Partiamo dai successi della Despar Perugia, una squadra solida e compatta, ma soprattutto paziente. E' proprio con la pazienza, non preoccupandosi della posizione in classifica, che ha costruito le sue vittorie: Coppa Italia, Coppa Cev, poi non paga, continuando a mietere vittime, sbaragliando tutte le concorrenti in lizza per lo scudetto, per chiudere in bellezza, conquistando pochi mesi fa la supercoppa, dimostrando a tutti che quello che ha ottenuto è ampiamente meritato. Il cuore mi ricorda che la Foppapedretti Bergamo, la mia amata squadra, ha vinto la Champions' League, al termine di una due giorni di gare intensa, al cardiopalma: una doppia soddisfazione perchè nella Dinamo Mosca vi erano alcune campionsse del Mondo e battere chi a livello internazionale sale sul gradino più alto regala sempre una gioia in più. Il campionato? Ricco di partite enusiasmanti, non esente da alti e bassi (vedi palinsesto Rai), ma sempre uno dei più belli a livello tecnico. Ci sono dei nei, a livello di club. Una spaccatura netta tra le prime 6-8 squadre (per essere di manica larga) e le restanti. Cosa manca? La professionalità? La capacità di gestire in un certo modo un club? Una conoscenza di marketing che forse non Sarebbe male a livello generale?? Spese esagerate per giocatrici in primis straniere che non si rivelano all' altezza delle aspettative, con le nostre altete di casa in tantissimi casi, non pagate quanto meritano o relegate in una serie minore, che sta crescendo, ma che non è ancora paragonabile al campionato principe? Dare la risposta da fuori, non sapendo tante cose è impossibile. Servirebbe più confronto, lasciare da parte per un un solo minuto, l' interesse privato, che certo fa sopravvivere, ma va a discapito del movimento generale. Certo, diversi club danno una via da seguire, lasciano dei segni o danno degli input, purtroppo rimagono solo teoria. Nuove idee e proposte non piovono come grandine, anzi scarseggiano. O forse quelle che ci sono non son sempre condivise, come il fatto di allargare il campionato, anche solo per una stagione, a 14 squadre, con il rischio, molto alto, di vedere poi delle società scomparire e di avere uno spettacolo sportivo non di alto livello.
Arriviamo alla nota più rosa del 2007. La vittoria del sette rosa agli Europei e alla World Cup, che ci ha consegnato l' accesso alle Olimpiadi di Pechino. Un tecnico che ha preso in mano le ragazze e ha dato nuovo lustro alla nazionale. Ha optato per un gruppo allargato di atlete, da provare e utilizzare nelle diverse competizioni estive. Ha dato fiducia a ragazze che arrivavano da una stagione non positiva, ha avuto la fortuna (fortuna che Bonitta non ha avuto ed è doveroso dirlo) di poter chiedere a Tay Aguero di vestire la casacca azzurra, ha richiamato persone del calibro di Simona Gioli. Ha portato con sè uno staff di alto livello a partire dal preparatore Ezio Bramard, che ha cotto a dovere ogni singola atleta, rendendola capace di rendere fisicamente al meglio al momento opportuno. Atlete come Barazza, Del Core e Cardullo ritornate a livelli altissimi, grazie ad un lavoro mirato e a tanta fiducia. Un lavoro duro, ma anche più libertà e perchè no, serenità, in un ambiente a digiuno da troppo tempo. I risultati non sono tardati. Sulla vetta d' Europa con prestazioni sopra le righe, con l' apice nelle vittorie in Giappone contro Brasile, Cuba e Usa. Un gruppo forte mentalmente, solido fisicamente, organizzato tatticamente, dove tutte sono importanti, ma nessuna è indispensabile, questo mi piace pensarlo. Lo Bianco-Aguero, Gioli-Barazza, Del Core-Ortolani, Cardullo. L' eptetto delle meraviglie, che ha realizzato il sogno di tutti. Una Ferretti che con sangue freddo si integra con le compagne quando il nostro capitano si infortuna; una Secolo che entra dalla panchina e mette i suoi sigilli. Una Croce prezioso aiuto, così come preziosa è stata l' umiltà di gente come Guiggi, Fiorin, Ortolani, sempre al loro posto senza fiatare, sempre cariche nell' incitare le compagne e preparate nei pochi momenti in cui hanno calcato il taraflex. Senza dimenticare una Piccinini che è una garanzia e una Anzanello che può essere un cambio in più.
Impossibile lasciare da parte la nazionale, ma dopo tutti questi successi ci siamo rituffati nel campionato. Perugia come detto vince la Supercoppa contro una Jesi spento; Pesaro si laurea regina d' inverno chiudendo il girone di andata al primo posto. Abbiamo parlato delle big, delle vincenti, ma non ci dimentichiamo di tutte le altre squadre di A1 e A2, Serie B (etc..). Ogni club lotta per ottenere qualcosa di importante che sia vincere lo scudetto o sia passare di categoria o raggiunere la salvezza. Atlete che lottano per far vedere di cosa sono capaci, per dare una mano a chi ha avuto fiducia nelle loro capacità, per dare emozione in campo a chi è sugli spalti. Società, addetti ai lavori e non, persone che rimangono dietro il palco, lavorando affinchè tutto sia perfetto, donando tanto impegno e tempo libero.
Impossibile anche non pensare ad allenatori come Gianni Caprara, Alessandro Chiappini, Beppe Cuccarini, Giovanni Guidetti, Marco Bonitta, Mauro Masacci, Mario Berruto e Andrea Anastasi che hanno dato lustro (e lo stanno tutt' ora dando) alla scuola pallavolistica italiana. Ognuno di questi allenatori ha una storia diversa da raccontare; c'è chi forse cerca il riscatto all' estero per far capire che sono ancora e sempre dei numeri 1. C'è chi il posto al sole lo ha trovato e c'è chi deve reinventarsi o cambiare rotta. Ma quando si parla di loro, si parla di tanti successi e di tanta pallavolo masticata.
E i "veterans"?? I vari Zorzi, Lucchetta, Vullo, le varie Marasi, Mangifesta e Bertini che con le rispettive squadre hanno lasciato di nuovo un segno tangibile di cosa abbia creato in questi anni il volley made in Italy.
Questo è quello che ci ha dato il 2007, insieme ad un pubblico sempre più numeroso, insieme al grande cuore dei tifosi, ultras o non purosangue, ma pur sempre appassionati, che rendono il mondo del volley "pulito" . E speriamo che il 2007 vi abbia dato anche un buon Vivovolley.it, nella speranza di darvi quel qualcosa in più o di diverso.
Cosa ci aspetta nel 2008? Tanto spettacolo, tanto cuore, tante novità e incrociamo le dita….magari una corona d' alloro cui aspiriamo….Arrivederci 2007 e grazie perchè resterai nei nostri cuori per lungo tempo….E a tutti un augurio di un 2008 con i botti e di tanta pallavolo, uno sport che diverte ed unisce!
