SCAVOLINI PESARO: Lunghi, Garzaro, Wijnhoven (L), Mari 16, Brussa ne, Castiglione ne, Ferretti 1, Fürst 7, Costagrande 22, Sheilla 11, Guiggi 14, Lazcano ne. All. Vercesi.

ASYSTEL NOVARA:  Anzanello 7, Skowronska 27, Barcellini, Berg, Ballarini ne, Paggi, Valeskinha 16, Nnamani 1, Cardullo (L), Popovic, Bechis ne, Osmokrovic 14,  Mello 6. All. Pedullà.

Scavolini: battute sbagliate 5; battute vincenti 2;  ricezione 66% (prf 52%); attacco 38%; errori 18; muri 15. Asystel: battute sbagliate 8; battute vincenti 4; ricezione 66% (prf 52%); attacco 35%; errori 28; muri 10.

 
Pesaro conquista la sua prima finale nel palazzetto di Via Partigiani che le aveva regalato, anni orsono, la promozione in A1. Una Scavolini che soffre, perchè Novara la mette in difficoltà, ma le ragazze di Vercesi riescono a controllare la gara, anche dopo un terzo set che l' Asystel più concentrata e cattiva si prende per cercare di riaprire i giochi. Le marchigiane non si scompongono, vogliono fortissimamente vogliono la loro prima finale e in un quarto parziale in cui Mari, picchia forte, insieme ad una Costagrande sempre continua e trascinatrice, chiudono i conti. Una prova corale più che mai quella delel colibrì. Ferretti trascina la squadra, una prova maiuscola non senza qualche tentennamento, ma concreta, sicura e cattiva (basti vedere la sua faccia nel IV parziale): fa capire a Berg che non c'è trippa per gatti, mettendo in mostra i suoi progressi nella gestione del gioco. Mari ci impiega due set per trovare la forma, ma come si suol dire " Meglio tardi che mai", Costagrande parlà da sola, brava la regista a lasciarla respirare ogni tanto, soprattutto quando Mari è calda. Guiggi annulla la rivale centrale Anzanello e si fa sentire a muro ( ben 6), un vero capitano di nome e di fatto, Shiella traballa, l' unica tra le sue, Furst poco cercata ( Ferretti ci mette lo zampino in questo senso),ma il poco lo fa bene, Wijnhoven finalmente sugli scudi vince in confronto con la collega di reparto.
 
In campo novarese si vede una squadra a metà. Ci ha provato, probabilmente più di quanto abbia fatto in casa in gara 1, ma alla fine, nonostante la reazione, nonostante la voglia di alcune atlete e il loro inesauribile lottare, Pesaro è stata più forte, è più forte di questa Novara, incompleta e che non è riuscita a trovare la sua dimensione di squadra. Tanti errori in casa Asystel, troppi per cercare di allungare la serie, senza considerare poi le imprecisioni, una difesa non sempre attenta, a cui anche Pedullà ha chiesto di dare di più, un pacchetto attaccanti che non riesce a fare la differenza, con Anzanello e Osmokrovic proprio in giornata no. Ci pensa Skowronska a tirare su Novara in molto frangenti, ci pensa Valeskinha a ritmo di samba, per non essere da meno delle compatriote avversarie, ma manca sempre qualcosa, quel qualcosa che Pesaro ha avuto, vuoi più sicurezza, vuoi più cattiveria, vuoi più precisone e con più carattere. Anche se le gaudenziane hanno avuto in diversi momenti di gara tutte le caratteristiche sopra elencate, sono state deficitarie del nostro conosciutissimo fatto X: cuore, anima, istinto killer… sempre loro tre ricorrono e ritroviamo, si sempre questi tre fattori X, soggetivi e indescrivibili, ma oggettivamente tangibili. 
 
Pesaro c'è, Novara bocciata, prima di tutto per la regia, con una Berg lontana dagli anni d'oro in cui la si ammirava a bocca aperta, che ha lasciato il posto ad una palleggiatrice che sa dire la sua con palla in mano, ma che quando la si fa muovere fatica a impostare gioco con precisione, oltre ad una mancanza nei momenti topici di lucidità e fantasia. Sul 21-21 del IV set, frazio in cui Pesaro sbaglia qualcosa di troppo e Novara lotta, serviva il qualcosa in più e le marchigiane lo hanno trovato si nella pipe di Costagrande, am soprattutto nei due muri di Guiggi, pesanti come macigni sulle teste novaresi, scaturiti dal fiuto della centrale, ma vuoi da scelte infelici in campo avversario. Novara esce a testa alta da questa gara, ma con gli occhi bassi dalla stagione, che l' ha vista poche volte protagonista e molte volte assente. Peccato….
Presente invece la Scavolini e l' urlo "UOOOH", scritto sulle braccia di tutte le colibrì e che significa cosa bella, rimbomba nel vecchio Palas. 
Diretta Sky Sport 
 
Scavolini Pesaro – Asystel Novara 3-1 (25-22; 25-19; 24-26; 25-22)
 
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