Le ragazze hanno voluto dire la loro perché, nel giorno immediatamente successivo a quello dell'esonero, Vercesi ha dichiarato di essere rimasto sorpreso da tutto ciò. Martina Guiggi è un fiume in piena: “Posso capire lo stupore dei tifosi, ma erano più di tre mesi che cercavamo di far funzionare le cose ed è stato grazie all’umiltà di noi giocatrici che abbiamo nascosto i problemi a chi stava fuori. La situazione che si era creata con Angelo ci ha assorbito tante energie e lui conosceva benissimo il problema tanto che avremo fatto 20 riunioni con lui e io da capitana negli ultimi due mesi sono sempre rimasta un’ora dopo gli allenamenti a parlare con lui. Abbiamo fatto tutto quello che professionalmente si poteva fare, lavando in casa i panni sporchi. E non si tratta di una o due giocatrici che hanno plagiato le altre. Ognuna di noi aveva problemi con lui, anche se non vogliamo metterli in piazza. Non è vero poi che abbiamo chiesto la testa del coach. La società conosceva la realtà e siamo state convocate dal presidente che poi ha preso la decisione”. Ma quali sono questi screzi? “Ripeto che non voglio entrare nello specifico, ma in tre mesi aveva sempre un problema con una ragazza diversa. In più mancava lucidità a livello tecnico. E così è venuta a mancare la fiducia in lui. Al termine di ogni gara non c’era sempre qualcuna in lacrime e non è una cosa normale, viste anche le tante vittorie. Venire agli allenamenti era diventato un peso. Già con Bergamo questa sera (domenica ndr) eravamo più tranquille”. Un Vercesi dalla doppia personalità, questo quello che si evince; disponibile con i giornalisti e con i tifosi, ma confuso e psicolabile con le giocatrici. Ma cosa è accaduto per far si che si creasse un'atmosfera così insostenibile fino ad arrivare all'esonero dell'allenatore? “Per me si è stressato. Forse aveva già accusato il colpo lo scorso anno quando dopo lo scudetto fu retrocesso a preparatore atletico, ma non era più la stessa persona. Anche il fatto di aver impiegato tre mesi a decidere di tornare mi è sembrato strano. Voleva essere amico, ma allo stesso tempo un tecnico distaccato e pian piano i rapporti si sono deteriorati. La situazione era strana da settembre, subito dopo la Supercoppa. E lo dico con grande dispiacere, perché è un tecnico che ci ha dato tanto e con lui abbiamo vissuto un anno straordinario. Penso che ora non stia bene”.
