Scavolini Pesaro: Lunghi, Garzaro 1, Wijnhoven(L), Mari 9, Brussa 6, Castiglione, Ferretti 3, Furst 5, Costagrande 29, Sheilla 20, Guiggi 13. Ne: Lazcano. All.Marchesi
Famila Chieri: Busso 11, Borri, Secolo(L), Radulovic, Giovanna 12, Carlijn, Cicolari 15, Gligorovic 4, Barun 14, Willoughby 27. Ne: Petrolo, Tarozzo. All. Fenoglio
Pesaro: Bv 6 Bs 13; muri 18; err. 26.
Chieri: Bv 8 Bs 7; muri 14; err. 23.
La Scavolini Pesaro mantiene la vetta della classifica, un primo posto letteramente sudato da parte della colibrì contro una Famila che nei momenti importanti ha perso coraggio. Una partita che poco ha offerto dal punto di vista tecnico, ma tanto dal punto di vista agonistico. Tanto cuore da parte della due squadre, tante difese e tanta gioia e liberazione dopo i punti fatti. Chieri è stata avanti in tutti i parziali, contro una Scavolini che nei primi due set ha ricevuto malissimo, con l' alzatrice che ha dovuto affidarsi alla palla in banda, molto scontata, lasciando da parte il gioco al centro, tanto che Vercesi ha sostituito Furst poco incisiva. Chieri ha trovato un Secolo, schierata nel ruolo di libero, in forma, una sicurezza in seconda linea; Gligorovic ha variato qualcosa di più in prima linea, ma le due bocche di fuoco sono state Willohgby e a tratti Cicolari, con qualche incursione al centro.
Nel III e IV set ecco che esce la Scavolini, brava a sfruttare i momento no di Chieri. E' sempre difficile stabilire dove ci sono i demeriti di una squadra e dove iniziano i meriti dell'altra: a nostro avviso, la Famila ci ha messo molto del suo in senso negativo, visto che nei frangenti in cui poteva allungare chiudere, ha lasciato determinazione e i cosiddetti attributi fuori dal taraflex. Di contro una grande squadra si vede anche quando, nei momenti di difficoltà, riesce a recuperare l' ancora di salvezza, ovvero in questo caso, sfrutta a proprio vantaggio il negativo dell' avversario. La Scavolini ha iniziato la rimonta così, ma poi ci ha messo molto del suo, migliorando in ricezione, gestendo di conseguenza meglio l' attacco e risultando più attenta nella manovra di muro-difesa. Le due squadre hanno lottato e si sono date battaglia, alla fine la differenza è stata nel carattere: Pesaro ci ha creduto fino in fondo, Chieri ha mollato. Da questo punto di vista è contata molto la forza del gruppo, più forte in casa marchigiana nonostanti i diversi errori commessi e le imprecisione che potevano costare caro. Chieri non ha ancora il carattere della grande squadra, o meglio c'è, ma a tratti e lo si vede negli scambi punto a punto, anche se la mancanza di Secolo in attacco e il sostegno di Barun si sono sentite in casa piemontese.
Chieri certo deve recriminare molto a se stessa, perchè se non ha portato a casa punti deve solamente farsi un mea culpa. La squadra manca ancora d' esperienza e solidità e con un solo terminale offensivo ( leggi Willoughby) sugli scudi poco si può fare. Cicolari ha dato un buon apporto, ma non è l' attaccante di peso e sostegno che mette a terra i palloni pesanti. E con una Barun sottotono, l' americana non può vincere una gara da sola. Dal punto di vista del gioco, Chieri può crescere ancora molto; Gligorovic si è ben comportata a nostro avviso, senza strafare, senza brillare, ma cercando di non perdere smalto e concentrazione anche se poi si è persa con il gruppo nei momenti di difficoltà. Un peccato per Chieri non riuscire a raccogliere per quanto mostra in campo: sarà necessario cercare di fare punti nelle prossime gare per riprendere sicurezza nei propri mezzi e oliare alcuni meccanismi che non sono ancora diventati automatici. L' importante è non perdere mai la voglia di lottare anche quando la tecnica non supporta.
Per quanto riguarda la Scavolini, non ha ancora la marcia vista nel girone di andata, ma questo accomuna un pò tutte le big. La ricezione deve crescere, anche perchè questi momenti al rallentatore non sempre si possono recuperare. Mari è risultata negatva in questo fondamentale, tanto che abbiamo potuto notare la bravura e l' incisività di Lunghi, entrata dalla panchina ed autrice di una buona gara ed anche di Brussa che con un ottimo turno in battuta ha favorito il recupero in particolare nel II set (Chieri avanti 9-1, entra Lunghi, turno lungo al servizio e si arriva a 9-9). Parlando di seconda linea, anche Wijnhoven può fare molto meglio: l' olandese si è comportata bene in ricezione, ma è risultata molto meno "volante" in difesa, dove è risultata spesso fuori posto al di là degli errori su schema del muro. Certo, qualche difesa spettacolare l'ha regalata, ma non salva una prestazione sotto le righe. Bene le centrali, con Furst che come detto ha risentito della scarsa ricezione a inizio gara, ma poi, con il miglioramento di questo fondamentale, ributtata nella mischia, ha dato il suo contributo. Bene nel complesso Sheilla, partita sottotono, ma cresciuta da metà gara, anche se ci si aspetta sempre di più da una opposta del suo calibro, così come da Mari, troppo a corrente alternata anche in prima linea. Ferretti ha giocato partite migliori, ha risentito dell' imprecisione nei fondamentali di seconda linea, in alcuni frangenti ha perso concentrazione, ma la sua partita la possiamo definire senza infamia e senza lode. Arriviamo all' MVP, ovvero Costagrande, una vero baluardo e faro per il gioco delle colibrì, vera trascinatrice della squadra. Anche se, lo sottolineiamo ancora, l' anima di questa Scavolini è e potrà essere un gioco corale in cui ogni anello della catena risulta importante e intercambiabile.
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Asystel Volley Novara: Anzanello 5, Skowronska 29, Barcellini 1, Berg 2, Paggi 12, Valeskinha 19, Nnamani 1, Cardullo(L), Popovic, Osmokrovic 19, Mello 5. Ne: Ballarini(L), Corbellini. All. Brdjovic
Tena Santeramo: Boteva 12, Fernandinha 6, Soninha 28, Zhurovska, Dushkyevich 21, Rizzo, Sirressi(L), Porzio, De Luca 10, Marulli 7. Ne: Cimoli. All. Nesic.
Novara: Bv 3 Bs 13; muri 17; errori 24; invas. 2.
Santeramo: Bv 6 Bs 12; muri 12; errori 25; invas. 5.
Partita importante quella contro Santeramo per le Asystelle chiamate a “cancellare” le ultime prestazioni piene di molte ombre.
Novara è scesa in campo con Skowronska opposta a Berg, Valeskinha e capitan Osmokrovic schiacciatrici, Anzanello e Paggi al centro e Cardullo libero. Santeramo ha risposto con Boteva opposta a Fernandinha, Marulli e Dushkyevich al centro, De Luca in banda con Soninha e Sirressi libero.
Da un lato, quindi, l’ Asystel ritrova il suo libero titolare, dall’altro Santeramo risponde con una Soninha tornata sul parquet dopo lo stop forzato più motivata che mai.
Nel primo set dopo una partenza favorevole per Novara grazie al capitano Osmokrovic (3-1) ed a qualche buon attacco di Skowronska (8-6) e Valeskinha (10-6), Santeramo, si rifà sotto sfruttando qualche incertezza in seconda linea dell’Asystel, mettendo addirittura la faccia avanti sul 13-14 con un servizio vincente di Boteva. Inizia quindi un punto a punto al cardiopalma, con le due squadre che non ne voglion sapere di soccombere sotto i colpi dell’avversario. Sono le santeramane, con De Luca, a trovare il primo set ball (23-24) dopo che Novara spreca ben tre rigiocate. Ma dopo un interminabile alternarsi di vantaggi sono le padrone di casa a spuntarla grazie ad un errore di Soninha (39-37).
Il secondo parziale inizia con Santeramo in avanti, un vantaggio quello delle santeramane che cresce sempre di più (5-8, 9-16) e vede una Novara soccombere sotto i colpi di Boteva e compagne senza riuscire a trovare il bandolo della matassa: gioco alquanto scontato di Berg e le attaccanti che trovano il muro avversario già piazzato ed incisivo. Il set si chiude quindi in scioltezza per le ragazze di coach Nesic senza che le forze fresche messe sul parquet da Novara (Mello, Barcellini e Nnamani) potessero invertirne l’inerzia (16-25).
Il terzo set restituisce al pubblico di casa l’Asystel una squadra “rinnovata” nel gioco e nello spirito, lontana parente di quella vista nei primi due set ed ultimamente. Il muro comincia a funzionare, ma è il gioco nel suo complesso a essere più fluido; a ciò si aggiunga una buona Osmokrovic ben coadiuvata da Valeskinha ed i parziali di 8-4, 12-4, 20-5, sono presto spiegati (ottimo per favorire il break il turno al servizio di Mello ). Il finale è ormai segnato ed è 25-9 che non ammette riserve.
Nel quarto parziale, la squadra di coach Brdjovic parte ancora forte prima grazie al duo Valeskinha – Osmokrvoic lasciando intendere di aver ormai superato il momento di empasse (8-5), e poi grazie ad una serie di muri ( Berg, Mello e la stessa Valeskinha) che portano il vantaggio sull’11-5. Sembra ormai notte fonda per Santeramo ed invece con un grande parziale frutto della collaborazione di tutte le componenti della squadra, le pugliesi impattano prima ai 12 e, dopo un altro allungo delle Asystelle, ai 18. L’esito della partita è quindi nuovamente in discussione e le squadre si ritrovano testa a testa fino al termine, quando un parziale di 0-3 per le ospiti, regala il tie-break e la sicurezza di un punto prezioso alle pugliesi (23-25).
Il quinto ed ultimo parziale, si apre ancora con Novara a dettare il ritmo e farsi sentire soprattutto a muro (8-4 al cambio campo). E’ Soninha quindi a riportare sotto le pugliesi (10-8), ma è l’ultimo strenuo tentativo di Santeramo per portare a casa la partita, perché ci pensano Paggi con un muro (13-11) e Skowronska (14-11 e 15-12) a segnare l’epilogo del match.
Partita ancora una volta in chiaro-scuro per l’Asystel, che pur giovandosi di nuovo delle prestazioni del suo libero titolare Cardullo, non riesce a trovare quella tranquillità e fluidità di gioco che l’ha contraddistinta fin prima della pausa. Sintomo solo dei carichi di lavoro necessari per far arrivare la squadra in perfetta forma agli appuntamenti che contano, oppure sintomo di qualche altro malessere? Di certo, una risposta la potrà dare l’imminente match di Champions: da martedì ogni errore può costare davvero caro ed il tempo per rimediare potrebbe non esserci, vedremo.
Quanto a Santeramo, sicuramente il “recupero” di Soninha ha dato ulteriore slancio ed euforia a tutto l’ambiente, ma è tutta la squadra che sta girando veramente bene. Ottima Fernandinha, ma eccellente anche Dushkyevich, per non dimenticare Sorressi, sicuramente un libero molto interessante.
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Minetti Infoplus Imola: Curcic 17, Leggeri 9, Dall'Igna 6, Percan 1, Mifkova 13, Ikic 9, Paccagnella 16, De Gennaro(L). Ne: Radzuweit, Zanin, Tirozzi, Bertone. All. Benelli
Infotel Banca Forlì: Arias Done 12, Petkova 4, Vergun 2, Musti De Gennaro 6, Leonardi(L), Beccaria, Di Iulio 9, Angeloni 15, Katic 6, Poggiali. Ne: Antonucci, Vergun, Vecchi. All. Berselli
Imola: Bv 6 Bs 7; muri 9; errori 18.
Forlì: Bv 4 Bs 7; muri 7; err. 20; invas. 1.
Imola vince il derby romagnolo, ma soprattutto si allontana dalla zona salvezza, portadosi sotto la zona play off. Una partita sentita da tutte e due le squadre, ma se Imola dal canto suo ha fatto una prestazione nel complesso positiva, brava a imporre un gioco più veloce e preciso nonostante i diversi errori, Forlì risulta allo sbando, pur con gli innesti che nelle precedenti gare avevano dato qualcosa in più al gruppo. Imola è stata più precisa nella manovra di gioco, sia nei fondamentali di prima che di seconda linea; le ragazze di Vallicelli invece, a parte la reazione d' orgoglio nel III parziale, non hanno saputo affrontare la gara nella giusta maniera. Correlazione muro-difesa disattenta, grinta e determinazione lasciate nello spogliatoio, gioco di squadra….dove è stato il gioco di squadra??
Scavolini Pesaro – Famila Chieri 3-1 (19-25 32-30 26-24 32-30) Pag 1
Asystel Volley Novara – Tena Santeramo 3-2 (39-37 16-25 25-9 23-25 15-12)
Minetti Infoplus Imola – Infotel Banca di Forlì 3-1 (25-14 25-19 16-25 25-14) Pag 3 (Differita Sky Sport 2 martedì 12 febbraio ore 16.00)
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