I risultati delle altre gare ad Ankara, valide per le qualificazioni al Wgp 2008
Russia – Germania 3-1 ( 25-22, 25-21, 22-25, 25-21)
Serbia-Turchia 2-3 (25-15 21-25 20-25 27-25 14:16)
I risultati delle altre gare ad Ankara, valide per le qualificazioni al Wgp 2008
Russia – Germania 3-1 ( 25-22, 25-21, 22-25, 25-21)
Serbia-Turchia 2-3 (25-15 21-25 20-25 27-25 14:16)
Italia: Anzanello 6, Guiggi 9, Cicolari 6, Ortolani 16, Del Core 18, Ferretti, Croce (L).
Azerbaijan: Zamanova 3, Oksana 7, Parkhomenko 10, Mammadova 14, Kormaz 9, Rahimova 5,Valeryia (L).
Italia: Muri 5, bv 3, bs 8, errori 15.
Azerbaijan: Muri 7, bv 2, bs 9, errori 20
Buona prestazione delle azzurre che vincono e nel complesso convincono contro un Azerbaijan da cui ci si aspettava qualcosa di più. La squadra azera sembra non voglia più dipendere troppo da Mammadova, anche se il punto di riferimento è sempre lei: i risultati non sono comunque soddisfacenti in questa ottica, in quanto solo Kormaz e Parkhomenko hanno saputo trovare qualche guizzo importante con le fast, ma con tre attaccanti vincere è difficile, soprattutto se le palle scontate passano solo da Mammadova. L' Italia ha fatto il suo, è entrata in campo più concentrata e si è dimostrata più concreta rispetto alla gara contro la Serbia, più convinta dei propri mezzi, più sciolta, a partire dalla ricezione fino ad arrivare alla regia e alla prima linea. Due nei li troviamo anche oggi ovvero la mancanza del muro, spesso scomposto, in ritardo e non incisivo al fine dei punti e la palla alta ancora troppo predominante nel gioco, causa ricezione si migliore rispetto alla partita di ieri, ma non ancora importante da permettere un gioco ancora molto più vario. In cambio palla fatichiamo ancora, ma nella fase di rigiocata oggi ci siamo espresse meglio ed è un dato importante. Ferretti poche volte si è trovata la palla in mano sopra la testa tanto da giocare ancora più primi tempi con Anzanello o spingere in fast con Guiggi o in banda con la veloce. Sicuramente dovrebbe osare di più, lo ripetiamo, ma la sua gara in regia è stata positiva e ha tutte le capacità per gestire al meglio le sue compagne. Un altro aspetto mancante dal punto di vista tattico è l' utilizzo delle seconda linea: è vero che non abbiamo vere specialiste, ma comunque qualche pipe a nostro avviso sarebbe da introdurre, una soluzione di gioco in più e un "problema" in più per le avversarie nel leggere il nostro gioco. Manca una banda di riferimento: Del Core per quanto cercata in ricezione non sempre può essere incisiva in posto 4: oggi è stata determinante in prima linea, la sua presenza si è fatta sentire, ma ovviamente le serve un aiuto, che potrebbe arrivare da Ortolani, che ha mostrato buone cose alternate ad altre meno positive. Serena è "acerba", nel senso che non è ancora lei la giocatrice che ci può togliere le castagne dal fuoco, ma ha tutte le possibilità per diventarlo.
Venendo ai lati positivi, questa Italia ci piace perchè ha un organico solido che può ancora crescere e migliorare; ci sono giocatrici forti senza il fenomeno e se da un lato questo significa non avere il vero e propio leader, dal lato può essere positivo perchè è il gruppo che deve uscire, tutte devono ritenersi fondamentali e autorizzate a mettere la palla a terra, considerando che ci sono quelle 2-3 giocatrici di esperienza che possono trainare. In questa ottica positivo l' ingresso e l' innesto di Cicolari, che sta dimostrando quando anche senza i cm, la voglia di giocare, vincere ed essere d' aiuto può diventare un punto di forza; poco cercata in quanto schierata in posto 2, ma sicuramente una presenza viva in campo, in attesa he anche Fiorin risponda "presente". Oggi è giusto fare i complimenti a queste azzurre, nessuna esclusa, brave prima di tutto a essere continue, dopo la falsa partenza del secondo set; brave a recuperare sempre nel finale della seconda frazione e a tenere in mano il pallino nel terzo set. Le ragazze meritiano un plauso proprio per avere concluso in tre set: in tornei con tante partite in poco tempo è importante chiudere in tre set, perchè altrimenti la stanchezza può farsi sentire e soprattutto perchè è sinonimo di un gruppo che cerca e mantiene alta la concentrazione. Ci sono ancora 4 partite da giocare, in cui si cercherà di sistemare qualcosa al servizio ( più battute al salto?) e nella gestione degli errori come squadra e nei colpi a livello di singole. Contro Germania, Turchia e soprattutto Russia dovremo alzare ulteriormente il livello di gioco, cercando di frenare le avversarie a muro, ma i presupposti per farlo ci sono tutti.
Ndr – Peccato non giocare domani dopo il 3-0 di oggi. In bocca al lupo alle azzurre perchè possano continuare a cavalcare l' onda positiva!
II giornata ad Ankara. Buona prova delle azzurre che battono in tre set Mammadova e compagne.
Italia – Azerbaijan 3-0 (25-19, 25-23, 25-21)
Online tabellino e commento.
I risultati della I giornata
Turchia – Azerbaijan 3-1 (25-23 25-20 21-25 25-16)
Russia – Bulgaria 3-0 (25-21 25-18 25-19)
Italia: Anzanello 16, Fiorin 7, Guiggi 14, Cicolari 10, Secolo 1, Dall' Igna 1, ferretti 1, Ortolani 12, Del Core 11, Croce (L). All: Bracci
Serbia: Nikolic 11, Majstorovic 1, Krasmanovic 9, Brakocevic 19, Ognjenovic 5, Citakovic 13, Spasojevic 15, Cebic (L). All: Terzic.
Italia: Muri 6, bv 9, bs 10, errori 25
Serbia: Muri 22, bv 1, bs 12, errori 27
L' Italia riesce a battere la Serbia, ma che sofferenza! Una partita non bellissima dal punto di vista tecnico-tattico per ambo le formazioni. L' Italia mette in mostra i difetti visti anche al Wgp in oriente: cambiano alcune giocatrici, ma i problemi in ricezione e a muro, i più evidenti, rimangono tali, sommati ad errori banali che si potevano evitare e ad un gioco piuttosto prevedibile: in questo Ferretti in certi frangenti avrebbe potuto ovviare rischiando qualcosa in più che la palla alta in banda, ma è anche vero che giocare veloce e non scontato con una seconda linea imprecisa sarebbe stato difficile per chiunque, oltre al fatto che manca un punto di riferimento in attacco. Le azzurre sono scese in campo piuttosto "apatiche", quasi fiacche, ma sono state capaci di tirare fuori quel qualcosa in più che, insieme al calo della Serbia ha permesso loro di recuperare. Certo è cambiato qualcosa nel gioco: si sono utilizzate finalmente le centrali, le attaccanti di banda hanno iniziato a mettere giù palloni con più intelligenza tattica, la seconda linea ha funzionato meglio. La Serbia dal canto suo dalla luce è passata al buio, con evidenti errori in attacco, minore organizzazione di gioco e mostrando meno aggressività.
Con i dovuti cambi, le nostre difficoltà in seconda linea si possono ovviare; Fiorin oggi è incappata in una giornata no e Cicolari l' ha sostituita bene, risultando una delle più efficaci insieme a Guiggi e Anzanello. Ci manca una giocatrice alla Simona Gioli, aggressiva, che trascini e soprattutto che muri, perchè se non alziamo il livello di questo fondamentale, difficile che la difesa sia sempre ben organizzata e appostata, oltre al fatto di lasciare ampio spazio agli attacchi avversari. 22 muri contro i 6 italiani è un dato lampante in senso negativo. Per quanto riguarda la Serbia, buona partenza per l' alzatrice Ognjenovic, ovviamente supportata bene (e diversamente) dalle compagne. Ha mostrato anche lei i suoi limiti nel momento in cui i fondamentali serbi hanno deficitato, il gioco scontato è stato anche per lei ad un certo punto una scelta obbligata e in negativo ha cercato troppo alcune compagne che palesemente "non ne avevano più". Positive le prove di Bracokevic , Citakovic e anche di Nikolic. Dal III set in avanti troppi gli errori delle serbe soprattutto in prima linea. Se nei primi due set erano le azzurre ad essere fallose, nel prosieguo il testimone in questo è passato alla Serbia, mentre l' Italia ha sbagliato meno, incidendo anche al servizio, aiutata da errori di valutazione serbe.
Dire che all' Italia è mancato carattere dopo aver recuperato e vinto dallo 0-2 non sarebbe esatto perchè se le ragazze non avessero tirato fuori gli attributi giusti non avrebbero vinto, però l' aggressività deve salire in cattedra perchè in certi frangenti sembravamo "spaventate" da questa Serbia, che non ci deve assolutamente fare paura. Certo, in queste qualifiche è in campo una Italia ancora diversa rispetto al Wgp e i test a Reggio Calabria non sono stati attendibili. Le alzatrici devono trovare il feeling con le compagne in campo e le giocatrici stesse devono trovarsi con le palleggiatrici. Ma è soprattutto il livello di gioco e la precisione nei fondamentali che deve crescere: ricevere bene per noi è essenziale per spingere il gioco e il nostro sistema muro-difesa deve funzionare correttamente, altrimenti ci salta l' organizzazione di gioco.
In conclusione brave alle azzurre, vincere era importante perchè partire male non significa concludere peggio. La Serbia sarà sempre un osso duro, non dimenticando che non era in campo Djerisilo e che la palleggiatrice, giovane ma talentuosa, sa fare molto meglio. Ma questo vale anche per Ferretti e Dall'Igna, che, al di là di ci sarà chiamata in causa, sapranno cogliere la loro occasione per un posto al sole. E questo discorso, visto che le scelte per l ' Europeo sono vicine, vale per tutte le nostre atlete. E' arrivao il momento di dimostrare che possiamo vincere senza dipendere dalle varie Aguero e Piccinini. E' una questione di orgoglio. E da domani questo deve essere il motto azzurro.
Cominciano oggi le qulificazioni per il Wgp 2008 e l' Italia apre le danze contro la Serbia.
Italia -Serbia 3 – 2 (13-25, 18-25, 25-13, 25-17, 19-17)
Di seguito tabellino e commento.
Olanda – Russia 3-2 (21-25, 25-18, 25-13, 20-25, 15-8)
Brasile – Cina 0-3 ( 21-25, 21-25, 13-25)
Per ogni info cliccate qui
Italia: Vitez 2, Fiorin 8, Croce (L), Guiggi 5, Barazza 4, Secolo 6, Ortolani 4, Aguero 13, Lo Bianco 1. All: Barbolini
Polonia: Skowronska 14, Dziekiewicz 8, Podolec 2, Sadurek 1, Swieneiwicz 11, Rosner 7, Liktoras 9, Zenik (L). All: Bonitta
Italia: muri 5, bv 1, errori 23
Polonia: muri 11, bv 2, errori 15
Vergognosa prova delle azzurre. Termine forte, forse esagerato se pensiamo che le azzurre sono insieme da poco tempo, ma appropriato per la prestazione messa in campo oggi. Si comincia da un 22% di ricezione perfetta, si continua con un 32% in attacco, sistema di muro-difesa saltato, manca aggressività e carattere, concentrazione e continuità di gioco, troppo scontato su una sola giocatrice. Da un lato se non ci fosse stata Tay probabilmente avremmo faticato in questo Wgp, ma è anche vero che la pallavolo è un gioco si squadra, giocare con una sola atleta come punto di riferimento è un "punto" a favore per le avversarie, il gioco azzurro diventa sbilanciato, le partite importanti con una giocatrice sola non si vincono e poi, siamo sinceri: le altre sono un ontorno o parte del gruppo?? L' avere il giocatore di classe in squadra dovrebbe essere un'arma in più, la ciliegina sulla torta, ma Aguero utilizzata in questa maniera è a nostro avviso a mezzo servizio. E' mancato il gioco intorno a lei e con lei, centrali servite poco nel complesso, altre bande lasciate per troppo tempo a bocca asciutta. Certo, cerchi Aguero quando non si passa e lei la palla la mette giù con più sicurezza, nella fase di contrattacco ci sta affidarsi a chi dà maggiori garanzie, ma senza esagerare. Nella fase di cambio palla si potevano sfruttare di più le centrali e le veloci in banda, ma è anche vero che con una ricezione troppo traballante, la palla alta e quindi scontata è stata la soluzione più ricercata. Se Aguero è un gradino più avanti delle compagne, queste devono dare ancora di più, anche se non al top fisico, anche se prendono meno palloni. E' necessario che picchino la palla, niente braccino, serve che si muri. Serve che si sentano ancora più responsabilizzate. E in questo Leo deve dare una grossa mano, in quanto può dare molto ma molto di più di quello fatto vedere. E non aspettiamo altro da lei, dal suo talento, dalla sua classe.
Applausi alla Polonia, a Marco Bonitta che conosce bene le azzurre, alla sua "carica" agonistica, tanto che ha esultato a fine gara come se avesse vinto le Olimpiadi. Le polacche hanno faticato in ricezione, un 22% compagno delle azzurre, ma la fase offensiva è stata incisiva, in banda in particolare: la differenza è stata proprio nella distrubuzione dei palloni alle attaccanti, più omogenea, con Skowronska che fa ben sperare Novara per il ruolo di opposto e una Swieniewicz che non molla mai. La fase di muro-diesa ha fatto il suo lavoro e gli errori sono stati limitati nel corso dei tre set. Bonitta sta dando un buon gioco alle sue ragazze; il ritorno di Glinka darà ancora più garanzia in prima linea e con qualche aggiustatina al centro, con qualche veloce in più, agli Europei potrà dire la sua. Hanno perso 4 partite in questo Wgp, ma "forse" la più importante l' anno vinta, l' ha vinta Bonitta.
La squadra azzurra in vista degli Europei avrà innesti che ci daranno tante garanzie, in ricezione e in prima linea; è anche vero che alcune atlete potrebbero essere in ritardo di preparazione, ma nell' immediato futuro, dobbiamo assolutamente cambiare tipo di gioco, migliorare il sistema di muro-difesa, che oggi ha dato una grossa mano alle polacche e diventare una vera squadra, dove ogni giocatrice sia importante, sia responsabilizzata, al di là che parta titolare o dalla panchina, perchè a livello europeo molte squadre ci daranno filo da torcere e stanno aumentando il proprio livello di gioco. Tre settimane di tempo non sono tantissime, ma possono bastare per arrivare ad una buonissima forma fisica e per permettere a Barbolini di sistemare qualcosa , sfruttando al massimo le giocatrici che abbiamo.
Nota: sarebbe bello vedere le azzurre giocare contro la Polonia con la rabbia agonistica e la carica che ha Bonitta anche se non è in campo. Vincere contro di loro è anche una questione di testa e le azzurre devono essere superiori!
Ultima giornata del Wgp e le azzurre cedono alla Polonia di Marco Bonitta
Italia – Polonia 0-3 ( 21-25, 18-25, 19-25)
Di seguito tabellino e comento
ITALIA: Barazza 4, Aguero 29, Fiorin 15, Guiggi 13, Lo Bianco 1, Ortolani 8. Libero: Croce. Secolo 1, Vitez. Non entrate: Stufi, Arrighetti, Dall’Igna. All. Barbolini.
BRASILE: Erika 6, Thaisa 7, Sheilla 17, Paula Pequeno 13, Fabiana 10, Fabiola 1. Libero: Arlene. Sassà 2, Joyce, Caroline, Carolina 3, Regiane 5. All. Zè Roberto.
Arbitri: Adonoulis (Gre) ed El Enezi (Kuw).
Spettatori: 4000. Durata set: 23, 23, 22,
Italia: bv 3, bs 6, m 11, e 15.
Brasile: bv 2, bs 10, m 9, e 12.
Ningbo. L’Italia supera ancora per 3-1 il Brasile, come aveva fatto sette giorni fa a Taipei e si mantiene in corsa per agguantare un posto sul podio del Grand Prix. Domani alle 9.30 italiane affronterà la Polonia di Marco Bonitta. Molte le ipotesi ancora su come si concluderà questa Grand Prix, la cosa più probaile e’ che l’Olanda lo concluda da vincitrice visto che ha un successo di vantaggio sulla Cina ed un buon quoziente punti, l’Italia ha l’occasione di arrivare terza e qualche piccola chance per la piazza d’onore.
Le azzurre hanno vinto con merito giocato una bella pallavolo. La sconfitta con la Cina ancora bruciava, ma grazie ad un ennesima grande prova di Aguero, supportata questa volta da tuttoa la squadra che ha finito in crescendo, ha fatto scordare che vincere con il Brasile sino a pochi giorni or sono era un tabù.
Primo set con l’Italia spesso in vantaggio di tre lunghezze, ma per ben tre volte rimontata, prima di allungare ancora passando dal 19-19 al 23-20. Davvero irrestibile in questa fase Aguero, che dopo aver giocato un set in sordina si esalta nel finale siglando sei degli ultimi otto punti del set. Il grande merito delle azzurre è stato quello di sbagliare pochissimo (appena tre errori) e di difendere bene. Qualche problema nell’attacco di banda.
Nel secondo set è aumentato il numero di errori azzurr, sia al servizio che in attacco. In compenso è migliorato il rendimento offensivo di valentina Fiorin. Il Brasile, dopo qualche scambio in cui è apparso in difficoltà ha allungato sul 10-8, l’Italia ha reagito ha capovolto la situazione passando 11-10, ma poi accusato un break pesante (15-11) che in pratica ha spianato la strada al pareggio.
Le sudamericane nel secondo set in pratica hanno sbagliato una sola palla e con lo stesso rendimento hanno iniziato il terzo parziale. La squadra di Ze’ Robertoè arrivata a condurre 7-4, quando si è iniziata la riscossa delle ragazze di Barbolini. Due muri consecutivi di Aguero hanno sancito il sorpasso (11-10), poi a fare la differenza è stata la difesa, in cui si sono fatte apprezzare oltre alla scatenata opposto, anche Fiorin e Ortolani, che nel frattempo avevano preso a “passare” con grande continuità anche in attacco. Le azzurre con merito si sono imposte 25-18.
L’inizio del quarto set ha visto l’Italia padrona del campo ed il Brasile in grossa difficoltà difronte al muro azzurro. Il tecnico sudamericano ha iniziato la girandola dei cambi, ma con poca fortuna e scarsi risultati inizialmente. Le azzurre sono arrivate a condurre 16-10, poi hanno controllato il ritorno di Sheilla e compagne, che nel finale del set sono tornate pericolose sul 22-20, ma è stato un attacco della Ortolani a spianare la strada al 25-12, giunto su un attacco finito fuori di Sheilla.
CLASSIFICA – Olanda 8, Cina 6, Italia 4, Russia 4, Brasile 2, Polonia 0.
CALENDARIO – 26-agosto 13.30 (7.30) Olanda-Russia; 15.30 (9.30) Polonia-Italia; 19.30 (13.30) Cina-Brasile.
COMMENTI AZZURRI
Barbolini: “Abbiamo giocato molto bene contro un Brasile che per tre set non ha regalato nulla. Soltanto nel quarto ha un po mollato. Le due sconfitte dei giorni precedenti erano state accusate dalle ragazze, ma oggi si sono riscattate”
Aguero: “Ancora mi dispiace per la sconfitta con la Cina, ci tenevo tanto a vincere e penso che avevamo tutte le possibilità di farcela. Una rivalità con il Brasile? Io entro in campo sempre per vincere e non mi interessa chi sono le avversarie. Le mie compagne ci tenevano molto a portare a casa questo risultato e sono scese in campo molto concentrate. Abbiamo giocato una buona partita.”
Croce: “Avevamo ancora tanta rabbia in corpo per la sconfitta di ieri e in campo abbiamo dato tutto. Una vittoria prestigiosa, ma adesso pensiamo alla gara con la Polonia che dobbiamo vincere per toglierci un’altra soddisfazione.” (Fipav)
Italia – Brasile 3-1 (25-22 19-25 25-18 25-21)
Di seguito tabellino, articolo e commenti di Barbolini, Aguero, Croce
Olanda – Polonia 3-0 ( 25-22, 25-22, 25-23)
Cina – Russia 3-0 ( 25-23, 27-25, 25-22)
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Italia: Guiggi 13, Fiorin 14, Barazza 10, Croce (L), Secolo 9, Ortolani 8, Aguero 30, Lo Bianco 2. All: Barbolini.
Cina: Yang 25, Wei 2, Zhou 10, Xue 13, Zhang 4, Li 6, Ma 16, Zhang X (L). All: Chen
Italia: Muri 8, bv 8, errori 32
Cina: Muri 9, bv 5, errori 22
Altra battuta d' arresto per le azzurre contro le campionesse di Atene. Troppi errori, gioco troppo incentrato sulle bande, sull' opposta, ricezione che traballa soprattutto nei momenti difficili, servizio non incisivo come potrebbe e alzate spesso lente e imprecise. D'altro canto anche le cinesi non hanno mostrato un gioco sempre preciso e veloce, con difficoltà in ricezione, troppi palloni caduti in difesa; nel quinto set hanno però trovato maggiore organizzazione, buona prima linea e sono state meno fallose.
L' Italia mostra sempre le due facce della medaglia: fa vedere buone cose, accelerazioni al centro con lo stacco a un piede e veloci in banda, belle difese, ma poi i soliti incubi riappaiono e mostrano i limiti di questa nazionale: da una parte ci possono "stare" in quanto il gruppo lavora insieme da poco tempo, mentre le altre nazionali hanno nel complesso sestetti che giocano da anni insieme; è altresì vero che con il livello delle atlete che abbiamo in campo possiamo fare di più nel gioco. Senza una ricezione positiva-continua, il cambio palla risulta difficile, Lo Bianco gioca spesso con palla staccata e non abbiamo una banda che ci dia garanzie su palla alta in 4. Aguero è una campionessa, ha preso una mole altissima di palloni, ci ha salvato la "vita" in tantissimi frangenti, preziosa in difesa, ma a lungo andare il gioco su di lei diventa troppo leggibile e la difesa cinese si è fatta trovare pronta. Positiva la prova di Ortolani, che ha dato un buon contributo, così come Guiggi, ma resta il fatto che il nostro gioco è stato molto più prevedibile di quello messo in mostra dalle cinesi. Fiorin non ha demeritato, ma fatica sui palloni difficili, cosìpure Secolo. Barazza è stata servita poco e spesso con palloni lenti tanto che il muro già era appostato ancora prima che Leo alzasse ( normale che con ricezione buona si tengano d'occhio i centrali); Guiggi è stata più servita, anche se pure lei si è trovata ad attaccare palloni bassi e lenti . Quando riceviamo bene, possiamo dire la nostra, con palla scontata fatichiamo troppo e se anche Aguero sbaglia o viene curata, sono dolori. La Cina è stata brava a giocare con pazienza, difendere e aspettare il momento buono per chiudere, senza fretta, cosa che le azzurre non hanno saputo fare in diversi frangenti.
La differenza è stata proprio nella seconda linea, dove le azzurre sono state troppo fallose, al contrario delle cinesi. Saremo ripetitivi, ma l' Italia deve assolutamente cambiare tipo di gioco, in caso contrario avremo sempre difficoltà contro squadre ben organizzate . La seconda linea (pipe) non si vede se non a sprazzi, con una opposta eclettica come Aguero possiamo giocare con combinazioni, abbiamo battittrici al salto che possono far male, anche se certo una buona battuta piedi a terra può comunque infastidire, quindi perchè non allenarle e utilizzarle?. Ci serve più solidità in seconda linea, cosa detta fino alla nausea, l' innesto di Del Core può dare un buon contributo in questo, ma non cambia il fatto che ora ci sono Croce, Fiorin, Secolo e Ortolani a ricevere e devono tirare fuori il meglio. Leo deve prendere più confidenza con i primi tempi avanti, giocare di più la fast (in questo Gioli darà una mano, ma Guiggi se servita a dovere è micidiale), utilizzare la pipe e dosare Aguero: è vero che è il nostro punto di riferimento e di forza, ma a volte si rischia di lasciare fuori dalla manovra offensiva (troppo spesso) le altre bande. Anche la Cina ha mostrato diversi limiti, tra seconda linea, imprecisioni e "cavolate" in difesa. Al servizio potrebbero dare più fastidio, hanno cali di concentrazione e l'assenza di Kun feng si sente, parecchio, insieme al fatto che ci sono giocatrici giovani che mancano di esperienza. Altra cosa a sfavore azzurro il muro: muriamo poco e male, perfino nel muro di contenimento.
Domani ci aspetta il Brasile. Ci si conosce quasi a memoria. Possiamo vincere. Dobbiamo vincere. Forza azzurre.
Cina – Italia 3-2 (25-23, 19-25, 25-22, 24-26, 15-12)
Online tabellino, commento e le dichiarazioni di Barbolini