Categoria: Nazionale

  • VNL 2021: Ufficiali le pool

    VNL 2021: Ufficiali le pool

    La FIVB ha ufficializzato le settimane di gioco e i paesi ospitanti della prossima edizione della Volleyball Nations League. In sostanza la Federazione Internazionale ha confermato i raggruppamenti dell’edizione 2020 poi annullata causa pandemia Covid-19 con le date leggermente anticipate rispetto a ciò che comunicò circa un anno fa. Il torneo femminile prenderà il via l’11 maggio mentre quello maschile il 14. Le Fasi Finali, donne in Cina e uomini in Italia, si terranno dal 23 al 27 giugno.
    Le sedi italiane saranno Verona per il torneo femminile e Ancona per quello maschile.
    Le azzurre di Mazzanti, dopo il girone iniziale in Italia (Verona 11-13 maggio), si sposteranno nell’ordine in Brasile (Brasilia 18-20 maggio), in Germania (Rostock 25-27 maggio), in Cina ad Hong Kong (1-3 giugno) e in Thailandia (8-10 giugno).
    Gli azzurri di Blengini, invece, cominceranno il loro cammino in Polonia (14-16 maggio) e poi giocheranno in Italia (Ancona 21-23 maggio), in Giappone (Kyoto 28-30 maggio), in Cina (Tianjin 4-6 giugno) e in Brasile (Campogrande 11-13 giugno).

    Il CALENDARIO DI GIOCO DELLA VNL 2021 (In grassetto i paesi ospitanti)

    TORNEO FEMMINILE

    Week 1 (11-13 maggio)
    Cuiaba (BRA): Brasile, Stati Uniti, Canada, Rep. Dominicana
    Apeldoorn (OLA): Olanda, Germania, Russia, Belgio
    Verona (ITA): Italia, Serbia, Turchia, Polonia
    Ningbo Beilun (CINA): Cina, Giappone, Corea del Sud, Thailandia

    Week 2 (18-20 maggio)
    Bruxelles (BEL): Belgio, Corea del Sud, Polonia, Rep. Dominicana
    Tianjin (CINA): Cina, Germania, Turchia, Canada
    Brasilia (BRA): Brasile, Italia, Giappone, Russia
    Nis (SRB): Serbia, Olanda, Thailandia, Stati Uniti

    Week 3 (25-27 maggio)
    Ottawa (CAN): Canada, Olanda, Giappone, Polonia
    Ankara (TUR): Turchia, Thailandia, Russia, Rep. Dominicana
    Macao (CINA): Cina, Brasile, Serbia, Belgio
    Rostock (GER): Germania, Italia, Corea del Sud, Stati Uniti

    Week 4 (1-3 giugno)
    Wichita (USA): Stati Uniti, Turchia, Giappone, Belgio
    Ufa (RUS): Russia, Corea del Sud, Serbia, Canada
    POLONIA: Polonia, Germania, Thailandia, Brasile
    Hong Kong (CINA): Cina, Italia, Olanda, Rep. Dominicana

    Week 5 (8-10 giugno)
    Phuket (THA): Thailandia, Italia, Belgio, Canada
    Seoul (KOR): Corea del Sud, Brasile, Olanda, Turchia
    Jiangmen (CINA): Cina, Russia, Stati Uniti, Polonia
    Toyama (JPN): Giappone, Germania, Serbia, Rep. Dominicana

    FINALI: dal 23 al 27 giugno in Cina

    TORNEO MASCHILE

    Week 1 (14-16 maggio)
    STATI UNITI: Stati Uniti, Brasile, Argentina, Canada
    GERMANIA: Germania, Francia, Australia, Bulgaria
    POLONIA: Polonia, Serbia, Italia, Slovenia
    Jiangmen (CINA): Cina, Iran, Giappone, Russia

    Week 2 (21-23 maggio)
    Ancona (ITA): Italia, Iran, Canada, Bulgaria
    Yaroslavl (RUS): Russia, Polonia, Stati Uniti, Australia
    Brasilia (BRA): Brasile, Serbia, Francia, Giappone
    Ningbo Beilun (CINA): Cina, Argentina, Germania, Slovenia

    Week 3 (28-30 maggio)
    Lubiana (SLO): Slovenia, Russia, Francia, Canada
    Kraljevo (SRB): Serbia, Stati Uniti, Iran, Germania
    POLONIA: Polonia, Cina, Brasile, Bulgaria
    Kyoto (JPN): Giappone, Argentina, Australia, Italia

    Week 4 (4-6 giugno)
    Toyama (JPN): Giappone, Germania, Polonia, Canada
    San Juan (ARG): Argentina, Serbia, Russia, Bulgaria
    Tehran (IRI): Iran, Brasile, Australia, Slovenia
    Tianjin (CINA): Cina, Stati Uniti, Italia, Francia

    Week 5 (11-13 giugno)
    Calgary (CAN): Canada, Serbia, Australia, Cina
    Campo Grande (BRA): Brasile, Italia, Germania, Russia
    BULGARIA: Bulgaria, Giappone, Slovenia, Stati Uniti
    FRANCIA: Francia, Argentina, Iran, Polonia

    FINALI: dal 23 al 27 giugno in Italia

  • Italia senza paura, domata dalla Polonia solo alla fine di un lungo tie break

    [di Emanuela Macrì – foto Riccardo Giuliani per Get Sport Media] L’emozione che non ti aspetti ma che speri di trovare in un tie break. E se vi siete persi questa Italia – Polonia beh, cercate un modo per poterla rivedere. Tutta, si intende. Con scorta di pop corn per il finale. Perché se qualche rammarico dopo la sconfitta di ieri rimediata contro l’Argentina di Mendez ci poteva stare, qui no. Lo spazio se lo prende tutto lo spettacolo della reazione, delle reazioni, azzurre. Tutto cuore e nervi d’acciaio, anche se poi finisce che un video challenge ti annulla il match point e la vittoria termina nella mani avversarie. A pesare nel bilancio di un weekend di VNL, alla fine, sono un urlo cacciato al cielo, mani e stomaci a gridare all’unisono. A rispondere, sotto di quattro lunghezze su un avversario a soli 5 palloni dalla vittoria. A dire che no, non chiamatela baby Italia, perché non vi risponderà. Non più.

    Fotogallery della partita, di Riccardo Giuliani
    Video interviste a Gianlorenzo Blengini e Matteo Piano su https://www.facebook.com/getsportmedia/

    Cronaca, a seguire
    ITALIA – POLONIA 2-3 (25-23; 22-25; 25-23; 21-25; 23-25)

    PRIMO SET – Italia: cuore, muro e difesa
    Il primo punto del parziale e della sfida è dei campioni del mondo in carica a cui risponde, subito, un attacco block out di Oleg Antonov sul muro a 3 avversario. Un inizio in equilibrio come tutta la prima parte del parziale, poi a favore dell’Italia già dal 7-5, quel tocco sul muro e punto azzurro confermato dal video challenge, con qualche decisa lamentela di coach Vital Heyner che gli vale un giallo senza appello. La risposta, semmai è il muro di capitan Giannelli (8-5) che porta i suoi al primo tempo tecnico sul +3 mentre il secondo arriva sullo sfondo di un +4 (16-12) grazie al tocco dell’asticella su attacco di Aleksander Sliwka. Ultime note del set, attacca a suonare dal 20-18, con un vantaggio insidiato ma tenuto sotto stretto controllo da un paio di magie del capitano azzurro Simone Giannelli e dalla panchina che sul 24-23 si prende il discrezionale rimasto. Per poi chiudere 25-23 con qualche soddisfazione tolta a muro mentre a infasdire ci sono i troppi errori al servizio, a secco di punti.

    SECONDO SET – Polonia a senso unico
    Apre una azione lunga e un pallone a terminare nella metà campo azzurra. Preludio di un set appannaggio dei campioni del mondo, che nei due tempi tecnici si presentano in vantaggio di due lunghezze (6-8 e 14-16) nonostante le insidie dei padroni di casa che in più di un passaggio riescono a rimettere in equilibrio la situazione e, sul finale, anche a portarsi avanti nel punteggio fino al +3 a marchio Antonov che prima intercetta il dito del muro polacco per il 17-17 e poi firma un 20-17 poco dopo sfumato. Sotto i colpi di Bartosz Bednorz e di Maciej Muzaj.

    TERZO SET – La comparsa del servizio (buono)
    Polonia avanti subito, con la messa a terra del primo pallone, e l’Italia a non concedere troppo spazio di manovra e riprendere il controllo della situazione, con un ace di Daniele Lavia (5-3), il secondo della partita azzurra, e quello di Giannelli (8-5) a cui si accoda il muro di Roberto Russo (9-5). Ma una fase di crescita polacca, iniziata con il muro di Muzaj (9-6), è in agguato, come la pronta risposta azzurra a mezzo punteggio nel secondo tecnico (16-12 con il pallone in rete sul servizio di Karol Klos). Ma quella dall’altra parte della rete è una Polonia mai doma, capace di di portarsi sul 17-16 con un muro di Muzaj e di sfoderare due muri conecutivi di Klos per raggiungere il 19-20. Anche se nulla può quando il pallone trova nelle dita di capitan Giannelli il pallonetto del 25-23.

    QUARTO SET – Rimesa all’ultimo gradi di giudizio
    Inizio col botto per i ragazzi di Heynen (1-5) e qualche perplessità sulla panchina azzurra che interrompe il momento buono con un discrezionale arrivato giusto giusto a distrarre e indurre in distrazione Jakub Kochanowski al servizio. Con una Polonia che al primo tecnico timbra un +5 (3-8) mentre al secondo passaggio il vantaggio si riduce di 2 unità (13-16) a causa di una rimonta azzurra, targata Antonov – Giannelli, capace di portare il tabellone sul 9-9 prima e sul 13-14 dopo. L’ultimo giro di giostra parte dal 18-20 che nemmeno gli attacchi di Antonov e la pipe di Russo potranno aggiustare. E il 21-25 finale di Muzaj è lì a rivelarci una sola verità: si va al tie break.

    QUINTO SET – Adrenalina, reni e thriller
    Muzaj come chiude, inizia. In attacco. Mentre gli azzurri rincorrono, sono e rimangono lì a un passo, con Lavia e Giulio Pinali a tenere passo e punteggio in parità, mentre a tentare il sorpasso è Antonov (6-5). Il cambio campo, però, è un vantaggio polacco (6-8) con un muro di Kocha a fa seguito una succesione di discrezionali e un muro di Aleksander Sliwka sul 6-11, una scure che sembra abbassarsi sulla nazionale italiana. Che sembra soltanto. Perché Lavia dà la stura (7-11) al recupero, straripante e coinvolgente, dell’Italia. Con Pinali e Piano, Antonov e Lavia a metter giù palloni e crederci. Fino alla fine di un quinto set degno di tale nome. Qunado un viedo challenge spegne sul nascere i festeggiamenti di un infuocato Allianz Cloud, mentre per le mani delle due formazioni passano 6 palloni match a testa fino a quando il tabellone segnerà il definitivo 23-25. Un punteggio che da solo non basta a raccontare una nazionale, quella azzurra, tutta reazione e fame, voglia di lottare e grinta. Qualità da mettere nella valigia per il Brasile, prossima tappa della VNL 2019. Servirà tutto questo, lì.

  • L’Italia del turnover inciampa nel muro argentino

    [di Emanuela Macrì – foto Riccardo Giuliani per Get Sport Media] Una festa che inizia come non si vorrebbe. Con un silenzio sincero, nella sua commozione generale. Lo stesso silenzio che già dalle prime ore del mattino ha avvolto il mondo del volley, tutto, raggiunto da una notizia a cui non si poteva, né voleva, credere. Miguel Angel Falasca non c’è più e su quella panchina, a Monza, che aveva occupato riuscendo nella grande impresa di portarci pure una Challenge Cup, lui tecnico spagnolo e giocatore passato anche dal nostro campionato, non siederà più. E allora il silenzio, un minuto dedicato alla sua memoria, alla sua nota pacatezza e buona educazione che non dimenticheremo.

    Una serata, la seconda del weekend milanese di VNL2019, nel nuovissimo impianto dell’Allianz Cloud e uno scenario, quello sotto rete, pronto a ribaltarsi a ogni cambio di campo. O almeno, così è sembrato fino ad un certo punto. Fino a un fatal terzo set che…

    Qui la della partita di Riccardo Giuliani e le video-interviste a fine gara di Gianlorenzo , Oreste e Daniele

    ITALIA – ARGENTINA, la cronaca:

    PRIMO SET – Argentina a strappi per un’Italia a rincorrerla
    Azzurri che, peraltro, iniziano con un buon passo (3-0) seppur pronti a perderlo nel giro di pochi scambi ai danni di un’Argentina per nulla intimorita ma, semmai, galvanizzata dal momento di difficoltà. Un albiceleste che si mette subito in pari (3-3) e poi alla guida di un set dominato, nonostante qualche momento di sconforto, grazie anche a un Agustin Loser in stato di grazia: nopn il migliore in campo ma, di certo, il più decisivo con i suoi 12 punti a fine gara, tra cui quei due muri consecutivi (8-12 e 8-13) con cui riesce a scavare un gap risultato poi incolmabile. Suo anche il pallonetto che messo a terra di venta il punto di chiusura set (22-25). In mezzo due tempi tecnici affrontati sempre in vantaggio (6-8 e 11-16) e una conclusione di parziale che inizia da un 19-20 messo in discussione, per qualche cambio, dagli azzurri (22-23) fino al già citato pallonetto.

    SECONDO SET – L’azzurro ritrovato
    Non sempre il buongiorno si vede dal mattino. Inizia con un ace firmato da Cristian Pogliajen, infatti, un secondo parziale di gara dove saranno però gli azzurri a ritrovare gioco ed energie. Subito a seminare distanze (4-2) e costruire, azione dopo azione, un parziale che è un’altra storia, rispetto al primo. Non solo per quel +4 del primo tempo tecnico (8-4) poi gestito e conservato, passando per il muro di Daniele Mazzone (12-8) e l’attacco di primo tempo nolook di Roberto Russo (15-11). Mentre gli argentini si rifanno vedere (15-14) senza dare troppi grattacapi alla panchina azzurra. Il via per l’ultimo giro di giostra è un ace dell’opposto Giulio Pinali (20-16) mentre un’ascia scende sul set con l’invasione a muro argentina (23-21) e un servizio in rete che ferma il tabello sul (25-23).

    TERZO SET – Blengini fa turnover, Mendez il pieno (di palloni messi a terra)
    Con i ragazzi del tecnico argentino a far la voce grossa fin dai primi scambi di un terzo set in cui, già alla prima pausa, è dominio argentino con un +5 (3-8) che incupisce la panchina di Blengini, pronto a richiamare all’ovile i suoi sul 4-11. Bene l’ingresso dell’opposto Andrea Argenta per Pinali che, però, nulla può contro quel +7 del secondo tecnico (9-16) molto simile a una sentenza, anziché un risultato parziale. La conferma arriva, puntuale, nell’ultima porzione di set con due palloni consecutivi a terra, ancora, di Loser (suo il primo tempo del 14-20 e il muro del 14-21) a stendere per ko tecnico un’Italia a cui non manca la volontà ma pecca, forse troppo, in difesa. Il set point (19-25) è un attacco di Facundo Conte, rinato dopo due set incolore per lui, che il muro a tre azzurro non riesce a fermare.

    QUARTO SET – Fare e disfare
    Due muri, un time out tecnico, tocchi a muro e anche un ace. È un parziale di 0-7 per la nzionale argentina fermata, in questa sua accelerazione, solo da un errore. Il proprio, al servizio. E se al time out tecnico un po’ di terreno è stato recuperato (3-8), ci pensa il rinato Conte a mettere a terra una sequenza di palloni che toglie il respiro in casa azzurra (5-12). E poi un paio di azioni indagate al video challenge e qualche buona intuizione, come il bell’attacco di Oleg Antonov a centro rete che mette a terra il 9-12, mentre l’ace di Alberto Polo (10-12) certifica un break azzurro importante. Peccato che tutto quanto si costruisca lo si riesca a perdere, poi, nel giro di poco (11-16). Sotto i colpi al servizio di capitan Luciano De Cecco e quelli da seconda linea di Loser, a cui poco possono opporre il muro azzurro 13-18 e il servizio di Russo (14-18), la difesa e quindi il punto di Oreste Cavuto (15-18). Per un finale tutto da giocare (15-20) con qualche errore da entrambi le linee di fondo campo, recuperi calciati e palloni in tribuna. Un altro ace di Polo (19-23) che, però, non basta.

    Italia – Argentina termina per 1-3 (22-25; 25-23; 19-25; 19-25) qualche rammarico per una partita che l’Argentina ha vinto per merito e numeri (13-6 nella sfida a muro la dice lunga) ma nessuna tragedia. E un arrivederci a domani con la nazionale polacca, per una qualificazione alla Final Six che attende conferma.

  • Calcio F – Verso il Mondiale: terminata la prima settimana di raduno, domenica scatta la seconda fase.

    Calcio F – Verso il Mondiale: terminata la prima settimana di raduno, domenica scatta la seconda fase.

    Si è conclusa oggi con una partita a ranghi contrapposti con le ragazze dell’Under 23 Femminile la prima settimana di raduno della Nazionale Femminile in vista della Coppa del Mondo FIFA che si disputerà in Francia dal 7 giugno al 7 luglio. La Ct Milena Bertolini ha diramato le convocazioni per la seconda settimana di raduno, in programma da domenica 12 a sabato 18 maggio al Centro Tecnico Federale di Coverciano: 29 le convocate, 3 delle quali (Lenzini, Mascarello e Bonfantini) provenienti dall’Under 23.

    Sabato 18 maggio saranno diramate le convocazioni per la terza fase di raduno che si svolgerà a Riscone di Brunico da lunedì 20 a lunedì 27 maggio e per l’amichevole con la Svizzera, ultimo test prima della partenza per la Francia in programma mercoledì 29 maggio (ore 15 – diretta su Rai Sport+HD) allo stadio ‘Paolo Mazza’ di Ferrara.

    L’elenco delle convocate

    Portieri: Francesca Durante (Fiorentina Women’s), Laura Giuliani (Juventus), Chiara Marchitelli (Florentia), Rosalia Pipitone (AS Roma);
    Difensori: Elisa Bartoli (AS Roma), Lisa Boattin (Juventus),  Laura Fusetti (Milan), Sara Gama (Juventus), Alia Guagni (Fiorentina Women’s), Martina Lenzini (Sassuolo), Linda Cimini Tucceri (Milan), Valery Vigilucci (Fiorentina Women’s);
    Centrocampiste: Greta Adami (Fiorentina Women’s), Lisa Alborghetti (Milan), Valentina Bergamaschi (Milan), Barbara Bonansea (Juventus), Agnese Bonfantini (Roma), Valentina Cernoia (Juventus), Aurora Galli (Juventus), Manuela Giugliano (Milan), Marta Mascarello (Tavagnacco), Alice Parisi (Fiorentina Women’s), Martina Rosucci (Juventus), Annamaria Serturini (AS Roma);
    Attaccanti: Cristiana Girelli (Juventus), Valentina Giacinti (Milan), Ilaria Mauro (Fiorentina Women’s), Daniela Sabatino (Milan), Stefania Tarenzi (Chievo Verona).

    Staff – Commissario tecnico: Milena Bertolini; Dirigente accompagnatore: Elide Martini; Segretario: Alessandra Savini Nicci; Assistenti allenatore: Attilio Sorbi e Federica D’Astolfo; Preparatori atletici: Stefano D’Ottavio e Francesco Perondi; Preparatore dei portieri: Cristiano Viotti; Match analyst: Marco Mannucci; Medici: Alessandro Carcangiu e Salvatore Caruso; Fisioterapisti: Maurizio D’Angelo, Roberto Cardarelli e Daniele Frosoni; Nutrizionista: Natale Gentile.

    Il programma della Nazionale e le attività media previste

    Domenica 12 maggio
    Entro le ore 22.30 – Raduno presso il CTF di Coverciano

    Lunedì 13 maggio

    Ore 13 – Pranzo
    A seguire incontro con i media
    Ore 17 – Allenamento (aperto i primi 15’)

    Martedì 14 maggio

    Ore 10 – Allenamento (chiuso)

    Mercoledì 15 maggio

    Ore 10 – Allenamento (chiuso)
    Ore 13 – Pranzo
    A seguire incontro con i media
    Ore 17 – Allenamento (aperto i primi 15’)

    Giovedì 16 maggio

    Ore 10 – Allenamento (chiuso)
    Ore 13 – Pranzo
    A seguire incontro con i media
    Ore 17 – Allenamento (aperto i primi 15’)

    Venerdì 17 maggio
    Ore 10 – Allenamento (chiuso)
    Ore 16.30 – Allenamento (chiuso)

    Sabato 18 maggio
    Ore 10Gara di allenamento con ACF Fiorentina Under 16 (chiuso)

     

  • Le 25 azzurre per la Volleyball Nations League

    Le 25 azzurre per la Volleyball Nations League

    Il commissario tecnico della nazionale italiana femminile Davide Mazzanti ha comunicato la lista delle 25 atlete che disputeranno la Volleyball Nations League 2019. Per ogni tappa il CT potrà scegliere 14 atlete. Di seguito l’elenco.

    Alzatrici: Carlotta Cambi, Alessia Orro, Ofelia Malinov, Francesca Bosio.
    Centrali: Cristina Chirichella, Raphaela Folie, Anna Danesi, Sara Alberti, Sarah Fahr, Beatrice Berti, Alexandra Botezat.
    Libero: Monica De Gennaro, Chiara De Bortoli, Beatrice Parrocchiale.
    Schiacciatrici: Lucia Bosetti, Caterina Bosetti, Miriam Sylla, Elena Pietrini, Indre Sorokaite, Sylvia Nwakalor, Anastasia Guerra, Francesca Villani, Elena Perinelli.
    Opposti: Paola Egonu, Anna Nicoletti.

    La nazionale azzurra oggi terminerà il collegiale di Cavalese e poi da lunedì prenderà parte al torneo di Montreux (13-18 maggio). L’esordio delle ragazze di Mazzanti nella Volleyball Nations League è fissato per il 21 aprile a Opole in Polonia.        

    Il calendario del Montreux Volley Masters         
    13 maggio: Svizzera-Turchia (ore 16.30); Giappone-Cina (ore 18.45); Italia-Thailandia (ore 21.15).
    14 maggio: Germania-Cina (ore 16.30); Svizzera-Thailandia (ore 18.45); Polonia-Giappone (ore 21.15).
    15 maggio: Cina-Polonia (ore 16.30); Italia-Turchia (ore 18.45); Giappone-Germania (ore 21.15).
    16 maggio: Italia-Svizzera (ore 16.30); Germania-Polonia (ore 18.45); Turchia-Thailandia (ore 21.15).
    17 maggio: Finale 7-8 posto (ore 16.30); Semifinale 1-4 posto (ore 18.45); Semifinale 1-4 posto (ore 21).
    18 maggio: Finale 5-6 posto (ore 12.30); Finale 3-4 posto (ore 14.45); Finale 1-2 posto (ore 17.15).

    Il calendario delle azzurre nella VNL
    Fase Finale a Nanchino, Cina 3-7 luglio 2019

    Pool 1 – Opole, Polonia (21-23 maggio)
    21/5: Thailandia-Germania (ore 17.30), Polonia-Italia (ore 20.30)
    22/5: Thailandia-Italia (ore 17.30), Polonia-Germania (ore 20.30)
    23/5: Italia-Germania (ore 17.30), Polonia-Thailandia (ore 20.30)

    Pool 5 – Conegliano Veneto, Italia (28-30 maggio)
    28/5: USA-Serbia (ore 17), Italia-Rep. Dominicana (ore 20)
    29/5: Serbia-Rep. Dominicana (ore 17), Italia-USA (ore 20)
    30/5: Rep. Dominicana-USA (ore 17), Italia-Serbia (ore 20)

    Pool 9 – Hong Kong, Cina (4-6 giugno)
    04/6: Olanda-Italia (ore 11.30), Cina-Giappone (ore 14.30)
    05/6: Italia-Giappone (ore 11.30), Cina-Olanda (ore 14.30)
    06/6: Giappone-Olanda (ore 11.30), Cina-Italia (ore 14.30)

    Pool 13 – Perugia, Italia (11-13 giugno)
    11/6: Russia-Corea del Sud (ore 17), Italia-Bulgaria (ore 20)
    12/6: Bulgaria-Russia (ore 17), Italia-Corea del Sud (ore 20)
    13/6: Corea del Sud-Bulgaria (ore 17), Italia-Russia (ore 20)

    Pool 17 – Ankara, Turchia (18-20 giugno)
    18/6: Brasile-Italia (ore 15), Turchia-Belgio (ore 18)
    19/6: Belgio-Brasile (ore 15), Turchia-Italia (ore 18)
    20/6: Belgio-Italia (ore 15), Turchia-Brasile (ore 18)

    *Orari di gioco italiani

  • Novara la Coppa Italia è ancora tua! In A2 brilla e trionfa Sassuolo

    Novara la Coppa Italia è ancora tua! In A2 brilla e trionfa Sassuolo

    d71a6997-90a5-4bc8-a9b8-c9cad83b1e77[di Emanuela Macrì – foto Riccardo Giuliani e Fabio Cucchetti] Regina per una notte, quella della Verona tricolore per la Samsung Galaxy A Coppa Italia, è la Igor Gorgonzola Novara, protagonista di una partita a corrente alternata ma, alla fine, dominata e conquistata. Quella Novara che torna ad alzare la stessa coppa, un anno dopo ancora capace di tenere testa a una avversaria maiuscola come la Imoco Volley Conegliano che cede solo nel finale del quinto set, con l’onore delle armi. Ma non è soltanto la domenica della Igor, a giocarsi il titolo, della serie cadetta, anche le squadra di Sassuolo a trionfare sul sestetto di Mondovì. Vediamo il dettaglio.

    Qui  le gallery fotografiche del weekend veronese di Coppa Italia di Riccardo Giuliani e Fabio Cucchetti

    FINALE SAMSUNG GALAXY A COPPA ITALIA FEMINILE A2
    LPM BAM MONDOVI’ – CANOVI COPERTURE SASSUOLO 2-3 (25-23; 17-25; 16-25; 25-18; 15-17)
    Si veste di verde e nero la coppa di categoria, assegnata alla squadra guidata da Enrico Barbolini al termine di una sfida decisa, solo, al termine del tie break. Quel quinto set che non ti aspetti, che si gioca negli ultimi palloni e che puoi spiegare e ottenere solo con una grande energia. Perché a set considerato, ormai, chiuso sulla scorta del vantaggio di Mondovì (8-3) Sassuolo resiste e recupera (12-10) costringendo Davide Delmati a chiedere il tempo discrezionale per interrompere, così, il buon momento delle avversarie. Operazione, però, non compiuta con una Sassuolo che non abbassa la guardia (13-13 e 14-14) e ribalta provvisoriamente la situazione. Il resto è una serie di scambi che lasciano un intero palazzetto intero con il fiato sospeso mentre, in campo, saranno i vantaggi e un attacco vincente di Jessica Joly (11 firme per lei a fine gara) a chiudere per 17-15 un set, una partita, una vittoria che sembrava scivolata via dalle mani. Una partita che Josephine Obossa (MVP della sfida e miglior realizzatrice con 27 punti personali) ricorderanno a lungo.

    FINALE SAMSUNG GALAXY A COPPA ITALIA FEMINILE A2
    IGOR GORGONZOLA NOVARA – IMOCO VOLLEY CONEGLIANO 3-2 (25-22; 20-25; 12-25; 25-2; 15-12)
    È un inno che si fa sentire, dritto al cuore, quello segnato dalla Nazionale Italiana Volley Femminile Sorde, orgoglio, plurimedagliato, del volley di casa nostra. Ma dal bordo campo al campo, con l’ingresso delle squadre e il fischio dell’arbitro, il passo è breve. E il primo pallone, a firma di Paola Egonu apre a un set dominato dalle ragazze di Novara, che costruisce da subito un vantaggio mai in discussione, fino al 25-21 della stessa Egonu, 12 volte a referto nel parziale. Dall’altra parte della rete c’è un Imoco meno frizzante di ieri, che reagisce ma non riesce a colmare il gap.

    Almeno fino al 5-5 del secondo set quando un punto diretto di Monica De Gennaro rimette in equilibrio la situazione (rispetto all’iniziale 4-1) e inaugura la cavalcata gialloblu che dal 6-8, passando per l’11-16, richiede la benefica, anche se non risolutiva, sostituzione di Celeste Plak con Francesca Piccinini. L’ultimo chilometro di set, aperto dal muro di Anna Danesi (16-21) viene chiuso da Hill 20-25. Da registrare i dati opposti delle opposte in questa seconda frazione di gioco con Samanta Fabris a brillare su tutte (7 punti mentre Paola Egonu non riesce ad andare oltre le due firme personali.

    Terzo set con qualche scintilla iniziale (un pallone salvato in extremis secondo l’arbitro ma a terra per la panchina di Conegliano) e una fuga della ritrovata Imoco (4-8 di Miriam Sylla) che mantiene un vantaggio di 8 punti (a fasi alterne dal 4-12 al 12-20) per poi aumentare il divario fino al 12-25 di Sylla, la migliore del parziale con 6 punti personali e a referto nel finale con 3 punti consecutivi.

    Una disfatta per Novara che, però, non sembra accusare il colpo ma, semmai, trarne linfa vitale: in avvio di quarto set eccola di nuovo a passo vincente (8-6 e 16-14) per guadagnarsi un tie break con la doppietta finale di Michelle Bartsch (6 volte a referto nel set) che manda al cambio di campo con un 25-22, frutto anche di una ritrovata Egonu (7 punti personali).

    Tutto da ricominciare e giocarsi, dunque, in un tie break in equilibrio stabile (8-7) che nel suo finale (inaugurato dal 10-8 di Yamila Nizetich) vede Paola Egonu prendersi onere, ma soprattutto onore, di chiudere mettendo a terra il suo 29simo pallone, quello del 15-12. MVP della finale è, con merito, Letizia Camera, entrata in corsa per dare un apporto decisivo. E definitivo.

  • Brilla d’argento il cielo dell’Italvolley femminile, in formato Mondiale

    44565534_1203259533132453_7197079141743591424_n[Redazione VivoVolley – Foto Get Sport Media] Yokohama. Si è concluso con una medaglia d’Argento il cammino iridato della nazionale italiana femminile, battuta nella finale del Mondiale dalla Serbia 2-3 (25-21, 14-25, 25-23, 19-25, 12-15). Un risultato comunque fantastico, arrivato al termine di tre settimane indimenticabili per tutto il volley italiano. Le ragazze di Davide Mazzanti, infatti, a partire dalla fase di Sapporo, con in mezzo Osaka e Nagoya, sino a Yokohama, hanno entusiasmato appassionati e critica per il bel gioco e la grande determinazione messa in campo: il percorso di marcia nel Mondiale registra 11 vittorie e 2 sole sconfitte. Nell’ultimo atto purtroppo Chirichella e compagne non ce l’hanno fatta a prendersi la rivincita sulle campionesse europee della Serbia, unica squadra a sconfiggere le azzurre nel torneo: prima a Nagoya e oggi a Yokohama.

    A distanza di sedici anni (oro Mondiale a Berlino 2002), dunque, l’Italia è tornata a conquistare una medaglia in una rassegna iridata e lo ha fatto con una squadra giovanissima: l’età media delle quattordici azzurre è inferiore a 23 anni e per ben 10 di esse si trattava del primo Mondiale.
    La medaglia d’Argento porta forte, inoltre, la firma del Club Italia, ben 9 atlete hanno fatto o fanno parte del progetto federale: Fahr, Nwakalor, Pietrini, Lubian, Chirichella, Egonu, Danesi, Malinov e Ortolani.

    44455936_1201624556629284_661820508597125120_nL’architetto di quest’Italia è ovviamente il commissario tecnico Davide Mazzanti che dopo una lunga fase di preparazione ha assemblato una squadra con un’identità precisa, ben organizzata in campo, ma allo stesso tempo libera di esprimere le proprie doti. Il perfetto mix ha messo così in risalto le qualità di tutte le azzurre: Paola Egonu è stata semplicemente inarrestabile per tutto il torneo; Malinov ha guidato la squadra con velocità e ispirazione; Sylla ha scaricato tutta la sua grinta in attacco; Bosetti si è confermata elemento imprescindibile per ordine ed equilibrio; Danesi è stata implacabile a muro; De Gennaro non ha avuto eguali in ricezione e difesa; a capitanare tutte è stata Cristina Chirichella, sempre più leader del gruppo.

    IL TABELLINO: Italia-Serbia 2-3 (25-21, 14-25, 25-23, 19-25, 12-15)
    ITALIA: Malinov 2, Danesi 9, Sylla 10, Egonu 33, Chirichella 3, Bosetti 14. Libero: De Gennaro. Cambi, Pietrini. N.e: Parrocchiale, Lubian, Fahr, Ortolani, Nwakalor (L). All. Mazzanti

    SERBIA: Rasic 10, Boškovic 26, Busa 6, Veljkovic 10, Mihajlovic 19, Ognjenovic 8. Libero: Popovic. Stevanovic. N.e: Zivkovic, Malesevic, Pusic, Bjelica, Aleksic. All. Terzic
    Arbitri: Mokry (Svk) e Rolf (Usa)

    SPETTATORI: 11.500

    LE DICHIARAZIONI –
    PIETRO BRUNO CATTANEO: “Posso essere solo essere orgoglioso di queste ragazze, ci hanno regalato delle settimane fantastiche, facendo vedere una grandissima pallavolo. Voglio ringraziare il Ct Mazzanti, il suo staff e tutte le giocatrici perchè hanno conquistato una splendida medaglia d’Argento. Voglio dire inoltre grazie ai giornali, alle tv e a tutti i media che con grande interesse hanno seguito la nazionale in tutto il suo cammino iridato.
    Finita la partita, ho ricevuto la chiamata del presidente del Coni Giovanni Malagò che oltre a fare i complimenti alla squadra, mi ha comunicato l’intenzione da parte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella di ricevere la squadra”.
    DAVIDE MAZZANTI: “Siamo arrivati qui sognando di giocare questa partita. Il percorso è stato fantastico, al di là del colore della medaglia dobbiamo tenerci stretti il modo in cui siamo arrivati fin qui. Sarà importante per il futuro e per il nostro percorso di crescita. Ora, a questo punto, sarà anche importante gestire con responsabilità questo momento in cui i riflettori si sono accesi su di noi. Voglio ringraziare tutte le persone e le ragazze che hanno partecipato al nostro percorso iniziato due anni fa e che si è concluso con questa straordinaria medaglia d’argento. Le ragazze si sono rese protagoniste di un salto di qualità eccezionale, arrivato proprio nel momento più importante dopo aver avuto anche momenti in cui abbiamo vacillato perché le cose non venivano come speravamo”.
    MIRIAM SYLLA: “Ce l’abbiamo messa tutta, ce la siamo giocata fino alla fine, ma forse loro sono state un po’ più ciniche di noi nei momenti chiave. Siamo state a un passo dall’oro che purtroppo non è arrivato davvero per un soffio. Credo sia doveroso ringraziare tutte le mie compagne per ciò che siamo riuscite comunque a fare in questo Mondiale. Da parte mia ho messo tutta me stessa e in questo momento non riesco ad aggiungere molto di più. Grazie anche a tutte le persone che ci hanno sostenuto”.
    CRISTINA CHIRICHELLA: “Perdere così brucia un po’. Abbiamo lottato fino alla fine, credo che tra qualche giorno apprezzeremo di più questa medaglia d’argento. Abbiamo dimostrato la nostra forza, tanta la grinta che abbiamo messo in campo. Conquistare una medaglia in un Mondiale è bellissimo. Ora, a caldo dopo questa sconfitta, faccio un po’ fatica ad apprezzarla, ma per noi è comunque un risultato importante”.
    LUCIA BOSETTI: “In questo momento sono dispiaciuta e non riesco ad apprezzare totalmente questa medaglia d’argento. E’ un peccato, siamo arrivate molto vicine a quello che è il risultato che desideravamo. Siamo state molto brave comunque a disputare un mondiale da protagoniste facendo innamorare tante persone e credo che questo sia un aspetto molto importante. Speriamo di riuscire in futuro a salire sul gradino più alto del podio”.
    ANNA DANESI: “Adesso è difficile parlare, ma a mente fredda sono sicura che questa medaglia la vedrò d’argento solo esternamente perché al suo interno in realtà è tutta d’oro. Siamo state davvero tutte bravissime. La sconfitta in finale non cancella l’ottimo lavoro fatto ma è solo un punto di partenza. Sono contenta delle mie prestazioni, mi porto dentro quello che ho fatto come punto di partenza di un futuro ancora migliore”.

    PREMI INDIVIDUALI
    Miglior libero: Monica De Gennaro
    Miglior schiacciatrice: Myriam Sylla
    2a Miglior schiacciatrice: Zhu Ting (Chn)
    Miglior Centrale: Yan Ni (Chn)
    2a Miglior Centrale: Milena Rasic (Ser)
    Miglior opposto: Paola Egonu
    Miglior palleggiatrice: Ofelia Malinov
    MVP: Tijana Boškovic (Ser)

    A cura dell’Ufficio Stampa Fipav

  • Calcio Femminile – È un’Italia formato Mondiale: a Cremona le Azzurre battono la Svezia

    WhatsApp Image 2018-10-09 at 19.42.37Dopo la splendida cavalcata nelle qualificazioni, la Nazionale Femminile batte 1-0 la Svezia in amichevole e conferma di avere tutte le carte in regola per poter dire la sua quest’estate al Mondiale francese. Allo stadio ‘Giovanni Zini’ di Cremona, sospinta dal tifo di circa 2000 tifosi e sotto gli occhi del vice commissario Alessandro Costacurta e del direttore generale della FIGC Michele Uva, l’Italia mostra bel gioco e carattere e, aiutata anche da un pizzico di fortuna, trova l’acuto vincente nella ripresa con Daniela Sabatino.

    È vero, non c’erano i tre punti in palio, ma sarebbe sbagliato sminuire il successo contro una Svezia che nel girone di qualificazione al Mondiale ha sfiorato il percorso netto così come le Azzurre, collezionando sette vittorie e una sola sconfitta. Per non parlare del bilancio degli scontri diretti, considerando che prima di questa sera la Nazionale aveva vinto solo 3 delle 21 sfide disputate con le svedesi.

    E così l’entusiasmo di Milena Bertolini è più che giustificato: “Le ragazze sono state davvero brave, hanno interpretato benissimo la partita: la chiave è stata la compattezza. È impensabile non concedere niente ad una delle squadre più forti al Mondo, siamo state un po’ fortunate ma ci siamo meritate questa fortuna con un’ottima prestazione. Questa era la prima partita di un percorso, sappiamo che c’è da lavorare, ma penso che potremo toglierci delle soddisfazioni”. Non manca un ringraziamento al pubblico, che ha sostenuto l’Italia dal primo all’ultimo minuto: “Cremona ha risposto bene, c’era un bel colpo d’occhio. Sentiamo l’interesse nei confronti del nostro movimento, in Italia c’è voglia di calcio femminile ed è importante non fermarsi”.

    Priva dell’infortunata Sara Gama, Milena Bertolini si affida a un 4-4-2 con la coppia centrale di difesa formata da Linari e Salvai e Bartoli e Guagni sulle corsie esterne. In cabina di regia ci sono Manuela Giugliano e Aurora Galli, mentre sulla fasce Cernoia e Bonansea sono chiamate a supportare il tandem offensivo composto da Girelli e Sabatino, entrambe a segno in occasione dell’ultimo successo dell’Italia sulla Svezia nel girone del Campionato Europeo del 2017. Al cospetto di un modulo offensivo come il 3-4-3 svedese, la Nazionale mostra subito i muscoli, portando un pressing alto che disturba e non poco la costruzione della manovra avversaria. L’obiettivo è allargare il gioco sulle fasce e al 12’ la prima occasione nasce da un cross dalla destra di Girelli, con Bonansea che gira a lato dall’altezza del dischetto.   Con una difesa molto alta è inevitabile correre qualche rischio: al 23’ Jacobsson elude il fuorigioco azzurro e serve al centro dell’area Blackstenius, che manca di poco la deviazione vincente. A cavallo della mezzora è ancora Jacobsson ad avere due buone occasioni, ma la numero dieci della Svezia si fa prima anticipare da Bartoli al momento della conclusione e poi calcia alto da pochi passi sugli sviluppi di un calcio d’angolo.

    WhatsApp Image 2018-10-09 at 19.42.39Nella ripresa l’Italia arretra un po’ troppo il baricentro e la Svezia sale in cattedra, sfiorando per tre volte il vantaggio nei primi dieci minuti: dopo una mischia sventata dalla difesa con il pallone che balla a pochi metri dalla linea di porta, all’8’ Giuliani salva in uscita su Jacobsson e due minuti più tardi è la traversa a respingere l’incornata di Asllani. Al 12’, nel suo momento peggiore, la squadra di Milena Bertolini trova il gol vittoria grazie alla caparbietà di Daniela Sabatino, lesta a sfruttare l’indecisione del portiere svedese, che non riesce a bloccare una conclusione di Bonansea. La stessa Bonansea ha sui piedi il pallone del match point, ma calcia alto da pochi passi. L’Italia non si accontenta del vantaggio e alla mezzora Girelli impegna Musovic dalla distanza, poi Sabatino non trova l’impatto con il pallone a pochi metri dalla porta. L’ultima occasione è per la neo entrata Valentina Giacinti, che conclude debolmente tra le braccia di Musovic.

    Ma la vittoria è ormai in cassaforte, il primo crash test verso il Mondiale è superato. Il 10 novembre in Germania la Nazionale andrà alla ricerca di un’altra risposta confortante.

     (FIGC)

    Foto Paolo Miccoli

  • Una Serbia concreta e determinata nella serata nera dell’Italvolley

    GetImage[di Emanuela Macrì – foto FIVB] Dopo un pomeriggio bestiale, quello della sfida tra le nazionali del Brasile e della Russia conclusa al quinto set e vinta, in rimonta, dai verde-oro, ecco il debutto serale della FinalSix, la fase finale dei Camponati Mondiali di pallavolo maschile di Italia e Bulgaria 2018. Nell’ultimo mercoledì di settembre a completare il quadro della prima delle tre giornate di gara ci le formazioni di Italia e Serbia, due squadre che si conoscono molto bene perchè formate da giocatori che nel corso della stagione sono abituati a dividere il campo o a scrutarsi da dietro la rete. Per qualcuno, leggi Nikola Grbic ct serbo, invece, il punto di vista abituale, lascito il campo da qualche anno, è la panchina e quella di Verona nello specifico. Si sta tra vecchi amici, o conoscenti almeno e dunque. Ma non si sta tranquilli, perchè dal primo minute è sfida vera.

    Con l’attacco di Osmani Juantorena ad aprire danze che, con il successive muro azzurro, sembrano trovare un buon passo. Peccato ci pensi, fin da subito, la pioggia di attacchi e punti dei serbi, più sciolti rispetto a Zaytsev e compagni che, contratti e disuniti non riescono a trovare né gioco e nè ritmo. E se al primo tempo tecnico lo svantaggio è di due sole lunghezze, al secondo time out il preoccupante -6 (10-6) è ottenuto dai serbi con un punto di Marko Podrascanin al servizio, chiude di fatto il set. Anticipando l’ace di Kovacevic, altra conoscenza del volley italic, per un 15-25 che già da sè la dice lunga. Se poi si allungano mani e occhi ai tabelli si scopre il doppiaggio serbo nei palloni messi a terra (19 a 8) e si pensa che ben 5 vengono direttamente dalla linea di fondo campo, forse i 9 centri personali di Aleksandar Atanasijevic (best score con 19 punti al termine del terzo set).

    Una falsa partenza ancora recuperabile, se si riuscisse e ritrovare quella necessaria concentrazione e forza mentale, per mettere da parte la sfferenza davanti a una Serbia abbondante e puntuale, in difesa quanto in attacco, al servizio come a muro. E se alla metà del parziale due muri consecutivi di Simone Anzani sembrano rimettere in pista squadra e palazzetto, ci pensa subito il video chek richiesto sul secondo punto del centrale a sanzionare un’invasione a rete di Juantorena. Un passaggio fondamentale, un fallo minimo ma determinante, che se anche non toglie la crescente lucidità dei ragazzi di Blengini, di fatto segna irremediabilmente il set. Perchè se Atanasijevic appare più opaco e meno performante contro il muro azzurro rispetto allo scoppiettante inizio della gara, ci pensano i punti di Srecko Lisinac e Nikola Jovovic (suo il muro del 20-25) a non dare scampo e respire agli azzurri. Nonostante il pareggio nel totale dei punti messi a referto (15 per squadra) e un parziale di punti a muro favorevole agli azzurri per 4 a 1.

    Il terzo parziale, l’ultimo della serata, prende avvio da un ace di Marko Ivovic e procede nutrendosi di impressionanti recuperi dei serbi, che lasciano cadere pochissimi palloni e non perdono mai di vista l’obbiettivo. Quello di portarsi a casa una vittoria piena in una partita decisa alla metà di ogni set (come in questo sarà il punto al servizio di Podrascanin del 12-17), con episodi verificatesi a quella altezza di tempo e di fatto segnanti per il resto del parziale, e dalla difesa serba. Ma anche dalla minor pressione sulle spalle dei ragazzi di Nikola Grbic, che sorridono senza perdere concentrazione e concretezza mentre nella metà campo azzurra il nervosismo ha la meglio “assumendo un atteggiamento sbagliato – come ha commentato capitan Zaytsev a fine gara – che non ci ha permesso di entrare in una partita che loro avevano preparato bene.” Particolare confermato anche Alexandar Atanasijevic “con tanti complimenti allo staff per il lavoro fatto per questo – ha precisato l’opposto serbo – a cui si aggiunge la nostra difesa, che stasera ha funzionato molto bene e fatto la differenza.” E, si augura il numero 14 di Perugia e Serbia, continuerà a fare. Noi lo scopriremo guardando, domani sera alle 20.30 su RaiSport, la sfida tra Serbia e Polonia, formazione quest’ultima detentrice del titolo mondiale e prossima avversaria di Massimo Colaci e compagni.

    ITALIA-SERBIA 0-3 (15-25; 20-25; 18-25)
    ITALIA: Mazzone 11, Giannelli, Juantorena 4, Anzani 4, Zaytsev 9, Lanza 5, Colaci (L). Baranowicz, Candellaro, Maruotti 1. Non entrati: Randazzo, Rossini (L), Cester, Nelli. All. Blengini.
    SERBIA: Ivovic 10, Lisinac 5, Atanasijevic 19, Kovacevic 11, Podrascanin 5, Jovovic 1, Rosic (L). Non entrati: Okolic, Katic, Petric, Krsmanovic, Luburic, Majstarovic, Kostic. All. Grbic.
    Arbitri: Zenovich (RUS) e Liu (CHN)
    Spettatori: 11.700
    Durata set: 24, 30, 28. Totale 88

  • Mondiale femminile al il 29 settembre. Ecco il calendario della prima fase

    40772598_1157645354360538_9072781545630072832_n[Redazione VivoVolley – foto Fabio Cucchetti] Saranno due le amichevoli (contro l’Azerbaigian oggi e domani, ore 11.30 italiane) che vedranno impegnate la Nazionale italiana di pallavolo femminile nei giorni che precedono il Campionato del Mondo al via sabato 29 settembre. Da giovedì 27 settembre le azzurre di Davide Mazzanti saranno a Sapporo, città che ospiterà Pool B della rassegna iridata. L’esordio azzurro è fissato per il 29 settembre, alle ore 06.40 italiane, con la sfida contro la Bulgaria.

    Le 14 atlete azzurre che rappresenteranno la Nazionale italiana femminile al Mondiale 2018
    Palleggiatrici Ofelia Malinov, Carlotta Cambi
    Opposte: Paola Egonu, Serena Ortolani
    Schiacciatrici: Lucia Bosetti, Elena Pietrini, Miriam Sylla e Sylvia Nwakalor
    Centrali: Cristina Chirichella, Sarah Fahr, Marina Lubian e Anna Danesi
    Liberi: Monica De Gennaro, Beatrice Parrocchiale.

    Il calendario della Pool B a Sapporo (ma con orari italiani) per le formazioni di Italia, Cina, Turchia, Bulgaria, Canada e Cuba:
    Sabato 29 settembre
    ore 6.40 Bulgaria – Italia
    Domenica 30 settembre
    ore 6.40 Canada – Italia
    Martedì 2 ottobre
    ore 6.40 Italia – Cuba
    Mercoledì 3 ottobre
    ore 6.40 Turchia – Italia
    Giovedì 4 ottobre
    ore 12.20 Italia – Cina