Giada Marchioron: “Strategia e pazienza. Nel volley come negli scacchi”

Marchioron (2)C’è una nube, densa e misteriosa, che avvolge la storia delle origini del gioco degli scacchi, alla quale si legano antiche e, a volte magiche, leggende. Nessun dubbio, invece, sulle origini di Giada Marchioron, capitana della Delta Informatica Trentino Rosa nata in provincia di Vicenza, a Marostica, la città degli scacchi. Nella cittadina veneta, in cui, secondo tradizione, ad anni alterni viene organizzata sulla Scacchiera Gigante della piazza centrale, una spettacolare partita giocata con pezzi viventi.

Una rievocazione storica per un gioco di strategia, pazienza e tattica. Qualità che a Giada non sembrano, davvero, mancare: “Sono una persona decisamente riflessiva. Non mi lascio certo trasportare dall’impulso del momento – racconta l’opposta gialloblù – ma valuto ogni cosa, prendendomi il tempo per farlo.

Certo ci sono stati momenti in cui avrei preferito essere avere un carattere da bianco o nero, da tutto o niente, da adesso o mai più. Ma crescendo ho capito l’importanza di questo lato del mio carattere e tutto il positivo che ne sarebbe arrivato: con una mentalità più aperta avrei imparato che per ogni ostacolo è possibile trovare una soluzione adatta, anche senza quell’impulsività che non mi si addiceva proprio!”.

Una questione di non poca importanza, per Giada, che di questa Delta Informatica è, da qualche stagione, la capitana. E se il campo fosse una scacchiera, lei, potrebbe vestire i panni della Donna, il pezzo più forte, ma anche quello con più responsabilità, in termini di strategia. “La pallavolo è, e rimane, un gioco di squadra. Siamo tutte importanti, allo stesso modo. Questa carica, però, è servita a farmi maturare, non solo sportivamente. Vestire l’ideale fascia al braccio, infatti, mi ha insegnato a pensare al collettivo, rinunciando a rimanere concentrata solo sulle mie esigenze agonistiche per fare spazio al gruppo. Una capitana ha delle responsabilità, non solo durante la partita, che la società ha deciso dovessi prendermi ed io non mi sono tirata indietro. Una scelta che, oggi, rifarei ancora e ancora e di nuovo, ancora”.

Marchioron (3)In una società che Giada sceglierebbe ancora e ancora e di nuovo, ancora. Perchè se in provincia di Vicenza ha lasciato la famiglia d’origine alla quale è molto legata, a Trento ne ha trovata una sportiva. “C’è un sentimento profondo che mi lega a tutte queste persone e a questi colori che vesto da cinque stagioni. Un rapporto – racconta l’opposta di Trento – che va al di là della pallavolo e che apprezzo perché si basa sulla rispetto reciproco, un ingrediente per me indispensabile. Ecco perché, ad oggi, ho preferito firmare contratti solo annuali: sedersi ad un tavolo, a fine stagione e rinnovarsi la fiducia è l’emblema del mio percorso con la Delta Informatica, un cammino in cui continuiamo a sceglierci. Lavorare e giocare su questo campo non significa timbrare il cartellino ma mettermi in gioco ogni giorno per dare il massimo e non deludere le aspettative di tutti con la serenità di non sentirmi mai messa in discussione”. Già, perché quel contratto rinnovato in estate e mai messo in dubbio dopo l’infortunio che aveva caratterizzato (in negativo) l’ultimo scorcio di campionato, sta lì a raccontare, meglio di mille parole, la natura del rapporto che esiste tra giocatrice e società. E non è poco.

“Ero ancora in ospedale ed erano passate solo poche ore dall’intervento chirurgico che già il Presidente Postal mi rassicurava: il mio posto in squadra, per la stagione a venire, era garantito. Iniziava così, con una notizia importante e per nulla scontata, la mia lunga estate di recupero, affiancata dal dottor Demattè (autore dell’intervento), dallo staff della squadra e dalla messa a disposizione delle attrezzature per la riabilitazione da parte della Trentino Volley. Il mio è un grazie, di cuore, a tutte le persone e le realtà che hanno fatto in modo di rendere meno amaro un momento difficile. In attesa di rientrare in campo”.

Marchioron (1)E guardando proprio al rettangolo di gioco e al 18 ottobre che vedrà il taglio del nastro della nuova stagione in serie A2, Giada non ha dubbi: “Vedo una squadra entusiasta. I consigli e le lezioni di coach Marco Gazzotti vengono assimilate da tutte e di una tale risposta non posso che farne una lettura positiva. Le amichevoli del pre-campionato, grazie a una programmata turnazione, stanno dando la possibilità a tutte le ragazze di misurarsi con il campo e allo staff di disegnare squadra e strategia che sarà. E se ancora è troppo presto per individuare l’avversario a cui dare scacco matto, credo però di poter individuare quale sarà la mossa che non dovrà sfuggirci: giocare con l’intelligenza che sembra il marchio di questa formazione”.

E poi, se possibile, dando forma a un proverbio russo secondo cui nel gioco degli scacchi non si dovrebbe considerare l’avversario come una pecora, ma come un lupo.

Emanuela Macrì

Photo Riccardo Giuliani

Commenti

Lascia un commento