volte… Diciamo che io tendo un po’ a trascurare questo punto! Mi piace appartenermi e non appartenere alle voci o a quello che si vuol far credere di me… Cioè chi vuol parlare può farlo però io preferisco star sulle mie e rimanere sempre me stesso!”

     La figura di Mauro Berruto, il mister della Nazionale, cos’ha significato e cosa significa tutt’ora?

     “Mi sento di dire che l’ho conosciuto ma non fino a fondo… E’ una persona molto riservata, d’altronde un po’ come me! Spero ci saranno tante occasioni per approfondire la nostra conoscenza e questo rapporto di rispetto. E’ un allenatore che tende a creare una sorta di distanza, anche legittima, tra giocatore e coach ma spero si assottigli sempre di più.”

    _ryu201311222_0149 Cosa significa per te giocarsi il posto da titolare con Ivan Zaytsev? Lui è esattamente il tuo opposto dal punto di vista caratteriale?

     “L’anno scorso siamo stati compagni di stanza, abbiamo avuto l’occasione di conoscerci bene e c’è stata parecchia intesa tra di noi… Lo apprezzo molto sia come atleta che come persona! E’ un giocatore che da tutto e questa è una prerogativa importante per un’atleta, lui non si tira mai indietro… E’ una sfida bella tosta perché Ivan è sicuramente uno dei massimi esponenti della pallavolo mondiale! Diciamo che nel momento in cui ci sarà bisogno io entrerò però se sarò, anche solo, la sua panchina sarà per me un grande onore!”

     Agli Europei, vi siete classificati 2° e tu hai vinto il premio come miglior attaccante… Cosa ti porti dentro di questa bella esperienza?

     “E’ stato stupendo…! Abbiamo giocato tante partite ravvicinate, io pian piano sono riuscito a prendere il ritmo insieme al resto della squadra nonostante alti e bassi; nella fase a gironi eravamo arrivati secondi ma alla fine ci siamo giocati la finale contro la Russia, passando per la semifinale contro la Bulgaria che abbiamo gestito al meglio! Spero ci sia un’altra occasione per la rivincita contro i russi!”

     Come ti trovi all’interno del gruppo azzurro?

     “Siamo un gruppo molto giovane… Ho legato soprattutto con i miei coetanei come Filippo Lanza, Matteo Piano e Davide Saitta! Ai mostri sacri della nostra Nazionale credevo di avvicinarmi più lentamente invece, anche loro, si sono dimostrati molto aperti a conoscermi e mi hanno rispettato fin da subito… Mi ha fatto tanto piacere!”

     Hai un mito nella pallavolo?

     “Il primo nome che mi viene in mente è sicuramente Samuele Papi, dopo due anni che ci gioco insieme e diventato un maestro per me!”

     2014-01-26 Copra Elior Piacenza VS Casa Modena 140Qual è il complimento più bello che ti hanno fatto e la critica che ti ha più ferito?

     “Quando avevo giocato delle partite importanti rispondendo in maniera positiva, alcuni amici e compagni delle giovanili mi hanno detto di essersi emozionati nel vedermi in campo; si ritrovavano a Parma per guardare le partite, ma soprattutto per tifare per me!

    Per quanto riguarda la critica, ce ne sono state soprattutto all’inizio di questa stagione… Probabilmente devo entrarci meglio nel mondo della critica, all’inizio ci rimanevo male perché, come ti dicevo prima, parlare per parlare non mi andava e quindi rispondevo poco alle interviste e cose del genere; cercavo di concentrarmi di più sul campo, sulla tecnica… Insomma di più su quello che potevo fare a livello di pallavolo! Pian pianino sono riuscito a far capire che sono una persona riservata e quindi, adesso, mi accettano anche per come sono… Poi anch’io devo e posso fare qualche passo avanti rispetto a questo mio punto del carattere ancora vacillante!

     Che ruolo ha la tua famiglia nella tua vita e nella tua carriera?

     “Ha un ruolo sicuramente importante… Loro non sono mai stati pressanti, non avevano aspettative nei miei confronti, hanno sempre cercato di farmi capire cos’era giusto per me! Mi seguono abbastanza spesso, non fanno lunghe trasferte, ma se possono vengono a vedermi e questo mi fa molto piacere!”

     Invece le tue aspettative quali erano quando hai cominciato questo percorso?

     “No… Direi di no soprattutto in maniera così veloce! Però mi ci sono trovato dentro… E’ difficile anche rispondere alla tua domanda! Ora sicuramente le mie ambizioni sono quelle di vincere qualcosa di importante e continuare con la Nazionale, anche se è un cammino che non si sa mai quanto possa continuare e fruttare.”

     Con le tue fans che tipo di rapporto hai? A fine partita vieni “sommerso” da ragazze di ogni età che ti chiedono foto e autografi… Essendo molto timido come la vivi?

     “Lo vivo con leggerezza e un po’ di distacco… A fine partita tento di firmare qualche autografo e poi svignarmela negli spogliatoi! Nel momento in cui si crea troppa confusione non mi piace… Per fortuna per le strade di Piacenza si limitano a salutarmi senza chiedermi foto! Cerco di rimanere fuori anche dai social network per mantenere la mia riservatezza e preservare la mia privacy.”

     Hai un sogno nel cassetto?

     “… Prima o poi mi piacerebbe reinventarmi e fare qualcosa di completamente diverso… Non so ancora bene cosa, quindi non chiedermelo… Però pian pianino sto percorrendo binari differenti legati a delle passioni che potrebbero, anche solo solleticarmi… E spero, non troppo tardi, di sconvolgere la mia vita e cambiare completamente fronte!”

    _SF00181 Ho letto che hai una grande passione per la lettura… Ci sono dei libri ai quali sei più legato?

     “Sto esplorando diversi percorsi… Spesso, anche solo, consigliati da amici! Ad esempio in questo periodo sto leggendo delle poesie locali di Parma, uno di questi autori è Attilio Bertolucci che descrive molto bene le colline parmensi. Vado molto ad intuizioni, umore e periodi… Anche, magari, se vado in qualche luogo in trasferta mi porto un libro che parla del posto che visiterò!”

     Se non fossi diventato un campione di pallavolo… Immagino che avresti proseguito gli studi, che percorso avresti intrapreso?

     “Ero iscritto al DAMS a Roma, ma col senno di poi non mi iscriverei più lì… All’epoca l’avevo fatto per sconvolgere un po’ i miei studi umanistici che avevo fatto al Liceo Classico e pensavo di fare qualcosa di più artistico come cinema e teatro! Ora sarei indeciso perché mi affascina la letteratura straniera, quindi mi iscriverei a lingue oppure qualcosa legato all’arte… Ma ho un po’ di caos in testa! Mi interessa molto anche design…”

     Anche se sei molto giovane vivi in una squadra dove il ricordo di Vigor Bovolenta è sempre presente… E per te cosa rappresenta?

     “Ho sempre sentito tante belle storie su di lui… Anche dai ricordi di Zlaty e quindi lo vivo molto come un amico! E’ questa l’immagine che ho di Bovo, nonostante non l’abbia mai conosciuto, ho filtrato tutte le informazioni che mi sono state date in questi anni e quindi lo ricordo anch’io come una bravissima persona… Come un amico!”

     Quest’anno ci saranno i Mondiali dal 30 agosto al 21 settembre… Luca Vettori ci sarà?

    “Speriamo… Si giocherà in Polonia, in un girone parecchio tosto, in una Nazione che vive la pallavolo a 360° … Dopo aver giocato in uno stadio di calcio agli Europei giocheremo in dei palazzetti enormi, con 14 mila posti a sedere… Non c’è una nazione che mi spaventa più delle altre, certo ci sarà l’emozione di ritrovare la Russia, il Brasile… Poi la Polonia che giocherà in casa! Insomma sarà una bella emozione!”

     

  • ASICS SCEGLIE VALENTINA ARRIGHETTI COME VOLTO FEMMINILE NEL VOLLEY

    Ita-Pol_002ASICS annuncia oggi l’accordo di sponsorizzazione con la centrale della Nazionale Italiana di volley Valentina Arrighetti. Nata a Genova il 26 gennaio 1985, Valentina Arrighetti gioca nel ruolo di centrale e vanta nel suo palmares due Champions League, un Campionato Italiano, una Coppa Italia e due Supercoppe Italiane. Con la maglia azzurra, che veste dal 2006, ha conquistato, tra le altre, le medaglie d’oro ai Campionati Europei del 2009, nella Coppa del Mondo 2011 ed alla Grand Champions Cup 2001.

    Piske, come è soprannominata fin da quando, appena quattordicenne fece il proprio debutto in Serie C, ha siglato un accordo che prevede l’utilizzo di abbigliamento e calzature ASICS performance e tempo libero. ASICS aggiungendo Valentina Arrighetti alla propria lista di atleti professionisti con cui collabora, che attualmente comprende anche il palleggiatore della nazionale Dragan Travica, e, tra le squadre, oltre alla Nazionale Italiana, l’A.S. Volley Lube Macerata, attualmente al primo posto nel Campionato Italiano ed i vice-campioni d’Europa del Piemonte Volley Cuneo, mira a consolidare l’immagine del proprio marchio e crescere nel mercato mondiale del volley. La sinergia prevede inoltre il coinvolgimento di Valentina Arrighetti, così come Dragan Travica ed i loro compagni nella Nazionale Italiana, nello sviluppo delle future collezioni da volley ASICS, fornendo suggerimenti sulle esigenze dei giocatori professionisti e consigli sulla realizzazione di nuovi prodotti.

    Conoscendo già la qualità dei modelli di ASICS, Valentina non ha avuto che l’imbarazzo della scelta, optando infine per la GEL-BEYOND 3, storico modello apprezzatissimo dalla gran parte dei professionisti come dagli amatori.

    ELA_1628Valentina Arrighetti ha dichiarato: “Essere testimonial per il brand che più di altri ha confermato la propria leadership nel volley in Italia è una grande responsabilità, ma soprattutto una importante opportunità di crescita. Mi alleno per migliorare e scendo in campo per vincere: sono sicura che insieme ad ASICS taglieremo dei traguardi importanti”.

    L’Amministratore Delegato di ASICS Italia, Luca Bacherotti, ha commentato: “Valentina Arrighetti è una grande atleta con una presenza in campo unica ed una determinazione che riflette le ambizioni di ASICS nella ricerca di una crescita costante nel mondo del volley. Abbiamo una lunga storia di innovazione nelle calzature e siamo onorati di avere nella nostra squadra una giocatrice di questo livello.”

    La scarpa di Valentina Arrighetti:

    ASICS GEL-BEYOND 3 MT

    Storico modello molto apprezzato da tutti gli amanti del volley, la GEL-BEYOND 3 ha un profilo più basso per dar vita ad una scarpa da pallavolo indicata per chi cerca una combinazione tra velocità e comfort. Grazie al sistema di ammortizzazione Rearfoot and Forefoot GEL Cushioning, la scarpa assorbe gli urti negli stacchi e negli atterraggi. Dotata di Dynamic GEL Plate, che assicura maggiore stabilità e assiste il piede nel movimento in avanti, ed una speciale schiuma, Personal Heel Fit, che avvolge il tallone assicurando una calzata confortevole e personalizzata.La suola è realizzata in gomma Wet Grip per fornire una migliore trazione sulle superfici indoor, mentre il sistema Magic Sole garantisce la massima traspirazione. La GEL-BEYOND 3 è disponibile oltre che nella versione scelta da Valentina Arrighetti, ovvero la MT (Mid Cut) che offre un sostegno extra ed una calzata confortevole anche nella versione bassa.

    asics gel beyond 3 MT bianco-azzurro1

    Ufficio Stampa

    (Foto Cucchetti-Monticelli)

  • Gabriele Maruotti: ” Con Cuneo vorrei tornare protagonista”

    IMG_1305 copyIl 69° Campionato di Pallavolo Maschile di serie A1 è alla sua terza giornata e ancora è tanta la curiosità di vedere quanto e come sono cambiati gli equilibri nelle squadre che hanno dovuto dire addio ai propri campioni, ultimo in ordine di tempo è Nikola Grbic che lascia Cuneo e l’Italia per trasferirsi in Russia, la Trentino Diatec che ha mandato in prestito i suoi gioielli più preziosi (Juantorena, Raphael e Kaziyski) e l’allenatore in Turchia all’Ankara, Macerata che ha visto la partenza di Travica per la Russia e di Savani per la Cina e così molte altre.

    Forse questa sarà l’occasione per vedere più giovani e soprattutto più italiani nel nostro campionato. A tal proposito tra questi conosciamo meglio Gabriele Maruotti, classe 1988 di Fregene (Roma), che si è trasferito dalla Copra Elior Piacenza alla Bre Lannutti Cuneo. Questa sarà per lui una stagione molto importante dove ritrova il suo vecchio allenatore della Sisley Treviso, Roberto Piazza, e dove potrà mettere in mostra tutte le sue potenzialità.

     Intervista di Ilaria Chippari – Foto Marco Marengo

    Hai cominciato a giocare a pallavolo all’età di 6 anni… I bambini, soprattutto maschi, a quell’età tirano calci al pallone… Come è nata questa passione? 

    “Io sono di Fregene, un paese piuttosto piccolo sul mare, a 6 anni i miei genitori hanno deciso che era arrivato il momento di farmi cominciare un’attività sportiva ma allo stesso tempo mi hanno trasmesso una repulsione nei confronti del calcio… Di conseguenza l’unica alternativa in paese era proprio la pallavolo! Quindi mi sono ritrovato in palestra con altri bambini ed è così che è nata la mia passione per questo sport!

    Ho giocato per molti anni nella squadra del paese, dove andavo in palestra in bicicletta, ho cominciato dal minivolley poi l’under 13… Insomma tutto l’iter di quando si è bambini! Fino a che a 15 anni, durante una selezione provinciale, mi contattò la squadra di Velletri, che non è tanto comoda da casa mia perché dista 75 km, ma era la prima occasione di assaggiare un certo tipo di pallavolo… con loro giocai l’under 15, quell’anno vincemmo lo scudetto giovanile e fui notato dagli osservatori della Sisley Treviso che mi proposero di trasferirmi là!

     Quindi a 15 anni hai fatto le valige e da Fregene sei partito per questa nuova avventura a Treviso… I tuoi genitori, come l’hanno presa? Si sono pentiti di averti portato in palestra a 6 anni?!

     “Se Treviso ti chiama non puoi dire di no…! Io però dovetti aspettare un anno prima di fare la valige perché in accordo con i miei genitori decisero di farmi giocare anche l’under 16 a Velletri… La cosa curiosa è che anche quell’anno facemmo la finale per lo scudetto giovanile proprio contro la Sisley, contro quella che sarebbe diventata la mia squadra!

    I miei genitori mi hanno spinto ad andare… Sono stati e sono tutt’ora la mia forza, non smetterò mai di ringraziarli abbastanza… Non dev’essere stato facile per mia mamma lasciarmi partire… a 16 anni a 600 km di distanza! Ogni due settimane trovavano il modo per venirmi a trovare… Sono stati presenti in ogni tappa della mia carriera! E lo sono ancora, anche se si devono dividere tra me e mia sorella Ilaria che da quest’anno gioca a Modena! Sono fantastici… Non so come fanno, non so quanti altri lo farebbero… Posso solo dirgli GRAZIE con tutto il cuore!!”

    IMG_0797 copyAlla Sisley Treviso comincia la tua carriera da professionista, arriva anche la prima convocazione con la maglia azzurra, poi nel 2011 ti trasferisci alla MRoma Volley… E’ stata anche una scelta di cuore per avvicinarti a casa?

    “In realtà no… Ho scelto di spostarmi a Roma perché il progetto era molto importante e ambizioso, l’allenatore era Andrea Giani, c’erano tutte le premesse per far bene… Fino a quando il Presidente Mezzaroma ci ha messo tutto l’impegno necessario, la società era molto solida! Poi purtroppo è andato tutto sgretolandosi, ci sono stati diversi problemi: prima il fallimento poi la questione trasferimenti… Insomma non è stata un’annata brillante, non una di quelle che ricorderò con maggior gioia!

    C’è gente che aspetta ancora il 50% di ciò che era stato pattuito!”

    Chiusa questa brutta esperienza ti sei trasferito a Piacenza… Una società solida con uno staff tecnico molto preparato e dei compagni di squadra di primissimo livello… Come è andata?

    “Ho ritrovato due grandissimi atleti come Samuele Papi e Alessandro Fei con i quali avevo già avuto il piacere di giocare a Treviso… Passare il tempo con loro in palestra ti arricchisce e ti fa veramente capire perché sono dei fuoriclasse! Vederli lavorare costantemente e duramente tutti i giorni in palestra è ancora più incredibile che vederli giocare solo la domenica… Loro danno il massimo in tutti gli allenamenti della settimana, ci mettono la stessa concentrazione e lo stesso impegno tutti i giorni… Dettano il ritmo in palestra! Sono particolarmente legato a loro due… Mi mancheranno!” 

    Hai avuto la possibilità di allenarti con diversi tecnici, ognuno con il suo modo di lavorare (Andrea Giani, Luca Monti, Roberto Piazza…) sei particolarmente legato a uno di questi? A chi ti senti di dire “Grazie”? 

    “Di sicuro se partiamo da molto lontano devo ringraziare Angelo Lorenzetti, grazie a lui ho esordito in serie A1 perché quando giocavo in B1 a Treviso nel 2007 mi chiese di andare a Verona a finire la stagione lì, aveva bisogno di un italiano che avesse delle determinate caratteristiche perché si era infortunato Lorenzo Bernardi!

    Ma l’allenatore a cui sono molto legato è Roberto Piazza, che quest’anno ritrovo a Cuneo dopo che mi ha già allenato 2 stagioni a Treviso. Penso che lui sia veramente uno dei pochi allenatori di serie A che riesce a fare la differenza, che riesce a creare una squadra nell’insieme, che da un’identità di squadra… Non è una cosa da poco!” Lui probabilmente è quello a cui io devo più di tutti ed è anche per lui che ho deciso di trasferirmi a Cuneo! 

    Domanda scomoda… Quanto ci sei rimasto male a restare fuori dalla spedizione azzurra? 

    “Forse hai ragione… E’ un po’ scomoda come domanda! Ma forse ci rimani più male quando vieni escluso proprio all’ultimo giorno, come successe per il mondiale 2010 in Italia… Quella è stata una pugnalata al cuore! E’ vero che durante l’estate ho avuto la possibilità di allenarmi, di girare il mondo e di fare tantissime esperienze… Ma quella delusione è ancora cocente! 

    Diverso è quando te lo comunicano già ad inizio estate in cui tu non hai già impiegato il 100% delle tue energie… La maglia azzurra è importante, è una maglia speciale!A chi non farebbe piacere indossarla!” 

    IMG_1485 copyLa prima volta che ti è arrivata la convocazione era il 2008, giocavi a Padova… Te l’aspettavi o è stata una sorpresa? 

    “Avevo 20 anni… E’ stata una cosa inaspettata! Quell’anno giocavo a Padova e a fine anno siamo retrocessi… Quindi non me lo aspettavo minimamente! Ricordo tante fortissime emozioni … Una vera figata!!” 

    Sei riuscito a coltivare un’amicizia vera con qualcuno dei tuoi colleghi nelle varie esperienze in giro per l’Italia? 

    “Non è facile avere delle buone amicizie in questo mondo, ogni anno riesci a conoscere diverse persone e qualcuno con il quale legare di più lo trovi… Poi chiaramente portarla avanti nel tempo, quando non ti vedi più quotidianamente  è molto complicato. Quest’anno ritrovo come compagno di squadra Giorgio De Togni con cui giocavo a Padova e a Treviso… Ecco con lui c’è una bella amicizia! L’anno scorso avevo stretto un bel rapporto anche con Luca Vettori. Di gente ne conosciamo e ne incontriamo veramente tanta, poi è sempre difficile sentirci fuori dalla palestra… E’ bello ritrovarli la domenica sul campo come avversari!” 

    E fuori dalla palestra sei riuscito a crearti il tuo giro di amicizie… Sei rimasto in contatto con i tuoi amici d’infanzia? 

    “Quelli di quando ero piccolo li ho un po’ persi di vista… Ho passato quasi tutta l’estate a Roma, ho avuto modo di rincontrare tanti amici del mio passato e ho potuto vivere con loro la quotidianità! Quelli a cui sono più legato mi vengono a trovare, spesso vengono a vedere qualche partita… Si fanno un sacco di kilometri per me… Sono dei grandi! 

    C’è un’atleta che prendi come esempio nella tua carriera… Hai un mito? 

    “Sotto questo punto di vista sono molto fortunato perché ci ho giocato insieme per tanti anni… E’ il simbolo della pallavolo moderna… E’ Samuele Papi, è un modello per tanti atleti! Se hai la fortuna di giocarci insieme capisci tante cose… Samuele non è uno che parla tanto in allenamento,  che fa da chioccia con i più giovani… Lui parla con la tecnica!” 

    Come vedi questo campionato? Le squadre sono cambiate tanto… Molte di loro hanno perso tasselli importantissimi… Cosa ti aspetti da questa stagione? 

    “E’ vero sono molte le squadre che hanno avuto diversi cambiamenti, ma credo che questo porterà ad un campionato più equilibrato. Macerata e Piacenza rimangono due formazioni molto forti rispetto alle altre… Credo che sarà un campionato molto divertente! Nulla è scontato… Ci saranno tante emozioni!

    Io spero di viverlo da protagonista… E spero che Cuneo lotterà per qualcosa di importante! Non puoi immaginare quanto mi manca giocare con continuità, ho tanta voglia di riassaporare quelle emozioni che solo il campo ti sa dare!!” 

    IMG_1156 copySe non avessi giocato a pallavolo che cosa avresti fatto? 

    “Bella domanda… Ci ho pensato qualche volta, è impossibile rispondere… Come è impossibile rispondere alla domanda cosa farai nel tuo futuro… Bho!

    Spero di pensare al mio futuro fra 10 anni, quando smetterò di giocare a pallavolo, adesso non riesco neanche ad immaginarlo! Per quanto riguarda cosa avrei fatto se… Forse avrei seguito le orme di mio padre, quindi il dentista!” 

    Oltre alla pallavolo c’è uno sport che segui o che ti piace praticare quando non sei impegnato negli allenamenti? 

    “Sì… Quest’estate ho giocato tanto a tennis, mi piace tantissimo! Non so se sia per il fatto che è uno sport molto diverso dalla pallavolo, in cui devi fare affidamento solo su te stesso, non puoi chiedere aiuto a nessuno… E poi è molto semplice da organizzare: bastano solo 2 persone! Mi piace anche guardarlo… Un paio di anni fa’ sono stato al Foro Italico a Roma a vedere gli Internazionali… E’ stato bellissimo, uno spettacolo incredibile… Tutto molto diverso dall’atmosfera che si respira all’interno di un palazzetto! Mi piace anche l’ambiente che lo circonda, sembra una festa; per certi versi assomiglia un po’ all’aria che si respira durante le tappe di beach volley… Tante partite nello stesso giorno, uno può scegliere quali sfide guardare ci si ritrova nello stesso posto a mangiare… Bello!

  • Mondiale Under 20 Femminile: quarto posto per le azzurrine

    Brazil Gabriela Braga Guimaraes attacksQuarto posto finale per le azzurrine nel Mondiale Under 20. La squadra di Davide Mazzanti si è arresa 3-0 contro il Brasile (28-26 25-21 25-18), al termine di una gara in cui soltanto nel primo set è riuscita a contrastare efficacemente le sudamericane. Le azzurrine non hanno offerto una gran prestazione in ricezione, ed a muro non sono riuscite a contrastare abbastanza il Brasile. Nonostante questo hanno avuto ben 3 occasioni per chiudere in loro favore il primo set, ma non le hanno sfruttate, rimpiangendo i tanti contro-attacchi non concretizzati. A partire dal secondo set si è vista un’altra gara, l’Italia non è più riuscita a dare pressione in battuta e progressivamente è calata, sino al 3-0 finale.

    Alla squadra azzurra rimane la soddisfazione di essere entrata ancora una volta tra le prime quattro al mondo, riconquistando la supremazia continentale.

    Tabellino: BRASILE-ITALIA 3-0 (28-26 25-21 25-18)

    BRASILE: Saraelen 8, Gabriela 10, Rosamaria 11, Giovanna 2, Valquiria 11, Sara 15, Daniela (L), Naiane, Maira, Domingas. Non entrate: Paula, Milka. all. De Moura.

    ITALIA: Perinelli 17, Bonifacio 8, Chirichella 6, Nicoletti 4, Sylla 7, Carraro, Parrocchiale (L), Maruotti, Fiesoli 3, Melandri 7, Scacchetti. Non entrata: Bruno. All. Mazzanti.

    ARBITRI: Rene (Arg) e Kovar (Cze)

    Durata set: 33, 28, 24.

    Brasile: a 3, mv 13, e 13.

    Italia: a 1, mv 4, e 19.

    FIPAV

  • “Dimostrerò chi è Piso”..

    piso4“Giulia è una ragazza semplice, che tiene tantissimo ad ogni cosa che fa. E’ una persona trasparente, non sa nascondere i propri stati d’animo, come me. Noi siamo super amiche e grazie alla vicinanza ci leghiamo ogni giorno di più. Parliamo di tutto e non abbiamo segreti.. E’ una centrale forte, come ogni giovane deve crescere, ma ha davanti le persone giuste per farlo..”(Caterina Bosetti)

    Foto: Ernesti Luchino, Luca Renoldi, Carmelo Poidomani, Fabio Cucchetti, Riccardo Giuliani.

    Una domanda che ti hanno fatto in molti: cosa provi nell’entrare in campo e sentire il boato del palazzetto?

    Il mio babbo mi dice che quando entro in campo io sembra entri la Lo Bianco:-).. E io “Grazie Babbo sei carino eh”.. E’ una grande emozione sapere che entri in campo con tutte quelle persone che tifano per te. Anzi le ringrazio tantissimo, perché non giocando spesso non è facile essere stimata dal pubblico. La prima volta che ho sentito quel boato è stata contro villa, quando Vale si è rotta la scarpa:-). E’ stato inaspettato..

     

    Hai davanti Bauer ed Arrighetti: cosa stai imparando da loro? E tu credi di dare qualcosa a loro?

    Mah.. Cosa sto imparando da loro..Più che Chri, vedo Vale, perchè  fisicamente siamo molto più simili. Qualcosina le sto fregando, ad aspettare a muro, vedo come attacca lei, visto che l’attacco è un pò il mio punto debole  se il muro è il mio punto di forza. Io a loro.. Non lo so. Loro credo siano le migliori centrali d’Europa oltre che d’ Italia, semmai la cosa è a senso unico, da parte loro verso di me.

    Se ti chiamassero a giocare all’estero dove andresti? E in Italia dove ti piacerebbe?

    All’estero è sicuramente presto, la cosa la vedo in prospettiva futura. Se dovessi andare sceglierei comunque un paese che è forte economicamente, vista la crisi in Italia. Non saprei però, perché la cosa mi spaventa, io devo sentirmi bene, se no non rendo. In Italia, prima che ci fosse Busto, fin da piccola ero pazza di Bergamo e di Villa, da quando è nata. Ma il primo amore è Bergamo.. 

    piso18Da quale allenatore vorresti essere allenata?

    Mi ha sempre incuriosito Ze Roberto, mi hanno parlato bene di Chiappini (ho  sentito recentemente Indre Sorokaite) e poi Velasco..

    Sei amica della Bosettina, cosa vi dite in prossimità del derby?

    Io e Cate ci conosciamo da 5-6 anni, da quando io ero in pre-juniores e lei aveva 2 anni meno. Cosa ci diciamo? Ma vinca la migliore.. Quest’anno da parte di tutte e due il derby è sentito molto, per me è come se fosse Pisa- Livorno nel calcio, anche se adesso non c’è più..Sono entrata nel clima. Poi io nel riscaldamento la guardo, mentre lei non mi fila per nulla:-).. Non glielo ho mai detto eh, glielo dico ora..

    Sei rimasta a Busto mentre avresti potuto andare a giocare. Sinceramente parlando, quando è contata la sicurezza economica alla luce di quello che succede in Italia?

    Io sono una ragazza che mette il massimo nelle cose che fa, nella scuola, nello sport, nella vita. La sicurezza economica è importante si, ma fino ad un certo punto.. Lo scorso anno sarei venuta a giocare gratis, quest’ anno, crescendo, ho capito il valore dei soldi, anche se sono giovane, e Busto sta offrendo una grande sicurezza. Ma nella mia scelta di rimanere qui, l’aspetto economico è stata una cosa in fondo alla scala. Certo, senz’ altro man mano che sono andata avanti ho capito che è stata la scelta giusta, perché al di là della passione che uno ha, la pallavolo sta diventando un lavoro, quindi hanno acquisito importanza, però all’ inizio hanno contato altri aspetti.

    (Tu hai avuto poco spazio, avresti potuto decidere di andare a giocare e  cambiare squadra..)

    Io avrei potuto scendere anche di categoria, se non avessi trovato posto in  A1, ma ho scelto di rimanere per l’ attaccamento che ho per questa maglia. Ho attraversato all’ inizio un periodo difficile, non ero Giulia, non ero la Piso,  perché non vedere il campo mi mandava fori di testa, ma piano piano, a dicembre  ne sono uscita, da sola, ora sto lavorando bene, mi sento bene con il gruppo e  quando riprendi a sorridere e credere in quello che fai va tutto meglio. Per me  non era facile entrare in palestra, lavorare tutta la settimana e non poter  mettere in pratica quello che fai in allenamento. E’ come se una persona studia  sempre ma non fa mai una verifica. Quindi nascono le insicurezze, le paranoie.  Poi a dicembre mi sono chiesta cosa volevo diventare.. Io voglio diventare come  Vale..E poi mi sono ricordata quello vissuto lo scorso anno, non me la sono  sentita di cambiare e spero di rimanere qui il più a lungo possibile. Certo il  prossimo anno avrò altre esigenze, quelle di vedere se Giulia dopo due anni in  cui il primo anno ha giocato abbastanza, il secondo poco, a livello di  esperienza è pronta. Questo lo vorrò provare, vorrò giocare titolare, avere più  spazio. Se Busto non mi dovesse offrire questo, non potrei farci nulla, ma  credo che la mia disponibilità e tutto quello che faccio in palestra si veda..

    piso1Hai scelto di fare la centrale o ti hanno dato questo ruolo e lo hai tenuto?

    Allora, sono centrale da sempre. Mi hanno dato questo ruolo e l’ ho tenuto. Da piccola mi avevno detto che potevo cambiare, la banda mi piace come ruolo, insieme al palleggiatore.. Anche se con la manualità che ho.. meglio che muro:-)

    Il primo tempo di.. La fast di.. Il muro di..

    Il primo tempo di Harmotto, la fast di Fabiana, il muro di Poljak..

    Sei giovane, famosa, ma alla tue età e in un mondo sportivo dove l’atleta è “esaltato” ci pensi mai ad essere un esempio per i tuoi coetanei?

    Ora tutto quello che faccio sta diventando la normalità, giocare  davanti a 5000 persone, allenarmi con le campionesse, magari anche firmare autografi. A volte penso a quando sono arrivata in questa realtà, Giulia è cambiata tanto, mi rivedo in queste ragazzine, quando vedevo Vale, vedevo la Gioli e dicevo “Arriverò mai dove sono loro?”. In questo ambiente parlano di te anche solo se ti sporgi dal balcone..Ci convivi. Personalmente non mi sento nessuno, sono una giocatrice di serie A, ma la mia strada è ancora lunga, la  cima è lontana, bisogna pedalare e lavorare molto. Spesso mi è stato detto che trasmetto emozione e metto voglia di giocare, questo è molto bello, se può essere preso come esempio. Io ci metto sempre me stessa, sono me stessa. Giulia è così. Ognuno è bello per come è. Io  potrei essere d’esempio, ma una persona può essere anche migliore di me.

    (A 19 anni si corre il rischio di pensare  di essere arrivati…)

    Ho tanta pura di questo. Io dalla vita sto avendo troppo. Con la Juniores  abbiamo vinto tutto, sono stata premiata, lo scorso anno abbiamo vinto tutto di  nuovo al primo anno di A1. Ho tanta paura che questo sogno se ne vada. Ho paura di tornare alla normalità (nel senso che per noi questa vita è la normalità, ma non  lo è), tornare alla realtà di tutti i giorni. Sarebbe un cambiamento drastico. Quindi vincere tutto ora, così giovane, ci si abitua male. Magari poi perdo una  finale e mi segna.. Io mi butto poi a terra, perché do talmente tanto, che se  faccio una cavolata mi sembra conti 30 volte più di quello che è. Il babbo me lo dice sempre “Hai avuto troppo Giulia” . Questo mi fa paura. Perché una mia caratteristica è tenere tutto sotto controllo e appena qualcosa mi sfugge mi viene l’ansia. Io non mi sento arrivata, perché ho sempre voluto essere la  migliore e appena lascio un attimo c’è qualcuno dietro di me. Sono giovane, ho voglia di dimostrare, soprattutto dopo un anno così dove Giulia non si è vista. Giulia ha il ricordo di quella che era l’ anno scorso, quando entrava, ma ho ancora tanto da far vedere.

    Il rapporto con la scuola. Al giorno d’oggi avere una istruzione è importante e spesso agli atleti questo aspetto manca. Che ne pensi?

    Ho lasciato l’ università, lo scorso anno perché ammetto avevo poca voglia,  quest’anno ci sono tanti impegni. Abbiamo tanto tempo libero, mi piacerebbe reiniziare, poi dipende dove giocherò, che competizioni affronteremo. Non so bene se scienze della comunicazione o scienze motorie, vorrei una cosa semplice.  Sono sempre andata bene a scuola, sarebbe un peccato non continuare. La vedo  una brutta cosa non finire la scuola, non arrivare al diploma, anche per il  lavoro. Non avere un diploma fa si che molte occasioni di lavoro si perdano. E’  importante la scuola, io sono sempre andata al massimo, con la mia mamma che mi  metteva lì a tavolino a studiare:-)

    Parliamo di Busto: la vostra arma vincente quale è?

    Siamo finalmente una squadra, cosa che non eravamo all’ inizio. Ne parlavo anche con Bauer, ora siamo un gruppo nei momenti di difficoltà sappiamo che possiamo contare l’una sull’ altra e lo stiamo vedendo. Al posto di J sta giocando Maren e al posto di Fra spesso ha giocato Gilda, dando un gran contributo. Bisco si fa trovare pronta, Valeria ha sostituito Carli, non è facile quello che ha fatto e sta facendo. Adesso lavoriamo come una grande squadra. La nostra caratteristica partendo dallo scorso anno è che nei momenti che contano ci siamo. Potevamo uscire in Coppa Italia, abbiamo vinto due Golden set. Dall’ inizio dell’anno abbiamo imparato a lavorare insieme. Abbiamo fatto una riunione con il mental coach, che ci ha parlato della cooperazione, di quanto sia diverso il risultato se si coopera: per es. se le nostre cellule non cooperassero, non saremmo niente. Piano piano ci siamo unite, capendo i difetti e i pregi di ognuna, capendo il carattere di ogni persona. Ogni cosa poi viene da sè..

    piso7C’è tanto entusiasmo intorno alla squadra, ma c’è anche tanta pressione.. come la vivi?

    Ormai ci siamo abituate ad avere pressione. Come la viviamo? Sappiamo quali  sono i nostri appuntamenti e in ogni allenamento spingiamo al massimo. Quando  poi sai di aver dato il massimo non hai rimorsi, è quando non si dà che li hai.  A me aiuta molto sapere di andare ad allenamento per dare il massimo, mi tranquillizza molto. A volte mi metto pressione da sola. E sapere di metterci  il massimo, questa cosa mi tranquillizza, ho meno ansia..

    Le persone più importanti della tua carriera?

    Maurizio Moretti, allenatore in pre-juniores. Lo sento spesso, è una persona davvero importante per la mia carriera. Ha sempre creduto in me. Lui c’è sempre, mi dà parole di conforto, parole utili. Poi ovviamente Marco Mencarelli, mi ha cresciuta, mi ha fatto passare da ragazzina a una che qualcosa di pallavolo ne sapeva. Poi abbiamo vissuto tante emozioni, ha un carattere particolarissimo, ma più ti sta addosso più crede in te. Ha avuto un ruolo importantissimo. Poi c’è Carlo,è stato molto importante soprattutto lo scorso anno. Sono arrivata a Busto bambina, ora non sono chissà cosa, ma in un anno e mezzo un giocatore matura molto anche di testa. Mi ha trasmesso la pazienza, io sono un pò come Vale, non ne ho tanta..

    La pallavolo ti ha dato sicuramente tanto, ma per una giovane toglie anche molto.. cosa ti ha tolto?

    Mi sono resa conto di aver perso la mia adolescenza, ma in quel momento Giulia non se ne è nemmeno accorta, perché esisteva solo la pallavolo, non c’era altro, aveva la  priorità su tutto. Ho iniziato a vivere dopo il club Italia. Non sentivo altra necessità, di avere amici, uscire, avevo scuola e pallavolo. Esisteva solo la  palestra. Io l’ stavo bene. Ho iniziato a vivere a 19 anni e mezzo e infatti ora faccio qualcuna di quelle cavolate che si dovrebbero fare a 15, 16 anni. Ora ho 20 anni e le priorità sono cambiate, rimane la pallavolo, ma ci sono gli amici, le uscite, devo metabolizzare che se gioco male può essere normale, io ne faccio una tragedia, sempre. Se sbaglio un allenamento è una tragedia, torno a  casa, sento il babbo, drastica e lui che mi dice “Giulia, renditi contro di cosa stai dicendo”.. Giocare male, per me è un disastro, non vorrei mai giocare male. Sto imparando però a dare il giusto valore alle cose.

    piso11 Ti chiamano Piso… Chi è Giulia e chi è Piso?

    Piso..Mi hanno dato questo nome in under 16, un mio allenatore, che saluto,  Luca Poggetti. Giulia la vedo fuori dalla palestra, ragazza normalissima, che  fa quello che fanno tutte le ragazze di 20 anni, si diverte, amici, cinema, discoteca, prova a cucinare qualcosa senza dare fuoco alla cucinaJ Poi c’è Piso, quella pazza scatenata, che sfoga tutta l’energia che ha, che se dopo allenamento non è stanca si ferma  a fare battuta o palleggia, che deve tornare a casa con le gambe stanche. Soprattutto ora che non gioco, se mi devo sfogare, mi sfogo.

    Hai diverse amiche nel volley.. Hai diverse amiche nella tua vita privata. Che differenza trovi? Nel senso, esiste l’amicizia nello sport? La stai provando?

    Amiche fuori dalla palestra si. L’amicizia mi è sempre mancata, avevo solo  amiche nel volley, ma questa estate sono riuscita a riprendere quelle amicizie  perse quando sono andata a Roma. Sono diverse, perché abbiamo obiettivi  diversi, studiano, hanno una vita differente dalla mia. Mi dicono sempre che non  faccio nulla dalla mattina alla sera (grazie:-)).. Amiche nel volley ne ho  tante, ci credo tanto. C’è Cate Bosetti, poi Letizia Camera. Cate più di Leti perché ci  vediamo di più, poi c’è Laura Baggi.. Loro mi stanno più vicine. Io ci credo  molto. Ancora non ho una amica nel mio stesso ruolo, non so perché:-). Credo tanto nell’amicizia, prendo anche parecchie musate perché mi fido tanto delle  persone..Con Cate e Leti spero di condividere ancora tanto, anche in  nazionale..

    Cosa ti sei portata della tua “toscana” in terra lombarda?

    Il mio accento non m lo leva nessuno:-) Noi siamo fatti così.. Poi la solarità, voglia di scherzare, il sorriso. Poi beh. Qualche volta la mia mamma  mi porta i sughi, le torte coi bischeri, quando c’è la fiera. E poi mi sono  portata le mie cosine da casa, tra cui l’armadio intero:-)

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  • 27 MAGGIO 2012: LA NAZIONALE DI VOLLEY FEMMINILE IN CAMPO PER GENOVA

    Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa che annuncia la partita per gli alluvionati di Genova, il 27 maggio 2012, promossa da Valentina Arrighetti..

    “Ciao a tutti!

    Finalmente posso dare l’ ufficialità: il 27 maggio si svolgerà la partita del Cuore per la mia Genova, presso il palazzetto Lago Figoi, ore 18. La nazionale di pallavolo in campo per gli alluvionati: sarà un match tra noi atlete della nazionale ed il ricavato andrà ad Una Mano per Genova, l’associazione di Gino Paoli.

    Sono veramente contenta, sia perchè giocherò a Genova, sia perchè la pallavolo femminile può lasciare un segno. Il tempo per organizzare tutto è davvero poco, ma sono sicura che riusciremo a fare qualcosa di bello. Il mio ufficio stampa insieme a Michele Corti, Paolo Noli e Barbara Cadei sono già all’ opera per organizzare tutto nel miglior modo possibile. La semplicità sarà la nostra forza;). Ringrazio ancora la Fipav e Massimo Barbolini per la disponibilità.

    Colgo l’occasione per segnalare “Stelle Nello Sport” il progetto che valorizza lo sport ligure, che si chiude il 25,26 e 27 maggio con la grande Festa dello Sport al Porto Antico di Genova. Da non perdere il 13° Galà delle Stelle venerdì 25 magglio alle ore 20.30 con tanti azzurri che saranno protagonisti a Londra 2012 (ingresso gratuito con prenotazione 010.91.31.006 o info@stellenellosport.com).

    Nei prossimi giorni vi daremo i dettagli per i biglietti. Passaparola, vi aspetto numerossimi!

    Un abbraccio

    Vale #13”

  • Francesca Gentili : ” Urbino: una grande occasione per crescere”

    Serietà, voglia di migliorare e grande impegno: queste le prime doti di Francesca Gentili, centrale, neo acquisto della Robur Tiboni Urbino. Attualmente impegnata con la nazionale  in preparazione alle Universiadi, Francesca non si è lasciata sfuggire l’ occasione di giocare nella massima serie: con determinazione e umiltà affronterà questa nuova esperienza per crescere in un ruolo difficile come quello del centrale.

    (Foto Courtesy Francesca Gentili – Liborio Verona E GiKappa)

    VV – Francesca, come sta andando questo primo periodo di preparazione in nazionale?

    Francesca Gentili – Per adesso sta andando bene!! Sono contenta perché più o meno siamo il vecchio gruppo della pre-juniores e della juniores e sono felice di potermi allenare ancora con loro!! Siamo un bel gruppo..per adesso ci siamo allenate 2 settimane..L’estate è ancora lunga! Speriamo vada tutto per il meglio!

    VV – Come è vestire la maglia azzurra?

    Francy – Vestire la maglia azzurra è sempre un’intensa e bella emozione..Penso che chiunque vorrebbe far parte della nazionale e vestire la maglia del proprio Paese..E’ un onore per me! Ho avuto la fortuna di vestire la maglia della nazionale molte volte, anche come da capitano ai mondiali pre-juniores..Ogni volta è sempre una fortissima emozione!

    VV – Le Universiadi saranno un bel banco di prova: cosa ti aspetti?

    Francy – Il mio obiettivo sarà far parte del gruppo che andrà alle Universiadi in Cina..Per adesso ancora non sappiamo chi saranno le 12 atlete, ma farò il possibile e darò il massimo per poterne farne parte..Penso che sia una bellissima esperienza da non perdere!!

    VV – Bilancio della stazione appena passata.

    Francy – La stagione appena passata a Verona non è andata come mi aspettavo e mi auguravo..Purtroppo siamo retrocesse..Eravamo una squadra molto giovane e con poca esperienza e questo secondo me ci ha molto penalizzato.. Comunque a Verona sono stata molto bene perché è una città che mi piace molto e quest’anno mi sono anche iscritta al primo anno di università: ho scelto la facoltà di scienze motorie.

    VV – La scelta di Urbino: perchè?

    Francy – Perché la scelta di Urbino? Perché dopo 3 anni in cui giocavo in serie A2 ho avuto questa interessante opportunità e non potevo farmela scappare..Sono sicura che sarà una bella esperienza che mi farà crescere sotto tutti i punti di vista..Mi allenerò in una squadra di alto livello con un bravo allenatore, ho di fronte a me due forti centrali da cui posso imparare tanto..Per me è un grande occasione! Spero di sfruttarla al massimo!

    VV – Descrivici il campionato di A2..

    Francy – Anno dopo anno anche il campionato di A2 si abbassa di livello..Certo, non è un campionato facile, anzi! Perché ci sono molte squadre equilibrate.. Poi si sa come funziona..vince il club più “ricco” che può permettersi la straniera forte in più che può fare la differenza in campo!

    VV – Il centrale ideale: la fast di…il muro di..il primo tempo di…

    Francy – La fast della Gioli, il muro della Poljak e il primo tempo della Arrighetti..

    VV – Devi dire grazie a…

    Francy – Devo dire grazie alle persone che mi sono sempre state vicine nella mia vita..Un grazie speciale ai miei genitori che sono tutto per me! Mi hanno sempre aiutata nei momenti più difficili, fatto scegliere con la mia testa, non mi hanno mai fatto mancare niente..E’ grazie a loro se adesso sono quella che sono!

    VV – L’ episodio  più  divertente che ricordi..

    Francy – Ce ne sono tanti di episodi divertenti, non ce ne è uno in particolare..Però quello che mi viene in mente subito sono le grasse risate che facevamo sempre io e la mia ex compagna di club italia Stefania Okaka nella sala fisio con il nostro fisioterapista Pando..Ogni sera dopo cena ci trovavamo lì, facevamo un sacco di battute oppure lei imitava qualcuno dello staff.. Ridevamo come delle pazze!!!

    VV – Qual è stato l’allenatore più importante?

    FRancy – L’allenatore più importante è stato Pauli Hintner, coach che avevo a Bolzano quando ho incominciato a giocare, nelle g iovanili..All’inizio non ero tanto capace di giocare ma lui ha sempre creduto in me e ha lavorato tantissimo su di me..Se adesso sono arrivata a questi livelli è grazie a lui che mi ha sempre dato fiducia e mi ha trasmesso la voglia di lavorare e di credere nei propri sogni!

    VV – Il periodo più bello e quello più brutto della tua vita da sportiva?

    Francy – Il periodo più bello è stato quello della vittoria agli Europei juniores a Foligno nel 2008..Subito dopo gli europei sono andata a fare la mia prima esperienza in A2 a Cremona: ho iniziato in panchina e ho finito da titolare..E’ stata una bella soddisfazione! Il periodo più brutto invece è stato quando nel maggio 2006 mi sono rotta il crociato, perchè ho passato 6 mesi da incubo..Mattina e sera dai fisioterapisti che mi facevano passare delle ore d’inferno, stare ferma per così tanto tempo mi ha fatto soffrire davvero molto..

    VV – 1 pregio e 1 tuo difetto.

    Francy – Un mio pregio è quello di essere generosa e altruista, il mio difetto è quello di essere forse troppo curiosa e disordinata!

    VV – Che tipo di centrale sei?

    Francy – Sinceramente non saprei definirmi, questo spetta agli altri deciderlo 🙂 . Quest’anno ho giocato sia come centrale vicino che lontano dalla palleggiatrice, mi sono divertita molto a fare entrambe le cose. Sono specializzata nel primo tempo ma quest’anno ho scoperto di avere anche delle potenzialità nella fast!

    VV – In cosa ti senti già molto preparata, cosa vorresti invece migliorare del tuo gioco?

    Francy – Mi sento abbastanza preparata nell’attacco..Vorrei invece migliorare il fondamentale del muro..

    VV – Pallavolo: passione, lavoro, cosa?

    Francy – Per adesso non vedo la pallavolo come un lavoro vero e proprio, per me è una grande passione, è divertimento! Mi ritengo molto fortunata a fare come “lavoro” qualcosa che mi piace e mi appassiona! La pallavolo mi ha regalato tante belle cose, emozioni indescrivibili, mi ha fatto conoscere tante belle persone e fatto girare il mondo!

    VV – Il tuo sogno sportivo…

    Francy – Il mio sogno sportivo è quello di partecipare alle Olimpiadi, le prossime poi saranno a Londra, proprio dove è nata mia mamma…Sarebbe davvero un sogno poter partecipare!!