Le singolari prese di posizione che vi sono state in questi giorni sul “caso Soninha” rendono necessarie alcune precisazioni: 1) i due provvedimenti sino ad oggi intervenuti sul “caso Soninha” sono entrambi incentrati sulla valutazione dell’attendibilità delle dichiarazioni rese dall’unico testimone ascoltato nel corso del procedimento disciplinare; dichiarazioni che entrambe le commissioni (di 1° e di 2° grado) hanno attentamente valutato al fine di accertare l’esistenza di concreti indizi di colpevolezza a carico di un’atleta che, è bene ricordarlo, non ha mai sottoscritto alcun contratto che la vincolasse al sodalizio del Castellana. La circostanza che tali commissioni siano giunte, sul punto, a conclusioni diametralmente opposte, lungi dal configurare uno scandalo, dimostra che le persone che sono chiamate ad amministrare la giustizia sportiva svolgono il proprio (delicato) compito in maniera del tutto autonoma e senza condizionamenti, al punto tale da non aver nessun timore di sconfessare l’operato dei propri colleghi quando non ne condividano il contenuto; 2) l’atleta Soninha non ha gridato alla scandalo quando ha appreso la notizia, del tutto inaspettata, della propria squalifica; ci saremmo aspettati lo stesso atteggiamento da chi, oggi, attribuendosi la patente di “operatore del settore”, si arroga il diritto, assumendosene evidentemente ogni responsabilità, di giudicare pubblicamente come “persona sleale” un’atleta che, viceversa, è risultata essere del tutto estranea rispetto ai fatti contestati. La salvaguardia e la crescita del movimento pallavolistico, che tutti (almeno a parole) vorrebbero favorire, passa inevitabilmente dal rispetto delle regole, delle persone e delle decisioni assunte dagli organi federali, sia di quelle condivise, che di quelle non condivise. Quanto ai numerosi aspetti del “caso Soninha” che gli “operatori del settore” hanno omesso di rappresentare, ci si riserva di affrontarli nelle opportune sedi.
Avv. Fabio Fistetto (difensore dell’atleta Soninha)
Ecco un comunicato stampa diretto per conto dell'avvocato Fabio Fistetto, difensore dell'atleta Sonia Benedito, per tutti Soninha.
Si ringrazia Antonio Dimita
