Categoria: Serie A1

  • Serie A1 – Findomestic Cup 2007/2008 – XI Giornata, ritorno

    Yamamay Busto Arsizio: Ortolani 3, Viganò 3, Buckova 3, Valeriano, Esko 11, Dirickx  3, Ravetta 6, Molinengo (L), Fokkens 1, Siscovich, Luciani 2, Parenti 2. All. Parisi
    Foppapedretti Bergamo: Gruen 20, Croce (L), Rosner n.e., Gujska n.e., Camarda (L) n.e., Merlo, Sorokaite 6, Piccinini 13, Arrighetti 11, Lo Bianco 4, Fiorin, Poljak 10. All. Micelli

    Battute Vincenti: Busto Arsizio 1, Bergamo 4
    Battute Sbagliate: Busto Arsizio 4, Bergamo 5
    Muri: Busto Arsizio 5, Bergamo 8

    Bergamo espugna il PalaYamamay con un secco tre a zero, a pochi giorni dalla maratona di Coppa Italia. Micelli dà fiducia a Sorokaite e la giovane non delude per il poco che ha attaccato, dà spazio anche a Merlo in seconda linea, lascia in panchina Fiorin e Rosner. Una gara combattuta solo nel I set,  poi le bustocche prive di Ortolani mollano la presa, scariche soprattutto fisicamente, viste le ultime fatiche di coppa. Bergamo parte subito forte, ma Busto replica prontamente, sta attaccata alla gara, anch se nel finale di I set la Foppapedretti poi risulta più concreta. Nel prosieguo Bergamo incalza, trascinata da Grun e con Lo Bianco che gestisce bene le compagne di prima linea. Croce, Merlo e soprattutto Piccinini danno solidità alla ricezione ( la schiacciatrice toscana tocca il 90% di positività), al resto pensano le compagne ispirate, incisive, che vanno a nozze non trovando opposizione dal muro avversario e bucando sovente una difesa disattenta. Un vero peccato perchè Busto davanti ad un favoloso pubblico poteva raccogliere qualcosa in più, ma l'assenza di Ortolani che dà maggior equilibrio al gruppo e la perdita di smalto nel gioco, solitamente ordinato, ha lasciato ampio spazio alle orobiche che pur con qualche errore di troppo, hanno giocato più grintose prima di tutto e più attente nella correlazione muro-difesa, toccando e raccogliendo molti più palloni poi messi a terra dalle attaccanti di banda. A tutto ciò si aggiunge una buona fase di cambio palla con le centrali, in buono spolvero.

    Busto ha faticato molto a costruire gioco, le certezze che aveva come squadra contro Bergamo sono venute meno, ma questo non vuol dire che si siano perse per strade, anzi devo essere ritrovate al più presto per poter essere gruppo competitivo nel play off. Per quanto riguarda la Foppa, la vittoria in coppa Italia ha dato uno stimolo in più, una YamamaY al di sotto del suo livello un aiuto in più per vincere contro di loro: tutto il gruppo ha giocato in scioltezza e tranquillità, non ha incontrato grosse difficoltà tecniche e ha imposto il proprio ritmo di gioco senza grossi problemi. In una cosa le due squadre si accomunano: servirà tutto il gruppo al completo per la lotta per lo scudetto. A Busto, una Ortolani al massimo, a Bergamo una Sorokaite, Fiorin o Rosner che giochi che sappia fare la differenza.

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    MINETTI INFOPLUS IMOLA: Curcic 14, Leggeri 18, Dall'igna 1, Percan 1, Mifkova, Ikic 16, Paccagnella 19, Tirozzi 14, De Gennaro (L). Non entrati Radzuweit, Zanin, Bertone. All. Benelli Manuela.
    LINES ECOCAPITANATA ALTAMURA: Sykora (L), Giogoli 1, Biamonte 15, Monitillo, Pinese, Romanò 11, Denise 12, Fofinha 13, Cacciapaglia (L), Orsi Toth 1, Paraja Ramos 5. All. D'onghia Gianni. [pagebreak]

    TENA SANTERAMO: Boteva 7, Soninha 25, Dushkyevich 18, Rizzo 1, Sirressi (L), Cimoli 3, Porzio, De Luca 13, Marulli 7. Non entrati Fernandinha, Zhurovska. All. Nesic Dragan.
    FAMILA CHIERI: Busso 8, Secolo 14, Carlijn 9, Gligorovic 5, Barun 13, Willoughby 20, Tarozzo (L). Non entrati Lella Rosanna, Giovanna, Borri. All. Fenoglio Marco.

    Santeramo chiude la regular season con la vittoria 3-1 su Chieri che permette di mantenere la settima posizione. Da segnalare le prove grintose di Dushkyevich e Soninha: ucraina micidiale in fast, brasiliana intelligente, potente e con senso della posizione in campo. Tra le ospiti, Willoughby si conferma atleta con un buon braccio ma ancora acerba; per Barun ancora una prova al di sotto del suo potenziale; Secolo, vera anima di tutta la squadra.

    In un PalaCooper meno gremito del solito, le male lingue della vigilia sono messe a tacere con una prova di forza della Tena che schiaccia la Famila per due set. Senza Fernandinha e Zhurovska, tenute a riposo precauzionale, spazio per una positiva Cimoli e una Boteva sotto la sufficienza; tra le fila chieresi Giovanna sostitutita dalla olandese Carlijn. 

    Semplice la chiave di lettura dei primi due set: Santeramo squadra compatta in cui tutte le giocatrici danno il loro fondamentale contributo, Chieri senza idee di gioco con palese difficoltà a concretizzare anche la più semplice delle azioni soprattutto in fase di rigiocata.

    Le ospiti sono in partita fino al 7-8 del primo set poi in campo ci sono solo le ragazze di Nesic che hanno tenuto alto il ritmo di gioco, costruendosi punto dopo punto la vittoria dei parziali a partire dalla difesa per finire con l’attacco. Con una panchina corta, Fenoglio non poteva altro che affidarsi ai time out per cercare di raddrizzare la partita. Ma la musica per tutti è due i set non cambia con una Tena decisamente più concreta delle avversarie. I due punteggi rispettivamente di 25-19 e 25-21 potevano del resto anche avere un gap più pesante se non fosse stato per un rilassamento della squadra di casa nelle battute finali dei set. 

    C’è partita vera nei due set successivi, quando si assiste a scambi di gioco più lunghi e recuperi da entrambi le parti.

    Nel terzo set, Santeramo, ormai certa del settimo posto finale, si rilassa mentre Chieri prende coraggio. Marulli e compagne iniziano a sbagliare quando dall’altra parte della rete Barun e Secolo si svegliano dal letargo e Willoughby si ricorda di dare un minimo di mira alla potenza del suo braccio e innesca una bella lotta a distanza con Soninha. La Famila è avanti per quasi tutto il set e si guadagna con merito tre palle set. Il venticinquesimo punto però sembra stregato perché Sirressi e compagne si esaltano in difesa, la Tena risale a -1 poi l’errore di Soninha fa tirare un sospiro di sollievo a Fenoglio (25-23).

    E’ battaglia anche nel quarto set, il set più equilibrato di tutta la partita. Santeramo gioca meglio che nel parziale precedente ma soffre gli attacchi di Barun, Secolo e Willoughby. Chieri continua a stare davanti dando l’impressione di riuscire a trascinare le avversarie al tie break. Sul 13-16 arriva il mini break delle pugliesi che vale la parità (Boteva, Duschkyevich e un attacco out di Busso). Di qui alla fine del set sarà lotta punto a punto con continui capovolgimenti di fronte. Un attacco out di Willoughby vale la prima palla set per Santeramo, prontamente annullata da Barun. Gligorovic mura De Luca. La squadra di Fenoglio vede il quinto set, distante un solo punto, ma Sonihna e compagne vendono cara la pelle in difesa prima che Barun tiri il suo attacco in rete per la nuova parità. De Luca conquista la seconda palla set e la stessa schiacciatrice mette fine alle ostilità (27-25) e alla stagione di Chieri. 

    Per la Famila undicesimo posto e 19 punti, frutto dei 15 punti dell’andata e dei 4 ottenuti nel disastroso girone di ritorno. Numeri che si commentano da soli.

    Santeramo, che nella stagione più tribolata conquista il suo miglior risultato di sempre, chiude il capitolo regular season e apre quello dei play off dove ad attenderla c’è Bergamo, il futuro più prossimo insieme a problemi societari da risolvere. 

    A cura di Josp 

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    MONTE SCHIAVO BANCA MARCHE JESI: Togut 6, Gattaz 4, Bedin, Negrini 7, Rinieri 21, Marcelle, Padua 1, Calloni 5, Marc 8, Chmil 3, Puerari (L). Non entrati Bown. All. Abbondanza Marcello.
    INFOTEL BANCA DI FORLì: Petkova 4, Antonucci 3, Vergun 2, Leonardi, Vecchi (L), Beccaria 11, Angeloni 6, Katic 1, Poggiali. Non entrati Arias Done, Musti De Gennaro, Di Iulio. All. Vallicelli Elio.

     
    Forlì chiude con un’altra sconfitta il suo campionato! Che dire! Una stagione costellata da infortuni, penalizzata da scelte poco fortunate (la palleggiatrice Luraschi che s’infortuna dopo qualche giorno…). La ricerca frettolosa di una nuova palleggiatrice, le dimissioni inaspettate di Berselli dopo appena quattro giornate di campionato. Il subentro dell’energico e smaliziato Vallicelli non è bastato per dare quello scossone all’ambiente (in parte sempre ostile nei confronti del clan forlivese), per cercare di ridare carica e slancio alla squadra. Così, nonostante tutto, Forlì conosce per la seconda stagione consecutiva una retrocessione in A2. E onestamente quei quattro punti in classifica sono davvero pochi! Per dovere di cronaca, torniamo alla gara di ieri con Jesi: innanzitutto la Monte Schiavo Banca Marche conquista i tre punti ed il quinto posto della stagione regolare e giovedì prossimo si confronterà con l'Asystel Novara, quarta classificata per i play off. Le padrone di casa prendono in mano le redini del gioco (8-0), senza concedere spazio alle avversarie. Forlì appare disunita e senza anima! Abbondanza, sul 17-3, comincia ad effettuare alcuni cambi: dentro Chmil per Marcelle, poi Marc per Rinieri ed infine Bedin per Negrini (sostituzione effettuata sul 19-4). Le jesine proseguono la loro spedita marcia e chiudono il set con due errori delle avversarie. (25 – 6).
    Il secondo break vede subito avanti Forlì (1-6). Sull'8-10, le jesine infilano il break decisivo e passano avanti 15-10. Togut (sostituita poi da Marc) e compagne riprendono in mano la gara, senza più concedere troppo spazio alle ospiti (20-12). Infine Forlì capitola senza avere più energie.
    Nel finale, la gara è già decisa, Jesi amministra gioco e verdetto che, puntuale, arriva a consegnare i tre punti alle marchigiane.

    L'addetto stampa Eddi Giusti

    Ore 16.00 (diretta Sky Sport 2)
    Yamamay Busto Arsizio – Foppapedretti Bergamo 0-3 (21-25, 18-25, 12-25)

    Online il tabellino 

    Ore 18.00
    Minetti Infoplus Imola – Lines Ecocapitanata Altamura 3 – 1 (25-19, 28-26, 20-25, 25-17)

    Tena Santeramo – Famila Chieri 3- 1 ( 25-19, 25-21, 23-25, 27-25)

    Monte Schiavo Banca Marche Jesi – Infotel Banca di Forlì  3 – 0 ( 25-6, 25-19, 25-16)

    Online i tabellini e commento ( in aggiornamento)

  • Serie A1 – Findomestic Cup 2007/2008 – Anticipi XI giornata,ritorno

    ASYSTEL NOVARA:  Anzanello 12, Skowronska, Barcellini 21, Berg ne, Ballarini (L), Paggi ne, Valeskinha, Nnamani 14, Popovic 21, Bechis 2, Osmokrovic ne,  Mello 13. All. Brdjovic.
    SCAVOLINI PESARO: Lunghi, Garzaro 6, Wijnhoven (L), Mari ne, Brussa 5, Castiglione 2, Ferretti 7, Fürst 19, Costagrande 24, Sheilla 23, Guiggi 3, Lazcano ne. All. Vercesi.
     
    Pesaro espugna anche il Pala Dal Lago dimostrando di essere squadra temibile anche in trasferta, dove ha vinto contro tutte le dirette concorrenti ( Perugia, Jesi, Bergamo). Entrambe le squadre schierano sestetti inediti lasciando spazio alle secondo linee, soprattutto l' Asystel che lascia riposare le titolari in virtù della Champions' League alle porte. Nonostante ciò Novara scappa avanti per ben ue volte, ma non riesce a chiudere scontrandosi contro una correlazione muro-difesa marchigiana che ha girato benissimo. Nel V set si gioca punto a punto, ma la maggiore lucidità ed esperienza di Pesaro regalano l' enesima vittoria alla squadra ospite.
    Una gara giocata senza troppe velleità viste le posizioni in classifica già delineate, ma non per questo priva di emozioni, scambi spettacolati e buona pallavolo. Indicazioni importanti sono arrivate a oach Brdjovic: ottime risposte dalle cosiddette riserve, che mostrano di poter essere chiamate in causa in ogni momento e rispondere bene, con coraggio. Si fa sentire il poco ritmo di gioco nei momenti di difficoltà, soprattutto in rigiocata, dove le attaccanti non sono sovente riuscite a chiudere le bellissime palle raccolte da una difesa rettiva, in cui Ballarini fa da padrona dimostrando ancora una volta il suo valore e iluminando il suo talento. Ma, nel complesso Bechis, Nnamami, Mello, Popovic e Ballarini hanno offerto una prestazione positiva, tenendo testa ad una Scavolini che non si è tirata indietro e anche nei momenti di calo ha saputo reagire da grande squadra.
    Una grande squadra, l' Asystel, una grande squadra Pesaro, che vincendo al V set fuga tutti i dubbi lasciati nella finale di Coppa Italia. Ferretti gestisce bene la squadra, ancora una volta la regista reggiana fa vedere il suo talento smarcando bene le compagne, diventendosi con Costagrande e Sheilla in particolare. Pecca di imprecisione, ma le scelte tattiche sono ben delineate, tanto che il muro novarese è spesso in ritardo o scomposto. Sheilla si destreggia benissimo a muro, ben 9 stampate, Costagrande è il solto punto di riferimento sui palloni pesanti e Furst si fa sentire in attacco. Non rispondono come si deve le seconde linee, in particolare una Brussa che spesso manca di coraggio e di un pà di furbizia.
     
    La regular season è terminata per Pesaro e Novara, prima l' una, quarta le seconda. Un vero peccato che la Scavolini non acceda, al momento, direttamente alla Coppa Campioni, perchè lo avrebbe ampiamente meritato a fronte di quanto offerto sul campo. Novara ha avuto alti e bassi, ora arriva un altro momento della verità: dimostrare in Coppa, al di là di infortuni/problemi fisici, che la forza del cuore e il coraggio, possono portare comunque in alto. 

    Ore 20.30

    Asystel Novara – Scavolini Pesaro 2 – 3 ( 25-23, 23-25, 25-23, 21-25, 11-15)

    Online il tabellino e commento

  • Serie A1 – Findomestic Cup 2007/2008 – Anticipi XI giornata,ritorno

    SASSUOLO: Turlea 35, Nucu 17, Plchotova 10, Pincerato 6, Kozuch 5, Vitez 1, Cozzi (L), Bosetti 5, Devetag, Havelkova. .E. – Lancellotti.Allenatori Tommy Ferrari e Marco Paglialunga.
    PERUGIA: Gioli 22, Del Core 22, Francia 18, Marinova 5, Pachale 3, Crisanti 1, Arcangeli (L), Decordi 7, Artmenko 3, Grbac 1, Sacco. .E. – Pavlović. llenatori Emanuele Sbano e Mauro Chiappafreddo.

    UNICOM (b.s. 6, v. 4, muri 16, errori 28).
    DESPAR (b.s. 6, v. 3, muri 13, errori 23).

    Sassuolo si riscatta in parte della prestazione poco convincente, messa in mostra in coppa italia, mettendo alle strette Perugia che affidandosi al tandem azzurro Del Core Gioli si aggiudica la partita al tie break. 

    Formazioni classiche per entrambe le squadre: Ferrari si affida a Turlea e Pincerato, Vitez e Kozuch, Nucu e Plchotova e Cozzi libero; Sbano risponde con Francia e Marinova in diagonale principale, Pachale e Del Core in banda e Gioli e Crisanti al centro, Arcangeli è il libero.

    Il primo set viene giocato punto su punto con qualche breve strappo di Perugia che però non riesce a mettere da parte un vantaggio più cospicuo, questo dovuto anche agli errori compiuti dalla compagine umbra, ma specialmente dall’atteggiamento di Sassuolo che non molla una palla e sul finale di set si porta pericolosamente sul 23-23 ma Francia firma la diagonale che vale il 25-23 e il primo set per la compagine umbra. 

    Secondo set che inizia con uno scambio di punti al centro in cui Gioli e Nucu si entusiasmano, il set prosegue sul filo dell’equilibrio, a metà parziale Sbano manda in campo Artmenko al posto di Pacale, ma Perugia spreca i pochi punti che aveva messo da parte ed è Turlea a firmare il vantaggio per le unike (23-22), Del Core non ci sta e prima ristabilisce la parità (23-23) e poi il sorpasso che vale il set ball 24-23, risponde con una doppietta Turlea in pipe dopo aver anche difeso l’attacco di Francia 25-24, a chiudere ci pensa un muro di Bosetti su Francia. 

    Terzo set che comincia sempre con Artmenko e Bosetti in campo. Perugia prova subito a scappare ma Nucu da spettacolo sotto rete tenendo in gioco la sua squadra  4-6, Sbano effettua un altro cambio mandando in campo Decordi al posto di Crisanti, mossa che si rivelerà assai azzeccata, ed è proprio Decordi a firmare prima una veloce e poi un ace che valgono l’11-7 a favore delle umbre. Perugia è piu concreta e grazie a una Decordi davvero in palla crea lo strappo decisivo ed è proprio lei in fast a siglare il 25-17. 

    Quarto set in cui le unike riescono a portarsi in vantaggio dal primo tempo tecnico 8-7 firmato da Pltchotova, una splendida diagonale strettissima di Turlea dà il via alla fuga di Sassuolo, entra anche Grbac per Marinova ma l’inerzia del set non cambia e, nonostante una grande Gioli, Sassuolo si riporta in parità grazie a Del Core che, prima delizia il pubblico con una spettacolare diagonale strettissima giocata solo di polso,e poi sbaglia la battuta consegnando il set nelle mani delle ragazze di Ferrari per 25-21. 

    Per il tie break Sbano rimanda in campo Pachale,mentre Ferrari continua l’alternanza tra tutte le bande a sua disposizione; Perugia parte subito forte e il primo tempo della Gioli vale il 5-2 a favore delle umbre, la coppia rumena di Sassuolo prova a riportare sotto la sua squadra ma è ancora Gioli in primo tempo a mandare le squadre al cambio di campo, il muro di Pincerato su Del Core che vale 8-7 sembra ridare speranza alle unike, ma Perugia decide che è ora di spingere sull’acceleratore e un muro di Gioli su Turlea regala il primo match ball alle umbre, una pregevole palla di Pincerato di prima intenzione riporta le uniche a -3 ma il match viene chiuso da un invasione molto discutibile assegnata a Nucu.

    Buona partita da parte delle unike che sembrano volersi riscattare dalla prova opaca in coppa italia e che mantengono cosi  le buone prestazioni messe in mostra durante le stagioni contro le squadre piu blasonate. Perugia dal canto suo sembrava andare a corrente alterna, mostrando spesso cali di concentrazione.

    Ferrari ha messo in atto una girandola continua di cambi tra Vitez, Bosetti e Kozuch che pero non ha permesso a nessuna delle tre di entrare in partita efficacemente.

    Buona prova, condita anche di quattro muri, per Pincerato che, sfruttando la buona ricezione ha giocato molto con Nucu,rivelatasi di grandissima importanza per la manovra offensiva di Sassuolo, ma trovando pero solo in Turlea un unico affidamento per la palla alta. Turlea si è dimostrata un'altra volta la solita trascinatrice mettendo a terra ben 35 palloni, davvero una prestazione monstre la sua. Fantastica.

    Perugia è apparsa un poco sotto tono, ed è riuscita a portare a casa i due punti affidandosi completamente alla coppia azzurra Gioli Del Core e nel finale del match trovando buona continuità anche da Francia. Gioli ha spadroneggiato sotto rete, fermando per ben 6 volte le attaccanti avversarie e mettendo a segno ben 16 punti; Del Core si è fatta trovare pronta in ogni fondamentale mostrando anche la sua classe con tocchi davvero pregevoli. Sicuramente positivo l’ingresso in campo di Decordi che, appena entrata, lascia la sua firma sul terzo set siglando ben 3 punti e 2 muri.

    A cura di Elena B. 

    Ore 20.30

    Unicom Starker Kerakoll Sassuolo – Despar Perugia 2-3 (23-25 26-24 17-25 25-21 11-15)

    Online il tabellino e il commento

  • Serie A1 – Findomestic Cup 2007/2008 – X giornata, ritorno

    SCAVOLINI PESARO: Lunghi, Garzaro, Wijnhoven (L), Mari 13, Ferretti 3, Furst 11, Costagrande 23, Sheilla 19, Guiggi 17. Non entrati Brussa, Castiglione, Lazcano. All. Vercesi Angelo Anibal.

    MONTE SCHIAVO BANCA MARCHE JESI: Togut 24, Gattaz 4, Negrini 11, Rinieri 21, Bown 20, Marcelle 8, Calloni 7, Chmil 1, Puerari (L). Non entrati Bedin, Padua, Marc. All. Abbondanza Marcello.

    Altra prova di forza della Scavolini che merita il suo primato in classifica, al termine di una gara, o meglio di un derby molto sentito. La squadra di Vercesi parta male, nel senso che si trova sotto 0-2, perchè comunque lotta alla pari, il gioco c'è, ma subisce la maggior organizzazione di gioco della Monte Schiavo, che gioca due set alla grande. Le colibrì non ci stanno e con grande tecnica, trascinate da una buona ricezione e una Ferretti sugli scudi, con un gioco di squadra compatto e soprattutto gran carattere, recuperano e vincono, stroncando ogni reazione delle prilline, che pregustavano la vittoria.

    Quello che è mancato alla Scavolini nei primi due set è stata la concentrazione, entrata in campo un pò con la testa tra le nuvole, ha commesso errori di distrazione e nervosismo che hanno creato non pochi problemi, soprattutto nella fase di muro-difesa, dove di solito le colibrì fanno la differenza. Poi è cambiato l' approccio alla gara, la grinta ha fatto da padrona, è tornata la concentrazione e con esse maggiore pazienza nel gioco, tornato ad essere incisivo e soprattutto si sono limitati gli errori. Errori che sono stati un vero deterrente invece per Jesi. La Monte Schiavo fa vedere bellissime cose nei primi due set, complice ovviamente la poca velleità delle avversarie, ma in questo la squadra di Abbondanza è stata brava, cinica, riuscendo a imporre così il proprio gioco, non dando spago ai pochi guizzi delle avversarie, mostrando un atteggiamento aggressivo e soprattutto un attacco che ha fatto la differenza, anche se i set sono stati tirati. Poi cresce Pesaro e si spegne Jesi, che nei momenti difficili latita, non riuscendo a mantenere alto il livello tecnico nelle fasi finali si set. Sbaglia molto la squadra di Pieralisi e soprattutto non riesce a mantenere una fase di muro-difesa attenta, insieme come detto,  ai numerosi errori. I numero parlano da soli: dal III set in poi, Jesi fa 4 muri e commentto 17 errori. Pesaro trova 11 muri e commentto solo 5 errori. In questo si riassume la vittoria della Scavolini. 

    Per le colibrì grande prova di squadra, di una grande squadra dove ogni giocatrice riesce a dare un contributo importante. L' unico neo Mari, non incisiva e discontinua  in prima linea, che ha però alzato la voce in ricezione. Costagrande e Guiggi sono due super potenze, Furst si sta sempre più adattando al campionato italiano, Wijhoven buona presenza in seconda linea, Sheilla altro braccio pensate avanti. Il tutto condito grazie a una magistrale prova di Ferretti, in notevole crescita, smarca bene, gioca spinto, si diverte al centro quando ha la palla in mano e prende sicurezza sempre di più nella gestione delle compagne. A tutto ciò si aggiunge la mano della Staff tecnico Vercesi-Marchesi,con il ct brasiliano che sa usare le parole e l' atteggiamento giusto per dare alal squadra la mentalità vincente.

    Per quanto riguarda Jesi, possiamo dire che la squadra sta migliorando nella organizzazione del gioco e per quanto riguarda l' ordine in campo, ma manca ancora qualcosa  quando l' avversario mette pressione. A livello individuale, tutte positive le atlete ad eccezione di Gattaz. La stanchezza si è fatta sentire, infatti Rinieri grande trascinatrice, ha avuto poi momenti di calo proprio quando la squadra ne aveva forse più bisogno. Elisa Togut sta giocando a buoni livelli e quando la squadra la chiama risponde sempre presente, così come Bown, davvero in buono spolvero ben servita da una Marcello ombra dell'alzatrice di qualch mese fa. Negrini non riesce a fare il suo quanto conta, partita da dimenticare per lei così come Puerari non riesce a dare quella sicurezza che servirebbe soprattutto in difesa. Bene Calloni, anche se dopo buoni spunti le avversarie le hanno preso le misure. I meccanismi jesini sono ancora da oliare, ma si può guardare alla Coppa Italia con fiducia nei propri mezzi anche se Perugia non concederà sconti.  Il gruppo è più compatto, più unito, la voglia di vincere non manca, bisogna limitare l' errore e forse osare anche di più nel cambio di poto 4.

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    LINES ECOCAPITANATA ALTAMURA: Sykora (L), Biamonte 12, Pinese 8, Romanò 11, Denise 12, Fofinha 19, Orsi Toth, Paraja Ramos 8. Non entrati Bland, Giogoli, Monitillo, Cacciapaglia. All. D'onghia Gianni.

    TENA SANTERAMO: Boteva, Fernandinha 3, Soninha 17, Zhurovska 7, Dushkyevich 13, Sirressi (L), Porzio (L), De Luca 10, Marulli 19. Non entrati Rizzo, Cimoli. All. Nesic Dragan. 

    Altamura esce vittoriosa dal tanto sentito derby della Murgia battendo in 4 set un Santeramo sprecone che ha dato l’impressione di essere comunque superiore alle avversarie. Ma si sa, il derby è gara a sé e come spesso accade anche al Pala Baldassarra è prevalso il cuore sulla tecnica. Brava la Lines a crederci fino in fondo, ad aggrapparsi a difese disperate, a riemergere nel quarto set quando ormai la stanchezza stava prendendo il sopravvento. La Tena ci ha messo molto del suo sbagliando tanto e nei momenti cruciali del match, complicandosi la vita sui palloni più semplici. Romanò e compagne si giocavano le ultime chances di play off contro le cugine e per questo hanno cercato e trovato i tre punti, la squadra di Nesic forse più appagata per essere già sicura di prolungare la propria stagione oltre la regular season, non ha mostrato la giusta cattiveria agonistica. 

    Il match inizia subito con un errore per parte al servizio. Le attaccanti della Lines sono più pimpanti con Denise, Biamonte e Fofinha subito in evidenza, mentre dall’altra parte della rete la sola Zhurovska risponde presente alle alzate di Fernandinha (6-3). Il vantaggio di tre lunghezze è mantenuto alla prima sospensione tecnica; Dushkyevich e De Luca trovano subito i colpi della parità (8-8) ma al secondo time out obbligatorio è di nuovo +3 per Altamura, nonostante una buona copertura a muro e in attacco di Marulli. Il tira e molla continua e proprio quando la Lines sembra poter scappare con Fofinha (18-14), la fast di Dushkyevich e il diagonale di Soninha costringono D’Onghia a interrompere la rincorsa santermana. Fofinha e Denise picchiano forte, Soninha e De Luca stentano e Altamura vola 22-18. Il servizio out di Paraja manda in battuta Fernandinha che piazza subito un ace. La jump float della brasiliana crea scompiglio nella retroguardia altamurana: Pinese gioca palla alta su Denise e Biamonte che però sparano out i loro attacchi. La parità arriva con un muro di Marulli sulla pipe di Fofinha (23-23). Il mani fuori di Denise vale la prima palla set di Altamura, Soninha e ancora Marulli a muro ribaltano la situazione ma poi la centrale barese è ripagata con la stessa moneta e Biamonte chiude 27-25. 

    Sulle ali dell’entusiasmo, Altamura sprinta all’inizio del secondo set (4-1). Sale in cattedra Soninha che prima in attacco poi al servizio mette in difficoltà la seconda linea della Lines. Sirressi si guadagna mezzo punto con una bella difesa su Denise e De Luca completa l’altro mezzo punto che vale il 4-3. La parità è un errore di Denise. Fasi di gioco concitate con lunghi scambi meglio capitalizzati da Biamonte e compagne, che però alla prima sospensione tecnica sono dietro di una lunghezza. In campo si vede tanto agonismo con Santeramo più in palla in attacco ma pasticcione in difesa dove invece Altamura si esalta ad ogni recupero (16-14). Nesic toglie la brava Sirressi e getta nella mischia Porzio: il nuovo libero fatica ad entrare in partita e sui suoi errori le padrone di casa costruiscono il nuovo vantaggio (20-17). Ancora un errore al servizio di Paraja lancia la rimonta di Santeramo che con un break di 0-4 passa in vantaggio. Squadre a braccetto come nel finale del set precedente. Il fallo in palleggio di Fernandinha fa segnare la parità; il successivo errore di Porzio sul servizio di Biamonte vale il 22-21 e il ritorno in campo di Sirressi. Marulli risponde a Romanò che conquista la palla set per le compagne. La Tena non chiude l’attacco successivo, la Lines si (25-23). 

    Il terzo parziale mostra in avvio un Santeramo più deciso e cinico (1-4) tenuto a freno da due muri consecutivi di capitan Romanò su Zhurovska e Marulli. Le ospiti riescono a tenere dietro le avversarie senza riuscire a scrollarsele di dosso (10-12). Altamura trova la parità grazie a due errori di Soninha e Fernandinha. Il time out di mister Nesic scuote la Tena che con tre punti di Marulli (un attacco e due muri) piazza il break decisivo prima che Zhurovska ferma l’attacco di Biamonte per la seconda sospensione tecnica (12-16). Santeramo non sbaglia; Altamura stenta in attacco e fatica a rientrare in partita. Ci provano Paraja e Fofinha con un ace (20-23) ma è troppo tardi: il muro di Marulli su Denise (il quarto del set per la centrale) riapre il match (20-25). 

    Le difficoltà della Lines continuano nel quarto set quando Denise e compagne si tengono a galla sfruttando ogni minimo errore delle avversarie. Santeramo è a +4 alla prima sospensione tecnica ma non riesce a piazzare l’allungo decisivo al rientro in campo. Piuttosto Altamura a piccoli passi trova la parità con un muro di Pinese su De Luca (12-12). L’attacco di Biamonte che fa segnare il 16-15 sembra l’ultima cartuccia a disposizione delle ragazze di mister D’Onhgia. La Tena si invola 17-21 spianandosi la strada verso la conquista del set. Il finale ha dell’incredibile se non dell’inspiegabile. Cinque errori consecutivi della coppia Zhurovska-De Luca invertono le sorti in campo: l’asticella è presa di mira e Altamura si ritrova avanti 24-22. Marulli dimostra che non ci sta a perdere ma Fofinha chiude definitivamente i conti con il suo diagonale (25-23). 

    Altamura ritorna alla vittoria nel derby con le cugine rosso-blu anche se i tre punti a nulla valgono per i play off. Resta la soddisfazione di aver vinto una partita che ha un fascino diverso da una normale partita di pallavolo. Romanò e compagne hanno costruito la loro vittoria in difesa, tirando su tanti palloni, ma anche sugli errori delle avversarie. Le difficoltà in attacco sono state ampiamente sopperite dalla grinta e dal cuore. 

    Santeramo ha tanto da recriminare non solo perché non ha giocato al massimo del suo potenziale ma perché ha sbagliato tanto. La Tena, pur giocando ottimamente a muro, e mettendo in mostra una super Sirressi, non ha racimolato nemmeno un punto faticando su cambio-palla, chiudendo con difficoltà le fasi di rigiocata. Discutibili alcune scelte di gioco di Fernandinha e di mister Nesic nella gestione dei time out e di alcuni cambi. Zhurovska e De Luca hanno fatto la parte della comparse non arrivando nemmeno al 30% in attacco. Soninha ha giocato in crescendo anche se il leggero infortunio del terzo set ne ha condizionato il proseguo della gara. Molto bene al centro, dove Marulli è stata l’ultima ad arrendersi.

    Ora c’è l’ultima fatica tra le mura amiche e la vittoria è d’obbligo per mantenere la settima posizione.

    A cura di Josp

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    FOPPAPEDRETTI BERGAMO: Gruen 26, Croce (L), Rosner 2, Gujska, Camarda Alessandra (L), Merlo, Sorokaite 5, Piccinini 7, Arrighetti 13, Lo Bianco 4, Fiorin 15, Poljak 16. Non entrati Tasca Federica. All. Micelli Lorenzo.

    ASYSTEL VOLLEY NOVARA: Anzanello 19, Skowronska 23, Barcellini 8, Berg, Ballarini (L), Paggi 8, Nnamani, Cardullo (L), Popovic 1, Osmokrovic 21, Mello. Non entrati Valeskinha, Bechis. All. Brdjovic Dejan.

    Bergamo mantiene il secondo posto in classifica dopo aver sconfitto l' Asystel Novara al termine di una gara intensa, soprattutto nel finale di IV set e nel tie break, dove si sono visti scambi lunghissimi, difese spettacolari che hanno tenuto con il fiato sospeso tutto il pubblico presente, peraltro numoeroso alla vigilia di Pasqua.

    Bergamo parte bene, Novara lascia intravedere sprazzi di bel gioco, ma, forse, la testa è già in Coppa Italia e soprattutto in Champions' League. Il primo set vola via velocemente, così come il secondo in cui l' Asystel non ci sta. Coppe o non coppe la gara contro Bergamo è sempre una "Gara" con la G maiuscola, sempre sentita da ambo le parti. Dalla terza frazione in avanti finalmente si gioca, si vede un tasso tecnico molto più alto, belle giocat in tutti e due i campi, ma la Foppa con buona ricezione trova una Lo Bianco che innesca bene le compagne, mentre le gaudenziane faticano in particolare nella fase di muro-difesa, dove invece Bergamo fa da padrona. Il quarto set vede un calo orobico, ma importante è la reazione novarese che non vuole cedere, anche se senza un posto 4 di esperienza e con una Paggi tenuta sovente fuori dall'attacco. Novara è più lucida e concentrata, Bergamo perde invece il ritmo gara, commetto errori banali e disattenzioni che fanno volare le avversarie verso il tie break. Invece, complice l' ingresso di Sorokaite e Rosner, ecco che la Foppa si sveglia, recupera nel punteggio e arriva ad avere ben 3 match point, purtroppo gettati al vento per la troppa fretta di chiudere. Novara non si lascia scappare la ghiotta occasione di portare via punti in quel di Bergamo e porta le orobiche al quinto set. Micelli ributta nella mischia Piccinini e Fiorin, la maggior freschezza dell bergamasche fa la differenza, trascinate da Grun e Poljak; a nulla valgono le difese di una Cardullo impressionante, manca qualcosa in attacco mentre la Foppa è più attenta a muro e più precisa in prima linea.

    Le due squadre si sono date veramente battaglia, mostrando una buona pallavolo in vista della Final Eight di Coppa Italia, anche se ci sono evidenti difficoltà da tutte e due le parti. Novara ha sentito sicuramente la mancanza di Valeskinha, Barcellini ha fatto il suo, ma in seconda linea ha commesso diversi errori e imprecisioni. Con palla in mano Berg è una fuoriclasse per come smarca bene le compagne, ma quando inizia a correre quà e là la sua precisione diminuisce notevolmente, insieme alla lucidità nelle scelte tattiche, non sempre azzeccate e qusto influisce soprattutto in fase di rigiocata. Buona l' intesa con Anzanello, in buonissimo spolvero in prima linea, micidiale il suo primo tempo che ha bucato più volte la difesa orobica. Sempre presente Osmokrovic, bersagliata dalle battute avversarie per limitarne l' efficienza offensiva: l' attacante novarese si è ben comportata in seconda linea e in attacco ha fatto vedere quale campionessa è, togliendo le castegne dal fuoco in diversi frangenti alla squadra. Paggi a nostro avviso è poco cercata soprattutto in fast ed è un deterrente per Novara, perchè quando ben servita in posto due ha sempre bucato il parquet. Veniamo a Skowronska, sempre più bella realtà nel ruolo di opposto, quando arma il braccio in due è infermabile, soffre un pò quando viene cercate diverse volte di fila, ma la classe non è acqua e la polacca lo ha ampiamente dimostrato. Per quanto riguarda Cardullo, le parole sono superflue: è e continua ad essere la numero uno nel suo ruolo. Macchinetta in ricezione, in difesa ha un istinto e un intuito che non ha eguali. Novara sarà per tutti un' avversaria difficilissima da affrontare, ha un buon ordine in campo e delle individualità notevoli che garantiscono esperienza e punti di riferimento nei momenti difficili.

    Per quanto riguarda la Foppa, sicuramente una squadra in crescita, fisicamente, di testa e a livello di gruppo. Ci sono ancora problemi in ricezione, ma quando la seconda linea funziona, Lo Bianco fa vedere cosa sono talento e classe in regia. Non è secondo noi al 100%, proprio quando la ricezione latita diventa più scontata la sua regia ( anche se in alcuni momenti non aveva troppe soluzioni offensive), ma è capce di incantare con i suoi gesti tecnici e la sua precisione da certosina quando con la palla può fare quello che vuole. Grun e Poljak sono delle sicurezze, una trascinatrice materiale della squadra, l' altra a livello caratteriale. Arrighetti in crescita in attacco, dove, se servita a dovere, difficilmete sbaglia, ma a muro ancora non fa sentire la sua presenza, spesso in ritardo o scomposta. Fiorin in crescita, fatica nel IV set, ma dimostra più sicurezza nei propri mezzi, tira forte, in seconda linea alterna ancora buone cose a momenti di buio, ma c'è, ed è importante nel gioco orobico. Paola Croce ha evidenziato qualche problema in ricezione, ma ha mostrato delle difese degne della sua collega di reparto; brava Paoletta!!! Sorokaite e Rosner sono state importanti nella IV frazione, bravo Micelli ad azzeccare i cambi e a dare loro fiducia, perchè saranno importanti nel prosieguo della stagione. Piccinini non ha giocato certo la sua migliore partita, ma è stato importante vedere che il gruppo c'è, che anche quando un tassello come Piccinini non è in forma, il gruppo reagisce bene. Nel complesso comunque una buona prova di squadra, soprattutto brava a mettere a terra palla dopo i lunghissimi scambi, sintomo che la squadra sta smaltendo il perido negativo e si sta ritrovando.

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    DESPAR PERUGIA: Pachale 10, Crisanti 5, Marinova, Arcangeli (L), Francia Vasconcelos 11, Del Core 16, Gioli 13. Non entrati Grbac, Decordi, Sacco, Pavlovic, Shaposhnikov Artmenko. All. Sbano Emanuele.

    MINETTI INFOPLUS IMOLA: Curcic 11, Leggeri 13, Dall'igna, Percan 4, Mifkova, Ikic 7, Paccagnella 5, Tirozzi 8, De Gennaro (L). Non entrati Radzuweit, Zanin, Bertone. All. Benelli Manuela.

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    INFOTEL BANCA DI FORLì: Petkova 3, Antonucci 5, Vergun 5, Leonardi, Vecchi (L), Beccaria 10, Di Iulio 2, Angeloni 12, Katic 1, Poggiali. Non entrati Arias Done. All. Vallicelli Elio.

    YAMAMAY BUSTO ARSIZIO: Ortolani 15, Viganò 8, Buckova 3, Esko 22, Molinengo (L), Fokkens 1, Luciani 5, Parenti 6. Non entrati Valeriano, Ravetta, Siscovich. All. Parisi Carlo.

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    FAMILA CHIERI: Busso 13, Secolo 8, Radulovic 1, Giovanna 15, Barun 10, Willoughby 16, Tarozzo (L). Non entrati Carlijn, Grieco Maria Cristina, Cicolari, Gligorovic, Borri. All. Fenoglio Marco.

    UNICOM STARKER KERAKOLL SASSUOLO: Nucu 21, Vitez 4, Cozzi (L), Turlea 23, Devetag 4, Bosetti 7, Pincerato 1, Kozuch 9, Havelkova 6, Plchotova 10. Non entrati Lancellotti. All. Ferrari Tommy.

    Ore 18.00 (Diretta Sky Sport 2)
    A Pesaro: Scavolini Pesaro – Monte Schiavo Banca Marche Jesi 3-2 (24-26 22-25 25-21 25-22 15-11) Pag 1

    Lines Ecocapitanata Altamura – Tena Santeramo 3-1 (27-25 25-23 20-25 25-23) Pag 2

    Foppapedretti Bergamo – Asystel Volley Novara 3-2 (25-15 19-25 25-23 26-28 15-11)

    Despar Perugia – Minetti Infoplus Imola 3-0 (25-20 25-21 25-16) Pag 3

    Infotel Banca di Forlì – Yamamay Busto Arsizio 0-3 (15-25 18-25 17-25) Pag 4

    Famila Chieri – Unicom Starker Kerakoll Sassuolo 2-3 (18-25 16-25 25-21 25-23  10-15) Pag5

    On-line i tabellini e commento

  • Serie A1 – Findomestic Cup 2007/2008 – IX giornata, posticipo

    Minetti Infoplus : Curcic 10, Radzuweit ne,  Leggeri 20, Dall'Igna 1, Percan ne, Mifkova 3, Ikic 15, Paccagnella 10,  Tirozzi 17, De Gennaro (L), Bertone ne. All. Benelli

    Famila Chieri: Busso 5, Secolo 12, Radulovic 2, Giovanna 9, Carlijn ne, Grieco ne, Cicolari 9, Gligorovic, Barun 16, Willoughby 3, Borri (L), Tarozzo ne. All. Fenoglio.
     
    Minetti Infoplus: battute vincenti 0, sbagliate 12, muri 15, errori 26. Famila Chieri: battute vincenti 4, sbagliate 6, muri 7, errori 22.

    Sicuramente Imola (o Vicenza che dir si voglia) non ha giocato per obbiettivi da raggiungere; sicuramente la finale persa di Challenge cup pesa come un macigno nel bilancio finale della Minetti infoplus. Forse è proprio per questo motivo che ormai libere da ogni pressione le ragazze di Manu benelli (partita con Dall’Igna – Curcic, Leggeri – Paccagnella, Ikic – Mifkova, De Gennaro L) hanno decisamente “asfaltato” le ragazze di coach Fenoglio della Famila Chieri (partito con Radulovic – Barun, Busso – Giovanna, Secolo – Willoughby, Borri L) in campo con le ultime e residue speranze di play off.

    Il primo set letteralmente dominato da “Vi-mola”  vede Leggeri protagonista a muro in avvio (tre di seguito nei primi 4 punti) con Chieri costretta ad inseguire (8-2). Ma Ikic e Paccagnella martellando con continuità grazie alle spettacolari difese della sua squadra, fanno finire il set molto velocemente. (25 – 16).

    Al cambio di campo Fenoglio toglie dal suo sestetto iniziale Kim Willougby dopo il primo attacco tirato in rete. La Statunitense si arrabbia e lo manda a quel paese visto che l’ ingresso di Cicolari non sembra far cambiare la musica. Chieri comunque riesce a mantenere un ritmo di gioco più costante con Barun e Giovanna che passano con discreta continuità. Sul 17 pari entra Tirozzi per una acciaccata Mifkova e cambia il volto alla partita. Un errore arbitrale e uno di Ikic lanciano chieri sul 20 -23 ma è proprio la giovane schiacciatrice proveniente dalla b1 che con tanta grinta riapre il match grazie al turno di servizio di Leggeri (miglior battuta anche in Turchia) e la rimonta diventa realtà. (26 – 24).

    Il terzo set vede prevalere Chieri sul finale con Vicenza che tentenna nonostante gli incredibili attacchi di Tirozzi. Si risveglia Cicolari mentre Secolo questa sera sembra proprio inesistente.  (22 – 25).

    Nel quarto è un Vi-mola show con Leggeri che continua ad essere implacabile a muro e le due giovanissime schiacciatrici Vi-molesi che si alternano del dare spettacolo. Fenoglio a metà set tenta la carta Gliglorovic per una sfortunata Radulovic (la Serba è pulita e precisa ma le sue compagne decisamente spente), ma la bionda Croata non cambia la musica. Sul finale rientra anche Willoughby ma Ikic manda Chieri in spogliatoio con un bel “No play off, No Party”, tutto dedicato alla deludente compagine piemontese.

    È già tempo di bilanci per le due formazioni che dal campionato non possono ormai più pretendere nulla. Vicenza, Imola, Vicenza, pochi soldi da poter gestire con un bilancio sempre tirato…

    La domanda sorge spontanea: che rosa potrebbe allestire un genio come Coviello con un budget degno di una serie A1? Sicuramente questa’anno è mancata una mano pesante al posto di una bocciata Curcic. Leggeri anche sta sera trascina le sue, questa è una campionessa di razza pura, come lei non ne nascono più e in chiave nazionale dopo l’ infortunio di Barazza, Barbolini dovrebbe veramente pensare a lei. Due talenti come Ikic e Tirozzi che devono crescere e una Dall’Igna che deve trovare più costanza perché i numeri li ha, ma la precisione quest’ anno è spesso mancata.

    De Gennaro talento pronta per una grande squadra.

    Chieri con un Fenoglio pronto a partire verso altri lidi; troppi problemi sono sorti in questa squadra che può solo sperare in un miracolo in coppa Italia contro Bergamo. Radulovic è sicuramente più precisa, pulita, talentuosa di Gligorovic. Ma quest’ anno con lei in regia si perdeva, con Biljana invece meno. Sfortunata perché dotata di due mani strepitose. È stata quetsta alternanza forse uno dei motivi di dis – continuità maggiori di squadra. Sicuramente tanti piccoli problemi durante tutto l’ anno ne creano uno grande. Secolo non così determinante, Barun talentuosa, ma non da fare la differenza, Borri la pedina da non cedere se si vuole ripartire il prossimo anno nella ricostruzione di un gruppo quest’ anno mai decollato. 

    Mirco H. per Vivovolley.it [pagebreak]

    Interviste Eleonora F.

    Maurizia Borri (libero Famila Chieri) 

    Cos’è mancato questa sera, in questo appuntamento che per voi era fondamentale?

    È mancato quello che è mancato tutto l’anno, questa era una partita da vincere con tre punti per sperare di poter entrare ai play off, invece giochiamo a tratti a momenti bene e a momenti male, forse manca convinzione perché secondo me i mezzi ci potevano anche essere però giocando così male ovviamente perdi.

    Ha influito il fattore spogliatoio o è più un problema nelle individualità poco costanti?

    Non lo so, non è stato un bell’anno; tante piccole cose e tanti piccoli problemi che poi uniti uno con l’altro hanno portato a non riuscire mai a giocare veramente bene, il gruppo era quello che era, non era perfetto ma non è che ci siano stati degli enormi problemi, però non si è mai riusciti a giocare secondo me per le potenzialità che potevamo esprimere, poi magari mi sbaglio io e noi semplicemente non siamo così forti. 

    Valentina Tirozzi (schiacciatrice Minetti Infoplus

    Un commento sulla tua prestazione e sulla partita..

    Credo si sia visto lo spirito di tutta la squadra, infatti siamo entrate dal primo momento cariche e comunque vogliose di vincere questa partita dopo la delusione della coppa ma questa sera ci tenevamo particolarmente questa sera perché siamo tornate qui a Vicenza, la prima partita in casa, abbiamo sentito l’affetto del pubblico e le abbiamo ricambiate a dovere.

    Per quanto riguarda me non posso che essere felicissima perché riesco sempre a entrare in campo tranquilla e questo fa si che riesca a essere lucida e a gestire partite che comunque non sono semplici per nessuno. 

    I tuoi obbiettivi per il futuro dopo questa tua esplosione nel massimo campionato?

    Intanto finire la stagione al meglio perché siamo salve ma l’orgoglio resta per cercare di finire nel migliore dei modi. Per l’anno prossimo non ci ho ancora pensato, ma sicuramente voglio trovare un posto per giocare e fare un campionato completo dove poter crescere in tutti i sensi, chissà che non sia magari questo, il posto.

     

    Minetti Infoplus Imola – Famila Chieri 3-1 (25-16 26-24 22-25 25-17)
     
    On line il tabellino, commento e interviste a Valentina Tirozzi e Maurizia Borri.

    Per il commento: Mirco H. Per le Interviste: Eleonora F. 

    Foto: www.joyvolleyvicenza.it 
     
     
  • Serie A1 – Findomestic Cup 2007/2008 – IX giornata, ritorno

    FOPPAPEDRETTI BERGAMO: Gruen 16, Croce (L), Gujska, Camarda Alessandra, Sorokaite, Piccinini 12, Arrighetti 9, Lo Bianco 3, Fiorin 14, Poljak 10. Non entrati Tasca Federica, Rosner. All. Micelli Lorenzo.
    DESPAR PERUGIA: Pachale 9, Grbac, Crisanti 6, Marinova, Decordi 5, Arcangeli (L), Sacco, Francia Vasconcelos 13, Shaposhnikov Artmenko 1, Gioli 12. Non entrati Pavlovic, Del Core. All. Sbano Emanuele.

    Bergamo chiude in tre set la pratica Perugia, probabilmente risultato difficile da pronosticare alla vigilia, visto che ambo le squadre in campionato nel girone di ritorno hanno avuto alti e bassi. Importante sicuramente avere una posizione di classifica alta in questa stagione atipica per via delle Olimpiadi. Perugia scende in campo senza Del Core, ancora indisponibile, Bergamo schiera il sestetto con Fiorin titolare. Bergamo parte contratta, sotto 0-5, la Despar dimostra di essere subito in palla, probabilmente legato al fatto che sta giocando più spesso visti impegni europei. Le orobiche non ricevono benissimo e non riescono così a far spostare come si deve il muro avversario, ma riescono a recuperare con due buoni guizzi di Grun e Arrighetti e qualche errore perugino. Si inizia finalmente a giocare ad armi pari, anche se è la Foppa che insegue la Despar, più attenta in fase di muro-difesa. Piccinini suona la carica ( bellissimo tra l'altro un suo recupero sul pallonetto per poi allargarsi per attaccare), si torna in parità, si inizia a vedere un bel gioco, la battuta è più incisiva per cercare di creare difficoltà in ricezione, il cambio palla funziona meglio questo in tutti e due i campi. Nessuna delle due squadre molla, sale l' intensità agonistica: Perugia attacca bene, ma Bergamo ha qualcosa in più a muro e con più lucidità riesce a chiudere il primo set. Con un antipasto così, il prosieguo di gara si preannunciava caldissimo,  ma la Despar spegne la luce, cala in intensità tanto che un 22% in fase offensiva dice tutto. Bergamo non si fa pregare, approfitta del momento di della avversarie con una buona fase di muro-difesa e un attacco incisivo si porta sul 2-0. La terza frazione sembra regalare qualche spunto interessante in avvio, con le due squadre che si inseguono, ma dopo il primo time out tecnico, Bergamo prende in mano il gioco senza che Perugia faccia nulla per cambiare il volto alla gara.

    Per quanto riguarda Perugia, la mancanza di Del Core si è sentita in campo, con Decordi o Artmenko gli equilibri della squadra vengono meno. E' anche vero che Marinova oggi non ha brillato per lucidità e visione di gioco, lasciando troppo in disparte Crisanti e Pachale che si sono ben comportate. Inspiegabile il fatto che la tedesca, vista la giornata no di Francia, abbia attaccato solo 17 palloni in 3 set. Gioli ci ha messo come al solito la sua esperienza, ma sono proprio mancate le bocche di fuoco in banda ( fatta eccezion per Pachale). E' mancato un gioco corale, si è vista molta disorganizzazione in campo, difesa disattenta, troppi pallonetti caduti. E' vero anche che è proprio Perugia che insegna che queste partite contano, ma fino ad un certo punto, perchè agli appuntamenti importanti la Sirio si presenterà con altro volto e approccio.

    Bergamo conquista tre punti che fanno morale, vincere contro una squadra titolata e forte come la Despar fa sempre bene. Il gioco di Bergamo mostra ancora qualche sbavatura, soprattutto nelle scelte tattiche, ma cosa molto apprezzata in campo orobico è stata la determinazione, il cinismo, un approccio mentale che ultimamente era mancato e che ha permesso alla Foppa di vincere la prima frazione, cosa che forse, qualche settimana fa, non sarebbe stata così scontata. Buona la fase di muro-difesa e la distribuzione dei palloni sulle bande da parte di Lo Bianco, che ha permesso loro di rimanere in partita ed essere utili in qualsiasi momento. Importante l'apporto delle centrali, Arrighetti in attacco e Poljak come sempre a muro (anche se non sempre felici le scelte di primo tempo di Marinova con Maja davanti) e nel complesso positiva la prova di Paoletta Croce. Sottolineiamo in particolare la prova di Valentina Fiorin,  fondamentale in prima linea. Se lei continua su questa strada, Bergamo potrà contare su maggiori soluzioni offensive e diventare veramente pericolosa.

    Il secondo posto di Bergamo è comunque in bilico, dovrò vincere contro Novara e Busto, due gare non facili, mentre Perugia dovrà scontrarsi con Imola e Sassuolo, sicuramente più abbordabili. Vedremo chi la spunterà. [pagebreak]

    MONTE SCHIAVO BANCA MARCHE JESI: Togut 9, Gattaz 1, Negrini 9, Rinieri 17, Bown 16, Marcelle 1, Padua, Calloni 3, Marc 1, Chmil, Puerari (L). Non entrati Bedin. All. Abbondanza Marcello.
    LINES ECOCAPITANATA ALTAMURA: Sykora (L), Giogoli 3, Biamonte 12, Pinese, Romanò 10, Denise 9, Fofinha 5, Cacciapaglia, Paraja Ramos 2. Non entrati Monitillo, Orsi Toth. All. D'onghia Gianni.

    La Monteschiavo Banca Marche Jesi riesco a portare a casa tre preziosi punti in questa delicata fase di campionato e riesce ad agganciare la quinta posizione in classifica. Abbondanza inizia con Marcelle in regia, Togut opposta, Caroline e Bown al centro, Negrini e Rinieri in posto quattro. Puerari libero. D'Onghia risponde con iPinese palleggiatrice, Boiamonte opposta, Romanò e Paraja centrali, Fofinha e Denise schiacciartici di banda. Sykora libero.

    Il match inizia con Altamura che riesce a controllare le padrone di casa, trovandosi in vantaggio nel primo time-out tecnico per 8-6. Jesi reagisce e riacquista la lucidità e nel secondo time-out tecnico è in vantaggio di ben 4 punti sulla squadra ospite. Sul 21-18 per le prilline, Altamura riesce ad agganciare il punteggio e si lotta punto a punto fino alla fine. Trascinate da un buon attacco da parte di Rinieri e Bown, Jesi  chiude il primo set 26-24.

    Nel secondo set Altamura è completamente assente e sul 8-4 si lasciano infilare un break dalle avversarie sino al 16-5. D'Onghia chiama il cambio ed entra l’ex Giogoli al posto di Pinese. Le cose però non cambiano e le padrone di casa chiudono con assoluta tranquillità questo set(25-15)da loro dominato.

    Nel terzo ed ultimo set D’ Onghia lascia in campo Giogoli e Abbondanza fa entrare Calloni al posto di Caroline. Altamura entra in campo più convita e crea difficoltà alle jesine portandosi in vantaggio 9-4.  Jesi aggancia le avversarie sul 12-12,ma al secondo time-out tecnico il punteggio è a favore della squadra ospite(12-16).
    La Monteschiavo si ritrova di nuovo a rincorrere,ma riesce ancora arrivando a 19-19  e allungando il punteggio firma gli ultimi due punti con Negrini e Rinieri.

    Si chiude sul 3 a 0 questo match che ha visto lottare le due squadre nel primo e terzo set, mentre il secondo è stato nettamente dominato da Jesi. Tre punti preziosi ai fini della classifica che ora vede la Monteschiavo al quinto posto con alle spalle Busto. Un’ ottima prova di Biamonte per la Lines, ma i meriti vanno anche a Giogoli che riesce in qualche modo a velocizzare e variare il gioco e a mettere spesso in difficoltà la difesa avversaria.
    Tra le padrone di casa sicuramente una partita trascinata dalle solite Rinieri e Bown che nei momenti decisivi, con freddezza e grande esperienza,riescono sempre a trascinare la loro squadra.

    A cura di Angy. [pagebreak]

    ASTEL VOLLEY NOVARA: Anzanello 16, Skowronska 6, Barcellini 4, Berg 2, Ballarini (L), Paggi 8, Cardullo (L), Popovic 6, Bechis, Osmokrovic 14, Mello. Non entrati Nnamani. All. Brdjovic Dejan.
    YAMAMAY BUSTO ARSIZIO: Ortolani 8, Viganò 6, Buckova 8, Valeriano 1, Esko 14, Dirickx 3, Ravetta 2, Molinengo (L), Parenti 7. Non entrati Fokkens, Siscovich, Luciani. All. Parisi Carlo.

    Novara archivia in tre set la pratica Busto Arsizio, al termine di tre set sicuramente tirati, ma nei quali Novara ha dimostrato superiorità in prima linea, derivante da una buona correlazione muro-difesa. L' Asystel continua la sua marcia vittoriosa, soprattutto trova un equilibrio nel gioco, in particolare a livello mentale, caratteristica che non sempre è stata vincente nelle fila novaresi. Busto ha diverse cose da recriminarsi, anche se ha saputo tenere testa alle avversarie e ha fatto vedere di non essere solo una neo-promossa. Non riesce a chiudere nei momenti decisivi, commette banalità che costano caro, ma soprattutto errori nei momenti in cui dovrebbe essere lucida. Basti pensare che nel I parziale, avanti 17-13, si è fatta rimontare, anche se il merito va all' Asystel, ma certo 8 errori punto non sono pochi. In fase offensiva le bustocche sono state molto scontate, Ortolani poco servita, Viganò ben controllata dal muro avversario; solo Esko ha potuto fare qualcosa, ma lasciata troppo sola in prima linea. In diverse occasione la Yamamay è stata impaziente, ha avuto troppa "foga" nel chiudere, mentre Novara con più pazienza e ordine, ma soprattutto una difesa attentissima, ha saputo controllare lo svantaggio, recuperando punti e dando poi la stoccata finale. Ancora prima di perdere sul piano tecnico, Busto ha mollato mentalmente, questo sicuramente dispiace, in quanto ha dimostrato che, quando in palla, la squadra di Parisi non ha nulla da invidiare alle squadre più titolate. La mancanza di esperienza si fa sentire, qualche decisione arbitrale non favorevole ha penalizzato Busto a livelo psicologico. Dal canto suo Novara ha trovato prima di tutto una buona Skowronska nel I parziale, una Anzanello magistrale in attacco, seguita da Paggi, comunque poco cercata per quello che può dare e servire al gruppo,  Osmokrovic in spolvero in banda ha fatto sentire il suo peso, mentre Barcellini e Popovic hanno sicuramente ancora molta strada da fare. Berg ha orchestrato bene le compagne nel complesso, ma su tutte si innalza l' MVP, Paola Cardullo, una macchinetta in ricezione ( insieme ad Osmokrovic), ma soprattutto un gatto in difesa.

    Novara in netta crescita, un pericolo per molte squadre, per Bergamo sabato, per Busto in Coppa, anche se sarà tutta un'altra storia.  Il lavoro, le critiche, servono per crescere e ritrovarsi, come squadra. E' successo all' Asystel, ne deve fare tesoro la Yamamay, perchè la stagione è ancora lunga. Una piccola nota: è sportivamente bello e positivo per la pallavolo, vedere un' Asystel ritrovata e di contro una YamamaY che è una conferma, nonostante il trend di sconfitte e il quinto posto sfumato. E' il bello di qusto sport, non è mai scontato.Tutto può succedere. 

    A cura di E.N. 

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    UNICOM STARKER KERAKOLL SASSUOLO: Nucu 5, Vitez 9, Cozzi (L), Turlea 15, Devetag 3, Bosetti 5, Pincerato 2, Lancellotti, Havelkova 11, Plchotova 10. Non entrati Kozuch, Montanari Giulia. All. Ferrari Tommy.
    INFOTEL BANCA DI FORLì: Petkova 7, Antonucci 4, Vergun 3, Leonardi, Vecchi (L), Beccaria 1, Di Iulio 6, Angeloni 4, Katic 2. Non entrati Arias Done, Poggiali. All. Vallicelli Elio.

    Difficile commentare una partita in cui l’unica squadra in campo è stata Sassuolo.

    Formazione tipo per Ferrari che parte con Pincerato e Turlea in diagonale principale, Vitez e Bosetti in banda, Nucu e Plchotova sono le centrali e Cozzi il libero, ma che nel corso dell’incontro darà spazio anche alle atlete che hanno giocato meno.

    Forli schiera Katic in diagonale con Beccaria, Angeloni e Antonucci in posto 4, Vergun e Petkova sono le centrali, Vecchi il libero.

    Pronti via e Sassuolo parte subito forte e si porta al primo tempo tecnico avanti 8-5 con un primo tempo di Plchotova, il distacco aumenta sempre piu e tre punti consecutivi di Nucu portano il parziale sul19-9. Ferrari inserisce Devetag al posto di Nucu mentre Valicelli cerca di correre ai ripari inserendo Di Iulio su Beccaria, ma il cambio non sortisce l’effetto desiderato e Sassuolo chiude il primo set 25-14 con il primo tempo di Devetag.

    Cambia il campo ma non cambia l’inerzia del match, a turno vanno a segno tutte le attaccanti di casa, Bosetti firma il mani out su Vergun che vale il 18-11 e viene richiamata in panchina per dare spazio ad Havelkova, che rimarrà in campo per tutto l’incontro. Le unike si guadagnano il primo match ball proprio grazie ad una gran diagonale di Havelkova 24-15; a questo punto le ragazze di casa si distraggono permettendo a Forli di recuperare qualche punto 24-19 con un ace di Angeloni ma proprio Angeloni regala il set a Sassuolo mandando in rete la battuta successiva 25-19.

    In questo set sembra esserci veramente in campo un’ unica squadra, e con il turno al servizio di Vitez le unike si portano 6-0 firmato dal muro di Havelkova su Antonucci, altro muro di Havelkova su Antonucci ferma il gioco per il primo tempo tecnico sul punteggio di 8-1. Tre ace consecutivi di Havelkova portano sul13-4 e fanno divertire un pubblico, che fino a quel momento aveva ricevuto pochi stimoli, anche vitez sveglia il torpore dl palapaganelli con 2 ace e una pipe fermando il tabellone sul 21-7, a questo punto Ferrari manda in campo la giovanissima alzatrice Lancellotti che ben si comporta. La partita è chiusa da Havelkova con due punti consecutivi 25-11.

    Veramente poco da dire su questa partita, Sassuolo parte forte e al contrario di quanto fatto all’andata, impone il suo ritmo alla partita impedendo cosi a forli di entrare in partita. Buona prova di tutte le ragazze di Sassuolo che hanno fatto la loro partita. Grande Havelkova che inserita a metà del primo set è poi risultata l’mvp dell’incontro facendo vedere cose egregie in tutti i fondamentali; buona la prova di cozzi che ha compiuto anche alcune difese spettacolari, da segnalare la prova di vitez, che ha dato grande stabilità alla ricezione chiudendo con percentuali molto positive e ha fatto la sua parte anche in attacco. Niente da dire su Turlea che anche in questa occasione è stata importantissima e non è stata praticamente mai fermata dal muro avversario. Ma piu in generale tutta la squadra si è ben comportata.

    Forli non è mai riuscita ad entrare in partita, la ricezione ha fatto acqua da tutte le parti ma anche la prima linea non è andata meglio. Le attaccanti romagnole sono state spesso preda dell’ottima organizzazione muro difesa di Sassuolo e il 25% di squadra in attacco è impietoso.

    A cura di Ele. B

    Ore 16.00 (Diretta Sky Sport 2)
    Foppapedretti Bergamo – Despar Perugia 3-0 (29-27 25-17 25-18)

    Online il commento

    Ore 17.30

    Monte Schiavo Banca Marche Jesi – Lines Ecocapitanata Altamura 3-0 (26-24 25-15 25-21) Pag 2

    Asystel Volley Novara – Yamamay Busto Arsizio 3-0 (25-21 30-28 25-18) Pag 3

    Unicom Starker Kerakoll Sassuolo – Infotel Banca di Forlì 3-0 (25-14 25-19 25-11) Pag 4

    On-line i tabellini e il commento 

  • Findomestic Volley Cup Serie A1 – VIII giornata ritorno

    Lines Ecocapitanata Altamura: Sykora(L), Giogoli 1, Biamonte 7, Pinese, Romanò 4, Pereira 8, Fofinha 11, Paraja 8. Ne: Bland, Orsi Toth, Montillo, Cacciapaglia(L). All. D'Onghia

    Asystel Volley Novara: Skowronska 14, Barcellini, Berg 2, Paggi 11, Valeskinha 7, Nnamani 2, Cardullo(L), Popovic, Bechis, Osmokrovic 15, Mello 6. Ne: Anzanello, Ballarini(L). All. Brdjovic

    Altamura: Bv 0 Bs 7; muri 6; errori 18; invas. 2.
    Novara: Bv 3 Bs 5; muri 9; errori 15.

    Novara espugna Altamura con una prova di forza: l' Asystel gioca davvero bene, non lascia spazio alle padrone di casa e si porta via tre punti preziosi, visto che giocare in terra murgiana non è mai facile. Le ragazze di Brdjiovic entrano in campo convinte, aggressive, vogliono vincere e fare la loro gara. Così è stato, merito del loro approccio alla gara, demerito di una Lines lasciva, poco concentrata,  che non ha saputo giocarsi al meglio i pochi sprazi di libertà che Novara le ha lasciato. Novara vince per superiorità tecnica, ma prma di tutto con il carattere: continua ad essere una Asystel strana, forse un pò pazzerella, ma ha dmostrato di poter giocare con chiunque quando è concentrata e cinica. Altamura fatica in prima linea, il muro novarese è ben appostato con una Paola Paggi protagonista in questo fodamentale e nella partita, a dimostrazione che il suo ruolo deve essere da protagonista e cnon da comprimaria. Tutta la squadra comunque risponde bene, dalle bande, ad una Mello che sta prndendo buona confidenza con il taraflex, ad una Berg ispirata ed una panchina che non fa rimpiangere le titolari. Altamura ha evidenti cali, problemi nei fondamentali, ma è pur vero che giocare contro una squadra ben ordinata e che concede poco non è facile. Certo si ci aspettava altro atteggiamento dalle ragazze di D' Onghia, vista la posizione di classifica che può far " sperare" in un ottavo posto, sempre più difficile da raggiungere, soprattutto se l prestazioni future non miglioreranno. La Lines vista in campo ha poco lottato, ha sempre inseguito dando pochi segni di rivalsa. L' Asystel comunque ha sfruttato i problemi murgiani e ha incanalato la gara sui suoi binari, per arrivare dritta alla vittoria senza tanti sforzi. Per Altamura doveroso sottolineare quanto Fifinha abbia tenuto in piedi la baracca, ma da sola non si vince e la squadra non ha dato segni di vita. Sarà necessario ritrovare il gruppo in casa Lines, per arrivare in fondo a testa alta. Per quanto concenrne Novara, condizione fisica e mentale molto buona, i problemi di poco tempo fa sembrano alle spalle. Meglio non alzare troppo la voce, ma ora l' Asystel c'è….

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    Infotel Banca Forlì: Petkova 6, Antonucci 5, Vergun 7, Leonardi, Vecchi(L), Beccaria 16, Angeloni 6, Katic 5, Poggiali. Ne: Arias Done, Musti De Gennaro. All. Berselli        

    Scavolini Pesaro: Garzaro 7, Wijnhoven(L), Mari 6, Castiglione, Ferretti, Furst 13, Costagrande 19, Sheilla 17. Ne: Lunghi, Brussa, Guiggi, Lazcano. All.Marchesi         

    Forlì: Bv 3 Bs 4; muri 4; err. 17.
    Pesaro: Bv 4 Bs 6; muri 10; err. 14

    Forlì matematicamente retrocessa. Il primo verdetto sul campo è arrivato dopo la sconfitta contro Pesaro. E' terminata da un lato l' agonia delle romagnole, nella loro lenta ma inesorabile discesa verso la A2. Da un lato si poteva fare di più, di doveva fare di più, forse non con i risultati, ma con l' atteggiamento in campo si. Una squadra che ha evidenzato tanti, troppi problemi sin dall' inizio, giocatrici di esperienza in parabola discendente se non per alcuni guizzi, atlete giovani, inesperte e che non hanno ancora la mentalità giusta per capire cosa è lo sport a livello profesionistico. La gara offre poco, se non nel terzo parziale, quando Pesaro cala, perde un pò di smalto e le forlevesi si rifanno sotto trovando fiammelle nascoste sotto la cenere. E' però u fuoco di paglia, perchè Costagrande suona la carica e trascina le compagne alla vittoria.

    Pesaro mostra tutta la sua potenza, entra in campo aggressiva, prende in mano il gioco, non lascia spazi alle avversarie, vuole la vittoria, la vuole il prima possibile e senza concedere sconti. Il servizio è incisivo, la ricezione tiene bene, la regia smista buoi palloni per le attaccanti che vanno a nozze senza opposizione avversaria. Pesaro è una squadra sicuramente superiore a Forlì, ma nel terzo set i valori si avvicinano vuoi perchè l' Infotel un pò di orgoglio lo ha, vuoi perchè le colibrì si sentono paghe e incanalate sulla via della vittoria. ne esce un parziale intenso, soprattutto nei finali, ma la lucidità delle ospiti prevale. 

    Dopo Ravenna, Reggio Emilia ( e la scomparsa di Modena) ecco che anche Forlì lascia la massima serie: quella stessa Forlì di cui han fatto parte a suo tempo  Costagrande, Winhoven, Garzaro, che ora danno lustro alla regina della Findomestic Cup. La speranza è che l' Infotel riesca a rialzarsi, senza fare il passo più lungo della gamba e tornare quanto prima in A1 potendo lottare per rimanerci. Per quanto riguarda Pesaro, poco più di un buon allenamento, utile per dare spazio alle seconde linee, affinare gli automatismi e capire che certi regali meglio non farli, perchè altre squadre più "cattive" potrebbero creare ben più grandi difficoltà. Comunque sia ora ci si tuffa nella Cev Cup: in bocca al lupo alla Scavolini, affinchè porti in Italia un'altra vittoria internazionale. 

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    Famila Chieri: Busso 10, Secolo 15, Radulovic 2, Giovanna 14, Cicolari 12, Willoughby 20, Borri(L). Ne: Lella, Carlijn, Gligorovic, Barun, Tarozzo. All. Fenoglio

    Despar Perugia: Pachale 18, Grbac, Crisanti, Marinova 2, Decordi, Arcangeli(L), Sacco, Pavlovic 5, Francia 22, Artmenko 11, Gioli 18. Ne: Del Core. All. Sbano

    Chieri: Bv 2 Bs 6; muri 13; errori 19; invas. 4.
    Perugia: Bv 3 Bs 5; muri 10; errori 16.

    Perugia sbanca Chieri, al termine di una gara interessante, combattuta, che vede le padrone di casa in formazione atipica con Willoughby opposto e Radulovic in regia. Non per questo la Famila fa meno male, infatti in avvio la seconda linea gira bene, la difesa in particolare è attenta e la prima linea fa male con l' opposta americana in auge. La Despar incassa, ma non sta a guardare: l' intensità di gioco sale in casa perugina, Francia prende per mano la squadra che la segue compatta, tanto che tutti i reparti funzionano, gli ingranaggi si incastrano bene, il gruppo fa la differenza. La consapevolezza della propria forza è un aiuto per Perugia, mente Chieri subisce il gioco aversario nonostante lotti su tanti palloni. 

    Un peccato per la Famila non aver preso neanche un punto, importante per la corsa ai paly off, ma è anche vero che con una formazione rimaneggiata per scelte tecniche, ha dato del filo da torcere alle avversarie. Perugia perà è stata più concreta nei momenti importanti, ha concesso poco nelle frazioni vinte, anche se sprazzi di disordine in campo si sono visti. Marinova ha giostrato bene le compagne, anche se ha lasciato troppo in disparte Crisanti che sicuramente potrebbe dare un apporto maggiore se impiegata a dovere. La mancanza di Del Core si fa sentire, ma sia le titolari che la panchina hanno dimostrato che aiutandosi e credendoci si può raggiungere l' obiettivo. Chieri e il suo staff devono a nostro avviso riflettere sulla situazione in quanto fare esperimenti tecnici contro una squadra come Perugia è stato molto azzardato.

    A cura di Marco G. 

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    Yamamay Busto Arsizio: Ortolani 16, Viganò 9, Buckova 11, Valeriano, Esko 9, Dirickx 6, Ravetta 3, Molinengo(L), Fokkens, Siscovich, Parenti 2. Ne: Luciani. All. Parisi

    Monte Schiavo Banca Marche Jesi: Togut 18, Gattaz 17, Bedin, Negrini 14, Rinieri 16, Bown 13, Marcelle 5, Bartolini, Calloni, Chmil, Puerari(L). Ne: Marc. All. Abbondanza

    Busto Arsizio: Bv 1 Bs 5; muri 11; err. 15.
    Jesi: Bv 4 Bs 11; muri 11; err. 25; invas. 2.

    Jesi esce vittoriosa da un Pala YamamaY sempre gremito dopo quattro set faticosi, ad eccezione del terzo, quando Busto è completamente andata nel pallone, lasciando ampio spazio alle avversarie. La Monte Schiavo ha giocato meglio in difesa, rigiocando più palloni andati a buon fine. La fase offensiva ha fatto la differenza rispetto alla prima linea bustocca, anche se nel complesso le prilline hanno commesso parecchi errori e hanno avuto dei cali di concentrazione. La YamamaY però ha molto da recriminare, non ha giocato la sua gara come avrebbe potuto al di là dei problemi che si sono evidenziati in settimana. Brava a chiudere in proprio favore il secondo set, nel III come detto si è lasciata andare e nell' ultima frazione non ha avuto il guizzo per riaprire i giochi. Jesi dal canto suo è stata brava a sfruttare con buon cinismo le debolezze altrui; dei limiti di Busto ne ha fatto terreno fertile per amplificare la propria manovra di gioco, anche se poteva sicuramente giocare con più continuità ed incisività. La Monte Schiavo è stata più squadra, caratteristica che è mancata alle bustocche, che hanno dimostrato in passato di poter affrontare situazioni di emergenza in maniera sicuramente diversa, più convinte nei propri mezzi, più unite e compatte e soprattutto più forti mentalmente. 

    Jesi trova la vittoria sicuramente perchè Busto ci ha messo del suo in senso negativo, ma la differenza è stata anche nel gioco corale e nella maggior precisione prima di tutto nei fondamentali di seconda linea. La battuta delle prilline ha funzionato bene, con qualche errore di troppo, ma ha creato difficoltà alla ricezione avversaria; a questo aggiungiamo una difesa ben appostata sui colpi avversari e una Marcelle che ha saputo ben orchestrare le compagne, tutte in doppia cifra. Una vittoria che dà morale e carica agonistica per affrontare Perugia in Champions' League, una partita che vale quasi una stagione. Per quanto riguarda la YamamaY, Dirickx ha subito una ricezione alquanto traballante e non ha saputo metterci del suo per regalare alle compagne alzate pulite e precise, ha faticato a smarcare le attaccanti, anche se si è macinata km e km per poter toccare lei il pallone. Nota positiva la troviamo in Buckova, coraggiosa, che mette giù palla, anche non la migliore alzata. Insieme a lei Ortolani fa vedere buone cose, anche quando mandata ad affrontare il muro avversario. Un plauso ad Esko che ha giocato nonontante i problemi alla mano, da vera guerriera. Per il resto c'è poco da salvare, abbiamo visto in passata una Yamamay migliore, ma certo diamo atto alla squadra di non aver mollato e così devono continuare a fare per continuare a mantenere una posizione di classifica assolutamente meritata.

    A cura di  Luca A.

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    Minetti Infoplus Imola: Curcic 8, Leggeri 7, Dall'Igna 1, Zanin, Percan 5, Mifkova 11, Ikic 2, Paccagnella 9, Tirozzi 9, De Gennaro(L). Ne: Radzuweit, Bertone. All. Benelli

    Tena Santeramo: Fernandinha 4, Soninha 17, Zhurovska 12, Dushkyevich 6, Sirressi(L), De Luca 8, Marulli 14. Ne: Boteva, Rizzo, Cimoli, Porzio. All. Nesic.

    Imola: Bv 2 Bs 6; muri 10; errori 14; invas. 1.
    Santeramo: Bv 5 Bs 5; muri 6; errori 10.

    Santeramo torna in terra di Puglia con tre punti, importanti e assai desiderati che la lasciano in corsa per il play off, obiettivo sempre più distante ora per Imola, che mette in scena una prestazione molto deludente e opaca. Tiene testa alle ragazze di nesic per un set, poi spegne la luce, forse con la testa alle Finali di Challenge. Santeramo non ci pensa due volte, non gioca benissimo, ma fa meglo di Imola, soprattutto in fase offensiva e mostra più voglia di vincere. Alla Minetti manca l' orgoglio, la determinazione prima ancora che un gioco più ordinato, mentre Santeramo è carica, fatica a muro, anche se la difesa attenta recupera bei palloni rigiocati bene, in particolare dalle attaccanti. Ferandinha non la conosciamo ora, con una ricezione positiva orchestra la squadra a suo piacere, spinge al centro, serve bene le bande, qualche sbavatura c'è, ma la sua prova è comunque pulita, al contrario di Dall' Igna che in diversi frangenti risulta imprecisa soprattutto sul posto 4. Non c'è molto da raccontare in merito a questa gara, se non che Santeramo, che ha iniziato la gara contratta, ha saputo sciogliersi a approfittare delle concessioni avversarie, mentre la Minetti poteva sicurament fare meglio, dalla battuta poco incisiva che ha permesso a Fernandinha di giocare spesso palla in mano, ai fondamentali di prima e seconda linea che non hanno saputo fare la differenza nei momenti di difficoltà. Santeramo ha giocato molto bene prima di tutto come squadra, il gruppo ha saputo dare qualcosa in più anche nei pochi momenti difficili; il divario tecnico che poi si è visto in campo, ha fatto il resto.

    A cura di M.C. 

    Lines Ecocapitanata Altamura – Asystel Volley Novara 0-3 (21-25 20-25 13-25) Pag 1

    Infotel Banca Forlì – Scavolini Pesaro 0-3 (12-25 20-25 27-29) Pag 2

    Famila Chieri – Despar Perugia 1-3 (25-23 22-25 22-25 20-25) Pag 3

    Yamamay Busto Arsizio – Monte Schiavo Banca Marche Jesi 1-3 (23-25 25-23 11-25 23-25) Pag 4

    Minetti Infoplus Imola – Tena Santeramo 0-3 (22-25 18-25 22-25) Pag 5

    On-line i tabellini e commento 

  • Serie A1 – Anticipo VIII giornata, ritorno

    Unicom Starker Kerakoll Sassuolo: Nucu 13, Vitez 4, Cozzi (L), Turlea 24, Devetag n.e., Bosetti 4, Pincerato 3, Lancellotti n.e., Kozuch 5, Havelkova n.e., Plchotova 11.  All. Ferrari
    Foppapedretti Bergamo: Zambelli n.e., Gruen, Croce (L), Rosner 1, Gujska n.e., Camarda, Sorokaite 11, Piccinini 24, Arrighetti 10, Lo Bianco 2, Fiorin 13, Poljak 21. All. Micelli

    Battute Vincenti: Sassuolo 1, Bergamo 4
    Battute Sbagliate: Sassuolo 4, Bergamo 6
    Muri: Sassuolo 11, Bergamo 14
     

    Serviva la reazione da parte della Foppapedretti e così è stato. Bergamo va a casa di Sassuolo e porta via 3 punti, desiderati ala vigilia, ma probabilmente non sicuri, per quello che ha espresso Bergamo in queste ultime gare e per la continuità di gioco che aveva invece Sassuolo, al di là della sconfitta con Santeramo.
    La chiave della gara è stata la vittoria del I set da parte delle orobiche: sotto di 5 punti, sale in cattedra Piccinini, si gira le maniche e suona la carica; di contro la Kerakoll spreca e da questo punto di vista molto ci ha messo Pincerato nel mandare allo sbaraglio nel finale di set le sue attaccanti, non servendole con a dovere. Il secondo parziale è equilibrato, ma Sassuolo questa volta non molla la presa e da metà set prende in mano la situazione, con la Foppa in calo soprattutto nella fase di muro-difesa, che non è attenta e non permette di rigiocare. Terzo e quarto set di marca orobica, con le padrone di casa che non riescono a giocare ordinate, faticano in attacco, al contrario di Bergamo che mostra una manovra più continua con gli ingranaggi che si incastrano al meglio, dalla fase di muro-difesa, alla regia, ad una prima linea molto incisiva.
     
    Sassuolo ha sicuramente da recriminare per il primo set perso che poteva valere forse un quinto set, ma deve anche essere soddisfatta per aver giocato buon parte della gara alla pari con una rivale più titolata nonostante non sia in grande forma. La Foppa ha giocato meglio in tutti i fondamentali nel complesso, ma soprattutto è scesa in campo con uno spirito diverso, un approccio mentale più aggressivo e meno lascivo. Una grandissima Francesca Piccinini ha fatto vedere a chi in questi mesi ha posto dubbi su di lei che quando deve giocare duro non si tira indietro. Non lo ha mai fatto, ma è anche vero che nel gioco bergamasco solitamente il punto di riferimento è sempre stata Grun; Lo Bianco ha capito che in questa gara Francesca, da vera campionessa, poteva essere l' arma in più, quell' arma che Bergamo ha sempre avuto, ma ch non ha mai usato in toto. Le orobiche sono state più sicure e convinte dei propri mezzi nonostante l' assenza dell' opposta, in questo brava Lo Bianco a utilizzare tutte le giocatrici e mandarle in doppia cifra. Il gruppo oggi ha vinto la gara, al di là della prestazione delle singole perchè Fiorin, Sorokaite e Arrighetti hnno avuto un buonissimo impatto sulla gara, quindi Micelli può essere ancora più consapevole che può contare su di loro con un pò più di fiducia; Arrighetti ha fatto bene anche a muro:, nel momento in cui Lo Bianco l' ha fatta girare in attacco, ecco che la centrale cresce in carica agonistica e dà il suo apporto laddove ce ne è bisogno. Buona la prova di Croce, con qualche sbavatura difensiva e come sempre monumentale Poljak, grintosa, cattiva, trascinatrice caratterialmente. Lo Bianco ha fatto vedere di che pasta è fatta e speriamo che possa da questa gara capire quanto tutte le compagne sono importanti nell' economia del gioco orobico ( più è vario, più è di sostanza).
     
    Per quanto riguarda Sassuolo, è prima di tutto mancato il gruppo, l'arma in più della Unicom: quando il gruppo c'è, funziona, i meccanismi sono automatici, gioca con più facilità e sicurezza. La Foppa nei momenti difficili si è fatta valere, ma è vero che la squadra di Ferrari paga una disorganizzazione in campo e poca varietà di soluzioni, con Turlea lasciata troppo sola in attacco. Vitez, Bosetti e Kozuch non impattano la gara, non servite al meglio dall' alzatrice, ma sicuramente hanno faticato anche loro stesse a cambiare i colpi. Meglio le centrali, presenti a muro e cercate nei momenti giusti della gara. La squadra deve dimenticare la sconfitta e lavorare al meglio in ottica play off, un risultato importantissimo per tutto il movimento intorno alla pallavolo in Emilia Romagna. Giocando da squadra, Sassuolo ha dimostrato di saper giocare una buonissima pallavolo, concreta che deve però venire fuori nei momenti di difficoltà.
     
    Settimana prossima Sassuolo affronterà Forlì in casa, la possibilità di avanzare in classifica è ghiotta. Bergamo riceve la visita di Perugia: si sorride, ma il gioco bergmamasco deve crescere, perchè la Despar non regala. 

     
     

    Pala Paganelli, ore 1830, diretta Sky Sport 2 

    Unicom Starker Kerakoll Sassuolo – Foppapedretti Bergamo 1-3 (26-28 25-18 16-25 20-25)

    Online il tabellino e commento

  • Serie A1 – Findomestic Cup 2007/2008 – VII giornata, ritorno

    Scavolini Pesaro: Lunghi, Garzaro 5, Wijnhoven(L), Mari 9, Brussa 2, Ferretti 1, Furst 5, Costagrande 19, Sheilla 7, Guiggi 11. Ne: Castiglione, Lazcano. All.Marchesi         

    Lines Ecocapitanata Altamura: Sykora(L), Biamonte 13, Pinese 1, Romanò 6, Pereira 3, Fofinha 16, Orsi Toth, Paraja 4. Ne: Bland, Giogoli, Montillo, Cacciapaglia(L). All. D'Onghia

    Pesaro: Bv 6 Bs 6; muri 11; err. 13
    Altamura: Bv 3 Bs 8; muri 6; errori 16; invas. 1.

    Pesaro continua la sua marcia vittoriosa che la porta sempre più in alto in classifica. A farne le spese la Lines Altamura che non riesce a entrare in partita, Pesaro non glielo permette e quando finalmente mostra qualcosa di interessante, è troppo tardi per girare l' incontro, soprattutto perchè la Scavolini nei momenti decisivi non concede sconti. La gara dura poco più di un' ora, in quanto solo nel III set la Lines riesce a far sudare le colibrì, che hanno giocato compatte, ben organizzate in campo, attente a muro, nel complesso presenti in difesa e killer in attacco. La prima linea marchigiana sale sugli scudi, con una ricezione del 93% Ferretti fa quello che vuole e che sovente manda le compagne ad attaccare  smarcate o con muro a uno. Nella secondo frazione Altamura sembra risvegliarsi dal letargo, qualche guizzo interessante c'è, ma è un fuoco di paglia, in quanto la Scavolini inserisce la quinta e non lascia più giocare le avversarie. Il terzo set invece è combattutto, le murgiane non ci stanno a perdere in malo modo e tirano fuori le unghie. Pesaro, con le seconde linee (Brussa e Garzaro) dimostra comunque di essere la solita squadra schiacciasassi: commette qualche errore in più e cala in concentrazione, ma quando deve chiudere i conti non ci pensa due volte. Nonostante un terzo set più sofferto, le marchigiane hanno sempre la partita in mano, tutto il gruppo c'è, concentrato, dalla buonissima prestazione della palleggiatrice a quella delle attaccanti e della seconda linea. La superiorità sulla carta di Pesaro diventa realtà, il divario tecnico è ampio, soprattutto perchè la Lines non riesce a giocare come potrebbe, mancando non tanto l' apporto tecnico, ma prima di tutto quello mentale. Nel momento in cui Pesaro ha aggredito le avversarie, la Lines ha subito senza dare segni di reazione ( terzo set a parte) e questo è stato un primo deterrente. Poi si passa al gioco, latitante e con la squadra poco ordinata in campo.

    Altamura è salva e questo è un primo obiettivo raggiunto, ma il nono posto lascia spazio anche alla speranza di poter raggiungere qualcosa di più, anche se il calendario non è dei migliori. Il gruppo può sicuramente fare meglio, perchè a livello individuale solo Biamonte e Fofinha tengono in piedi la squadra, servite bene nel complesso da Pinese. La ricezione non sempre tiene ( basti pensate che Denise è stata sostituita dal libero), anche se Sykora amministra la seconda linea ( l' americana sta man mano ritrovando la forma migliore e in difesa è un gatto); manca il muro , che fatica a leggere il gioco avversario e qualche soluzione in più al centro, oggi reparto down.

    Per quanto riguarda Pesaro, bella prova corale come già sottolineato: Ferretti ottima direttrice d' orchestra, Guiggi, Furst e Garzaro determinanti al centro, Costagrande sempre la leader della squadra, soprattutto ora che con l' alzatrice gioca ancora più veloce; Sheilla ha dato il suo contributo in prima linea, Mari un pò sotottono, così come Brussa e Winhoven sempre precisa in ricezione, ma spesso fuori posto in difesa. Comunque sia, prima di tutto le colibrì hanno vinto con il giusto approccio mentale, sempre in crescita, da grande squadra, che non solo deve vincere, ma giocare sempre meglio. 

    A cura di C.G 

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    Foppapedretti Bergamo: Gruen 9, Croce(L), Rosner 8, Gujska, Sorokaite 1, Piccinini 13, Arrighetti 14, Lo Bianco 3, Fiorin 1, Poljak 19. All. Micelli

    Minetti Infoplus Imola: Curcic 7, Leggeri 13, Dall'Igna 2, Percan 7, Mifkova 12, Ikic 14, Paccagnella 14, Tirozzi 7, De Gennaro(L). Ne: Radzuweit, Zanin, Bertone. All. Benelli

    Bergamo: Bv 5 Bs 5; muri 10; err. 22; invas. 1.
    Imola: Bv 6 Bs 10; muri 16; errori 25.

    Giornata amara per la Foppapedretti Bergamo che incappa nella sua quinta sconfitta stagionale contro una Minetti Imola che, nonostante sia in una posizione di classifica difficile, lotta con le unghie e con i denti, approfittando del momento no di Bergamo. Con tutto il rispetto per la squadra di Manu Benelli, difficile ipotizzare alla vigilia ad una sconfitta interna per le orobiche, seppur con gli infortuni e i problemi fisici, in quanto tecnicamente superiore sulla carta. E invece i valori si sono invertiti: la Foppapedretti l' ombra della squadra che vuole vincere tutto, la Minetti l' ombra della squadra penultima in classifica che deve salvarsi.

    Bergamo parte bene nella prima frazione, Imola subisce il gioco bergamasco, più incisivo in attacco, più ordinato, mentre le avversarie sbagliano qualcosa di troppo, soprattutto al servizio e faticano in prima linea. Poi nel secondo parziale si spegne la luce: dal 9-8 per le padrone di casa, si passa al 9-18 per le ospiti. La Foppa comunque recupera, ma nel momento finale di set, non è lucida come dovrebbe e Imola non si fa scappare la ghiotta occasione del pareggio. Nel terzo set le orobiche recuperano smalto, il goco non brilla, qualcosa regala Imola che probabilmente si sente appagata nell' aver strappato un set. Ma è anche vero che l' appetito vien mangiando e la Minetti sfrutta ancora una volta il calo orobico sia nel quarto set ( da 3-2 a 3-10), ma soprattutto nel tie break, dove dal 7-8, si passa direttamente al 7-15 finale.

    Davide vince contro Golia. La storia si ripete, il meno forte vince.E lo fa con l' onore delle armi perchè se è vero che la Foppapedretti ha concesso molto, possiamo anche dire che la Minetti, brava a sfruttare i regali, ci ha messo molto del suo, soprattutto nella fase di muro-difesa; la positività in attacco è arrivata di conseguenza con Dall' Igna che ha avuto buoni spunti per smarcare le compagne, non trovando grande opposizione a muro da parte della locali. Difficile salvare un fondamentale in campo bergamasco, visto che il gioco orobico si è espresso decentemente in soli due set. Difficile anche dare meriti e demeriti, nel senso che nel momento in cui una squadra ha vinto il set, è anche perchè l' altra è calata nel gioco. Ma è anche giusto dire che nel momento in cui una squadra denotava problemi e discontinuità, l' altra ha saputo approfittarne ed è anche questo che ci vuole nello sport, cinismo e bravura nel fare dei limiti delle avversarie il proprio punto a favore. Imola comunque quando può giocare e riesce, probabilmente non avendo nulla da perdere, a fare il proprio gioco, si dimostra una squadra ordinata in campo soprattutto in seconda linea. Manca sempre il braccio pesante, ma ieri Ikic ha fatto vedere il suo talento, Percan e Tirozzi hanna dato un grossa mano, Paccagnella e Leggeri al centro hanno fatto danno, una in fase offensiva, l'altra a muro. Un buon gioco di squadra comunque, con pure Mifkova e De Gennaro a dare u aiuto in difesa; unico neo, Curcic, che ha faticato soprattutto in rigiocata non riuscendo a gestire al meglio le alzate non sempre precise. In casa bergamasca solo le centrali sono state un lumino nel buio generale, anche se a nostro avviso continuano a essere poco servite e non sempre al momento giusto (soprattutto Arrighetti che si è presa alcuni muri singoli da Leggeri e Paccagnella).

    Imola sorride; un sorriso amaro perchè non smuove la classifica questa vittoria, anche se nel prosieguo ci saranno scontri importanti e determinanti contro Santeramo, Chieri e Altamura. Certo è che andare a vincere in casa di una delle prime della classe fa sempre piacere, tiene alto il morale, aiuta sicuramente ad affrontare i prossimi impegni con una maggior determinazione, anche se bisogna stare con i piedi per terra: essere consapevoli della bella impresa, vivere il momento di gloria, ma continuare a lavorare tanto e tanto sul gioco soprattutto in prima linea. Un plauso o merita la Minetti per l' atteggiamento con cui è scesa in campo, lottatrice nei momenti di difficoltà, a dimostrazione, semmai ce ne fosse bisogno, che quando non arriva la tecnica, la voglia di raggiungere un obiettivo è un aiuto in più.

    Per quanto riguarda Bergamo, serve un' inversione di rotta soprttutto a livello mentale. Dove è il carattere della Foppapedretti? Della squadra che lotta fino alla fine? La situazione in casa orobica non è semplice per via degli infortuni e dei problemi fisici, ma manca prima di tutto una struttura di gioco. C'è un problema sulla palla alta, perchè con tutta la classe e la bravura di Grun, si dipende troppo da lei che non può fare il 110% ogni volta; manca una linea di ricezione precisa/continua che possa permettere all 'alzatrice di giocare in modo più vario anche in banda ( e più veloce) e sfruttare ancora di più le centrali, anche se risultano spesso le migliori nonostante si possano servire ancora di più e meglio. Manca una correlazione muro -difesa che crei problemi, soprattutto in contrattacco, alle avversarie, che dia sicurezza alle compagne in prima linea, coscienti di non dover per forza cercare il punto: ciò permetterebbe anche di gestire meglio l' errore e di limitarlo. Mancano le soluzioni d'attacco, il nostro gioco è piuttosto scontato sull' opposto, strutturalmente ci manca un posto 4 e a nostro avviso la soluzione di spostare Piccinini su attacco a due non è delle migliori ( basti pensare per es. quando in partita Sorokaite ha sostituito Grun in 4, Piccinini è in 2 e Rosner in seconda linea: la soluzione di riferimento è stata il colpo da 2 di Piccinini – o il centro se possibile). Probabilmente ci si può permettere si spostare Piccinini su attacco a due quando hai una Secolo o una Aguero in palla come in nazionale, nella Foppa di oggi forse è un azzardo. C'è inoltre il dubbio continuo Forin-Rosner, Rosner-Fiorin. E se pensiamo che Rosner dovrebbe dare qualche certezza in pià in seconda linea e viene cambiata perchè non le dà…Fa pensare!! Fiorin è vero che probabilmente non ha gestito al meglio le sue opportunità; essere campionessa vuol dire essere forti di testa, ma entrare e sapere che se sbagli ci sarà la sostituzione non crea tranquillità (secondo set, entrata per Rosner, un attacco difeso, uno murato..panchina). Certo, si deve entrare in campo consapevoli di dare il massimo e non pensare a cosa sarà e questo vale per entrambe le atlete. Sarà cura di Micelli certo gestire la cosa, ma forse una scelta decisa potrebbe aiutare. Forse, per come stanno le cose puntare su Fiorin potrebbe dare qualche cosa in più come soluzione offensiva e una sicurezza soprattutto a lei, anche se certo il tempo per aspettare una continuità non è molto. A tutto questo aggiungiamo una Lo Bianco che risulta "appannata" in divrsi frangenti di gara, alal quale "manca" un pò la proverbiale imprevedibilità. Certo che quando la palla non cade sia in banda che al centro…… E infine si denota anche una mancanza a livello fisico, che speriamo sia solo troppo carico di lavoro. Nel complesso, non si vedono la tranquillità e la forza del gruppo che hanno sempre contraddistinto Bergamo e i problemi che ci sono, sono da ritrovare non solo nelle atlete, ma molto anche nei tecnici, perchè posso avere un bel soggetto da dipingere, ma molto fa la bravura del pittore. Questa analisi non vuole essere una polemica, prima di tutto perchè non siamo tecnici e come si suol dire, da fuori siamo tutti bravi a parlare; in secondo luogo perchè serve serenità all' ambiente bergamasco: è giusto farsi un esame di coscienza e affrontare i problemi, ma la cosa migliore è non abbattersi, non pensare a cosa si vincerà o no, ma fare un passo alla volta per ritrovare la forza del gruppo e il gioco. Certo, la pressione si può sentire, in fin dei conti senza coppe europee, Bergamo avrebbe dovuto essere lo squadrone ammazzatutti. Così non è, ma non per questo bisoga alzare un polverone. L' umiltà, il lavoro, l' impegno, ma soprattutto i sorrisi aiuteranno Bergamo a ritrovarsi, perchè siamo sicuri che nel momento che conta, la Foppa dirà " presente".

    "Spesso quando si è in dubbio, tornare sui propri passi è un modo saggio di Ricominciare…."

     

    Mirtillino 

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    Famila Chieri: Busso 7, Secolo 9, Radulovic 2, Giovanna 9, Carlijn 1, Gligorovic, Barun 16, Willoughby 19, Borri(L). Ne: Lella, Petrolo, Tarozzo. All. Fenoglio

    Infotel Banca Forlì: Arias Done 11, Petkova 7, Antonucci, Vergun 7, Musti De Gennaro, Leonardi(L), Beccaria 12, Angeloni 12, Katic 1. Ne: Di Iulio, Poggiali. All. Berselli        

    Chieri: Bv 6 Bs 9; muri 10; errori 19.
    Forlì: Bv 4 Bs 5; muri 10; err. 18.

    La Famila Chieri doveva vincere e così è stato, vendicando la sconfitta per 0-3 subita all' andata in casa romagnola. Trascinata da Willoughby e Barun, Chieri archivia velocemente la pratica Forlì, grazie ad un buon gioco di muro-difesa e una incisività in fase offensiva. Vincere per Chieri era importante per uscire dal momento negativo in cui era incappata, il risultato positivo dà speranza per le prossime gare, decisive in chiave play off.

    Chieri aggredisce subito le avversarie, la ricezione tiene, il gioco è pulilto e il ritorno in campo dell'americana da nuova linfa alla manovra offensiva. Forlì non demerita, fa vedere qualche buono spunto in attacco, ma la maggior precisione delle piemontesi consente loro di chiudere il set in proprio favore. Nel secondo parziale la musica cambia, le romagnole non ci stanno a perdere senza l' onore delle armi e dà del filo da torcere alle padrone di casa. Si va ai vantaggi, si gioca sul filo del rasoio, ma è Chieri che agguanta il set, risultando più paziente e lucida. Anche nel III set le due squadre lottano,ma le piemontesi trascinate da Barun si portano in vantaggio alla seconda sospensione tecnica. E' il preludio alla vittoria, in quanto l' Infotel non riesce a mantenere concentrazione, mentre Chieri affonda i colpi.

    Il livello della gara non è certo stato altissimo, ma nel complesso la partita è stata piacevole ed interessante. Forlì ha delle lacune nella struttura di gioco, risente nel non avere un braccio pesante e che tolga le castagne dal fuoco, ma è tornata a casa a testa alta. Chieri ha mostrato dei miglioramenti, soprattutto in seconda linea; serve più fantasia in regia, con le centrali ancora poco servite, ma soprattutto non incisive come dovrebbero a muro. Cheri ha bisogno di ritrovare Giovanna, pedina secondo noi troppo importante per fare la comparsa.

    A cura di A.B 

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    Tena Santeramo: Boteva, Fernandinha 1, Soninha 16, Zhurovska 12, Dushkyevich 9, Rizzo, Sirressi(L), De Luca 8, Marulli 9. Ne: Cimoli, Porzio. All. Nesic.

    Unicom Starker Kerakoll Sassuolo: Nucu 9, Vitez 1, Cozzi(L), Turlea 8, Bosetti 13, Pincerato 2, Lancellotti, Kozuch 5, Havelkova, Plchotova 5. Ne: Devetag. All. Ferrari

    Santeramo: Bv 4 Bs 7; muri 8; errori 15.
    Sassuolo: Bv 3 Bs 8; muri 5; err. 20.

    In quello che era un vero e proprio scontro diretto per i play off, Santeramo conquista tre punti molto importanti, vince, convince e conferma i progressi mostrati nelle ultime giornate. In un festoso PalaCooper le ragazze di mister Nesic hanno ragione di Sassuolo in tre soli set, mettendo in atto una prova tenace e superba. Ci si aspettava una gara più combattuta, se non altro per quanto di buono Sassuolo aveva fatto vedere una settimana fa in casa della capolista Pesaro. E invece le Unike hanno faticato tanto sia in attacco che in seconda linea contro una squadra ordinata e pungente in ogni fondamentale. Tanti errori per la squadra allenata dall’ex Ferrari a cui è mancata pure la sua giocatrice faro, Turlea, autrice di una prova sotto tono.

     

    Inizio di partita equilibrato con Zhurovska in grande spolvero a cui risponde bene una Bosetti per nulla intimorita dal muro di Marulli (5-5). Turlea, che chiuderà il parziale con zero punti all’attivo, è fermata per due volte a muro da Dushkyevich (9-6). Ci prova Nucu a tenere in partita le compagne, ma Santeramo mostra una manovra più incisiva. Vitez, in affanno in attacco e sotto pressione in ricezione, lascia il posto a Kozuch; Turlea continua a sbagliare; Pincerato, complice una ricezione messa sotto pressione dal servizio delle padrone di casa, fatica a costruire la manovra di gioco. Le rosso-blu prendono il largo facendo il minimo indispensabile e approfittando di ogni errore avversario come il servizio finale di Plchotova (25-16). 

    Nel secondo set arriva la reazione di Sassuolo che parte forte (3-5) ma è subito ripresa da Zhurovska e compagne. Parziale molto più combattuto con un continuo rincorrersi da parte di entrambe le squadre. Il primo allungo è delle Unike con Turlea (7-11). Guidato da Soninha, Santeramo si rifà sotto e con un break di 8-3 passa in vantaggio. Fase centrale del set con scambi lunghi e azioni di gioco concitate. Nuovo sorpasso delle emiliane con due punti consecutivi di Kozuch (17-19), poi Pincerato e compagne perdono lucidità e subiscono ancora il ritorno delle leonesse, brave a capitalizzare una serie di contrattacchi pur giocando senza il palleggiatore, che Nesic aveva sostituito con Boteva per alzare il muro: parziale di 5-0 con Dushkyevich nell’insolito ruolo di regista. Soninha conquista quattro palle set e chiude 25-23 non senza patemi d’animo per la reazione di orgoglio di Turlea e gli errori di De Luca e Dushkyevich. 

    Nel terzo parziale, partenza sprint delle padrone di casa (5-1). Tra le ospiti, Bosetti suona la carica mentre Turlea si fa sentire con un ace. Il tentativo di recupero è subito interrotto da Zhurovska e De Luca e anche quando Sassuolo prova ad impattare con Nucu, Santeramo non si fa sorprendere (11-7). Il ritorno in campo di Vitez per Kozuch non porta punti alle Unike: il gioco di Pincerato e compagne è confuso ed inefficace con il muro e la difesa della Tena fanno buona guardia. Il pallonetto da seconda linea di De Luca vale il 16-11; Santeramo scappa con Marulli (21-14) e si permette il lusso di qualche distrazione finale prima di gioire all’errore al servizio di Kozuch che vale il 25-20 e il sorpasso in classifica. 

    Partita non bellissima, condizionata dai tanti errori soprattutto da parte di Sassuolo. La squadra di mister Ferrari ha pagato una serata poco felice in ricezione e di conseguenza in attacco, con l’opaca gara di Turlea che ne è la dimostrazione. Dove non ci è riuscita la rumena, ci ha provato la “piccola” Bosetti, l’unica in grado di impensierire la difesa santermana.

    Nel complesso una prova altalenante per le Unike che nel secondo set hanno avuto la possibilità di riaprire il match, calando di concentrazione proprio nel momento più cruciale. 

    Per Santeramo, vittoria che sa di vendetta dopo il pesante 3-0 subito all’andata e l’eliminazione beffa in Coppa Italia. Sirressi e compagne non hanno ricevuto benissimo ma si sono potute fregiare della serata davvero positiva di Zhurovska e Soninha in attacco, di Dushkyevich e Marulli a muro e di De Luca in difesa. La Tena ha costruito la vittoria sin dal servizio, mettendo sotto pressione le avversarie e sfruttando ogni loro errore. Vittoria senz’altro del gruppo e della squadra, ma da segnalare è la prestazione di una pimpante e serena Zhurovska: assoluta protagonista del primo set l’opposto ucraino si è fatto sentire con i suoi attacchi per tutta la partita come del resto accade da qualche partita a questa parte.

    A cura di Josp

    Scavolini Pesaro – Lines Ecocapitanata Altamura 3-0 (25-14 25-19 25-23) Pag 1

    Foppapedretti Bergamo – Minetti Infoplus Imola 2-3 (25-17 23-25 25-16 13-25 7-15) Pag 2

    Famila Chieri – Infotel Banca di Forlì 3-0 (25-22 31-29 25-18) Pag 3

    Tena Santeramo – Unicom Starker Kerakoll Sassuolo 3-0 (25-16 25-23 25-19) Pag 4

    On-line i tabellini e il commento 

  • Serie A1 – Findomestic Cup 2007/2008 – Anticipo VII giornata, ritorno

    DESPAR PERUGIA: Gioli 26, Francia 21, Pachale 16, Decordi 9, Crisanti 4, Marinova, Arcangeli (L), Artmenko 5, Pavlović 3, Grbac, Sacco. Ne: Del Core. All. Sbano.

    YAMAMAY BUSTO ARSIZIO: Ortolani 23, Viganò 21, Esko 14, Buckova 13, Parenti 7, Dirickx 4, Molinengo (L), Ravetta 3, Fokkens, Siscovich, Valeriano. Ne: Luciani. All. Parisi.

    Perugia: Bs. 9, Bv. 1, muri 17, errori 14.
    Busto: Bs. 8, Bv. 2, muri 20, errori 19.

     

    Dopo le due sconfitte interne inflittele da Pesaro e Jesi, la Despar Perugia torna a vincere davanti al proprio pubblico riuscendo a domare al tie break la Yamamay Busto Arsizio, ormai convincente protagonista del campionato di serie A1. Nonostante il risultato, però, la squadra guidata da Emanuele Sbano non può ritenersi soddisfatta del gioco espresso, troppe volte impreciso e scontato; Busto Arsizio ha dimostrato di saper tenere testa per lunghi frangenti alle campionesse d’Italia e riparte dall’Umbria con un punto preziosissimo in tasca e, forse, qualche rimpianto. Ci è voluta infatti una super-Gioli per aver ragione della squadra guidata da Carlo Parisi, abile a leggere il gioco avversario e a colpire spesso e bene con la giovane stella Serena Ortolani.

    Perugia – priva della schiacciatrice napoletana Antonella Del Core, fuori per problemi al ginocchio – è costretta a inserire Giulia Decordi in banda in diagonale con Pachale, Marinova in regia, Francia opposta, Gioli e Crisanti al centro con Arcangeli libero. Parisi può schierare la formazione titolare con Dirickx al palleggio in diagonale con Ortolani, Viganò ed Esko a schiacciare e ricevere, Buckova e Parenti centrali e Molinengo libero.

    Il primo set è di marca bustocca, con Dirickx che serve con continuità il proprio opposto, stasera in serata di grazia. Ortolani fa male a Perugia; la squadra umbra invece non riesce a imprimere velocità al proprio gioco, complice anche una ricezione da dimenticare. Solo Gioli prova a dare la scossa alle sue ma gli errori di Francia sono troppi e per la Yamamay è facile chiudere sul 25-21.

    Nel secondo parziale, Perugia prova a fuggire (8-5) ma la ricezione continua a far acqua con Decordi in evidente difficoltà. E’ sempre Simona Gioli a suonare la carica per la campionesse d’Italia fra fast e muri punto ma il resto è poca cosa. Busto invece lavora bene (20-21) e in seconda linea il libero Molinengo compie dei veri e propri miracoli, permettendo a Dirickx di organizzare il contrattacco. Perugia riesce ad aggiudicarsi il set solo ai vantaggi.

    Nella frazione successiva, Perugia tenta di nuovo la fuga ma ancora una volta commette troppi errori, soprattutto nella fase ricettiva, costringendo spesso Sbano a far subentrare Sacco su Decordi. Avanti di un sostanzioso break (16-12 al primo time out tecnico), le ragazze perugine vengono prima raggiunte e poi definitivamente superate dalle bustocche, sempre convinte e determinate su ogni pallone (24-26).

    Il quarto set vede Busto calare in intensità. Dirickx trova difficoltà nella gestione del gioco al centro, con Buckova sempre marcata a muro dalla centrale azzurra Simona Gioli. Qualche errore di troppo anche per le bande fa scivolare il set nelle braccia di Perugia dove, nel frattempo, Artmenko ha sostituito un’appannata Decordi e Pavlovic è subentrata al posto di Crisanti.

    Nel set decisivo, Perugia parte male e Busto, ordinata e precisa, si ritrova avanti al cambio di campo. Su una bomba di Francia dalla seconda linea, Esko si infortuna ad una mano ed è costretta ad uscire. Il cambio con Siscovich destabilizza Busto che ci prova prima con Viganò, fermata due volte da Gioli, e poi è costretta ad arrendersi alle biancorosse (15-12).

    In conclusione, il risultato è forse bugiardo; per il gioco espresso, la convinzione e la determinazione mostrata, probabilmente Busto avrebbe meritato di più. Ma – purtroppo per la squadra guidata da Carlo Parisi – dall’altra parte della rete c’era una Simona Gioli in versione stellare, capace di prodezze in attacco (19 punti, 54% di efficacia), muri saracinesca (7 punti in questo fondamentale) e servizi insidiosissimi. A Perugia è però clamorosamente mancata il suo capitano Mirka Francia, troppo fallosa in battuta e sprecona in attacco (4 errori punto), spesso fermata con maestria dalle giocatrici bustocche (per la Yamamay alla fine i muri punto saranno ben 20). Busto ha messo in mostra un gioco concreto e ordinato, poco incisivo al centro ma in grado di trovare in Serena Ortolani un punto di riferimento straordinario in attacco. Anche il libero Molinengo ha strappato applausi a scena aperta al competente pubblico perugino, con difese esaltanti. Solo la maggiore esperienza ha alla fine consentito a Perugia di portare a casa il match ma qualcosa dovrà cambiare in breve tempo per poter continuare il percorso in Champions League contro una Jesi in forma e determinata. Da parte sua, Busto ha dimostrato – se ancora ce ne fosse stato bisogno – di essere una temibile outsider, umile e ambiziosa allo stesso tempo. Una straordinaria stagione quella della Yamamay che premia il lavoro e l’impegno del tecnico Parisi e delle atlete lombarde. Una bella favola, dalla promozione in serie A1 fino ad oggi, che rende il nostro sport semplicemente entusiasmante, sorprendente e meraviglioso.     

     

    Ore 21.00, diretta Sky Sport 3

    Despar Perugia – YamamaY Busto Arsizio 3-2 (21-25 26-24 24-26 25-21 15-12)

    On-line il tabellino e il commento di Elisa F.