Categoria: Serie A1

  • Serie A1 – Findomestic Cup 2007/2008 – VI giornata, ritorno

    Minetti Infoplus Imola: Curcic 7, Leggeri 7, Dall'Igna 1, Zanin, Ikic 6, Paccagnella 7, Tirozzi 10, De Gennaro(L). Ne: Radzuweit, Percan, Mifkova, Bertone. All. Benelli

    Monte Schiavo Banca Marche Jesi: Togut 14, Gattaz 6, Bedin, Negrini 8, Rinieri 11, Bown 8, Marcelle 2, Calloni 1, Marc 1, Chmil, Puerari(L) 1. Ne: Padua. All. Abbondanza

    Imola: Bv 1 Bs 12; muri 7; errori 24.
    Jesi: Bv 2 Bs 7; muri 7; err. 19.

    Bastano 1 ora e 12 minuti a Jesi per archiviare la pratica Imola. Una partita sempre e solidamente in mano alla Monte Schiavo, che continua la sua striscia positiva. La Minetti fatica e non poco contro una squadra che riceve e attacca bene per due set, giocando una pallavolo ordinata e incisiva, che non lascia spazio alla manovra della Infoplus, troppo debole e fallosa per poter creare difficoltà a Jesi. Benelli schiera due giovani quali Ikic e Tirozzi e i due talenti biancorossi si danno da fare, mostrano cosa possono fare, ma senza un gioco di squadra non si può vincere. Curcic chiude con un 19% che parla da solo, Leggeri e Paccagnella tentano con la loro esperienza di tenere a galla la squadra nei momenti più difficili, De Gennaro tiene in difesa, ma come più volte sottolineato, manca la banda pesante che può togliere le castagne dal fuoco al momento giusto. Imola denota dei momenti di poca lucidità e stanchezza derivanti dal giocare a pochi giorni di distanza, problema che non manca a Jesi: la differenza tecnica però permette alla Monte Schiavo di imporre un gioco che fa della forza offensiva l' arma vincente. Qualch momento di distrazione e di cedimento si vede in campo jesino, ma la stessa Monte Schiavo è brava a recuperare il sague freddo e a concedere poco alle avversarie. Imola non ha mai dato l' impressione di impensierire la squadra di Abbondanza se non in alcuni frangenti, quando è riuscita a giocare pulita sia in ricezione che in prima linea. Manca ancora qualcosa a muro e una correlazione muro-difesa meglio organizzata. 

    Sicuramente Imola può fare molto meglio anche con squadre di alta fascia, con l asquadra al completo, qualche rimpianto c'è per non aver gestito nel migliore dei modi il terzo set.  Jesi può sorridere con questi altri tre punti e scalare la classifica, in vista dell' incontro tra le mura amiche con l' Asystel. 

    A cura di MC 

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    Asystel Volley Novara: Anzanello 6, Skowronska 17, Barcellini 4, Berg 1, Paggi 5, Valeskinha 3, Cardullo(L), Osmokrovic 14, Mello. Ne: Ballarini(L), Nnamani, Popovic, Corbellini. All. Brdjovic

    Despar Perugia: Pachale 12, Grbac, Crisanti 7, Marinova, Arcangeli(L), Francia 15, Del Core 7, Gioli 17. Ne: Sacco, Decordi, Pavlovic, Artmenko. All. Sbano

    Novara: Bv 3 Bs 8; muri 4; errori 17.
    Perugia: Bv 4 Bs 7; muri 5; errori 15; invas. 2.

    Perugia conquista tre punti importanti, ancora più preziosi perchè conquistati in trasferta, ma soprattutto in casa Asystel, dove non è mai facile giocare. Ci si aspettava una partita più combattuta, ma non è stato così in quanto Perugia, scesa in campo determinata e grintosa, ha giocato al suo massimo (nella partita si intende, ndr) proprio nei momenti finali, tirando fuori quel carattere che è mancato a Novara.  Non togliamo meriti a Perugia, ma sicuramente Novara ci ha messo molto del suo in senso negativo, in quanto ha commesso tanti errori soprattutto nei momenti delicati della gara. Perugia ha cercato di impostare subito il suo gioco, velocizzando con Gioli e incidendo in banda con Francia; Del Core, Pachale e Crisanti sono state attentissime gregarie, rispondendo molto bene quando chiamate in causa per variare il gioco e creare difficoltà al muro avversario. L' Asystel ha risposto con un gioco deciso nelle prime battute, ma via via nella gara ha faticato in fase offensiva, muro inesistente; le perugine sono state più concrete in tutti i fondamentali, con qualche mancanza a muro non tanto incidente a livello di punti è vero, ma sicuramente più attento, in quanto ha sporcato molti palloni poi ben rigiocati. Per tutti e tre i set le due squadre sono state attaccate l' una all' altra; addirittura Novara è sempre stata avanti alla prima sospensione tecnica, giocando punto a punto fino alla seconda e poi lasciando andare la gara, con merito di Perugia che proprio nei finali è stata più forte e solida mentalmente, sbagliando poco, lasciando poco spazio alla manovra avversaria. 

    Quando le gare al vertice finiscono in questo modo, poco c'è da aggiungere ad un commento generale che dice tutto. Novara in evidente difficoltà ha creato terreno fertile perchè Perugia potesse coltivarci la vittoria, non senza sforzo, certo, ma arrivata grazie a tanti errori aversari e ultimo quello di Skowronska che regala la vittoria alla Despar. Sicuramente c'è molto da lavorare da ambo le parti, ma per quanto riguarda la Despar il discorso cade sugli aspetti di organizzazione di gioco e di qualche meccanismo che si può ancora più oliare. In casa Asystel prima ancora di parlare di aspetti tecnico-tattici cui non ci addentriamo in quanto non conosciamo in toto la situazione novarese e sarebbe riduttivo parlarne in base a ciò che abbiamo visto in gara, c'è da fare un esame molto grosso di coscienza e capire perchè nei momenti importanti Novara ha mollato la presa, pur con tutta la forza e bravura della Despar. In campo novarese ci sono campionesse abituate a giocare a certi livelli, sotto pressione, in finali e competizioni più importanti di una gara di campionato. Comunque sia, ci auspichiamo che Novara non cada nel pessimismo che regna attorno a sè, ma continui a lavorare per crescere visto che ci sono ancora scontri diretti importanti e tutto puà succedere. Certo bisogna giocare in modo diverso, lottando fino alla fine, ma ne ha tutte le potenzialità e capacità. Non perdere il sorriso…..una cosa su tutte!
     
    Complimenti a Perugia, squadra dai mille volti, dalle mille vite, ma che dopo una caduta si rialza sempre.

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    Lines Ecocapitanata Altamura: Sykora(L), Biamonte 18, Pinese 4, Romanò 8, Pereira 17, Fofinha 20, Paraja 11. Ne: Bland, Giogoli, Montillo, Cacciapaglia(L), Orsi Toth. All. D'Onghia

    Foppapedretti Bergamo: Gruen 21, Rosner, Sorokaite 2, Piccinini 14, Arrighetti 12, Lo Bianco 3, Fiorin 6, Poljak 20. Ne: Croce(L), Gujska. All. Micelli

    Altamura: Bv 5 Bs 7; muri 13; errori 23; invas. 1.
    Bergamo: Bv 4 Bs 4; muri 15; err. 27; invas. 6.

    Bergamo deve sudare le proverbiali sette camicie per battere in trasferta Altamura. Al PalaBaldassarra si è vista in campo una determinata e grintosa Lines Ecocapitanata che per lunghi tratti ha messo in difficoltà la squadra bergamasca e accarezzato il sogno di fare sua l’intera posta in palio, dovendosi però alla fine accontentarsi di un solo punto. Per Altamura una partita che lascia l’amaro in bocca e che forse con una panchina un po’ più lunga sarebbe stata vinta. Vistoso il calo fisico accusato da Fofinha e compagne nella parte finale del quarto set e che ha accompagnato la squadra per tutto il tie break.  

    La Foppapedretti, orfana all’ultim’ora di Croce e con Rosner nel ruolo di libero, ha dovuto ricorrere a tutta la sua esperienza per domare le padrone di casa. Immensa Gruen, salvatrice della patria per la squadra di Micelli insieme all’altra guerriera Poljak. 

    Imbarazzante il primo set per le campionesse d’Europa, rimaste praticamente negli spogliatoi e semplici spettatrici del gioco espresso dalla squadra allenata da mister D’Onghia. Altamura subito avanti 7-1, con Biamonte, Denise e Fofinha che passano con una facilità impressionante. Con la propria squadra totalmente spaesata, Micelli è costretto subito al time out e a richiamare in panchina Fiorin per Sorokaite. Bergamo gioca male in ricezione e Lo Bianco fatica a costruire. Le bianco-rosse di casa non sbagliano nulla: fanno buona guardia a muro, ricevono bene, attaccano ancora meglio. Al secondo time out tecnico è +9 per Altamura con Paraja che blocca a muro l’attacco di Arrighetti. Il gioco di Bergamo è confuso, mentre la Lines non mostra punti deboli. Le due infrazioni consecutive fischiate a Lo Bianco (20-9) fotografano al meglio le difficoltà delle rosso-blu nell’esprimere il proprio gioco. L’attacco out di Sorokaite consegna ad Altamura ben 12 possibilità di vincere il set. Romanò, Denise, Biamonte ne sprecano tre, Piccinini illude ma poi Paraja piega le mani di Poljak e il parziale termina 25-16. 

    Nel secondo set Bergamo mostra subito un livello di gioco degno del suo blasone e va avanti (1-3) con Fiorin, tornata in campo titolare, e Poljak autrice di un attacco e di un muro. Altamura è brava a giocare ogni pallone senza alcun timore reverenziale e a pareggiare subito i conti grazie al suo capitano. Si lotta punto a punto (6-6), Fofinha e compagne tentano l’allungo (10-7) ma vengono riprese. Dopo la seconda sospensione tecnica (+1 Bergamo), è la squadra di Micelli che opera il sorpasso con Gruen che piazza due colpi consecutivi (18-20). L’invasione di Poljak è il preludio al nuovo capovolgimento di fronte: Pinese ferma a muro Piccinini che subito dopo manda out il suo lungolinea (21-20). Finale di set emozionante. Lo Bianco si affida agli attacchi di Gruen che trascina le sue compagne sul 22-24; la tedesca prova a chiudere il set ma Sykora fa buona guardia e la coppia Fofinha-Paraja sigla l’ennesima parità. Ai vantaggi Altamura ha la palla del 2-0, annullata da Arrighetti. Sul 25-26 Biamonte fa partire un bolide da posto 1: le bianco-rosse già esultano per il punto mentre due strepitosi recuperi di Lo Bianco e Arrighetti mettono Gruen nella condizione di chiudere incontrastata il set e pareggiare i conti (25-27). 

    Il terzo parziale sembra essere il set fotocopia del primo: padrone di casa concrete e aggressive, ospiti più fallose e meno incisive. La partenza sprint di Altamura  (5-1) taglia le gambe a Bergamo, costretta ancora una volta ad inseguire. Gruen, Arrighetti e Fiorin sbagliano in sequenza (10-4); il gioco semplice di Romanò e compagne si rivela più che efficace;  Piccinini e Rosner non si intendo in seconda linea (15-7). La Lines in tutta tranquillità si avvia alla conquista del parziale (25-18) con un attacco di Biamonte. 

    Nel quarto set le due squadre ritornano a lottare punto a punto con Denise e Fofinha che rispondono colpo su colpo a Gruen e Poljak. Il muro di Pinese su Fiorin vale l’8-7 per Altamura, l’errore al servizio di Denise il 15-16 per Bergamo. Ci pensa Gruen a rompere gli equilibri: con due ace e un punto diretto in difesa su attacco di Biamonte, trascina la Foppapedretti sul 19-22. La squadra di casa risale a -1 poi però l’esperienza di Piccinini (astuto il suo pallonetto in posto 1) e compagne fa la differenza e con un break di 0-3 Bergamo conquista il set (21-25, muro su Biamonte). 

    Tie break quasi senza storia e ben controllato dalla squadra ospite. Denise e Arrighetti in evidenza in avvio di parziale (3-3), Bergamo va avanti 3-5 con Fiorin e il muro di Arrighetti ma si fa subito riprendere da Denise e Romanò. Al cambio di campo è 5-8 per la squadra allenata da Micelli. Denise si prende il suo momento di gloria mentre Poljak attacca out (7-8). A questo punto sale in cattedra una incontenibile Gruen (8-11). Altamura accusa il colpo e non ritrova la forza (fisica e mentale) di reagire. Fofinha sbaglia due attacchi consecutivi, mentre Piccinini con un mani fuori da posto 4 chiude definitivamente le ostilità (10-15). 

    Sconfitta prevedibile per Altamura, non altrettanto prevedibile il modo in cui è arrivata. La Lines ha giocato a viso aperto contro le più quotate avversarie, letteralmente aggredite nel primo set. Bella prova di Romanò e compagne, abili a sfruttare ogni minimo passaggio a vuoto della Foppapedretti Molto bene Sykora e Fofinha in seconda linea con la brasiliana che si è fatta vedere anche in attacco, dove però la sua prestazione, come le altre attaccanti bianco-rosse, è andata calando dal quarto set in poi. Alla Lines è mancata proprio un’ attaccante di peso che mettesse giù palla nei momenti di gioco più caldi. Buona gara per la spagnola Paraja Ramos. 

    Bergamo ha risentito molto dell’ assenza di Croce. La serata storta in ricezione è stata all’origine di una gara giocata sotto tono. Rosner si vedeva che giocava in un ruolo non suo e per quanto avesse abili qualità, spesso in difesa era fuori posizione. Lo Bianco ha dovuto fare chilometri per recuperare palla e nonostante tutto ha provato spesso a coinvolgere le centrali nel gioco di squadra. Una menzione di merito va ad Angelina Grun che si è sobbarcata un terzo dell’attacco rosso-blu risultando decisiva in più di un’occasione, sopperendo ai continui alti e bassi di Piccinini e Fiorin (per quest’ultima pochi alti a dir la verità) e rendendosi molto pericolosa al servizio. Ottima la gara di Poljak, che ha alternato fast devastanti a tap in intelligenti e messo a segno 8 muri. Bene si è comportata Arrighetti che ha chiuso la gara in crescendo. 

    A cura di Josp  

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    Scavolini Pesaro: Lunghi, Garzaro 2, Wijnhoven(L), Mari 10, Brussa 1, Ferretti 3, Furst 6, Costagrande 34, Sheilla 22, Guiggi 13. Ne: Castiglione, Lazcano. All.Marchesi         

    Unicom Starker Kerakoll Sassuolo: Nucu 8, Vitez 19, Cozzi(L), Turlea 28, Bosetti, Pincerato 2, Kozuch 10, Plchotova 15. Ne: Devetag, Lancellotti, Havelkova. All. Ferrari

    Pesaro: Bv 5 Bs 12; muri 18; err. 27.
    Sassuolo: Bv 10 Bs 7; muri 9; err. 17.

    Pesaro vince la gara contro Sassuolo, una vera e propria maratona fisica e mentale vinta dalle colibrì grazie ad una maggior tenuta mentale, soprattutto nel V set, quando erano sotto 4-8 ribalta il risultato a proprio favore, tirando un sospiro di sollievo. Sassuolo è decisa a giocarsi il tutto per tutto, non ha nulla da perdere in questo campionato e sa di poter dare del filo da torcere alle avversarie. La Scavolini dal canto suo non ha sicuramente giocato al massimo delle sue possibilità, con Mari in notevole difficoltà in ricezione, fondamentale deterrente per le colibrì che non ha permesso a Ferretti di giostrare come avrebbe voluto/potuto il gioco al centro, latitante ma per forza di cose, anche se con Guiggi e la buona intesa con la fast qualcosa in più la regista ha potuto fare. Sassuolo con caparbietà, gioca la sua gara decisa a non darsi per vinta contro la capolista e nel momento in cui il muro pesarese cala, ecco che le unike danno la stoccata vincente, dirette bene nel complesso da Pincerato, che ovviamente si affida molto a Turlea, poi a Vitez, ma non dimentica quando è possibile le compagne tanto che Nucu, Plotchova e Kozuch chiudono con buone percentuali: servite poco, ma al momento giusto. La Scavolini è brava mentalmente, dopo la debale del I set ritrova il suo carattere e un pò più di precisione nei fondamentali, anche se regala molto alle avversarie soprattutto al servizio e con una difesa non sempre ben appostata. Sassuolo è stata brava a non mollare mai, soprattutto nel IV set, grazie a una buona organizzazione di gioco e una difesa prontissima che ha tirato su tantissimi palloni, rigiocati bene dalla prima linea. 

     

    La partita è stata ricamata da alti e bassi da ambo le parti, errori, cali di concentrazione. Le colibrì hanno trovato nuova linfa dalla panchina con Lunghi e Garzaro entrate a dare un buon contributo alla squadra, Ferretti da un 38% di ricezione perfetta ha portato la squadra a chiudere con una buona prestazione in fase offensiva, trovando una Sheilla e soprattutto una Costagrande trascinatrici. Quest' ultima inarrestabile e vera leader, presente a muro insieme a Guiggi, che in questo fondamentale dà sempre un contributo continuo. Troppi ancora gli errori in battuta e quelli di "disattenzione", ma è vero che Pesaro doveva vincere e ha portato a casa il risultato, tenendo conto che la squadra sta lavorando molto a livello fisico visti gli imminenti appuntamenti di Cev Cup e poi di Coppa Italia. Una squadra comunque compatta, pericolosa e forte mentalmente, che manca ancora un poco di esperienza e cattiveria agonistica, ma che sta meritando il primo posto in classifica per quello mostrato sino ad ora.

    Sassuolo può sorridere per questo punto strappato alle colibrì, le ragazze hanno preso più fiducia nei propri mezzi, giocano con più sicurezza, in particolare sono cresciute nei fondamentali di seconda linea. Sicuramente allenamento e maggiore amalgama hanno aiutato il gruppo a prendere consapevolezza di sè, dimostrando proprio contro Pesaro, ma non solo, di essere un gruppo unito che può raggiungere un livello di gioco ancora migliore.

    Foto: Danilo Bille – Solo Volley 

     

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    Infotel Banca Forlì: Arias Done 11, Petkova 5, Vergun 3, Musti De Gennaro, Leonardi(L), Beccaria 7, Di Iulio 5, Angeloni 8, Katic 4, Poggiali. Ne: Antonucci, Ghetti. All. Berselli        

    Tena Santeramo: Fernandinha 2, Soninha 13, Zhurovska 17, Dushkyevich 10, Rizzo, Sirressi(L), Porzio, De Luca 10, Marulli 11. Ne: Boteva, Cimoli. All. Nesic.

    Forlì: Bv 2 Bs 5; muri 5; err. 12.
    Santeramo: Bv 3 Bs 5; muri 7; errori 13.

     

    La partita presenta una Infotel priva di motivazioni e definitivamente rassegnata alla retrocessione ancor prima della certezza matematica e una Tena ordinata e vogliosa di conquistare i tre punti. Ne nasce un match a senso unico in favore delle pugliesi che chiudono con sufficiente tranquillità. Lo spettacolo ne risente ampiamente e presenta errori a volte eccessivi. Falli di formazione, doppi palleggi ed errori tecnici e tattici si sprecano soprattutto da parte forlivese. Un cenno meritano i tifosi di Santeramo, chiassosi e vivaci sostengono la loro squadra senza mai eccedere o fischiare le avversarie. Un comportamento esemplare. 

    La Infotel Forlì prova nuove soluzioni in campo, con una centrale che lascia spazio ad una schiacciatrice e con l’alzatrice al centro. Il risultato finale non cambia e i motivi sono molteplici. Katic non mette mai una palla sull’astina e costringe bande e opposto a prodursi in giocate estemporanee nel tentativo di rimediare ad alzate difficili da gestire. Le attaccanti comunque non mostrano grandi e voglia di faticare sul campo. Di Iulio colleziona uno 0% nei primi due set, facendo qualcosa di buono solo nel terzo set; Beccaria gioca solo alcune palle e fa oltremodo fatica ad intendersi con l’alzatrice; Angeloni non è lucida nel scegliere le conclusioni; Arias si difende ma, da sola non riesce a trascinare la squadra. Passando al libero, Leonardi, richiamata dall’allenatore si lamenta delle osservazioni fatte. Insomma la squadra è in vacanza dal punto di vista psicologico e delle motivazioni e questo è un bel passo ulteriore verso l’ormai sicura retrocessione. 

    La Tena Santeramo è squadra solida e ben messa in campo. Le giocatrici fanno cose semplici ma ampiamente efficaci e i buoni risultati si vedono. Fernandinha fa girare bene la squadra, insiste forse in modo eccessivo su Soninha soprattutto nel primo set quando la schiacciatrice non riesce a mettere palla a terra. Ma l’alzatrice è brava nel chiamare con continuità le centrali che sono sempre presenti sia con i primi tempi sia con le fast. Marulli si attesta su un 60% in attacco mentre Dushkyevic fa meglio e arriva al 75%. Una citazione a parte merita  Zhurovska che raggiunge il 83% in attacco nel secondo set e conclude il match con un ottimo 71% cui devono aggiungersi 2 muri. Certo l’inconsistenza del muro forlivese ha aiutato certe percentuali, ma il risultato è degno di particolare attenzione. Maggior attenzione sarebbe necessaria in ricezione dove la percentuale migliore è totalizzata da Siressi con il 57% di perfezione. 

    A cura di AB 

    Minetti Infoplus Imola – Monte Schiavo Banca Marche Jesi 0-3 (19-25 17-25 21-25) Pag 1

    Asystel Volley Novara – Despar Perugia 0-3 (22-25 21-25 22-25) Pag 2

    Lines Ecocapitanata Altamura – Foppapedretti Bergamo 2-3 (25-16 25-27 25-18 21-25 9-15) Pag 3

    Scavolini Pesaro – Unicom Starker Kerakoll Sassuolo 3-2 (21-25 26-24 25-23 21-25 15-12) Pag 4

    Infotel Banca di Forlì – Tena Santeramo 0-3 (21-25 16-25 19-25) Pag 5

    On-line i tabellini e il commento.

  • Serie A1 – Findomestic Cup 2007/2008 – Anticipo VI giornata, ritorno

    YAMAMAY BUSTO ARSIZIO: Ortolani 21, Viganò 10, Buckova 13, Esko 9, Dirickx 6, Molinengo (L), Parenti 7. Non entrati Valeriano, Ravetta, Fokkens, Siscovich, Luciani. All. Parisi Carlo.

    FAMILA CHIERI: Busso 5, Secolo 9, Giovanna 4, Cicolari 11, Petrolo, Gligorovic 1, Barun 8, Borri (L), Tarozzo (L). Non entrati Radulovic, Carlijn. All. Fenoglio Marco.

     
    La Yamamay si riscatta subito dalla sconfitta subita settimana scorsa, mettendo in campo una prestazione autoritaria contro una Famila Chieri scesa in campo senza grinta, con un approccio mentale alla gara tutt' altro che positivo.  La squadra di Parisi ritrova il suo smalto, il gioco ordinato e concreto che l' ha sempre caratterizzata, incisiva e precisa, sbaglia poco, attenta nella fase di muro-difesa, ma soprattutto determinante in attacco, fondamentale che ha fatto la differenza tra le due squadre, ovviamente in positivo per la Yamamay. Dirickx orchestra molto bene le sue compagne, ben supportata dalla seconda linea e le bande bustocche passano con continuità non trovando opposizione dal muro avversario e in diversi frangenti ben smarcate. Chieri dal canto suo non riceve benissimo e Gligorovic fatica a smistare gioco, se non in pochi frangenti. La squadra non c'è, gli infortuni pesano, ma si nota che manca qualcosa in campo piemontese. Cicolari è l' unica banda che riesce a tenere in piedi la prima linea, male Barun, Secolo a tratti, gioco praticamente inesistente al centro; a questo aggiungiamo che la squadra non ha murato e anche in difesa non è stata reattiva. La cosa comunque negativa per Chieri è il non aver lottato con le unghie e con i denti per girare la partita o mettere in difficoltà Busto.
     
    Per quanto riguarda la Famila, poco possiamo aggiungere. Necessita di un' inversione di rotta al più presto, ognuno deve prendersi le sue responsabilità, perlomeno per rispetto di chi va a vedere la squadra. Gli infortuni e la panchina corta sicuramente pesano, ma non devono essere un alibi o un qualcosa dietro cui nascondersi.
    Complimenti invece alla Yamamay, che sicuramente deve crescere, gestire meglio l' errore, ma ha dimostrato carattere e voglia di essere protagonista. Al di là della maggior precisione nei fondamentali, la carta vincente per Busto è stato il gruppo, unito, con le atlete che si aiutano nei momenti di difficoltà, per raggiungere l' obiettivo comune, la vittoria.
     
     
     

    Pala YamamaY, ore 2100, diretta Sky Sport 3

    YamamaY Busto Arsizio – Famila Chieri 3 – 0 (25-19, 25-21, 25-16)

    Online il tabellino e commento. Foto: Galbiati per Volleybusto.com

  • Serie A1 – V giornata, ritorno

    Despar Perugia: Pachale 5, Grbac 1, Crisanti 7, Marinova 2, Arcangeli(L), Sacco, Francia 18, Del Core 8, Artmenko 1, Gioli 16. Ne: Decordi, Pavlovic. All. Sbano

    Monte Schiavo Banca Marche Jesi: Togut 20, Gattaz 7, Negrini 11, Rinieri 14, Bown 16, Marcelle 7, Calloni 2, Chmil, Puerari(L) 1. Ne: Bedin, Padua, Marc. All. Abbondanza

    Perugia: Bv 3 Bs 2; muri 9; errori 19; invas. 1.
    Jesi: Bv 6 Bs 12; muri 11; err. 26.

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    Famila Chieri: Busso 3, Borri, Secolo 12, Giovanna 5, Carlijn, Cicolari 5, Gligorovic 2, Barun 18, . Ne: Radulovic, Petrolo, Willoughby, Tarozzo. All. Fenoglio

    Asystel Volley Novara: Anzanello 11, Skowronska 18, Barcellini, Berg 4, Paggi 11, Valeskinha 3, Cardullo(L), Popovic, Osmokrovic 7. Ne: Ballarini(L), Nnamani, Corbellini, Mello. All. Brdjovic

    Famila Chieri: Bv 5 Bs 5; muri 6; errori 21.
    Novara: Bv 4 Bs 5; muri 9; errori 15; invas. 2.

    Novara ancora una volta regina del Piemonte, al termine di una gara che l' Asystel ha meritato di vincere per quello fatto vedere in campo e soprattutto perchè squadra completa. La Famila invece ha fatto a meno del terminale offensivo principale, Kim Willoughby, ha schierato una Maurizia Borri con problemi alla spalla senza contare una Manu Secolo che è appena rientrata dall' infortunio al piede. Tutto questo ha inciso non poco sul rendimento della squadra di Fenoglio, che nei momenti importanti non poteva affidarsi che alla Barun. La croata è risultata la migliore tra le sue, ma lasciata troppo solo in prima linea. Inoltre Chieri ha commesso troppi errori in attacco, poco attenta nella fase di muro-difesa e con difficoltà a fare cambio palla. Novara di contro non gioca brillantemente, ci sono dei problemi in casa Asystel, ma la squadra sicuramente è stata più ordinata in campo, Berg a potuto gestire le attaccanti da ogni parte del campo, ad eccezione di una Valeskinha sottotono e non incisiva in prima linea, anche se in ricezione si è difesa bene nel complesso. 

    Chieri ha molto da lavorare, il materiale su cui farlo è quello, non ci sono cambi, Cicolari non è attaccante che fa la differenza nei momenti di difficoltà; le centrali non giocano come dovrebbero, soprattutto non incidono a muro. La squadra sbaglia tanto, perde occasioni importanti e potrebbe fare sicuramente di più. La situazione non è rosea, ma è importante mantenere la concentrazione, lavorare al meglio con le atlete a disposizione e dare alla squadra tutte le possibilità tecniche per crescere e raggiungere i play off, ma ovviamente per fare queste serve anche molta determinazione e grinta per riuscire a mettere a terra la palla.

    Per quanto riguarda Novara, possiamo dire che la partita ha rispecchiato i valori in campo, sicuramente superiori in campo novarese. Comunque l' Asystel ci ha messo del suo per vincere la gara, approfittanto dei cali avversari e spingendo bene in fase offensiva, dove ha fatto la differenza. Vogliamo sottolineare la bella prova di Paola Paggi, positiva in attacco e incisiva a muro: una Paggi che merita di essere più cercata e diventare una centrale di riferimento. Anzanello da sola non basterà mai e Paola è ancora una delle migliori nel suo ruolo.

    A cura di MC 

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    Infotel Banca Forlì: Arias Done 9, Petkova 9, Vergun 1, Musti De Gennaro 7, Leonardi(L), Beccaria 5, Di Iulio 11, Angeloni 4, Katic 3, Poggiali. Ne: Antonucci, Ghetti. All. Berselli        

    Lines Ecocapitanata Altamura: Sykora(L), Giogoli, Biamonte 19, Pinese 3, Romanò 10, Pereira 4, Fofinha 17, Paraja 7. Ne: Bland, Montillo, Cacciapaglia(L), Orsi Toth. All. D'Onghia

    Forlì: Bv 3 Bs 3; muri 9; err. 18.
    Altamura: Bv 3 Bs 4; muri 10; errori 18.

     

    Un match dagli scarsi contenuti tecnici e anche agonistici quello cui si è assistito al Palafiera di Forlì. Unico evento che riesce a risvegliare in negativo l’attenzione del pubblico è quello avvenuto sul punteggio di 11 a 12 quando si assiste ad una strana rettifica del punteggio che passa sul 10 a 13. Conseguenti le proteste del pubblico e dello staff  della Infotel che a fine gara si trasforma in un ricorso ufficiale.

    Forlì continua a collezionare prestazioni pessime. Scarsa voglia in campo e a volte una certa supponenza nel cercare volutamente la giocata più complessa quando in realtà la cosa migliore sarebbe trovare soluzioni semplici. Ne risente oltremodo l’attacco che si ferma ad un complessivo 27% e nel secondo set giunge fino al 22%. In banda le percentuali sono irrisorie con il 23% di Di Iulio e il 21% di Angeloni. Ma è la nuova arrivata Arias a lasciare perplessi con il 18% giocando fuori mano. Quasi irritante poi la prova di Angeloni a muro che continua per tutta a partita a seguire la palla invece di chiudere sull’astina finendo per essere il bersaglio preferito del mano fuori delle attaccanti di Altamura. La regia di Katic è più che scontata, sembra di assistere ad un film già visto tante volte. Unica nota positiva è la difesa di Leonardi probabilmente la migliore in campo. 

    Altamura conquista i tre punti con il minimo sforzo. Il gioco non è spumeggiante ma certo più efficace di quello delle romagnole. Anche in questo caso la regia non è delle più felici con scelte facilmente prevedibili e scarso utilizzo dei centrali che si mettono in mostra più a muro che in attacco. Contribuiscono ampiamente alla vittoria finale le prestazioni di Biamonte top scorer del match con 18 punti anche se il 36% non è un risultato da incorniciare e Fofinha che in certi momenti risulta particolarmente incisiva e raggiunge una percentuale del 36%. Da ricordare i 6 muri piazzati da Paraja, la metà di quelli complessivi di squadra. Estremamente efficiente Sykora in ricezione con il 85% di perfezione e il 92% di positività. Nel complesso viene premiata la maggior capacità di restare concentrati sul campo e di puntare su un gioco globalmente efficace.

    A cura di AB 

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    Unicom Starker Kerakoll Sassuolo: Nucu 9, Vitez 7, Cozzi(L), Turlea 30, Bosetti 7, Pincerato 3, Lancellotti, Kozuch 13, Plchotova 7. Ne: Devetag, Havelkova. All. Ferrari

    Minetti Infoplus Imola: Curcic 15, Radzuweit, Leggeri 14, Dall'Igna 1, Zanin, Percan, Mifkova 11, Ikic 12, Paccagnella 9, De Gennaro(L). Ne: Tirozzi, Bertone. All. Benelli

    Sassuolo: Bv 3 Bs 5; muri 19; err. 25; invas. 1.
    Imola: Bv 2 Bs 8; muri 14; errori 21.

    Partita con mille colpi di scena quella vista in un Palapaganelli tutto esaurito e che alla fine esulterà per i tre punti conquistati dalle ragazze di casa.

     

    Sestetti base per entrambe le formazioni: Ferrari schiera Pincerato in regia, Turlea opposta, Kozuch e Bosetti sono le schiacciatrici, Nucu e Plchotova le centrali, Cozzi è il libero; Benelli risponde con la diagonale principale formata da Dall’Igna e Curcic, in banda schiacciano Mifkova e Ikic mentre la coppia di centrali è formata da Leggeri e Paccagnella, De Gennaro è il libero.

     

    Sassuolo parte forte nel primo set e sembra essere l’unica squadra in campo, 13-4 è il parziale shock in favore delle padrone di casa che spingono molto in battuta facendosi trovare poi sempre pronte a muro e chiudendo subito le rigiocate, mentre per Imola in questa fase di gioco l’unica a passare con regolarità e Leggeri. Le ragazze di Benelli si ricordano di essere in campo e cominciano una grande rimonta portandosi fino al meno uno 16-17 con Leggeri e Ikic sugli scudi, ma Turlea e Bosetti respingono ogni resistenza di Imola chiudendo il parziale 25-19.

     

    Inizia il secondo set ma il copione è quello del primo: le unike scappano subito grazie alla battuta di Bosetti che mette in difficoltà la ricezione avversaria ed è subito 5-0; Imola reagisce riportandosi sotto ma anche il turno al servizio di Kozuch mette in grande difficoltà e Sassuolo arriva facilmente sul 20-10, a questo punto le ospiti si svegliano ed è Leggeri a guidare una rimonta che costringe Ferrari a chiamare entrambi i time out a sua disposizione, e che però si ferma grazie al pallonetto di Turlea che vale il 25-20.

     

    Finalmente un parziale equilibrato e giocato da entrambe le squadre, Imola sembra essere uscita dal torpore dei primi due set e grazie ad un servizio ora efficace mette in difficoltà la ricezione delle padrone di casa che diventando meno precisa complica il gioco. Dall’Igna spinge molto al centro, spesso azzardando troppo perdendo cosi precisione, ma Imola scappa sul 21-15. Il set sembra finito invece arriva la reazione di Sassuolo che affidandosi a Turlea riesce a riportarsi fino al meno uno 20-21 ma la Minetti Inflopus vuole chiudere e lo fa con Ikic che sfrutta le mani del muro avversario 22-25.

     

    Le ragazze di Benelli sembrano essersi ritrovate e guidano il parziale dall’inizio; sull’ 8-13, firmato da Ikic, Ferrari fa entrare Vitez che subito si fa trovare pronta trasformando due attacchi vincenti e siglando un ace, ma per le padrone di casa non basta perché Imola continua ad imporre il proprio gioco e si porta 20-15 vedendo vicina la possibilità di un tie break. A questo punto nella metà campo imolese si spegne la luce, mentre per Sassuolo sale in cattedra Turlea che guida le sue compagne ad una rimonta che le porta 24-22, la Minetti non molla e con un break di 3-0 si porta in vantaggio 24-25 ma è ancora una volta Turlea a riportare la parità 25-25. Sul 26-26 un attacco di Mifkova, che piazza la palla all’incrocio delle righe, viene giudicato out dal primo arbitro riportando cosi le padrone di casa in vantaggio; a chiudere set e partita ci pensa un fallo di Dall’Igna.

     

    Buona partita per Sassuolo che guadagna cosi altri tre punti importantissimi in chiave play off. Partita che nelle prime battute sembrava tutta in discesa invece le ragazze di Ferrari hanno dovuto soffrire per riuscire ad ottenere l’intera posta in palio. Sassuolo ha imposto il suo gioco nei primi due set con una battuta efficace, che ha messo molto in difficoltà le avversarie le quali non sono riuscite a trovare la giusta stabilità in ricezione. Ma la differenza l’ha fatta  l’ mvp Turlea con i suoi 30 punti, in ogni momento di bisogno lei si è fatta trovare pronta trascinando la sua squadra, specialmente nel quarto set dove metà dei punti della rimonta portano la sua firma; davvero grandissima prestazione e giocatrice sempre più indispensabile per questa squadra. Buona la gestione di Pincerato che è stata brava a sfruttare questa giornata super di Turlea senza mai risultare scontata. Un po’ sottotono Nucu, che non ha dato il solito apporto al centro e Bosetti che è calata alla lunga risultando poco efficace in attacco ma comunque importante in seconda linea. Da segnalare l’ingresso in campo di Vitez che si è fatta trovare pronta regalando immediatamente alla squadra tre punti importanti nella rimonta del 4 set.

     

    Per quanto riguarda Imola partenza shock, nella metà campo imolese non funziona nulla, l’unica a farsi sentire è Leggeri; poi arriva la reazione, ma la sensazione è che a Imola manchi un attaccante di palla alta affidabile, al quale affidarsi nei momenti difficili e quando la ricezione non permette di giocare al centro. Partita sotto tono di tutte le attaccanti di palla alta e Mifkova subisce più del solito anche in ricezione. Non convincente la prova di Dall’ Igna che spesso sembra fare la scelta sbagliata: si ostina ad azzardare troppo con il gioco al centro, con ricezione sui 4 metri, servendo palloni in giocabili che solo Leggeri è spesso riuscita ad indirizzare comunque nel campo avversario. Emblema di queste scelte è stata la palla che poteva valere il tie break per Imola: palla rigiocata più volte da entrambe le parti, appoggio perfetto di De Gennaro e alzata di Dall’ Igna in banda, dove Curcic continuava a non essere efficace, quando poteva alzare a Leggeri unica vera trascinatrice e punto di riferimento della squadra. Buona prova di De Gennaro che con le sue difese ha provato a tenere a galla la sua squadra. Imola sembra aver giocato ad intermittenza e i momenti di buio corrispondevano sempre ai momenti in cui Leggeri non era in campo, infatti la centrale è stata l’ unica con la sua classe a provare a trascinare la squadra. 

    A cura di Ele B. 

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    Tena Santeramo: Boteva, Fernandinha 4, Soninha 18, Zhurovska 15, Dushkyevich 6, Rizzo, Sirressi(L), Cimoli, De Luca 15, Marulli 13. Ne: Porzio. All. Nesic.

    Yamamay Busto Arsizio: Ortolani 14, Viganò 17, Buckova 5, Valeriano, Esko 13, Dirickx 5, Molinengo(L), Fokkens, Siscovich, Parenti 10. Ne: Ravetta, Luciani. All. Parisi

    Santeramo: Bv 3 Bs 8; muri 9; errori 21.
    Busto Arsizio: Bv 3 Bs 5; muri 17; err. 21; invas. 1.

     

    Santeramo conferma il buon momento di forma e vince contro la matricola terribile Busto Arsizio delle ex Fokkens e Buckova. Tre punti molto importanti in chiave salvezza per la Tena Volley, che ora (considerati anche i risultati dagli altri campi) può guardarsi le spalle con più tranquillità. Si ferma invece a quattro la serie di vittorie consecutive della Yamamay incapace nel match del PalaCooper di trovare continuità nel proprio gioco.

    Nesic schiera Zhurovska come opposto e conferma la giovane santermana Sirressi  nel ruolo di opposto. Fernandinha, Marulli, Dushkyevich, De Luca e Soninha completano il roster bianco-blu iniziale. Coach Parisi risponde con l’azzurra Ortolani in diagonale con Dirickx, Parenti e Buckova centrali, Viganò ed Esko schiacciatrici, Molinengo libero.

     

    Inizio di partita equilibrato (2-2), poi Santeramo sfrutta il turno in battuta di Fernandinha che piazza un ace e mette in difficoltà la retroguardia bustocca (5-2). Buckova ritrova subito la parità; Soninha e De Luca piazzano due colpi vincenti, mentre Ortolani manda out il suo lungolinea (8-5). Entrambe le squadre cercano di sfruttare gli errori avversari e chi ne beneficia maggiormente è la Tena Volley (13-9). Viganò si fa sentire con due attacchi consecutivi, Dushkyevich e Zhurovska non sono da meno. Soninha prima è fermata a muro da Parenti, poi con un pregevole mani fuori fa segnare il +4 alla seconda sospensione tecnica. Un break di 0-3 per le ospiti costringe Nesic al time out: la reazione di Marulli e compagne non si fa attendere (20-15). Dirickx è imprecisa nelle azioni di rigiocata e Parisi la richiama in panchina. Fokkens dà nuova linfa al gioco delle biancorosse con Buckova, Esko ed Ortolani che rispondono ai colpi di De Luca (23-21). L’errore al servizio di Fokkens è di quelli pesanti e Soninha chiude il parziale (25-22) dopo che Viganò aveva annullato la prima palla set.

     

    La seconda frazione di gioco inizia nel segno di Ortolani (1-3), fino a quel momento poco presente nel gioco della Yamamay. Santeramo recupera e le squadre restano incollate fino al 6-6. Poi Parenti e compagne fanno buona guardia a muro fermando gli attacchi delle padrone di casa (8-12). Una palla respinta dal muro Esko colpisce al volto Fernandinha: la palleggiatrice brasiliana è sostituita da Cimoli. Le ospiti volano 13-17, poi qualcosa si inceppa nel meccanismo di gioco di Viganò e compagne, che sbagliano un colpo dietro l’altro mentre Marulli si esalta sia in attacco che a muro. Santeramo piazza un micidiale parziale di 8-0. Parisi prova con il doppio cambio Ortolani-Siscovich, Fokkens-Diricks e il time out a scuotere la propria squadra (21-17). La rimonta non riesce e Marulli chiude 25-20.

     

    Il terzo parziale mostra una Yamamay più precisa e grintosa e soprattutto un Santeramo più falloso. Dirickx gioca d’astuzia, mentre il muro di Parenti ferma due volte Soninha (2-5). Al primo time out tecnico Busto è avanti 6-8. Sul 7-10 rientra in campo Fernandinha, ma per Santeramo la musica non cambia. Ortolani fa sentire tutta la sua potenza, anche se è soprattutto il muro bianco rosso a costringere le attaccanti di casa a sbagliare (9-19). Ci prova Zhurovska con due pipe consecutive a lanciare la rimonta di Santeramo; questa volta le bustocche non si fanno sorprendere, come nel set precedente, e si avviano alla conquista del parziale con l’attacco finale da posto 4 di Esko (17-25).

     

    Nel quarto set, Santeramo parte forte (4-0, 6-1) costringendo Parisi a chiamare subito time out. Busto Arsizio trova ancora una volta nel muro l’arma vincente per recuperare lo svantaggio (7-7). Sirressi e compagne però mostrano una invidiale solidità in difesa e con diverse azioni corali allungano nuovamente (16-10). Viganò e Parenti a muro dimezzano lo svantaggio, poi sale in cattedra capitan Marulli con quattro punti consecutivi (due attacchi su ricezione lunga e due muri). Parisi tenta di nuovo la carta Fokkens e Siscovich. A Ortolani che va a segno due volte risponde Soninha, prima che Zhurovska regali alla propria squadra ben otto palle match (24-16). Busto Arsizio ne annulla due con Esko e Buckova, ma nulla può sul diagonale di De Luca (25-18).

     

    Vittoria con merito per la Tena Volley che ha giocato con maggiore continuità. Zhurovska davvero positiva e Soninha, seppur a corrente alternata, sempre pronta nei momenti cruciali del match. Ancora su ottimi livelli la prova del libero Sirressi, che con le sue difese ha tirato su palloni impossibili strappando applausi a tutto il palazzetto.

    Come già accaduto nelle ultime uscite, la vera forza si è rivelato il gruppo, di cui Fernandinha è sempre più musa ispiratrice. La sua uscita dal campo per un set e mezzo si è fatta sentire, anche se Cimoli è stata brava a mostrare freddezza e farsi trovare pronta in un momento non facile della partita (8-11 del secondo set poi vinto in rimonta).

    La Yamamay ha giocato un match con poca grinta e con tanti alti e bassi, soprattutto in attacco dove Ortolani, Esko e Viganò hanno alternato buone cose a (inspiegabili) passaggi a vuoto. Forse anche per la prova incolore di Dirickx, apparsa insicura e imprecisa nel palleggio. Di sicuro è mancata l’intesa tra la palleggiatrice bustocca e le centrali, spesso andate a vuoto.

    Ottima la prova a muro con Parenti (8 muri) che vince la sfida con Marulli (4 muri). 

    A cura di Josp 

     

    Despar Perugia – Monte Schiavo Banca Marche Jesi 1-3 (21-25 25-23 19-25 19-25)
    (differita Sky Sport 2 mercoledì 20 febbraio ore 16.00)

    Famila Chieri – Asystel Volley Novara 0-3 (21-25 19-25 20-25) Pag 2

    Infotel Banca di Forlì – Lines Ecocapitanata Altamura 0-3 (26-28 18-25 23-25) Pag3

    Unicom Starker Kerakoll Sassuolo – Minetti Infoplus Imola 3-1 (25-19 25-20 22-25 28-26) Pag4

    Tena Santeramo – Yamamay Busto Arsizio 3-1 (25-22 25-20 17-25 25-18) Pag5

    On-line i tabellini e il commento

  • Serie A1 – Anticipo V giornata, ritorno

    Foppapedretti Bergamo: Gruen 28, Croce(L), Rosner 7, Sorokaite, Piccinini 14, Arrighetti 10, Lo Bianco, Fiorin 6, Poljak 19. Ne: Gujska, Tasca. All. Micelli

    Scavolini Pesaro: Lunghi, Garzaro, Wijnhoven(L), Mari 22, Brussa 1, Ferretti 2, Furst 10, Costagrande 23, Sheilla 13, Guiggi 6. Ne: Castiglione, Lazcano. All.Marchesi

    Bergamo: Bv 5 Bs 10; muri 12; err. 31; invas. 3.
    Pesaro: Bv 1 Bs 6; muri 16; err. 25; invas. 2. 

    Ore 21.00 (Diretta Sky Sport 3)

    Foppapedretti Bergamo – Scavolini Pesaro 2-3 (25-22 22-25 19-25 25-16 18-20)

    On-line il tabellino

  • Serie A1 – Findomestic Cup 2007/2008 – IV giornata, ritorno

    Scavolini Pesaro: Lunghi, Garzaro 1, Wijnhoven(L), Mari 9, Brussa 6, Castiglione, Ferretti 3, Furst 5, Costagrande 29, Sheilla 20, Guiggi 13. Ne: Lazcano. All.Marchesi          

    Famila Chieri: Busso 11, Borri, Secolo(L), Radulovic, Giovanna 12, Carlijn, Cicolari 15, Gligorovic 4, Barun 14, Willoughby 27. Ne: Petrolo, Tarozzo. All. Fenoglio

    Pesaro: Bv 6 Bs 13; muri 18; err. 26.
    Chieri: Bv 8 Bs 7; muri 14; err. 23. 

    La Scavolini Pesaro mantiene la vetta della classifica, un primo posto letteramente sudato da parte della colibrì contro una Famila che nei momenti importanti ha perso coraggio. Una partita che poco ha offerto dal punto di vista tecnico, ma tanto dal punto di vista agonistico. Tanto cuore da parte della due squadre, tante difese e tanta gioia e liberazione dopo i punti fatti. Chieri è stata avanti in tutti i parziali, contro una Scavolini che nei primi due set ha ricevuto malissimo, con l' alzatrice che ha dovuto affidarsi alla palla in banda, molto scontata, lasciando da parte il gioco al centro, tanto che Vercesi ha sostituito Furst poco incisiva. Chieri ha trovato un Secolo, schierata nel ruolo di libero, in forma, una sicurezza in seconda linea; Gligorovic ha variato qualcosa di più in prima linea, ma le due bocche di fuoco sono state Willohgby e a tratti Cicolari, con qualche incursione al centro.

    Nel III e IV set ecco che esce la Scavolini, brava a sfruttare i momento no di Chieri. E' sempre difficile stabilire dove ci sono i demeriti di una squadra e dove iniziano i meriti dell'altra: a nostro avviso, la Famila ci ha messo molto del suo in senso negativo, visto che nei frangenti in cui poteva allungare  chiudere, ha lasciato determinazione e i cosiddetti attributi fuori dal taraflex. Di contro una grande squadra si vede anche quando, nei momenti di difficoltà, riesce a recuperare l' ancora di salvezza, ovvero in questo caso, sfrutta a proprio vantaggio il negativo dell' avversario. La Scavolini ha iniziato la rimonta così, ma poi ci ha messo molto del suo, migliorando in ricezione, gestendo di conseguenza meglio l' attacco e risultando più attenta nella manovra di muro-difesa. Le due squadre hanno lottato e si sono date battaglia, alla fine la differenza è stata nel carattere: Pesaro ci ha creduto fino in fondo, Chieri ha mollato. Da questo punto di vista è contata molto la forza del gruppo, più forte in casa marchigiana nonostanti i diversi errori commessi e le imprecisione che potevano costare caro. Chieri non ha ancora il carattere della grande squadra, o meglio c'è, ma a tratti e lo si vede negli scambi punto a punto, anche se la mancanza di Secolo in attacco e il sostegno di Barun si sono sentite in casa piemontese.

    Chieri certo deve recriminare molto a se stessa, perchè se non ha portato a casa punti deve solamente farsi un mea culpa. La squadra manca ancora d' esperienza e solidità e con un solo terminale offensivo ( leggi Willoughby) sugli scudi poco si può fare. Cicolari ha dato un buon apporto, ma non è l' attaccante di peso e sostegno che mette a terra i palloni pesanti. E con una Barun sottotono, l' americana non può vincere una gara da sola. Dal punto di vista del gioco, Chieri può crescere ancora molto; Gligorovic si è ben comportata a nostro avviso, senza strafare, senza brillare, ma cercando di non perdere smalto e concentrazione anche se poi si è persa con il gruppo nei momenti di difficoltà. Un peccato per Chieri non riuscire a raccogliere per quanto mostra in campo: sarà necessario cercare di fare punti nelle prossime gare per riprendere sicurezza nei propri mezzi e oliare alcuni meccanismi che non sono ancora diventati automatici. L' importante è non perdere mai la voglia di lottare anche quando la tecnica non supporta.

    Per quanto riguarda la Scavolini, non ha ancora la marcia vista nel girone di andata, ma questo accomuna un pò tutte le big. La ricezione deve crescere, anche perchè questi momenti al rallentatore non sempre si possono recuperare. Mari è risultata negatva in questo fondamentale, tanto che abbiamo potuto notare la bravura  e l' incisività di Lunghi, entrata dalla panchina ed autrice di una buona gara ed anche di Brussa che con un  ottimo turno in battuta ha favorito il recupero in particolare nel II set (Chieri avanti 9-1, entra Lunghi, turno lungo al servizio e si arriva a 9-9). Parlando di seconda linea, anche Wijnhoven può fare molto meglio: l' olandese si è comportata bene in ricezione, ma è risultata molto meno "volante" in difesa, dove è risultata spesso fuori posto al di là degli errori su schema del muro. Certo, qualche difesa spettacolare l'ha regalata, ma non salva una prestazione sotto le righe. Bene le centrali, con Furst che come detto ha risentito della scarsa ricezione a inizio gara, ma poi, con il miglioramento di questo fondamentale, ributtata nella mischia, ha dato il suo contributo. Bene nel complesso Sheilla, partita sottotono, ma cresciuta da metà gara, anche se ci si aspetta sempre di più da una opposta del suo calibro, così come da Mari, troppo a corrente alternata anche in prima linea. Ferretti ha giocato partite migliori, ha risentito dell' imprecisione nei fondamentali di seconda linea, in alcuni frangenti ha perso concentrazione, ma la sua partita la possiamo definire senza infamia e senza lode. Arriviamo all' MVP, ovvero Costagrande, una vero baluardo e faro per il gioco delle colibrì, vera trascinatrice della squadra. Anche se, lo sottolineiamo ancora, l' anima di questa Scavolini è e potrà essere un gioco corale in cui ogni anello della catena risulta importante e intercambiabile. 

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    Asystel Volley Novara: Anzanello 5, Skowronska 29, Barcellini 1, Berg 2, Paggi 12, Valeskinha 19, Nnamani 1, Cardullo(L), Popovic, Osmokrovic 19, Mello 5. Ne: Ballarini(L), Corbellini. All. Brdjovic

    Tena Santeramo: Boteva 12, Fernandinha 6, Soninha 28, Zhurovska, Dushkyevich 21, Rizzo, Sirressi(L), Porzio, De Luca 10, Marulli 7. Ne: Cimoli. All. Nesic.

    Novara: Bv 3 Bs 13; muri 17; errori 24; invas. 2.
    Santeramo: Bv 6 Bs 12; muri 12; errori 25; invas. 5.

    Partita importante quella contro Santeramo per le Asystelle chiamate a “cancellare” le ultime prestazioni piene di molte ombre.
    Novara è scesa in campo con Skowronska opposta a Berg, Valeskinha e capitan Osmokrovic schiacciatrici, Anzanello e Paggi al centro e Cardullo libero. Santeramo ha risposto con Boteva opposta a Fernandinha, Marulli e Dushkyevich al centro, De Luca in banda con Soninha e Sirressi libero.
    Da un lato, quindi, l’ Asystel ritrova il suo libero titolare, dall’altro Santeramo risponde con una Soninha tornata sul parquet dopo lo stop forzato più motivata che mai.
    Nel primo set dopo una partenza favorevole per Novara grazie al capitano Osmokrovic (3-1) ed a qualche buon attacco di Skowronska (8-6) e Valeskinha (10-6), Santeramo, si rifà sotto sfruttando qualche incertezza in seconda linea dell’Asystel, mettendo addirittura la faccia avanti sul 13-14 con un servizio vincente di Boteva. Inizia quindi un punto a punto al cardiopalma, con le due squadre che non ne voglion sapere di soccombere sotto i colpi dell’avversario. Sono le santeramane, con De Luca, a trovare il primo set ball (23-24) dopo che Novara spreca ben tre rigiocate. Ma dopo un interminabile alternarsi di vantaggi sono le padrone di casa a spuntarla grazie ad un errore di Soninha (39-37).
    Il secondo parziale inizia con Santeramo in avanti, un vantaggio quello delle santeramane che cresce sempre di più (5-8, 9-16) e vede una Novara soccombere sotto i colpi di Boteva e compagne senza riuscire a trovare il bandolo della matassa: gioco alquanto scontato di Berg e le attaccanti che trovano il muro avversario già piazzato ed incisivo. Il set si chiude quindi in scioltezza per le ragazze di coach Nesic senza che le forze fresche messe sul parquet da Novara (Mello, Barcellini e  Nnamani) potessero invertirne l’inerzia (16-25).
    Il terzo set restituisce al pubblico di casa l’Asystel una squadra “rinnovata” nel gioco e nello spirito, lontana parente di quella vista nei primi due set ed ultimamente. Il muro comincia a funzionare, ma è il gioco nel suo complesso a essere più fluido; a ciò si aggiunga una buona Osmokrovic ben coadiuvata da Valeskinha ed i parziali di 8-4, 12-4, 20-5, sono presto spiegati (ottimo per favorire il break il turno al servizio di Mello ). Il finale è ormai segnato ed è 25-9 che non ammette riserve.
    Nel quarto parziale, la squadra di coach Brdjovic parte ancora forte prima grazie al duo Valeskinha – Osmokrvoic lasciando intendere di aver ormai superato il momento di empasse (8-5), e poi grazie ad una serie di muri ( Berg, Mello e la stessa Valeskinha) che portano il vantaggio sull’11-5. Sembra ormai notte fonda per Santeramo ed invece con un grande parziale frutto della collaborazione di tutte le componenti della squadra, le pugliesi impattano prima ai 12 e, dopo un altro allungo delle Asystelle, ai 18. L’esito della partita è quindi nuovamente in discussione e le squadre si ritrovano testa a testa fino al termine, quando un parziale di 0-3 per le ospiti, regala il tie-break e la sicurezza di un punto prezioso alle pugliesi (23-25).
    Il quinto ed ultimo parziale, si apre ancora con Novara a dettare il ritmo e farsi sentire soprattutto a muro (8-4 al cambio campo). E’ Soninha  quindi a riportare sotto le pugliesi (10-8), ma è l’ultimo strenuo tentativo di Santeramo per portare a casa la partita, perché ci pensano Paggi con un muro (13-11) e Skowronska (14-11 e 15-12) a segnare l’epilogo del match.

    Partita ancora una volta in chiaro-scuro per l’Asystel, che pur giovandosi di nuovo delle prestazioni del suo libero titolare Cardullo, non riesce a trovare quella tranquillità e fluidità di gioco che l’ha contraddistinta fin prima della pausa. Sintomo solo dei carichi di lavoro necessari per far arrivare la squadra in perfetta forma agli appuntamenti che contano, oppure sintomo di qualche altro malessere? Di certo, una risposta la potrà dare l’imminente match di Champions: da martedì ogni errore può costare davvero caro ed il tempo per rimediare potrebbe non esserci, vedremo.
    Quanto a Santeramo, sicuramente il “recupero” di Soninha ha dato ulteriore slancio ed euforia a tutto l’ambiente, ma è tutta la squadra che sta girando veramente bene. Ottima Fernandinha, ma eccellente anche Dushkyevich, per non dimenticare Sorressi, sicuramente un libero molto interessante.

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    Minetti Infoplus Imola: Curcic 17, Leggeri 9, Dall'Igna 6, Percan 1, Mifkova 13, Ikic 9, Paccagnella 16, De Gennaro(L). Ne: Radzuweit, Zanin, Tirozzi, Bertone. All. Benelli

    Infotel Banca Forlì: Arias Done 12, Petkova 4, Vergun 2, Musti De Gennaro 6, Leonardi(L), Beccaria, Di Iulio 9, Angeloni 15, Katic 6, Poggiali. Ne: Antonucci, Vergun, Vecchi. All. Berselli        

    Imola: Bv 6 Bs 7; muri 9; errori 18.
    Forlì: Bv 4 Bs 7; muri 7; err. 20; invas. 1.

    Imola vince il derby romagnolo, ma soprattutto si allontana dalla zona salvezza, portadosi sotto la zona play off. Una partita sentita da tutte e due le squadre, ma se Imola dal canto suo ha fatto una prestazione nel complesso positiva, brava a imporre un gioco più veloce e preciso nonostante i diversi errori, Forlì risulta allo sbando, pur con gli innesti che nelle precedenti gare avevano dato qualcosa in più al gruppo. Imola è stata più precisa nella manovra di gioco, sia nei fondamentali di prima che di seconda linea; le ragazze di Vallicelli invece, a parte la reazione d' orgoglio nel III parziale, non hanno saputo affrontare la gara nella giusta maniera. Correlazione muro-difesa disattenta, grinta e determinazione lasciate nello spogliatoio, gioco di squadra….dove è stato il gioco di squadra?? 

    Non ci dilunghiamo troppo sulla gara perchè veramente c'è poco da dire. Merito e onore a Imola che nel momento in cui doveva raccogliere ha detto presente, non senza problemi o caldi di concentrazione, ma sicuramente con più cuore, coraggio e voglia di portare via quei tre punti che fano respirare. Ora la cosa importante è continuare a giocare ad un buon livello, con continuità da parte di tutte le atlete. Forlì ora più che mai non ha più nulla da perdere e con questo spirito dovrebbero scendere in campo. Le atlete, dopo un bel esame di coscienza, possono fare una sola cosa: giocare prima di tutto per se stesse, scendendo in campo con rispetto per il pubblico e per la maglia che indossano.
    A cura di MF 

     

    Scavolini Pesaro – Famila Chieri 3-1 (19-25 32-30 26-24 32-30) Pag 1

    Asystel Volley Novara – Tena Santeramo 3-2 (39-37 16-25 25-9 23-25 15-12)

    Minetti Infoplus Imola – Infotel Banca di Forlì 3-1 (25-14 25-19 16-25 25-14) Pag 3 (Differita Sky Sport 2 martedì 12 febbraio ore 16.00)

    On-line i tabellini e commento

  • Serie A1 – Findomestic Cup 2007/2008 – Anticipi IV giornata, ritorno

    Monte Schiavo Banca Marche Jesi: Togut 24, Gattaz 10, Bedin 1, Negrini 13, Rinieri 15, Bown 11, Marcelle 4, Calloni, Chmil, Puerari(L). Ne: Padua, Marc. All. Abbondanza.

    Foppapedretti Bergamo: Gruen 18, Croce(L), Gujska, Sorokaite 1, Piccinini 10, Arrighetti 9, Lo Bianco, Fiorin 9, Poljak 14. Ne: Rosner. All. Micelli

    Jesi: Bv 12 Bs 11; muri 8; err. 21.
    Bergamo: Bv 6 Bs 9; muri 7; err. 19; invas. 1.

    Una ritrovata Monte Schiavo dà una sferzata positiva al suo cammino in campionato battendo la Foppapedretti  e sicuramente il fatto che la vittoria sia arrivata ai dann di Bergamo può dare a Jesi quella sicurezza che in queste ultime gare è mancata. 

    L' analisi della gara è molto veloce: la Foppapedretti perde per la sua scarsa efficacia al servizio, dove è risultata si fallosa ma soprattutto poco incisiva, ma soprattutto per la pessima serata in ricezione ( ben 15 errori) e la poca reattività in difesa, che non ha permesso a Bergamo di contrattaccare. A tutto ciò aggiungiamo un muro scomposto e poco attento, su cui la Monte Schiavo ha potuto lavorare grazie alla buona vene delle sue attaccanti, brave a cambiare colpi e a sfruttare questo lato debole delle avversarie. Jesi dal canto suo è scesa in campo con il giusto approccio, ha aggredito le avversarie, ha fatto della battuta l' arma numero 1 con cui ha annichilito la seconda linea orobica: di conseguenza Lo Bianco, comunque precisa e lucida, ha corso a desta e a sinistra e non ha potuto gestire la gara come aveva pensato o voluto. Le prilline sono state migliori tatticamente, ovviamente questo dipeso dal fatto che la ricezione ha ben tenuto e Marcelle, sempre molto criticata in questi mesi, senza strafare, senza voler fare il fenomeno, ha gestito nel complesso il gioco con precsione e buona visibilità del campo avversario, con le compagne che sono state brave ad aggiustare anche i palloni non serviti al meglio. Le marchigiane poi hanno tirato fuori un bel caratterino e hanno saputo sfruttare la giornata no di Bergamo: questo non significa che Jesi ha perso solo perchè la Foppapedretti non ha giocato come può o non ha reagito come sa; questo significa che Jesi ha tirato fuori, come diceva Anastasi ai suoi ragazzi quando allenava la spagna.. "Cabeza, Corazon Y C…ones"…Ed è vero, perchè ha giocato concentrata, anche dopo aver perso il II set e ha tirato fuori gli attributi perchè ha vinto mettendoci del suo, molto, ed è stata cinica nel nonlasciarsi scappare la vittoria.

    Per quanto riguarda la Foppa, sicuramente non avere cambi non ha aiutato; Poljak aveva un problema alla mano, Rosner non è stata utilizzabile al 100%, Merlo non disponibile e Sorokaite "poco impiegata". Questo non vuole essere un deterrente, la squadra ha giocato male, ad eccezione della prima linea, è calata invece di crescere e giocare con quel cuore cui siamo abituati a vedere, anzi direi più che cuore quei "Co…nes" di cui si parlava sopra. Quello che è certo è che Bergamo e tutte le sue giocatrici devono applaudire Jesi, prendere atto di cosa non è andato e rialzare subito la testa. Certe sconfitte da un lato sono anche utili per riprendere il giusto bandolo della matassa, anche se la debacle è da dimenticare in fretta…Un incidente di percorso ci può stare, ora arriva un periodo di fuoro per la Foppapedretti e lo deve affrontare al massimo, con la giusta mentalità, perchè come si suol dire non è forte chi non sbaglia mai..ma chi si rialza dopo la caduta. E questo proverbio calza a pennello alle marchigiane! La vittoria contro Bergamo non cancella i problemi che ci sono stati, non cancella le brutte prestazioni, ma dà una bella iniezione di fiducia alla squadra, che deve assolutamente rendersi conto che è capace di giocare ad alti livelli, quando tutte e diciamo tutte, fanno il loro compito e ci mettono grinta e voglia di vincere. La pallavolo è un gioco di squadra, dove il singolo si deve esaltare, dove il leader deve essere sempre sopra le righe e dove il gruppo deve uscire…Jesi ha giocato forse una delle prime/poch partite in cui si è visto un gioco corale, con le ragazze ad aiutarsi, a incitarsi a vicenda, non puntado agli errori di ognuna. Ci sono ancora diverse cosa da sistemare, come la maggior incisività a muro, migliorare le scelte tattiche e le varianti di gioco. Ma uscire dal periodo nero è stato importante. Questa vittoria è da mettere ora nel cassetto, affinchè non sia un fuoco di paglia, ma un primo passo verso un nuovo percorso di crescita. La prova del nove l' avremo presto. La Dinamo Mosca è alle porte e vincere ( o comunque giocare ad alti livelli) è la miglior possibilità che ha Jesi per far capire che c'è!

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    Lines Ecocapitanata Altamura: Sykora(L), Biamonte 11, Pinese 5, Romanò 10, Pereira 7, Fofinha 19, Paraja 14. Ne: Bland, Giogoli, Montillo, Cacciapaglia(L), Orsi Toth. All. D'Onghia.

    Despar Perugia: Pachale 14, Grbac, Crisanti 3, Marinova 4, Decordi 13, Arcangeli(L), Sacco, Pavlovic 3, Del Core 20, Gioli 16. Ne: Francia, Artmenko. All. Sbano.

    Altamura: Bv 3 Bs 7; muri 7; errori 24.
    Perugia: Bv 3 Bs 2; muri 5; errori 18.

    Perugia conquista tre punti importanti ai fini della clasifica, ma soprattutto, vista l' assenza di Francia, importante per il morale, a pochi giorni da una gara di Champions' in cui bisogna vincere. Altamura però mette in mostra segni di miglioramento, dà del filo da torcere alle avversarie e, anche se può ritenersi soddisfatta della sua gara, qualcosa da recriminarsi ha per il quarto set che, se giocato meglio, poteva portare le perugine al quinto set. Da questo punto di vista brava la Despar a mantenersi concentrata, non perdere lucidità e attenta alla precisione. Perugia arriva da un periodo intenso, dove il gioco non brilla, dove alcuni meccanismi sono ancora da oliare, ma, senza una Francia come punto di riferimento, portare a casa una gara in 4 set, molto tirata, è stato un passo verso i miglioramenti che sicuramente vedremo in casa Despar. Sbano ha messo in gioco le seconde linee, che si sono ben comportate e hanno dimostrato che anche loro sono giocatrici della Despar. Certo, Del Core, vera trascinatrice, ci ha messo molto del suo, ma nel complesso la squadra ha reagito bene, ad eccezione di una Gioli sottotono. Altamura può sorridere da un lato e arrabbiarsi dall' altro, perchè momenti di poca concentrazione e qualche errore di troppo, sono stati un vero deterente nella manovra di gioco. La seconda linea ha ben tenuto, la difesa è stata anche reattiva, ma purtroppo la manovra di rigiocata non ha funzionato a dovere, le attaccanti, non sempre messe nella migliore condizione per schiacciare, non hanno osato come avrebbero potuto fare, lasciando così spazio a Perugia che non si fa pregar certo due volte nello sfruttare i regali altrui.

    L' approccio alla gara da parte della Lines è stato positivo, anche se i cali e la discontinuità di gioco devono diminuire assolutamente, perchè il gruppo ha delle buon potenzialità e se scende in campo non pensando ai punti o a chi ha di fronte, ma solo a giocare senza paura, può raccogliere qualche soddisfazione in più, in particolare tra le mura amiche. Perugia è sempre una grande squadra, si è ripresa dopo la batosta di Pesaro, dimostrando voglia di vincere, soprattutto in quel IV set molto pericoloso. 

     

    Monte Schiavo Banca Marche Jesi – Foppapedretti Bergamo 3-1 (25-22 22-25 25-15, 25-20)

    Lines Ecocapitanata Altamura Despar Perugia 1-3 (19-25 25-21 16-25 24-26)

    Online i tabellini e il commento

  • Serie A1 – Findomestic Cup 2007/2008 – Anticipi IV giornata, ritorno

    YAMAMAY BUSTO ARSIZIO: Ortolani 22, Viganò 7, Buckova 9, Valeriano, Esko 24, Dirickx 1, Molinengo (L), Parenti 9. Non entrati Ravetta, Fokkens, Siscovich, Luciani. All. Parisi Carlo.

    UNICOM STARKER KERAKOLL SASSUOLO: Nucu 9, Vitez 6, Cozzi (L), Turlea 20, Bosetti 8, Pincerato 4, Lancellotti, Kozuch 8, Plchotova 15. Non entrati Devetag, Rastelli Giulia, Havelkova. All. Ferrari Tommy.

     

    Esce dal campo a testa alta Sassuolo, sconfitta da una buonissima YamamaY, sempre più padrona dei propri mezzi. Busto  non smette di stupire! Ha cominciato molto bene, in salita, aggredendo l'avversario, mostrando un gioco organizzato, ben diretto nel complesso da Dirickx che non è sempre  precisa, ma mostra nel complesso lucidità per tutta la gara; aggiungiamo una buona correlazione muro-difesa e una coppia Ortolani-Esko sugli scudi. Tutto questo la rende suadra pericolosa, tagliente, consapevole che ha un alto livello di gioco. Di contro anche la Kerakoll può ritenersi soddisfatta, perchè sta mostrando continuità di gioco, sa che può giocare a certi livelli e che le vittorie prcedenti non sono state un caso, ma frutto di buoni allenamenti, video e molto impegno da parte delle ragazze di Ferrari ( e ovviamente lo staff tecnico).

    La partita nei primi due set è condotta dalle padrone di casa con Sassuolo costretta a inseguire, ma senza evidenti risultati, in quanto la YamamaY attacca meglio non trovando troppa opposizione dal muro-difesa avversario, spesso in ritardo. Nella terza frazione Sassuolo alza il proprio livello di gioco, migliorando si la fase offensiva, approfitta del calo di Busto, ma soprattutto risulta più attenta e concreta a muro. Si riaprono i giochi, le bustocche partono cariche fino a metà set: non dire gatto se non è nel sacco ed ecco che Sassuolo si fa sotto, dimostrando carattere. La YamamaY però non si lascia intimorire e con pazienza e più lucidità mette il sigillo su altri tre punti che le fanno scalare la classifica.

    Due squadre arrivate dalla A2 ma che stanno trovano piano piano il loro posto al sole anche nella massima serie. Sassuolo è una squadra più giovane, ma nello stesso tempo sicura e ordinata, anche se paga un pò di inesperienza. Busto è più solida, è più squadra, ben organizzata, che riesce a sopperire alle lacune o ai cali di concentrazione in cui incappa; commette pochi errori e ripetiamo, ha un' ottima correlazione muro-difesa insieme ad un gioco veloce quando la ricezione supporta l'alzatrice. Complimenti alla YamamaY per la vittoria, meritata, che ci ricorda che i singoli contano, ma la pallavolo è prima di tutto un gioco di squadra.

    Ferrari (coach Sassuolo): "Bella gara, complimenti a Busto Arsizio, che ha giocato un'ottima partita e ha confermato di essere una squadra che può dare fastidio a tutte. Anche in chiave play-off può essere una vera sorpresa, anche ses le squadre che la precedono hanno individualità certamente più spiccate. Giocare al Palayamamay non è semplice, sentire le urla e vedere tutto pieno da una parte è bellissimo, dall'altra senza dubbio è un punto a favore della Yamamay".

    Lucia Bosetti (schiacciatrice Sassuolo): "La Yamamay è riuscita a metterci in difficoltà, battendo molto bene e facendoci ricevere malino. E' stata una bella gara, anche se noi non siamo riusciti a ripetere le ottime prestazioni precedenti, come detto molto per merito delle nostre avversarie".

    Carlo Parisi (coach Yamamay): "Sono molto contento. Penso che alle ragazze vadano fatti i complimenti per come hanno affrontato la partita, per la voglia di vincere, per la capacità di rimediare in corso ai momenti difficili. Nonostante la stanchezza abbiamo giocato i primi due set molto bene, poi abbiamo faticato, ma sono arrivati i tre punti".

    Saara Esko (schiacciatrice Yamamay): "Io stasera super? In attacco ho fatto bene, ma in ricezione e difesa non tanto. Comunque sono felicissima per i tre punti, che sono la cosa più importante. La classifica? Certo, sappiamo in che posizione siamo, ma andiamo avanti una partita alla volta". ( Ufficio Stampa)

    Pala YamamaY

    YamamaY Busto Arsizio – Unicom Starker Kerakoll Sassuolo 3 – 1 ( 25-19, 25-22, 22-25, 25-23)

    Online tabellini, commento e dichiarazioni di Sara Esko, Carlo Parisi, Tommy Ferrari, Lucia Bosetti. Foto : Bordin per Volleybusto

  • Serie A1 – Findomestic Cup 2007/2008 – III giornata, ritorno

    Despar Perugia: Pachale 11, Grbac 1, Crisanti 5, Marinova, Arcangeli(L), Francia 15, Del Core 13, Gioli 6. Ne: Decordi, Sacco, Pavlovic, Artmenko. All. Sbano

    Scavolini Pesaro: Lunghi, Garzaro, Wijnhoven(L), Mari 10, Ferretti 2, Furst 8, Costagrande 10, Sheilla 12, Guiggi 14. Ne: Brussa, Lazcano, Castiglione. All.Marchesi         

    Perugia: Bv 2 Bs 5; muri 5; errori 21; invas. 3.
    Pesaro: Bv 4 Bs 6; muri 11; err. 15; invas. 3.

    Pesaro vince uno degli importantissimi scontri diretti contro una Despar Perugia dal volto quasi irriconoscibile, che non riesce a voltare l' andamento della gara a proprio favore, se non nel III set, quando, giocando punto a punto, anche se non trova il guizzo per chiudere in proprio favore. Pesaro dal canto suo ha fatto una grande partita, è scesa in campo convinta, ha aggredito l' avversario, ha mostrato carattere e un gioco molto ben ordinato, sia in fase muro-difesa che in prima linea. Perugia invece non ha affatto mostrato il carattere che siamo abituati a vedere, di conseguenza la prestazione anche dal punto di vista tecnico ha avuto molte svabature, con la squadra non in grado di opporre una manovra concreta, causa di una mancata organizzazione in campo. Pesaro sembrava una squadra, Perugia no, questa un' altra importante differenza al di là del gioco espresso.  Pesaro ha trovato una Guiggi in grane spolvero, ben servita da Ferretti in prima linea e attentissima a muro. La ricezione poteva sicuramente fare meglio, ma la regista reggiana ha saputo comunque orchestrare con precisione e varietà il gioco, tanto che alla fine è stata nominata Mvp. Pesaro parte con il freno a mano tiraro, la Despar nelle prime battute è stata più attiva, ma poi le colibrì sono state brave, mantenendo i nervi saldi, a recuperare e chiudere con un secco 3-0. Brave soprattutto a gestire i vantaggi nella terza frazione, perchè se avesse vinto Perugia, tutto poteva succedere, visto che con squadre come la Despar non bisogna mai gridare vittoria prima del previsto. Certo anchein campo marchigiano ci sono state alcune imprecisioni, palle gestite non al meglio, frutto anche di schemi nuovi, ma nel complesso la gara è stata ben giocata, prima di tutto con pazienza e con un muro molto attento che ha limitato la prima linea perugine.

    In casa Despar non si deve smettere di sorridere, perchè perdere una partita  scontro diretto in campionato, dopo una sosta e in un periodo in cui si carica molto, ci può stare. Certo, il come è avvenuta la sconfitta è da rivedere, perchè a parte Del Core e Pachale, sia Francia che le centrali non si sono distinte, sbagliando cose anche facili, in ritardo a muro. Abbiamo inoltre visto una Marinova poco lucida e precisa, che non ha saputo cambiare la distribuzione del gioco, non mettendo gli attaccanti in condizione di giocare smarcate, ma molto spesso con muro piazzato, al contrario di Pesaro, con Ferretti che ha ben smarcato le attaccanti, liberandole dal muro avversario, peraltro come detto, carente. L' ordine di gioco caratteristica di Perugia non si è visto, sono mancati anche dei cambi, visto che la panchina c'è e in alcuni frangenti sarebbe servita, anche solo per far rifiatare le titolari nei momenti critici. Comunque sia, i conti non si fanno ora, quindi non perchè Perugia ha perso contro Pesaro è meno forte o Pesaro perchè ha vinto è imbattibile.

    Certo per Pesaro la vittoria è un ottimo stimolo per andare avanti con più sicurezza nei propri mezzi, ma anche per la Despar lo deve essere, perchè la storia ci ha insegnato che risorge da situazioni ben più ostiche. 

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    Famila Chieri: Busso 7, Radulovic, Giovanna 7, Cicolari 8, Gligorovic 2, Barun 20, Willoughby 18, Borri(L). Ne: Secolo, Carlijn, Lella, Petrolo, Tarozzo. All. Fenoglio

    Foppapedretti Bergamo: Gruen 20, Croce(L), Rosner 1, Gujska, Sorokaite 3, Piccinini 7, Arrighetti 11, Lo Bianco 3, Fiorin 9, Poljak 22. All. Micelli

    Famila Chieri: Bv 6 Bs 6; muri 6; errori 21; invas. 4
    Bergamo: Bv 1 Bs 8; muri 14; err. 20.

    La Foppapedretti Bergamo espugna il PalaMaddalene, al termine di una gara intensa da parte della Famila Chieri, che, ad eccezione della terza frazione, crea non pochi problemi all orobiche, che stanno giocando sicuramente al di sotto del loro possibile livello di gioco. L' importante per Bergamo è comunque non lasciare punti per strada e così è stato, grazie ad una buona prova corale, anche se Chieri poteva forse raccogliere qualcosa in più: nel I set avanti 24-21 ha preso un parziale di 5-0, causato si da scelte non felici della Gligorovic e difficoltà delle sue attaccanti nel mettere a terra palla, ma soprattutto da una attenzione a muro da parte delle bergamasche, che non si sono scomposte nonostante lo svantaggio, ma ci hanno creduto fino in fondo. Possibilità sfumata per le piemontesi di potersi portare sul 2-0, visto l' andamento del secondo set, dove Chieri ha mostrato qualcosa in più in attacco e nella correlazione muro-difesa, mentre la Foppa ha faticato nel mettere a terra palla e in seconda linea. Nel terzo parziale la Famila spegne la luce, cala in tutti i fondamentali e ovviamente Bergamo non si fa pregare nel prendere in mano il gioco. Essenziale l' apporto a muro di Maja Poljak, una vera e propria saracinesca e trascinatrice della squadra con 6 muri di fila! Lo Bianco ha smarcato bene tutte le attaccanti visto lo scarso apporto del muro chierese ed è stato facile per Bergamo chiudere la frazione senza intoppi. Ma i conti non si fanno senza l' oste e le piemontesi non ci stanno. Si gioca punto a punto fino a metà set nel quarto parziale, poi Bergamo prende le distanze grazie ad una prima linea più solida e incisiva con una Grun e una Poljak sopra gli scudi.

    La gara è stata molto interessante, il pubblico si è sicuramente divertito, certo un pò meno quello di casa, vista la sconfitta. Bergamo non è al top della forma, che sicuramente come già detto raggiungerà per gli appuntamenti importanti. Per Chieri qualche rammarico per il primo set non chiuso in proprio favore, ma rispetto alle gare precedenti, la squadra ha dato segni di reazione, è stata più unita, ha difeso bene e ha saputo impensierire la Foppapedretti in seconda linea. Bergamo non ha ricevuto benissimo, è vero, ma ha risentito poco di questo, visto che nei momenti importanti le attaccanti non si sono fatte pregare nel fare punti, serviti da una Lo Bianco ispirata che ha ben gestito il pacchetto prima linea, soprattutto in cambio palla, mentre su rigiocata è vero che le orobiche hanno fatto più fatica a bucare la difesa ben appostata delle piemontesi.

    Per quanto riguarda la Famila, sicuramente la mancanza di Secolo si sente, visto lo spessore della giocatrice e Cicolari non si è dimostrata attaccante di peso, cui affidare i palloni che scottano. Fortunatamente Willoughby e Barun si sono prese l'attacco sulle spalle, due giocatrici che possono solo crescere. Purtroppo per la Famila, poco cercate le centrali, soprattutto Giovanna, a nostro avviso lasciata troppo fuori dal gioco, quando invece è una pedina davvero importante per Chieri in attacco, giocatrice a cui dare la palla pesante, anche rischiando l'alzata. Bene il libero Borri, autrice di ottime difese e sempre punto di riferimento in seconda linea, anche se Bergamo, intelligentemente ha bersagliato Willoughby in ricezione viste le sue difficoltà. Chieri con Secolo in campo è sicuramente una buona squadra, ha delle potenzialità, probabilmente da sfruttare in modo diverso. Per quanto riguarda la Foppa, il carattere fa sempre la differenza e in questo si vedono le grandi squadre, capaci di ribaltare un risultato negativo, nonostante le difficoltà. Tutte le atlete si sono ben comportante, segni importanti arrivano da Arrighetti, che ha voglia di giocare e spaccare il mondo, da Fiorin, oggi positiva in attacco, ha tenuto bene in ricezione ( è stata la più carcata) e da Sorokaite (ben caricata da Poljak), che fa sentire la sua presenza nel gruppo. Lo Bianco, Grun e Poljak sono sempre su livelli altissimi, come pure Piccinini prima di tutto in seconda linea, ma che non sbaglia i palloni che deve mettere a terra ( Segnialiamo che Piccinini ha giocato – e non  la prima volta – come S1 vicino al palleggiatore e non più di solito come S2) e una Paoletta Croce in crescita. Bergamo è sempre una signora squadra, non era facile giocare dopo la tegola "Barazza" , ma è vero che quando il gioco si fa duro, La Foppapedretti gioca. 

    Mirtillino 

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    Yamamay Busto Arsizio: Ortolani 28, Viganò 8, Buckova 19, Esko 12, Dirickx 6, Molinengo(L), Parenti 4. Ne: Valeriano, Ravetta, Fokkens, Siscovich, Luciani. All. Parisi

    Minetti Infoplus Imola: Curcic 9, Radzuweit 8, Leggeri 26, Dall'Igna, Percan, Mifkova 15, Ikic 6, Paccagnella 3, De Gennaro(L). Ne: Zanin, Tirozzi, Bertone. All. Benelli

    Busto Arsizio: Bv 3 Bs 9; muri 13; err. 27; invas. 2.
    Imola: Bv 2 Bs 7; muri 8; errori 27; invas. 2.

    Continua il periodo positivo della Yamamay che non senza difficoltà batte la Minetti Imola, brava in diversi frangenti della partita e prendere l' iniziativa, ma purtroppo poco lucida nei momenti importanti. Il primo parziale è tutto di marca bustocca, a Imola manca la determinazione e la precisione in attacco, mentre Busto mette in mostra una buona correlazione muro-difesa. Negli altri tre parziali Imola inserisce la marcia, ma purtroppo non riesce ad essere continua e portare avanti una manovra organizzata e concreta soprattutto in fase offensiva. Busto recupera, nel secondo parziale annulla 5 palle set con grande carattere e grazie a qualche ingenuità delle avversarie. Il terzo set è di marca Minetti con una Leggeri che ci fa ricordare che è ancora una delle migliori centrali in Italia. Dall' Igna la serve con continuità e precisione, il muro avversario non la marca come dovrebbe e Imola, grazie a lei, ma anche ad un buon gioco di squadra riapre i giochi. Fuoco di paglia, come spesso è accaduto e la YamamaY non si scompone e reagisce con Dirickx che serve bene le compagne smarcandole dal muro avversario. Buckova ci mette del suo come pure Ortolani e a nulla valgono gli sforzi di Mifkova e compagne per rigirare la gara.

    Busto non la conosciamo ora, la squadra di Parisi continua a mostrare ordine e una buona prima linea, oggi in particolare con una Ortolani sopra le righe, incisiva, poco fallosa e che ha saputo variare i colpi. Altra bella conferma è Buckova, sia in attacco che a muro, così come sempre importante l' apporto di Esko. Vero è che l' alzatrice oggi ci ha messo molto del suo in precisione e visione di gioco. Preziosa Viganò in seconda linea, letteralmente bersagliata dalla avvresarie. Positiva la prova di Molinengo , da rivedere Parenti. Busto può guardare avanti con fiducia, mantenendo i piedi saldi per terra: oggi la buona prova prima di tutto è stata nell' approccio alla gara, al carattere mostrato nel recuperare lo svantaggio.

    Per quanto riguarda Imola, paga la scarsa vena delle attaccanti di banda ad eccezione di Mifkova che mette in campo la sua esperienza. Dall' Igna è stata brava a capire quanto fosse importante Leggeri nella manovra di gioco, purtroppo non supportata a dovere dalle compagne anche in fase di muro-difesa, che ha lasciato parecchio spazio agli attacci avversari. Imola dal secondo set in avanti lotta, rimane attaccata alla gara, ma perde smalto nei finali di set e su questo aspetto deve lavorare molto. Mancherebbe un braccio pesante, come detto altre volte, visto che sia Curcic che Ikic giocano a corrnte alternata. Comunque sia, bisogna fare di necessità virtù, quindi cercare di far rendere al meglio le attaccanti che Imola ha in casa, perchè comunque tutte la bande possono fare molto meglio.

     

    A cura di MF 

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    Infotel Banca Forlì: Arias Done 17, Petkova 12, Musti De Gennaro 10, Leonardi(L), Beccaria, Di Iulio 16, Angeloni 14, Katic 4, Poggiali. Ne: Antonucci, Vergun, Vecchi. All. Berselli        

    Asystel Volley Novara: Anzanello 5, Skowronska 27, Barcellini 9, Berg 2, Ballarini(L), Paggi 9, Valeskinha 2, Popovic, Osmokrovic 16, Corbellini, Mello 7. Ne: Nnamani, Cardullo(L). All. Brdjovic

    Forlì: Bv 3 Bs 12; muri 8; err. 26.
    Novara: Bv 5 Bs 7; muri 16; errori 20.

    Continua il momento grigio delle Asystelle, che anche a Forli vincono ma non convincono, conquistando solo due punti della posta in palio. Ancora senza Cardullo, le biancorosse partono con Corbellini in palleggio, Skowronska opposta, Anzanello e Paggi al centro e Osmokrovic in banda con Valeskinha, libero Ballarini. Rispondono le padrone di casa con Katic palleggiatrice e Done opposta, Angeloni e Di Iulio in banda, Petkova e Musti De Gennaro al centro e Leonardi libero. Avvio di partita pessimo per le asystelle, subito costrette ad inseguire 16-9 con ricezione ballerina e con Corbellini che gioca scontato. Forlì trova in Arias Done la sua condottiera, ed il primo set scorre via veloce nelle mani delle romagnole, nonostante mister Brdjovic le provi tutte, chiamando in causa Berg e Barcellini al posto di Corbellini e Valeskinha. Reagisce d’orgoglio Novara e trova l’allungo nel secondo set, forzando molto al servizio e trovando in Skowronska un martello infallibile. A cavallo del secondo set la svolta, che lancia l’Asystel alla conquista del set e del pari. Terzo set ancora targato Asystel, con le gaudenziane che dopo un avvio tirato trovano ancora a metà set lo spunto buono. Cresce il muro novarese e finalmente si vedono sprazzi di bel gioco, niente dunque lascia presagire ad un nuovo calo improvviso, come invece accade nel quarto set. Mello e Paggi fanno le barricate a muro, e nonostante la ricezione risulti positiva, è il gioco d’attacco a causare grandi problemi all’Asystel, che come contro Sassuolo fatica a trovare la via del punto, concedendo troppi parziali favorevoli alle avversarie che arrivano fino al set ball con sette lunghezze di vantaggio. Stavolta la reazione d’orgoglio non manca e le novaresi trovano il parziale che le riporta sotto 24-22, appoggiandosi sul solido muro di Mello e sugli attacchi di capitan Osmokrovic. Forlì chiude il set e strappa un punto, puntando sull’orgoglio anche in avvio di tie-break. Il minimo vantaggio delle padrone di casa (5-4) viene ribaltato dalla solita Skowronska fino al 8-10; un parzialino di due punti, propiziati dal buon lavoro a muro, da a Novara lo scatto vincente, con la partita che si chiude sul 12-15 del tie-break. Partita dai mille volti per Novara, capace di imporre il proprio gioco in maniera anche netta nei tre parziali vinti, così come di mostrare preoccupanti cali di tensione nel quarto set, perso di misura e non senza qualche rammarico. Discorso a parte per il primo parziale, davvero catastrofico nel segno di un gioco scontato e facilmente controllato dal muro-difesa avversario. La vetta della classifica dista ora ben 9 punti, con Bergamo e Pesaro che sembrano irraggiungibili più che mai, così come anche Perugia, terza ma distante ben 6 punti dalle Asystelle. Intanto alle spalle continua a guadagnar terreno Busto Arsizio, in ritardo di sole tre lunghezze. Tutto questo non fa che sottolineare, qualora ce ne fosse ancora bisogno, l’importanza della gara di domenica contro Santeramo, per scacciare una crisi apertasi col girone di ritorno e che rischia ora di diventare problematica.

    Ufficio Stampa 

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    Unicom Starker Kerakoll Sassuolo: Nucu 10, Vitez, Cozzi(L), Turlea 19, Bosetti 15, Pincerato 4, Kozuch 6, Plchotova 7, Montanari. Ne: Devetag, Lancellotti, Havelkova. All. Ferrari

    Lines Ecocapitanata Altamura: Sykora(L), Giogoli, Biamonte 11, Pinese, Romanò 6, Pereira 8, Fofinha 17, Paraja 7. Ne: Bland, Montillo, Cacciapaglia(L), Orsi Toth. All. D'Onghia

    Sassuolo: Bv 2 Bs 2; muri 9; err. 14.
    Altamura: Bv 1 Bs 4; muri 5; errori 15.

    Grande partita di Sassuolo che, davanti al pubblico amico, conferma quanto di buono fatto a Novara conquistando altri 3 punti importantissimi in chiave play off.

     

    Le due formazioni si presentano con quelli che sono ormai i due sestetti base: Ferrari schiera Pincerato e Turlea in diagonale principale, Nucu e Plotchova al centro, Kozuch e Bosetti sono le schiacciatrici, libero Cozzi; D’Onghia risponde con Pinese in regia, Biamonte opposta, in banda Denise e Fofinha ed al centro Romanò e Paraja con Sycora libero

     

    Pronti via e Altamura si porta sul 3-0 con Fofinha, ma le ragazze di Ferrari rispondono subito ritrovando prima la parità sul 4-4 con Kozuch e poi il sorpasso al primo tempo tecnico con Bosetti che chiude in diagonale. Le ospiti ritrovano la parità 10-10 grazie ad una doppia di Pincerato che però si riscatta immediatamente con un pallonetto di prima intenzione riportando in vantaggio le sue. Da questo momento Sassuolo si mantiene sempre in testa,se pur con la minima distanza, fino al secondo tempo tecnico quando mette a segno il break decisivo 21-16 proprio con un fantastico lungolinea di Turlea. A chiudere ci pensa Fofinha che con tre errori consecutivi consegna il set a Sassuolo 25-19.

     

     Secondo set giocato punto a punto dalle due squadre, ma con Sassuolo sempre avanti; 8-6 alla prima pausa obbligata con uno stupendo muro di Bosetti su Biamonte e 16-14 alla seconda sempre con la giovane schiacciatrice di Sassuolo che sfrutta al meglio le mani del muro avversario.          Sul 20-17, firmato da una fast di Nucu lasciata a muro a uno da Pincerato, l’Unicom Starker sembra scappare, come successo nel primo set, ma questa volta Altamura non si fa sorprendere e sotto     18-22 riesce a riportarsi sul 22-22 grazie a Denise e anche all’errore di Kozuch; sul 23-23 entra Vitez per Kozuch, Biamonte mura Bosetti facendo sfumare il primo set ball ma le ragazze di Ferrari non falliscono la seconda occasione grazie alla veloce di Plotchova e al pallonetto di Turlea 26-24.

     

    Altamura parte dando il tutto per tutto mettendo in difficoltà la squadra di casa e portandosi cosi in vantaggio 4-1 con Biamonte dopo due esaltanti difese di Sycora, ancora Altamura che con Paraja si porta sul 6-2, ma le energie delle pugliesi sembrano esaurirsi qui e il turno in battuta di Vitez riporta sotto le Unike che,con un parziale di 6-0, caratterizzato dal muro “saracinesca” si riportano avanti 8-7 al primo tempo tecnico. Le ragazze di D’Onghia provano a reagire ma Sassuolo continua imponendo il suo ritmo e portandosi sul 20-15 con Bosetti che finalizza una grande difesa su Denise della giovanissima esordiente Montanari. Turlea con il suo turno in battuta scava il break decisivo che porta Sassuolo sul 14-16 anche grazie ai tanti errori delle ragazze pugliesi che però reagiscono sul finale con Fofinha che cancella ben 4 match ball, dal 24-16 al 24-20, alle padrone di casa prima di cedere sotto l’ennesimo imprendibile attacco di Bosetti.

     

    Tre punti importantissimi per le Unike che, aggiunti ai tre conquistati a Novara, regalano una settima posizione in classifica più che gradita! Le ragazze di Ferrari sono riuscite a spegnere sul nascere ogni velleità delle pugliesi: buona prestazione di tutta la squadra gestita veramente alla grande da Pincerato, alla fine mvp dell’incontro, che distribuisce palloni equamente rendendo difficile il lavoro del muro avversario che spesso si è trovato spiazzato. Partita di ottimo livello per Lucia Bosetti che non è stata praticamente mai fermata dal muro avversario, su buoni livelli anche Plotchova che sembra aver trovato l’intesa con Pincerato; più in generale buona prova di tutte le nero-oro con il duo rumeno Turlea-Nucu sempre importantissimo; l’unica che ha faticato un po’ è stata Kozuch che ha tenuto abbastanza bene in ricezione zoppicando un poco in attacco. Da segnalare il buono esordio della giovane Montanari che, entrata in battuta sul finire del terzo set si fa trovare pronta anche in difesa permettendo alla sua squadra di chiudere il contrattacco.

     

    Altamura si dimostra squadra abbastanza combattiva, ma nulla ha potuto contro un Sassuolo cosi concentrato e concreto. Prova non convincente per Biamonte che nonostante i 12 punti messi a segno ha commesso parecchi errori non riuscendo ad essere incisiva, problema questo di tutta la prima linea altamurana che alla lunga ha ceduto alla buonissima correlazione muro – difesa delle padrone di casa; al contrario i soli cinque muri punto dimostrano la difficoltà delle ragazze di D’Onghia di arginare le attaccanti sassolesi.

    Bello vedere che a fine partita Sykora rimane in campo esercitandosi sulla ricezione, questo dimostra la voglia dell’americana di tornare piu forte di prima. In questa occasione soffre abbastanza in ricezione e a volte in difesa non è precisissima regalando però difese spettacolari che solo lei e poche altre sono in grado di fare, davvero un piacere rivederla in campo, aspettando che i suoi “esercizi extra” la riportino all’altissimo livello a cui ci aveva abituato.

     A cura di Ele B.  

    Despar Perugia – Scavolini Pesaro 0-3 (19-25 22-25 25-27) Pag 1

    Famila Chieri – Foppapedretti Bergamo 1-3 (24-26 25-21 13-25 20-25) Pag 2

    Yamamay Busto Arsizio – Minetti Infoplus Imola 3-1 (25-18 31-19 23-25 25-22)Pag 3

    Infotel Banca di Forlì – Asystel Volley Novara 2-3 (25-16 17-25 15-25 25-22 11-15) Pag 4

    Unicom Starker Kerakoll Sassuolo – Lines Ecocapitanata Altamura 3-0 (25-19 26-24 25-20) Pag 5

    On-line i tabellini e commento

  • Serie A1 – Findomestic Cup 2007/2008 – Anticipo III giornata, ritorno

    Tena Santeramo: Boteva 10, Fernandinha 9, Soninha 18, Zhurovska, Dushkyevich 17, Rizzo, Sirressi(L), Cimoli, Porzio, De Luca12, Marulli 13. All. Nesic.

    Monte Schiavo Banca Marche Jesi: Togut 20, Gattaz 12, Bedin, Negrini 3, Rinieri 18, Bown 16, Marcelle 4, Padua, Calloni, Marc 1, Puerari(L). All. Abbondanza

    Santeramo: Bv 5 Bs 10; muri 17; errori 21; invas. 2.
    Jesi: Bv 7 Bs 11; muri 15; err. 27; invas. 2.

     

    L’anticipo televisivo della terza giornata di ritorno vede Santeramo tornare alla vittoria ai danni di una spenta Jesi che perde dopo tre successi consecutivi.

    Partita grintosa per la Tena Volley, che ha potuto nuovamente contare sulle schiacciate di Soninha e soprattutto su un gruppo compatto e con voglia di giocare e vincere; la Vini Monte Schiavo è apparsa una squadra “molle” priva di quel mordente che dovrebbe caratterizzare un team con grandi ambizioni.

    Annullate e ribaltate in campo le differenze che sulla carta c’erano tra le due squadre: la squadra di casa ha interpretato e giocato la gara senza timori reverenziali verso una compagine più blasonata, mettendo alle strette le avversarie, incapaci di ritrovare il bandolo del gioco e di provare una reazione quanto meno col carattere.

    Con Soninha nuovamente in squadra, Nesic torna alle origini schierando la brasiliana e De Luca schiacciatrici,  Fernandinha in palleggio, Boteva nel ruolo di opposto, Marulli e Dushkyevich centrali, De Luca e preferendo ancora Sirressi a Porzio nel ruolo di libero. Abbondanza si è affidato a Marcelle in regia, Togut sulla diagonale, Rinieri e Negrini in posto 4, Bown e Caroline centrali e Puerari libero. 

    Il primo set non è bello tecnicamente. In compenso è molto avvincente con repentini capovolgimenti di fronte e un continuo rincorrersi tra le due squadre senza che nessuna delle due riuscisse a trovare l’allungo decisivo. Parte spedita Jesi (0-3) con due muri e un attacco di Rinieri. Santeramo non si lascia intimorire e pareggia i conti (4-4), prima che Bown e compagne non ritentino un nuovo allungo (9-11). Da entrambe le parti si sbaglia parecchio (soprattutto al servizio): il gioco ne risente e nessuna delle due squadre riesce a mettere a segno l’allungo decisivo. Dopo la seconda sospensione tecnica siglata da Negrini (15-16), formazioni sempre incollate. Jesi arriva per prima a 24 con un attacco di Bown ma non basteranno 9 palle set giocate e rigiocate per mettere in cascina il primo parziale. Togut, Rinieri, Caroline, Negrini e Bown ci provano in tutti i modi ma muro e difesa di Santeramo sono imperforabili. E proprio un muro di Dushkyevich su Rinieri regala alla Tena Volley un parziale chiuso 35-33 dopo “soli” tre tentativi rosso-blu.

    Il secondo set inizia con un errore al servizio di De Luca a cui poi seguiranno in sequenza quelli di Fernandinha e Soninha, messa sotto pressione dal servizio jesino. Le pirilline approfittano delle indecisioni delle padrone di casa e vanno 3-7. Il time out chiamato da mister Nesic scuote un Santeramo apparso più rilassato. Il risultato è di quelli sperati: mini break di 4-0 e squadre di nuovo a lottare punto a punto. Jesi accumula di nuovo un buon vantaggio con Rinieri e Togut e sfruttando ancora gli errori di De Luca e compagne (10-16). Sul finale di set Soninha e Dushkyevich tentano di ricucire lo strappo ma è troppo tardi. Chiude una pipe di Togut (21-25).

    Il terzo parziale è giocato sulla falsa riga del precedente, però a parti invertite. Si inizia con un ace di Marcelle, poi Rinieri deve subire il muro di avversario per due volte consecutive. Marulli gioca di prima e si fa sentire anche Boteva (4-1). Due errori di Soninha riavvicinano Jesi che però poi si fa sorprendere dal servizio di Fernandinha. Marulli fa segnare il +4 alla prima sospensione tecnica e il vantaggio resterà quasi invariato per tutto il set chiuso 25-19 da Marulli che mura la pari ruolo Calloni.

    Nel quarto set c’è partita fino al 9-8. Poi Santeramo si avvia verso una galoppata vincente ispirata da una spumeggiante Fernandinha. Dall’altra parte della rete neanche Togut e Rinieri riescono a risollevare le sorti di una Monte Schiavo che quasi alza bandiera bianca fino alla’attacco vincente di capitan Marulli (25-18). 

    Il match, caratterizzato da lunghi scambi con belle difese, ma anche da molti errori, ha visto prevalere la squadra più continua e che ha fatto maggiore affidamento al gruppo più che alle individualità.. Da segnalare i 32 muri complessivi.

    Per Santeramo si tratta di una vittoria importante su una grande squadra ma che soprattutto cancella un periodo buio e ridona serenità e sorriso (nel vero senso del termine) anche alla luce delle ultime peripezie vissute nelle aule dei vari tribunali. Senz’altro si può dire che si è trattato della vittoria del gruppo in cui tutte hanno dato il loro contributo. Bravissima Fernandinha, sempre più anima di questa squadra, autrice di 4 muri (a dispetto della sua altezza), 3 ace e 2 punti. Imperforabile la difesa con Sirressi che, pur con qualche sbavatura ad inizio match e in ricezione, ha messo a segno dei bei recuperi. In crescendo la gara di Soninha, mentre chi continua a giocare tra troppi alti e bassi è Boteva. Conferme arrivano da Marulli, Dushkyevich e De Luca. Ora si attendono i primi punti lontani dal Pala Cooper. 

    Jesi è mancata molto nella cattiveria agonistica. Le ultime ad arrendersi Togut e Rinieri che però tanto hanno faticato contro il muro avversario. Marcelle non sempre ha servito alle compagne palloni precisi e veloci (il confronto con la sua connazionale pari ruolo di Santeramo era davvero lampante). Questa potrebbe essere una chiave di lettura della sconfitta, ma forse quello che manca alla squadra di Abbondanza è una banda che sia un’alternativa di gioco a Togut e Rinieri e quando la ricezione non consente di giocare con i centrali. Negrini ci mette l’anima e si sacrifica, in seconda linea si comporta abbastanza bene ma davanti fatica e non poco. Sarà importante per il mister trovare quanto prima un assetto di squadra che punti a sfruttare al massimo le bocche di fuoco jesine. Certo, il campionato è ancora lungo, ma la Dinamo Mosca targata Godina-Gamova-Tom è dietro l’angolo…

    A cura di Josp 

     

     

    Pala Cooper, Santeramo

    Tena Santeramo – Monte Schiavo Banca Marche Jesi 3-1 (35-33 21-25 25-19 25-18)

    On-line il tabellino e il commento. Foto: M. Putignano

     

  • Serie A1 – Findomestic Cup 2007/2008 – II giornata, ritorno

    Scavolini Pesaro: Mari 11, Ferretti 3, Furst 4, Costagrande 14, Sheilla 9, Guiggi 9, Wijnhoven(L),  Garzaro 2, Brussa 4. Ne: Lunghi, Lazcano, Castiglione. All.Marchesi         

    Minetti Infoplus Imola: Curcic 10, Leggeri 9, Dall'Igna 1, Percan 3, Mifkova 9, Ikic 3, Paccagnella 11, De Gennaro(L), Tirozzi. Ne: Radzuweit, Zanin, Bertone. All. Benelli

    Pesaro: Bv 1 Bs 7; muri 6; err. 11
    Imola: Bv 0 Bs 6; muri 4; errori 19.

    La Scavolini continua la sua marcia positiva e a farne le spese è la Minetti Imola, che si è arresa sotto i colpi della prima linea pesarse. La partita non è stata particolarmente esaltante, il livello tecnico delle padrone di casa sicuramente ha fatto la differenza, ma la Minetti non ha giocato al 100%, risentendo della fatiche di Coppa e mancando di determinazione, arrendendosi forse troppo presto. Pesaro è stata molto concreta in attacco con tutte le sue bocche di fuoco. La solita Costagrande trascina la squadra, Guiggi e Ferretti si sono ritrovate per la gioia dei tifoi che hanno riammirato le fast di Martina e un gioco ben gestito dalla azlatrice reggiana, con semplicità. Si è ritrovata Wijnhoven, che a Busto aveva lasciato a desiderare; segnale positivo perchp la sua sicurezza e lprcisione sono un grosso aiuto per la squadra. Comunque tutto il gruppo ha girato bene, ma di sicuro un aiuto è arrivato dalla Minetti che a muro ha lasciato a desiderare, arrivando in ritardo o non componendosi a dovere per aiutare la difesa già poco reattiva di suo. Le attaccanti hanno faticato non poco contro la muraglia pesarese, basti pensare a Curcic che si è vista fermare per ben 7 volte, anche se alcune alzate erano scontate per vie di una ricezione non sempre positiva.

    Pesaro cresce e quado gioca come sa, ben organizzata in tutti i reparti fa molto male. Ci sono dei cali di concentrazione da tenere controllati perchè con altre squadre, come si è visto, possono costare caro. Comunque nel complesso una buona Scavolini,  grintosa e compatta, mentre di contro le ragazze di Benelli potevano fare molto meglio, soprattutto al servizio, non capace di impensierire la seconda linea pesarese e in prima linea, dove è mancato un braccio pesante. 

     

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    Lines Ecocapitanata Altamura: Giogoli 3, Biamonte 20, Pinese, Romanò 8, Pereira 6, Fofinha 14, Paraja 11, Cacciapaglia(L), Orsi Toth. Ne: Bland, Montillo. All. D'Onghia

    Yamamay Busto Arsizio: Ortolani 18, Viganò 21, Buckova 9, Esko 16, Dirickx 4, Molinengo(L), Parenti 8. Ne: Valeriano, Ravetta, Fokkens, Siscovich, Luciani. All. Parisi

    Altamura: Bv 4 Bs 8; muri 12; errori 24.
    Busto Arsizio: Bv 3 Bs 8; muri 14; err. 28; invas. 3.

    Altamura perde davanti al proprio pubblico contro una YamamaY che continua ad essere una bella realtà nel campionato. La partita a differenza del risultato è stata combattuta, le padrone di casa non hanno ceduto le armi con facilità, anzi hanno lottato su tanti palloni, purtroppo per loro rigiocati male dalla prima linea.Busto è stata più concreta nella parti finali di set ad eccezione della frazione persa dove la Lines ha fatto appello a tutte le sue energie e alla grinta che ha, insieme a dei bei colpi in prima linea; nel prosieguo la YamamaY che abbiamo visto è stata più ordinata e organizzata, meno sprecona, anche se in attacco qualche imprecisione si fatta vedere, fortunatamente ben recuperata grazie alla buona vena delle singole. 

    Altamura deve continuare a lottare perchè cose positive si sono viste e da queste si deve ripartire per provare a raggiungere la zona paly off non così lontana. L' obiettivo resta la salvzza, ma guardare avanti potrebbe essere un input in più. Certo per fare questo serve un attacco più pesante e soprattutto un buon gioco di squadra oltre alla maggior attezione in tutti i fondamentali.

    Busto mette in mostra momenti di buonissima pallavolo, attenta in seconda linea, concreta in attacco e presente a muro. Le attaccanti hanno dato una grossa mano oggi, ma a nostro avviso serve una Ortolani maggiormente precisa e più duttile nei colpi, che diventi il vero faro in prima linea, viste le grosse potenzialità. Comunque quando la ricezione tiene la gestione del gioco è ben rhestrata dalla regista, che deve però insiestere al centro. 

     

     

     

    Lines Ecocapitanata Altamura – Yamamay Busto Arsizio 1-3 (22-25 27-25 21-25 20-25) – Foto: Bruno Bordin (Volleybusto)

    Scavolini Pesaro – Minetti Infoplus Imola 3-0 (25-19 25-19 25-19) – Foto: Dailo Billi – Solovolley

    On-line i tabellini e commento