Foppapedretti Bergamo: Gruen 21, Rosner 5, Barazza 8, Piccinini 12, Lo Bianco 1, Poljak 12, Merlo(L), Sorokaite. Ne: Fiorin, Arrighetti, Gujska, Croce. All. Micelli
Monte Schiavo Banca Marche Jesi: Togut 12, Gattaz 1, Negrini 3, Rinieri 11, Bown 2, Marcelle 4, Cella 10, Puerari(L), Calloni 2, Chmil. Ne: Bedin, Padua. All. Abbondanza
Foppapedretti Bergamo: Bv 3 Bs 5; muri 12; errori 16.
Monte Schiavo Banca Marche Jesi: Bv 3 Bs 6; muri 4; errori 16.
Una squadra più ordinata in campo, che ha fatto la differenza soprattutto nella correlazione muro-difesa, seguita dalla concretezza in prima linea. Ecco perchè la Foppapedretti ha battuto la Monte Schiavo. Fino a metà del primo set, Jesi sembra esserci. La Foppa ha un vantaggio di 2 punti alla prima sospensione tecnica, diventano 3 alla seconda, poi allunga con Jesi che fa fatica in prima linea, lascia anche cadere diversi palloni in seconda senza reattività. Nel secondo set la musica è simile, ma nel finale di frazione la Foppa sbaglia qualche pallone di troppo in attacco, le prilline ne approfittano, ci sono buoni scambi, anche se manca lucidità e attenzione in campo per poter chiudere il set. Nella terza frazione le prilline colano a picco. Partono male e si trovano in un baleno sotto 16-9. La Foppa è una macchina che macina punti, attentissima a muro, Lo Bianco smarca benissimo le attaccanti, soprattuto Poljak e Grun fanno male. Jesi non c'è. Rosicchia qualche punto, Cella cerca di trascinare le compagne, ma è troppo tardi.
Due squadre totalmente diffrenti. In campo bergamasco un gruppo che lotta su ogni palla, attento in seconda linea, efficacie in prima e soprattutto paziente: anche quando ci sono stati momenti (davvero pochi) di distrazione, Bergamo è stata sempre superiore, dimostrando di avere la partita ben salda nelle mani, non cercando maestrie nei colpi, ma giocando con intelligenza. Lo Bianco una sicurezza in regia, regala perle alle compagne, che non hanno paura (al contrario di alcune jesine) di picchiare la palla. Grun ha trascinato la squadra, ha messo a terra palloni difficili in contrattacco, rivelandosi fondamentale nel gioco orobico. Piccinini e Poljak hanno fatto da spalla, una concreta in seconda linea e a muro, l'altra in prima linea. Barazza è stata poco servita, ma al momento giusto, tanto che chiude con un 56%, mentre Rosner ha faticato non poco e non ha saputo incidere in attacco, anche se in seconda linea è stata importante. Buona la prova della givane Merlo. Certo, le manca il giocare ad alto livello, mancano gli automatismi con le compagne, ma ha personalità e coraggio e saprà difendersi bene in campo.
Jesi manca di concentrazione e continuità: ha momenti in cui riesce a stare attaccata alla gara, mostrando buone cose, deteminazione, poi crollo. Mancano tanti automatismi, manca il feeling con la palleggiatrice, manca la forza mentale per uscire dai momenti critici e in molti frangenti l' esperienza e la classe di certe giocatrici. Togut, Rinieri (una comunque delle più positive) e Bown in primis, devono alzare il loro livello di gioco: soffrono le alzate di Marcelle, a volte basse, a volte corte, a volte sull'asta, ma devono metterci molto di più di loro in campo, nelle coperture e nelle difese, a muro e per grinta. Nostro personale parere è che Abbondanza non può affrontare certe gare importanti con Negrini in campo, giocatrice che va bene come settima banda, non come titolare. In ricezione tiene, è spesso cercata dalle avversarie per limitarla in prima linea, dove davvero fatica con un muro alto. Cella da questo punto di vista, se ha possibilità di giocare con continuità, può dare più affidamento, oltre al fatto che ha più colpi in canna e lo ha dimostrato. Da dimenticare la prestazione di Caroline, un "fantasma" in campo; Puerari non si è comportata male: nel primo set è stata troppo ferma in seconda linea, nel prosieguo ha fatto belle difese, ma anche lei deve crescere. Chiudiamo con il problema Marcelle, non indifferente: imprecisa, scelte non sempre facili, non guarda il muro. Sappiamo che può fare molto di più, perchè ha fatto anche intravedere belle giocate e gesti tecnici. Ci auguriamo per Jesi che giocando e giocando si sblocchi e prenda in mano come si deve la cabina di regia.
Bergamo in vista della Coppa Italia perde diverse giocatrici, ma soprattutto perde la possibilità di continuare a lavorare come gruppo. Non sarà facile giocare le prossime gare, ma è vero che la Foppa ha "mille" risorse, una tra tutte il carattere. Jesi potrà invece lavorare con un gruppo folto, dovrà stare molto in palestra, cercare il miglior gioco possibile, perchè è vero che la stagione è all' inizio, ma è vero che una squadra di alto livello deve andare in ogni campo per giocarsela e ambire alla vittoria, non a essere una comparsa.
Mirtillino
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Despar Perugia: Pachale 10, Crisanti 7, Marinova 1, Francia 17, Del Core 10, Gioli 10, Arcangeli(L), Decordi 1, Grbac, Pavlovic. Ne: Sacco. All. Sbano
Lines Ecocapitanata Altamura: Bland 6, Biamonte 9, Pinese 1, Romanò, Pereira 4, Lopes Ferreira 10, Orsi Toth, Paraja 5, Cacciapaglia(L), Leck 2. Ne: Giogoli, Gaggiotti(L), Montillo. All. D'Onghia
Despar Perugia: Bv 6 Bs 5; muri 3; errori 10.
Lines Ecocapitanata Altamura: Bv 0 Bs 5; muri 6; errori 19; invas. 3.
Riparte con una netta vittoria il cammino della Despar Sirio Perugia nel campionato di serie A1. Dopo la batosta rimediata a Pesaro, le biancorosse si impongono per 3-0 (25-18, 25-16, 25-13)) sulla Lines Ecocapitanata Altamura in una partita a senso unico. Troppo grande il divario tecnico tra le due formazioni che spegne ogni velleità della squadra pugliese in poco più di un’ora di gioco.
Le campionesse d’Italia di Perugia schierano in campo Marinova in cabina di regia, Francia opposta, Pachale e Del Core di banda, Crisanti e Gioli al centro con Arcangeli libero. Altamura, guidata dal coach D’Onghia, risponde con Pinese al palleggio in diagonale con Biamonte, Fofinha e Denise in posto 4, Bland e Paraja Ramos centrali con Romanò libero.
La formazione pugliese riesce a tener testa alla squadra umbra solo nei primi frangenti di gioco, aiutata da qualche errore di troppo delle ragazze di Sbano e trascinata da una Fofinha in buona giornata così che Altamura si trova avanti al primo time out tecnico del primo set. Ma la vena delle murgiane si spegne subito. Perugia comincia a battere in maniera più incisiva e sui servizi di Crisanti la ricezione altamurana traballa. Per le pugliesi, ci si mette anche la sfortuna con l’infortunio del libero Romanò sostituito dal secondo Cacciapaglia. La Despar difende e ricostruisce, Marinova chiama in causa Gioli e Francia che mettono la freccia e conducono Perugia alla conquista del primo parziale.
Anche nel secondo set, Altamura non riesce ad essere incisiva e Marinova può giostrare a proprio piacimento tutte le sue attaccanti. Il punteggio permette a coach Sbano di far entrare nella mischia Decordi al posto di Pachale, Altamura non riesce a recuperare e la Despar chiude agevolmente il set.
L’avvio di terzo set pare essere più equilibrato con Biamonte che riesce a tenere le sue incollate a Perugia fino al 5 pari. Poi va in battuta il capitano biancorosso Mirka Francia e la ricezione di Altamura entra nel pallone. Tre ace consecutivi e altre battute insidiose mettono in forte difficoltà la seconda linea pugliese con Pinese che non riesce a costruire nessun tipo di gioco. D’Onghia prova qualche cambio ma Perugia è troppo determinata e finalizza con Gioli la fase di contrattacco. Sbano fa entrare anche Grbac e Pavlovic, non bastano gli attacchi di Paraja per Altamura e Perugia chiude con un secco 3-0.
Il match tra Perugia e Altamura si riassume nell’eloquente 25% di ricezione perfetta e negli 8 errori commessi in questo fondamentale dalla formazione pugliese che hanno inevitabilmente condizionato l’intero gioco altamurano. Troppo imprecisa la ricezione per poter sperare di mettere in difficoltà la squadra umbra che ha sempre avuto in mano la partita e non ha esitato un attimo a farla sua. Pinese non ha potuto costruire alcun tipo di gioco. Nelle rare occasioni in cui la palla riusciva ad arrivare nella sua zona, peraltro in modo sempre impreciso, le sue attaccanti non sono riuscite a mettere a terra la palla che era spesso preda della difesa biancorossa. Nel campo di Perugia, invece, riusciva tutto alla meraviglia. Merito di un servizio insidioso, certo, ma anche di un avversario che non ha opposto alcuna resistenza. I numeri lo dimostrano: un 54% di efficacia nell’attacco di squadra, 64% di ricezione perfetta e 6 aces sono la prova di una convincente prestazione della squadra biancorossa ma anche della debolezza della squadra avversaria. Perugia, dunque, rimandata all’esame con squadre di maggior livello. Altamura, invece, dovrà fare enormi miglioramenti perché, se è vero che non era la Despar l’avversario con cui guadagnare punti, è anche vero che il gioco mostrato ieri sera potrebbe non bastare con nessuna squadra e far diventare Altamura una seria candidata alla retrocessione.
Elisa – Diavolo Zompone
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Famila Chieri: Busso 8, Secolo 13, Radulovic 1, Giovanna 7, Carlijn, Cicolari 1, Barun 15, Willoughby 22, Borri(L). Ne: Gligorovic, Petrolo, Vincenzi. All. Fenoglio
Scavolini Pesaro: Mari 11, Ferretti 5, Furst, Costagrande 15, Sheilla 25, Guiggi 17, Wijnhoven(L), Lunghi, Garzaro 6, Brussa, Muri. All.Marchesi
Famila Chieri: Bv 5 Bs 11; muri 6; errori 29; invas. 2
Scavolini Pesaro: Bv 5 Bs 17; muri 14; errori 33; invas. 1
Un'altra avvincente partita per il pubblico del PalaMaddalene che ha visto la squadra di casa opporsi alla Scavolini Pesaro prima in classifica con 9 punti. A prevalere sarà ancora una volta la squadra marchigiana più abile e più esperta nel gestire i momenti caldi del match.
In casa chierese si deve rinunciare alla palleggiatrice Gligorovic influenzata mentre Pesaro dovrà fare a meno della tedesca Furst colpita a un occhio nella fasi iniziali e sostituita dalla Garzaro.
Pesaro parte subito forte, ma con una seria di attacchi errati permette a Chieri di farsi sotto e poi di allungare guidata da Willoughby autrice di ben 6 punti nel primo parziale. Un attacco di Barun e un muro di Giovanna chiudoni il primo set per 25-19.
Più combattuto il secondo set con le due squadre che vanno avanti punto a punto finchè Chieri sfruttando un'invasione e un ace di Giovanna si porta sul 20-18. In questo momento entra in partita Martina Guiggi che con un muro e 2 micidiali primi tempi permette a Pesaro di pareggiare i conti.
Chieri subisce il ritorno pesarese e con un inizio impreciso nel 3° set, condito anche da una dubbia chiamata arbitrale che porta a un cartellino giallo per coach Fenoglio, consegna le chiavi del gioco a Pesaro ben supportato da Sheilla implacabile e Guiggi sempre più continua.
Il momento della verità arriva nel 4° set. Il Famila Chieri con una ricezione migliore si porta in vantaggio 22-21 con un muro di Manuela Secolo, ma Sheilla non si arrende e rimedia con 3 attacchi consecutivi agli errori delle sue compagne. Sul 24 pari Willoughby prima e Secolo con un preciso attacco mandano le 2 squadre al 5° set.
Il tie-break inizia subito a favore di Pesaro che con 5 muri iniziali di cui 3 di Garzaro e con un attacco di Sheilla (25 punti finali) si porta avanti 8-4. Chieri rimane in scia con Willoughby e Secolo, ma altri 2 attacchi di Sheilla mandano Pesaro al match-point. Pesaro chiude la partita con un altro muro di Costagrande e può festeggiare altri 2 preziosi punti.
Vittoria importante per Pesaro che trova 2 punti guadagnati. La Scavo non gioca sicuramente ai suoi livelli, dopo l' infortunio di Furst la squadra ha un calo psicologico: manca un importante riferimento sia a muro che in attacco. Garzaro cerca di fare il suo, ma l' intesa con la regista ovviamente non è la più oliata. Nel complesso buona la prova di Sheilla, bene Guiggi, sempre più concreta, sottotono Costagrande e Mari. Carolina deve trovare più continuità, quando è in forma è una pedina fondamentale nel gioco pesarese per la concretezza che dà alla squadra in prima e seconda linea. Mari piano piano si sta riprendendo, ma ovviamente il suo potenziale è ben diverso. E' da segnalare la prova di Ferretti, che orchestra bene il gruppo durante la gara; qualche errore di troppo al servizio, ma abile a gestire con esperienza il gioco nel tie-break e soprattutto ha ritrovato le "botte" mancine di prima intenzione.
La Scavolini può raggiungere un buon livello di gioco se trova la continuità di tutte le sue pedine e diventa più "paziente" nel gestire e chiudere i colpi. Sicuramente i tifosi delle colibrì avranno di che divertirsi in questa stagione.
Per Chieri, da segnalare la buona prova di Willoughby, una vera potenza in prima linea e di Busso, su cui bisogna lavorare molto perchè potrebbe essere determinante. Le loro prestazioni si alternano alla partita incolore di Giovanna, la cui mancanza in prima linea si fa sentire e di Barun, un pò imprecisa in fase di attacco, soprattutto nei momenti critici. A questo va aggiunta la ricezione altalenante e la difficoltà di adattarsi ogni volta a una regia diversa. Sicuramente se Chieri ha perso non è stata per colpa di Radulovic, che ha fatto la sua gara, giocando semplice, senza strafare. Secolo è una giocatrice preziosa per la squadra, ma ha avuto un leggero calo dopo la prestazione europea e dopo la gara ad Altamura. Nel complesso, Chieri si sta dimostrando squadra molto ostica e sarà dura per tutti fare bottino pieno al Pala Maddalene. Qualche errore di troppo in attacco ha condizionato la gara delle piemontesi, che hanno però messo in mostra tanta grinta e una buonissima difesa, con Borri in primis, non sempre precisa in ricezione, ma attentissima in fase di copertura e recuperi.
Articolo di M.G.
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Tena Santeramo: Boteva 10, Ferreira 3, Benedito 15, Dushkyevich 16, De Luca 14, Marulli 16, Serrano, Sirressi(L), Rizzo. Ne: Porzio(L), Zhurovska, Cimoli. All. Nesic
Asystel Volley Novara: Anzanello 15, Skowronska 25, Barcellini 19, Berg 1, Paggi 6, Valeskinha 13, Cardullo(L), Popovic 3, Osmokrovic, Musti De Gennaro. Ne: Corbellini, Mello, Ballarini. All. Brdjovic
Tena Santeramo: Bv 5 Bs 7; muri 12; errori 22.
Asystel Volley Novara: Bv 8 Bs 11; muri 11; errori 24.
Davanti ad un pubblico molto caldo, la Tena Santeramo centra la prima vittoria stagionale e lo fa sconfiggendo al tie break la più quotata Asystel Novara, che al PalaCooper ha sempre avuto vita difficile. E’ stata battaglia ad armi pari come dimostrano le statistiche di fine gara. Quarto set a parte, la squadra murgiana riesce a tenere bene il campo in tutti i fondamentali: netti i miglioramenti per la squadra di Nesic sia nel gioco che nell’approccio alla partita. Ottime percentuali in attacco e ricezione sia nel primo che terzo set.
Novara, ancora senza Osmokrovic (per lei solo qualche giro dietro a dare man forte alla difesa), non gioca al massimo del suo potenziale.Da segnalare tra le fila di Santeramo l’esordio stagionale da titolare per Imma Sirressi, scesa in campo nel ruolo di libero al posto dell’indisponibile Porzio. Per il resto, Tena Volley in campo con la solita formazione: Fernandinha-Boteva, Marulli-Duhskyevich, Soninha-De Luca.Per Novara Berg in diagonale Skowronska, Paggi e Anzanello in posto 3, schiacciatrici Valeskinha e la giovanissima Barcellini, Cardullo libero.
Primo set
La partita inizia nel segno di capitan Marulli (3-1), ma Novara recupera bene grazie a Skowronska. La squadra di mister Brdjovic prende un vantaggio di 3 punti con un ace di Berg (7-10): sembra un film già visto con Santeramo a fare da vittima sacrificale. Una grintosissima Soninha e le centrali rilanciano la squadra di casa che riagguanta il pareggio sul 13-13. Boteva con 2 ace e Dushkyevich a muro su Skowronska siglano il vantaggio di Santeramo al secondo time out tecnico (16-13). Al rientro in campo, Boteva continua a picchiare in battuta mettendo in difficoltà la ricezione di Cardullo e compagne: un altro ace fa segnare il massimo vantaggio (18-13). Anzanello e Skowronska provano a ricucire lo svantaggio, Paggi però spreca e Santeramo amministra fino a fine set (25-20).
Secondo set
Partenza sprint di Novara (0-4 con due punti di Barcellini). Santeramo, ancora con Boteva in battuta, accorcia prima con un ace poi con due attacchi di Dushkyevich (5-6). Si lotta punto a punto: Novara sembra poter allungare con il suo opposto (10-12), ma Santeramo resta sempre in scia delle avversarie piazzando anche il sorpasso con due punti e un muro di Boteva (13-12). Il momento decisivo del set è il rientro in campo dopo il secondo time out tecnico: l’Asystel piazza il break decisivo con Valewskinha (17-20). Soninha e compagne arrancano e la solita Skowronska chiude 22-25.
Terzo set
Inizio di set molto equilibrato con Novara avanti di misura alla prima sospensione tecnica. Un muro di Fernandinha su Barcellini lancia l’allungo di Santeramo (16-13) ma le piemontesi non mollano: il muro di Novara contiene gli attacchi di Dushkyevich e Soninha. Si lotta su ogni pallone fino al 20-20, poi due errori di Novara (ricezione lunga di Cardullo e invasione di Berg) regalano a Santeramo il vantaggio del +2. Brdjovic tenta di spezzare il gioco avversario con un time out senza ottenere alcun effetto. De Luca e Soninha in pipe incrementano il vantaggio, Dushkyevich completa l’opera con un pallonetto vincente (25-21).
Quarto set
E’ il parziale in cui Santeramo fa da spettatore, forse un po’ appagata per aver già conquistato il primo punto della stagione forse per la stanchezza dopo tre set molto combattuti. La percentuale in attacco della squadra di casa cala nettamente fino ad un misero 28%, il muro non fa segnare neanche un punto, la difesa non fa buona copertura. Di contro Novara forza la mano in attacco e a muro: a Barcellini e compagne riesce tutto molto bene. Il set è per l’Asystel una galoppata vincente fino all’11-25 finale.
Quinto set
Nel tie break Santeramo sembra ritrasformato. Pronti via e la Tena è già avanti di cinque lunghezze (6-1). Novara con le idee confuse; dentro Popovic per Skowronska. Il cambio è azzeccato e Novara piazza il contro break (6-6). Un primo tempo di Marulli e un diagonale di De Luca rilanciano il vantaggio di Santeramo (8-6). Al cambio di campo, le padrone di casa sembrano avviate verso il successo (12-7) grazie anche agli errori di Novara, che ritrova ancora la forza di tornare in partita e pareggiare nuovamente. L’errore al servizio di Boteva sarà però l’ultimo punto delle ospiti prima dei due punti finali di De Luca che chiude il match con un ace (15-13).
Le due squadre hanno messo in campo tanto agonismo lottando su ogni pallone. Ha vinto chi ha giocato con maggiore continuità.
Per Santeramo risultato importantissimo che smuove la classifica e fa morale. Però bisogna volare basso e continuare a lavorare tanto e con molta umiltà. Certo che se la squadra gioca su questi standard la strada non può che essere in discesa. In campo si sono riviste grinta e cattiveria agonistica. Ottima la prova di Soninha in seconda linea ma anche in attacco; bene le due centrali, positiva la gara di Fernandinha nella distribuzione del gioco. Boteva ha il limite di non reggere l’intera gara, ma al solito la sua è stata una partita molto generosa così come quella di De Luca. Discreta prova della giovanissima Sirressi: anche se alla lunga ha pagato l’inesperienza e la stanchezza si è fatta sentire, di sicuro il giovane libero santermano ha talento da vendere.
Novara ha giocato a corrente alternata e ha avuto difficoltà nelle giocate di contrattacco, complice una prova non esaltante in seconda linea. Molti automatismi di squadra sono da perfezionare, soprattutto tra la palleggiatrice Berg e le compagne. L’assenza di Osmokrovic si fa sentire sia in ricezione che sotto rete e Skowronska, generosissima e infaticabile, da sola non può reggere l’intero attacco. Valewskina ha fatto vedere belle giocate ma di certo può e deve fare molto di più. In crescendo la gara di Barcellini, assoluta protagonista del quarto set. Bene Anzanello, stranamente sotto i suoi standard Paggi. Cosa manca alle piemontesi è il carattere della grande squadra perchè i mezzi per centrare obiettivi importanti ci sono.
E ora si alza il sipario anche sulla Coppa Italia: la Tena esordirà sul non facile campo di Cremona; l’Asystel ospiterà Nocera al Pala Dal Lago.
Josp
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Infotel Banca Forlì: Petkova 5, Grando 12, Beccaria 12, Di Iulio 7, Angeloni 15, Katic 3, Vergun 1, Vecchi(L), Germanova 11, Leonardi. Ne: Antonucci, Poggiali. All. Berselli
Minetti Infoplus Imola: Curcic 12, Leggeri 19, Dall'Igna 4, Mifkova 19, Sustring 2, Paccagnella 15, De Gennaro(L), Ikic 13, Radzuweit 2. Ne: Mataloni, Percan, Zanin. All. Benelli
Infotel Banca Forlì: Bv 0 Bs 4 ; muri 8; errori 14
Minetti Infoplus Imola: Bv 5 Bs 7 ; muri 17; errori 24
Partita di scarsissimi contenuti tecnici e dalle pochissime emozioni. Non sembra neanche di assistere ad un match di A1 tanti sono gli errori, le imprecisioni, la scontatezza delle impostazioni e delle concluisoni e la fatica che le giocatrici esternano in campo nel costruire un gioco presentabile e nel mettere palla a terra. In questo complessivo caos è sufficiente l’apporto di due vecchie glorie del volley italiano, che a quanto pare tanto vecchie non sono, per portare Imola alla vittoria.
Forlì è una squadra peggiore, se possibile, di quella vista l’anno scorso giocare al Palafiera. Impossibile trovare qualche nota positivo a livello di gioco espresso dalla squadra. Nel grigiore complessivo si salva solo Angeloni che porta la croce e allo stesso tempo canta; grande personalità mostrata in campo insieme a una gran voglia di giocare e di mettersi in mostra. Riceve 28 volte, visto che le avversarie la cercano sistematicamente, e con percentuali tutto sommato sufficienti visto il 57% di perfezione; allo stesso tempo segna 15 punti. Difficile chiederle di più, soprattutto se si considera quello che ha fatto, o meglio non ha fatto, Katic per tutta la partita. E qui veniamo alle note dolenti. La croata è lenta a muoversi e a reagire in campo, si trova a non riuscire a palleggiare nemmeno quando la ricezione è perfetta e la fantasia non è certo il suo forte; si rifugia sistematicamente nella palla alta in banda. La sua palla è lentissima e alta e questo non facilita certo il compito a Di Iulio e Angeloni. Potrebbe essere una palla utile a Beccaria, ma qui le note diventano dolentissime. L’opposto non si muove in campo, non riesce a passare il muro imolese contro il quale va a sbattere in continuazione, non totalizza un muro per la sua squadra e dalla seconda linea non riesce a mettere una palla a terra. In quest’ottica si comprende il cambio di Berselli che negli ultimi scambi del match preferisce inserire Leonardi al posto di Beccaria in seconda linea, scegliendo un attacco a due nonostante fosse gia asfittico con l’opposto in campo. Tutta la diagonale fa acqua con l’alzatrice che non guarda il piazzamento del muro avversario e non varia il gioco e l’opposto che non prende neanche in considerazione la possibilità di piazzare un pallonetto o di provare un mano fuori e va a prendersi 7 muri vincenti da Imola.
Imola deve approfittare ampiamente della pausa del campionato per proseguire in un lavoro che appare già oggi accennato. Benelli dovrà insistere per rendere sempre più squadra questo gruppo di ragazze che singolarmente non hanno mostrato qualità eccelse con l’eccezione di Leggeri che ha messo in campo tutto e di più, risultando la migliore dell’incontro e Dall’Igna che ha fatto vedere belle cose. Decisamente portata al primo tempo, l’alzatrice di Imola trova pronta risposta proprio in Manuela, mentre Paccagnella risponde bene quando chiamata alla fast. Non che la squadra abbia mostrato un gioco spettacolare, ma i punti che ha portato a casa sono legati proprio al fatto di aver mostrato una maggior intesa in campo e maggior compattezza nelle fasi del gioco. Segnalazione d’obbligo per il muro che, complici le avversarie, ha totalizzato 17 punti con 6 punti di Leggeri e 4 di Paccagnella. E segnalazione per Mifkova con 19 punti e un 41% in attacco; non gioca di potenza e quando si accorge che la sua schiacciata in diagonale è sistematicamente prevista dalla difesa avversaria inizia a giocare sulle mani del muro forlivese e a fare punti su punti senza che si riesca a prenderle le misure. Un’ultima citazione merita De Gennaro con ottime percentuali in ricezione sia positiva con un 89% sia perfetta con un 81% e anche reattiva in difesa. Proprio questo accenno alla prontezza in difesa richiama un’altra qualità della squadra di Benelli ossia l’atteggiamento in campo. A differenza delle avversarie che sembravano soddisfatte di aver vinto un set, Imola ha lottato fino all’ultima palla e difeso con una grinta invidiabile, credendo in ogni palla che anche solo lontanamente sembrava potesse non cadere. Atteggiamento questo di tutta la squadra nel suo complesso che è già un ottimo punto di partenza su cui inserire il lavoro in palestra delle prossime settimane.
Articolo di M.B.
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Unicom Starker Kerakoll Sassuolo: Nucu 6, Vitez 3, Turlea 18, Bosetti 8, Pincerato 3, Cozzi(L), Kozuch 2, Plchotova 12, Havelkova. Ne: Devetag, Lancellotti, Rastelli. All. Ferrari
Yamamay Busto Arsizio: Ortolani 20, Viganò 12, Buckova 5, Esko 12, Dirickx 5, Parenti 7, Molnengo(L), Valeriano. Ne: Luciani, Fokkens, Ravetta, Siscovich. All. Parisi
Unicom Starker Kerakoll Sassuolo: Bv 3 Bs 9; muri 13; errori 16.
Yamamay Busto Arsizio: Bv 5 Bs 8; muri 10; errori 11.
Brutto stop casalingo per Sassuolo che viene travolta 3 a 0 dalla Yamamay Busto Arsizio.
Sassuolo parte con Bosetti e Vitez di banda, Nucu e Plchotova al centro, solita diagonale palleggiatore opposto formata da Pincerato Turlea e Cozzi è il libero. Busto schiera Ortolani e Dirickx in diagonale principale, Vigano ed Esko di banda, la coppia centrale è formata da Buckova e Parenti, Molinengo è il libero.
Parte bene Sassuolo che si porta 8 a 5 al primo time out tecnico grazie ai mani out di Bosetti su Ortolani, ma due ace consecutivi di Esko nella zona di conflitto tra Cozzi e Bosetti portano Busto a condurre 11-9. Equilibrio fino ai 18 quando Busto si riporta avanti grazie a due muri, ma Plchotova non ci sta e riporta la parità con due muri consecutivi; si va ai vantaggi ed è Serena Ortolani a chiudere il set in favore della propria squadra per 27-25 dopo due set ball sprecati da Sassuolo.
Inizio shock per Sassuolo nel secondo set perchè Busto volarsul 6-0; entra Kozuch per Vitez, ma Sassuolo non ne trae benefici, anzi, al primo tempo tecnico Busto conduce 8 a 3 con Ortolani che firma l’ultimo punto. Sassuolo si riporta in parità con un parziale di 5 a 0 grazie ai muri di Plchotova e Pincerato e a due punti di Bosetti. Busto reagisce guadagnando 4 punti di margine, Sassuolo risale fino al 18-20, ma poi ci pensa Ortolani a fare punti per la sua squadra e il set si conclude 25 a 21 con una battuta sbagliata di Kozuch.
Terzo parziale senza storia, con Busto che recupera dal vantaggio per 8 a 6 di Sassuolo, si porta 16 a 12 al secondo tempo tecnico grazie ad una bellissima diagonale stretta di Ortolani e da li gestisce il vantaggio fino al punto del 25 a 17 che vale la patita firmato da Esko.
Doveva essere una partita combattuta quella tra busto e Sassuolo, in realtà lo è stato solamente il primo parziale, poi Busto ha imposto il suo gioco e Sassuolo non è piu stato in grado di giocare. Sicuramente un passo indietro per le ragazze di Ferrari rispetto alle prime partite perse con Jesi e Novara. Problema di Sassuolo in questa partita sono stati i fondamentali di seconda linea, specialmente da parte del libero. Ricezione imprecisa che non ha permesso a Pincerato di giostrare gli attaccanti in modo adeguato e difesa pressoché inesistente. Cozzi davvero in difficoltà specialmente in difesa dove spesso è fuori posizione. Anche l’ingresso di Kozuch nel corso del secondo set non ha alcun effetto, la tedesca non è ancora ambientata e il suo 9% su 11 attacchi è abbastanza eloquente. Positiva la prestazione di Ivana Plotchova che recupera a muro l’intesa che ancora le manca con Pincerato chiudendo con uno score di 12 punti di cui 7 muri e 2 ace.
Merito a Busto che vinto il primo set è poi riuscito ad imporre il proprio gioco non concedendo piu nulla alle ragazze di Ferrari. Grandissima prova di Ortolani, che, sollevata dal peso della ricezione, sembra davvero innarestabile, è passata piu volte sopra il muro mettendo a segno colpi spettacolari.
Buona anche la prestazione di Esko, ma in generale di tutta Busto che ha davvero meritato di vincere questa partita per i valori espressi in campo in questa occasione.
Articolo di Ele
Foppapedretti Bergamo – Monte Schiavo Banca Marche Jesi 3-0 (25-21 25-23 25-17) Pag 1
(ore 20:35 Diretta Sky Sport 2)
Despar Perugia – Lines Ecocapitanata Altamura 3-0 (25-18 25-16 25-13) Pag 2
Famila Chieri – Scavolini Pesaro 2-3 (25-19 22-25 17-25 26-24 10-15) Pag 3
Tena Santeramo – Asystel Volley Novara 3-2 (25-20 22-25 25-21 11-25 15-13) Pag 4
Infotel Banca Forlì – Minetti Infoplus Imola 1-3 (21-25 25-22 17-25 27-29) Pag5
Unicom Starker Kerakoll Sassuolo – Yamamay Busto Arsizio 0-3 (25-27 21-25 17-25) Pag 6
On-line i tabellini e commenti.
