[di Emanuela Macrì – foto fonte web] Un amore che non ti corrisponde e un orgoglio ferito. Ma, al tempo stesso, determinato a riconquistare quel territorio che un giorno ha sentito appartenergli. Come? Con la frase “Sono innamorato di Pippa Bacca. Chiedimi perché!” stampato su un migliaio di spille distribuite a persone incontrate per caso e scelte con lo stesso criterio. Per un messaggio inequivocabile: se tu non mi ami sappi che là fuori ci sono almeno mille persone che la pensano diversamente.

Protagonista di un atto d’amore destinato a mutare in performance, l’artista milanese Pippa Bacca tragicamente nota alle cronache internazionali dopo la sua scomparsa, in Anatolia, per mano di un uomo che ucciderà la donna, ma non cancellerà il messaggio. È il 2008 ed è l’ultimo giorno di marzo. L’artista, vestita da sposa, sta raggiungendo Gerusalemme in autostop per terminare quella che sarebbe finita dritta dritta tra le sue opere più celebri. Il progetto, condiviso nella sua realizzazione con la collega Silvia Moro, porta il nome di Spose in viaggio.

Sono trascorsi molti anni da quei giorni quando Simone Manetti decide di raccoglierne fotogrammi e piccoli pezzi d’arte dispersi qua e là per impastare il docufilm che prenderà titolo da quelle spille, da quell’atto d’amore: Sono innamorato di Pippa Bacca. Chiedimi perché! Le immagini scelte per aprire il racconto sono quelle della partenza in abito bianco ma la narrazione che prende vita va, decisamente, oltre.

Si immerge in un liquido intimo. E nuota fin dentro l’anima di un’artista che vestiva sempre di verde e divideva il suo tempo vissuto tra cinque, distinte, personalità. Mentre racconta di piccole spose che prendono forma dall’uncinetto di Pippa, doni destinate alle ostetriche che chiede di incontrare ad ogni tappa del suo (ultimo) viaggio terreno.

Il risultato è un’opera dalla narrazione asciutta, perché non abbisogna di accessori vistosi. Il contenuto è, decisamente, già abbagliante di suo. E il messaggio, quella volontà di affidarsi all’altro che la scelta della modalità dell’autostop rendeva concreta, che non viene meno ma si afferma. Come sottolineano le parole di Elena Manzoni, mamma di Pippa.

Un’opera quella Manetti destinata alle sale, già in programmazione quando l’emergenza pandemia Covid19 ha imposto la chiusura di cinema e teatri. E allora ci pensa SkyArte, per il momento e in questi giorni, a raccontarci questa storia. E se non vi innamorerete di Pippa Bacca, almeno potrete dire di conoscerla, dopo la visione, almeno un po’ meglio.