Categoria: Serie A1

  • Play Off – SemiFinale, Gara 2, posticipo

    SCAVOLINI PESARO: Lunghi, Garzaro, Wijnhoven (L), Mari 16, Brussa ne, Castiglione ne, Ferretti 1, Fürst 7, Costagrande 22, Sheilla 11, Guiggi 14, Lazcano ne. All. Vercesi.

    ASYSTEL NOVARA:  Anzanello 7, Skowronska 27, Barcellini, Berg, Ballarini ne, Paggi, Valeskinha 16, Nnamani 1, Cardullo (L), Popovic, Bechis ne, Osmokrovic 14,  Mello 6. All. Pedullà.

    Scavolini: battute sbagliate 5; battute vincenti 2;  ricezione 66% (prf 52%); attacco 38%; errori 18; muri 15. Asystel: battute sbagliate 8; battute vincenti 4; ricezione 66% (prf 52%); attacco 35%; errori 28; muri 10.

     
    Pesaro conquista la sua prima finale nel palazzetto di Via Partigiani che le aveva regalato, anni orsono, la promozione in A1. Una Scavolini che soffre, perchè Novara la mette in difficoltà, ma le ragazze di Vercesi riescono a controllare la gara, anche dopo un terzo set che l' Asystel più concentrata e cattiva si prende per cercare di riaprire i giochi. Le marchigiane non si scompongono, vogliono fortissimamente vogliono la loro prima finale e in un quarto parziale in cui Mari, picchia forte, insieme ad una Costagrande sempre continua e trascinatrice, chiudono i conti. Una prova corale più che mai quella delel colibrì. Ferretti trascina la squadra, una prova maiuscola non senza qualche tentennamento, ma concreta, sicura e cattiva (basti vedere la sua faccia nel IV parziale): fa capire a Berg che non c'è trippa per gatti, mettendo in mostra i suoi progressi nella gestione del gioco. Mari ci impiega due set per trovare la forma, ma come si suol dire " Meglio tardi che mai", Costagrande parlà da sola, brava la regista a lasciarla respirare ogni tanto, soprattutto quando Mari è calda. Guiggi annulla la rivale centrale Anzanello e si fa sentire a muro ( ben 6), un vero capitano di nome e di fatto, Shiella traballa, l' unica tra le sue, Furst poco cercata ( Ferretti ci mette lo zampino in questo senso),ma il poco lo fa bene, Wijnhoven finalmente sugli scudi vince in confronto con la collega di reparto.
     
    In campo novarese si vede una squadra a metà. Ci ha provato, probabilmente più di quanto abbia fatto in casa in gara 1, ma alla fine, nonostante la reazione, nonostante la voglia di alcune atlete e il loro inesauribile lottare, Pesaro è stata più forte, è più forte di questa Novara, incompleta e che non è riuscita a trovare la sua dimensione di squadra. Tanti errori in casa Asystel, troppi per cercare di allungare la serie, senza considerare poi le imprecisioni, una difesa non sempre attenta, a cui anche Pedullà ha chiesto di dare di più, un pacchetto attaccanti che non riesce a fare la differenza, con Anzanello e Osmokrovic proprio in giornata no. Ci pensa Skowronska a tirare su Novara in molto frangenti, ci pensa Valeskinha a ritmo di samba, per non essere da meno delle compatriote avversarie, ma manca sempre qualcosa, quel qualcosa che Pesaro ha avuto, vuoi più sicurezza, vuoi più cattiveria, vuoi più precisone e con più carattere. Anche se le gaudenziane hanno avuto in diversi momenti di gara tutte le caratteristiche sopra elencate, sono state deficitarie del nostro conosciutissimo fatto X: cuore, anima, istinto killer… sempre loro tre ricorrono e ritroviamo, si sempre questi tre fattori X, soggetivi e indescrivibili, ma oggettivamente tangibili. 
     
    Pesaro c'è, Novara bocciata, prima di tutto per la regia, con una Berg lontana dagli anni d'oro in cui la si ammirava a bocca aperta, che ha lasciato il posto ad una palleggiatrice che sa dire la sua con palla in mano, ma che quando la si fa muovere fatica a impostare gioco con precisione, oltre ad una mancanza nei momenti topici di lucidità e fantasia. Sul 21-21 del IV set, frazio in cui Pesaro sbaglia qualcosa di troppo e Novara lotta, serviva il qualcosa in più e le marchigiane lo hanno trovato si nella pipe di Costagrande, am soprattutto nei due muri di Guiggi, pesanti come macigni sulle teste novaresi, scaturiti dal fiuto della centrale, ma vuoi da scelte infelici in campo avversario. Novara esce a testa alta da questa gara, ma con gli occhi bassi dalla stagione, che l' ha vista poche volte protagonista e molte volte assente. Peccato….
    Presente invece la Scavolini e l' urlo "UOOOH", scritto sulle braccia di tutte le colibrì e che significa cosa bella, rimbomba nel vecchio Palas. 
    Diretta Sky Sport 
     
    Scavolini Pesaro – Asystel Novara 3-1 (25-22; 25-19; 24-26; 25-22)
     
    Online il tabellino e il commento
  • Seria A2 – Play off – Semifinali, gara 1

    Europea92 Virgin Radio Milano – Riso Scotti Pavia 2 – 3 (23-25, 25-22,25-17, 18-25, 13-15)

    All Fin Volta Mantovana – Magic Pack Cremona 1 – 3 (21-25, 21-25, 25-16, 24-26)

  • Play Off – SemiFinale, Gara 2

    Foppapedretti Bergamo: Tasca n.e., Gruen 13, Croce (L), Rosner n.e., Gujska n.e., Camarda (L) n.e., Sorokaite 8, Piccinini 13, Arrighetti 13, Lo Bianco 2, Fiorin n.e., Poljak 11. All. Micell

    Despar Perugia: Pachale 2, Grbac, Crisanti 8, Marinova 1, Decordi, Arcangeli (L), Sacco, Pavlovic n.e., Francia 10, Del Core 3, Artmenko 3, Gioli 7. All. Sbano

    Battute Vincenti: Bergamo 4, Perugia 0
    Battute Sbagliate: Bergamo 5, Perugia 4
    Muri: Bergamo 13, Perugia 3

    Bergamo riapre i giochi per l'accesso alla finale della Findomestic Cup e lo fa con una prova di forza davanti al proprio pubblico, anche se dall' altra parte della rete Perugia ci ha messo molto del suo. Nessuno vuole togliere i meriti alla Foppapedretti, ma è anche vero che la Despar è stata l' ombra della squadra vista in gara uno, che ha lottato con le unghie e con i denti. I parziali parlano chiaro: la squadra orobica entra in campo determinata, aggredisce subito con la battuta facendo saltare il sistema di ricezione umbra; di conseguenza per Marinova gestire il cambio palla è statio difficilissimo e meglio non è andata su rigiocata, partendo da un muro inesistente ( solo 3 muri in 3 set), una difesa si più reattiva ma che non trova poi concretezza in attacco, dove le perugine hanno difficoltà su palla alta. Bergamo invece riceve meglio, il trio Piccinini-Croce-Merlo regala buoni palloni a Lo Bianco che in regia fa valere la sua classe smistando palloni con precisione e soprattutto smarcando bene le compagne. Certo è vero che, lo ripetiamo, il muro avversario ha fatto acqua. Grun spesso attacca con muro a uno anche quando, su contrattacco si capisce benissimo prima ancora che stacchi, che la palla andrà a lei, stesso discorso per Piccinini che passa solo in diagonale (alcune peraltro bellissime, ben servite, ma attaccate con classe e bravura al di là del discorso muro) e infine egual concetto per Sorokaite, che attacca solo diagonale: se in cambio palla è ben invitata a nozze da Lo Bianco che la manda contro il muro di Marinova con il centrale in ritardo, su rigiocata non trova opposizione, proprio perchè il muro di Perugia non c'è. Supportata poi dalla seconda linea, Leo delizia il pubblico con buone giocate al centro, anche se vista la buona ricezione si poteva spingre sempre di più, soprattutto con Maja, visto che 9/11 messi a terra offrono una garanzia. Buono il feeling con Arrighetti, belle le tese al centro che Leo le serve.

    In casa Despar difficile trovare qualcosa di positivo, se le orobiche hanno lottato su ogni pallone, le umbre, salvo qualche buona difesa, hanno giocato poco ordinate, imprecise e fallose nei fondamentali di prima e seconda linea, senza tenere conto degli errori-regalo come i falli di formazione. Perugia scarica, quasi "svogliata", poco reattiva che lascia ampio spazio alla manovra delle bergamasche che non si fanno pregare due volte nel prendere in mano la partita, anche nei pochi momenti non felici come ad esempio nel II parziale,  con le avversarie avanti 3-8, ribaltando 8-7 o a inizio del III parziale. Bergamo non è esente da errori e piccole imprecisioni, ritrova una Grun che picchia e non sbaglia e una Lo Bianco oggi si autorevole, anche se non ci sono stati grossi momenti di difficoltà in casa Foppa.

    Domenica gara 3. Perugia ha vinto Supercoppa e Champions' League e se Pesaro vola in finale domani, sarà automaticamente in Champions' League il prossimo anno. La Foppapedretti ha vinto la Coppa Italia aggiudicandosi il posto in Coppa Campioni. La forma fisica e mentale conterà molto e probabilmente Perugia da questo punto di vista è svantaggiata al momento. Ma a notro avviso conterà tanto il cuore e la voglia di arrivare in finale. Chi avrà più fame, vincerà la gara.

    Foppapedretti Bergamo – Despar Perugia 3 – 0  (25-15 25-17 25-19)

    Online tabellino e commento 

  • Play Off – SemiFinale, Gara 1, posticipo

    ASYSTEL VOLLEY NOVARA: Anzanello 10, Skowronska 12, Barcellini, Berg 2, Ballarini (L), Valeskinha 4, Nnamani 2, Cardullo (L), Popovic, Bechis, Osmokrovic 21, Mello 8. Ne: Paggi. All. Pedullà.

    SCAVOLINI PESARO: Lunghi, Garzaro 1, Wijnhoven (L), Mari 12, Ferretti 1, Furst 8, Costagrande 26, Sheilla 11, Guiggi 13. Ne: Brussa, Castiglione, Lazcano. All. Vercesi.

    Novara: Bv 2, Bs 7, muri 10, err.26
    Pesaro: Bv 2, Bs 4, muri 17, err.14

    La Scavolini mette una grossa ipoteca sulla finale battendo Novara in casa propria al termina di una partita in cui è stata aggressiva, pungente, non esente da sbavature ed errori. "Uooh"..ecco l' urlo della squadra di Vercesi che arriva al Pala Dal Lago un pò nervosa, contratta, contro una Asystel che nella prima frazione riesce a respingere gli attacchi avversari. Nella corsa finale sul punto a punto, sono le marchigiane a regalare punti, commettendo errori che lasciano spazio alle gaudenziane. Nel prosieguo la Scavolini inizia a mettere pressione alle avversarie con la battuta e Berg con una ricezione traballante non riesce come sovente successo, a gestire bene le compagne, risultato imprecisa e soprattutto non smarcandole, non riuscendo la leggere gli spostamenti del muro avversario che ha fatto così man bassa. Nell' altro campo invece Ferretti sale in cattedra e orchestra con autorità le attaccanti, in particolare il duo Guiggi-Costagrande, che non sbaglia, da bravo cecchino. La precisione della regista e il suo fiuto nello smarcare le compagne fanno la differenza, insieme ud una buona seconda linea e un attacco pungente sia in cambio palla che in rigiocata. Tanta pazienza in casa Scavolini, nonostante il primo set perso e una terza frazione in cui l' Asystel ritorna a giocare più ordinata e concreta. La differenza poi è stata nell' approccio alla gara, aggressivo in casa pesarese, forse troppo sicuro in casa Novara, tanto che alle prima reali difficoltà, la squadra di Pedullà si è sciolta, commenttendo tanti, troppi errori punto.

    Non che non si sia vista una buona Asystel a sprazzi, ma la continuità ha lasciato posto ad un calo mentale e fisico, mentre Pesaro, capendo velocemente come mettere in crisi Novara, non ci ha pensato più volte e pure nel momento finale del III set, in cui le avversarie hanno saputo rispondere ai colpi, hanno avuto la cattiveria giusta e la maggior incisività. Quello che ha fatto vedere di buono Novara a muro e in prima linea è stato troppo poco per contenere il gioco rapido delle marchigiane, senza contare che al servizio non sono state pungenti come avrebbero dovuto fare, insieme ad un maggior contenimento a muro. In questo però ci ha messo molto Ferretti nella visione del gioco, al contrario, come suddetto, di ciò che ha fatto vedere Berg.

    Per Pesaro una gioia e soddisfazione in più e sicuramente in casa propria vorrà chiudere i conti; per Novara ultima chiamata. Bisognerà giocare come squadra ora più che mai.

    Asystel Novara – Scavolini Pesaro 1 – 3 (25-23 13-25 21-25 14-25)

    On line il tabellino e commento

  • Play Off – SemiFinale, Gara 1

    PERUGIA: Francia 26, Del Core 24, Pachale 13, Gioli 11, Crisanti 5, Marinova 1, Arcangeli (L), Grbac 2, Sacco. N.E. – Pavlović, Decordi, Artmenko. Allenatori Emanuele Sbano e Mauro Chiappafreddo.

    BERGAMO: Piccinini 21, Gruen 19, Poljak 16, Sorokaite 13,  Arrighetti 13, Lo Bianco 5, Croce (L), Rosner 1, Fiorin, Gujska, Merlo.N.E. – Tasca, Camarda. Allenatori Lorenzo Micelli e Davide Mazzanti.

    DESPAR (b.s. 7, v. 2, muri 7, errori 18).FOPPA (b.s. 10, v. 7, muri 15, errori 19).

    La Despar Perugia butta il cuore oltre l’ostacolo, lotta, arranca, recupera e poi conquista sul fil di lana il tie break che vale gara 1 delle semifinali play off. Dall’altro lato della rete, la Foppapedretti Bergamo soffre, si rialza, soffre ancora e si rialza di nuovo per poi cedere solo alla fine di un lungo, intenso ed emozionante quinto set.
    La partita è di quelle importanti e si vede, lo si legge nei volti delle ragazze in campo, sempre concentrati e “cattivi”. Non solo perché è una semifinale scudetto ma perché in campo ci sono gli ultimi sei tricolori, nonché le recenti vincitrici della Coppa Campioni (Perugia) e della Coppa Italia (Bergamo).
    Perugia e Bergamo si affrontano a viso aperto, regalando un match spettacolare anche se, a tratti, condizionato dai troppi errori di entrambe le compagini. Del Core e Piccinini si esaltano nonostante Marinova (reduce da una brutta influenza che l’ha tenuta ferma nei giorni scorsi) e Lo Bianco non riescano a gestire sempre con precisione il gioco della propria squadra. Lo spettacolo sarà piaciuto al ct della Nazionale Barbolini – in veste di commentatore Sky a bordo campo – che delle due schiacciatrici azzurre ha fatto il perno dell’attacco italiano.
    Nel primo set, le due squadre si studiano e procedono a braccetto mentre Del Core sigla il punto che porta le biancorosse avanti al primo time out tecnico. La Despar insiste con Gioli e Pachale a cui rispondono prontamente le orobiche con Piccinini. Il capitano rossoblu Gruen tenta il sorpasso ma la pari ruolo avversaria Francia  non ci sta e porta di nuovo avanti Perugia (16-13). Le ospiti ci provano con la giovanissima Sorokaite ma la Despar è attenta con Marinova a fermare il recupero (21-17); Bergamo risponde con Poljak ma Crisanti mette la parola fine al primo set.
    Nel secondo parziale Bergamo gira meglio, trascinata dal potente servizio di Gruen su cui soffre la ricezione biancorossa. Poljak, implacabile a muro, permettono alla Foppapedretti di andare in vantaggio al primo time out tecnico (4-8). Perugia ci prova ma sbaglia troppo, Bergamo è più cinica ed il distacco aumenta (10-16). Sbano tenta il cambio in regia, sostituendo Marinova con Grbac, ma la distanza accumulata è ormai troppa e per la Foppa è facile agganciare Perugia sull’1-1.
    Al cambio di campo, Perugia riprende in mano le redini del gioco con Pachale che si esalta (8-5). Del Core in banda picchia duro, Piccinini risponde a tono mentre le perugine si innervosiscono su qualche decisione arbitrale e Bergamo è avanti al secondo time out tecnico (13-16). Lo Bianco chiama al centro Arrighetti (19-21), Del Core trascina le sue recuperando quattro punti di fila ma Piccinini compie un attacco-miracolo e Bergamo conduce 2-1.
    Sbano riparte con Grbac al palleggio mentre Pachale e Del Core da un lato e Piccinini dall’altro trascinano le due compagini(8-7). In difesa la Arcangeli tira su di tutto e Crisanti è brava a rete a favorire l’allungo (16-10). Micelli gioca le carte Fiorin e Gujska e le orobiche tentano la rimonta portandosi a soli due punti di distacco ma Francia non si fa pregare e manda tutti al quinto set.
    Al tie-break la Despar pare bloccata, Bergamo batte bene e difende, ricostruendo con  Piccinini. Solo Mirka Francia riesce ad andare a segno per Perugia (5-8). Poi la battuta tattica di Pachale e Gioli propizia la rimonta biancorossa guidata da una superlativa Del Core e da Marinova che vince il contrasto a rete con Arrighetti. Pachale manda fuori il servizio sul primo match point e Bergamo pareggia i conti ma prima Francia e poi un muro di Del Core consegnano nelle mani delle umbre l’incontro.
    La Foppapedretti Bergamo spreca un’occasione d’oro per fare il colpaccio in casa della Despar Perugia ma le condizioni per fare bene nel match in programma al Palanorda ci sono tutte. Le orobiche hanno dimostrato di essere in ottime condizioni di forma, guidate da una Piccinini stellare che, pur bersagliata in ricezione dal servizio avversario (51 ric., 84% pos., 61% prf.), regala una prestazione da incorniciare con ben 21 punti e un 43% di positività in attacco. Soffre troppo, invece, l’opposta rossoblu Gruen; la tedesca comincia bene ma cala alla distanza, forse eccessivamente cercata da una Lo Bianco non particolarmente ispirata. La capitana rossoblu rappresenta per la palleggiatrice azzurra il punto di riferimento, l’attaccante a cui affidarsi in caso di palla brutta o scontata ma non tutte le serate sono uguali e, se a Bologna Gruen era stata capace di mettere a terra qualsiasi pallone gravitasse nella sua orbita, contro Perugia ha commesso troppi errori, anche in momenti topici della gara. Anche nel gioco al centro la Foppa ha latitato, con Arrighetti poco servita nei frangenti clou (anche quando meriterebbe invece maggior fiducia) e Poljak quasi dimenticata nonostante la centralona croata non dimentichi mai di regalare ben 8 stampate alla propria squadra. E non si può certo dire che la ricezione sia stata deficitaria perché sia Croce che Piccinini hanno offerto una performance eccezionale e la ricezione bergamasca si è attestata su numeri sensibilmente più alti di quelli perugini. Giornata no per Leo Lo Bianco ma ci può stare: siamo convinti che già dalla prossima partita non farà sconti.
    La Despar mette in cascina gara 1, buon viatico per la partita di venerdì che le vede ospiti al Palanorda. Anche per Perugia, c’è da segnalare la straordinaria partita di Antonella Del Core che, con i suoi 24 punti e le sue percentuali di ricezione, ha sicuramente regalato una delle più belle gare di questi ultimi tempi. A farle compagnia, l’opposta italo-cubana Mirka Francia che, quando c’è da giocare duro, non si tira mai indietro (per lei, alla fine, ben 26 punti). Le neo-campionesse d’Europa hanno faticato al centro: Crisanti è stata poco incisiva ed anche Simona Gioli è sembrata un po’ sottotono rispetto agli incontri precedenti. Ha compensato Arcangeli che, così come Croce dall’altra parte del campo, si è esibita in belle difese e recuperi, contribuendo di molto alla rimonta finale.
    Ci attende dunque un’altra emozionante partita: Bergamo si gioca il tutto per tutto e darà filo da torcere ad una Perugia che non ha la minima intenzione di cedere il passo.

    Elisa F.

    Despar Perugia – Foppapedretti Bergamo 3 – 2 (25-22 19-25 25-27 25-22 17-15)

    Online tabellino e commento

  • Play Off – Quarti di Finale, Gara 3

    Asystel Novara: Anzanello 20, Skowronska 23, Barcellini, Berg 4, Ballarini n.e., Paggi n.e., Valeskinha 8, Nnamani n.e., Cardullo L, Popovic, Bechis, Osmokrovic 14, Mello 13. All. Pedullà

    Monte Schiavo Banca Marche Jesi: Togut 18, Caroline 6, Bedin n.e., Negrini 10, Rinieri 17, Bown 12, Marcelle 3, Calloni, Marc, Chmil, Puerari L. All. Abbondanza

    Asystel: battute errate 8, vincenti 4, ricezione 72% (perfetta 44%), attacco 50%, muri 15. Monte Schiavo Banca Marche: battute errate 7, vincenti 0, ricezione 65% (perfetta 41%), attacco 38%, muri 16.

    Novara bastona Jesi e vola in semifinale dove incontrerà la Scavolini. Due set giocati alla grande per l' Asystel, bene in ricezione, buona la prima linea, la correlazione muro-difesa che funziona come deve, mentre Jesi è più imprecisa, ma soprattutto non aggredisce. Aggressività, la caratteristica novarese delle prime due frazioni, mette pressione alle avversarie e nel momento in cui l prilline calano , soprattutto nei finali di set, danno la mazzata. Poi nel terzo parziale le gaudenziane sprecano, addirittura tre match ball sul 24-21, merito di una Monte Schiavo che non molla, desidera riaprire la gara con disperazione e con una grande Bown porta le avversarie a giocare un altro set. Parte però bene Novara subito con un 5-1, Jesi, ferita, ma ancora in piedi recupera punti fino al 13-11, ma poi il sogno svanisce per le rossoblù. Il Pala Dal Lago si illumina di biancorosso, una festa perchè una Asystel così cattiva poche volte si è vista durante la stagione. Ci sono alune cose da sistemare in casa Novara, soprattutto quando la ricezione traballa, qualch calo di troppo poteva creare non poche difficoltà alla squadra di casa se Jesi fosse stata più convinta, più determinata; ma è anche vero che nel momento in cui le avversarie tirano il fiato, ecco che Novara coglie la sua opportunità.

    Tanti gli errori e le imprecisioni in campo marchigiano, in fase di ricostruzione, in prima linea, soprattutto con Togut e Rinieri, che non hanno saputo dare una sferzata all' inerzia della IV frazione. Novara premiata con la vittoria grazie alla pazienza nei momenti topici, alla maggior lucidità, insieme alla voglia di dire ad alta voce, di gridare al mondo " Novara c'è". Novara è vero, c'è, una squadra diversa quella scesa in campo, ma, consentiteci, Jesi ha fatto ben poco, da una squadra di così alto livello ci si aspettava di più in una gara che valeva una semifinale e una stagione. In realtà per tutte e due le squadre la gara valeva una possibilità in più di andare avanti e mostrare di cosa si è capaci, ma solo l' Asystel lo ha fatto vedere, lo ha fortemente voluto, giocando una buona pallavolo nel complesso e con continuità, mentre nel campo jesino il bel gioco si è visto a sprazzi.

    Jesi esce a testa bassa, facendo la voce grossa solo in gara 1, poi sciogliendosi come neve al sole. L' Asystel invece sembra che proprio nei quarti abbia iniziato a costruire solide fondamenta, fondamenta che partono probabilmente da maggiore serenità nel gruppo. 

    Ore 21.00 (diretta Sky Sport 2)

    Asystel Volley Novara – Monte Schiavo Banca Marche Jesi 3 – 1 (25-22, 25-20, 26-28, 25-16)
     
    Onlin il tabellino e commento. Foto: Asystel
     
     

     

  • Play Off – Quarti di Finale, Gara 2

    Asystel Novara: Anzanello10, Skowronska 18, Barcellini 1, Berg 3, Ballarini n.e., Paggi n.e., Valeskinha 2, Nnamani, Cardullo L, Popovic, Bechis, Osmokrovic 11, Mello 7. All. Pedullà

    Monte Schiavo Banca Marche Jesi: Togut 5, Caroline 6, Bedin, Negrini 4, Rinieri 8, Bown 16, Marcelle 1, Calloni 6, Marc, Chmil n.e., Puerari L. All. Abbondanza

    Asystel: battute errate 4, vincenti 3, ricezione 72% (perfetta 42%), attacco 47%, muri 13.
    Monte Schiavo Banca Marche: battute errate 12, vincenti 0, ricezione 74% (perfetta 45%), attacco 42%, muri 4.

    L' Asystel Novara infligge una severa lezione alla Monte Schiavo davanti al pubblico amico che gioisce per la vittoria e per il ritorno di Luciano Pedullà. Una Novara impietosa contro una Jesi che non ti aspetti, ombra della squadra che ha battuto le gaudenziane pochi giorni fa. La differenza la fa la coralità del gioco novarese con tutte le atlete che fanno parte della manovra di gioco, con una Skowronska che fa da punto di riferimento su rigiocata insieme ad Osmokrovic e due centrali, con Anzanello in primis, che pensano al cambio palla. Cardullo amministra la difesa e Berg risulta più lucida e precisa, anche quando la ricezione ha dei momenti di calo. Di contro Jesi non può pensare di vincere con i 16 punti di Bown e i 12 del duo Calloni-Gattaz, senza trovare aiuto dalla bande. Marcelle incappa in una giornata negativa, ma è anche vero che giocatrici del calibro di Togut e Rinieri dovrebbero saper fare la differenza anche quando le alzate non sono precise (ovviamente fino ad certo limite) o il muro è ben appostato, giocando di esperienza con il mani-out.
    A tutto questo si uniscono tantissimi errori, ben 26 contro i 15 novaresi, le troppe battute sbagliate, peraltro non forzando al servizio (ben 12) e una fase di muro-difesa che fa acqua, mentre, al contrario, in casa Asystel ciò funziona bene, soprattutto una difesa che raccoglie tanti palloni poi messi a terra in contrattacco.

    Novara e Jesi si dimotrano squadre da più volti, non sai mai quale mostrerà. Novara oggi ha mostrato un buon gioco, incisivo, con le atlete ben disposte in campo. L 'atteggiamento con cui sono entrate le gaudenziane è stato molto positivo, erano tutte determinate e, aspetto non indifferente, più tranquille, sicure dei propri mezzi, consapevoli di essere forti e di poter vincere. Dal canto suo Jesi, a parte il primo set combattuto seppur contraddistinto da errori anche banali, se vogliamo, ha mollato la presa, sembrava con la testa da un'altra parte, non di certo a Novara a giocarsi un quarto di finale importante che poteva valere una semifinale. La squadra che nelle sue ultime uscite aveva mostrato una bella pallavolo, soprattutto efficiacie, ha lasciato posto ad un gruppo senza identità, con le grande campionesse che non hanno saputo fare la differenza.

    Che volto mostreranno queste due squadre lunedì? Rispondere significherebbe prevedere il futuro e non ne siamo capaci. Ma una cosa è certa: se tutte e due giocheranno come sanno fare, il pubblico del Pala Dal Lago assisterà ad una grande gara, dove la perdente, nonostante le lacrime e l'amarezza della sconfitta, potrà uscire dal campo con l' onore delle armi. Ambo le squadre dovranno pungere al servizio per creare difficoltà al campio palla avversario. La fase di muro-difesa dovrà funzionare al meglio, anche se poi la differenza la faranno gli attaccanti di palla alta. Sarà importante gestire bene gli errori, non regalare nulla, perchè sbagliare troppo potrebbe costare caro.[pagebreak]

    Scavolini Pesaro: Lunghi, Garzaro 4, Wijnhoven (L), Mari ne, Brussa 5, Castiglione, Ferretti 1, Fürst 6, Costagrande 28, Sheilla 17, Guiggi 23, Lazcano ne. All. Vercesi.
    Unicom Starker Kerakoll Sassuolo: Nucu 20, Vitez 9, Cozzi (L), Turlea 27, Devetag ne, Bosetti 2, Pincerato 4, Lancellotti ne, Kozuch 1, Havelkova 23, Plchotova 5, Montanari 1.  All. Ferrari.

    Scavolini: battute sbagliate 8; battute vincenti 5;  ricezione 61% (prf 46%); attacco 34%; errori 23; muri 21. Unicom: battute sbagliate 6;  battute vincenti 5; ricezione 59% (prf 44%); attacco 43%; errori 24; muri 10.

    La Scavolini raggiunge la semifinale battendo la Kerakoll Sassuolo al termine di una gara difficile, faticosa, vinta sicuramente con merito e una Costagrande autrice di una prova maiuscola, ma Sassuolo ha molto da recriminare, soprattutto nel IV set uando poteva chiudere i conti e non avrebbe rubato nulla a nessuno. Ferrari gioca la carta Havelkova che risulta determinate insieme alla solita Turlea, Vercesi costretto ad inserire Brussa, che non ha saputo sfruttare al meglio questa possibilità, faticando alquanto in ricezione e mostrando segni di cedimento in prima linea. Una Scavolini che si dimostra una delle squadre più forti e che giocano meglio quando in campo scende il gruppo titolare, mentre nella panchina ci sono limiti non indifferenti e lo ha ampiamente dimostrato, insieme ad una gestione tattica non sempre vincente. Ferretti, nel complesso autrice di una prova positiva, ma non brillante, ha spesso insistito sulle stesse scelte nel dare palla, come per es. la 3 a Sheilla (l 'incrocio), tanto che dai una volta, dai due e dai tre, ad un certo punto la Kerakoll si aspettava questa palla e ha piazzato il muro a tre. Altra cosa, lasciare fuori dalla manovra di gioco Brussa, che pur avendo giocato male, era sempre una soluzione in certi versi non scontata, anche se evidentemente nei momenti difficili non ha avuto fiducia vista la prestazione opaca. Ci si è dimenticati in panchina Furts, ma non solo, sovente anche in campo quando ha giocato, soprattutto nel finale e ciò ha limitato le soluzioni di gioco della Scavolini, che poteva optare, solo per fare un es. nel V set, solo su Costagrande e Guiggi e a tratti Sheilla. Ovviamente non sappiamo che quste sono state scelte della pallegiatrice o dettate dal suo coach, resta il fatto che a nostro avviso potevano costare veramente caro a Pesaro se Sassuolo non fosse stata sprecona, impaziente  imprecisa. Fortuna ha voluto che la ceca Havelkova abbia fatto vedere di cosa è capace e Pesaro non ha saputo prenderle le contromisure, un pò per bravura sua, un pò forse, per impreparazione della squadra di Vercesi, visto che l' attaccante non ha giocato se non recentemente. Nel complesso la Scavolini ha mostrato una buona correlazione muro-difesa, ma poi sono state evidenti le difficoltà offensive, vero limite nella partita, visto che siamo abituati a percentuali di prima linea molto alte da parte delle colibrì. Sheilla ( problemi fisici x lei?) non ha inciso come di dovere, le centrali solo con Guiggi si sono messe in luce e in banda Santa Carolina ha fatto il resto: l'italo-argentina non ha percentuali impressionanti, ma ha messo a terra palloni non scottanti, infuocati. E' vero che la Scavo ha sofferto in ricezione e sovente le battute avversarie e questo ha limitato il gioco veloce, soprattutto con Costagrande stessa, con Ferretti che non ha potuto servile la "turbo" quella palla velocissima che ci ha deliziato ultimamente, olte alla difficoltà in campio palla. Per quanto riguarda Sassuolo, ha peccato sicuramente di eperienza e a tratti forse di troppa sicurezza, avanti nel punteggio, pensando di fare lo scherzetto in casa propria a Pesaro. Un pò più di tranquillità e scelte diverse anche da parte dell' allenatore probabilmente avrebbero portato la Kerakoll a gara 3, ma Ferrari in certi frangenti non ha saputo dare come allenatore la sferzata alle sue ragazze e anche tatticamente in certi versi non ha dato indicazioni che potessero dare qualcosa in più, proprio nei momenti difficili.

    Comunque sia anche la Kerakoll da neo promossa ha fatto un campionato molto positivo, conquistando i quarti di finale sia in coppa Italia che in campionato, mostrando un gioco ben organizzato e un gruppo di ragazze giovani ma di spessore, che possono solo crescere. Per quanto riguarda Pesaro, ci sono diverse cose da rivedere, ma soprattutto il fatto che per andare avanti ed arrivare in finale non si dovrà giocare con 2-3 giocatrici, ma con tutto il gruppo, dando fiducia anche a chi non riesce a imporsi. Anzi, più che fiducia, ci vuole più coraggio e che questa partita e la finale di Coppa Italia possano essere ancora di esempio.Poi ci vorrà il cuore, l'anima, che oggi ha fatto la differenza.[pagebreak]

    Foppapedretti Bergamo: Gruen 15, Croce (L), Rosner, Gujska, Merlo, Sorokaite 14, Piccinini 11, Arrighetti 6, Lo Bianco 2, Fiorin 1, Poljak 9. Ne: Camarda. All. Micelli.

    Tena Santeramo: Boteva, Sonia Benedito 9, Zhurovska 3, Dushkyevich 3, Rizzo, Sirressi (L), Cimoli 1, Porzio, De Luca 8, Marulli 6. All. Nesic

    Bergamo: BV 0, Bs 4, muri 9, err.11.
    Santeramo: BV 0, Bs 3, muri 5, err.16.

    La Foppapedretti con grande autorità chiude la pratica Santeramo e approda in semifinale. La Tena esce dai giochi con grande onore, a testa alta, per tutto quello che ha fatto vedere durante la stagione, visti i diversi problemi, logistici e non solo, che la squadra ha affrontato. La gara dura poco più di un'ora, Bergamo entra in campo aggressiva, riceve bene, attacca incisivamente sia in cambio palla che su rigiocata, è attenta in difesa e crea non poche difficoltà alla ricezione pugliese. La Tena dal canto suo fatica a macinare gioco, si vedono buoni spunti con Soninha e De Luca, ma sono poca cosa. La prima linea non riesce a fare la differenza, le percentuali d'attacco della squadra sono bassissime (la più alta, quella di Zhurovska, tocca il 38%), di conseguenza sperare anche solo di portare a casa un set è molto difficile. Eppure Santeramo non molla, Cimoli non è Fernandinha, fa quello che può vista la seconda linea traballante e le orobiche nella seconda frazione regalano qualcosa alle avversarie, adagiandosi ad un ritmo di gioco blando e poco veloce. Le santermane ne approfittano, sono più composte a muro, anche se in realtà è la prima linea rossoblu in leggero calo, lasciando spazio alla controffensiva.  Certo, quando è stato il momento di chiudere, visto l' avvicinarsi della ospiti, la Foppa non ci ha pensato due volte, continuando poi nel terzo parziale la marcia vittoriosa e implacabile verso il raggiungimento della semifinale.

    Per Santeramo difficile salvare qualche atleta, se non a tratti il duo Soninha-De Luca; al gruppo è mancato carattere, voglia di lottare contro un risultato già scontato, anche se Santeramo il suo campionato lo ha già vinto, raggiungendo i play off e togliendosi durante la stagione qualche piccola soddisfazione. Per quanto riguarda Bergamo, grande cinismo, a parte il calo di tensione nel secondo parziale e una buonissima prova corale, dove impera una Lo Bianco in crescita nella gestione delle compagne, una Piccinini sempre più "Piccinini" e una Sorokaite che continua a sfruttare la sua occasione, picchiando forte, anche se troppo in diagonale. Se poi il tutto viene condito con un grande capitano al secolo Angy Grun, una coppia centrale cecchina e una Croce e una Merlo che ben stazionano la secona linea, si capisce perchè la Foppapedretti ha vinto la gara, al di là della prestazione delle avversarie.

    Ora arriva Perugia e sarà un'alta storia, sarà necessario avere la squadra al massimo, con le riserve pronte, soprattutto il duo Fiorin-Rosnee, perchè ci sarà bisogno di tutto il potenziale. Bergamo può arrivare fino in fondo, perchè ha un eptetto forte, con una panchina forte. E questo, alla lunga, potrebbe fare la differenza, se ognuna saprà farsi trovare pronta quando conta.[pagebreak]

    Despar Perugia: Pachale 3, Grbac, Crisanti 7, Marinova 1, Arcangeli (L), Sacco, Francia 18, Del Core 10, Gioli 16, Artmenko 4. Ne: Decordi, Pavlovic. All. Sbano.

    Yamamay Busto Arsizio: Ortolani 9, Viganò 8, Buckova 3, Esko 18, Dirickx 3, Ravetta 2, Molinengo (L), Fokkens, Luciani 2, Parenti 4. Ne: Valeriano, Siscovich.  All. Parisi.

    Perugia: Bv 4, Bs 6, muri 9, err.16
    Busto Arsizio: Bv 0, Bs 6, muri 11, err.20

     

    Con una buona prestazione, la Despar Perugia mette in cassaforte gara 2 dei quarti di finale play off ed accede alla semifinale dove ad attenderla ci sarà la Foppapedretti Bergamo in una sfida che già si preannuncia incandescente.

    E’ bastata poco più di un’ora di gioco per avere la meglio in tre set (25-19, 25-19, 29-27) della Yamamay Busto Arsizio, matricola terribile del campionato che ha voluto onorare la stagione fino alla fine, costringendo le neo-campionesse d’Europa ad un terzo parziale tiratissimo, conclusosi solo ai vantaggi.

    Dopo la gara di andata in cui Perugia si era imposta al tie break, quando Busto aveva avuto in mano ben due match point, il secondo incontro è scivolato via più tranquillo per le ragazze guidate da Emanuele Sbano.

    Nel primo set, Busto ha tenuto testa fino al secondo time out tecnico (16-15), trascinato da una convincente Esko ma si è poi dovuta arrendere alle bordate di Gioli e compagne (21-17), reattive in difesa e concrete in attacco.

    Nel secondo parziale, Perugia guida le danze e si porta avanti al primo time out tecnico (8-3) mentre la Yamamay soffre i colpi di Francia dalla seconda linea (16-11). Ci prova sempre la finlandese Esko a guidare la riscossa delle lombarde ma Crisanti prima e Del Core poi chiudono il set a favore delle umbre.

    Artmenko subentra ad una spenta Pachale mentre Busto parte col piede giusto nel terzo set, ritrovandosi avanti al secondo time out tecnico grazie alla solita Esko e ad una scatenata Ortolani (16-10). Sbano corre al riparo. Sacco entra su Artmenko per dare solidità alla seconda linea, Grbac sostituisce Marinova e i cambi sortiscono buoni effetti. Sulla battuta della palleggiatrice croata, Perugia costruisce il proprio recupero (21-20). Perugia ha un primo match point ma lo spreca con Gioli che manda fuori il lungo linea; poi è un errore di Esko, comunque la migliore delle sue, a spedire la Despar in semifinale.

    Per la Yamamay Busto Arsizio si chiude dunque una stagione esaltante, dalla promozione in A1 al sesto posto conquistato sul campo, passando per la semifinale di Coppa Italia. La squadra di coach Parisi ha dimostrato una sorprendente solidità, unita a buonissime doti tecniche, che ne fanno l’autentica rivelazione di questo campionato. Vince con le piccole, rischia di fare il colpaccio con le grandi e, in ogni caso, suscita l’entusiasmo dei propri tifosi che, ogni domenica, gremiscono il Palayamamay stabilendo nuovi record di pubblico per il nostro sport. Nel girone di andata, le farfalle bustocche hanno esibito bel gioco, fatto di pazienza e concretezza con Esko e Viganò ma anche di potenza con la giovane Ortolani. Sono poi calate alla distanza e, forse, avrebbero meritato un palleggio migliore, spesso in difficoltà con i propri centrali. Lanciano comunque alla ribalta un libero d.o.c., capace anche nella ultima gara della stagione di prodigiosi salvataggi.

    Un’ultima gara in cui soltanto la finlandese Esko (45% positività in attacco, 61% ric. prf.) ha provato a non alzare bandiera bianca mentre le proprie compagne faticavano (e non poco) a mettere a terra la palla. Ne è la prova la prestazione di Buckova: la centrale bustocca, infatti, fa segnare una bella virgola nella casella degli attacchi vincenti, non solo per demerito proprio ma anche e soprattutto a causa di una gestione a dir poco approssimativa da parte della palleggiatrice belga Dirickx. Anche Ortolani, top scorer dell’incontro di andata, rimane un po’ in ombra: 9 punti messi a terra ma troppi errori, anche in frangenti determinanti della gara.

    Per la Despar Perugia, invece, la stagione prosegue e davanti c’è ora l’ostacolo Bergamo. La vittoria di ieri ridà fiato alla compagine biancorossa che, dopo essere rientrata lunedì in tarda serata da Murcia,  aveva già affrontato mercoledì la lunga trasferta in terra lombarda. Ora ci sarà qualche giorno a disposizione per riposare e allenarsi, 2 cose che questo iper-compresso calendario non permettono mai. Perugia deve recuperare la tedesca Pachale, ieri apparsa affaticata ma sostituita degnamente da Tatiana Artmenko, autrice di una convincente prova in attacco mentre le altre hanno girato sulle proprie medie stagionali. Da segnalare, però, la straordinaria prestazione di Chiara Arcangeli, giustamente premiata come MVP dell’incontro: impeccabile in ricezione (94% pos., 78% prf.), ieri è riuscita a strappare applausi a scena aperta al competente pubblico perugino regalando difese e recuperi da campionessa… d’Europa.

    A cura di Elisa F.

    Ore 15.30
    Asystel Volley Novara – Monte Schiavo Banca Marche Jesi 3-0 (28-26, 25-19, 25-16) Pag 1

    Sabato 12 aprile ore 16.30 (diretta Sky Sport 2)
    Scavolini Pesaro – Unicom Starker Kerakoll Sassuolo 3-2 (20-25, 28-26, 17-25, 25-23, 18-16) Pag 2

    Sabato 12 aprile ore 20.30
    Foppapedretti Bergamo – Tena Santeramo 3-0 (25-12 25-21 25-9) Pag 3

    Despar Perugia – Yamamay Busto Arsizio 3-0 (25-17 25-17 29-27) Pag 4

    Online i tabellini e commento 

  • Play Off – Quarti di Finale, Gara 1 – Posticipi

    Foppapedretti Bergamo: Gruen 10, Croce (L), Rosner n.e., Gujska n.e., Merlo, Sorokaite 9, Piccinini 14, Arrighetti 12, Lo Bianco 3, Fiorin 1, Poljak 10. All. Micelli
    Tena Santeramo: Boteva 5, Fernandinha Ferreira n.e., Sonia Benedito 8, Zhurovska 2, Dushkyevich 5, Rizzo n.e., Sirressi (L), Cimoli, Porzio, De Luca 5, Marulli 6. All. Nesic

    Battute Vincenti: Santeramo 3, Bergamo 3
    Battute Sbagliate: Santeramo 5, Bergamo 6
    Muri: Santeramo 10, Bergamo 3

     

    Non c’è partita in gara-1 tra Tena e Foppapedretti: la passeggiata di Bergamo al PalaCooper  dura poco più di un’ora, il tempo necessario per surclassare un Santeramo che per tutto il match non ha trovato le armi e la convinzione giusta per far fronte alle orobiche. Netto il divario tra le due formazioni e diversi gli stimoli delle due squadre. Le ospiti hanno giocato con l’appiglio di chi punta verso obiettivi importanti, le padrone di casa sono scese in campo forse timorose di un avversario certamente più forte, forse già scariche per una stagione lunga e tribolata. Nesic deve rinunciare ancora a Fernandinha, mentre Zhurovska torna disponibile e parte dalla panchina; Micelli in posto 4  si affida alla giovane Sokoraite. 

    L’inizio del match lascia ben sperare per la compagine di casa che con Marulli, Dushkyevich e Soninha va subito 5-2 restando avanti anche alla prima sospensione tecnica (8-6). Il vantaggio dura poco. Bergamo pareggia sul 14-14, concretizzando ogni azione di attacco e costringendo Santeramo a faticare nelle proprie costruzioni di proprio gioco.

    La squadra orobica inizia a viaggiare a una velocità doppia che manterrà per tutto il resto della partita come testimonieranno le stesse percentuali finali. Arriva così un parziali di 1-11 che mette in mostra tutta la grinta di Sokoraite e compagne e la confusione nella metà campo santermana. 

    Nei due set successivi, la musica non cambia con Bergamo sempre a fare la parte del leone e Santeramo ad arrancare dietro ad ogni pallone. La vittoria finale della Foppapedretti arriva in tutta scioltezza con due parziali chiusi rispettivamente 25-14 e 25-17 che congedano mestamente la Tena dal pubblico amico e danno il sorriso ai tre supporters orobici scesi in Puglia per seguire le proprie beniamine. 

    Alla fine poco da commentare se non fosse per la determinazione con cui le ospiti hanno interpretato la gara. Bergamo ancora una volta si è rivelata squadra solida e compatta, intelligente e ordinata. Piccinini e compagne sono state brave a cercare sempre con il loro servizio Soninha, ben presente in seconda linea ma messa praticamente fuori causa in attacco. Santeramo ha provato a opporsi agli attacchi orobici, ma difendendosi solamente non si fa molta strada. Le difficoltà di mettere palla a terra sono state evidenti, certamente merito anche di un muro e una difesa avversaria impenetrabili. 

    C’è da sperare di vedere un match più combattuto in gara-2, che chiuderà la stagione di Santeramo e forse non solo quella.

    A cura di Josp 

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    YamamaY Busto Arsizio: Ortolani 25, Esko 21, Viganò 18, Buckova 10, Parenti 6, Fokkens 1, Molinengo (L), Dirickx 4, Ravetta 2, Luciani, Valeriano. N.E. –  Siscovich. Allenatori Carlo Parisi e Mariela Codaro.

    Despar Perugia: Francia 23, Gioli 21, Del Core 17, Pachale 14, Crisanti 13, Marinova 4, Arcangeli (L), Grbac, Sacco. N.E. – Decordi, Pavlović, Artmenko. Allenatori Emanuele Sbano e Mauro Chiappafreddo.

    YAMAMAY (b.s. 12, v. 4, muri 13, errori 27). DESPAR (b.s. 2, v. 4, muri 14, errori 20).

     

    La Despar Perugia non si stanca mai di vincere e chiude in proprio favore gara 1 a Busto Arsizio, contro una Yamamay che in mette in campo tutto quello che aveva da dare, gran carattere, ma soprattutto tanto cuore e anima, per contrastare le avversarie. E' vero, hanno vinto le umbre, ma con molto fatica, lasciando tanto sudore sul taraflex, perchè le bustocche non hanno mollato fino alla fine. Opera incompiuta per Busto che ha a disposizione 3 match point, annullati dal duo Francia-Gioli; sfumata la possibilità delle padrone di casa di volare in orbita, possibilità raggiunta da Perugia che dopo aver tirato il fiato, concretizza meglio nel finale, non lascianso più opportunità alle avversarie. Bravissima la YamamaY a non perdersi d' animo in un quarto set in cui la Despar vorrebbe chiudere subito i conti, portandosi avanti 13-16, ma Busto spezza i sogni perugini grazie a Ortolani. Si gioca poi punto a punto, ma ancora Ortolani porta le compagne al V set. La Despar piazza un parziale di 1-6, con le avversarie che non sanno come rispondere. Al Cambio di campo sull 2-8 per le umbre, Busto suona la carica: non importa se sembra tardi, fino a che non cade l' ultimo pallone si può fare sempre qualcosa. E così avviene il ribaltamento di fronte, con Viganò, il capitano dal grande cuore, che firma il 10-9 bustocco. Arrivano i 3 matcha ball, arriva poi la sconfitta delle farfalle, che non chiudono in bellezza il proprio volo; vince la Despar, più unita nei momenti difficili, più forte mentalmente quando si deve giocare duro.

    I complimenti sono per ambo le squadra. La YamamaY ha giocato il tutto per tutto senza timore reverenziale nei confronti della grande Perugia, anche se purtroppo la mancanza di maggior esperienza e la poca pazienza non ha permesso alle bustocche di trionfare in casa propria. Nella terza frazione e nel tie, tanti palloni sprecati per troppa voglia di chiudere, mentre come ben si sa è la pazienza la virtù dei forti. Quella pazienza, insieme a maggior lucidità che non è mancata alle umbre, nonostante i cali mentali che potevano compomettere la loro gara. Non era facile per la Despar giocare in casa YamamaY, primo per la cornice di pubblico che rende il PalaYamamaY unico, poi perchè dopo una vittoria in Champions' League, il calo mentale ci stava. Ma è vero che l' appetito vien mangiando e la Despar vorrà chiudere il prima possibile. Certo, le umbre hanno faticato in diversi fangenti, soprattutto su rigiocata, ma ala buona vena di Marinova nei momenti topici ha potuto permettere di giocare più veloce, poi le atlete umbre, tutte grandi campionesse, a livello individuale hanno fatto la differenza, mettendo la propria esperienza e servizio della squadra. Busto dal canto suo non è appagata, se c'è una sola possibilità di prolungare la serie non se la lascerà scappare, ma ci vorrà una prova più sicura come squadra, confidando nelle proprie possibilità, mantenendosi concentrata, perchè ogni minima distrazione potrebbe essere fatale.
    Una cosa è sicura: a Perugia, ci sarà grande pallavolo.[pagebreak]

     

    Monte Schiavo Banca Marche Jesi: Togut 9, Caroline 3, Bedin, Negrini 8, Rinieri 21, Bown 18, Marcelle 7, Padua, Calloni 9, Marc n.e., Chmil, Puerari L. All. Abbondanza

    Asystel Novara:
    Anzanello 8, Skowronska 17, Barcellini 2, Berg 1, Ballarini n.e., Paggi 11, Valeskinha 6, Nnamani, Cardullo L, Popovic, Bechis n.e., Osmokrovic 15, Mello n.e. All. Pedullà

    Monte Schiavo Banca Marche:
    battute errate 12, vincenti 1, ricezione 79% (perfetta 54%), attacco 56%, muri 6. Asystel: battute errate 9, vincenti 3, ricezione 67% (perfetta 39%), attacco 45%, muri 8. 

     

    La Monte Schiavo vince il suo primo quarto di finale davanti al pubblico di casa al termine di una gara che l' ha vista protagonista per quasi tutto il match. Formazione tipo per la Monte Schiavo con Marcelle-Togut, Gattaz-Bown, Rinieri-Negrini, Puerari libero; il neo tecnico novarese Pedullà risponde con Berg-Skowronska, Paggi-Anzanello, Valeskinha-Osmokrovic,Cardullo libero. Le prilline sono molto cariche, Rinieri trascina la squadra (chiuderà il primo set con il 78% in attacco), ma in generale il gruppo di Abbondanza si dimostra superiore in tutti i fondamentali. Di contro l' Asystel fatica alquanto sia in seconda che in prima linea, con una Berg poco lucida e molto imprecisa che serve palloni staccati, bassi e corti che le compagne faticano ad attaccare. Di conseguenza il cambio palla novarese latita, tanti gli errori in prima linea, insieme ad una difesa non sempre attenta. Nella seconda frazione Novara cambia marcia, gioca punto punto, tiene testa alle avversarie, che però sbagliano molto regalando punti all' Asystel, che comunque continua ad avere poca efficienza in campio palla. Jesi paradossalmente riceve ed attacca meglio, ma commette tanti sbagli in prima linea, oltre ad essere poco aggressiva al serivzio. Novara migliora qualcosa in ricezione rispetto al set precendete, con palla in mano Berg serve bene i primi tempi che sono un valore aggiunto alla manovra di gioco viste le difficoltà delle bande. La chiave del set è la maggior pulizia di gioco di Novara, che non brilla, ma spreca meno. Terza frazione ripresa in mano dalle prilline, con Bown e Rinieri a fare da leader nel gruppo. Novara pecca molto in seconda linea, la ricezione fa acqua così pure la difesa; in campo rosso blu invece, la correlazione muro-difesa funziona meglio così come pure la prima linea, più incisiva e concreta, nonostante Jesi abbia momenti di calo, non chiudendo, o meglio non risultando cinica quanto dovrebbe o potrebbe. Nel quarto set notevole calo di tensione da parte dell' Asystel che subisce un parizale di 9-1, incapace di reagire, di costruire gioco e di organizzarsi in campo. Piano piano però, complice una Jesi che si deconcentra, Novara recupera punti: la seconda linea è un poco più precisa, Berg lavora meglio in regia, ma è troppo tardi per tentare di riprendere le prilline che decidono di chiudere la gara e non lasciare più spazio alle gaudenziane.

    Jesi mostra un bel gioco, tutto funziona bene, Abbondanza azzecca il cambio al centro Calloni per Gattaz e la giocatrice lombarda fa la differenza in posto 3, risultando più reattiva in difesa e a muro. Vince la squadra, vince il gruppo, vince un gioco più ordinato e proficuo, che parte da una battuta nel complesso ficcante che mette in crisi il sistema di ricezione novarese, che vede si il rientro di Valeskinha, purtroppo non ancora in perfetta forma. Manca all' appello Elisa Togut, a livello di efficienza offensiva, anche se l' opposta marchigiana mette a terra pochi palloni, ma pesanti. Bown e Rinieri sono sempre più punti di riferimento e Marcelle lo sa, tanto che cerca di servirle spesso e nel migliore dei modi, migliorando in partita il feeling. Puerari si  fatta vedere in fase difensiva con buoni recuperi e coperture e Negrini è una buona spalla per il duo delle meraviglie marchigiano. Nonostante la vittoria, a Jesi è mancato in certi frangenti l' istinto killer, solito fattore che si nomina e che può fare la differenza. Se Jesi lo avesse avuto fino in fondo probabilmente avrebbe chiuso la gara in tre set, visti gli evidenti problemi di Novara. Comunque sia, Abbondanza e le sue ragazze sono in buona forma, anche se hanno necessità primaria di ritrovare una Togut in buono spolvero, così da accrescere e completare il potenziale offensivo. Un plauso alla Monte Schiavo che continua la sua marcia positiva, mostrando una buona pallavolo, che può ancora migliorare, insieme al carattere della squadra.


    Per quanto riguarda Novara, l' arrivo di Pedullà ha portato, così è sembrato, più serenità in casa Asystel, ma ovviamente in due giorni il tecnico non poteva cambiare volto al gioco della squadra e metterci la sua mano in toto. Molto contava il carattere delle giocatrici, la voglia di vincere del gruppo, il desiderio di reagire ai problemi e alle difficoltà, ma purtroppo così non è stato. Brutta gara in casa Asystel: si parte da una imprecisione nei fondamentali di seconda linea, fino ad arrivare ad una regia che non ha saputo fare la differenza e i numerosi errori in prima linea sono proprio dovuti ad alzate davvero brutte, con palloni difficilmente attaccabili. E' vero che con palla in mano Berg ha saputo spingere con le centrali ed è altresì vero che Skowronska e Osmokrovic hanno saputo dare un contributo importante, insieme ad una Paggi meglio utilizzata e una Cardullo molto attenta in difesa, ma la manovra di gioco è risultata meno incisiva rispetto a quella delle avversarie, oltre agli evidenti cali che da una grande squadra non ci si aspetta, non tanto nei finali si set, quanto a inizio di quarta frazione. All' Asystel sovente è mancata la forza mentale, la forza del gruppo, più volte lo abbiamo ripetuto nonostante le gaudenziane abbiano avuto problemi fisici (ed evidentemente non solo). La capacità di soffrire insieme ed uscire vincenti dai momenti difficili non si trova se non giocando tanto insieme e dopo mesi questo ancora non riesce alle asystelle; Novara dovrà mettere in campo tutta la voglia di vincere e dimostrare di non essere squadra debole di testa: dove non arriverà con la tecnica, ci dovrà essere tanto sudore e tanto cuore e ogni giocatrice se lo deve prima di tutto a se stessa, se vuole tornare a Jesi e lottare fino all' ultimo per arrivare in semifinale. Le carte in regola ci sono. 

     

     

    Tena Santeramo – Foppapedretti Bergamo 0-3 (15-25 14-25 17-25) Pag 1

    Yamamay Busto Arsizio – Despar Perugia 2-3 (17-25 25-23 26-28 25-22 15-17) Pag 2

    Ore 21.00 Diretta Sky Sport 2

    Monte Schiavo Banca Marche Jesi – Asystel Volley Novara 3-1 (25-22 21-25 25-18,25-19) Pag 3

    Online i tabellini e commento 

  • Play Off – Quarti di Finale, Gara 1

    UNICOM STARKER KERAKOLL SASSUOLO: Nucu 12, Vitez, Cozzi (L), Turlea 23, Devetag ne, Dainotto ne, Bosetti 8, Pincerato 1, Lancellotti ne, Kozuch 4, Havelkova 12, Plchotova 5. All. Ferrari.
    SCAVOLINI PESARO: Lunghi, Garzaro, Wijnhoven (L), Mari ne, Brussa 6, Castiglione 1, Ferretti 3, Fürst 11, Costagrande 22, Sheilla 15, Guiggi 14, Lazcano ne. All. Vercesi.
     
    Unicom: battute sbagliate 1;  battute vincenti 1; ricezione 81% (prf 48%); attacco 40%; errori 24; muri 6. Scavolini: battute sbagliate 6; battute vincenti 4;  ricezione 71% (prf 34%); attacco 42%; errori 23; muri 14.
     

    Primo quarto di play off vinto dalla Scavolini Pesaro, ma davvero complimenti alle Unike che sono riuscite a mettere alle strette la corazzata avversaria vincitrice della regular season; peccato perché con un poco di esperienza in più poteva anche finire in un altro modo. Formazione tipo per Ferrari con Pincerato e Turlea in diagonale principale, Kozuch e Bosetti in banda, Nucu e Pltchova al centro e Cozzi libero; Vercesi deve invece rinunciare a Mari promuovendo titolate Brussa in diagonale a Costagrande, Ferretti e Sheilla formano la diagonale principale, Furst e Guiggi al centro e Wijnhoven libero. 

    Sassuolo parte aggredendo subito l’avversario e sono Turlea e Nucu a suonare la carica: proprio una fast della centrale rumena firma il 7-2 in favore di Sassuolo; ma la Scavolini risponde e, con Sheilla e Costagrande si rifà sotto fino a raggiungere la parità (11-11) in seguito all’errore di Bosetti. Il muro di Sheilla prima e di Guiggi poi dà il via al vantaggio pesarese: la pipe di Sheilla vale il massimo vantaggio 19-14 ma Turlea non ci sta e prova a riprendere in mano la squadra segnando tre punti consecutivi, ma ormai Pesaro è lanciato e un ace di Costagrande fissa il primo set sul 25-19. 

    Secondo set molto equilibrato, è Sassuolo a mettere la testa avanti grazie agli errori pesaresi ma al primo tempo tecnico è Sheilla a fermare il gioco 8-7. Si riprende giocando punto su punto, Sassuolo forza la battuta tattica che sembra mettere un pò di scompiglio tra Ferretti e compagne infatti saranno ben nove gli errori delle colibri in questo set; ma ci pensa il muro a tenere a galla la squadra. A metà set entra Havelkova su Kozuch e suo è il punto che vale il 20-20, le due squadre procedono a braccetto ed è una fast di Guiggi a chiudere il parziale 25-23 in favore di Pesaro. 

    Inizio del set in cui Sassuolo viene trascinato da Havelkova e un tocco di prima intenzione di Pincerato vale l’8-6, le ragazze di Ferrari sono molto concentrate, tutte le attaccanti si fanno trovare pronte, cosi come Cozzi che si esalta in difesa ed è una fast di Nucu a chiudere il set 25-21 tra l’entusiasmo del Palapaganelli. 

    Sassuolo sembra essersi caricato grazie al parziale vinto e si porta subito avanti 8-6 con un muro di Bosetti su Guiggi; in segiuto un attacco out di Brussa, che lascia poi il posto a Castiglione, regala l’11-7 e due punti consecutivi di Havelkova portano al massimo vantaggio Sassuolo 13-8. Vercesi chiama tempo e al rientro in campo nel rettangolo di gioco c’è anche lui, comincia così la rimonta di Pesaro grazie a Costagrande, Sheilla e le indicazioni del tecnico brasiliano; è proprio Costagrande a firmare il pareggio 15-15 a questo punto Pesaro si porta avanti e un invasione di Bosetti vale il 21-18; Havelkova trova la diagonale 22-19 ma l’esperienza di Pesaro viene fuori ed è una fast di Guiggi a chiudere set e incontro 25-22. 

     

    Davvero difficile commentare una partita che sarebbe dovuta arrivare almeno al tie break per quello visto in campo. Buona prestazione da parte di Turlea e compagne che grazie ad una buona ricezione e complessivamente anche un buon attacco sono riuscite a mettere alle strette Pesaro, pur priva di Mari.

    È stata una partita molto equilibrata, nella quale alla lunga è però venuta fuori l’esperienza delle ragazze di Vercesi. Peccato per Sassuolo che avanti 13-8 nel quarto set non è stato in grado di mantenere il vantaggio ma di questo va dato merito a Vercesi: chiama tempo e poi torna letteralmente in campo con le sue ragazze, è a bordo campo ma è come se fosse dentro visto che incita le sue ragazze e le aiuta palla dopo palla suggerendo la cosa migliore da fare, è accanto a loro e insieme recuperano il gap che si era formato. Discutibileaiutare la sua squadra nel quarto set. invece la gestione di Ferrari che alterna Vitez e Bosetti all’impazzata facendo murare ad una e attaccare all’altra, ottenendo da questa alternanza solamente l’impossibilità sia dell’una che dell’altra di entrare in partita; in più non sembra proprio in grado di

    Da applausi la prova di Havelkova, che appena chiamata in causa, si fa trovare pronta risultando determinante in fase offensiva e mostrando anche una discreta prova in ricezione; peccato aver aspettato cosi tanto per vederla in campo. Anche Cozzi oggi è risultata importante, in ricezione ha faticato più del solito ma in difesa si è sempre fatta trovare pronta strappando diversi applausi al pubblico; niente da dire sulle coppia rumena di Sassuolo che, anche in questa occasione, si è mostrata fondamentale per questa squadra.

    In regia Ferretti ha mostrato più varietà e miglior gestione del gioco, velocizzando il gioco specialmente con Sheilla, appena le era possibile; ma Pincerato dal canto suo non ha demeritato. Grande prova di Guiggi che sia a muro che in attacco è stata infermabile, sei le sue stampate e belle fast messe in mostra insieme a Ferretti. Costagrande ha fatto valere la sua esperienza e alla fine risulterà la top score di Pesaro con i suoi 21 punti, davvero bella prova per lei.  In conclusione rammarico per Sassuolo che poteva provare a fare il colpaccio e che invece si è fermato a un passo dal traguardo, colpevole la gestione della partita e delle atlete da parte del tecnico Ferrari.

    Ore 20.30 

    Unicom Starker Kerakoll Sassuolo – Scavolini Pesaro 1-3 (19-25 23-25 25-21 22-25)

    Online il tabellino e commento. Foto: Danilo Billi x SoloVolley

     

  • Griglia Play Off

    Delineata la griglia play off

    Scavolini Pesaro – Unicom Starker Kerakoll Sassuolo

    Foppapedretti Bergamo – Tena Santeramo

    Despar Perugia – YamamaY Busto Arsizio

    Asystel Novara – Monte Schiavo Banca Marche Jesi 

    Mercoledì 9 aprile:

    Sassuolo – Pesaro

    Giovedì 10 aprile:

    Santeramo – Bergamo, Busto – Perugia, Jesi – Novara (quest' ultima diretta Sky Sport ore 2100).