Categoria: Coppe

  • La Coppa Italia Fracciarossa rimane a Conegliano

    La Coppa Italia Fracciarossa rimane a Conegliano

    [di Emanuela Macrìfoto Riccardo Giuliani] Comunque vada si farà la storia. Quella di Conegliano, per la decima volta consecutiva in finale. E quella di Scandicci, per la prima volta. Qui. Sul campo della Inalpi Arena di Torino davanti a 12.853 spettatori, le telecamere della Rai, a contendersi la Coppa Italia Frecciarossa di A1 volley femminile. Per la storia, comunque andrà. Ed è andata come si poteva immaginare, ma non proprio del tutto. Perché se le pantere di Conegliano hanno alzato la loro ottava Coppa Italia, vero è anche che le ragazze di Scandicci han dato loro filo da torcere, e non poco. In tre set terminati tutti ai vantaggi, con più di un passaggio in cui l’esito sembrava, e poteva, esser diverso. Vediamo come.

    Prosecco Doc A. Carraro Imoco ConeglianoSavino del Bene Scandicci (31-29; 26-24; 27-25)

     

    Gallery fotografica di Riccardo Giuliani  della partita QUI e della festa QUI

    Videointerviste di Emanuela Macrì a Daniele Santarelli QUI e Marco Gaspari QUI

    PRIMO SET –  Infinità e spettacolo

    Primo pallone a terra un servizio out di Maja Ognjenovic per Scandicci che apre il break 4-0 per Conegliano che, subito, fa scattare l’allarme in casa Scandicci e chiamare time out a Marco Gaspari. Con il primo muro del giorno (4-2) di Ekaterina Antropova che, però, non arresta Conegliano. Le venete si portano sull’ 8-4 ma Scandicci torna sotto e, grazie all’attacco in di Antropova, sorpassa 10-11. Scandicci tiene botta davanti e Conegliano rincorre: in finale di set apre l’ errore in parallela out di Gaby 19-20 e sul 19-21 Santarelli da fondo alla scorta di time out. Il resto è un confronto a muro tra le due compagini, Conegliano che soprassa 23-22 con un mini break e Gaspari che chiede il tempo; Caterina Bosetti che rimette in equilibrio, per un parziale set chiuso ai vantaggi da Conegliano con un muro di Gaby. Ma la best score è Avery Skinner con 8 punti.

    SECONDO SET – Scandicci coriacea ma…

    Non si perdono d’animo le toscane e in pochi scambi si trovano a +4 (2-6) con Daniele Santarelli a chiedere il tempo per Imoco. Le sue si rifanno sotto e un attacco out di Skinner è il 6 pari mentre un attacco di Isabelle Haak è il sorpasso 7-6 delle venete. E la richiesta di tempo per Gaspari. Si prosegue poi punto a punto – o quasi: Scandicci viaggia con un vantaggio massimo di +2 quando sul 18-17 c’è il muro del sorpasso veneto firmato da Haak a cui Marco Gaspari risponde con la chiamata a raduno. Nel finale Antropova mette in equilibrio poi fa un passo avanti, con un ace, 19-20. Il 21mo punto toscano è un errore veneto, un malinteso fra Monica De Gennaro e Isabelle Haak e Santarelli ferma tutto. Tempo di dire un paio di cose alle sue e Conegliano torna 23-23, per poi far segnare sul tabellone il 26-24 e portarsi a casa il secondo set.

    TERZO SET – equilibrio, vantaggi e vittoria veneta

    Scandicci parte ancora avanti, la storia si ripete. Ma Conegliano con un muro di Haak passa avanti 8-7. Per una fase, ancora, di punto a punto, e parità (16-16) poi il finale che apre 20-18. E se sembra tutto scritto, no, nulla è detto: Scandicci rimette in equilibrio (21-21) con Lindsey Ruddins e il punto a punto tiene tutti con il fiato. Fino al 27-25, il pallone a terra messo da Chirichella e la festa di Conegliano che inizia.  Con l’alzata di Coppa e il premio MVP per Gaby: 22 punti a referto e tanto spettacolo per tutti.

  • Scandicci va in finale… ma che lotta con Chieri!

    Scandicci va in finale… ma che lotta con Chieri!

    [di Emanuela Macrìfoto Riccardo Giuliani] Porta il nome di Scandicci, la Savino Del Bene Scandicci, il secondo biglietto per la finalissima di Coppa Italia Frecciarossa prevista per domani, domenica 25 gennaio 2026, sul campo della Inalpi Arena di Torino. Un pass ottenuto dopo una lotta durata 5 set, quello conquistato dalle ragazze di coach Marco Gaspari che hanno trovato nelle avversarie della Reale Mutua Fenera Chieri’76 un ostacolo duro da superare. Anche se la testa vola già al match che consegnerà la coppa e le vedrà confrontarsi con la detentrice (nove titoli consecutivi nove!), Prosecco Doc A. Carraro Imoco Conegliano. Ma facciamo un passo alla volta e godiamoci questa sfida tra

    La foto gallery completa del match di Riccardo Giuliani QUI

    Le video interviste di Emanuela Macrì post gara Marco Gaspari QUI e Nicola Negro QUI

    Savino Del Bene ScandicciReale Mutua Fenera Chieri’76: 3-2 (25-22; 22-25; 25-20; 22-25; 15-8)

    PRIMO SET – Scandicci dosa il gas

    Il muro di Emma Graziani per Scandicci è l’avvio di match e di un primo in cui domina una fase studio tra le due formazioni. Con le toscane un passo o più avanti e Chieri lì (8-6) e poca distanza per poi accelerare (9-9) grazie a due punti consecutivi di Anett Nemeth (best score del primo set con 8 punti a referto). Scandicci ci prova, ad andarsene, e Chieri la marca stretta o quasi.  Nel finale che si apre 20-17, è il massimo vantaggio di Scandicci che poi allarga a un +5 (19-24), prevede anche un passaggio radente di Chieri 21-24 e un time out chiesto da Marco Gaspari. Ma le toscane non si lasciano intimorire ed Ekaterina Antropova mette a terra il pallone dell’1 set a 0.

    SECONDO SET – tutto da (ri)fare

    Scandicci avanti e Chieri a ruota. A pochi centimetri. Prima portandosi davanti sul 5-7 e poi con il muro di Nemeth 10-7 a cui Gaspari risponde con un time out. Le ragazze di Nicola Negro, però, non si fermano, e fanno segnare un + 4 sull’11-7. E se Scandicci rialza la testa (buon turno a servizio di Maja Ognjenovic e il muro di Antropova a rimettere il set in parità sull’11-11) il resto è la cronaca di una lotta ad armi pari e coltelli fra i denti, passando da un 14-14 un super punto 14-16 con recupero di pallone quasi a terra e schiacciata di Laura Kunzler per Chieri. Il finale apre sul 19-20 mentre a chiudere è il servizio out di Emma Graziani. 22-25. 1 set pari, tutto da (ri)fare.

    TERZO SET – Scandicci è un muro

    Toscane avanti subito e ancora piemontesi a ruota. Primo passaggio è 8-4 anzi no, il video check dice 7-5 con attacco da Nemeth confermato IN. Scandicci risponde con un muro di Camilla Waitzel (8-5), e poi una serie di block in che alla fine del parziale saranno 5, e con un margine di vantaggio che allarga via via da 11-7, passando per 20-12 fino al massimo distacco, quel 23-14 che apre alla chiusura di Weitzel 25-20, nonostante il buon break di Chieri.

    QUARTO SET – Incertezza e sorpresa

    Chieri non arretra e rilancia. Da subito. con un 1-3 cui Scandicci risponde portandosi 5-5 con un ace di Antropova cui segue un parziale in balletto di rincorse e fughe. Sul 10-8 Negro chiama le sue ma Savino scappa 12-8 sebbene ripresa poco dopo da Chieri 12-12 con Kunzler. Finale in bilico, aperto dal 19-19 passando per 22-22 pari. Ma Chieri, qui, sorprende tutti. E si guadagna il tie break con un break che la porta sul 22-25.

    QUINTO SET – Poca storia. Anzi tanta…

    Scandicci avanti subito 6-3 poi 7-5 (il punto è una palla giudicata in al check). Il 12-7  segna un +5 quale distacco massimo mentre il match point è un ace di Manuela Ribecchi. Un tie break con poca storia, anzi tanta… perché Scandicci vola verso la sua prima, storica, finale in Coppa Italia. E storia sia, allora.

  • Conegliano. È ancora finale in Coppa Italia Frecciarossa

    Conegliano. È ancora finale in Coppa Italia Frecciarossa

    [di Emanuela Macrìfoto Riccardo Giuliani] Il fine settimana di Coppa Italia Frecciarossa parte con il botto. Con la prima semifinale, quella che non ti aspetti e che mette subito all’angolo una delle grandi protagoniste del volley italiano: c’è un solo pass per la finale e a giocarselo sono le due squadre che nelle ultime edizioni la Coppa se la sono contesa a più riprese ovvero Prosecco Doc A. Carraro Imoco Conegliano e Igor Gorgonzola Novara. Un dentro – o – fuori da brivido che accende un’Inalpi Arena di Torino colorata e festante. Caldissima. Come si preannuncia un match che non delude le aspettative.

    In finale ci va, ancora e per la decima volta consecutiva, Conegliano. Che si prende il lusso di chiudere in 3 set una gara tra le stelle.  Con le mascotte in capo ad attendere lo starting six e via!

    Foto gallery del match di Riccardo Giuliani QUI

    Video interviste di Emanuela Macrì a Cristina Chirichella QUI e Federica Squarcini QUI

    Prosecco Doc A. Carraro Imoco Conegliano Igor Gorgonzola Novara 3-0 (25-23; 25-20; 25-21)

    Primo set – SI STUDIA

    Al servizio Conegliano con Cristina Chirichella ma il primo pallone a terra è di Novara con Tatiana Tolok. Il primo muro, ancora Igor, di Federic Squarcini (3-0) ma poi è Gaby che ferma la marcia di Novara e Isabelle Haak che rimette in pari il match. Con un sostanziale equilibrio accompagna tutto il set (7-7 e 10-10). Campanello d’allarme in casa Igor con Conegliano avanti di 3 lunghezze (13-16) e Bernardi a richiamare le sue ragazze in un time out che non sortisce l’effetto desiderato: un (altro) muro di Conegliano, infatti, apre all’ultimo scorcio di un set (16-20) poi vinto da una Conegliano a trazione Haak (8 punti per la numero 11 gialloblu anche se il best score è di Tolok con 9 punti all’attivo) mentre una nuvola passa nel cielo di Santarelli: Sara Bonifacio mura un 22-23 che fa chiamare il time out per un’Imoco che poi rimette la marcia ma si arresta, di nuovo sul 23-24 Chiude Zhu Ting con 25-23.

    Secondo set – CONEGLIANO. E POCA STORIA

    Avanti con l’equilibrio fino al 10-7 con richiesta di video check che conferma il punto (a muro) e punteggio per Conegliano mentre sull’11-8 arriva il tempo discrezionale richiesto dalla panchina di Novara. Imoco rimane, comunque, davanti di un paio di lunghezze, allungando 16-12 per poi doversi difendere dai denti di Novara (16-15). Il 18-5 è allarme rosso in casa Igor che chiede il secondo time out a disposizione. Ma il finale di apre, di nuovo, 20-16 e chiude, con un 25-20, questa volta, di Fahr, con una Conegliano che vede più voci con Chirichella e Haak a 4 punti per una mentre Novara conta, ancora, su un’ottima Tolok con 7 palloni a terra.

    Terzo set – TUTTO MOLTO FACILE

    Conegliano con il piede pesante sull’acceleratore. Avanti subito (con 5-2 e il tempo chiesto da Lorenzo Bernardi) passando per un 8-3 poi 12-7 che segnano il +5 come distacco massimo tra le due compagini, in un set mai in discussione, senza grandi sorprese, scossoni, bellezza. Il finale si pare con un 20-15 che sa di sentenza. Non fosse per il muro, spettacolare, di Lina Alsmeier che con un 20-17 sembra riaprire cielo e speranze. Ma è solo il canto del cigno. Sebbene Novara accorci le distanze (20-19) complice anche un attacco out di Imoco che poi, però, non perde filo e segno e chiude 25- con Gaby 25-21.

  • Aquila Basket, a Trento la prima storica Coppa Italia

    Aquila Basket, a Trento la prima storica Coppa Italia

    [Redazione – fonte Dolomiti Energia Trentino] Una domenica in cui si scrive la storia. Quella di una società, l’Aquila Basket e della sua squadra la Dolomiti Energia Trentino conquista il suo primo titolo di Campione della Coppa Italia, con un tabellone a scandire una vittoria netta, per 63-79 su Olimpia Milano, al termine di una partita che meritava un pubblico come quello che ha riempito la Inalpi Arena di Torino. Una serata incredibile, una pagina di storia scritta con cuore e determinazione. Un successo costruito su una difesa straordinaria e su un attacco fluido e corale, con una squadra capace di muovere la palla in maniera eccellente e di trovare protagonisti diversi in ogni momento chiave del match. A coronare il trionfo bianconero con Forray ad alzare la coppa, arrivano anche i premi individuali della Frecciarossa Final Eight 2025. L’MVP delle Final Eight e miglior assistman del torneo è Quinn Ellis che gioca una Coppa Italia incredibile. Il premio di miglior giocatore italiano va a Saliou Niang, protagonista assoluto nella cavalcata trentina. Infine, il titolo di miglior difensore del torneo è conquistato da Myles Cale, che con il suo contributo fondamentale ha dato solidità e intensità alla squadra per tutto il torneo.


    LA CRONACA – La Dolomiti Energia Trentino parte con: Ellis, Cale, Pecchia, Lamb e Mawugbe mentre Milano risponde con: Mannion, Bolmaro, Shields, Leday e Gillespie.

    Bolmaro apre la finale con i primi due punti dell’incontro, ma Ellis risponde subito con una schiacciata in transizione. Gillespie appoggia due punti da sotto, ma ancora Ellis, questa volta subendo il fallo, riporta avanti i bianconeri. Lamb e Cale allungano il vantaggio portando la Dolomiti Energia Trentino sul 4-9, costringendo coach Messina a chiamare timeout. Al rientro in campo, Ford firma quattro punti consecutivi, ma Shields risponde subendo fallo e completando il gioco da tre punti. Mirotic si iscrive a referto con un canestro da due e poco dopo realizza dalla lunetta per il 11-13. Ancora Mirotic pareggia il punteggio a cronometro fermo, ma Trento chiude il primo quarto avanti 14-15.

    Ellis apre il secondo quarto con un canestro dalla media, ma Bolmaro risponde subito con una giocata di grande classe. Lamb colpisce dall’arco, poi Leday si iscrive a referto prima che Bolmaro pareggi i conti e Ricci con una tripla porti Milano sul 23-20. Trento reagisce con Mawugbe, che inchioda una schiacciata a due mani, e con Ford, che firma il sorpasso bianconero. Leday realizza un canestro di grande tecnica, ma Ford replica con una tripla. Milano risponde con un gioco da tre punti di Leday e con Mirotic in lunetta, riportandosi sul +3. La Dolomiti Energia Trentino, però, non si lascia intimorire e chiude il primo tempo con un parziale di 0-10, culminato dal canestro sulla sirena di Zukauskas, che manda i bianconeri all’intervallo in vantaggio 31-38.

    Ellis inaugura il secondo tempo con un elegante palleggio, arresto e tiro, ma Gillespie risponde subito con una schiacciata. Lamb realizza con un floater, ma Milano accorcia con il semigancio di Leday, seguito da Shields e da un altro canestro di Leday, che completa il gioco da tre punti riportando l’Olimpia sul -2. Trento reagisce con un altro grande parziale: Ford, Zukauskas ed Ellis firmano il nuovo allungo bianconero, portando la Dolomiti Energia sul +11. Mirotic prova a tenere Milano in partita con un 2/2 dalla lunetta, ma ancora Lamb, con un prezioso rimbalzo offensivo e un appoggio a canestro, manda Trento all’ultimo intervallo avanti 48-59.

    Ford apre l’ultimo quarto con una tripla dall’angolo, poi Tonut segna dopo un rimbalzo offensivo. Mawugbe, su assist di Ellis, schiaccia con autorità a due mani e poco dopo lo stesso Ellis realizza una tripla che vale il 50-67, costringendo coach Messina a chiamare timeout. Milano prova a reagire con Shields, che trova la via del canestro in penetrazione, ma Niang risponde subito. Ricci dalla lunetta fa 2/2, seguito da Mirotic, che accorcia ulteriormente fino al 58-69. Ancora Mirotic, glaciale ai liberi, porta Milano a -9, ma Niang inchioda una schiacciata spettacolare e poco dopo Cale realizza la tripla del 60-75, mettendo una seria ipoteca sul titolo. Negli ultimi istanti, Niang chiude la partita dalla lunetta con freddezza e al suono della sirena la Dolomiti Energia Trentino può finalmente festeggiare: è campione per la prima volta nella sua storia, battendo Milano 63-79 in una finale indimenticabile!


    EA7 EMPORIO ARMANI MILANO DOLOMITI ENERGIA TRENTINO 63-79

    (14-15, 31-38; 48-59)

    EA7 Emporio Armani Milano: Dimitrijevic 1, Mannion 2, Tonut 3, Bolmaro 7, Leday 12, Ricci 5, Flaccadori, Diop, Caruso N.E, Shields 9, Mirotic 20, Gillespie 4. Coach Messina.

    Dolomiti Energia Trento: Ellis 14, Cale 9, Ford 23, Pecchia, Niang 8, Forray 1, Mawugbe 4, Lamb 12, Zukauskas 8, Hassan. Coach Galbiati.

  • Coppa Italia Frecciarossa, è ancora, è sempre Conegliano

    Coppa Italia Frecciarossa, è ancora, è sempre Conegliano

    [di Emanuela Macrì – foto Riccardo Giuliani per Get Sport Media] I miracoli, a volte accadono. Ma non oggi. Perché oggi è ancora una volta) la Prosecco Doc Imoco Conegliano ad alzare la (sua settima nonché sesta consecutiva) Coppa Italia, conquistata in tre set su una Numia Vero Volley Milano capace di tener testa alle venete. Molto più e meglio di quanto racconti qualsivoglia tabellino. La festa, però, è gialloblu. È della squadra che commette meno errori, che si distrae meno e che distribuisce più il gioco. Di quella che… scopriamolo:

    Prosecco Doc Imoco Conegliano – Numia Vero Volley Milano 3-0 (37-35; 25-20; 25-20)

    La foto gallery di Ricardo Giuliani della partita QUI e della festa QUI

    La video intervista a Daniele Santarelli nel dopo gara QUI

    Match aperto da un attacco vincente di Laura Heyrman per il punto di una Milano in vantaggio, che da minimo va allargandosi fino al +4 (12-16) che vede rispuntare e ritornare Conegliano. Per una fase di equilibrio che porta il set ai vantaggi chiuso, dopo un numero non rilevato di palle set, da un attacco di Gabi per un 37-35 che racconta al meglio la prima parte (e mezza) della partita.

    Nel secondo parziale Conegliano è subito avanti (4-1) mentre le ragazze di Stefano Lavarini riescono a ricucire lo strappo (5-4) per poi perdere quanto conquistato (12-8 c’è il time out chiesto da Milano). Seguono due importanti break. Quello di Milano dal 14-9 al 14-13, e quello dell’Imoco dal 18-16 al 22-16 quando un attacco in diagonale out di Isabelle Haak (MVP del match)  interrompe la striscia positiva di Conegliano che, ad ogni buon conto, sigilla il tutto con 25-20, un attacco out di Paola Egonu (che chiuderà con 24 punti, best score).

    La terza frazione di gioco svela un ritmo più frizzante da subito, al netto del tabellone. Quello, però, dice di una Imoco sempre davanti mentre Milano perde via via smalto. Dall’8-7, distanza minima, al 20-14 vantaggio massimo. Sul 22-19 Santarelli richiama le sue giocatrici, per fermare qualsiasi velleità di Milano, che dal 22-26 si era fatta sotto con due punti di Egonu e uno di Miriam Sylla. Il resto è nelle mani di Zhu Ting che mette a terra due dei tre palloni che portano alla fine del set. A quell’ultimo attacco, proprio della giocatrice cinese, che finalizza il servizio di Sarah Fahr mettendo fine ai giochi con un 25-20 che significa Coppa Italia Frecciarossa, palco e medaglie. Festa.

  • Omag San Giovanni in Marignano, una Coppa Italia Frecciarossa senza dubbi

    Omag San Giovanni in Marignano, una Coppa Italia Frecciarossa senza dubbi

    [di Emanuela Macrì – foto Riccardo Giuliani per Get Sport Media] Una finale che si ripete. Quella dei sestetti di Trento e San Giovanni in Marignano che già nell’edizione 2019/20 si erano trovati sul campo di Busto Arsizio per una Coppa di serie A2 poi vinta dalla formazione trentina. Questa volta, però, la storia è diversa. Perché il Trofeo si tinge di bianco-azzurro e prende la via della Romagna. Con un 3-0 netto, in discussione solo negli ultimi palloni dell’ultimo set, chiuso ai vantaggi. Ma vediamo come è andata.

    La gallery fotografica di Riccardo Giuliani per Get Sport Media QUI

    Le interviste post gara di Massimo Bellano QUI e Davide Mazzanti QUI

    Omag – MT San Giovanni in Marignano – Itas Trentino 3-0 (25-20; 25-23; 28-26)

    Un primo set a muro, aperto dal punto di Trento (con il muro) e di Giulia Marconato e chiuso da San Giovanni con (il muro) di Anna Piovesan. In mezzo una fuga, dai primi punti, delle romagnole, raggiunte in più occasioni dalle trentine (12-12 e 17-17) e superate (14-16) ma capaci di tornare a premere sull’acceleratore e portare a casa il parziale per 25-20. Nel secondo parziale Trento inizia bene e tiene altrettanto – anche quando le ragazze di Bellano cercano il sorpasso – per poi tentare un colpo di coda, con un recupero da 24-20 a 24-23 sprecato, poi, dal servizio in rete di Emilia Weske (comunque la migliore delle sue a fine partita con 17 punti a referto) che consegna nelle mani delle romagnole il set per 25-23. Un errore da fondo campo, lo stesso errore di Alice Nardo al rientro in campo, per una San Giovanni che rimane un passo indietro all’Itas fino all’equilibrio che caratterizza tutta la metà del set. Fino a quel finale che sembra dare ragione alla formazione dell’Omag, non fosse per il videocheck che conferma un tocco a muro sul matchball e allunga l’attesa. Si va ai vantaggi e le palle match cambiano campo un paio di volate. Fino al mani fuori di Anna Piovesan (28-26), miglior realizzatrice della gara con 20 punti all’attivo. E una coppa da mettere in bacheca con San Giovanni tutta e compagne.

  • Conegliano vs Milano in finale. A chi va la Coppa Italia Frecciarossa 2024/25?

    Conegliano vs Milano in finale. A chi va la Coppa Italia Frecciarossa 2024/25?

    [di Emanuela Macrì – foto Riccardo Giuliani per Get Sport Media] Il campo dell’Unipol Arena di Casalecchio di Reno dice che alla finale di Coppa Italia Frecciarossa edizione 2024/25 sono le formazioni di Prosecco Doc Imoco Conegliano (vincente su Igor Gorgonzola Novara) e Numia Vero Volley Milano (vincente su Savino del Bene Scandicci). Al termine di due semifinali di verso opposto, con una vittoria netta nella prima e una partita decisa all’ultimo nel secondo caso. Davanti al pubblico delle grandi occasioni in un palazzetto che domani si vestirà a festa. E sarà festa, comunque andrà. Ma oggi, intanto, è andata così’.

    Prosecco Doc Imoco Conegliano – Igor Gorgonzola Novara 3-0 (25-21; 25-23; 25-23)

    Ad aprire match e partita è il pallonetto a terra di Gabi, per una Conegliano sempre un passo avanti, fin dai primi scambi. A metà set il gap è di 8 punti che, però, nel giro di pochi minuti e per mezzo di qualche break di Novara vede il tabellone segnare un interessante 19-18grazie al muro di Sara Bonifacio. Ma a chiudere è l’altra Sarah, Fahr, con un attacco vincente per il 25-21, definitivo. Secondo set Novara inizia con un piede avanti ma Imoco riprende da dove aveva lasciato e dal 10-6 e, tra qualche errore ma pure qualche recupero (17-16 e poi 22-21) di terreno da parte delle ragazze di Lorenzo Bernardi, costruisce un set che sembra avviato a un finale che invece non è. Il 23-23 impedisce la passeggiata delle venete che poi, però, chiudono 25-23 con il pallone a terra di Isabelle Haak. Terzo set, Novara tira sù la testa. Con un +4 ad aprire (1-5) che non impedisce alle ragazze di Santarelli di ricucire, rimettere la situazione in equilibrio (dal 12-12 al 17-17) per poi lottare contro una Novara che non lasciare nulla di intentato (23-22 e 24-23) ma poi il biglietto per la finale è di Conegliano.

    Mvp di una partita all’insegna dei minibreak, rincorse e recuperi, è Sarah Fahr. Il grande assente, il punto diretto da fondo campo. In tre set giocati e 106 palloni a terra, infatti, nemmeno un ace a referto.

    Le foto di Riccardo Giuliani per Get Sport Media QUI

    Le video-interviste di Lorenzo Bernardi QUI e Monica De Gennaro QUI

    Savino del Bene Scandicci – Numia Vero Volley Milano (21-25; 25-19; 23-25; 25-19;

    Apre l’ace (proprio lui il non pervenuto del pomeriggio, fino a qui!) di Britt Herbots per una Scandicci avanti da subito (11-6) contro una Milano che, comunque non desiste: prima raggiunge le avversarie (14-14), poi tenta il sorpasso 14-15 e quindi la fuga (15-18). Ma Scandicci è lì 18-19 e tutto riparte dal 20-20. Con Milano che ne approfitta, non lascia passare nulla e chiude 21-24 con un errore al servizio di Herbots, lei che a segno proprio da fondocampo aveva aperto. Nel secondo set Milano continua la marcia e sull’1-5 coach Marco Gaspari chiama un time out che, dopo qualche scambio, rimette in marcia Scandicci, dall’1-7 al 7-9 per poi arrivare sull’11-11 e ribaltare la situazione (14-11). Il finale muove da un rassicurante 20-15 che diviene, da lì a poco, un – ancor più rassicurante – 24-16 o, meglio, definitivo 25-19. Il terzo parziale è un ribaltamento di fronti da far girare la testa. Se inizia con il vantaggio di Scandicci (8-6) si prosegue con quello di Milano (9-10) passando per l’equilibrio dal 16-16 al 18-18 fino alla zampata di Milano che dopo il muro di Laura Heyrman del 21-23, approfitta di un pallone in rete, quello del servizio di Emma Graziani, per portarsi a casa il set 23-25. Nel quarto set, poco da rilevare. Se non il punteggio finale (25-19) e la decisione dell’assegnazione del secondo biglietto per la finale di domani affidata al tie break. Un quinto parziale che rispecchia l’andamento della partita, incerto e sorprendente ma che alla fine per 12-15 decreta Milano seconda finalista.

    Le foto di Riccardo Giuliani per Get Sport Media QUI

    Le video-interviste di Marco Gaspari QUI e Stefano Lavarini QUI

     

  • La Del Monte Coppa Italia è di Civitanova

    La Del Monte Coppa Italia è di Civitanova

    [Redazione – fonte  e foto LegaVolley] La finale che pochi si aspettavano, oltre 9000 spettatori e 15 set in 3 gare e in due giorni di Final Four di Del Monte® Coppa Italia giocata all’Unipol Arena di Bologna. Ad alzare la coppa, alla fine sarà la Cucine Lube Civitanova che dopo aver superato Sir Susa Vim Perugia nella semifinale del sabato, si impone al tie break sulla Rana Verona, vincente nella giornata di sabato sull’Itas Trentino.

    La società marchigiana, da oggi, ha dunque un altro trofeo a riempire la bacheca, al termine di un match che li vedeva avanti di due set, ma poi raggiunti dalla formazione allenata da Radostin Stoytchev e costretti a un quinto set poi vinto.

    Due muri e un ace lanciano subito i marchigiani sul 5-1, ci prova Keita con due punti di fila a non far scappare gli avversari (7-6). Rana Verona passa in vantaggio sul 13-15 su un insidioso turno in battuta di Zingel (time out Medei). La Lube reagisce (22-21), ai vantaggi Boninfante mura Mozic (26-24).

    Tra primo e secondo set un applauso scrosciante è stato tributato dagli spettatori dell’Unipol Arena a Giulia Ghiretti, medaglia d’oro paralimpica ai Giochi Olimpici di Parigi 2024 nei 100 metri rana SB4, che ha seguito la partita a bordo campo.

    Il sestetto di Stoytchev prende un break in avvio di secondo set fino al 6-8, poi un break di 4-0 dei cucinieri costringe il tecnico bulgaro al time out. Il parziale diventa di 6-0 (12-8) ma la Lube non scappa (13-12, time out Medei). Il nuovo strappo allungo di Balaso e compagni (16-12) diventa un macigno per i veneti, 25-15 con il muro di Gargiulo e Cucine Lube avanti 2-0.

    Spettacolo e difese, di Balaso su tutti, nella prima parte di terzo set che vede un sostanziale equilibrio fino al primo break targato Rana Verona (12-14, time out Medei). Mozic e compagni vogliono riaprire il match e riescono nell’intento, sospinti da un inarrestabile Keita, anche se Nikolov con tre ace di fila mette paura ai veneti (23-25).

    Un Video Check premia Rana Verona che parte forte (1-5) anche nel quarto set con Keita scatenato dalla zona uno (5-12). C’è Nikolov come opposto nelle fila di Civitanova per tentare il recupero (11-17) che riesce solo parzialmente e così, per la terza volta in due giorni, si va al quinto set.

    Le difese di Balaso e gli attacchi di Nikolov danno un vantaggio alla Lube che va sull’8-5 al cambio di campo e non si scompone: Bottolo mette out il primo set point, sul secondo lo stesso schiacciatore marchigiano spara a terra la pipe del successo, quello che fa esultare a gran voce la tifoseria di Civitanova e tutta la tifoseria marchigiana a sostegno degli uomini di Medei.

    Finale – Del Monte® Coppa Italia SuperLega
    Cucine Lube Civitanova – Rana Verona 3-2 (26-24, 25-15, 23-25, 21-25, 15-10)

    MVP: Fabio Balaso (Cucine Lube Civitanova)

    Cucine Lube Civitanova – Rana Verona 3-2 (26-24, 25-15, 23-25, 21-25, 15-10) – Cucine Lube Civitanova: Boninfante 2, Bottolo 19, Gargiulo 9, Lagumdzija 8, Loeppky 17, Chinenyeze 8, Bisotto (L), Orduna 0, Balaso (L), Hossein Khanzadeh 0, Nikolov 16, Dirlic 1, Podrascanin 0. N.E. Tenorio. All. Medei. Rana Verona: Abaev 4, Mozic 13, Cortesia 2, Jensen 4, Keita 30, Zingel 4, Baschera (L), D’Amico (L), Chevalier 0, Sani 5, Spirito 1, Vitelli 3. N.E. Bonisoli, Zanotti. All. Stoytchev. ARBITRI: Simbari, Goitre. NOTE – durata set: 28′, 23′, 26′, 29′, 17′; tot: 123′.

  • Coppa Italia Frecciarossa 2024: Conegliano, ancora tu!

    Coppa Italia Frecciarossa 2024: Conegliano, ancora tu!

    [di Emanuela Macrìfoto Riccardo Giuliani per Get Sport Media] “Domani si ricomincia da zero” diceva Marco Gaspari al termine della semifinale di sabato, dopo aver strappato uno dei due pass per la finale di Coppa Italia Frecciarossa 2024. Dopo che la sua Allianz Vero Volley Milano era riuscita ad aver la meglio, al termine del quinto set, sulla Savino Del Bene Scandicci guidata da Massimo Barbolini. Vita migliore, invece, per Daniele Santarelli e la sua Prosecco Doc Imoco Conegliano che chiudevano la pratica in tre comodi set, mai in discussione, ai danni della Reale Mutua Fenera Chieri. Ma domani è oggi, il PalaTrieste è sold out con 6.743 presenti e si ricomincia da zero sì, ma si arriva a cinque, set. Quelli necessari a Santarelli, Wolosz MVP e compagne per avere la meglio sulle avversarie e avere, di nuovo e per la sesta volta, la Coppa Italia tra le mani e in bacheca.

    Fotogallery di Riccardo Giuliani per Get Sport Media festa Imoco QUI e della finale QUI

    Le video interviste post gara di Daniele Santarelli QUI Alessia Gennari QUI Monica De Gennaro QUI

    Prosecco Doc Imoco ConeglianoAllianz Vero Volley Milano 3-2 (25-21; 22-25; 25-19; 15-11)

    Primo set – Milano sbaglia, Imoco no

    Inizia con un servizio in rete di Alessia Orro il match e con Conegliano subito avanti. Le lombarde rincorrono per tutto il parziale ma le venete si tengono a una distanza di sicurezza, incrementando un vantaggio che dal 10-6 (e chiamata di time out di Gaspari) arriva al +8 (19-11). A pesare sono i tanti errori di Milano e non basta una super Brenda Castillo perché Imoco difende tutto e recupera di più. Ma quando tutto sembra scritto Milano torna (in sé) accorcia le distanze e da 20-12 si porta a 21-19 per il time out di Santarelli. Ma poi Egonu e compagne si distraggono e il set ball è di Sarah Fahr.

    Secondo set – Inversione di tendenza

    Avvio di parziale con qualche inciampo Conegliano e Milano ne approfitta. Mantenendo un vantaggio che, però, non supera mai il +3. Imoco però si riprende e riprende quota, il pari 16 è di Sarah Fahr e il sorpasso 17-16 di Isabelle Haak ma Paola Egonu riporta la parità. Ci si gioca tutto dal 20 pari con Milano che spinge e il 21-23 è una parallela perfetta di Egonu (la migliore delle sue con 9 punti personali) che replica con un pallone a terra all’incrocio delle linee di fondo campo. Il set ball (22-25) di Milano, invece, è un servizio in rete di Marina Lubian.

    Terzo set – Imoco senza appello

    Break veneto per iniziare (4-0) a segnare un vantaggio che poi viene mantenuto e incrementato (14-7). Qualche errore al servizio per Milano che poi cerca di riagganciare le avversarie (20-16). Il set ball (25-19) è un mani fuori di Robinson Cook che beneficia, però, di un recupero a fondo campo di Monica De Gennaro.

    Quarto set – Milano ci crede (e fa bene)

    Milano entra in campo e alza subito la voce (6-9) e Conegliano chiede tempo. Per riflettere, rimettere in ordine gioco e idee. Ma se il muro 11-7 di Raphaela Folie sembra dare una certa piega al set, una parallela di Robinson Cook (16-15) sembra portate la barra del timone in verso contrario. Ma Egonu mura Plummer (20-16) e poi firma un ace (22-17) che vale un set, il quarto poi vinto 19-25 con un muro con urlo di Miriam Sylla. E il quinto, chiamato al verdetto definitivo.

    Quinto set – Tanta Conegliano

    Dopo un avvio punto a punto il 4-5 è un muro, il secondo del set di Folie. Ma il sorpasso veneto non si fa attendere ed è Alessia Gennari (7-6), “un coniglio estratto dal cilindro” come dirà poi Santarelli, a firmarlo. Da qui l’accelerazione delle venete, aiutate da qualche errore di troppo nella metà campo lombarda. Fino all’ultimo errore, quel che segna 15-11 sul tabellone, la fine della partita che assegna la Coppa Italia Frecciarossa 2024 e l’inizio della festa gialloblu.

  • Del Monte Coppa Italia, la prima finalista è Monza

    Del Monte Coppa Italia, la prima finalista è Monza

    [di Emanuela Macrì – foto Riccardo Giuliani per Get Sport Media] Tre partite, due giorni di gare, il primo trofeo 2024 da assegnare in 3, 2…1! All’Unipol Arena di Casalecchio sul Reno sono però quattro le squadre a contendersi la Coppa Italia di SuperLega in un sabato da leoni che assegna il pass per la finale in programma nel pomeriggio di domenica 28 gennaio. Itas Trentino e Mint Vero Volley Monza per la prima semifinale e il campo che domani rivedrà la formazione di coach Massimo Eccheli, vittorioso sul sestetto trentino, al termine di cinque, inaspettati, set.

    Tutte le foto di Riccardo Giuliani QUI

    Le interviste post partita di Emanuela Macrì a coach Eccheli  QUI e al libero Gaggini QUI

    Itas Trentino vs Mint Vero Volley Monza  (25-23; 13-25; 25-23; 23-25; 9-15)

    Primo set: studio e incertezza. Parte bene la formazione trentina con il primo punto del match, un attacco di Daniele Lavia seguito da un muro dello stesso numero 15 a cui poi segue un set incerto fino all’ultimo pallone. Fatto di fughe da parte di entrambe le formazioni e di, conseguenti, rincorse e recuperi. Situazioni di sostanziale equilibrio, con un emblematico 23-23 poi sbloccato da quel servizio di Lavia fischiato out ma, al controllo del challenge, risultato sulla linea. Un verdetto che, di fatto, riapre un set chiuso dal muro, potente, di Kamil Rychlicki

    Secondo set: tutto Monza. Tutto un set nel segno della riscossa del sestetto di Massimo Eccheli da subito a prendersi un vantaggio che poi non lascia più. Segnando con il set point il vantaggio massimo (+12) in un parziale senza contradditorio. Un set che si decide, di fatto con il muro di Gianluca Galassi – meglio di lui, nel set, solo Eric Loepply con 6 punti e 83% in attacco (12-17) e l’attacco da seconda linea di Michieletto che pesta la linea (conferma del challenge) per un 12-18 che suona da sentenza. Trento si distrae Monza rimane concentrata chiudendo 13-25.

    Terzo set: Trento torna. Subito e a dar segni di vita ma con il fiato sul collo dei lombardi per una fase di equilibrio inziale che non dà segni di sbocco nel proseguo: si arriva, punto a punto, fino a muro di Jan Kozamernik per il 17-15 che porta al time out chiesto dalla panchina di Monza ma anche a un vantaggio che Trento gestisce per qualche scambio. Poi il 20-20 fa chiamare il tempo a Fabio Soli e innestare la marcia ai suoi che chiudono, con un errore al servizio degli avversari 25-23.

    Quarto set: situazione invariata con il vantaggio minimo di Trento che poi apre il gas (10-6) e marcia costante – solo un attacco da seconda linea di Eric Loepply (15-14) fa chiamare time out – mentre il resto del set sembra a favore dei gialloblu. Ma il finale è un colpaccio di Monza: prima un challenge porta il 22-21 anziché il 23-20, poi i lombardi si prendono il 23-23 e finiscono l’opera con un no touch a muro sentenziato dal challenge (23-24) e un errore avversario per il 23-25 che fa rima con tie break.

    Quinto set: punto a punto. Poca cronaca e tanta attesa, di vedere un finale che si rivela puro spettacolo. Perché se l’ace di Galassi (4-5) è benzina, l’attacco di Gabriele di Martino (5-6) è la chiave di (s)volta. A cui si aggiunge il salvataggio a una mano del libero lomabrdo Marco Gaggini  per il 6-10, l’azione che meglio racconta un tie break che termina con la palla a metà rete nel servizio di Daniele Lavia. E un arrivederci, a domani. Quello di Monza all’Unipol Arena.