Minetti Infoplus Imola: Curcic 7, Leggeri 7, Dall'Igna 1, Zanin, Ikic 6, Paccagnella 7, Tirozzi 10, De Gennaro(L). Ne: Radzuweit, Percan, Mifkova, Bertone. All. Benelli
Monte Schiavo Banca Marche Jesi: Togut 14, Gattaz 6, Bedin, Negrini 8, Rinieri 11, Bown 8, Marcelle 2, Calloni 1, Marc 1, Chmil, Puerari(L) 1. Ne: Padua. All. Abbondanza
Imola: Bv 1 Bs 12; muri 7; errori 24.
Jesi: Bv 2 Bs 7; muri 7; err. 19.
Bastano 1 ora e 12 minuti a Jesi per archiviare la pratica Imola. Una partita sempre e solidamente in mano alla Monte Schiavo, che continua la sua striscia positiva. La Minetti fatica e non poco contro una squadra che riceve e attacca bene per due set, giocando una pallavolo ordinata e incisiva, che non lascia spazio alla manovra della Infoplus, troppo debole e fallosa per poter creare difficoltà a Jesi. Benelli schiera due giovani quali Ikic e Tirozzi e i due talenti biancorossi si danno da fare, mostrano cosa possono fare, ma senza un gioco di squadra non si può vincere. Curcic chiude con un 19% che parla da solo, Leggeri e Paccagnella tentano con la loro esperienza di tenere a galla la squadra nei momenti più difficili, De Gennaro tiene in difesa, ma come più volte sottolineato, manca la banda pesante che può togliere le castagne dal fuoco al momento giusto. Imola denota dei momenti di poca lucidità e stanchezza derivanti dal giocare a pochi giorni di distanza, problema che non manca a Jesi: la differenza tecnica però permette alla Monte Schiavo di imporre un gioco che fa della forza offensiva l' arma vincente. Qualch momento di distrazione e di cedimento si vede in campo jesino, ma la stessa Monte Schiavo è brava a recuperare il sague freddo e a concedere poco alle avversarie. Imola non ha mai dato l' impressione di impensierire la squadra di Abbondanza se non in alcuni frangenti, quando è riuscita a giocare pulita sia in ricezione che in prima linea. Manca ancora qualcosa a muro e una correlazione muro-difesa meglio organizzata.
Sicuramente Imola può fare molto meglio anche con squadre di alta fascia, con l asquadra al completo, qualche rimpianto c'è per non aver gestito nel migliore dei modi il terzo set. Jesi può sorridere con questi altri tre punti e scalare la classifica, in vista dell' incontro tra le mura amiche con l' Asystel.
A cura di MC
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Asystel Volley Novara: Anzanello 6, Skowronska 17, Barcellini 4, Berg 1, Paggi 5, Valeskinha 3, Cardullo(L), Osmokrovic 14, Mello. Ne: Ballarini(L), Nnamani, Popovic, Corbellini. All. Brdjovic
Despar Perugia: Pachale 12, Grbac, Crisanti 7, Marinova, Arcangeli(L), Francia 15, Del Core 7, Gioli 17. Ne: Sacco, Decordi, Pavlovic, Artmenko. All. Sbano
Novara: Bv 3 Bs 8; muri 4; errori 17.
Perugia: Bv 4 Bs 7; muri 5; errori 15; invas. 2.
Perugia conquista tre punti importanti, ancora più preziosi perchè conquistati in trasferta, ma soprattutto in casa Asystel, dove non è mai facile giocare. Ci si aspettava una partita più combattuta, ma non è stato così in quanto Perugia, scesa in campo determinata e grintosa, ha giocato al suo massimo (nella partita si intende, ndr) proprio nei momenti finali, tirando fuori quel carattere che è mancato a Novara. Non togliamo meriti a Perugia, ma sicuramente Novara ci ha messo molto del suo in senso negativo, in quanto ha commesso tanti errori soprattutto nei momenti delicati della gara. Perugia ha cercato di impostare subito il suo gioco, velocizzando con Gioli e incidendo in banda con Francia; Del Core, Pachale e Crisanti sono state attentissime gregarie, rispondendo molto bene quando chiamate in causa per variare il gioco e creare difficoltà al muro avversario. L' Asystel ha risposto con un gioco deciso nelle prime battute, ma via via nella gara ha faticato in fase offensiva, muro inesistente; le perugine sono state più concrete in tutti i fondamentali, con qualche mancanza a muro non tanto incidente a livello di punti è vero, ma sicuramente più attento, in quanto ha sporcato molti palloni poi ben rigiocati. Per tutti e tre i set le due squadre sono state attaccate l' una all' altra; addirittura Novara è sempre stata avanti alla prima sospensione tecnica, giocando punto a punto fino alla seconda e poi lasciando andare la gara, con merito di Perugia che proprio nei finali è stata più forte e solida mentalmente, sbagliando poco, lasciando poco spazio alla manovra avversaria.
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Lines Ecocapitanata Altamura: Sykora(L), Biamonte 18, Pinese 4, Romanò 8, Pereira 17, Fofinha 20, Paraja 11. Ne: Bland, Giogoli, Montillo, Cacciapaglia(L), Orsi Toth. All. D'Onghia
Foppapedretti Bergamo: Gruen 21, Rosner, Sorokaite 2, Piccinini 14, Arrighetti 12, Lo Bianco 3, Fiorin 6, Poljak 20. Ne: Croce(L), Gujska. All. Micelli
Altamura: Bv 5 Bs 7; muri 13; errori 23; invas. 1.
Bergamo: Bv 4 Bs 4; muri 15; err. 27; invas. 6.
Bergamo deve sudare le proverbiali sette camicie per battere in trasferta Altamura. Al PalaBaldassarra si è vista in campo una determinata e grintosa Lines Ecocapitanata che per lunghi tratti ha messo in difficoltà la squadra bergamasca e accarezzato il sogno di fare sua l’intera posta in palio, dovendosi però alla fine accontentarsi di un solo punto. Per Altamura una partita che lascia l’amaro in bocca e che forse con una panchina un po’ più lunga sarebbe stata vinta. Vistoso il calo fisico accusato da Fofinha e compagne nella parte finale del quarto set e che ha accompagnato la squadra per tutto il tie break.
La Foppapedretti, orfana all’ultim’ora di Croce e con Rosner nel ruolo di libero, ha dovuto ricorrere a tutta la sua esperienza per domare le padrone di casa. Immensa Gruen, salvatrice della patria per la squadra di Micelli insieme all’altra guerriera Poljak.
Imbarazzante il primo set per le campionesse d’Europa, rimaste praticamente negli spogliatoi e semplici spettatrici del gioco espresso dalla squadra allenata da mister D’Onghia. Altamura subito avanti 7-1, con Biamonte, Denise e Fofinha che passano con una facilità impressionante. Con la propria squadra totalmente spaesata, Micelli è costretto subito al time out e a richiamare in panchina Fiorin per Sorokaite. Bergamo gioca male in ricezione e Lo Bianco fatica a costruire. Le bianco-rosse di casa non sbagliano nulla: fanno buona guardia a muro, ricevono bene, attaccano ancora meglio. Al secondo time out tecnico è +9 per Altamura con Paraja che blocca a muro l’attacco di Arrighetti. Il gioco di Bergamo è confuso, mentre la Lines non mostra punti deboli. Le due infrazioni consecutive fischiate a Lo Bianco (20-9) fotografano al meglio le difficoltà delle rosso-blu nell’esprimere il proprio gioco. L’attacco out di Sorokaite consegna ad Altamura ben 12 possibilità di vincere il set. Romanò, Denise, Biamonte ne sprecano tre, Piccinini illude ma poi Paraja piega le mani di Poljak e il parziale termina 25-16.
Nel secondo set Bergamo mostra subito un livello di gioco degno del suo blasone e va avanti (1-3) con Fiorin, tornata in campo titolare, e Poljak autrice di un attacco e di un muro. Altamura è brava a giocare ogni pallone senza alcun timore reverenziale e a pareggiare subito i conti grazie al suo capitano. Si lotta punto a punto (6-6), Fofinha e compagne tentano l’allungo (10-7) ma vengono riprese. Dopo la seconda sospensione tecnica (+1 Bergamo), è la squadra di Micelli che opera il sorpasso con Gruen che piazza due colpi consecutivi (18-20). L’invasione di Poljak è il preludio al nuovo capovolgimento di fronte: Pinese ferma a muro Piccinini che subito dopo manda out il suo lungolinea (21-20). Finale di set emozionante. Lo Bianco si affida agli attacchi di Gruen che trascina le sue compagne sul 22-24; la tedesca prova a chiudere il set ma Sykora fa buona guardia e la coppia Fofinha-Paraja sigla l’ennesima parità. Ai vantaggi Altamura ha la palla del 2-0, annullata da Arrighetti. Sul 25-26 Biamonte fa partire un bolide da posto 1: le bianco-rosse già esultano per il punto mentre due strepitosi recuperi di Lo Bianco e Arrighetti mettono Gruen nella condizione di chiudere incontrastata il set e pareggiare i conti (25-27).
Il terzo parziale sembra essere il set fotocopia del primo: padrone di casa concrete e aggressive, ospiti più fallose e meno incisive. La partenza sprint di Altamura (5-1) taglia le gambe a Bergamo, costretta ancora una volta ad inseguire. Gruen, Arrighetti e Fiorin sbagliano in sequenza (10-4); il gioco semplice di Romanò e compagne si rivela più che efficace; Piccinini e Rosner non si intendo in seconda linea (15-7). La Lines in tutta tranquillità si avvia alla conquista del parziale (25-18) con un attacco di Biamonte.
Nel quarto set le due squadre ritornano a lottare punto a punto con Denise e Fofinha che rispondono colpo su colpo a Gruen e Poljak. Il muro di Pinese su Fiorin vale l’8-7 per Altamura, l’errore al servizio di Denise il 15-16 per Bergamo. Ci pensa Gruen a rompere gli equilibri: con due ace e un punto diretto in difesa su attacco di Biamonte, trascina la Foppapedretti sul 19-22. La squadra di casa risale a -1 poi però l’esperienza di Piccinini (astuto il suo pallonetto in posto 1) e compagne fa la differenza e con un break di 0-3 Bergamo conquista il set (21-25, muro su Biamonte).
Tie break quasi senza storia e ben controllato dalla squadra ospite. Denise e Arrighetti in evidenza in avvio di parziale (3-3), Bergamo va avanti 3-5 con Fiorin e il muro di Arrighetti ma si fa subito riprendere da Denise e Romanò. Al cambio di campo è 5-8 per la squadra allenata da Micelli. Denise si prende il suo momento di gloria mentre Poljak attacca out (7-8). A questo punto sale in cattedra una incontenibile Gruen (8-11). Altamura accusa il colpo e non ritrova la forza (fisica e mentale) di reagire. Fofinha sbaglia due attacchi consecutivi, mentre Piccinini con un mani fuori da posto 4 chiude definitivamente le ostilità (10-15).
Sconfitta prevedibile per Altamura, non altrettanto prevedibile il modo in cui è arrivata. La Lines ha giocato a viso aperto contro le più quotate avversarie, letteralmente aggredite nel primo set. Bella prova di Romanò e compagne, abili a sfruttare ogni minimo passaggio a vuoto della Foppapedretti Molto bene Sykora e Fofinha in seconda linea con la brasiliana che si è fatta vedere anche in attacco, dove però la sua prestazione, come le altre attaccanti bianco-rosse, è andata calando dal quarto set in poi. Alla Lines è mancata proprio un’ attaccante di peso che mettesse giù palla nei momenti di gioco più caldi. Buona gara per la spagnola Paraja Ramos.
Bergamo ha risentito molto dell’ assenza di Croce. La serata storta in ricezione è stata all’origine di una gara giocata sotto tono. Rosner si vedeva che giocava in un ruolo non suo e per quanto avesse abili qualità, spesso in difesa era fuori posizione. Lo Bianco ha dovuto fare chilometri per recuperare palla e nonostante tutto ha provato spesso a coinvolgere le centrali nel gioco di squadra. Una menzione di merito va ad Angelina Grun che si è sobbarcata un terzo dell’attacco rosso-blu risultando decisiva in più di un’occasione, sopperendo ai continui alti e bassi di Piccinini e Fiorin (per quest’ultima pochi alti a dir la verità) e rendendosi molto pericolosa al servizio. Ottima la gara di Poljak, che ha alternato fast devastanti a tap in intelligenti e messo a segno 8 muri. Bene si è comportata Arrighetti che ha chiuso la gara in crescendo.
A cura di Josp
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Scavolini Pesaro: Lunghi, Garzaro 2, Wijnhoven(L), Mari 10, Brussa 1, Ferretti 3, Furst 6, Costagrande 34, Sheilla 22, Guiggi 13. Ne: Castiglione, Lazcano. All.Marchesi
Unicom Starker Kerakoll Sassuolo: Nucu 8, Vitez 19, Cozzi(L), Turlea 28, Bosetti, Pincerato 2, Kozuch 10, Plchotova 15. Ne: Devetag, Lancellotti, Havelkova. All. Ferrari
Pesaro: Bv 5 Bs 12; muri 18; err. 27.
Sassuolo: Bv 10 Bs 7; muri 9; err. 17.
Pesaro vince la gara contro Sassuolo, una vera e propria maratona fisica e mentale vinta dalle colibrì grazie ad una maggior tenuta mentale, soprattutto nel V set, quando erano sotto 4-8 ribalta il risultato a proprio favore, tirando un sospiro di sollievo. Sassuolo è decisa a giocarsi il tutto per tutto, non ha nulla da perdere in questo campionato e sa di poter dare del filo da torcere alle avversarie. La Scavolini dal canto suo non ha sicuramente giocato al massimo delle sue possibilità, con Mari in notevole difficoltà in ricezione, fondamentale deterrente per le colibrì che non ha permesso a Ferretti di giostrare come avrebbe voluto/potuto il gioco al centro, latitante ma per forza di cose, anche se con Guiggi e la buona intesa con la fast qualcosa in più la regista ha potuto fare. Sassuolo con caparbietà, gioca la sua gara decisa a non darsi per vinta contro la capolista e nel momento in cui il muro pesarese cala, ecco che le unike danno la stoccata vincente, dirette bene nel complesso da Pincerato, che ovviamente si affida molto a Turlea, poi a Vitez, ma non dimentica quando è possibile le compagne tanto che Nucu, Plotchova e Kozuch chiudono con buone percentuali: servite poco, ma al momento giusto. La Scavolini è brava mentalmente, dopo la debale del I set ritrova il suo carattere e un pò più di precisione nei fondamentali, anche se regala molto alle avversarie soprattutto al servizio e con una difesa non sempre ben appostata. Sassuolo è stata brava a non mollare mai, soprattutto nel IV set, grazie a una buona organizzazione di gioco e una difesa prontissima che ha tirato su tantissimi palloni, rigiocati bene dalla prima linea.
La partita è stata ricamata da alti e bassi da ambo le parti, errori, cali di concentrazione. Le colibrì hanno trovato nuova linfa dalla panchina con Lunghi e Garzaro entrate a dare un buon contributo alla squadra, Ferretti da un 38% di ricezione perfetta ha portato la squadra a chiudere con una buona prestazione in fase offensiva, trovando una Sheilla e soprattutto una Costagrande trascinatrici. Quest' ultima inarrestabile e vera leader, presente a muro insieme a Guiggi, che in questo fondamentale dà sempre un contributo continuo. Troppi ancora gli errori in battuta e quelli di "disattenzione", ma è vero che Pesaro doveva vincere e ha portato a casa il risultato, tenendo conto che la squadra sta lavorando molto a livello fisico visti gli imminenti appuntamenti di Cev Cup e poi di Coppa Italia. Una squadra comunque compatta, pericolosa e forte mentalmente, che manca ancora un poco di esperienza e cattiveria agonistica, ma che sta meritando il primo posto in classifica per quello mostrato sino ad ora.
Sassuolo può sorridere per questo punto strappato alle colibrì, le ragazze hanno preso più fiducia nei propri mezzi, giocano con più sicurezza, in particolare sono cresciute nei fondamentali di seconda linea. Sicuramente allenamento e maggiore amalgama hanno aiutato il gruppo a prendere consapevolezza di sè, dimostrando proprio contro Pesaro, ma non solo, di essere un gruppo unito che può raggiungere un livello di gioco ancora migliore.
Foto: Danilo Bille – Solo Volley
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Infotel Banca Forlì: Arias Done 11, Petkova 5, Vergun 3, Musti De Gennaro, Leonardi(L), Beccaria 7, Di Iulio 5, Angeloni 8, Katic 4, Poggiali. Ne: Antonucci, Ghetti. All. Berselli
Tena Santeramo: Fernandinha 2, Soninha 13, Zhurovska 17, Dushkyevich 10, Rizzo, Sirressi(L), Porzio, De Luca 10, Marulli 11. Ne: Boteva, Cimoli. All. Nesic.
Forlì: Bv 2 Bs 5; muri 5; err. 12.
Santeramo: Bv 3 Bs 5; muri 7; errori 13.
La partita presenta una Infotel priva di motivazioni e definitivamente rassegnata alla retrocessione ancor prima della certezza matematica e una Tena ordinata e vogliosa di conquistare i tre punti. Ne nasce un match a senso unico in favore delle pugliesi che chiudono con sufficiente tranquillità. Lo spettacolo ne risente ampiamente e presenta errori a volte eccessivi. Falli di formazione, doppi palleggi ed errori tecnici e tattici si sprecano soprattutto da parte forlivese. Un cenno meritano i tifosi di Santeramo, chiassosi e vivaci sostengono la loro squadra senza mai eccedere o fischiare le avversarie. Un comportamento esemplare.
La Infotel Forlì prova nuove soluzioni in campo, con una centrale che lascia spazio ad una schiacciatrice e con l’alzatrice al centro. Il risultato finale non cambia e i motivi sono molteplici. Katic non mette mai una palla sull’astina e costringe bande e opposto a prodursi in giocate estemporanee nel tentativo di rimediare ad alzate difficili da gestire. Le attaccanti comunque non mostrano grandi e voglia di faticare sul campo. Di Iulio colleziona uno 0% nei primi due set, facendo qualcosa di buono solo nel terzo set; Beccaria gioca solo alcune palle e fa oltremodo fatica ad intendersi con l’alzatrice; Angeloni non è lucida nel scegliere le conclusioni; Arias si difende ma, da sola non riesce a trascinare la squadra. Passando al libero, Leonardi, richiamata dall’allenatore si lamenta delle osservazioni fatte. Insomma la squadra è in vacanza dal punto di vista psicologico e delle motivazioni e questo è un bel passo ulteriore verso l’ormai sicura retrocessione.
La Tena Santeramo è squadra solida e ben messa in campo. Le giocatrici fanno cose semplici ma ampiamente efficaci e i buoni risultati si vedono. Fernandinha fa girare bene la squadra, insiste forse in modo eccessivo su Soninha soprattutto nel primo set quando la schiacciatrice non riesce a mettere palla a terra. Ma l’alzatrice è brava nel chiamare con continuità le centrali che sono sempre presenti sia con i primi tempi sia con le fast. Marulli si attesta su un 60% in attacco mentre Dushkyevic fa meglio e arriva al 75%. Una citazione a parte merita Zhurovska che raggiunge il 83% in attacco nel secondo set e conclude il match con un ottimo 71% cui devono aggiungersi 2 muri. Certo l’inconsistenza del muro forlivese ha aiutato certe percentuali, ma il risultato è degno di particolare attenzione. Maggior attenzione sarebbe necessaria in ricezione dove la percentuale migliore è totalizzata da Siressi con il 57% di perfezione.
A cura di AB
Minetti Infoplus Imola – Monte Schiavo Banca Marche Jesi 0-3 (19-25 17-25 21-25) Pag 1
Asystel Volley Novara – Despar Perugia 0-3 (22-25 21-25 22-25) Pag 2
Lines Ecocapitanata Altamura – Foppapedretti Bergamo 2-3 (25-16 25-27 25-18 21-25 9-15) Pag 3
Scavolini Pesaro – Unicom Starker Kerakoll Sassuolo 3-2 (21-25 26-24 25-23 21-25 15-12) Pag 4
Infotel Banca di Forlì – Tena Santeramo 0-3 (21-25 16-25 19-25) Pag 5
On-line i tabellini e il commento.
Pala YamamaY