Foppapedretti Bergamo: Ortolani 3, Merlo (L), Gujska, Araki, Camarda, Barazza 9, Sorokaite 7, Bacchi 10, Piccinini 28, Arrighetti 5, Lo Bianco 5. All. Micelli
Battute Sbagliate: Pesaro 9; Bergamo 8
Muri: Pesaro 17; Bergamo 7
Al Bpa Palas, si scontrano due squadre che hanno sete di vittoria, sono affamate ancora prima che la stagione entri nel vivo con il campionato e questo perchè essere grandi squadre vuole dire avere la mentalità vincente, vuol dire scendere in campo per arrivare primi. Ma la cosa bella a nostro avviso, ancora prima dello spettacolo sportivo, è stata che tutte e due le squadre prima di tutto hanno vinto la battaglia contro se stesse. Pesaro perchè ha appena affrontato un tour de force tornando il giorno prima dal Brasile, dove ha disputato la Salonpas Cup; Bergamo perchè ha superato i recenti infortuni di Bacchi e Gujska ed è ancora priva di Del Core, con una Araki non ancora al top. Contro la stanchezza e contro un pò di sfortuna, ecco che i due team hanno offerto una grande pallavolo: non era facile ad inizio stagione, arrivare con un agonismo già così elevato tanto che la gara ha offerto più di quello che ci si poteva aspettare alla vigilia. Ha vinto la squadra più rodata, il gruppo più amalgamato non tanto perchè al completo, ma perchè ha mostrato più unione nonostante i due innesti nuovi, Jacqueline e Skowronska, che ha presentato subito il suo biglietto da visita risultando MVP della manifestazione. Ha vinto il gruppo più sorridente, più convinto dei propri mezzi, più sicuro delle sue possibilità.
Si aprono le danze con la Foppapedretti più concreta, mentre la Scavolini è contratta e meno ordinata; Bergamo riceve meglio, ma le marchigiane non si scompongono, si sciolgono punto dopo punto, con il trio Skowronska-Costagrande-Guiggi in auge, mentre per Bergamo la sola Piccinini non basta, nonostante mostri tutti i colpi del suo repertorio. La seconda frazione è un monologo delle colibrì, che prendono in mano la gara grazie ad un gioco meno scontato, mentre la Foppa appare disordinata, Lo Bianco non può fare i miracoli senza punti di riferimento; troppi errori in campo orobico, Pesaro dal canto suo non regala nulla, oltre ad una correlazione muro-difesa che lascia poco spazio all' attacco di Bergamo, già deficitario di suo. Ribadiamo il solito detto, "non dire gatto se non lo hai nel sacco": Bergamo cambia formazione, Sorokaite passa in due, Bacchi entra in posto 4 e suona la carica. Lo Bianco ha così più soluzioni offensive, può mostrare così la sua bravura, le marchigiane calano, qualche disattenzione di troppo e un pò più di fatica nel leggere la manovra avversaria, anche se rimane attaccata al set, lasciando fuggire le bergamasche solo nel finale. Si inverte la direzione: in questo set è la Foppa ad attaccare meglio, finalmente difende e a muro è più attenta. Nel quarto set si inizia punto a punto, ma poi Pesaro prende il largo, grazie ad una regia più ispirata: Ferretti gestisce un pacchetto attaccanti praticamente completo, passando dalla fast di Guiggi al primo tempo di Furst, dalla spinta in 4 per Jaqueline, alla pipe per Costagrande o alla mezza in banda per Skowronska. La Leo nazionale dal canto suo non ha altrettante possibilità, cerca di fare quello che può, insieme al capitano Piccinini che non molla fino alla fine.
La prima differenza la fa il gruppo, al completo per le colibrì, rimaneggiato per Bergamo. Il gioco della Scavolini appare già fluido, Skowronska risolve quelle situazioni negative che arrivano dalla ricezione non buona ed è un buon riferimento in contrattacco. Bergamo ha invece problemi sulla palla alta, manca l' opposto, manca Ortolani, decisamente fuori gara, ma non colpevole di certo per la sconfitta, manca un supporto per la Picci, manca ancora il gioco al centro e non sempre per scelte del palleggiatore. Manca il muro e qui le centrali dovrebbero farsi un mea culpa: 13 muri per la coppia Furst-Guiggi, 5 per Barazza-Arrighetti, con Jenny comunque autrice dei 4 muri sui 7 totali della Foppa.
La sostanza finale è che Pesaro è già avanti, come se dalla scorsa stagione non si fosse mai fermata. Stessa voglia di vincere, stessa voglia di mostrare un gruppo giovane ma vincente, stessi sorrisi, stesse danze, mancano solo le scritte sulle braccia;)..Bergamo ha mostrato alcune lacune, sicuramente non volute, anche se una cosa su tutte non cambia mai in casa Foppapedretti: la voglia di lottare, di esserci, di stare in prima linea. E tutto ciò ha permesso alle ragazze di Micelli di competere contro una squadra di miglior livello (al momento), regalando insieme alle marchigiane uno spettacolo intenso, forse privo di momenti veramente emozionanti, ma sempre di grande volley.
C' è tanto da lavorare per ambo le squadre, soprattutto per Bergamo che, quando sarà al completo, avrà voglia di rivincita e di mostrare che la linea seguita dalla società da i suoi frutti. Quei frutti che Pesaro ha coltivato lo scorso anno e che l' hanno portato in alto. E se chi ben comincia è a metà dell' opera, allora per la Scavolini la Supercoppa è un ottimo antipasto, goloso, robusto, anteprima di un menu che si prospetta ricco. Per la pallavolo, per lo sport, la Supercoppa è stata solo il primo passo per una stagione di alto livello, con tantissime emozioni da vivere, da provare, da condividere.
Pesaro, Bpa Palas
Scavolini Pesaro – Foppapedretti Bergamo 3 – 1 (27-25, 25-17, 20-25, 25-18)
La Scavolini vince la sua seconda Supercoppa, con Skowronska MVP.
Online il tabellino e il commento. Foto: LVF e Danilo Billi
