[Recensione a cura di Sara Bottarelli] Sette mila metri di profondità, nell’oscurità degli abissi, si cela qualcosa di misterioso. Una creatura imponente che distrugge tutto ciò che incontra. La mancanza di ossigeno si fa sentire, come la paura che aumenta ogni secondo di più. Ecco dove Underwater, la pellicola diretta da William Eubank trascina lo spettatore. Un film horror, thriller in stile survival, che immerge il pubblico nell’azione già nei primi minuti. Non c’è tempo di pensare, bisogna agire e i protagonisti sono costretti a farlo fin da subito, per salvare la propria vita.

Una stazione per trivellatrici viene distrutta a causa di un apparente terremoto. I sei operai superstiti, dovranno fare i conti con il potere incontrastato della natura e camminare letteralmente sul fondo dell’oceano per riuscire a mettere in atto un piano quasi impossibile.

La pellicola action si presenta con delle buone premesse: la trama seppur semplice e non particolarmente originale, sembra funzionare; i personaggi godono della presenza di due noti attori, ossia Kristen Stewart nei panni del meccanico Norah Price e Vincent Cassel in quelli del capitano Lucien; sono presenti scene d’azione che riescono a tenere alta la tensione dello spettatore. Eppure nonostante tutto ciò, il film non ha avuto buoni riscontri tra critica e pubblico.

Una brutta copia di Alien? È innegabile che il paragone ci sia. Non solo il racconto è alquanto simile, ma anche i personaggi sono fortemente caratterizzati come quelli del film di Ridley Scott. Il personaggio di Norah, appare come la versione sottomarina di Ellen Riplay, con tanto di slip a vita bassa annessi. Per spezzando una lancia a favore dell’attrice di Twilight, si può dire che si è calata particolarmente bene nel personaggio rendendolo comunque abbastanza credibile. Così anche la regia acquista qualche punto. Eubank è riuscito a realizzare un buon prodotto a livello di suspance e di inquadrature claustrofobiche, che trasmettono non poca ansia al pubblico, capaci di far sussultare anche lo spettatore più avvezzo al genere.

Ad alzare decisamente il livello è l’interpretazione di Vincent Cassel. Il perfetto capitano che non abbandonerebbe mai i suoi uomini né tanto meno la nave che sta affondando. Il tutto condito con ironia e humour nero, tipico di queste pellicole, per cercare di allentare la tensione. Questo compito viene affidato a Poul (T.J.Miller), che con le sue battute, i suoi scherni e il piccolo Poul, un coniglietto peluche che si porta sempre con se, cerca di esorcizzare la paura e tranquillizzare i compagni.

Un film che non dà l’impressione di non essere un granché, ma che in realtà nasconde nel profondo un messaggio velato e importante: bisogna avere rispetto della natura che ci circonda, altrimenti le conseguenze potrebbero essere catastrofiche. I trivellatori si sono presi troppo e l’oceano ha risposto togliendogli tutto. In conclusione, la pellicola nel suo complesso è godibile e consigliabile a tutti coloro che sono amanti di questo tipo di genere e non solo. Buona visione!