Serie A1 – Findomestic Cup 2007/2008 – VII giornata, ritorno

Scavolini Pesaro: Lunghi, Garzaro 5, Wijnhoven(L), Mari 9, Brussa 2, Ferretti 1, Furst 5, Costagrande 19, Sheilla 7, Guiggi 11. Ne: Castiglione, Lazcano. All.Marchesi         

Lines Ecocapitanata Altamura: Sykora(L), Biamonte 13, Pinese 1, Romanò 6, Pereira 3, Fofinha 16, Orsi Toth, Paraja 4. Ne: Bland, Giogoli, Montillo, Cacciapaglia(L). All. D'Onghia

Pesaro: Bv 6 Bs 6; muri 11; err. 13
Altamura: Bv 3 Bs 8; muri 6; errori 16; invas. 1.

Pesaro continua la sua marcia vittoriosa che la porta sempre più in alto in classifica. A farne le spese la Lines Altamura che non riesce a entrare in partita, Pesaro non glielo permette e quando finalmente mostra qualcosa di interessante, è troppo tardi per girare l' incontro, soprattutto perchè la Scavolini nei momenti decisivi non concede sconti. La gara dura poco più di un' ora, in quanto solo nel III set la Lines riesce a far sudare le colibrì, che hanno giocato compatte, ben organizzate in campo, attente a muro, nel complesso presenti in difesa e killer in attacco. La prima linea marchigiana sale sugli scudi, con una ricezione del 93% Ferretti fa quello che vuole e che sovente manda le compagne ad attaccare  smarcate o con muro a uno. Nella secondo frazione Altamura sembra risvegliarsi dal letargo, qualche guizzo interessante c'è, ma è un fuoco di paglia, in quanto la Scavolini inserisce la quinta e non lascia più giocare le avversarie. Il terzo set invece è combattutto, le murgiane non ci stanno a perdere in malo modo e tirano fuori le unghie. Pesaro, con le seconde linee (Brussa e Garzaro) dimostra comunque di essere la solita squadra schiacciasassi: commette qualche errore in più e cala in concentrazione, ma quando deve chiudere i conti non ci pensa due volte. Nonostante un terzo set più sofferto, le marchigiane hanno sempre la partita in mano, tutto il gruppo c'è, concentrato, dalla buonissima prestazione della palleggiatrice a quella delle attaccanti e della seconda linea. La superiorità sulla carta di Pesaro diventa realtà, il divario tecnico è ampio, soprattutto perchè la Lines non riesce a giocare come potrebbe, mancando non tanto l' apporto tecnico, ma prima di tutto quello mentale. Nel momento in cui Pesaro ha aggredito le avversarie, la Lines ha subito senza dare segni di reazione ( terzo set a parte) e questo è stato un primo deterrente. Poi si passa al gioco, latitante e con la squadra poco ordinata in campo.

Altamura è salva e questo è un primo obiettivo raggiunto, ma il nono posto lascia spazio anche alla speranza di poter raggiungere qualcosa di più, anche se il calendario non è dei migliori. Il gruppo può sicuramente fare meglio, perchè a livello individuale solo Biamonte e Fofinha tengono in piedi la squadra, servite bene nel complesso da Pinese. La ricezione non sempre tiene ( basti pensate che Denise è stata sostituita dal libero), anche se Sykora amministra la seconda linea ( l' americana sta man mano ritrovando la forma migliore e in difesa è un gatto); manca il muro , che fatica a leggere il gioco avversario e qualche soluzione in più al centro, oggi reparto down.

Per quanto riguarda Pesaro, bella prova corale come già sottolineato: Ferretti ottima direttrice d' orchestra, Guiggi, Furst e Garzaro determinanti al centro, Costagrande sempre la leader della squadra, soprattutto ora che con l' alzatrice gioca ancora più veloce; Sheilla ha dato il suo contributo in prima linea, Mari un pò sotottono, così come Brussa e Winhoven sempre precisa in ricezione, ma spesso fuori posto in difesa. Comunque sia, prima di tutto le colibrì hanno vinto con il giusto approccio mentale, sempre in crescita, da grande squadra, che non solo deve vincere, ma giocare sempre meglio. 

A cura di C.G 

******************************************************************

Foppapedretti Bergamo: Gruen 9, Croce(L), Rosner 8, Gujska, Sorokaite 1, Piccinini 13, Arrighetti 14, Lo Bianco 3, Fiorin 1, Poljak 19. All. Micelli

Minetti Infoplus Imola: Curcic 7, Leggeri 13, Dall'Igna 2, Percan 7, Mifkova 12, Ikic 14, Paccagnella 14, Tirozzi 7, De Gennaro(L). Ne: Radzuweit, Zanin, Bertone. All. Benelli

Bergamo: Bv 5 Bs 5; muri 10; err. 22; invas. 1.
Imola: Bv 6 Bs 10; muri 16; errori 25.

Giornata amara per la Foppapedretti Bergamo che incappa nella sua quinta sconfitta stagionale contro una Minetti Imola che, nonostante sia in una posizione di classifica difficile, lotta con le unghie e con i denti, approfittando del momento no di Bergamo. Con tutto il rispetto per la squadra di Manu Benelli, difficile ipotizzare alla vigilia ad una sconfitta interna per le orobiche, seppur con gli infortuni e i problemi fisici, in quanto tecnicamente superiore sulla carta. E invece i valori si sono invertiti: la Foppapedretti l' ombra della squadra che vuole vincere tutto, la Minetti l' ombra della squadra penultima in classifica che deve salvarsi.

Bergamo parte bene nella prima frazione, Imola subisce il gioco bergamasco, più incisivo in attacco, più ordinato, mentre le avversarie sbagliano qualcosa di troppo, soprattutto al servizio e faticano in prima linea. Poi nel secondo parziale si spegne la luce: dal 9-8 per le padrone di casa, si passa al 9-18 per le ospiti. La Foppa comunque recupera, ma nel momento finale di set, non è lucida come dovrebbe e Imola non si fa scappare la ghiotta occasione del pareggio. Nel terzo set le orobiche recuperano smalto, il goco non brilla, qualcosa regala Imola che probabilmente si sente appagata nell' aver strappato un set. Ma è anche vero che l' appetito vien mangiando e la Minetti sfrutta ancora una volta il calo orobico sia nel quarto set ( da 3-2 a 3-10), ma soprattutto nel tie break, dove dal 7-8, si passa direttamente al 7-15 finale.

Davide vince contro Golia. La storia si ripete, il meno forte vince.E lo fa con l' onore delle armi perchè se è vero che la Foppapedretti ha concesso molto, possiamo anche dire che la Minetti, brava a sfruttare i regali, ci ha messo molto del suo, soprattutto nella fase di muro-difesa; la positività in attacco è arrivata di conseguenza con Dall' Igna che ha avuto buoni spunti per smarcare le compagne, non trovando grande opposizione a muro da parte della locali. Difficile salvare un fondamentale in campo bergamasco, visto che il gioco orobico si è espresso decentemente in soli due set. Difficile anche dare meriti e demeriti, nel senso che nel momento in cui una squadra ha vinto il set, è anche perchè l' altra è calata nel gioco. Ma è anche giusto dire che nel momento in cui una squadra denotava problemi e discontinuità, l' altra ha saputo approfittarne ed è anche questo che ci vuole nello sport, cinismo e bravura nel fare dei limiti delle avversarie il proprio punto a favore. Imola comunque quando può giocare e riesce, probabilmente non avendo nulla da perdere, a fare il proprio gioco, si dimostra una squadra ordinata in campo soprattutto in seconda linea. Manca sempre il braccio pesante, ma ieri Ikic ha fatto vedere il suo talento, Percan e Tirozzi hanna dato un grossa mano, Paccagnella e Leggeri al centro hanno fatto danno, una in fase offensiva, l'altra a muro. Un buon gioco di squadra comunque, con pure Mifkova e De Gennaro a dare u aiuto in difesa; unico neo, Curcic, che ha faticato soprattutto in rigiocata non riuscendo a gestire al meglio le alzate non sempre precise. In casa bergamasca solo le centrali sono state un lumino nel buio generale, anche se a nostro avviso continuano a essere poco servite e non sempre al momento giusto (soprattutto Arrighetti che si è presa alcuni muri singoli da Leggeri e Paccagnella).

Imola sorride; un sorriso amaro perchè non smuove la classifica questa vittoria, anche se nel prosieguo ci saranno scontri importanti e determinanti contro Santeramo, Chieri e Altamura. Certo è che andare a vincere in casa di una delle prime della classe fa sempre piacere, tiene alto il morale, aiuta sicuramente ad affrontare i prossimi impegni con una maggior determinazione, anche se bisogna stare con i piedi per terra: essere consapevoli della bella impresa, vivere il momento di gloria, ma continuare a lavorare tanto e tanto sul gioco soprattutto in prima linea. Un plauso o merita la Minetti per l' atteggiamento con cui è scesa in campo, lottatrice nei momenti di difficoltà, a dimostrazione, semmai ce ne fosse bisogno, che quando non arriva la tecnica, la voglia di raggiungere un obiettivo è un aiuto in più.

Per quanto riguarda Bergamo, serve un' inversione di rotta soprttutto a livello mentale. Dove è il carattere della Foppapedretti? Della squadra che lotta fino alla fine? La situazione in casa orobica non è semplice per via degli infortuni e dei problemi fisici, ma manca prima di tutto una struttura di gioco. C'è un problema sulla palla alta, perchè con tutta la classe e la bravura di Grun, si dipende troppo da lei che non può fare il 110% ogni volta; manca una linea di ricezione precisa/continua che possa permettere all 'alzatrice di giocare in modo più vario anche in banda ( e più veloce) e sfruttare ancora di più le centrali, anche se risultano spesso le migliori nonostante si possano servire ancora di più e meglio. Manca una correlazione muro -difesa che crei problemi, soprattutto in contrattacco, alle avversarie, che dia sicurezza alle compagne in prima linea, coscienti di non dover per forza cercare il punto: ciò permetterebbe anche di gestire meglio l' errore e di limitarlo. Mancano le soluzioni d'attacco, il nostro gioco è piuttosto scontato sull' opposto, strutturalmente ci manca un posto 4 e a nostro avviso la soluzione di spostare Piccinini su attacco a due non è delle migliori ( basti pensare per es. quando in partita Sorokaite ha sostituito Grun in 4, Piccinini è in 2 e Rosner in seconda linea: la soluzione di riferimento è stata il colpo da 2 di Piccinini – o il centro se possibile). Probabilmente ci si può permettere si spostare Piccinini su attacco a due quando hai una Secolo o una Aguero in palla come in nazionale, nella Foppa di oggi forse è un azzardo. C'è inoltre il dubbio continuo Forin-Rosner, Rosner-Fiorin. E se pensiamo che Rosner dovrebbe dare qualche certezza in pià in seconda linea e viene cambiata perchè non le dà…Fa pensare!! Fiorin è vero che probabilmente non ha gestito al meglio le sue opportunità; essere campionessa vuol dire essere forti di testa, ma entrare e sapere che se sbagli ci sarà la sostituzione non crea tranquillità (secondo set, entrata per Rosner, un attacco difeso, uno murato..panchina). Certo, si deve entrare in campo consapevoli di dare il massimo e non pensare a cosa sarà e questo vale per entrambe le atlete. Sarà cura di Micelli certo gestire la cosa, ma forse una scelta decisa potrebbe aiutare. Forse, per come stanno le cose puntare su Fiorin potrebbe dare qualche cosa in più come soluzione offensiva e una sicurezza soprattutto a lei, anche se certo il tempo per aspettare una continuità non è molto. A tutto questo aggiungiamo una Lo Bianco che risulta "appannata" in divrsi frangenti di gara, alal quale "manca" un pò la proverbiale imprevedibilità. Certo che quando la palla non cade sia in banda che al centro…… E infine si denota anche una mancanza a livello fisico, che speriamo sia solo troppo carico di lavoro. Nel complesso, non si vedono la tranquillità e la forza del gruppo che hanno sempre contraddistinto Bergamo e i problemi che ci sono, sono da ritrovare non solo nelle atlete, ma molto anche nei tecnici, perchè posso avere un bel soggetto da dipingere, ma molto fa la bravura del pittore. Questa analisi non vuole essere una polemica, prima di tutto perchè non siamo tecnici e come si suol dire, da fuori siamo tutti bravi a parlare; in secondo luogo perchè serve serenità all' ambiente bergamasco: è giusto farsi un esame di coscienza e affrontare i problemi, ma la cosa migliore è non abbattersi, non pensare a cosa si vincerà o no, ma fare un passo alla volta per ritrovare la forza del gruppo e il gioco. Certo, la pressione si può sentire, in fin dei conti senza coppe europee, Bergamo avrebbe dovuto essere lo squadrone ammazzatutti. Così non è, ma non per questo bisoga alzare un polverone. L' umiltà, il lavoro, l' impegno, ma soprattutto i sorrisi aiuteranno Bergamo a ritrovarsi, perchè siamo sicuri che nel momento che conta, la Foppa dirà " presente".

"Spesso quando si è in dubbio, tornare sui propri passi è un modo saggio di Ricominciare…."

 

Mirtillino 

*****************************************************************

Famila Chieri: Busso 7, Secolo 9, Radulovic 2, Giovanna 9, Carlijn 1, Gligorovic, Barun 16, Willoughby 19, Borri(L). Ne: Lella, Petrolo, Tarozzo. All. Fenoglio

Infotel Banca Forlì: Arias Done 11, Petkova 7, Antonucci, Vergun 7, Musti De Gennaro, Leonardi(L), Beccaria 12, Angeloni 12, Katic 1. Ne: Di Iulio, Poggiali. All. Berselli        

Chieri: Bv 6 Bs 9; muri 10; errori 19.
Forlì: Bv 4 Bs 5; muri 10; err. 18.

La Famila Chieri doveva vincere e così è stato, vendicando la sconfitta per 0-3 subita all' andata in casa romagnola. Trascinata da Willoughby e Barun, Chieri archivia velocemente la pratica Forlì, grazie ad un buon gioco di muro-difesa e una incisività in fase offensiva. Vincere per Chieri era importante per uscire dal momento negativo in cui era incappata, il risultato positivo dà speranza per le prossime gare, decisive in chiave play off.

Chieri aggredisce subito le avversarie, la ricezione tiene, il gioco è pulilto e il ritorno in campo dell'americana da nuova linfa alla manovra offensiva. Forlì non demerita, fa vedere qualche buono spunto in attacco, ma la maggior precisione delle piemontesi consente loro di chiudere il set in proprio favore. Nel secondo parziale la musica cambia, le romagnole non ci stanno a perdere senza l' onore delle armi e dà del filo da torcere alle padrone di casa. Si va ai vantaggi, si gioca sul filo del rasoio, ma è Chieri che agguanta il set, risultando più paziente e lucida. Anche nel III set le due squadre lottano,ma le piemontesi trascinate da Barun si portano in vantaggio alla seconda sospensione tecnica. E' il preludio alla vittoria, in quanto l' Infotel non riesce a mantenere concentrazione, mentre Chieri affonda i colpi.

Il livello della gara non è certo stato altissimo, ma nel complesso la partita è stata piacevole ed interessante. Forlì ha delle lacune nella struttura di gioco, risente nel non avere un braccio pesante e che tolga le castagne dal fuoco, ma è tornata a casa a testa alta. Chieri ha mostrato dei miglioramenti, soprattutto in seconda linea; serve più fantasia in regia, con le centrali ancora poco servite, ma soprattutto non incisive come dovrebbero a muro. Cheri ha bisogno di ritrovare Giovanna, pedina secondo noi troppo importante per fare la comparsa.

A cura di A.B 

*****************************************************************

Tena Santeramo: Boteva, Fernandinha 1, Soninha 16, Zhurovska 12, Dushkyevich 9, Rizzo, Sirressi(L), De Luca 8, Marulli 9. Ne: Cimoli, Porzio. All. Nesic.

Unicom Starker Kerakoll Sassuolo: Nucu 9, Vitez 1, Cozzi(L), Turlea 8, Bosetti 13, Pincerato 2, Lancellotti, Kozuch 5, Havelkova, Plchotova 5. Ne: Devetag. All. Ferrari

Santeramo: Bv 4 Bs 7; muri 8; errori 15.
Sassuolo: Bv 3 Bs 8; muri 5; err. 20.

In quello che era un vero e proprio scontro diretto per i play off, Santeramo conquista tre punti molto importanti, vince, convince e conferma i progressi mostrati nelle ultime giornate. In un festoso PalaCooper le ragazze di mister Nesic hanno ragione di Sassuolo in tre soli set, mettendo in atto una prova tenace e superba. Ci si aspettava una gara più combattuta, se non altro per quanto di buono Sassuolo aveva fatto vedere una settimana fa in casa della capolista Pesaro. E invece le Unike hanno faticato tanto sia in attacco che in seconda linea contro una squadra ordinata e pungente in ogni fondamentale. Tanti errori per la squadra allenata dall’ex Ferrari a cui è mancata pure la sua giocatrice faro, Turlea, autrice di una prova sotto tono.

 

Inizio di partita equilibrato con Zhurovska in grande spolvero a cui risponde bene una Bosetti per nulla intimorita dal muro di Marulli (5-5). Turlea, che chiuderà il parziale con zero punti all’attivo, è fermata per due volte a muro da Dushkyevich (9-6). Ci prova Nucu a tenere in partita le compagne, ma Santeramo mostra una manovra più incisiva. Vitez, in affanno in attacco e sotto pressione in ricezione, lascia il posto a Kozuch; Turlea continua a sbagliare; Pincerato, complice una ricezione messa sotto pressione dal servizio delle padrone di casa, fatica a costruire la manovra di gioco. Le rosso-blu prendono il largo facendo il minimo indispensabile e approfittando di ogni errore avversario come il servizio finale di Plchotova (25-16). 

Nel secondo set arriva la reazione di Sassuolo che parte forte (3-5) ma è subito ripresa da Zhurovska e compagne. Parziale molto più combattuto con un continuo rincorrersi da parte di entrambe le squadre. Il primo allungo è delle Unike con Turlea (7-11). Guidato da Soninha, Santeramo si rifà sotto e con un break di 8-3 passa in vantaggio. Fase centrale del set con scambi lunghi e azioni di gioco concitate. Nuovo sorpasso delle emiliane con due punti consecutivi di Kozuch (17-19), poi Pincerato e compagne perdono lucidità e subiscono ancora il ritorno delle leonesse, brave a capitalizzare una serie di contrattacchi pur giocando senza il palleggiatore, che Nesic aveva sostituito con Boteva per alzare il muro: parziale di 5-0 con Dushkyevich nell’insolito ruolo di regista. Soninha conquista quattro palle set e chiude 25-23 non senza patemi d’animo per la reazione di orgoglio di Turlea e gli errori di De Luca e Dushkyevich. 

Nel terzo parziale, partenza sprint delle padrone di casa (5-1). Tra le ospiti, Bosetti suona la carica mentre Turlea si fa sentire con un ace. Il tentativo di recupero è subito interrotto da Zhurovska e De Luca e anche quando Sassuolo prova ad impattare con Nucu, Santeramo non si fa sorprendere (11-7). Il ritorno in campo di Vitez per Kozuch non porta punti alle Unike: il gioco di Pincerato e compagne è confuso ed inefficace con il muro e la difesa della Tena fanno buona guardia. Il pallonetto da seconda linea di De Luca vale il 16-11; Santeramo scappa con Marulli (21-14) e si permette il lusso di qualche distrazione finale prima di gioire all’errore al servizio di Kozuch che vale il 25-20 e il sorpasso in classifica. 

Partita non bellissima, condizionata dai tanti errori soprattutto da parte di Sassuolo. La squadra di mister Ferrari ha pagato una serata poco felice in ricezione e di conseguenza in attacco, con l’opaca gara di Turlea che ne è la dimostrazione. Dove non ci è riuscita la rumena, ci ha provato la “piccola” Bosetti, l’unica in grado di impensierire la difesa santermana.

Nel complesso una prova altalenante per le Unike che nel secondo set hanno avuto la possibilità di riaprire il match, calando di concentrazione proprio nel momento più cruciale. 

Per Santeramo, vittoria che sa di vendetta dopo il pesante 3-0 subito all’andata e l’eliminazione beffa in Coppa Italia. Sirressi e compagne non hanno ricevuto benissimo ma si sono potute fregiare della serata davvero positiva di Zhurovska e Soninha in attacco, di Dushkyevich e Marulli a muro e di De Luca in difesa. La Tena ha costruito la vittoria sin dal servizio, mettendo sotto pressione le avversarie e sfruttando ogni loro errore. Vittoria senz’altro del gruppo e della squadra, ma da segnalare è la prestazione di una pimpante e serena Zhurovska: assoluta protagonista del primo set l’opposto ucraino si è fatto sentire con i suoi attacchi per tutta la partita come del resto accade da qualche partita a questa parte.

A cura di Josp

Scavolini Pesaro – Lines Ecocapitanata Altamura 3-0 (25-14 25-19 25-23) Pag 1

Foppapedretti Bergamo – Minetti Infoplus Imola 2-3 (25-17 23-25 25-16 13-25 7-15) Pag 2

Famila Chieri – Infotel Banca di Forlì 3-0 (25-22 31-29 25-18) Pag 3

Tena Santeramo – Unicom Starker Kerakoll Sassuolo 3-0 (25-16 25-23 25-19) Pag 4

On-line i tabellini e il commento 

Commenti

Lascia un commento