Despar Perugia: Pachale 15, Grbac, Crisanti 10, Marinova 2, Decordi, Arcangeli(L), Sacco, Pavlovic, Francia 18, Del Core 19, Gioli 20. All. Sbano
Foppapedretti Bergamo: Gruen 17, Croce(L), Rosner 3, Gujska, Barazza 16, Sorokaite, Piccinini 25, Arrighetti 1, Lo Bianco 6, Fiorin 2, Poljak 11. Ne: Merlo. All. Micelli
Perugia: Bv 1 Bs 3; muri 17; errori 17; invas. 1.
Bergamo: Bv 4 Bs 8; muri 17; errori 24; invas. 2
E’ servito il tie break (20-25, 23-25, 25-19, 25-17, 15-12) per decidere la sfida più classica del campionato italiano di serie A1, quella Perugia-Bergamo che rappresentava il clou della nona giornata del giorone di andata della Regular Season. Di fronte le campionesse d’Italia della Despar Sirio Perugia e le campionesse d’Europa della Foppapedretti Bergamo per una gara emozionante che ha tenuto con il fiato sospeso gli oltre 2000 appassionati accorsi al Palaevangelisti.
A descrivere l’atmosfera bastano i numeri: 10 tricolori in campo (7 quelli orobici, 3 quelli biancorossi) di cui gli ultimi 6 spartiti equamente tra le due compagini; 7 le atlete azzurre che nell’estate appena trascorsa hanno conquistato Campionati Europei e World Cup. Insomma, una partita affascinante, l’occasione per confrontarsi e misurare la rispettiva forza.
Al termine di un tie break altalenante, a spuntarla è la formazione umbra guidata dal coach Emanuele Sbano che, dopo una partenza in salita, è riuscita a venir fuori alla distanza spegnendo gradualmente le ambizioni di una Foppa che, nei primi due set, aveva mostrato senza indugi tutta la propria forza.
Il tecnico perugino manda in campo Marinova in regia, Francia opposta, Gioli e Crisanti al centro, Pachale e Del Core di banda con Arcangeli libero. Lorenzo Micelli schiera Lo Bianco al palleggio in diagonale con Gruen, Barazza e Poljak centrali, Rosner e Piccinini schiacciatrici, libero Croce.
Nei primi due parziali, è un monologo bergamasco. Barazza e Poljak fanno quello che vogliono, mettendo a terra ogni pallone, imbeccate benissimo da una Lo Bianco ispirata. Faticano più del previsto le bande ma il muro orobico è una vera e propria saracinesca contro la quale vanno ad infrangersi di continuo gli attacchi delle perugine. Francia è l’ombra di sé stessa, Pachale non riesce ad incidere; ci prova solo Del Core ma non è sufficiente.
Nel secondo set, Perugia subisce un break lunghissimo (2-11), mentre Marinova annaspa alla ricerca di qualcuno che riesca ad attaccare. Solo nella seconda metà del parziale, Perugia ricomincia a macinare gioco, riuscendo anche ad avvicinarsi a Bergamo ma la distanza accumulata è troppa e la Foppa è abile a chiudere sul 23-25.
Terzo e quarto set, invece, sono il negativo dei precedenti. Perugia alza il ritmo e Bergamo cala. Il muro perugino comincia a farsi sentire soprattutto con Marinova e Crisanti che riescono a smorzare gli attacchi poco ispirati delle schiacciatrici rossoblu. A nulla serve il continuo turn over tra Rosner e Fiorin; Gruen e Piccinini sbagliano troppo (la tedesca chiuderà con un gramo 25% di efficacia in attacco) mentre Del Core e Pachale spadroneggiano.
Nell’ultimo e decisivo set, Perugia prende il largo all’inizio, la ricezione tiene e Marinova è abile a servire Francia. Bergamo reagisce, agguanta la parità con un paio di muri di Poljak ma non riesce a scrollarsi di dosso la squadra umbra che – difesa dopo difesa – si costruisce il match point. La Foppa regala set e partita con un errore al servizio.
A guardare le statistiche, emerge chiaramente come ci sia stato sostanziale equilibrio tra le due formazioni: stesse percentuali di ricezione, stesso numero di muri, stesso numero di errori in attacco. Ed infatti, Bergamo ha fatto la voce grossa nei primi due set mentre Perugia si è imposta con altrettanta facilità nel terzo e nel quarto. Alla fine, a fare la differenza, è stata la difesa biancorossa che – dopo un inizio difficile – ha cominciato a macinare gioco e palloni, agevolata da un muro superlativo, e ha così permesso a Marinova di gestire la fase del contrattacco meglio di quanto abbia potuto fare la collega di reparto Lo Bianco. La Foppa ha sofferto molto in attacco soprattutto con le sue bande: Piccinini è stata messa sotto pressione in ricezione e alla fine ha commesso ben 6 errori punto, Gruen non è mai entrata veramente in partita, il duo Rosner-Fiorin ha fatto ben poco (in attacco 15% per la polacca, 10% per la giovane azzurra).
Anche Perugia non ha trovato la Francia dei tempi migliori; tenacemente marcata dal muro avversario, Mirka ha faticato come non mai a mettere giù palla. Del Core e Pachale, invece, si sono prese belle responsabilità, picchiando soprattutto nei momenti difficili, aiutate dalle centrali Crisanti e Gioli (quest’ultima MVP dell’incontro) che hanno surclassato le pari ruolo bergamasche.
Una partita difficile, dunque, non bellissima ma sicuramente di grande fascino. Bergamo rimedia la prima sconfitta in campionato ma conquista un punto che le consente di rimanere alla testa della classifica appaiata con la Scavolini Pesaro. Perugia – dopo essere rientrata solo due giorni prima dalla trasferta in terra spagnola – incamera due punti d’oro, raggiunge l’Asystel Novara a quota 22 e conquista matematicamente la qualificazione alla Final Eight di Coppa Italia assieme, appunto, alle orobiche, le colibrì e le gaudenziane. Il netto distacco che c’è già con le altre sembra far presagire che la lotta al tricolore sia una cosa a 4.
a cura di Elisa-Diavolozompone in collaborazione con vivovolley
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Classifica: Foppapedretti Bergamo, Scavolini Pesaro 24, Despar Perugia, Asystel Volley Novara 22, Yamamay Busto Arsizio 14, Monte Schiavo Banca Marche Jesi 11, Famila Chieri 10, Unicom Starker Kerakoll Sassuolo 9, Lines Ecocapitanata Altamura, Minetti Infoplus Imola 8, Tena Santeramo 7, Infotel Forlì 3.
Al PalaEvangelisti di Perugia h.16
Despar Perugia – Foppapedretti Bergamo 3-2 (20-25 23-25 25-19 25-17 15-12)
On-line tabellino e commento ed a seguire la nuova classifica.
