Ultima gara per l’ Italia contro l’avversaria più ostica ovvero il Brasile. Italia senza anima, senza cuore, senza forze, senza reazione. Il Brasile ne approfitta, una prova di forza, vincere e solo vincere. Segue il punto a punto, commento e comunicato Fipav.(Foto Fivb)
Starting Six Italia – Lo Bianco, Ortolani, Gioli, Arrighetti, Piccinini, Del Core, Cardullo (L). Starting Six Brasile -Â Fabiana, Thaisa, Jacqueline, Natalia, Sheilla, Fabiola, Fabi (L)
Italia – Brasile 0 – 3 (16-25, 19-25, 7-25) Statistiche
Eh si Italia senza anima, senza cuore. Inutile girarci intorno, sconfitta bruciante per come è avvenuta, con il Brasile che fa quello che vuole, lezione di sport, lezione di volley, lezione di carattere. Non stiam qui a parlare di tecnica, tattica, non stiam qui a far i bravi allenatori fuori dal campo, non ce ne è bisogno perchè abbiam visto tutti cosa è successo. E chi non ha visto la partita può capire tante cose anche dal punto a punto. Solo che dal leggere il punto a punto non emerge il dato forse più importante: il lasciar correre la partita senza far nulla per cambiarla. Si può perdere, nello sport è giusto ammettere che ci sono “squadre” più forti della nostra. Ma perdere… perdendo la propria identità è bruttissimo. Eh si perchè il Brasile aveva una gran consapevolezza di sè, l’ Italia no, si è dimenticata chi è. Leggo forum, leggo “quotidiani”, siti web e leggo umiliazione: per carità non che non sia vero, un set perso a 7 non è una gran cosa. Il Brasile ha fatto vedere cosa vuol dire Killer Istinct, affondare l’avversario, metterlo al muro. Come un leone sulla sua preda.
Ma il Mondiale non è finito. E fino a che non è finito vorrei leggere qualcosa che sa di speranza e questo perchè amo questo sport. E perchè trovando il positivo, peggio di oggi è un pò impossibile fare eh! Certo, se avessi scritto subito dopo la partita, impulsivamente, apriti cielo. Non son contenta di quello visto, sono delusa per l’atteggiamento, sono amareggiata per non aver visto una squadra che ha lottato fino alla fine salvo qualche lampo di qualche singola; poi volendo far il coach come sappiam fare in tanti, si potrebbe anche elencare tutto quello non fatto in campo, i cambi non visti etc..etc..etc…Ho chiamato chi dovevo chiamare, ci siam dati le nostre osservazioni e..stop.
Riprendiamo dalla parola speranza, dalla parola volontà , dalla parola carattere e atteggiamento. Riprendiamo dalla parola risalire, ripartiamo dal voler risorgere dalle proprie ceneri.  Qui ora non si tratta di andare a vincere un Mondiale. Qui non si tratta di chi comanda o non comanda in nazionale. Qui non si tratta di chi ha convocato o no. Lasciam stare ciò per ora. (Riflettiamo su questo: dal 2002 ad oggi guardiamo l’ Italia che squadre aveva in campo nelle manifestazioni internazionali. E guardiamo le altre squadre. Un vero alibi forse c’è per qualcuno…..Ne riparleremo dopo il Mondiale…)… Qui si tratta di riprendere la propria identità , di atleta e di squadra. Parliamo di campionesse, non parliamo di dilettanti. Si tratta di fare un passo indietro, ritrovare orgoglio, determinazione, voglia di vincere, fame di vittoria. Si tratta di fare un passo alla volta. Certo, bisogna sempre puntare in alto se si vuole raggiungere il proprio obiettivo. Ma io sono convinta che la prima cosa da fare sia invece fare un passo indietro.  Quando si è in dubbio tornare sui propri passi è una cosa importante. Giocare una partita dopo l’altra pensando solo alla singola partita. Puntiamo in alto, ma puntiamo a ritrovare la nostra nazionale prima di tutto. Quella che si aiuta, quella che non si abbandona…Lavorare insieme per un obiettivo comune può far raggiungere l’ impossibile. L’ obiettivo comune è ritrovarsi, ritrovare l’ identità perduta. Vincere il Mondiale diventa secondario se non rivediamo in campo la vera nazionale. La nazionale che sa giocare e lottare sino alla fine. Nello sport poi si può perdere perchè c’è chi è pià forte di noi, ma non si può perdere senza onore o perchè non sappiamo chi siamo. Ora inizia il vero Mondiale per le azzurre, ora inizia il gioco duro. Ora è arrivato il momento di scegliere tra il nascondersi dietro tanti alibi o l’uscire allo scoperto prendendosi responsabilità . E’ il momento di scegliere tra ciò che è giusto fare e ciò che sarebbe più facile fare. E’ il momento di capire se si è vincenti o perdenti. Il vincitore dice: “E’ difficile, ma possibileâ€. Il perdente dice: “E’ possibile, ma troppo difficileâ€. …
E’ il momento di scegliere raga. E ci auguriamo che facciate la scelta giusta. Condizioni fisiche permettendo….Ma soprattutto, raga..sorridete e divertitevi.. “E quando crederai di avermi sconfitto… E’ allora che mi vedrai uscire dalle fiamme dell’inferno… Forte più che mai…”
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BRASILE: Fabiola 2, Natalia 25, Thaisa 12, Sheilla 11, Jaqueline 9, Fabiana 8. Libero: Fabi. Sassà 1, Joyce. Non entrate: Dani Lins, Fernanda Garay, Adenizia. All. Zè Roberto.
ITALIA: Del Core 6, Arrighetti 4, Ortolani 4, Piccinini 6, Gioli 6, Lo Bianco 3. Libero: Merlo. Â Rondon, Di Iulio, Barcellini 1, Bosetti. Non entrata: Crisanti. All. Barbolini.
ARBITRI: Â Zenovich (Rus) e Liu (Chn).
Spettatori: 3000. Durata set: 21, 23, 19
Brasile: Battute vincenti 5, battute sbagliate 4, muri 16, errori 8.
Italia: bv 1, bs 2, m 3, e 7.
Hamamatsu. L’Italia cade ancora, sconfitta per 3-0 dal Brasile vede ulteriormente assottigliarsi le sue speranze di entrare tra le primissime della rassegna iridata. Con tre vittorie e due sconfitte le ragazze italiane hanno chiuso al terzo posto della pool B, dietro al Brasile imbattuto alla pari con l’Olanda e la Repubblica Ceca, tra cui si è inserita per via del quoziente punti.
Il sestetto azzurro domani si trasferisce a Nagoya dove giocherà la seconda fase in cui incontrerà nell’ordine Germania, Stati Uniti, Thailandia e Cuba.
Brutta prestazione quella offerta da Lo Bianco e compagne, sormontate da un Brasile deciso e concreto, incisivo al servizio, bravissimo in difesa, implacabile a muro ed in attacco. L’Italia è partita male, ha cercato il riscatto nella parte centrale del primo set quando ha tenuto bene il “cambio pallaâ€, poi ha nuovamente ceduto. Nel secondo pur con minore regolarità in attacco, le ragazze di Barbolini sono rimaste attaccate al punteggio, prima di veder il Brasile allungare nel finale. Senza storia il terzo quando è completamente saltata la ricezione.
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