Play off 2007 – Quarti i finale – Gara 1

S. Orsola Asystel Novara: Anzanello (10), Skowronska (6), Aguero (12),Osmokrovic (11), Mert (2), Spasojevic (15), Cardullo (L), Ballarini, Elli. N.e. Filipovics, Barcellini, Corbellini. All. Chiappini.

Megius Padova: Leggeri, Centoni (10), Pachale (7), Buckova (12), Sangiuliano (1), Nikolic (10), Barbieri (L), Vannini, Parkhomenko (1), Rosso, Mifkova. N.e. Boscoscuro. All. Micelli

Novara rimanda a casa Padova in tre set al termine di una gara pulita, ben condotta, con buone giocate e una presione notevole in tutti i fondamentali. Il Megius non ha smalto, inconsistente a muro, discontinuo in attacco, ma soprattutto con la carenza di non avere avuto un gioco di squadra, con le sole Buckova e Nikolic a tenere a galla la nave.

L’ Asystel entra in campo subito aggressiva, prende in mano la gara, fa il suo gioco, bene su cambio palla, ma in generale in fase offensiva, con Mert che distribuisce ad hoc il gioco sulle compagne giuste, affinché possano mettere a terra la palla nelle migliori condizioni. Padova fatica, prima di tutto perché le bande sono spente, ben marcate dal muro avversario e di contro non riescono proprio in questo fondamentale ad arginare le novaresi. Pachale e Centoni sono sotto tono, Nikolic fa intravede qualcosa di buono, ma lei con la sola Buckova, ben servita da Sangiuliano non possono sperare di ottenere qualcosa di importante nella gara. Parecchi gli errori per le patavine, troppe battute sbagliate al contrario di Novara che, pur essendo fallosa al servizio, mette in pensiero la ricezione avversaria e riesce ad ottenere diversi punti diretti.

Per le Asystelle si mette in mostra una grande Anzanello, attenta a muro, micidiale in attacco, insieme alla collega Skowronska: sicuramente l’alzatrice ha i suoi meriti, ma entrambe le centrali erano cariche e combattive. Aguero ha fatto la sua partita senza brillare, spesso le arrivano i palloni “brutti”, ma non manca mai il suo apporto in squadra, così pure quello di Osmokrovic, positiva in tutti i fondamentali e sempre sugli scudi nei 3 set. Si è messa in luce Spasojevic, che in seconda linea ha ancora molto lavoro da fare, ma in attacco ha lasciato la sua impronta. Concludiamo il commento sulle singole con Paola Cardullo, che ha ampiamente amministrato la seconda linea.

Per le ragazze di Micelli c’è poco da dire. Atteggiamento mentale non soddisfacente, nel primo set qualcosa si è tentato di fare, poi, nonostante la gara si sia conclusa con parziali identici per i 3set, Padova lasciava intravedere la resa, dando la possibilità a Novara di prendere il largo. E’ mancata la concentrazione, “forse” una condizione fisica non buona, ma sicuramente, nonostante la superiorità tecnica delle avversarie, il Megius non ha messo in campo un gioco corale, che contro una squadra come Novara si paga. Novara ha fatto si la sua partita, ma un po’ più di cattiveria da parte patavina non sarebbe guastata.

Domenica gara 2 a Padova, dove l’ Asystel potrebbe chiudere i conti, se Padova non scenderà in campo con convinzione e orgoglio.

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Play Radio Foppapedretti Bergamo: Gruen 13, Croce (L), Gujska n.e., Barazza 4, Barun 4, Secolo 8, Sorokaite n.e., Paggi 2, Piccinini 19, Lo Bianco 2, Poljak 12. All. Fenoglio

Despar Perugia: Moreira De Oliveira 9, Grbac n.e., Crisanti n.e., Zetova 21, Rogerio De Souza 2, Decordi n.e., Arcangeli (L), Sacco (L), Usic 2, Francia 16, Del Core 11, Gioli 14. All. Barbolini

BERGAMO – Perugia c’è, la Foppa no. All’appuntamento con la prima gara dei quarti di finale dei playoff scudetto la squadra bergamasca non si fa trovare pronta, e la Despar conquista il primo successo della serie che con due vittorie in tre incontri darà il passaggio del turno alle semifinali. Approccio alla gara poco determinato, ed una strana mancanza di vivacità e grinta non hanno permesso alla Foppa di giocarsela alla pari contro le umbre, non solo più combattive ma anche migliori nell’esprimere gioco. E superiori soprattutto in difesa e a muro. Andate in svantaggio di 2-0, le ragazze di Fenoglio hanno cercato di recuperare vincendo il terzo set, ma nel quarto pur lottando non hanno dato il necessario sprint finale.

In campo per il sestetto titolare rossoblù Lo Bianco in cabina di regia, il libero Croce a difendere, Piccinini, Secolo e Gruen ad attaccare e Poljak e Barazza al centro, con l’alternanza di Barazza e Paggi e di Barun a tratti prima per Gruen e poi per Secolo. Per Perugia, Fofao in palleggio, al centro Gioli e Walewska, in attacco Zetova, Francia e Del Core; libero Arcangeli, costretta ad uscire nel terzo set per infortunio alla caviglia e sostituita da Sacco; spazio nel terzo set anche per Usic.

La partita:
Nel primo set, la partenza vede le ragazze di Barbolini subito avanti 2-6. La Foppa prova a reagire con Piccinini e Barazza per il 6-8, ma l’attacco di Bergamo non è potente. Al secondo tempo tecnico Perugia è avanti 10-16. La squadra rossoblù ha più ombre che luci e le ospiti chiudono 16-25 senza apprensioni.
Nel secondo set mister Fenoglio inserisce la capitana Paggi per Barazza. L’avvio è abbastanza positivo: 7-7. Perugia però detta i ritmi trascinato dalla Zetova e prova a lanciare la fuga portandosi 13-16. La Foppa prova a rincorrere e accorcia 18-20. Tuttavia le battute conclusive sono di Perugia per il 20-25.
Finalmente Bergamo cambia marcia. L’8-4 del primo tempo tecnico è il trampolino di lancio per arrivare al 12-5. Le ragazze di Fenoglio cambiano passo: 16-8; 19-12. Il set sembra essere una formalità, ma nonostante il vantaggio di ben otto punti la Foppa si mette nei guai da sola subendo il ritorno di Perugia (da 23-17 a 23-21). Due errori di Bergamo ed è 24-23, ci pensa Poljak (tra le più rappresentative del set con Piccinini) per il 25-23, con brivido.
Il quarto set si gioca tutto punto a punto. A staccare di un paio di punti è la squadra di Barbolini sul 22-24: conquistato il match ball Perugia non fallisce e chiude con Zetova.

La gara 2 dei quarti di finale attende ora Play Radio Foppapedretti a Perugia, dove sfiderà nuovamente la Despar domenica alle 18.00. In caso di parità di vittorie, lo spareggio si disputerebbe a Bergamo mercoledì 16 maggio alle 20.30.

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Minetti Infoplus Vicenza: Curcic 7, Arrighetti 1, Conti n.e., Bedin, Dall’Igna 1, Angeloni 4, Radulovic n.e., Takahashi 11, Caponi 4, Ikic n.e, Paccagnella 3, De Gennaro L. All. Benelli

Monte Schiavo Banca Marche Jesi: Petkova 5, Togut 8, Giogoli, Marinova 3, Rinieri 13, Bown 7, Zilio L, Jaqueline 5, Calloni 3, Cella 5. All. Abbondanza

Jesi chiude piuttosto agevolmente una partita che non ha offerto molto dal punto di vista tecnico, in particolare nel primo set, dove Vicenza si ferma a 8 punti. Nel prosieguo le ragazze di Benelli si “svegliano”, recuperano determinazione e chiudono una seconda frazione ai vantaggi; questo poteva dare la spinta per giocarsi un terzo set alla pari, ma Jesi, che scende in campo dando spazio a tutte le giocatrici, non regala nulla e Vicenza si perde già dopo le prime battute.

Alla Minetti come sovente detto manca un braccio pesante, che tolga le castagne al fuoco al momento giusto e la sola Takahashi, ieri la più positiva, non può gestire determinati palloni scontati sempre al meglio, soprattutto perché, al di là delle sue caratteristiche, il gioco diventa scontato su di lei. Curcic cerca di fare il suo, ma è fallosa e ben marcata dal muro avversario; Angeloni sbaglia meno rispetto alla collega, ma non incide, non passa con forza e con continuità, oltre a non essere determinante in ricezione. Arrighetti e Caponi faticano, (anche se quest’ ultima dà un po’ di linfa alla squadra), sono servite poco e non sempre con precisione; degna di nota la solita Paccagnella, con 5/4 palloni messi a terra, ma nel fondamentale del muro, nessuna centrale di mette in mostra (Caponi 2 muri, comunque poca cosa). Dall’ Igna fatica a gestire una ricezione traballante, cala in lucidità, ma certo risente non avere un punto di riferimento. Altro neo il servizio, con ben 8 errori a fronte di un solo punto, anche se in alcuni tratti di gara, la battuta ha messo del pepe alla ricezione avversaria.

Jesi dal canto suo dopo aver vinto con agilità la prima frazione, si trova a dover arginare il ritorno delle vicentine, ma una buona correlazione muro-difesa, una incisività in attacco anche a fronte di una seconda linea non sempre precisa, fa si che nel finale di set riesca ad avere maggior concretezza, anche se è giusto sottolineare che se Vicenza avesse vinto la frazione, l’ avrebbe meritata, a fronte anche dei 3 errori contro gli 8 marchigiani. Abbondanza fa ruotare tutte le sue giocatrici e tra queste si mette in luce una Elisa Cella, entrata insieme a Giogoli per il doppio Cambio, che si distingue in attacco e al servizio. Positiva la prova della vice-Marinova, notevolmente cresciuta dall’ inizio della stagione e più sicura dei suoi mezzi. Nel complesso comunque tutte le giocatrici hanno condotto una gara senza grandi sbavature, da Petkova a Bown, Da Togut a Rinieri, Da Calloni a Jacqueline e Da Marinova a Zilio. La battuta è stata importante, tanti errori (7), ma anche punti (6), che hanno permesso a Jesi in alcuni frangenti di prendere il largo. Sicuramente qualche alo c’è stato nel secondo set, ma quando si è trattato di chiudere non ci sono stati problemi.

Domenica Jesi può già chiudere i conti, anche se ci si aspetta una reazione delle vicentine, perché, se per loro i play saranno giunti alla fine, lo possano fare a testa alta.

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Scavolini Pesaro: Berg 2, Mari 16, Maculewicz 9, Costagrande 20, Sheilla 10, Guiggi 11, Puerari (L), Di Iulio, Mengarda, Dall’Ora, Muri. N.e. Lunghi. All. Zè Roberto

Bigmat Sanpalo Chieri: Ferretti, Erika 13, Mammadova 22, Fiorin 8, Giovanna 14, Joines 9, Borri (L), Petrolo. N.e. Merlotti. All. Giovanni Guidetti

Nelle ultime due edizioni la Scavolini, brillante quarta ed addirittura prima nella regular season, ha sempre fallito i playoff, arrivando scarica e quasi appagata. Oggi invece ha iniziato bene contro Chieri, che l’aveva estromessa proprio ai quarti due anni fa. Ma che sofferenza! Come risulta dai tabellini. 30 a 28, 25 a 18, ed addirittura 35 a 33, ultimo set da infarto, con palle-set a josa da una parte e dell’altra. Chieri, fino allo scorso anno considerata squadra di prima fascia, aveva iniziato malissimo la stagione, navigando a lungo nei bassi fondo della classifica, per riemergere al miglior posto delle squadre di seconda fascia (vale a dire il sesto) solo all’ultima giornata. L’arrivo della Mammadova è stato determinante, come il miglioramento della Ferrretti, che tornava da un lungo infortunio. E l’azera (che con la Scavolini ha già disputato e perso ben 5 partite su 5 tra Azerbajan e Chieri) ha giocato ben 46 palloni, segnando 22 punti, ma commettendo però 4 errori e subendo 5 murate contro un solo muro vincente. Ma anche le due brasiliane , Erika Coimbra, e Giovanna (7 muri), con 13 e 14 punti sono state all’altezza, mettendo in imbarazzo Zè Roberto, felice come coach del Brasile, un pò meno come allenatore della Scavo. Data la giornata feriale pubblico, non al limite della capienza, ma appassionato e competente; i playoff sono selettivi anche nei confronti degli spettatori: i migliori non mancano mai. Scavolini in netta difficoltà nel primo parziale. dopo l’8 a 7 del primo time-out tecnico, sempre dietro ad inseguire fino al 21 a 24; gran colpo di reni finale proprio sul traguardo ed insperato 30 a 28 finale. Più agevole il secondo set con le colibrì sempre avanti fino al 25 a 18. Anche il terzo parziale sembrava destinato alla stessa conclusione, ma sul 21 a 18, Pesaro si smarriva, facendosi raggiungere, anche grazie ad una palla fuori di Chieri, ma giudicata dentro dalla copia arbitrale. Alternanza di punteggio e di palle-set, con Mammadova e Mari protagoniste, la maratona estenuante è chiusa dai punti decisivi di Guiggi e dalla stessa Mari tra il tripudio ed i sospironi di sollievo degli spettatori montecchiesi e pesaresi. Costagrande sempre più…. grande : 20 punti (43% in attacco, 86% e 54% in ricezione, 4 muri, giustamente MVP dell’incontro. Sarà orgoglioso il fidanzatino, meglio il… fidanzatone Simone Flamini, giocatore di basket all’Eldo Napoli. Stessa sorte per Valentini (altro giocatore di pallacanestro, a Trieste) legato sentimentalmente a Martina Guiggi (un pò di Novella 2000 ogni tanto ci vuole!) La bella centrale pisana ha… centrato 11 punti (67% in attacco) , 100% in ricezione positiva, 3 muri vincenti, spettacolare nelle fast da posto-due. Mari dal canto suo ha messo a terra 16 punti (42%), e ben 77% in ricezione positiva, 1 muro ma 4 errori in attacco (che fanno arrabbiare molto Zè Roberto) e 3 murate subìte. Ma tutta la squadra è apparsa tonica e pronta a ripetersi, domenica prossima, nella bolgia di Chieri, dove ha già vinto per 3 a 1 giusto un mesetto fa, inanellando da allora una sequenza di ben 6 vittorie consecutive (le ultime 5 addirittura per 3 a 0!). [size=x-small][color=6600CC][font=Verdana]
Sant’Orsola Asystel Novara – Megius Padova 3-0 (25-18; 25-18; 25-18)

Play Radio Foppapedretti Bergamo – Despar Perugia 1-3 (16-25; 20-25; 25-23; 22-25)

Minetti Infoplus Vicenza- Monte Schiavo Banca Marche Jesi 0-3 (8-25; 24-26; 16-25)

Scavolini Pesaro – BigMat Sanpaolo Chieri 3-0 (30-28; 25-18; 35-33)
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[size=small][color=FF0000][font=Verdana]Online i [b]tabellini[/b]. Per Bergamo-Perugia: [b]Sara Vavassori[/b]. Per Pesaro-Chieri: [b]Alessandro Mainoldi[/b]. Per Vicenza-Jesi: [b]Mirtillino[/b][/font][/color][/size]

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