Categoria: Sezione Tecnica

  • Strategie nutrizionali e di supplementazione nella prevenzione dagli infortuni negli sportivi.

    Strategie nutrizionali e di supplementazione nella prevenzione dagli infortuni negli sportivi.

    [A cura del Dott. Natale Gentile (Biologo Nutrizionista Sportivo) ]

    É opinione condivisa che la patogenesi degli infortuni negli sportivi sia multifattoriale essendo legate a cause sia estrinseche (condizioni meteo, superficie di gioco, tipo di calzature…) sia intrinseche (età, aspetti posturali, allenamento, stress, stile di vita ed alimentazione).

    La maggior parte degli infortuni sono muscolari seguiti dalle fratture da stress e da legamentopatie e tendinopatie.

    Considerare gli aspetti degli apporti calorici, dello stato di idratazione, delle deficienze dei micronutrienti, dei livelli di vitamina D e dello stress ossidativo è fondamentale nell’ottica di un approccio integrato a 360° che metta al centro lo sportivo/atleta allo scopo di ridurre il rischio d’infortunio muscolare.

    É fortemente consigliato di evitare di ridurre l’apporto calorico al di sotto di determinati limiti; Loucks et al. hanno dimostrato che introiti calorici ridotti accentuano la fatica, hanno effetto immunosoppressivo e predispongono quindi agli infortuni; inoltre la restrizione calorica ha come effetto secondario anche quello di provocare deficienze di micronutrienti, alcune delle quali, come accade per il ferro, il calcio e la vitamina D sono molto frequenti negli sportivi ed atleti, prevalentemente di sesso femminile.

    Nello sportivo è essenziale, altresì, garantire uno stato di corretta idratazione; infatti esiste una correlazione diretta tra riduzione di peso per disidratazione e scadimento della prestazione fisica oltre che un aumento del rischio d’infortunio muscolare.

    L’alimentazione occidentale contemporanea è caratterizzata da un rapporto omega6/omega3 fortemente sbilanciato verso i primi con una conseguente maggiore produzione di molecole ad effetto proinfiammatorio. Negli sportivi risulta necessario riequilibrare questo rapporto rivedendo le abitudini alimentari ed evitando di abusare di alimenti ricchi di omega 6 e favorendo una maggiore introduzione di omega 3 sia attraverso la dieta sia attraverso la supplementazione.

    Una integrazione con antiossidanti atti a ridurre gli effetti del muscle damage indotto dall’allenamento è da consigliare solo in soggetti con una provata deficienza di un micronutriente, in soggetti in restrizione calorica per un considerevole intervallo temporale, in soggetti che per gusto o convinzione hanno limitato o del tutto escluso alimenti fornitori di vitamine. Negli altri casi è preferibile agire andando a rivedere le abitudini alimentari con un consumo di dosi adeguate di frutta e verdura.

     

  • Italia senza paura, domata dalla Polonia solo alla fine di un lungo tie break

    [di Emanuela Macrì – foto Riccardo Giuliani per Get Sport Media] L’emozione che non ti aspetti ma che speri di trovare in un tie break. E se vi siete persi questa Italia – Polonia beh, cercate un modo per poterla rivedere. Tutta, si intende. Con scorta di pop corn per il finale. Perché se qualche rammarico dopo la sconfitta di ieri rimediata contro l’Argentina di Mendez ci poteva stare, qui no. Lo spazio se lo prende tutto lo spettacolo della reazione, delle reazioni, azzurre. Tutto cuore e nervi d’acciaio, anche se poi finisce che un video challenge ti annulla il match point e la vittoria termina nella mani avversarie. A pesare nel bilancio di un weekend di VNL, alla fine, sono un urlo cacciato al cielo, mani e stomaci a gridare all’unisono. A rispondere, sotto di quattro lunghezze su un avversario a soli 5 palloni dalla vittoria. A dire che no, non chiamatela baby Italia, perché non vi risponderà. Non più.

    Fotogallery della partita, di Riccardo Giuliani
    Video interviste a Gianlorenzo Blengini e Matteo Piano su https://www.facebook.com/getsportmedia/

    Cronaca, a seguire
    ITALIA – POLONIA 2-3 (25-23; 22-25; 25-23; 21-25; 23-25)

    PRIMO SET – Italia: cuore, muro e difesa
    Il primo punto del parziale e della sfida è dei campioni del mondo in carica a cui risponde, subito, un attacco block out di Oleg Antonov sul muro a 3 avversario. Un inizio in equilibrio come tutta la prima parte del parziale, poi a favore dell’Italia già dal 7-5, quel tocco sul muro e punto azzurro confermato dal video challenge, con qualche decisa lamentela di coach Vital Heyner che gli vale un giallo senza appello. La risposta, semmai è il muro di capitan Giannelli (8-5) che porta i suoi al primo tempo tecnico sul +3 mentre il secondo arriva sullo sfondo di un +4 (16-12) grazie al tocco dell’asticella su attacco di Aleksander Sliwka. Ultime note del set, attacca a suonare dal 20-18, con un vantaggio insidiato ma tenuto sotto stretto controllo da un paio di magie del capitano azzurro Simone Giannelli e dalla panchina che sul 24-23 si prende il discrezionale rimasto. Per poi chiudere 25-23 con qualche soddisfazione tolta a muro mentre a infasdire ci sono i troppi errori al servizio, a secco di punti.

    SECONDO SET – Polonia a senso unico
    Apre una azione lunga e un pallone a terminare nella metà campo azzurra. Preludio di un set appannaggio dei campioni del mondo, che nei due tempi tecnici si presentano in vantaggio di due lunghezze (6-8 e 14-16) nonostante le insidie dei padroni di casa che in più di un passaggio riescono a rimettere in equilibrio la situazione e, sul finale, anche a portarsi avanti nel punteggio fino al +3 a marchio Antonov che prima intercetta il dito del muro polacco per il 17-17 e poi firma un 20-17 poco dopo sfumato. Sotto i colpi di Bartosz Bednorz e di Maciej Muzaj.

    TERZO SET – La comparsa del servizio (buono)
    Polonia avanti subito, con la messa a terra del primo pallone, e l’Italia a non concedere troppo spazio di manovra e riprendere il controllo della situazione, con un ace di Daniele Lavia (5-3), il secondo della partita azzurra, e quello di Giannelli (8-5) a cui si accoda il muro di Roberto Russo (9-5). Ma una fase di crescita polacca, iniziata con il muro di Muzaj (9-6), è in agguato, come la pronta risposta azzurra a mezzo punteggio nel secondo tecnico (16-12 con il pallone in rete sul servizio di Karol Klos). Ma quella dall’altra parte della rete è una Polonia mai doma, capace di di portarsi sul 17-16 con un muro di Muzaj e di sfoderare due muri conecutivi di Klos per raggiungere il 19-20. Anche se nulla può quando il pallone trova nelle dita di capitan Giannelli il pallonetto del 25-23.

    QUARTO SET – Rimesa all’ultimo gradi di giudizio
    Inizio col botto per i ragazzi di Heynen (1-5) e qualche perplessità sulla panchina azzurra che interrompe il momento buono con un discrezionale arrivato giusto giusto a distrarre e indurre in distrazione Jakub Kochanowski al servizio. Con una Polonia che al primo tecnico timbra un +5 (3-8) mentre al secondo passaggio il vantaggio si riduce di 2 unità (13-16) a causa di una rimonta azzurra, targata Antonov – Giannelli, capace di portare il tabellone sul 9-9 prima e sul 13-14 dopo. L’ultimo giro di giostra parte dal 18-20 che nemmeno gli attacchi di Antonov e la pipe di Russo potranno aggiustare. E il 21-25 finale di Muzaj è lì a rivelarci una sola verità: si va al tie break.

    QUINTO SET – Adrenalina, reni e thriller
    Muzaj come chiude, inizia. In attacco. Mentre gli azzurri rincorrono, sono e rimangono lì a un passo, con Lavia e Giulio Pinali a tenere passo e punteggio in parità, mentre a tentare il sorpasso è Antonov (6-5). Il cambio campo, però, è un vantaggio polacco (6-8) con un muro di Kocha a fa seguito una succesione di discrezionali e un muro di Aleksander Sliwka sul 6-11, una scure che sembra abbassarsi sulla nazionale italiana. Che sembra soltanto. Perché Lavia dà la stura (7-11) al recupero, straripante e coinvolgente, dell’Italia. Con Pinali e Piano, Antonov e Lavia a metter giù palloni e crederci. Fino alla fine di un quinto set degno di tale nome. Qunado un viedo challenge spegne sul nascere i festeggiamenti di un infuocato Allianz Cloud, mentre per le mani delle due formazioni passano 6 palloni match a testa fino a quando il tabellone segnerà il definitivo 23-25. Un punteggio che da solo non basta a raccontare una nazionale, quella azzurra, tutta reazione e fame, voglia di lottare e grinta. Qualità da mettere nella valigia per il Brasile, prossima tappa della VNL 2019. Servirà tutto questo, lì.

  • Smart Coach, il corso organizzato dal CT FIPAV Cremona Lodi raccontato da Irene Ranalletti, docente FIPAV e relatrice.

    Corso Smart Coach (1)Un corso che ha visto una grande adesione sia in fatto di numeri che di coinvolgimento da parte dei partecipanti.” Il corso formativo per Smart Coach, organizzato dal Comitato Territoriale FIPAV Cremona Lodi e conclusosi la scorsa domenica dopo due weekend di incontri, si potrebbe riassumere così. Ed invece, così si può solo iniziare. A raccontarci del percorso formativo che per due fine settimana ha impegnato più di cinquanta aspiranti Smart Coach del territorio di Cremona e Lodi, è Irene Ranalletti, Docente FIPAV e relatrice del corso (coadiuvata dai docenti Antonio Bellan e Roberto Romani), Coordinatrice per la Regione Lombardia del Progetto VolleyS3 e Membro del gruppo di lavoro nazionale che per mandato federale ha ideato il progetto, redatto il piano formativo e scritto il manuale tecnico. “Si tratta di un percorso atto a formare una figura tecnica, di fatto, nuova per i quadri federali. Una figura che, una volta frequentato il corso e conseguita così l’abilitazione, avrà il compito di seguire i piccoli atleti dai 5 anni in sù e nel loro percorso di crescita, fino ai 12 anni d’età. Un compito importante che abbisogna dell’adeguata preparazione: i contenuti del piano di studi previsto per il corso di Smart Coach, infatti, non si trovano in nessun altro percorso formativo.”

    Per una preparazione forse meno tecnica ma “che punta sulla passione – continua Irene Ranalletti – e sugli aspetti dell’animazione, del coinvolgimento emotivo ed emozionale. Il corso, che ricordiamo è nazionale, è strutturato su 6 moduli di 2 ore ciascuno. In Lombardia, con l’approvazione della Consulta dei Presidenti, abbiamo ottenuto di portare il monte ore a un totale di 16, aggiungendo così un paio di moduli e 4 ore di lezione. Una necessità, quella di una formazione in tempi maggiori, emersa negli anni scorsi al termine dei corsi per istruttori minivolley: una figura diversa da quella subentrata dello Smart Coach ma che con questa condivideva la fascia d’età a cui era dedicata.”

    C’è un’attenzione particolare, dunque, a tutti gli aspetti che si legano alla figura dello Smart Coach? “L’obiettivo primario è quello di offrire la miglior preparazione possibile. Per questo al termine dei moduli, ai partecipanti è richiesta la compilazione di un questionario (30 domande e 30 minuti a disposizione) che, certo, è una formalità, ma risulta molto utile a noi docenti per comprendere l’efficacia del nostro lavoro, per orientarci e trovare eventuali aree dove intervenire.”

    Un’occasione di crescita per tutti, dunque. “Per le persone che arrivano da una lunga esperienza in palestra – conclude la Docente Federale – e la frequenza del corso si rivela essere un momento di approfondimento e arricchimento. Ma anche per tutti quelli che si affacciano all’universo del VolleyS3 per la prima volta e, quindi, hanno tanto la necessità di apprendere quanto una grande motivazione”.

    A cura dell’UFFICIO STAMPA del COMITATO TERRITORIALE FIPAV CREMONA LODI

  • “Gioco, flessibilità e figure professionali competenti”.  Il consigliere Del CT Cremona-Lodi, Walter Raimondi, presenta il VolleyS3 provinciale

    “Gioco, flessibilità e figure professionali competenti”. Il consigliere Del CT Cremona-Lodi, Walter Raimondi, presenta il VolleyS3 provinciale

    Walter Raimondi VolleyS3 CT Cremona LodiÈ il progetto che il Settore Scuola della FIPAV – Federazione Italiana Pallavolo ha introdotto a partire dal corrente anno scolastico e che, da qualche tempo, ha trovato anche l’approvazione del MIUR quale progetto di carattere nazionale: è il suo nome è VolleyS3. A raccontarci delle novità apportate da questo importante progetto e dalla sua natura è Walter Raimondi, da molti anni impegnato a vario titolo nel mondo della pallavolo, da genitore prima a dirigente poi fino a coprire la carica di direttore sportivo, ed oggi consigliere del Comitato Territoriale Cremona Lodi, ma anche coordinatore della Commissione VolleyS3, della Sezione Scuola e della Sezione Eventi del medesimo comitato.

    “Il VolleyS3 nasce come evoluzione di quello che fino a qualche tempo fa si chiama minivolley. Si tratta, però di un rinnovamento – chiarisce Raimondi –  che non si esaurisce nel cambio del nome, ma va decisamente oltre. Alla base di tutto, quale fondamento, c’è il concetto del gioco e del divertimento che accompagnano la pratica del VolleyS3. È la motivazione, infatti, uno dei cardini fondamentali su cui si struttura tutta l’attività dei primi anni trascorsi in questo sport, per fare in modo che i bambini e le bambine trovino gli stimoli giusti per continuare a giocare a pallavolo.”

    I nomi, si sa, sono importanti anche per comprendere. Cominciamo, dunque, dal nome scelto: cosa significa S3? E quali sono stati i cambiamenti, le innovazioni apportate?

    “La prima esigenza, una volta evidenziatasi la necessità di un cambiamento, è stata quella di trovare il giusto sostituto a un nome che rischiava di suonare come riduttivo rispetto all’importanza della missione. Ecco quindi l’arrivo delle tre S di Sport, Squadra e Salute ad accompagnare il volley in questo suo, nuovo, cammino, dove a sostituire la rigidità delle regole hanno trovato posto i concetti di facilitazione e di flessibilità uniti alla componente del gioco. Per fare in modo che l’accesso a questo sport avvenga attraverso l’attività ludica si è pensato di formulare alcune proposte, rimandando di qualche anno l’appuntamento con gli aspetti puramente tecnici e tattici. Tra queste, ad esempio, la proposta dello SpikeBall, “il gioco della schiacciata”, che grazie ad alcune regole formulate sulla base della facilitazione, quali la possibilità di fermare il gioco o far rimbalzare il pallone a terra, permette agli atleti una continuità di gioco senza rinunciare alla competizione. L’obiettivo principale è quello di vedere giovani atleti felici di praticare questo sport, far nascere e crescere in loro il piacere di giocare a pallavolo.”

    A quale fascia di età si rivolge il VolleyS3 e come si struttura la sua attività?

    “Il VolleyS3 accoglie atleti e atlete dai 5 ai 9-10 anni che partecipano al gioco suddividi in gruppi formati sulla base del livello dell’abilità raggiunta e non secondo il principio dell’età, in squadre miste e composte da un numero variabile di giocatori. Questo, sempre e ancora, in osservanza dei principi cardine di flessibilità e di facilitazione, per fare in modo che ogni atleta possa trovare la propria, adeguata, situazione secondo le capacità del momento e progredire secondo i propri tempi, senza forzature. I livelli individuati, accomunati dal principio del “giocare subito”, senza bisogno dell’esercizio preparatorio, sono tre: a iniziare dal WHITE, dove ci si confronta con i primi rudimenti, passando per il livello GREEN e le dinamiche del gioco S3, fino al RED, il livello più vicino alla pallavolo delle categorie più alte.”

    Gioco e divertimento, ma anche impegno. Quali sono gli appuntamenti del Volley S3?

    “Impegni – sorride Walter Raimondi – molto piacevoli. A cominciare da quelle che, con il Comitato, abbiamo deciso di chiamare feste. Si tratta di giornate di gara, generalmente fissate alla domenica e organizzate a turno dalle quarantuno società del Comitato Territoriale di Cremona e Lodi che effettuano attività di VolleyS3. Festa perché alla base c’è la voglia di stare insieme, di trascorrere alcune ore in compagnia di amici nuovi o futuri, con la pallavolo quale mezzo di unione. Senza dimenticare l’aspetto della socialità, favorita anche dalla presenza di ricchi buffet e da un calendario che, al termine della stagione 2017/18 riunirà tutte le società in un evento finale, in programma per domenica 3 giugno 2018, in una località in via di definizione.  Giornate di festa, dunque a riassumere un’attività che, però, individua la propria base negli allenamenti, con almeno due appuntamenti settimanali della durata di un’ora e mezzo ciascuno. Momenti in cui si imposta il lavoro mettendo al centro, sempre e comunque, la componente del gioco.”

    A questo proposito possiamo parlare di un’altra importante innovazione operata con il VolleyS3. Quale?

    Una novità fondamentale – spiega, in chiusura il coordinatore – come l’introduzione della figura dello Smart Coach, una persona appositamente formata per prendersi cura dei nostri giovani atleti, preparata non solo nella tecnica ma anche, e soprattutto, per quanto riguardo lo spirito con cui dovrà affrontare il lavoro in palestra. La regola numero uno, in questo caso, è proprio il sorriso. Lo Smart Coach, dunque, è una figura di grande sensibilità e attenzione per gli aspetti dell’emozionalità. In Lombardia, e lo dico con grande orgoglio, i corsi sono tenuti da persone di elevata preparazione come la Prof.ssa Irene Ranalletti, docente FIPAV e coordinatrice per il Comitato Regionale Fipav della Lombardia per il settore VolleyS3. E, con soddisfazione, tengo a sottolineare il fatto come nella nostra regione si tenga in grande considerazione il progetto del VolleyS3 tanto che è stato deciso di strutturare corsi di 16 anziché 12 ore come previsto a livello nazionale. Questo sottolinea la grande attenzione per questa nuova, importante, figura.”

    Corsi che presto riguarderanno anche il territorio di Cremona Lodi: tra qualche giorno, infatti, sarà reso pubblico il bando per il primo corso per SmartCoach organizzato dal Comitato Territoriale Cremona Lodi, con tutte le informazioni disponibili sul sito, alla sezione dedicata. I prossimi appuntamenti con il VolleyS3, invece, sono fissati per domenica 25 febbraio a Cremona, Ostiano, Agnadello, Dovera (CR) e Somaglia (LO) e per domenica 4 marzo Credera Rubbiano (CR). Per il calendario a seguire, gli aggiornamenti saranno disponibili sulla pagina fb del Comitato  (https://www.facebook.com/fipavcremona).

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  • Davide Mazzanti e Volleyball Team Manager: La tecnologia si sposa con la pallavolo. Un cambio epocale!?

    18766358_767711646687246_1168346051868029670_oUna grandissima novità nel mondo del volley, anzi una vera innovazione (futura) per questo sport: nasce Volleyball TM, un progetto che coinvolge il ct della nazionale italiana Davide Mazzanti,  il Politecnico dell’ Università delle Marche  – Dip. Ingegneria, insieme alla DPM Concept di Senigallia e la Grottini Lab di Porto Recanati.

    Da un articolo su Il Corriere Adriatico che ci ha fortemente incuriosito, abbiamo sentito il ct per capire meglio di cosa si tratta: “E’ una sperimentazione che abbiamo messo in atto con il Politecnico di Ancona” – spiega coach Mazzanti – “ è nata per caso, perché cercavo un modo di monitorare meglio gli allenamenti e loro volevano fare una ricerca in ambito sportivo, avendo tanti progetti soprattutto legati all’ambito medico. Mi hanno espresso le loro potenzialità e le possibili applicazioni nella pallavolo. Le due cose che sono uscite sono: l’accelerometro (anche se non è proprio un accelerometro) e la telecamera ad infrarossi per lo studio della cinematica, ovvero dei movimenti tecnici in campo. Abbiamo iniziato e lo staff sta sviluppando delle tecnologie per tutto questo”.

    In realtà Davide non è proprio neofita in questo campo: ”Ho iniziato a studiare ingegneria all’ università, ma toccata e fuga, non era per me :-).  Poi, ad un amico comune ho raccontato quale era la mia ambizione in allenamento e lui conosceva molto bene il responsabile di Informatica  dell’ Università di Ancona (Dott. Emanuele Frontoni). Ci siamo incontrati ed in due secondi è stato messo in piedi tutto: mi hanno mostrato il potenziale di quello che riescono a fare, sono rimasto scioccato dalle loro risorse e dalle loro tecnologie ed abbiamo iniziato a studiare ciò che poteva essere più specifico per il volley. L’ accelerometro, viene utilizzato di solito nel campo delle vendite, nei centri commerciali per monitorare dove vanno i carrelli della spesa, è stato ridotto nelle dimensioni, hanno cambiato la batteria, hanno fatto in modo che sia indossabile. Un grande lavoro per portare tutte le tecnologie che avevano nel campo della pallavolo. Ho fatto una specie di prova con una selezione messami a disposizione da Marco Paolini (allenatore, consigliere federale Fipav), visto che ero ad Ancona, una sorta di allenamento 0. Ora stanno sviluppando il progetto a livello tecnologico, non c’è ancora nulla di pronto, siamo in attesa di testare il tutto, spero di avere qualcosa di codificato il prima possibile, in modo da poterlo usare attivamente durante l’estate”.

    Le prospettive di utilizzo?: “Una cosa molto difficile da monitorare è il carico degli allenamenti, quanti salti fanno le ragazze e con che intensità, cioè quanti salti al minuto. E l’accelerometro mi darebbe la possibilità di capire quanto è intenso l’allenamento. Quando ero a Conegliano ho fatto uno studio proprio su questo, ci hanno fatto anche una tesi: il preparatore insieme ad un assistente contava il numero dei salti, quindi non avevo dati oggettivi sulla qualità del salto né qualcosa di scientifico su cui basarmi. Alla luce di questo studio, secondo me molto interessante per gestire i carichi di lavoro, volevo qualcosa di tecnologico che mi aiutasse senza perdere una persona che contasse i salti e finalmente l’ho trovato; sul campo della cinematica, cioè la telecamera ad infrarossi, ci sono mille sviluppi, qualcosa di incredibile, ed è il lavoro che fa già il Politecnico di Milano, molto avanti proprio sullo studio della cinematica, anche nella pallavolo. E’ un pò come studiare tecnica dell’atleta sulle sue capacità, come se questa telecamera ad infrarossi, detto in parole povere, registrasse tutto quello che fa l’atleta prendendo informazioni dall’atleta stessa, su quelli che sono gli angoli di movimento dell’atleta, quindi in riferimento proprio a quello che fa l’atleta stessa e non più al modello esterno “fai così”. E’ un cambio epocale secondo me!!!” .

    18836792_767347716723639_164423019609499226_oUn progetto che ha voluto condividere: “Ho indetto una riunione chiamando più allenatori possibili dello staff della nazionale per confrontarmi, perché le potenzialità di quello che ho visto sono così alte che vedendole da una prospettiva sola secondo me mi perdevo tantissime cose: con una equipe di allenatori e preparatori più larga possibile potevo per capire meglio il reale potenziale della sperimentazione. Per ogni tecnica c’è la possibilità di studiare qualcosa di importante, e visto che al momento sto studiando tantissimo, avere qualcosa di più scientifico è una gran cosa. Mi sono io stesso in questo periodo confrontato con gli sport individuali, hanno una cura del dettaglio maniacale, più profonda, ci serve proprio uno studio di questo tipo, più adatto anche in base agli atleti che si hanno.”

    Una sperimentazione che però non mette in pericolo la naturalezza del gesto tecnico da parte dell’atleta: “La telecamera ad infrarossi registra tutti gli angoli di movimento dell’atleta, ed i tempi con cui vengono fatti. Ti dice quante volte ti avvicini al gesto ottimale. E’ una telecamera che impara da quello che fa l’atleta e dice quante volte ha ripetuto in modo fedele un gesto (noi allenatori spesso diciamo quale è il gesto ottimale – e la telecamera si riferirà a quel gesto) oppure in base al numero di ripetizioni che riesce a fare in modo continuo con tutti gli angoli e le velocità giuste. Serve solo a capire quale è la strada da percorrere con un atleta per capire se modificare di più un angolo o la velocità o un anticipo. E’ uno strumento molto importante da aggiungere a quello che noi allenatori chiamiamo “occhiometro” ovvero la nostra la capacità di vedere quale è la cosa più corretta, ed avere un supporto scientifico per questo. Adoro la tecnologia, quindi tutto questo mi ha affascinato, volendo andare a cercare di più il dettaglio, in loro ho trovato dei validi interpreti e collaboratori”.

  • L’ Isola che non c’è..

    IMG_8892Ormai che (io) sia “qualcuno fuori dal coro” è risaputo, una pecora nera, che scrive quello che pensa e che vede. Metto nel web le mie opinioni, c’è chi le apprezza, chi no, chi le discute, creando qualcosa di costruttivo, c’è chi mi fa capire che posso anche essere in errore. Ma, in tutto quello che ho sempre scritto, riferendomi alla pallavolo, non ho mai voluto mancare di rispetto alle “persone” in quanto “essere umano” in primis.

    Credo che fare il giornalista sia un mestiere molto difficile, io non lo sono e non pretendo di esserlo perché ho un pass “press” al collo. Scrivo in un certo modo partendo da quello che sono anche fuori: sono abituata a dire quello che penso, a volte dovrei pensarci 10000 volte prima di scrivere, sono impulsiva, a volte ci penso invece 1000 volte. E credetemi non sempre e affatto facile separare il lato “Vivovolley” dal lato “umano”..

    Ci sono cose però che credo non si debbano scrivere proprio per rispetto alla persona che è prima di tutto un personaggio pubblico. Si parla di etica morale, ma (a volte) dove è, quando si mettono in piazza notizie personali? Il fatto che le persone siano sotto i riflettori non significa che bisogna sbandierare al mondo fatti personali “gravi” (salute) senza aver chiesto “permesso” a chi sta vicino loro. Gioie e dolori, oneri e onore per essere qualcuno con visibilità, qualcuno consapevole che avrà i suo panni non lavati solo in casa. E per certi aspetti è giusto così.

    Ma ci sono situazioni che vanno rispettate prima di essere “messe al mondo”. Bisogna saper rinunciare allo “scoop”, anche se fare scoop per tantissima gente è un lavoro che fa vivere. Rincorrere una news sportiva, metterla prima è una cosa, fare informazione. Quando si parla di fatti personali, è un altro paio di maniche. L’ ho imparato, nel corso di questi anni di “passione” (e lavoro per certi versi). Bisogna sapere scegliere.. Per fortuna, tutta l’erba non è un fascio.. Grazie!!

    Rispetto… L’isola che non c’è..

    Cristina Gatti

  • VOLLEY JAM CAMP 2012: UNA NUOVA STAGIONE TARGATA KINDER + SPORT

    Tutto pronto per la sedicesima edizione del Volley Jam Camp, da anni ormai leader fra i Camp estivi italiani per numero di partecipanti, qualità del lavoro tecnico svolto, prestigio di campioni e allenatori ospiti e bellezza delle locations. Per il secondo anno consecutivo inoltre Kinder + Sport ha deciso di abbinare il proprio brand a quello del Jam Camp. 

    Il Volley Jam Camp nasce nel 1997 a Giardini Naxos Taormina (Me); fra i primi a sperimentare un Camp estivo di pallavolo (tanto da essere stato definito “pioniere” del settore), oltre alla storica sede siciliana si è svolto negli anni anche a Salsomaggiore (Pr), Fiuggi (Fr), Isca sullo Ionio (Cz), Badesi Mare (Ss), Gallipoli e Taviano (Le). Da cinque stagioni si svolge in pianta stabile sulle coste della Versilia toscana, a Marina di Massa e Carrara (Ms). In 15 anni di storia il Jam Camp ha acquisito una struttura e un’organizzazione invidiabile, diventando un modello ideale di Camp per l’intero movimento. 

    Artefice dell’iniziativa la “ICARO Eventi Sportivi” dei fratelli Roberto e Danilo Milocco, esperti della comunicazione e coinvolti attivamente nel mondo dello sport e degli eventi sportivi. 

    Tanti i campioni e le campionesse che nel corso degli anni sono stati ospiti del Volley Jam Camp: da non dimenticare Francesca Piccinini, Giulia Leonardi, Marta Bechis, Indre Sorokaite, Martina Guiggi, Francesca Ferretti, Leo Marshall, Valerio Vermiglio e Luigi Mastrangelo.

     Non da meno i grandi allenatori che non sono voluti mancare nel corso delle varie edizioni del Camp: tra questi ricordiamo Massimo Barbolini, allenatore della Nazionale Italiana di Pallavolo Femminile, Marcello Abbondanza, Daniele Bagnoli (tra i coach più vincenti della storia del volley italiano), Francois Salvagni (neo allenatore del Chieri Torino Volley Club) e Luca Cristofani.

    Il Volley Jam Camp 2012, che si svolgerà sotto la direzione tecnica di Francois Salvagni, prevede tre locations di grande prestigio:

    • MARINA DI MASSA (17/23 + 24/30 giugno)
    • CAPITOLO – MONOPOLI (9/15 luglio)
    • GIARDINI NAXOS – TAORMINA (21/27 luglio + 28 luglio/3 agosto)

    Il Camp è rivolto a ragazzi e ragazze dagli 8 ai 19 anni e si distingue anche per la sicurezza dei giovani atleti/e, che è sempre tenuta al primo posto: infatti ogni 12 partecipanti sono previsti 1 allenatore + 1 assistente. E’ prevista inoltre un’assistenza medico sanitaria 24h su 24h con pronto soccorso all’interno del villaggio e servizio di assistenza fisioterapica sui campi.

    La quota d’iscrizione è comprensiva di:

    • Attività tecnica e sportiva
    • Pensione completa
    • Assicurazione
    • Completo tecnico da gioco (maglia + pantaloncino)
    • Completo d’allenamento (maglia + pantaloncino)
    • Zainetto, cappellino e borraccia

    Verranno organizzati (per coloro che lo desiderano) i viaggi di raggiungimento delle varie locations con accompagnatori dello staff Jam Camp.

    Inoltre genitori, parenti e accompagnatori dei partecipanti avranno la possibilità di poter soggiornare presso strutture selezionate in ognuna delle locations dove si svolge il Camp a prezzi estremamente vantaggiosi.

    Un grande evento itinerante che, sotto la partnership con Kinder + Sport, durerà tutta l’estate toccando le migliori località turistiche e farà vivere un’esperienza unica e irripetibile ai giovani partecipanti.

     

    Roberto Milocco, organizzatore del Volley Jam Camp: “Siamo estremamente soddisfatti di aver abbinato per il secondo anno consecutivo il brand Kinder + Sport a quello del Jam Camp. E’ un marchio DOC, che in pochi hanno in Italia. Si tratta dell’unione di due eccellenze. Credo che, continuando su questa strada, insieme potremo fare grandi cose anche in futuro”. 

    Per info www.jamcamp.it e www.kinderpiusport.it oppure infoline “Volley Jam Camp” (volley@jamcamp.it  +39 393 9161958)

  • Pallavolo……e rispetto…..

    Pallavolo, gioco di squadra..Cosa vuol dire gioco di squadra?  Julio Velasco “vuole” schiacciatori che schiaccino palloni alzati male, che non “parlino” dell’ alzata, ma la risolvano, che aprano il “cervello” e cerchino il file “palla alzata bassa, palla alzata fuori banda” etc….

    Perchè ho scritto questo? Perchè in questi giorni, durante per partite del Wgp ne ho lette di cotte e di crude sul problema “regia” della squadra azzurra. Ma il problema non è il commento, se esso fosse oggettivo e rispettoso. Il problema, anzi la cosa che mi dà un gran fastidio è proprio lo scrivere senza rispetto cose indecenti, e indecenti non sarebbe la parola esatta. Certo, anche io mi incavolo davanti alla tv se vedo la squadra o qualche “azzurra” giocare male, mica sono una santa. Anni indietro è capitato anche a me di esprimermi magari in modo” impulsivo” su qualche forum..Perchè il problema qui sono i forum o siti che permettono commenti  spesso veramente ingiuriosi.

    Mi metti nei panni di un familiare di una atleta che legge certe cose. E ognuno di noi può o potrà trovarsi in questi panni..Qui non si vuol dire che non bisogna “commentare” se qualcuno/a gioca male!! Ma chiedere un pò di rispetto….Vuoi che i forum non sono moderati, vuoi che non si possano ” cancellare” in tempo reale alcuni scritti offensivi, vuoi che nessuno dice “Ehi, si sta esagerando” ( E io ringrazio sempre chi anni fa quando mi è capitato di “perdere la bussola” mi  ha messo sulla strada giusta), vuoi..un sacco di cose! Ma resta il fatto che chi è in campo e dà il suo massimo o cerca di dare il meglio di sè va rispettato anche se non rappresenta i canoni di precisione, fantasia etc..etc….Non è colpa di nessuno se una farfalla non diventa un baco da seta. E’ però da rispettare se cerca comunque di “vivere” al meglio, per quanto può, da farfalla.

    E la cosa ridicola è che spesso si leggono commenti indecenti su una “giocatrice” perchè ha giocato male per es. 2 set, poi ne gioca bene 1 e passa dalle stalle alle stelle. Nessuna, e dico nessuna, è esente da questa “legge”. Penso a chi non è stata magari continua durante la stagione, con commenti alle sue prestazioni davvero brutti, e poi penso alle medesime persone che, dopo che la stessa ha vinto, sempre per fare un es., lo scudetto con prestazioni maiuscole, è stata osannata. E ne leggi a iosa di situazioni così, su tutte, nessuna esclusa, nemmeno se si chiamano Piccinini o Fabiana!!

    In questi due giorni di gare per es. l’ Italia ha giocato 4 set brutti, di certo la regia non ha brillato, ma è anche vero che in diverse situazioni dove la ricezione ha traballato, con alzata brutta e nessuno lo nega,  l’ attacco non ha” risolto” l’ alzata (ove era possibile diciamo così), non ci ha messo del suo, per dirla alla Velasco. Poi ci sono stati 5 set in cui la regia non è diventata un genio improvviso, ma forse si è “tranquillizzata” vedendo che anche in momenti di difficoltà le compagne han cercato di “sistemare meglio” le cose. In fin dei conti se le due centrali han fatto 24 punti in due, o contro il Kazakhistan le schiacciatrici han messo giù 50 palloni in 3, qualcuno quei palloni glieli avrà alzati, magari non tutti perfetti, ma di certo centrali e bande non si alzano da sole! Però, stranamente, quando la regia qualcosa di positivo ha fatto vedere, non ho letto nessun commento (o forse davvero pochi) in cui si segnalava una buona alzata per es. Però, sempre stranamente, quando una schiacciatrice ha giocato maluccio mettendoci del suo (in negativo intendo) in qualche set, poi, quando ha cambiato marcia e ha dato un buon contributo, subito lì a scrivere:”ma che brava, ecco che sale in cattedra” etc.. etc…E allora, perchè non usare lo stesso metro di giudizio con tutti? Indipendentemente se si è la fuoriclasse o no?

    Lo spirito di squadra, aiutarsi nei momenti difficili, supportarsi, e nessuno dice che è facile. Questo implica ovviamente accettare anche i limiti, i difetti, gli errori delle compagne.  Ed è anche per questo, secondo me, che l’ Italia è riuscita a ribaltare il risultato (ovviamente contro il Brasile se fossimo sotto 0-2 e il Brasile giocasse da Brasile sarebbe più difficile, con rispetto parlando di tutte le avversarie!)..Sempre il buon Velasco disse: “E’ in caso di difficoltà che si vede se c’è davvero lo spirito di squadra. Quando le cose vanno bene è semplice rispettare i ruoli, quando invece vanno male si innesca un meccanismo basato sul tentativo di dimostrare la propria innocenza, tra mille alibi e giustificazioni, e la colpevolezza degli altri. Il problema di fondo è che l’errore viene visto come una dimostrazione d’incapacità e non come degli strumenti d’apprendimento”. 

    Allora io mi dico: perchè anche noi e dico noi, che stiamo davanti ad un pc a scrivere “sentenze” non mettiamo in  pratica questo spirito? Commentando le prestazioni della nostra squadra, delle singole atlete con “rispetto” per la persona. Perchè poi, altra cosa da sottolineare, se chi commenta ha un figlio/a, fratello/sorella,amico/a in campo, anche se giocasse di …… ( ci siamo capiti, dai..concedetemelo)..è sempre difeso. E ci sta, è nella natura umana. Ma visto che il pensare ci differenzia dagli animali, prima di scrivere qualsiasi cosa, pensiamo..a portare rispetto per chi è in campo e magari non sta facendo bene per tantissimi motivi, alcuni dei quali non li possiamo sapere. E anche se non brillasse perchè non è il fuoriclasse, c’è sempre modo e modo di scrivere le cose. Ma gli insulti che leggo, le frasi veramente indecenti, no….Rovinano la discussione e il confronto..

    Mi dicono che nel calcio e nel basket è peggio, sui forum. Mi verrebbe da rispondere:” per fortuna se siamo il volley”…. Invece mi dico: “No, non mi interessa se in altri forum per sport diversi è peggio….Questa è la pallavolo, è lo sport che seguo con passione, e nello sport che amo, vorrei rispetto!”…

    (Mirtillino)

  • ACE: IL NUOVO SOFTWARE PER GLI SCOUT NELLA PALLAVOLO

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  • INTERVISTA A GIAN PAOLO CHITTOLINI, PREPARATORE DELLA SCAVOLINI

    Lo sport di squadra si basa su tanti componenti, infatti il successo di una squadra passa per l’operato di numerose persone, per questo motivo, nel corso di questo campionato, il primo allenatore della Scavolini Volley ha parlato spesso del suo staff.
    Solitamente gli allenatori li sentiamo parlare al singolare e non al plurale, ma alla Scavolini c’è sempre stata negli ultimi anni e, in particolare, nella stagione attuale, una grande componente di specialisti e professionisti che coadiuvano gli allenatori nella tecnica e risultano preziosissimi grazie al loro apporto.

    Ricordo con un po’ di emozione la prima conferenza stampa di presentazione di Paolo Tofoli nella sala conferenze della ditta Scavolini, oltre a lui c’erano tutti i collaboratori che abbiamo avuto il piacere di conoscere a Pesaro, sia umanamente che professionalmente, e tra loro spiccava un nuovo elemento, Gian Paolo Chittolini, che avrebbe curato la parte atletica.
    Poiché ero abituato negli ultimi anni ad allenatori che erano allo stesso tempo gli stessi preparatori atletici delle proprie ragazze, ho seguito questa innovazione con attenzione prima e con ammirazione poi, cercando di capire meglio il lavoro che Gian Paolo Chittolini svolge all’interno della squadra e ho voluto, con la prima di queste interviste a lui dedicate, cercare nel mio piccolo, visto che lui è un grande personaggio, provare, a mia volta, a spiegarlo anche a voi.

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