DESPAR PERUGIA: Staelens, Togut 15, Crisanti 8, Dushkyevich 12, Decordi, Arcangeli (L), Pincerato 3, Yang 12, Angeloni, Willoughby 17, Van Tienen, Medaglioni (L). Non entrati Casillo. All. Caprara Gianni.
ASYSTEL VOLLEY NOVARA: Anzanello 16, Feng 2, Rosso, Paggi 12, Barcellini 13, Bechis, Cardullo (L), Lombardo, Osmokrovic 19, Kozuch 8. All. Pedullà Luciano.
Perugia: bs 9, bv 4, ricezione 66% (prf 38%), attacco 35%, muri 17, errori 27. Novara: bs 10, bv 2, ricezione 75% (prf 47%), attacco 40%, muri 7, errori 22.
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FAMILA CHIERI: Busso 8, Radulovic, Petrauskaite 15, Cicolari 10, Popovic 13, Stufi 10, Aleksovska, Puerari (L). Non entrati De Angelis, Tarozzo, Giovanna. All. Guidetti Ettore.
SOLO AFFITTI TRADECO CESENA: Piolanti 2, Venturi, Mazzoni (L), Leonardi, Musti De Gennaro 6, Ssuschke 4, Usic 20, Mifkova 13, Swiderek 1, Berti Alves 5. Non entrati Poggiali, De Luca. All. Benelli Manuela.
Chieri: bs 10, bv 6, ricezione 65% (prf 45%), attacco 49%, muri 7, errori 15. Cesena: bs 7, bv 1, ricezione 71% (prf 42%), attacco 44%, muri 7, errori 21.
Qualche giornata addietro il match andato in scena al Pala Maddalene tra Famila Chieri e Solo Affitti Tradeco Cesena poteva essere l’ultima spiaggia per le padrone di casa per rientrare in corsa per la permanenza nella massima serie ed invece grazie ai brillanti risultati ottenuti nelle ultime tre giornate, Chieri si presentava in campo addirittura conscia del possibile aggancio, al termine dell’incontro, con la Tena Santeramo. Cesena, dal canto suo, scendeva sul taraflex per tentare di assicurarsi, quasi aritmeticamente, la salvezza.
Mister Guidetti si è affidato al sestetto titolare con l’eccezione di Stufi al centro al posto dell’infortunata Giovanna: Radulovic in diagonale con Popovic, Busso e Stufi al centro, Petruskaite e Cicolari di banda, Puerari libero.
Coach Benelli, invece, non ha recuperato De Luca ed ha schierato Swiderek in palleggio in diagonale con Usic, Ssuschke e Musti De Gennaro al centro, Mifkova e Berti Alves di banda, Mazzoni libero.
Il primo set è corso sul filo dell’equilibrio con qualche fiammata di Chieri prontamente spenta dal ritorno di Cesena. Da segnalare, sin dall’inizio la buona prestazione della centrale Stufi che, schierata al posto dell’assente Giovanna non l’ha fatta per nulla rimpiangere. La Famila arriva per prima sia al primo time out tecnico (8-6), che al secondo (16-13). Quando però il set sembrava assolutamente in mano alle padrone di casa, addirittura avanti 20-15, si spegne la luce e grazie ad un ottima rotazione di Cesena con Usic in battuta, la Tradeco impatta sul 24 pari. Chieri però si dimostra lucida nonostante lo sbandamento e grazie ad un attacco vincente di Cicolari ed un errore avversario la Famila chiude 27-25.
Il secondo parziale ricomincia come era iniziato il primo con Chieri a dettare il ritmo dell’incontro ed una Petruskaite in più. Chieri, pronti e via ed allunga prima fino all’8-3 e poi 11-5. Cesena patisce l’aggrssività e la concinzione delle piemontesi e pare assolutamente impotente. Al secondo time out tecnico Chieri è ancora avanti 16-10 e nonostante un timido tentativo di Cesena di riavvicinarsi (23-19), chiudno ancora una volta il set a loro parziale grazie a due attacchi di Petrauskaite e Stufi.
Il terzo set è più equlibrato dei precedenti, forse anche perché le padrone di casa calano un po’ mentalmente. Si procede praticamente a braccetto (8-6, 10-10, 14-16), con un primo allungo delle ospiti proprio al secondo time out tecnico. La Famila però, dimostra di non avere alcuna intenzione di far allungare il match e grazie a Popovic prima impatta sul 19 pari e poi opera il sorpasso e l’allungo decisivo grazie anche al muro. Ci pensa Petrauskaite a mettere a terra l’ultima palla, del 25-21, che vale la vittoria e la salvezza virtuale.
Chieri si è dimostrata più squadra, più vogliosa di conquistare questa vittoria,grazie soprattutto alla consapevolezza della propria forza acquisita grazie alle ultime buone prestazioni e vittorie anche con squadre qualitativamente più forti. Giusto quindi il risultato ed ora, continuando con questo passo (11 punti su 12 nelle ultime 4 partite), la salvezza sembra a portata di mano.
Cesena dal canto suo, non è riuscita se non a tratti a contrastare la forza soprattutto mentale di Chieri ed il risultato inevitabile è stata la sconfitta. Lontano dalle mura amiche la Tradeco dimostra molta debolezza, ma questa sconfitta, sia pur importante in quanto avvenuta contro una diretta concorrente per la salvezza, non dovrebbe incidere sul prosieguo della stagione.
Fabio F.
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MINETTI VICENZA: Curcic 9, Devetag 3, Ensabella (L), Dall'igna, Santini 11, Kucerova 2, Vanmeter 2, Ikic 4, Paccagnella 7, Tirozzi 2, De Gennaro (L). Non entrati Strobbe, Mattiolo, Rroco. All. Baraldo Maurizio.
SCAVOLINI PESARO: Lunghi (L), Garzaro 3, Wijnhoven (L), Skowronska 11, Brussa 1, Ferretti 3, Furst 8, Costagrande 15, Di Crescenzo 1, Guiggi 6, Jaqueline 9. Non entrati Castiglione. All. Guimaraes José Roberto.
Vicenza: bs 4, bv 3, ricezione 59% (prf 45%), attacco 28%, muri 6, errori 18. Pesaro: bs 3, bv 7, ricezione 67% (prf 44%), attacco 41%, muri 10, errori 10.
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UNICOM STARKER KERAKOLL SASSUOLO: Vecchi (L), Leggeri 6, Turlea 13, Tenza Chiara, Diomede 5, Bosetti 20, Aluigi Chiara, Havelkova 15, Rondon 5. Non entrati Nucu, Guidi, Cella. All. Ferrari Tommy.
FOPPAPEDRETTI BERGAMO: Ortolani 15, Merlo (L), Gujska, Barazza 12, Sorokaite 2, Bacchi 15, Piccinini 1, Arrighetti 18, Lo Bianco 3, Del Core 14. Non entrati Araki, Camarda. All. Micelli Lorenzo.
Sassuolo: bs 6, bv 2, ricezione 75% (prf 50%), attacco 35%, muri 11, errori 19. Bergamo: bs 6, bv 4, ricezione 73% (prf 43%), attacco 41%, muri 19, errori 16.
La Foppapedretti Bergamo torna da Sassuolo con bottino pieno, al termine di una gara dominata per i primi due set, "persa" per strada nel terzo parziale e riacciuffata per i capelli nella quarta frazione.
Una gara non troppo entusiasmante, in cui ci sono tanti demeriti da ambo le parti: Sassuolo entra in campo approcciandosi male alla gara, subendo il buon gioco delle orobiche che spingono subito fin dalle prima battute, grazie anche ad una seconda linea della Kerakoll imprecisa. Due set lisci come l' olio per Bergamo, poi appannamento, dovuto anche ad una Unicom che non ha mollato: la Foppa smette di essere aggressiva, permettendo a Sassuolo di giocare un buon volley, con Havelkova e Bosetti che trovano i guizzi vincenti. Le padrone di casa potevano arrivare al tie break, meritatamente, ma è anche vero che Bergamo nel momento di chiudere ha allontanato con forza l' ombra del quinto set.
Una buona battuta e una difesa attenta e presente ha permesso alle Unike di rientrare in partita, Rondon sfrutta la buona vena delle sue attaccanti, anche se nel quarto insiste troppo su Turlea, che si trova anche 4 palloni di fila da attaccare con il muro piazzato, proprio nei momenti delicati di fine parziale. Alla rumena manca "smalto", ma è anche vero che l'alzatrice aveva altre opzioni di gioco. Alzatrice cui non mancano le capacità e che ha fato vedere alcune cose interessanti, ma la gestione del gioco passa anche dalle sue mani, la distribuzione è spesso scontata, senza contare che, al di là dell'assenza di Nucu, il gioco al centro latita e una Manu Leggeri è davvero "sprecata" nel non essere utilizzata al massimo, tanto che poi fatica anche nell' esprimersi a muro. Nel complesso, positiva la reazione della squadra, che ha rischiato di fare davvero, passateci il termine, una figuraccia davanti al pubblico amico, accorso ancora numeroso. Con Cella indisponibile, Bosetti suona la carica, è cattiva, diventa un punto di riferimento per la sua regista, insieme alla giovane Havelkova, che su palla alta e in diagonale piazza delle vere bombe. Il libero sicuramente non ha dato una grande mano alla squadra per quanto riguarda la ricezione, nonostante sia stata autrice di alcune belle difesa, fin troppo spettacolari.
La Foppa dal canto suo, fa valere la sua superiorità tecnica e mentale, mostrando un buon ordine in campo e un muro che inizialmente non lascia passare gli attacchi avversari. C'è il calo, ci sono le avversarie che reagiscono, c'è poca lucidità in campo, tanta fatica nel mettere a terra la palla, complice il muro di Sassuolo che inizia a funzionare, ma alla fine c'è la voglia di vincere. Lo Bianco gestisce bene la squadra, salvo qualche momento di "sbandamento", ma quando tutte le attaccanti vanno in doppia cifra, vuol dire che la regista ha fatto bene, anzi più che bene il suo lavoro. Le centrali oggi hanno murato più di quanto sia mai stato fatto da inizio stagione, merito loro e demerito delle attaccanti della Unicom: Barazza ha sporcato molti palloni, Arrighetti ha fatto i punti, un bel binomio, anche se in prima linea a nostro avviso dovrebbero, quando possibile, essere ancora più determinanti. Ortolani tra alti e bassi regala sempre un buon bottino di punti, sbaglia le cose facili, poi mette a terra i palloni come solo le grandi attaccanti sanno fare. Croce e delizia…Bacchi è autrice di una buonissima gara, nonostante momenti di calo, Del Core è in crescita, i suoi punti sono pesanti, la schiacciatrice migliore a livello di percentuale. Buona la prova di Merlo che vince il confronto con la collega di reparto e non subisce punti diretti.
Sassuolo dimostra di avere le carte in regola per arrivare ai play off, ma l' approccio alla gara deve assolutamente essere diverso, oltre ad avere una gestione diversa del parco attaccanti. E' vero che ci sono stati tanti infortuni e la squadra non si è allenata sempre insieme, ma il problema del gioco al centro non lo si scopre ora, così come il fatto che Rondon va "guidata" in miglior modo, perchè Turlea sarà anche l' opposto della squadra, ma quest'anno ha faticato spesso nel mettere a terra i palloni pesanti in situazioni di palla scontata.
Per quanto riguarda la Foppa, due lati della stessa medaglia così come la Kerakoll, ma con la crescita di Del Core ci sono più soluzioni per Lo Bianco, anche il gioco ne risente in modo positivo, nonostante i cali che ancora possono costare caro. Ma adesso si pensa a Pesaro. Dentro o fuori.
Mirtillino – Nrb
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YAMAMAY BUSTO ARSIZIO: Ravetta, Viganò 11, Fernandinha 2, Valeriano, Esko 17, Matuszkova 23, Campanari 12, Borri (L), Ritschelova 13. Non entrati Kovacova, Fokkens. All. Parisi Carlo.
Due ore di gioco, cinque set di emozioni, Castellana a far da battistrada, Busto ad inseguire, la rimonta della Yamamay che si spegne qualche metro prima del traguardo e il trionfo della Florens senza il bisogno di ricorrere al foto finish.
Può essere riassunto così il match del Pala167 che vede il ritorno al successo della squadra di mister Radogna, a digiuno di vittorie dall’11 gennaio.
Poteva essere bottino pieno per Quaranta & co., avanti due set a zero e invece, complice qualche distrazione di troppo nel terzo e quarto set, la sicurezza di aver messo già al tappeto le bustocche, la veemente reazione della squadra di Parisi, la Cgf Recycle è stata costretta al tie break dove ha trovato la forza di reagire per far sua la vittoria.
Parte bene Busto Arsizio che con Matuszkova in evidenza è in vantaggio alla prima sospensione tecnica 6-8. Al rientro in campo il vantaggio ospite diventa 7-10, poi ci pensa Soninha con i suoi colpi a iniziare la rimonta. Quaranta la segue a ruota e Castellana piazza un break di 9-3 che vale il 16-13. La Yamamay accenna una timida reazione con Esko ma sono più gli errori che i punti, al contrario di Castellana che si esalta e chiude il set 25-18 con due punti consecutivi di Scott.
Copione simile nel secondo parziale con le ospiti più concrete nella parte iniziale del set ma ancora una volta costrette a subire la reazione di Castellana dopo il time out tecnico. Le due squadre restano incollate fino al 16-15, quando il muro delle padrone di casa rompe ogni equilibrio (19-16). Busto non trova le contromisure agli attacchi di Soninha e Castellana si invola sul 2-0 con un attacco della stessa brasiliana (25-21).
Sotto di due set, Busto rientra in campo nel terzo parziale più decisa e trova in Campanari la vera trascinatrice. La centrale si fa sentire in tutti i fondamentali e soprattutto a muro (3-8). Castellana si smarrisce e Radogna prova con il time out e con la girandola di cambi a rimettere in carreggiata la sua squadra. La Yamamay sbaglia poco e niente (7-16), i colpi di Soninha sia in attacco che dalla linea dei nove metri valgono le ultime cartucce della Florens (12-16) che si arrende 16-25 al lungolinea di Esko.
Il match si infiamma nel quarto set. Le due squadre non si risparmiano colpi, si inseguono, si sorpassano, danno vita a fasi di gioco emozionanti. A Soninha risponde bene Matuszkova che con due colpi consecutivi segna l’allungo della sua squadra (15-18). Castellana prova a rifarsi sotto ma Viganò prima ed Esko poi spengono ogni tentativo avversario di rientrare nel set (22-25).
Si va al tie break dove la parità dura fino al 6-6. Dopo il cambio di campo, le padrone di casa se ne vanno (12-8) con Busto che pare aver esaurito tutti i colpi nei due set precedenti senza riuscire a trovare la forza per lo sprint finale in cui su tutti domina Soninha con tre punti consecutivi (15-10).
Vittoria tutto sommato meritata per Castellana Grotte che ha potuto contare su una immensa Soninha, vera trascinatrice. Se solo le sue compagne fossero state più incisive (Elisangela) o più continue (Quaranta), la posta in palio sarebbe potuta essere anche piena. Bene il muro con Scott e la regia di Dalia, in serata davvero ispirata. Il vistoso calo del terzo e quarto set ha fatto temere nella beffa finale, ma quel tie break giocato con grinta, convinzione e voglia di vincere ha spazzato via ogni timore. Come non succedeva da tempo, con questo successo la Florens ha fatto divertire e gioire i suoi tifosi e soprattutto mantiene vive le speranze per l’ottavo posto ora distante quattro lunghezze.
Busto Arsizio ha pagato un approccio alla gara troppo falloso. Tanti errori per Viganò (sotto tono) e compagne. Per due set la squadra di Radogna è stata incapace di reggere le accelerazioni della Florens e soprattutto di organizzare il proprio gioco.
La vera Yamamay la si è vista dal terzo set che ha avuto come assoluta protagonista Campanari, letale da ogni parte del campo. E’ vero che la rimonta è coincisa con il calo di Castellana, ma è pur vero che il terzo set è stato quello in cui sono stati commessi meno errori e la percentuale di attacco è stata la più alta.
Opaca la prova a muro (solo 7 blocks); in attacco bei colpi li ha fatti vedere Matuszkova, mentre Borri si è esaltata in difesa. Il punto conquistato in Puglia permette di mantenere la quinta posizione da sola, ma per arrivare il più lontano possibile occorre evitare errori a volte banali e giocare con più ordine e più convinzione.
Giuseppe F.
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ZOPPAS INDUSTRIES CONEGLIANO: Brakocevic 10, Ghisellini, Marcon 7, Do Carmo Braga 6, Manzano 13, Pavan 15, Rossetto (L), Positello, Serena 4. Non entrati Serafin. All. Martinez Mario Regulo.
TENA SANTERAMO: Gustafsson, Capuano 3, Sangiuliano 3, Filipovics, Masino, Sirressi (L), Tsekova 11, Fernandez Navarro 12, Orsi Toth 2, Marulli 7. Non entrati Cacciapaglia. All. Mastrangelo Vincenzo.
Conegliano: bs 7, bv 2, ricezione 82% (prf 63%), attacco 43%, muri 10, errori 17. Santeramo: bs 7, bv 1, ricezione 73% (prf 49%), attacco 29%, muri 7, errori 20.
CONEGLIANO: 3 set e poco più di un’ora di gioco bastano alla SPES per azzerare le velleità di vittoria di Santeramo, che mette così a rischio anche il discorso salvezza.
Brakocevic non riesce nell’impresa di raggiungere i 1000 punti tra serie A1 e A2 di fronte al pubblico coneglianese, ma i suoi 10 punti risultano fondamentali per raggiungere il bottino pieno. Nonostante gli acciacchi patiti in settimana, Martinèz schiera il sestetto base: Pavan stringe i denti anche perché l’universale Positello non ha ancora recuperato i problemi alla caviglia e alla spalla (vistoso tape per lei), al palleggio Serena, Brakocevic, Marcon, Do Carmo, Manzano e Rossetto. Serafin ancora out.
Il neo coah santeramano Mastrangelo si affida a Sangiuliano, Marulli, Fernandez Navarro, Capuano, Tsekova, Orsi Toth e Siressi libero.
Prima dell’avvio del match, le ragazze di Conegliano compaiono nel maxischermo per lanciare un messaggio sul rispetto delle donne, vista la ricorrenza dell’8 Marzo.
Si parte all’insegna dell’equilibrio: nessuna delle due squadre sembra volersi sbilanciare, e il risultato rimane più volte in bilico. La ricezione tiene da entrambe le parti ma è l’attacco a fare la differenza: Brakocevic passa più volte in pipe, affiancata da Marcon (altro pomeriggio di “grazia” per lei), che segnano il solco tra Conegliano e Santeramo. Fernandez e Tsekova cercano di contrastare l’azione gialloblu’, ma non rintuzzate dalle compagne mollano sul 25-18.
Per le pantere nel secondo set si erge maestoso il muro di Manzano, che detta legge nei confronti dell’attacco avversario poco incisivo e prevedibile (saranno 5 i muri punto per lei, gli stessi fatti da tutta la squadra santeramana). Orsi Toth non entra in partita e si sente; Capuano fatica in attacco, e cerca di dare qualche aiuto in più in difesa; a nulla valgono i time out di coach Mastrangelo, che dopo la seconda sospensione tecnica deve vedere la sua squadra capitolare di fronte agli attacchi di Do Carmo e di una quanto mai arzilla Pavan.
Il terzo set sempre poter capovolgere le sorti dell’incontro. Santeramo parte spedito, e si aggiudica il primo time-out tecnico con il punteggio di 7-8. Da qui in avanti sarà un batti e ribatti continuo che lascia senza fiato il pubblico trevigiano. Ci vorrà un errore rossoblu per far emergere le pantere: Pavan trova spesso il mani out nel muro avversario e Do Carmo sa dove schiacciare per trovare il punto. Brakocevic spreca in più di qualche occasione, e il conto alla rovescia ai mille punti si ferma a – 3. La Tena sembra aver esaurito le forze e qualche lampo di genio di Sangiuliano e di Fernandez non bastano a rovinare la festa gialloblù che esplode sul punteggio di 25 a 18.
La Tena sembra non risentire del cambio di allenatore; scarsa la reazione delle murgiane di fronte a una squadra comunque non in formissima. Tiene la ricezione, con Capuano sopra le righe, ma non basta per rimediare a una prestazione deludente dal punto di vista offensivo. Sangiuliano cerca di inventarsi qualcosa con le sue attaccanti, ma è ben poca cosa per pensare di impensierire la ricezione più efficace del torneo. Coach Mastrangelo dovrà lavorare ancora molto per raggiungere una salvezza che mai come ora sembra seriamente compromessa.
Pavan continua a stupire: nonostante la contrattura che l’ha tenuta in forse fino all’annuncio della formazione, esce dall’incontro come top scorer con 15 punti all’attivo. Manzano dimostra ancora una volta che a muro ci sa fare, e condisce la sua prestazione con 13 punti d’oro, come d’oro è ancora la prestazione di Marcon, che oggi lascia qualcosina in attacco a scapito di una percentuale del 72% in ricezioni perfette. Conegliano esce quindi da questo incontro rafforzato sia dal punto di vista mentale che da quello fisico: con la situazione attuale di infermeria non sarebbe stato facile per nessuno andare a punti, ma coach Martinez ha saputo dosare le forze della squadra a dovere, cogliendo il mix giusto per raggiungere la vittoria che lancia la SPES in piena zona play-off a 32 punti.
Enrico Mantovani
Famila Chieri – Solo Affitti Tradeco Cesena 3 – 0 (27-25 25-20 25-21) Pag 2
Minetti Vicenza – Scavolini Pesaro 0 – 3 (22-25 13-25 13-25)
Unicom Starker Kerakoll Sassuolo – Foppapedretti Bergamo 1 – 3 (14-25 16-25 25-22 25-27) Pag 4
Zoppas Industries Conegliano – Tena Santeramo 3 – 0 (25-18 25-18 25-19) Pag 6
