Dodici le squadre partecipanti, che si possono divedere in due fasce ben distinte e con ambizioni diverse: Brasile, Cuba, Stati Uniti, Polonia, Serbia e Giappone, che insieme alla azzurre hanno ambizioni da podio; Thailandia, Dominicana, Corea del Sud, Perù e Kenya, sulla carta di levatura inferiore.
Le thailandesi sono una formazione non eccezionale, ma sicuramente scorbutica, come tutte le orientali. Un buon avversario per prendere contatto con una pallavolo diversa, un esordio che nasconde poche insidie, se affrontato con la giusta concentrazione.
Alla vigilia il ct Massimo Barbolini ha sottolineato:”Ci sono tante squadre che possono ambire a staccare il biglietto per le Olimpiadi, sarà una manifestazione dura ed impegnativa. Noi siamo intenzionati a far bene, siamo qui perchè abbiamo vinto i Campionati Europei, dobbiamo capire che ci siamo perchè abbiamo fatto una grande cosa e continuare a lavorare su quella strada. – poi ha proseguito il tecnico modenese –
Quest’anno il nostro obiettivo era crescere dal punto di vista fisico ed allargare la rosa delle azzurre, abbiamo fatto di più abbiamo ottenuto ottimi risultati, ora non ci dobbiamo fermare, ma confermare.” Concludendo: ”La nostra prima avversaria sarà la Thailandia che ha ottenuto buoni risultati nei recenti campionati asiatici, la affrontiamo con il massimo rispetto.”
La squadra, anche nell’allenamento di rifinitura ha confermnato di essere in buona condizione pronta a questo lungo tour la porterà in giro per il Giappone, toccando quattro centri, dopo Tokyo, Osaka, Sapporo e Nagoya nell’ordine, giocando undici gare in quindi giorni.
Trentuno giorni dopo la conquista del titolo continentale, torna in campo la Nazionale Azzurra femminile per iniziare l’inseguimento alla qualificazione olimpica. Domani mattina alle ore 8.05 italiane Lo Bianco e compagne affrontano la Thailandia (differita su Rai Sport Sat alle ore 20.45), nel primo impegno della Coppa del Mondo, valida anche quale primo torneo di qualificazione per Pechino 2008 (tre posti in palio).
Di seguito le parole di Barbolini.
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