Tag: pallavolo

  • Marta Bechis.. Dal volley al Burundi..

    Marta_Bechis2Destinazione Burundi per Marta Bechis, giovane atleta di spicco nel mondo della pallavolo. Dieci giorni per conoscere meglio i progetti del CCM – Comitato Collaborazione Medica, onlus di cooperazione internazionale in campo sanitario fondata nel 1968 da un gruppo di medici torinesi.

    Marta Bechis ha conosciuto il CCM durante lo scorso campionato di pallavolo: la squadra Duck Farm Chieri Torino Volley ha infatti scelto di giocare al fianco del CCM e della sua Campagna Sorrisi di madri africane per la salute materna e infantile.
    Un colpo di fulmine quindi fra il CCM e alcune giocatrici della squadra, in particolare la capitana Chiara Borgogno e Marta Bechis. Quest’ultima, che già in precedenza si era impegnata in prima persona a sostegno di altre realtà in Paesi particolarmente poveri, ha deciso di andare in Africa e conoscere direttamente la situazione in cui vivono le popolazioni per le quali il CCM opera.

    L’atleta visiterà i progetti CCM ad oggi attivi in Burundi, che riguardano le vittime di violenza sessuale e la salute neonatale.

    http://www.ccm-italia.org/ita/comunicazione/news/appuntamenti-dei-gruppi/marta-bechis-burundi/

    Marta_Bechis1

  • Presentazione Carli Lloyd [Video]

    clIl video della presentazione di Carli Lloyd presso la sede della Garbellotto Spa a Conegliano.

  • Imoco Conegliano: presentata Carli Lloyd

    clSi è svolta stamattina nella sede della Garbellotto spa, a “casa” del presidente dell’Imoco Volley Piero Garbellotto, la presentazione della nuova palleggiatrice americana dell’Imoco Volley, la “vincitutto” Carli Lloyd che rientra così nel campionato italiano dopo l’esordio con Busto Arsizio.
    La Lloyd, che compirà 24 anni il prossimo 6 agosto, è stata presentata alla stampa e ai tifosi (in serata anche il brindisi in Piazza Cima con le compagne Donà, altra nuovo arrivo, Nikolova e Daminato) dal presidente Garbellotto e dal coach Marco Gaspari. C’erano più di 200 persone ad una presentazione che ha confermato l’entusiasmo della piazza per la squadra gialloblu’.
    Sono molto felice di essere qui   – ha detto Carli Lloyd che ha sfoggiato la nuova polo dello sponsor tecnico Mikasa – e di far parte di questa squadra, l’Imoco “Conejan” (testuale.. ndr). Sono stupita di vedere così tanta gente a questa presentazione, mi avevano detto che qui a Conegliano c’e’ una passione incredibile, e infatti devo dire che è anche meglio di come mi aspettavo. Ho scelto Conegliano perchè c’e’ un grande allenatore, una società seria e preparata, una squadra forte e un ambiente bellissimo per giocare a pallavolo come piace a me e provare anche a vincere le competizioni in cui siamo impegnate. Fisicamente dopo l’infortunio mi sento molto bene, sono vicina al 100% del recupero e gli ultimi esami fatti con lo staff della nazionale USA hanno riscontrato ottimi risultati. Non vedo l’ora di scendere in campo con la nuova maglia davanti ai miei nuovi splendidi tifosi, ho visto un po’ di partite dell’Imoco e con giocatrici fortissime come quelle che ci sono e i nuovi acquisti potremo fare una grande stagione. “ Subito con Busto Arsizio in Champions, la tua ex squadra…“La notizia di ieri sera mi ha stupita e un po’ scioccata…sarà di certo emozionante giocare a Busto da avversaria in Champions!” Com’è Carli Lloyd fuori dal campo? “Sono una ragazza semplice, mi piace stare soprattutto in famiglia nei momenti liberi, uscire con gli amici, andare al cinema o guardare film romantico-sentimentali, ascoltare musica soprattutto country, e d’estate quando posso giocare a beach volley e nuotare, da buona californiana.”
    Marco Gaspari, confermatissimo coach dell’Imoco Volley, commenta così l’arrivo della fortissima regista californiana: “Sara’ un inserimento facile nel nostro gioco, Carli è una giocatrice fortissima e non ci sarà problemi ad inserirla nei nostri schemi d’attacco e nel trovare la misura dell’alzata con le varie nostre schiacciatrici e con le centrali. E’ un’atleta dalle qualità fisiche fuori dal comune per il volley femminile e tecnicamente è bravissima, non per niente è nazionale USA e in Italia ha vinto tutto. Integrarsi nel nostro sistema non sarà per niente difficile per una giocatrice della sua classe.”
    Inoltre Gaspari si sofferma sul sorteggio di Champions League ieri sera a Vienna (allegata la bozza di calendario, suscettibile di variazioni per esigenze televisive), che ha visto l’Imoco sorteggiata in un girone di ferro con le fortissime Galatasaray Istanbul allenata dall’italiano Barbolini, ex ct della nazionale, Azeroyl Baku (anche questa allenata da un italiano, Vercesi) espressione massima del volley azero, e proprio la ex squadra della Lloyd, l’italiana Yamamay Busto Arsizio: “Il girone non è dei più semplici, anzi, ma noi siamo attrezzati per affrontare qualsiasi avversario e dare filo da torcere a tutti.  – dice  coach Gaspari – Non partiamo battuti con nessuno, lo scorso anno l’ha dimostrato, quindi nonostante il girone sia impegnativo con squadre che possono tutte puntare in alto, proveremo a fare il massimo e a passare il turno. Siamo esordienti, esistiamo da poco più di un anno come società, eppure siamo qui a sfidare queste corazzate con legittime ambizioni! L’accoppiamento con Busto? C’e’ il lato positivo che avremo una dura trasferta in meno da affrontare, con benefici per i recuperi e la programmazione delle trasferte, in ogni caso con Busto Arsizio ormai è una sfida che è già una classica e possiamo giocarcela anche con la Yamamay, così come con Istanbul e Baku, squadre che puntano alla Final Four.”
    Piero Garbellotto, presidente dell’Imoco: “Lo sforzo economico della società e delle famiglie Maschio e Polo è stato importante in questo mercato e ci ha permesso di arrivare a una delle più forti palleggiatrici del mondo come Carli Lloyd. Ma l’entusiasmo dei nostri tifosi, come dimostrato anche oggi con questa presentazione affollatissima, ci ha spinto a continuare nel nostro progetto con rinnovate energie per tenere un alto profilo. Grazie a Carli e alla squadra che stiamo allestendo potremo puntare ancora in alto sia in campionato che in Champions. In Europa ci è capitato un girone di ferro, ma nonostante siamo esordienti alla prima esperienza abbiamo a nostro avviso costruito un team che potrà dare filo da torcere a tutti.” 
    Durante la conferenza è stato anche annunciato lo staff tecnico, con la conferma di Gaspari head coach, dell’assistente Diego Flisi che verrà affiancato da Roberto Rotari come terzo allenatore. Nuovo anche il preparatore atletico, Davide Grigoletto, confermati il fisioterapista Stefano Galifi e il medico sociale Cesare Mariani.
    La settimana prossima verrà presentata anche la Campagna Abbonamenti per la prossima stagione 2013/14.
    Ufficio Stampa
  • “Dimostrerò chi è Piso”..

    piso4“Giulia è una ragazza semplice, che tiene tantissimo ad ogni cosa che fa. E’ una persona trasparente, non sa nascondere i propri stati d’animo, come me. Noi siamo super amiche e grazie alla vicinanza ci leghiamo ogni giorno di più. Parliamo di tutto e non abbiamo segreti.. E’ una centrale forte, come ogni giovane deve crescere, ma ha davanti le persone giuste per farlo..”(Caterina Bosetti)

    Foto: Ernesti Luchino, Luca Renoldi, Carmelo Poidomani, Fabio Cucchetti, Riccardo Giuliani.

    Una domanda che ti hanno fatto in molti: cosa provi nell’entrare in campo e sentire il boato del palazzetto?

    Il mio babbo mi dice che quando entro in campo io sembra entri la Lo Bianco:-).. E io “Grazie Babbo sei carino eh”.. E’ una grande emozione sapere che entri in campo con tutte quelle persone che tifano per te. Anzi le ringrazio tantissimo, perché non giocando spesso non è facile essere stimata dal pubblico. La prima volta che ho sentito quel boato è stata contro villa, quando Vale si è rotta la scarpa:-). E’ stato inaspettato..

     

    Hai davanti Bauer ed Arrighetti: cosa stai imparando da loro? E tu credi di dare qualcosa a loro?

    Mah.. Cosa sto imparando da loro..Più che Chri, vedo Vale, perchè  fisicamente siamo molto più simili. Qualcosina le sto fregando, ad aspettare a muro, vedo come attacca lei, visto che l’attacco è un pò il mio punto debole  se il muro è il mio punto di forza. Io a loro.. Non lo so. Loro credo siano le migliori centrali d’Europa oltre che d’ Italia, semmai la cosa è a senso unico, da parte loro verso di me.

    Se ti chiamassero a giocare all’estero dove andresti? E in Italia dove ti piacerebbe?

    All’estero è sicuramente presto, la cosa la vedo in prospettiva futura. Se dovessi andare sceglierei comunque un paese che è forte economicamente, vista la crisi in Italia. Non saprei però, perché la cosa mi spaventa, io devo sentirmi bene, se no non rendo. In Italia, prima che ci fosse Busto, fin da piccola ero pazza di Bergamo e di Villa, da quando è nata. Ma il primo amore è Bergamo.. 

    piso18Da quale allenatore vorresti essere allenata?

    Mi ha sempre incuriosito Ze Roberto, mi hanno parlato bene di Chiappini (ho  sentito recentemente Indre Sorokaite) e poi Velasco..

    Sei amica della Bosettina, cosa vi dite in prossimità del derby?

    Io e Cate ci conosciamo da 5-6 anni, da quando io ero in pre-juniores e lei aveva 2 anni meno. Cosa ci diciamo? Ma vinca la migliore.. Quest’anno da parte di tutte e due il derby è sentito molto, per me è come se fosse Pisa- Livorno nel calcio, anche se adesso non c’è più..Sono entrata nel clima. Poi io nel riscaldamento la guardo, mentre lei non mi fila per nulla:-).. Non glielo ho mai detto eh, glielo dico ora..

    Sei rimasta a Busto mentre avresti potuto andare a giocare. Sinceramente parlando, quando è contata la sicurezza economica alla luce di quello che succede in Italia?

    Io sono una ragazza che mette il massimo nelle cose che fa, nella scuola, nello sport, nella vita. La sicurezza economica è importante si, ma fino ad un certo punto.. Lo scorso anno sarei venuta a giocare gratis, quest’ anno, crescendo, ho capito il valore dei soldi, anche se sono giovane, e Busto sta offrendo una grande sicurezza. Ma nella mia scelta di rimanere qui, l’aspetto economico è stata una cosa in fondo alla scala. Certo, senz’ altro man mano che sono andata avanti ho capito che è stata la scelta giusta, perché al di là della passione che uno ha, la pallavolo sta diventando un lavoro, quindi hanno acquisito importanza, però all’ inizio hanno contato altri aspetti.

    (Tu hai avuto poco spazio, avresti potuto decidere di andare a giocare e  cambiare squadra..)

    Io avrei potuto scendere anche di categoria, se non avessi trovato posto in  A1, ma ho scelto di rimanere per l’ attaccamento che ho per questa maglia. Ho attraversato all’ inizio un periodo difficile, non ero Giulia, non ero la Piso,  perché non vedere il campo mi mandava fori di testa, ma piano piano, a dicembre  ne sono uscita, da sola, ora sto lavorando bene, mi sento bene con il gruppo e  quando riprendi a sorridere e credere in quello che fai va tutto meglio. Per me  non era facile entrare in palestra, lavorare tutta la settimana e non poter  mettere in pratica quello che fai in allenamento. E’ come se una persona studia  sempre ma non fa mai una verifica. Quindi nascono le insicurezze, le paranoie.  Poi a dicembre mi sono chiesta cosa volevo diventare.. Io voglio diventare come  Vale..E poi mi sono ricordata quello vissuto lo scorso anno, non me la sono  sentita di cambiare e spero di rimanere qui il più a lungo possibile. Certo il  prossimo anno avrò altre esigenze, quelle di vedere se Giulia dopo due anni in  cui il primo anno ha giocato abbastanza, il secondo poco, a livello di  esperienza è pronta. Questo lo vorrò provare, vorrò giocare titolare, avere più  spazio. Se Busto non mi dovesse offrire questo, non potrei farci nulla, ma  credo che la mia disponibilità e tutto quello che faccio in palestra si veda..

    piso1Hai scelto di fare la centrale o ti hanno dato questo ruolo e lo hai tenuto?

    Allora, sono centrale da sempre. Mi hanno dato questo ruolo e l’ ho tenuto. Da piccola mi avevno detto che potevo cambiare, la banda mi piace come ruolo, insieme al palleggiatore.. Anche se con la manualità che ho.. meglio che muro:-)

    Il primo tempo di.. La fast di.. Il muro di..

    Il primo tempo di Harmotto, la fast di Fabiana, il muro di Poljak..

    Sei giovane, famosa, ma alla tue età e in un mondo sportivo dove l’atleta è “esaltato” ci pensi mai ad essere un esempio per i tuoi coetanei?

    Ora tutto quello che faccio sta diventando la normalità, giocare  davanti a 5000 persone, allenarmi con le campionesse, magari anche firmare autografi. A volte penso a quando sono arrivata in questa realtà, Giulia è cambiata tanto, mi rivedo in queste ragazzine, quando vedevo Vale, vedevo la Gioli e dicevo “Arriverò mai dove sono loro?”. In questo ambiente parlano di te anche solo se ti sporgi dal balcone..Ci convivi. Personalmente non mi sento nessuno, sono una giocatrice di serie A, ma la mia strada è ancora lunga, la  cima è lontana, bisogna pedalare e lavorare molto. Spesso mi è stato detto che trasmetto emozione e metto voglia di giocare, questo è molto bello, se può essere preso come esempio. Io ci metto sempre me stessa, sono me stessa. Giulia è così. Ognuno è bello per come è. Io  potrei essere d’esempio, ma una persona può essere anche migliore di me.

    (A 19 anni si corre il rischio di pensare  di essere arrivati…)

    Ho tanta pura di questo. Io dalla vita sto avendo troppo. Con la Juniores  abbiamo vinto tutto, sono stata premiata, lo scorso anno abbiamo vinto tutto di  nuovo al primo anno di A1. Ho tanta paura che questo sogno se ne vada. Ho paura di tornare alla normalità (nel senso che per noi questa vita è la normalità, ma non  lo è), tornare alla realtà di tutti i giorni. Sarebbe un cambiamento drastico. Quindi vincere tutto ora, così giovane, ci si abitua male. Magari poi perdo una  finale e mi segna.. Io mi butto poi a terra, perché do talmente tanto, che se  faccio una cavolata mi sembra conti 30 volte più di quello che è. Il babbo me lo dice sempre “Hai avuto troppo Giulia” . Questo mi fa paura. Perché una mia caratteristica è tenere tutto sotto controllo e appena qualcosa mi sfugge mi viene l’ansia. Io non mi sento arrivata, perché ho sempre voluto essere la  migliore e appena lascio un attimo c’è qualcuno dietro di me. Sono giovane, ho voglia di dimostrare, soprattutto dopo un anno così dove Giulia non si è vista. Giulia ha il ricordo di quella che era l’ anno scorso, quando entrava, ma ho ancora tanto da far vedere.

    Il rapporto con la scuola. Al giorno d’oggi avere una istruzione è importante e spesso agli atleti questo aspetto manca. Che ne pensi?

    Ho lasciato l’ università, lo scorso anno perché ammetto avevo poca voglia,  quest’anno ci sono tanti impegni. Abbiamo tanto tempo libero, mi piacerebbe reiniziare, poi dipende dove giocherò, che competizioni affronteremo. Non so bene se scienze della comunicazione o scienze motorie, vorrei una cosa semplice.  Sono sempre andata bene a scuola, sarebbe un peccato non continuare. La vedo  una brutta cosa non finire la scuola, non arrivare al diploma, anche per il  lavoro. Non avere un diploma fa si che molte occasioni di lavoro si perdano. E’  importante la scuola, io sono sempre andata al massimo, con la mia mamma che mi  metteva lì a tavolino a studiare:-)

    Parliamo di Busto: la vostra arma vincente quale è?

    Siamo finalmente una squadra, cosa che non eravamo all’ inizio. Ne parlavo anche con Bauer, ora siamo un gruppo nei momenti di difficoltà sappiamo che possiamo contare l’una sull’ altra e lo stiamo vedendo. Al posto di J sta giocando Maren e al posto di Fra spesso ha giocato Gilda, dando un gran contributo. Bisco si fa trovare pronta, Valeria ha sostituito Carli, non è facile quello che ha fatto e sta facendo. Adesso lavoriamo come una grande squadra. La nostra caratteristica partendo dallo scorso anno è che nei momenti che contano ci siamo. Potevamo uscire in Coppa Italia, abbiamo vinto due Golden set. Dall’ inizio dell’anno abbiamo imparato a lavorare insieme. Abbiamo fatto una riunione con il mental coach, che ci ha parlato della cooperazione, di quanto sia diverso il risultato se si coopera: per es. se le nostre cellule non cooperassero, non saremmo niente. Piano piano ci siamo unite, capendo i difetti e i pregi di ognuna, capendo il carattere di ogni persona. Ogni cosa poi viene da sè..

    piso7C’è tanto entusiasmo intorno alla squadra, ma c’è anche tanta pressione.. come la vivi?

    Ormai ci siamo abituate ad avere pressione. Come la viviamo? Sappiamo quali  sono i nostri appuntamenti e in ogni allenamento spingiamo al massimo. Quando  poi sai di aver dato il massimo non hai rimorsi, è quando non si dà che li hai.  A me aiuta molto sapere di andare ad allenamento per dare il massimo, mi tranquillizza molto. A volte mi metto pressione da sola. E sapere di metterci  il massimo, questa cosa mi tranquillizza, ho meno ansia..

    Le persone più importanti della tua carriera?

    Maurizio Moretti, allenatore in pre-juniores. Lo sento spesso, è una persona davvero importante per la mia carriera. Ha sempre creduto in me. Lui c’è sempre, mi dà parole di conforto, parole utili. Poi ovviamente Marco Mencarelli, mi ha cresciuta, mi ha fatto passare da ragazzina a una che qualcosa di pallavolo ne sapeva. Poi abbiamo vissuto tante emozioni, ha un carattere particolarissimo, ma più ti sta addosso più crede in te. Ha avuto un ruolo importantissimo. Poi c’è Carlo,è stato molto importante soprattutto lo scorso anno. Sono arrivata a Busto bambina, ora non sono chissà cosa, ma in un anno e mezzo un giocatore matura molto anche di testa. Mi ha trasmesso la pazienza, io sono un pò come Vale, non ne ho tanta..

    La pallavolo ti ha dato sicuramente tanto, ma per una giovane toglie anche molto.. cosa ti ha tolto?

    Mi sono resa conto di aver perso la mia adolescenza, ma in quel momento Giulia non se ne è nemmeno accorta, perché esisteva solo la pallavolo, non c’era altro, aveva la  priorità su tutto. Ho iniziato a vivere dopo il club Italia. Non sentivo altra necessità, di avere amici, uscire, avevo scuola e pallavolo. Esisteva solo la  palestra. Io l’ stavo bene. Ho iniziato a vivere a 19 anni e mezzo e infatti ora faccio qualcuna di quelle cavolate che si dovrebbero fare a 15, 16 anni. Ora ho 20 anni e le priorità sono cambiate, rimane la pallavolo, ma ci sono gli amici, le uscite, devo metabolizzare che se gioco male può essere normale, io ne faccio una tragedia, sempre. Se sbaglio un allenamento è una tragedia, torno a  casa, sento il babbo, drastica e lui che mi dice “Giulia, renditi contro di cosa stai dicendo”.. Giocare male, per me è un disastro, non vorrei mai giocare male. Sto imparando però a dare il giusto valore alle cose.

    piso11 Ti chiamano Piso… Chi è Giulia e chi è Piso?

    Piso..Mi hanno dato questo nome in under 16, un mio allenatore, che saluto,  Luca Poggetti. Giulia la vedo fuori dalla palestra, ragazza normalissima, che  fa quello che fanno tutte le ragazze di 20 anni, si diverte, amici, cinema, discoteca, prova a cucinare qualcosa senza dare fuoco alla cucinaJ Poi c’è Piso, quella pazza scatenata, che sfoga tutta l’energia che ha, che se dopo allenamento non è stanca si ferma  a fare battuta o palleggia, che deve tornare a casa con le gambe stanche. Soprattutto ora che non gioco, se mi devo sfogare, mi sfogo.

    Hai diverse amiche nel volley.. Hai diverse amiche nella tua vita privata. Che differenza trovi? Nel senso, esiste l’amicizia nello sport? La stai provando?

    Amiche fuori dalla palestra si. L’amicizia mi è sempre mancata, avevo solo  amiche nel volley, ma questa estate sono riuscita a riprendere quelle amicizie  perse quando sono andata a Roma. Sono diverse, perché abbiamo obiettivi  diversi, studiano, hanno una vita differente dalla mia. Mi dicono sempre che non  faccio nulla dalla mattina alla sera (grazie:-)).. Amiche nel volley ne ho  tante, ci credo tanto. C’è Cate Bosetti, poi Letizia Camera. Cate più di Leti perché ci  vediamo di più, poi c’è Laura Baggi.. Loro mi stanno più vicine. Io ci credo  molto. Ancora non ho una amica nel mio stesso ruolo, non so perché:-). Credo tanto nell’amicizia, prendo anche parecchie musate perché mi fido tanto delle  persone..Con Cate e Leti spero di condividere ancora tanto, anche in  nazionale..

    Cosa ti sei portata della tua “toscana” in terra lombarda?

    Il mio accento non m lo leva nessuno:-) Noi siamo fatti così.. Poi la solarità, voglia di scherzare, il sorriso. Poi beh. Qualche volta la mia mamma  mi porta i sughi, le torte coi bischeri, quando c’è la fiera. E poi mi sono  portata le mie cosine da casa, tra cui l’armadio intero:-)

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  • Juliann Faucette: “voglio ispirare i giovani intorno a me” [Introduzione Carli Lloyd]

    “Quando penso a Juliann, le espressioni ‘potenza allo stato puro’, ‘forza’ e ‘costanza’ sono quelle che mi vengono subito in mente. E’ una delle atlete che lavora più duramente, sia in campo sia fuori, e l’importanza di questo atteggiamento è evidente quando scende in campo, perchè lei è la quintessenza dell’atleta completo. La mentalità di Juliann è quella che tutti gli atleti dovrebbero avere: dai tutto quello che puoi, in campo e fuori, per prenderti cura del tuo corpo e cerca di giocare sempre al meglio delle tue possibilità. Lei si allena così, e mostra con le sue azioni a tutte le compagne che lei sta facendo del suo meglio, per il beneficio di tutte noi. E’ davvero una cosa fantastica giocare con lei. Come compagna di squadra, lavora duro e i suoi consigli sono costruttivi ed estremamente d’aiuto. La cosa bella che trovo nel giocare con lei, è che so cosa aspettarmi da lei, ogni volta. So che lei lavorerà per me, e che mi farà apprezzare il fatto di giocare con lei. Da alzatrice, è una gioia alzare una palla per il tuo attaccante e sapere che verrà messa a terra facilmente… e con Juliann questa sensazione diventa ancora più forte, perchè oltre ad essere una grande compagna di squadra, è anche una grande amica. Mi sento fortunata ad averla incontrata, e sono felice di poter dire che questa ragazza sarà una mia amica vera per sempre. Le voglio bene come un membro della mia famiglia”

    Intervista: Matteo Mangiatotti&Cristina Gatti. Introduzione Carli Lloyd. Foto Foto: Fabio Cucchetti, Marco Marengo, Carmelo Poidomani e Riccardo Giuliani.

    Juliann, iniziamo parlando della tua esperienza al College. Cosa puoi dirci, riguardo la vita quotidiana, il modo di interpretare la pallavolo …

    Il College è stata un’esperienza molto divertente per me. Ho amato la scuola in cui sono andata, che è in una delle più grandi città degli States, Austin (in Texas). Ho ricevuto una delle migliori educazioni possibili e ho anche avuto la chance di far parte di una delle migliori squadre a livello universitario. E’ stato difficile gestire la scuola e la pallavolo, ma credo che grazie alla scuola ho sviluppato una buona capacità di comunicazione e di gestione, che mi aiutano anche oggi. Ogni giorno mi svegliavo, frequentavo le lezioni, mangiavo e poi mi allenavo. Dovevamo viaggiare durante la settimana, per le partite, ed eravamo costrette a studiare mentre ci spostavamo; era difficile, perché dovevamo concentrarci sulla partita e nel frattempo mantenere i nostri voti. Era incredibile il supporto che avevamo a scuola, ogni sera avevamo il palazzetto pieno. Tutte le nostre squadre, in ogni sport, erano seguite in questo modo ed è stato come vivere in una famiglia. Mi manca. Il College mi ha insegnato molto su di me e sono davvero contenta di essere stata circondata da persone meravigliose durante i miei quattro anni passati là.

    Secondo te, perché un Paese come gli USA non riesce a far diventare la pallavolo uno sport PRO?

    Penso che ci manchi il denaro e un sostegno “di base” di tifosi, di amanti di questo sport. Non molte persone sono interessate alla pallavolo al di fuori dei College, tanto che questo sport ha impiegato molto tempo prima di varcare le mura delle Università. Le uniche gare di volley che vengono trasmesse in TV sono quelle delle Olimpiadi, e qualche partita del campionato universitario.

    Come ti sei sentita quando hai lasciato il tuo Paese per la prima volta? La tua prima esperienza all’estero è stata qui in Italia: come ti sei trovata? 

    Ero molto nervosa. Ero stata in Europa e in Asia prima, ma ogni volta solo per un paio di settimane. Sono stata lontana dalla mia famiglia ai tempi del College, ma se avessi avuto bisogno di qualcosa potevo sentire i miei cari al telefono oppure prendere un aereo, ma per un volo molto breve. Quando ho lasciato la mia casa l’anno scorso per venire in Italia ho dovuto dire addio a tutta la mia famiglia e al mio ragazzo, non sapendo se avrebbero avuto la possibilità di venirmi a trovare durante i miei nove mesi di distanza. E’ stato triste e spaventoso, ma anche avvincente ed emozionante sapere che avrei iniziato una nuova vita in un Paese completamente diverso. Ero entusiasta di approcciare una cultura diversa e giocare a pallavolo ad un più alto livello. Ho imparato molto nella scorsa stagione, e so che continuerò ad imparare per tutto il tempo che continuerò a giocare. Questo lavoro mi dà l’opportunità di sperimentare la vita in modi nuovi e fare cose che le persone non hanno la possibilità di fare tutti i giorni. Mi sento fortunata e privilegiata, ad essere nella posizione in cui mi trovo in questo momento.

    Quali sono le più grandi differenze circa la preparazione fisica, tra gli Stati Uniti e l’Italia? 

    Mi sono sempre sentita diversa dagli altri, per il fatto della mia fisicità. Mi sforzo per allenare il mio corpo per il mio lavoro, in un modo che nessun altro fa. Sono molto competitiva e ho ereditato questa attitudine da entrambi i miei genitori, che hanno sempre lavorato a contatto col fitness, sia come atleti che come preparatori; sono sempre stata così, da quando sono nata. Sono stata cresciuta imparando a conoscere i miei muscoli e il mio fisico, quindi, che io sia in Italia o negli Stati Uniti, cercherò sempre di essere la migliore in questo campo. La mia preparazione fisica non cambia, quindi non vedo la differenza.

    Gli atleti americani di solito hanno un grande dialogo tra di loro, che è una cosa diversa rispetto a ciò che accade in Italia. Cosa ne pensi? Credi che sia un punto debole per gli atleti italiani?

    Ci è stato insegnato a comunicare bene l’una con l’altra da quando abbiamo deciso di iniziare a giocare a pallavolo. Ogni allenatore che ho avuto ci ha insegnato circa l’importanza della comunicazione tra giocatrici in campo. Credo che in questa stagione avere Carli Lloyd nella mia squadra, con cui ho giocato per tre anni (ai tempi della “Sophomore High School”) e cui sono molto legata, possa permetterci di mostrare il valore che diamo a questo aspetto.

    Tu e il Team USA: qual è il tuo rapporto con la squadra? Sei molto giovane: credi di poter competere per le prossime Olimpiadi, per esempio? E per diventarne una presenza costante?

    Ho giocato con gli Stati Uniti in diverse occasione. Dalla Nazionale juniores, fino alla prima squadra. Nel 2008, ho fatto parte della rosa durante tutta la preparazione, con la speranza  digiocare le Olimpiadi di Pechino dello stesso anno. Questa volta, non ho avuto la stessa fortuna. Non era disposta a lasciare il College in anticipo in modo da potermi allenare in primavera. Così, quando l’estate è arrivata, non c’era più spazio disponibile per me per allenarmi con la squadra. Volevo finire la mia scuola e ottenere la laurea, e questa è una decisione di cui sono molto contenta. Non era il mio tempo quest’anno, ma mi concentrerò per il 2016. Credo di averne la possibilità, se io lavoro duro e continuo a migliorare. Non potrò mai rinunciare a quel sogno.

    Qual è la tua più grande fonte di ispirazione? Sul campo e nella vita quotidiana..

    Penso che una delle cose più importanti sia essere consapevole di non aver ancora espresso al massimo livello le mie potenzialità. Ho ancora molto da imparare e da migliorarmi. Questo mi motiva ad allenarmi duramente, a lavorare sui miei punti deboli e cercare di raggiungere il massimo in ogni cosa che faccio. Voglio essere un’atleta olimpica e voglio ispirare i giovani intorno a me. Voglio essere la migliore in quello che faccio, è questo ciò che mi ispira.

    Nella tua esperienza nella Serie A italiana, hai avuto la possibilità di incontrare due grandi allenatori, Salvagni e Parisi. Quali sono le principali differenze tra loro? 

    Entrambi sono grandi allenatori, condivido. Salvagni è davvero una bella persone, e anche molto simpatico. Devo ancora conoscere Parisi, ma mi ha già insegnato molto riguardo a come esprimere il mio ruolo in campo e io sono davvero felice di giocare sotto la sua guida. Hanno due stili di “essere allenatori” differenti, e io rispetto entrambi.

    La scorsa stagione a Urbino avete fatto un ottimo lavoro, raggiungendo le Final Four Coppa Italia e i playoff. Questa stagione giochi, molto probabilmente, nella migliore squadra in Italia. Quali sono le tue aspettative? Personalmente …

    Personalmente, mi piacerebbe vincere. Non mi piace usare la parola “aspettativa”, che porta con sè anche la pressione. Mi piace fissare degli obiettivi e sforzarmi di raggiungerli. L’obiettivo è sempre quello di vincere.

    Le prime impressioni della nuova esperienza a Busto Arsizio, alla Yamamay.

    Sono stata accolta benissimo qui, sia dalla squadra che dai tifosi. Mi piace l’approccio, e sono molto felice.

    Come fai a restare in contatto con la famiglia e gli amici all’estero?

    Il computer è il modo migliore per rimanere in contatto. Via Skype e con messaggi. Recentemente ho attivato internet sul mio telefono in modo da poter parlare con i miei genitori, le sorelle e gli amici dovunque mi trovi.

  • Juliann Faucette: “I want to inspire young players all around me”

    “When I think of Juliann the words “pure strength”, “power” and “perseverance” come to mind. She is one of the hardest workers I know both on and off the court and her worth ethic is evident when you see her step on the volleyball court, because she is the epitome of a complete athlete. Juliann’s mindset is one that every athlete should train with: do everything you can on and off the court to take care of your body and be the best player you can be. She trains this way and shows her team through her actions that she is doing all she can to be the best for us. It is a true blessing to play with J. As a teammate she works hard and her communication is constructive and extremely helpful. One thing that I find comforting when I play with her is that I know what to expect every time we step on the court together. I know she is going to work for me and it makes me love working for her. As a setter it is pure joy to set a ball to your attacker and see her score with ease…and with Juliann this feeling is really powerful because she is not only a great teammate to me but a really close friend as well. I feel lucky to have her in my life and am happy to say this girl will be a true friend of mine forever. I love her like family.”

    Inteview: Matteo Mangiarotti&Cristina Gatti. Foreword: Carli Lloyd. Foto: Fabio Cucchetti, Marco Marengo, Carmelo Poidomani e Riccardo Giuliani.

    Juliann, let’s start talking about your experience at College. What  can you tell us about that, I mean the daily life, playing volleyball.. 

    College was a really fun experience for me. I loved the school I went to. It is in one of the greatest cities in my opinion. I received one of the best educations and also participated in one of the top volleyball programs. It was difficult to manage both school and volleyball, but I believe through that I developed good communication and management skills that have continued to help me today. Everyday I would wake up, go to classes, eat and then practice. We would travel to games in the middle of the week and have to study while being on the road, which was hard because we had to concentrate on the games and on keeping up our grades. The fan base at our school was amazing and every single night we had a full crowd. All of our sports were this way and it was like a family. I miss it. College taught me a lot about myself and I am really grateful to have had such great people to surround me during my four years there.

    In your opinion, why a Country like USA can’t make it for volleyball to become a PRO sport? 

    I think we lack the money and fan base. Not a lot of people are interested in volleyball outside of the college game. It has taken our country a long time to get volleyball out there. The only time it is really aired is the Olympics and some occasional college matches on TV. There is just more interest in the sport overseas.

    How did you feel when you left your Country for the first time? Your first experience abroad was here in Italy: how do you cope with that? 

    I was very nervous. I had been to Europe and Asia before but only for a few weeks at a time. I was away from my family in college but if I ever needed anything they were just a phone call or a simple flight away. When I first left my home last year to come to Italy I had to say goodbye to my whole family and my boyfriend, not knowing if they would get a chance to visit during my nine months away. It was sad and scary, but also thrilling and exciting to know that I would be starting a brand new life in a completely different country. I was excited to learn the culture and play a higher level of volleyball. I learned a lot last season, and I know that I will continue to learn more as long as I continue to play. This profession gives me an opportunity to experience life in new ways and do things that people don’t get the chance to do everyday. I feel lucky and privileged to be in the position I am in right now.

    Which are the greatest difference in physical preparation, between USA and Italy? 

    I feel like I have always separated myself from everyone else by simply being physical. I strive to prepare my body for my work in a way that no one else does. I am very competitive and I get that from both of my parents, who are in the fitness industry and have been since I was born. I was raised to know about my muscles and my physique, so whether I am in Italy or the US, I will always strive to be the best in that category. So, to best answer this question I would have to say that my physical preparation doesn’t change, so I don’t see a difference.

    US athletes usually have a great dialogue among them, which is a different thing compared to what happens in Italy. What do you think about that? D’you think is a weak point for the Italian athletes? 

    We have been taught to communicate well with each other since we decided to start playing volleyball. Every coach that I have played under has told us about the importance of communication within the court. I think this season having Carli Lloyd on my team, whom I have played with for three years, shows that we value this principle.

    You and Team USA: which is your relationship with the Team? Your very young: d’you think you can make it to the next Olympics, for instance? And to become a constant presence in that? 

    I have played with USA in many different situations. From the junior level, to the National level. In 2008, I was on the training team hoping to make the Olympics in Beijing that year. This time around, I wasn’t so fortunate. I wasn’t willing to leave college early so that I could train in the spring. So when summer time came around, there wasn’t enough room for me to train with the squad. I wanted to finish my schooling and get my degree, and that is a decision I am very happy with. It wasn’t my time this year, but I will be striving for 2016. I believe that I have a chance if I work hard and continue to get better. I will never give up on that dream.

    What’s your greatest source of inspiration? I mean, on the court and in your daily life… 

    I think one of the biggest things is knowing that I have not reached my full potential yet. I still have so much more to learn and a lot more growing to do. This motivates me to train hard, attack my weaknesses and get to the point where I am the best I can be. I want to be an Olympian and I want to inspire young players all around me. I want to be the best at what I do, and that is what inspires me.

    In your experience in Italian Serie A, you had the chance to meet two great coaches, Salvagni and Parisi. Which are the main differences between them? 

    Both are really great coaches. Salvagni was so nice and a really fun person. I am still getting to know Parisi but I have already learned so much from him about my game and I am really happy to be playing under him. They have two different coaching styles and I respect both of them.


    Last season in Urbino you as a team made a great job, reaching Coppa Italia Final Four and the playoff. This season you play in, maybe, the best team in Italy at the moment. Which are your expectations? Personally speaking. 

    Personally, I would love to win. I don’t like to say expectations- to me, that comes with pressure. I like to set goals and strive to achieve them. The goal is always to win.

    Your first impressions from the new experience in Busto Arsizio, at Yamamay.

    I have been treated so well here, by the program and the fans. I love it and I am very happy.

    How do you keep in touch with your family and friends overseas?

    The computer is the best way to stay in touch. Skype and messages. I recently just got internet on my phone so that no matter where I am, I can talk with my parents, sisters and friends.

  • Grande successo per la cena benefica “Marta Bechis For Children”

    Si è svolta ieri al Ristorante Bulè di Bellinzago Novarese la cena benefica “Marta Bechis 4 Children”: l’alzatrice torinese da tempo aveva in mente di aiutare qualcuno meno fortunato e che davvero avesse bisogno di un aiuto concreto e dopo un’attenta ricerca ha conosciuto l’associazione Onlus chiamata: “School for children” (www.schoolforchildrenonlus.org), la quale è dedita alla tutela e alla promozione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (advocacy) in India.

    Durante la cena, tra aste con materiale sportivo e offerte sono stati raccolti circa 2500 euro che andranno devoluti all’associazione (http://schoolforchildrenonlus.org/index.asp?sezione=il+mio+progetto&pagina=Campagne+attive&codice=2012060216470180)

    Un altro gesto di solidarietà che arriva dal volley…

  • 27 MAGGIO 2012: LA NAZIONALE DI VOLLEY FEMMINILE IN CAMPO PER GENOVA

    Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa che annuncia la partita per gli alluvionati di Genova, il 27 maggio 2012, promossa da Valentina Arrighetti..

    “Ciao a tutti!

    Finalmente posso dare l’ ufficialità: il 27 maggio si svolgerà la partita del Cuore per la mia Genova, presso il palazzetto Lago Figoi, ore 18. La nazionale di pallavolo in campo per gli alluvionati: sarà un match tra noi atlete della nazionale ed il ricavato andrà ad Una Mano per Genova, l’associazione di Gino Paoli.

    Sono veramente contenta, sia perchè giocherò a Genova, sia perchè la pallavolo femminile può lasciare un segno. Il tempo per organizzare tutto è davvero poco, ma sono sicura che riusciremo a fare qualcosa di bello. Il mio ufficio stampa insieme a Michele Corti, Paolo Noli e Barbara Cadei sono già all’ opera per organizzare tutto nel miglior modo possibile. La semplicità sarà la nostra forza;). Ringrazio ancora la Fipav e Massimo Barbolini per la disponibilità.

    Colgo l’occasione per segnalare “Stelle Nello Sport” il progetto che valorizza lo sport ligure, che si chiude il 25,26 e 27 maggio con la grande Festa dello Sport al Porto Antico di Genova. Da non perdere il 13° Galà delle Stelle venerdì 25 magglio alle ore 20.30 con tanti azzurri che saranno protagonisti a Londra 2012 (ingresso gratuito con prenotazione 010.91.31.006 o info@stellenellosport.com).

    Nei prossimi giorni vi daremo i dettagli per i biglietti. Passaparola, vi aspetto numerossimi!

    Un abbraccio

    Vale #13”

  • Final Four 33^ Coppa Italia A1 – Coppa del 150° dell’Unità d’Italia: PREVENDITA

    33^ Final Four Coppa Italia A1 – Coppa del 150° dell’Unità d’Italia
    Catania, 16-17 Aprile
    Biglietti

    Il prezzo unico del biglietto giornaliero è di € 7,00.

    Info prevendite
    La prevendita per l’acquisto dei tagliandi sarà attiva da giovedì 31 marzo presso il Circuito Box Office Sicilia: www.ctbox.it – 095/7225340.

    LVF

  • VOLLEY BERGAMO: SI VOLA A CATANIA. ECCO COME

    In vista della Final Four di Coppa Italia, che si svolgerà il 16 e 17 aprile a Catania e vedrà tra le protagoniste la Norda Foppapedretti, semifinalista nella sfida che la opporrà alla cavolini Pesaro per l’accesso alla finalissima, il Volley Bergamo sta lavorando per organizzare due pacchetti di viaggio da prorre ai tifosi rossoblù che non vorranno mancare allo speciale appuntamento.
    Ecco il dettaglio
    PACCHETTO A
    – Trasferimenti Bergamo/Malpensa e Malpensa/Bergamo;
    – Volo charter Malpensa/Catania, andata sabato 16 Aprile (orari da confermare), rientro domenica 17 Aprile (orari da confermare);
    – Pernottamento con colazione per una notte presso Hotel Miramare (3 stelle);
    – Trasferimenti aeroporto Catania Fontanarossa/Hotel e Hotel/PalaCatania;
    – Biglietti validi per le tre gare.
    Il costo indicativo del pacchetto sarà di 230,00 euro circa a persona in camera doppia (supplemento singola 20,00 Euro).
    PACCHETTO B
    – Trasferimenti Bergamo/Malpensa e Malpensa/Bergamo;
    – Volo charter Malpensa/Catania, andata sabato 16 Aprile (orari da confermare), rientro domenica 17 Aprile (orari da confermare);
    – Pernottamento con colazione per una notte presso NH Hotel  o Le Dune Sicily Hotel (4 stelle);
    – Trasferimenti aeroporto Catania Fontanarossa/Hotel e Hotel/PalaCatania;
    – Biglietti validi per le tre gare.
    Il costo indicativo del pacchetto sarà di 280,00 euro circa a persona in camera doppia (supplemento singola da definire).
    Questo il programma delle gare che si disputeranno al PalaCatania:
    sabato 16 aprile – Semifinali
    18.00 – Scavolini PESARO-Norda Foppapedretti BERGAMO
    20.30 – MC Carnaghi Villa Cortese-Yamamay Busto Arsizio
    domenica 17 aprile – Finale
    18.00 – Finale 1°-2° posto
    Per prenotazioni e informazioni, contattare la segreteria del Volley Bergamo al numero 035-244054 o all’indirizzo mail segreteria@volleybergamo.it entro e non oltre venerdì 8 aprile alle ore 12.00.

    Ufficio stampa