Buona la prima anche in campionato ma, come in Coppa, con qualche patema di troppo. L’intesa, com’era nelle previsioni, è da perfezionare ma, continua a non essere all’altezza di una squadra di alto livello, la ricezione messa sotto pressione, soprattutto nel primo set, da un non trascendentale, e incompleto per la verità , Pavia..
“Abbiamo sofferto troppo anche stasera – esordisce Tofoli – ma è normale perché ci stiamo conoscendo. Non mi soddisfa ancora il contrattacco. Mi spiego: facciamo una buona difesa, recuperiamo un pallone impossibile ma poi non abbiamo ancora la forza o la lucidità necessaria per trasformarlo in punto. Il motivo? E’ presto detto – risponde sicuro il coach biancorosso – l’inesperienza e il ‘peso’ di questa maglia si fanno sentire però noi dobbiamo essere più convinte dei nostri mezzi perché siamo la Scavolini. Dobbiamo giocare più tranquille e con il sorriso sulle labbraâ€.
Preoccupato?
“No, perché siamo all’inizio e le cose possono solo migliorare non appena raggiungeremo un amalgama sufficiente. E, tra le altre cose, ci manca ancora un pezzo da novanta come la Hookerâ€.
A un certo punto della partita hai “tolto†la Saccomani dalla ricezione.
“Sì, ma era tutto calcolato: memori dell’esperienza in Coppa di mercoledì, ho parlato con Laura e le ho detto che, quando si sentiva in difficoltà , si poteva ‘nascondere’ e così avremmo ricevuto a due con Usic e De Gennaro. Nessun problema: Laura ha ampi margini di miglioramento e, presto, si completerà anche in questo fondamentaleâ€.
Provare qualche altra giocatrice?
“La Pascucci ha sempre giocato opposto e per far giocare Marija Usic avrei dovuto far entrare l’Olivotto: i nostri regolamenti consentono l’ingresso di una Under 20 straniera solo se in campo hai una coetanea italianaâ€.
Da Tofoli al collega Fresa, alquanto contrariato per il risultato…
“Non possiamo perdere così! – Sbotta il coach pavese – Abbiamo letteralmente buttato al vento il quarto set contro una Scavolini in grande difficoltà . E non mi sento neanche di accampare l’alibi delle assenze (out per problemi burocratici sia la centrale Bal che la schiacciatrice Gonzalez – ndr) o di gioventù (anagraficamente, Pavia è la squadra più giovane del campionato – ndr). Abbiamo giocato alla nostra altezza solo il primo set ma dovevamo insistere, forzando in battuta, e cercando sempre la Saccomani. E’ un peccato – prosegue come un fiume in piena il coach delle blu – perché potevamo arrivare al tie break per poi giocarcelo e, anche se siamo solo alla prima partita, sono soddisfatto solo di alcune individualità ma non dal gioco espresso dalla squadraâ€.
Quando parli di Pesaro in difficoltà , ti riferisci al fatto che la Scavolini, come voi del resto, essendo solo all’inizio, è carente ancora dell’amalgama necessario per avere una certa fluidità di gioco…
“No – conclude un tagliente Fresa – secondo me la Scavolini quest’anno avrà grossi problemi in ricezione anche quando avrà a disposizione la Hooker. Stasera (sabato per chi legge – ndr) noi abbiamo concesso troppo, soprattutto quando loro erano in difficoltà e poi certi errori, in serie A, li paghi a caro prezzo.â€
Dai due tecnici a un commentatore neutro (ma istrionico come sempre) che, però, ha fatto la storia, insieme al neo coach della Scavolini Tofoli, della Nazionale Azzurra targata Velasco: Andrea Lucki Lucchetta.
“Ho visto una Scavolini in difficoltà , soprattutto nel primo set, colpita in maniera scientifica da battute devastanti. Fresa arrabbiato? Posso capirlo: durante il quarto set le sue ragazze hanno regalato di fatto due punti banalissimi aspettando sempre che fosse la compagna vicina a correre sul pallone. Lì, forse hanno sprecato l’occasione di portare al tie break le campionesse d’Italia. La Scavolini? Detto del primo set, ho visto una squadra che ha ampi margini di miglioramento, con una Saccomani che può solo evolvere, e che è cresciuta nel corso della partita. Mi sono entusiasmato nel vedere spesso sfruttato il gioco da posto 3 (e come poteva sfuggirgli? – ndr) con una Ferretti abilissima nel coinvolgere poi tutto il parco attaccanti a disposizioneâ€.
Lucchetta sembra meno preoccupato di altri del possibile problema ricezione per la Scavolini…
“E chi non ha problemi in questo fondamentale? L’importante è non concedere ‘filotti’ alle avversarie. Soprattutto in campo femminile, dove è più evidente il gioco di squadra, è più facile mascherare qualche imperfezione in ricezione ma l’importante è saper reagire immediatamente all’erroreâ€.
Pesaro ancora protagonista? Lucchetta non si sbilancia…
“Sono curioso di vederla all’opera con la Hooker: qui si può solo fare bene con un Club serio qual è quello pesarese e la spinta di un pubblico molto attento. La Scavolini ama le sfide (e spesso le vince, aggiungiamo noi… – ndr) e lo ha dimostrato cambiando allenatore, affidandosi a un uomo che si mette costantemente in gioco come il mio amico Tofoli. Tempo a disposizione ce n’è per costruire, nuovamente, un progetto vincenteâ€.
La palleggiatrice biancorossa Ferretti è il trade union fra il passato glorioso e il futuro da scrivere…
“Analizzando la partita con Pavia, e le sofferenze annesse, posso solo dire che la passata stagione, in avvio, perdemmo per 3-0 contro Piacenza e Conegliano (poi retrocesse! – ndr) quindi non mi soffermerei troppo su questo aspetto. E perciò sono ottimista, considerando anche che siamo ancora prive di una titolareâ€.
Come procede il processo di aggregazione della squadra?
“Abbiamo ancora ampi margini di miglioramento e dobbiamo migliorare l’intesa ma per questo c’è tempo. Più attacchi da posto 3? Abbiamo due ottime centrali (Guiggi e Manzano – ndr) da sfruttare sia con fast da posto 2 che con veloci da posto 3: ci divertiremo…â€.
Chiosa finale con il nuovo libero della Scavolini, Monica De Gennaro.
“Pavia è partita bene, di contro noi eravamo troppo contratte, bloccate dall’emozione. Poi abbiamo cominciato ad imporre il nostro ritmo e abbiamo cambiato il corso della partitaâ€.
Quest’anno sembra che sarai chiamata agli straordinari…
“No, non direi – risponde sincera Monica –  Il mio ruolo è quello del libero e il mio compito principale è quello di ricevere e difendere. Faccio parte del gruppo e, come tutte le ragazze, cerco di portare il mio mattoncino per costruire un progetto solido e vincente..
.
Fabrizio Bontà – Foto www.francescaferretti.it
Lascia un commento
Devi essere connesso per inviare un commento.