Categoria: Nazionale

  • Mondiale maschile alla fase finale. Partite e orari

    42586767_1176087685849638_1663662909319806976_n[Redazione VivoVolley – foto Fabio Cucchetti] Tempo di sorteggi, nella giornata torinese di ieri, per le composizione dei due gironi della Fase Finale dei Campionati del Mondo di pallavolo maschile di Italia e Bulgaria 2018. Sul cammino della Nazionale azzurra, guidata da Gianlorenzo Blengini, ci saranno le formazioni di Serbia e Polonia nella Pool J, mentre nella Pool I si affronteranno le nazionali di Brasile, USA e Russia.

    Il PROGRAMMA delle partite:

    Mercoledì 26 settembre
    ore 17.00 Brasile – Russia (diretta RaiDue)
    ore 21.15 Italia – Serbia (diretta RaiDue dale 21.05)

    Giovedì 27 settembre
    ore 17.00 USA – Russia (diretta RaiDue)
    ore 20.30 Polonia – Serbia (diretta RAI Sport+ HD)

    Venerdì 28 settembre
    ore 17.00 Brasile – USA (diretta RaiDue)
    ore 21.15 Italia – Polonia (diretta RaiDue dale 21.05)

    Così Gianlorenzo Blengini, sui sorteggi e sulla situazione: “Devo fare i complimenti alla squadra per aver ottenuto con due partite di anticipo l’approdo a questo momento del Mondiale. Ora ci aspetta la parte più dura della manifestazione. Sapevamo che arrivare qua significava confrontarsi con le migliori squadre del mondo. Manca solo la Francia che è una del gruppo, ma che è l’unica ad essere rimasta fuori perché di posti a disposizione ce ne erano soltanto sei. Non bisogna fermarsi a guardare cosa è successo sino ad ora. Perché si sa che quando si affrontano certe avversarie, ogni singola gara ha una sua storia, puoi vincere o puoi perdere, ma la cosa indispensabile è prepararti al meglio a giocare gare che sai saranno difficili”.

    Previsti per oggi, martedì 25 settembre alle ore 14.45 presso l’NH Lingotto di Torino, il Media Meeting ufficiale al quale parteciperanno i sei allenatori e i capitani delle squadre partecipanti alla Fase Finale.

  • Italvolley (ri)parte bene: con la Finlandia chiude in tre set

    42266873_1173408416117565_5248109427625558016_n[di Emanuela Macrì – foto Fabio Cucchetti] Torna il Campionato Mondiale di pallavolo maschile di Italia e Bulgaria 2018. E si riparte da Milano, da un Forum di Assago sold out (12.600 spettatori) e da una vittoria, la sesta consecutiva che, stando ai pronostici, non rappresenta una sorpresa. Le novità semmai, sono altre come lo scambio di maglia tra Filippo Lanza e Salvatore Rossini: la causa è un risentimento muscolare per il primo che, dalla panchina, cede il suo posto per un paio di scambi a un insolito Totò in banda. A prendere il posto del numero 10 nazionale, invece, fin dal fischio d’inizio è Gabriele Maurotti, che contiuna l’opera iniziata nell’ultima partita di Firenze.

    Qualche sorpresa anche in avvio di partita, con la Finlandia ad aprire con un punto a muro e dare il via  al set che non ti aspetti, con una fase prima di equilibrio e poi di avvicendamento in termini di vantaggio. Ed in vantaggio di 2 lunghezze che I ragazzi di Gianlorenzo Blengini, pur perdendo a tratti il filo del discorso, guadagnano il primo tempo tecnico (8-6) confermandolo al secondo (16-14) ma in rimonta (dal 13-14 al 18-14) sui finlandesi. Qualche cruccio per gli azzurri ma nessun reale problema: i finlandesi, infatti, costruiscono e distruggono gioco in egual misura, fino a perdere lucidità. Osmani Juantorena, poi, non si risparmia e se apre l’ultimo ritaglio di set con un punto dalla seconda linea (25-17) è ancora lì per il 25-20 che spegne i sogni finnici.

    Vantaggio azzurro anche in un secondo parziale senza storia, con il +4 del primo passaggio in panchina (8-4) che cresce a +5 al secondo (16-11) mentre a chiudere è un attacco bomba di capitan Zaytsev. Per la cronaca del terzo set,  il tabellone può bastare: dal 3-0 in apertura, all’8-2 del primo time out, dal 16-8 del secondo tecnico al 25-16 che chiude il set e una partita mai in discussione. Con un tabellino finale che riporta la doppia cifra nel fondamentale del muro (11) mentre sono 3 i punti dalla linea di fondo campo.

    Due dello zar Ivan, che al termine della partita, commenta cosí: “L’impatto, per tutti, è stato intenso! Trovarsi a  Milano in un nuovo palazzetto e trovarlo già pieno diversi minuti prima del nostro ingresso è stato emozionante. Sapevamo che avremmo trovato tanto calore ma ci abbiamo messo un po’ a scioglierci. Nel primo set ho faticato molto in attacco, personalmente, ma poi siamo riusciti a ingranare e abbiamo portato a casa altri 3 punti. Importanti soprattutto in vista della sfida di domani.” Perchè domani arriva la Russia. E se da un lato c’è una sconfitta da vendicare, come ha poi ricordato poi capitan Zaytsev, c’è altro terreno da guadagnare, dopo

    La fotogallery di  ITALIA – FINLANDIA 3-0 (25-20; 25-18; 25-16) è online, sulla pagina di Get Sport Media, a questo link 

  • Tentenna ma poi convince: l’Italvolley passa la prima fase a pieni voti

    42114290_10160830948285335_5533514299412054016_n[di Emanuela Macrì – foto di Riccardo Giuliani] Inni nazionali, migliaia di lucine degli smartphone accese e tante bandiere in un Mandela Forum strapieno ad accogliere l’ultima partita della POOL A quella Italia – Slovenia che potrebbe far cambiare rotta e destinazione della prossima fase. E la tensione, si sente. Perchè se fino ad ora il percorso azzurro è stato lineare e pulito, cadere in questa serata sarebbe stato un po’ come macchiarsi la maglietta proprio all’ultimo boccone. E invece no, perchè questa è la storia della quinta vittoria azzurra su cinque, conquistata ai danni della Slovenia di Kovac per 3 set a 1 (23-25; 25-19; 25-13; 25-18).

    Il pericolo, di fatto, c’è stato. Già in avvio, quando ad aprire il match è stato un ace di Cebulj quale emblema di una Slovenia che fa sentire la voce per dire che la paritita di stasera, nelle intenzioni, sarà molto diversa da quella persa ieri al tie break con l’Argentina. Ecco perchè non bastano i due muri di Simone Anzani ad accompagnare le squadre in panchina per i due tempi tecnici, sull’ 8-7 e sul 16-14: perchè sul 17-17 il ventoinizia a soffia in un’altra direzione, con l’attacco di Mitja Gasparini, a segnare il pareggio, seguito da un muro dello stesso opposto. Per una Slovenia in fuga, che chiude sul 25-23 con un attacco di Klemen Cebulj. E a nulla sono valsi gli sforsi e i 4 muri punto azzurri.

    Nel secondo parziale di gara, visto il vento ancora contrario, il ct Blengini corre quasi subito ai ripari quando, sotto di 3 punti (1-4) richiama i suoi spendendo il primo dei tempi discrezionali a disposizione. E se al primo tempo tecnico i ragazzi di Kovac si trovano ancora in vantaggio di due lunghezze (6-8), ci pensano poi le difese di piede di Simone Anzani e di Simone Giannelli, gli attacchi di Zaytsev e di Juantorena, a referto anche dalla linea di fondo campo. E poi ci pensano i muri di Anzani, come i due del finale di set che lo chiudono, sul 25-19.

    Alla ripresa di gioco, in campo viene confermato al posto di Filippo Lanza, Gabriele Maruotti: sua la diagonale punto dell’8-3, che arriva dopo il break azzurro (dal 3-2 al 6-2) e il time out discrezionale chiesto da Kovan. Che riprende e consiglia i suoi ma senza troppo successo: al secondo tecnico i padroni di casa volano a quota +8: il 16-8 è un punto sul muro avversario, cercato e trovato da Juantorena. Cosí come un muro è anche quello del 17-9, firmato Anzani che si ripete peri il 23-12 e nel primo tempo con cui mette il sigillo al (25-13).

    Set conclusivo, il quarto, con un vantaggio azzurro fin dale prime palle, che poi passa dai due tempi tecnici (8-6 e 16-13) per arrivare in coda di parziale e match planando su un comodo +6 azzurro (20-14). Ma se sarebbe errato pensare, e disonesto racocntare, di una resa slovena. Perchè i ragazzi di Kovac continuano a difendere e crederci, commettendo però qualche errore pesante. Soprattutto se poi arrivano le bombe in diagonale dello Zar Ivan, come sul 24-18 e il punto prepotente di Anzani. Per il 25-18 senza appello.

    Perchè è un’Italia da 13 muri, il fondamentale ritrovato, e 5 punti al servizio. Che insipira la tensione ma espira energia. Che non si perde per strada e quando capita, sa ritrovarsi. Come sa trovare in un pubblico sempre presente, la vitamina in più. Per andare Avanti, perchè di strada ce n’è!

    La fotogallery della serata e la video intervista a Ivan Zaytsev sono disponibili alla pagina fb di Get Sport Media, a questo link https://www.facebook.com/getsportmedia/ 

  • Per l’Italia è poker di vittorie. E la testa è già alla Slovenia, a martedì

    41885539_1168871136571293_8722586233189957632_n[di Emanuela Macrì – foto Riccardo Giuliani] È un inno particolare quello che suona al Mandela Forum in questa domenica di Mondiale. È un inno che tocca il cuore di questo sport e di questo mondo, perchè le squadre in campo non sono solo due, stasera, ma ben tre. Al fianco dei ragazzi delle Nazionali maschili italiana e dominicana, infatti, ecco le atlete della Nazionale Italiana Volley Femminile Sorde, fresche vincitrici dell’argento europeo, a segnare in LIS l’inno. Mentre a cantare c’è un palazzetto intero, ad emozionarsi. E poi pronti.

    Pronti via. Con Daniele Mazzone al servizio, ieri il migliore degli azzurri nel fondamentale con tre centri dalla linea di fondo campo, e con la “formazione tipo” mandata in campo da Gianlorenzo Blengini. Formazione che in avvio di gara temporeggia e saltella da un punto all’altro, mantenendo un equilibrio che si rivela però breve. Dal 4-4 assegnato dal primo arbitro, pronto a diventare un 5-3 grazie alla tecnologia del cosiddetto “occhio di falco”, il set prende tutta un’altra piega. Se al passaggio del primo tempo tecnico, un ace di Ivan Zaytsev fa segnare un vantaggio azzurro di +2 (8-6), il secondo tempo tecnico è opera dell’ace di Osmani Juantorena, con un vantaggio divenuto di +8 (16-8). Nell’ultimo scampolo di set c’è spazio per l’ingresso di Gabriele Nelli e Gabriele Maruotti mentre a chiudere è il secondo sigillo personale di Mazzone per il 25-12.

    Un disco tutto italiano quello che sembra suonare a Firenze stasera ma che ha una, imprevista, B-side. Nel secondo set, infatti, la Repubblica Dominicana sfodera qualche acuto, prima recuperando quota (da 7-3 a 7-7) poi trovando il vantaggio. Fino al secondo tempo tecnico quando gli azzurri, sotto di due lunghezze, decidono di innestare la marcia giusta e, nonostante un pareggio di punteggio sul 17-17, tengono il piede sull’acceleratore a spingere con forza. Dal 20-17 al 25-28 finale, che si commenta da solo. Anche se è un risultato cheracconta poco, anzi nulla del set.

    Nel terzo set, dopo un crescendo azzurro e un vantaggio di +7 al secondo time out tecnico (16-9), dal doppiaggio del 20-10 e gli ingressi di Nelli, Maruotti e Randazzo che firma l’ultimo pallone a terra, quel 25-19 che mette termine a una partita mai in discussione. Con qualche momento di sospensione ma, particolare ben più importante, festeggia il ritorno dei punti a muro (8 sigilli nel fondamentale). Nota di merito: dalla linea di fondo campo: al servizio gli azzurri vanno a segno per 11 volte.

    Del muro ritrovato e del match, ne parla Ivan Zaytsev nella video intervista sulla pagina fb di Get sport, dove si trova anche la gallery fotografica della serata, a questo link https://www.facebook.com/getsportmedia/

  • Brivido Italia, ma poi è festa. Vince con l’Argentina e festeggia il tris di vittorie

    41827823_287227011879066_700906244294049792_n[di Emanuela Macrì – foto Riccardo Giuliani] Quando il riscaldamento finisce e le  squadre si schierano sul lato lungo del campo, a risuanare in tutto il Mandela Forum sono le note di The Final Countdown degli Europe. Ma questo non è il campionato europeo, bensì il Mondiale e tra pochi secondi inizierà il terzo match della Nazionale italiana, quello che la vede affrontare l’Argentina di Julio Velasco, vecchia conoscenza del volley di casa e prossimo allenatore di Modena, e di Luciano De Cecco, regista capitano dell’albiceleste e della Perugia fresca vincitrice del trilplete.

    Tempo degli inni, con quello di Mameli cantato da tutte le 8mila ugole presenti al palazzetto fiorentino, che un buoato è pronto ad accogliere l’ingresso dello starting six schierato dal ct Gianlorenzo Blengini che per la terza del Campionato Mondiale di pallavolo maschile di Italia e Bulgaria 2018 decide manda in campo la stessa formazione delle prime due gare.

    Gara, questa Italia – Argentina, aperta da un  punto della nazionale di Velasco, una difesa azzurra difettosa che non riesce a rimettere il pallone dall’altra parte del campo, scoprendo, fin da subito, il suo tallone d’Achille di giornata: la difesa. A questo si aggiunge una decisa elettricità che fa commettere ai ragazzi di Blengini un paio di errori al servizio (2 consecutivi) e sporcare troppi palloni in ricezione.

    41767609_1167828806675526_8844878026714906624_nPoi un primo tempo di Anzani (5-4) e il primo passaggio obbligato sul +3 azzurro (8-3) fanno ben sperare. Ma al di là della rete c’è un’Argentina coriacea, che ricostruisce, recupera, quindi trova il vantaggio al servizio (11-12) con Loser e poi accelera. Cercando costantemente Juantorena al servizio e travandolo in deciso affanno, arriva al secondo tempo tecnico in vantaggio (14-16) ribaltando la situazione precedente e presentandosi al finale con un 25-22.

    Il secondo parziale, inaugurato dall’attacco di Juantorena, ripropone un vantaggio degli argentini, a muro per il 6-8 che, però, si disperde nel giro di qualche scambio, mentre il resto del parziale è un crescendo italiano. Una sinfonia che dall’8-8 arriva al fino al 25-15 azzurro per una seconda frazione di gioco dove l’Italia torna ad essere quella vista nel match vinto ai danni del Belgio. E anche se non trova il muro, che risulterà il grande assente della serata, perlomeno ritrova Juantorena, best score del sabato mondiale con 22 punti complessivi.

    A salutare il ritorno in campo delle due formazioni è un ace di Daniele Mazzone, ma gli argentini si danno da fare e si presentano in vantaggio (6-8) al primo tempo tecnico. E cosí torna Mazzone, con un altro punto dalla linea di fondo campo (saranno 3 i suoi ace, al termine della gara) per un 11-9 che, con il pallonetto di Zaytsev a seguire, fanno urlare i 7mila del Mandela Forum. E se Velasco, nel frattempo, raduna i suoi per qualche raccomandazione che sortisce l’effetto desiderato prima pareggiando i conti (13-13) e poi mettendo la freccia (18-19), a togliere le castagne dal fuoco del punto a punto dell’ultima coda si set è lo Zar Ivan: con un attacco, vincente, sul muro a 2 argentino  e un ace per il 24-22. L’onere di chiudere il set che aveva aperto è di Mazzone, che attacca il pallone del 25-23 e fa esplodere il palazzetto.

    WhatsApp Image 2018-09-16 at 09.59.19La quarta frazione di gioco si apre sulle tonalità del giallo: nessun mistero, però, ma un cartellino a indirizzo albiceleste per le proteste che hanno chiuso il set precedente. E nessun giallo nemmeno sul tabellone. Semmai con qualche nube grigia sopra il cielo argentino, per 6-2 al primo tecnico e un -4 che diventa un -7 al secondo (16-9). Partita chiusa, si direbbe, E invece no, perchè il tempo discrezionale chiesto da Velasco sull’11-3 sembra lavorare e farlo bene, tanto da mettere sul tavolo la possibilità di un tie break: sul 22-21, grazie a una lodevole opera di recupero e poi, ancora di più, sul 23-23. Saranno i vantaggi a chiudere il match e un ace di Michele Baranowicz (28-26) e incendiare il Mandela Forum. E far scattare, di nuovo, il countdown per la partita di domenica che vedrà gli azzurri di Blengini affrontare la nazionale dominicana. Mentre l’Argentina di Velasco lascia il campo con l’onore delle armi, dopo 4 set combattuti, aspettando di incontrare la Slovenia, lunedì 17.

    Le video-interviste per vivovolley.net di Massimo Colaci e Daniele Mazzone e la fotogallery della serata sono online, sulla pagina fb di Get Sport Media, a questo link. Basta un clic! https://www.facebook.com/getsportmedia/

    Tabellino:

    ITALIA – ARGENTINA 3-1 (22-25, 25-15, 25-23, 28-26)

    ITALIA: Juantorena 22, Anzani 6, Zaytsev 20, Lanza 10, Mazzone 10, Giannelli 3, Baranowicz 1. Libero: Colaci. Nelli, Candellaro N.e: Randazzo, Rossini (L), Cester, Maruotti. all. Blengini

    ARGENTINA: Sole 7, Cavanna 1, Poglajen 18, Loser 4, Lima 11, Conte 8. Libero: Gonzalez A. De Cecco, Ramos 1, Crer 1, Lopez 1, Zanotti 3, Gonzalez J. 6, Fernandez L. all. Velasco

    Arbitri: Nasr (Egi) e Gerardo (Mes).

    Spettatori: 8260. Durata set: 31′, 25′, 31′, 36’.

  • L’Italia c’è! A Firenze entusiasma il pubblico e piega il Belgio di Anastasi

    41663776_10160812062055335_5717415912739438592_n[di Emanuela Macrì – foto Michele Benda per Get Sport Media] Battere la nazionale belga guidata da Andrea Anastasi. Era l’unica indicazione, declinata all’imperativo, della prima gara al Mandela Forum di Firenze ma la seconda del Campionato Mondiale degli azzurri di Blengini che da pronostico schiera la stessa formazione del Foro Italico.  Una missione portata a termine con passione e fame.

    Di fronte a un Belgio che mette subito pressione a Zaytsev e compagni, che aprono con una pipe di Osmani Juantorena ma poi soffrono in ricezione, e al primo time out tecnico si trovano due passi dietro gli avversari. Il cammino verso il secondo tecnico, a cui si arriva a situazione ribaltata, è un punto a punto con i belgi a spingere e gli azzurri  a rispondere al centro, e Juantorena a picchiare anche dalla seconda linea. E se Daniele Mazzone firma il primo punto azzurro al servizio, il 16-14 è dell’altro centrale, Simone Anzani. Nell’ultimo terzo di set la precisione del Belgio al servizio e un ct Anastasi arrabbiato con le decisioni del video check non bastano a fermare Zar (suo l’ace del 24- 19) e compagni. Che chiudono 25-20

    Nel secondo parziale ci sono la mano di Juantorena per l’8-6 e il muro di Mazzone per il 16-10  a raccontare un crescendo di gioco e spettacolo azzurro, con Simone Giannelli a distribuire palloni e mettere a referto qualche punto, con capitan Zaytsev a picchiare forte in attacco e non meno al servizio, trovando nei due ace consecuitivi (18-11 e 19-11) la chiave di volta di un set che passando dal 20-12 termina con un ace di Juantorena per il 25-17.

    A chiudere la pratica della serata di Firenze è un terzo set con Mazzone per l’8-4, e un errore del Belgio che fa segnare sul tabellone un parziale di 16-9 ma non si arrende e ricostuisce (18-12). Anche se i 9 match point per Colaci e compagni non lasciano molti dubbi. E il 26-16 non ci mette molto ad arrivare. In una partita praticamente senza cambi per ct Gianlorenzo Blengini (entra solo Gabriele Nelli in due occasioni e per il turno al servizio) mentre Andrea Anastasi prova a cambiare formazione e carte in tavola. Ma senza successo.

    Perchè il temuto Belgio si rivela avversario di livello ma possible. Per l’efficace servizio degli azzurri, con 10 punti messi a segno dalla linea di fondo campo (di cui ben 5 sfornati da Zaytsev, best score con 20 punti totali personali) e la convinzione dell’attacco. In una partita che doveva fare rima solo con vittoria. Per il proseguo del Mondiale, Anche.

    ITALIA – BELGIO termina 3-0 (25-20; 25-17; 25-16). E adesso Avanti con l’Argentina, prossima avversaria al Mandela Forum, sabato 15 alle ore 21.00

  • Italvolley regina del Foro. Debutto vincente sotto il cielo mondiale di Roma

    WhatsApp Image 2018-09-09 at 20.14.35[di Emanuela Macrì – foto Michele Benda per Get Sport Media] Tutto vero, tutto da giocare. Iniziano cosí il Campionato Mondiale di pallavolo maschile di Italia e Bulgaria, edizione 2018. Iniziano con il cielo di Roma a far da soffitto e con un Foro Italico colmo, emozionato ed emozionante per palazzetto. Sotto gli occhi del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, del Presidente della Fipav Pietro Bruno Cattaneo e quello del Coni Giovanni Malagò.

    E se a fine gara le autorità saranno in campo per congratularsi con gli atleti protagonist del debutto mondiale, per dare il via al match Gianlorenzo Blengini, ct azzurro, sceglie per l’esordio, la diagonale di Simone Giannelli con Ivan Zaytsev, al centro Simone Anzani e Daniele Mazzone, Osmany Juantorena con Filipppo Lanza in banda e Massimo Colaci libero.

    È Daniele Mazzone a dare il via a gara e competizione con un servizio out a tradire un’emozione che, però e per fortuna, dura poco: suo, infatti, il primo muro del match sul 4-3. Il resto del set, invece, è un vantaggio azzurro, seppur minimo e insidiato da qualche break a favore dei giapponesi, fino all’ultimo scampolo di frazione, aperto dall’attacco vincente di Anzani (20-17) e un muro dello Zar Ivan che firma anche un ace (24-18). A chiudere ci pensa Juantorena con una pipe che vale il 25-20.

    E riparte dalla pipe e con una pipe di Juantorena il secondo set di un’Italia che dimostra di avere il passo giusto, un passo avanti sull’avversario. Fino all’8-6 sull’errore al servizio dei giapponesi che apre a fase di crescita, continua, degli azzurri (16-13). Azzurri che chiudono con un vantaggio di 4 punti (25-21) ai danni di un Giappone che ci crede e di un Otake che si rivela il migliori dei suoi, anche se non basta.  Nemmeno in quello scambio lungo con recuperi spettacolari che manda le squadre al cambio di campo.

    Il terzo parziale si apre con gli azzurri a premere sull’acceleratore (8-4) per poi rilassarsi e lasciare gioco e campo a un avversario che non si fa trovare impreparato. Prima riaggancia Zaytsev e compagni (8-8) poi rimane a breve distanza (16-14), senza però trovare il varco giusto per sorspssare, senza trovare il modo di approfittare di un piccolo calo azzurro (22-21 e 23-22) sul finale. Sarà poi il braccio pesante di Osmany Juantorena a decidere set e partita(25-23), un match “intensa ma anche difficile – commenta Daniele Mazzone al termine della gara – perchè la prima è sempre una gara particolare sia per chi ha molta esperienza che per chi ne ha poca. La competizione è  lunga e durante le settimane a Cavalese sono emerse molte qualità di questo gruppo, tanto da sapere che ci sarà spazio per tutti.”

    L’Italia del volley, dunque, taglia il nastro del suo Mondiale con una vittoria per 3 a 0 (25-20; 25-21; 25-23) davanti a più di 11mila spettatori del Foro Italico e tra questi alcuni alcune vecchie conoscenze della pallavolo italiana. Atleti che l’hanno resa una pallavolo da medaglia d’oro a Rio de Janeiro nel 1990, Atene nel 1994 e in Giappone nel 1998.

    Un grande passato ad applaudire un presente. E un futuro che è già qui, a Firenze, giovedì 13 settembre contro la nazionale belga allenata da Andrea Anastasi.

    ITALIA – GIAPPONE 3-0 (25-20; 25-21; 25-23)

    ITALIA: Giannelli 2, Lanza 11, Anzani 8, Zaytsev 13, Juantorena 11, Mazzone 9. Libero: Colaci. Nelli. N.e: Candellaro, Randazzo, Baranowicz, Rossini (L), Cester, Maruotti. All. Blengini

    GIAPPONE: Ishikawa 9, Ri 1, Otake 11, Yanagida 9, Yamauchi 7, Sekita 2. Libero: Koga. Fushimi, Asano, Onodera, Ide (L), Fukuzawa. N.e: Fuji e Nishida. All. Nakagaichi

     

     

  • Campionati Mondiali: l’Italia dei 14 e il palinsesto RAI della prima fase

    40675746_1155373771254363_2107314549752332288_n[di Emanuela Macrì – foto Paolo Miccoli per Get Sport Media] Manca meno di una settimana al fischio d’inizio dei Campionati del Mondo maschili e l’Italia di Gianlorenzo Blengini è pronta. Dopo le “scelte dolorose”, così definite dal ct e il primo test match con la nazionale cinese superato a pieni voti a Padova, con un 3-0 (qui la gallery della partita ) e un caldo abbraccio dei 4mila della Kioene Arena, la lista dei convocati è completa. In attesa della seconda e ultima amichevole, in programma giovedì 6 settembre alle ore 18.00 a Siena, prima che tutto sia vero, presente, qui e ora. Prima della serata del Foro Italico di Roma. Un’avventura mondiale con il valore aggiunto di giocare in casa, sotto i riflettori e con una grande responsabilità, certo. Ma anche con il calore e con il supporto di un pubblico tricolore, sempre presente e partecipe.

    Un’avventura che avrà tra i suoi protagonisti i palleggiatori Simone Giannelli e Michele Baranowicz in diagonale con gli opposti Ivan Zaytsev e Gabriele Nelli. A schiacciare saranno Filippo Lanza e Osmany Juantorena, Gabriele Maruotti e Luigi Randazzo, al centro Simone Anzani e Davide Candellaro, Enrico Cester e Daniele Mazzone. I liberi,  Massimo Colaci e Salvatore Rossini.

    A dare il via alla manifestazione degli azzurri, che si concluderà domenica 30 settembre a Torino, sarà la gara contro la nazionale del Giappone, in programma a Roma domenica 9 settembre alle ore 19. E per tutti quelli che saranno lontani da Roma e dagli altri campi, ci sarà la possibilità di seguire il Mondiale anche in televisione.

    La PROGRAMMAZIONE TV della RAI nella prima fase:

    La Nazionale in diretta su RAI2

    DOM     9 settembre ore 19.00  Italia-Giappone (Roma)

    GIO   13 settembre ore 21.00  Italia-Belgio (Firenze)

    SAB  15 settembre ore 21.00  Italia-Argentina (Firenze)

    DOM 16 settembre ore 21.00  Italia-Repubblica Dominicana (Firenze)

    MAR  18 settembre ore 21.00  Italia-Slovenia (Firenze)

    Le altre gare, in diretta, su RaiSport+HD

    MER  12 settembre  ore 20.20  Belgio-Argentina (Firenze)

    GIO 13 settembre   ore 16.45 Australia-Stati Uniti  (Bari); ore 20.20 Brasile-Francia (Ruse)

    VEN  14 settembre ore 16.50 Argentina-Rep. Dominicana (Firenze);  ore 20.20 Giappone-Slovenia (Firenze)

    SAB  15 settembre ore 16.50 Belgio-Slovenia (Firenze); ore 20.20 Stati Uniti-Russia (Bari)

    DOM 16 settembre ore 16.50 Giappone-Belgio (Firenze);

    LUN 17 settembre  ore 16.50 Russia-Camerun (Bari)

    MAR 18 settembre  ore 16.50 Canada-Francia (Ruse);

    Le differite RAISport+HD

    GIO 13 settembre   ore  00.20 Cuba-Polonia (ore 20.30 del 12, Varna); ore 11.00 Stati-Uniti-Serbia (ore 20.30 del 12, Bari)

    SAB  15 settembre ore 00.20 Finlandia-Cuba (ore 17 del 14 a Varna)

    DOM 16 settembre ore 23.00 Serbia-Australia (ore 20.30 a Bari)

    MAR 18 settembre ore 00.20 su Iran-Polonia (ore 20.30 del 17 a Varna)

    MER 19 settembre ore 00.20 Serbia-Russia (ore 20.30 del 18 a Bari)

  • L’Italia non ripete. Il secondo test match è dell’Olanda

    38542094_1117254955066245_8009976666870775808_n[di Emanuela Macrì – foto Riccardo Giuliani per Get Sport Media] “Una partita diversa rispetto a quella giocata ieri, per una scelta diversa.” Sono le parole del ct Gianlorenzo Blengini che descrivono, di fatto, la scelta di affrontare la nazionale olandese nel secondo test match di Cavalese con una formazione altra rispetto a quella messa in campo nel pomeriggio di venerdì, in occasione della prima gara. Una formazione, poi, in divenire: perché se al fischio d’inizio il ct schierava la diagonale Giannelli – Nelli, Randazzo e Juantorena a schiacciare, Candellaro e Russo al centro e Colaci libero, ben poco di quella formazione sarebbe rimasto al termine del quinto set, di una partita incerta ma fin dai primi palloni a vedere i ragazzi di Vermeulen un passo avanti rispetto agli azzurri. Che ci hanno provato e recuperato, come nel primo set quando in svantaggio di qualche punto hanno agganciato la formazione avversaria prima sul 13-13 e poi sul 17-17 per guadagnarsi il set con il punteggio di 25-20.

    Ma la musica era destinata a cambiare già nel secondo parziale con l’Olanda a crederci di più e gli azzurri a rincorrere, senza successo, per un tabellone che al termine della frazione di gioco segnerà il pareggio nel conto dei set riaprendo i giochi. Nel terzo parziale, invece, la conferma di Maruotti per Juantorena, l’ingresso di Baranowicz in regia, Antonov a sostituire Randazzo e Rossini per Colaci, hanno nuova linfa e la squadra così rivoluzionata nel suo impianto ha costruito, mantenuto e difeso il vantaggio: dal +2 dell’8-6, passando per il +4 del 16-11 i ragazzi di Blengini si sono guadagnati il cambio di campo con un 25-23, nonostante una rivitalizzata Olanda sul finale (22-22)  capace di oscurare ma non spegnere la luce in casa Italia, che nel finale di set ha visto l’entrata anche Parodi e Mazzone.

    Un’onda lunga quella dell’Olanda che riprende il discorso, nel quarto set, col gas aperto. Anche se sembrava essere solo una nuvola di passaggio, soprattutto dopo il vantaggio azzurro 17-16 ottenuto con un muro di Nelli che replica sul 23-22. Ma l’apparenza, si sa, inganna, e lo può fare anche quando mancano due soli punti per chiudere una partita e ripetere il risultato ottenuto 24 ore prima. E il risultato del parziale, a favore degli olandesi (25-27), racconta proprio questo.

    Quel che rimane è un tie break a favore della formazione olandese fin dai primi palloni e una chiusura per 13-15 che non sorprende ne preoccupa, visti i due errori azzurri sul 14-14, il ct Blengini “perché – ha commentato a fine gara – questo è un momento della preparazione ini cui si giocano le partite non per vedere dove siamo arrivati ma per allenarci in modo diverso rispetto alle modalità della palestra. Questo anche per comprendere le difficoltà e cogliere i punti di forza.” Un lavoro “intenso – come ha raccontato Gabriele Nelli, unico punto fisso del match con 21 punti personali totali e 5 set giocati dal primo all’ultimo minuto – che ci vede molto impegnati e che dona fiducia per gli impegni che ci aspettano.”

    La fotogallery del match, firmata da Riccardo Giuliani, a questo link  https://www.facebook.com/getsportmedia/photos/?tab=album&album_id=1117249858400088

    ITALIA-OLANDA 2-3 (25-21; 21-25; 25-23; 25-27; 14-16)

    ITALIA: Giannelli 2, Nelli 21, Randazzo 9, Juantorena 4, Candellaro 5, Russo 8, Colaci (L). Maruotti 13, Rossini (L), Antonov 5, Baranowicz, Mazzone 4, Parodi 6 – Ne: Zaytsev, Lanza, Cester, Anzani – All: Blengini

    OLANDA: van Haarlem 2, van Garderen 6, Diefenbach 4, Jorna 7, Smit 12, ter Maat 24, Dronkers (L). Abdelaziz 6, Keemink, Andringa 7, Plak 7 – Ne: ter Horst, Parkinson, Sparidans (L) – All: Vermeulen.

    Arbitri: Lot e Zanussi

  • Da Lodi all’argento europeo UNDER21, passando per quello olimpico. Intervista a Luana Martone, schiacciatrice azzurra.

    Da Lodi all’argento europeo UNDER21, passando per quello olimpico. Intervista a Luana Martone, schiacciatrice azzurra.

    Luana Martone FSSI (1)[di Redazione – foto FSSI] Un argento europeo tinto d’azzurro appena conquistato, a 18 anni, a farsi posto tra i sogni. Anche se Luana Martone, schiacciatrice lodigiana in forza alla GSS Alba, non fantastica, ma seguendo il suo motto “Fa quello che può, con ciò che ha, dove è”. Niente amuleti o gesti scaramantici, la sua unica ancora, il suo unico appiglio, è lei stessa. Non c’è spazio per la superstizione fra gli obiettivi che la schiacciatrice della Nazionale Italiana Volley Femminile Sorde ha fissato già da tempo. Ora servono fiato e  determinazione per percorrere il tragitto: “Ho lottato e continuerò a lottare. Sono troppo ambiziosa per pensare di cedere anche solo di qualche millimetro”.

    Ce l’ha messa tutta, davvero, Luana per arrivare lì. Da quando giovanissima aveva scelto la pallavolo a scapito del nuoto, una disciplina che le piaceva ma che, insieme ad altre, ha avuto la peggio sull’ambizione, quella trasmessa da papà Maurizio: “Volevo arrivare in alto. Ma per riuscirci – racconta la ex centrale oggi schiacciatrice – sapevo di dover convogliare le energie. Così costume e cuffia sono finiti in un cassetto, mentre la racchetta da tennis e le scarpe da atletica non le ho mai comprate: era uno sport di squadra quello che volevo come compagno. E il volley sarebbe stata la decisione senza ripensamenti né rimpianti.”

    Da dove è iniziato il tuo cammino? “A Secugnago, nella società del paese dove sono nata, in provincia di Lodi. Anche se il volo l’ho spiccato in città proprio a Lodi durante un torneo, dove il dirigente di una società mi ha offerto l’opportunità di giocare in una nuova squadra e, quindi, di iniziare una nuova avventura. Da quel giorno, infatti, sono entrata a far parte del mondo reale della pallavolo: il passatempo, ormai era chiaro, stava diventando una cosa seria. Ma il ruolo di talent scout va a Francesca Devetag, centrale del Saugella Team Monza.

    Un nome noto a tutti gli appassionati di pallavolo e che ci porta ad oggi, perché “non solo mi ha scoperta e introdotta nell’universo FSSI (Federazione Sport Sordi Italia) ma è anche la mia allenatrice alla GSS Alba, squadra che milita nel campionato FSSI valevole, anche, per l’accesso alla Champions League DVCL (Deaf Volleyball Champions League). Un biglietto per l’Europa che ad Alba, di recente, abbiamo conquistato, insieme al tricolore: a novembre, poi, si volerà in Turchia per sfidare le altre squadre europee qualificate.

    Sogni europei, dunque, da realizzare e appiccicare lì, nell’album dei ricordi, come quelle medaglie. “Quelle conquistate con una maglia importante, quella della Nazionale. Con la convocazione arrivata al termine di una partita giocata con la squadra di club ad Ancona. Sulle gradinate, tra gli spettatori, c’era anche Alessandra Campedelli, allenatrice della Nazionale che mi ha notata, avvicinata a fine gara e poi convocata per alcuni raduni. Da lì, tanto lavoro per arrivare all’argento olimpico conquistato, sudato, desiderato e ottenuto ai Giochi Olimpici di Samsun del 2017. Quella medaglia appesa al collo e le sensazioni che ci ha regalato è uno dei ricordi a cui dedicare una pagina speciale.”

    Ma non è l’unico, vero? “No, infatti. Solo qualche settimana fa tornavamo da Palermo, dal Campionato europeo Under21, con un’altra medaglia d’argento e con la notizia importantissima, della nostra presenza come Nazionale Italiana Volley Femminile Sorde alla cerimonia di apertura, al Foro Italico di Roma, del Campionato Mondiale di Pallavolo maschile che nel mese di settembre si svolgerà in Italia. Saremo lì, anche, per tradurre in LIS l’inno di Mameli.” Emozioni in arrivo.

    Un’occasione in più per far luce e per parlare di sport, di quello a 360 gradi. Perché se molte barriere sono cadute, molto ancora c’è da fare. “A tutti i livelli. Ma, credo, che il passaggio più importante, sia il primo, quello da affrontare in famiglia: i genitori dovrebbero sempre incoraggiare i figli a praticare lo sport, senza pensare che esistano limiti, scogli insuperabili. Gli ostacoli NON ESISTONO (tutto maiuscolo!). E le esperienze, come quelle sportive, lo insegnano con decisione. Basta guardare ad atlete come Bebe Vio, o noi pallavoliste sorde: credo si debba prendere esempio e insegnare a dare il massimo. A dire che più di così non potevo, ma ho lottato e dato tutto.”

    Luana Martone FSSI (2)A proposito di maestri, chi ricordi come tale, come persona influente in questo tuo percorso, in questo cammino? “Tra tutti vorrei spendere due parole per una persona importante, ieri come oggi: il mio allenatore, Osvaldo Gatto, che oggi siede sulla panchina della squadra giovanile. Una persona esigente, un coach serio e severo dicevano. La persona che cercavo, di cui avevo bisogno, dico io. Un allenatore di carattere che ha fatto di me l’atleta che sono.

    Quella che non pensa più agli errori commessi ma si concentra sulla prossima palla, quella con lo spirito giusto da portare in campo, che ha messo da parte la timidezza e le chiusure per far posto alla grinta. Alla voglia di arrivare più in alto, di mettercela tutta sempre e comunque. Con la forza di mettersi in discussione, cambiare e superare qualche barriera mentale e caratteriale perché in uno sport di squadra, prima di tutto, viene il gruppo.”

    Un insieme fatto, però, di individualità. E allora parliamo di Luana: chi è, la pallavolista, fuori dal campo? “Una ragazza semplice. Ambiziosa e diligente, che ama la compagnia della gente, i viaggi e la musica. Studentessa di ragioneria, sognatrice, estroversa, iperattiva e chiacchierona. Pattinatrice provetta (anche sul ghiaccio, quando possibile) ma amante di tutti gli sport. Una diciottenne come tante”.

    Una ragazza comune, come lei stessa si definisce. Mentre noi aspettiamo di vederla con le compagne a inaugurare il Mondiale maschile di settembre, con due biglietti stretti nella mano: il primo per il raduno della Nazionale seniores in Sardegna fissato per ottobre e l’altro con destinazione Turchia e sogni di Champions League.

    A cura dell’Ufficio Stampa del Comitato Territoriale FIPAV Cremona Lodi