Lines Ecocapitanata Cesena: Piolanti ne, Venturi ne, Poggiali ne, Mazoni (L), Leonardi ne, Musti De Gennaro 10, Ssuschke 19, Usic 17, Mifkova 2, Swiderek 5, De Luca 11, Fernanda 12. All. Benelli.
Asystel Novara: Anzanello 3, Rosso 4, Paggi 9, Podolec 16, Barcellini 9, Bechis 3, Cardullo (L), Lombardo ne, Scarabelli ne, Osmokrovic 20, Kozuch 17, Camera. All. Pedullà.
Cesena: Bs 12, Bv 5, muri 16, err. 24. Novara: Bs 13, Bv 10, muri 13, err. 23.
L’esordio casalingo assoluto in serie A per Cesena finisce con una sconfitta onorevole contro l’ambiziosa Novara. La partita è molto altalenante con le squadre che offrono un buonissimo livello di gioco soltanto a tratti. Novara soffre molto soprattutto la fase del contrattacco simbolo di poca intesa. Cesena dimostra di poter giocare a livelli ottimi e con tante ore di lavoro di essere in grado di proporre questo gioco con più continuità.
In avvio di partita, meglio le piemontesi che al primo time-out tecnico si trovano già avanti per 8-5. Poi, grazie ad una buonissima rotazione in battuta di Kozuch che mette a segno due ace consecutivi, vola sul 21 a 15 e chiude il primo parziale 25-17.
Nel secondo set coach Benelli suona la carica, le sue ragazze si sbloccano e partono forte: 8-3. Cesena può controllare il vantaggio fino all’allungo finale 21-13, per poi chiudere il set sul 25-18 e portare in parità l’incontro.
Il terzo set parte in maniera molto equilibrata fino al 6 pari, poi Cesena allunga grazie ad una Ssuschke in grande spolvero e vola sul 16-10 al secondo time-out tecnico. Anche il terzo set è a pannaggio delle romagnole che chiudono 25-19.
Ora l’impressione è che Cesena abbia una grande occasione per chiudere l’incontro, ma le ragazze di capitan Mifkova tornano in campo timorose ed impacciate e Novara prende il largo chiudendo il set 25-16.
Nel tie-break si prosegue punto a punto fino al 9-9, qui Cesena sembra avere l’allungo decisivo volando sul 12-9. Ma questa partita non finisce di sorprenderci e dopo aver annullato due match-ball, Novara può chiudere 18-16. Tocca alla polacca Anna Podolec, vero jolly dell’incontro, mettere a segno l’ultimo punto.
Termina così una partita magari non bellissima, ma sicuramente molto emozionante. Premettendo che le due squadre sono state cambiate molto in estate e queste difficoltà iniziali possono essere dovute a questo, bisogna segnalare che, per quanto riguarda Novara, gravi mancanze da parte di Anzanello, irriconoscibile rispetto alle ultime stagioni, Bechis ancora acerba per un palcoscenico importante come la maggiore serie italiana e una Barcellini poco efficace in attacco. La partita per le piemontesi cambia con l’ingresso di Podolec che vuole convincere tutti sulle sue potenzialità. Per Cesena bene Ssuschke e Usic, mentre risultano alquanto anonime De Luca, Fernanda e Musti. Ancora da registrare i meccanismi tra Swiderek e le attaccanti cesenati.
N.Bertozzi [pagebreak]
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Monteschiavo Banca Marche Jesi: Ognjenovic 3, Travaglini ne, Cerioni, Negrini 12, Rinieri 12, Bown 9, Zilio(L), Diaz ne, Flier 16, Calloni 7, Kamenjarin.
Tena Santeramo: Swieniewicz 3, Zicardi ne, Capuano 8, Sangiuliano 2, Cacciapaglia, Filipovics ne, Masino, Sirressi(L), Tsekova 2, Fernandez 6, Orsi Toth, Marulli 5. All. Braia.
Jesi: Bs 8, Bv 7, muri 10, err. 16. Santeramo: Bs 3, Bv 4, muri 3, err. 15.
Vittoria casalinga per le prilline, ben orchestrate da Ognjenovic, che hanno però poco faticato contro una Tena lasciva, che non ha saputo opporsi concretamente alla avversarie, subendo il gioco jesino. Jesi ha messo subito pressione con la battuta, le pugliesi hanno mostrato evidenti difficoltà in seconda linea, con Sangiuliano che ha fticato nello smistare il gioco, ma con l' attenuante di non sapere a volte a chi dare palla visti i problemi offensivi. Santeramo ha giocato veramente male, è stata in gara solo a sprazzi, la squadra non è al momento un gruppo, al contrario della Monte Schiavo, che sembra molto unità. Dove manca la tecnica, Jesi ha "tirato fuori" il gruppo, oltre ad aver limitato gli errori, notevoli nella gara precedente.
Ci sono state imprecisione in ricezione che non hanno condizionato l' andamento della partita, ma che andranno riviste. Buono l' approccio alla gara, la velleità di vittoria che non ha dato respiro a Santeramo. La Tena invece torna in Puglia a testa bassa, non tanto per la sconfitta, ma per come è avvenuta, veloce, subita senza reazione; alcuni spunti interessanti da Amaranta e Capuano, ma la poca organizzazione di gioco non ha permesso molto. Difficile scrivere altro su questa partita, perchè si rischia di dare troppo a Jesi, senza togliere meriti alla squadra di Nesic e infliggere una pena pesante a Santeramo, che merita sicuramente parole non positive riguardo la sua prestazione, ma è altresì vero che le pugliesi ci hanno abituato a questi avvii negativi per poi riprendersi.
M. Perego[pagebreak]
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Zoppas Industries Conegliano: Brakocevic 15, Ghisellini, Marcon 4, Do Carmo, Manzano 7, Pavan 18, Bonan ne, Rossetto(L), Serafin 6, Positello, Serena 5. All. Martinez.
Minetti Infoplus Vicenza: Curcic 14, Devetag 10, Ensabella, Dall'Igna, Strobbe ne, Santini 6, Kucerova 2, Mattiolo, Ikic 5, Rroco ne, Paccagnella 5, Tirozzi 7, De Gennaro(L).
Conegliano: Bs 4, Bv 3, muri 14, err. 12. Vicenza: Bs 5, Bv 3, muri 7, err. 20.
Doveva essere una festa e lo è stata dall'inizio alla fine: Conegliano "battezza" la nuovissima Zoppas Arena con una netta vittoria per 3 a 0 di fronte a più di 3000 persone; in campo due squadre dalle forti motivazioni: Conegliano in cerca di riscatto dopo il 3 a 0 rimediato a Bergamo, dall'altra Vicenza alla ricerca di conferme dopo l'avvio di campionato scoppiettante contro Jesi.
La Zoppas schiera il modulo visto anche a Bergamo, con Serena palleggiatrice-centrale, Manzano, Brakocevic, Pavan, Serafin, Marcon e Rossetto come libero. Vicenza scende in campo con Ikic, Devetag, Curcic, Tirozzi, capitan Paccagnella, Dall'Igna al palleggio e De Gennaro libero.
La Zoppas parte intimorita nel primo set e subisce più volte gli attacchi di Vicenza più determinata in fase offensiva. Ritrovate le fila del gioco, Conegliano prende domestichezza con l'avversario e comincia a recuperare, andando in vantaggio al primo time out- tecnico. Vicenza sembra di poter gestire l‘incontro, visto il minimo scarto che la divide dalle pantere.
La partita continua ad essere equilibrata fin quasi sul finale di set quando la Spes, galvanizzata anche dal folto pubblico, prende il largo andando a vincere per 25 a 21.
Secondo set molto simile al primo, con Conegliano sempre avanti per una manciata di punti e Vicenza di rincorsa pronta a sfruttare gli errori delle ragazze di coach Martinez.
Le Minettine sembrano aver preso le misure a Brakocevic, oggi un po' in ombra a discapito di una Pavan che alla fine dell'incontro metterà a segno 18 palloni, due in più di Ivana Curcic top scorer per Vicenza. Nel finale di set spazio anche alle retrovie per la Zoppas con l’ingresso in campo di Ghisellini, Positello e Do Carmo a dare un po’ di respiro a Pavan, Marcon e Brakocevic.
Non bastano i punti di Devetag e Tirozzi: la Minetti cede come nel primo set 25 a 21.
Nel terzo ed ultimo set Vicenza perde lucidità e lascia troppo spazio a Conegliano: ne approfitta Pavan che continua a mietere punti coadiuvata a sprazzi da Brakocevic e dai muri di Manzano e Serena. La Spes chiude 25 a 19 e conquista i suoi primi 3 punti in serie A1 nella cornice di una Zoppas Arena calda e festante.
Le due squadre sono partite piuttosto contratte, in fase di studio, poi conegliano ha preso in mano le redini del gioco con la Minetti che per due set ha tenuto, mentre nel terzo è calata in modo più evidente. Bravura da parte delle pantere, in particolare a muro, mentre le vicentine sono più scontate in attacco, prevedibili, non riuscendo a cambiare i colpi. Soffre in ricezione Vicenza, la Spes è proficua al servizio; le ragazze di Fangareggi perdono lucidità, la Zoppas ha momenti di calo, in cui le avversarie riescono a piazzare un break importante, ma noostante Brakocevic appaia meno determinante, ci pensa l' alzatrice del Conegliano a cambiare giocoin particolare su una Pavan ispirata.
Un passo in avanti per le pantere, che devono ingranare nel nuovo modulo di gioco che non offre ancora garanzie al 100%, seppur in crescita rispetto alla partita contro Bergamo. Mancano dei colpi in fase offensiva, manca l' apporto di Serafin, ma la buona correlazione muro-difesa e qualche individualità hanno permesso di vincere. Per Vicenza, è mancato un braccio pesante che potesse togliere le castagne dal fuoco nei momenti bui: le potenzialità ci sono, con Curcic e Devetag che hanno alzato la voce, ma è stato troppo poco. Troppi gli errori in attacco, un muro che non ha lavorato bene: due situazioni da rivedere, insieme all' apporto della squadra, determinante contro Jesi e per il futuro di una squadra giovane, ma ben bilanciata quando in forma.
E. Mantovani [pagebreak]
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Famila Chieri: Busso 12, De Angelis ne, Tarozzo ne, Radulovic 2, Petrauskaite 7, Cicolari 12, Popovic 16, Stufi, Aleksovska, Giovanna 15, Puerari(L). All. Salomoni.
Scavolini Pesaro: Lunghi, Garzaro, Wijnhoven(L), Skowronska 16, Brussa 1, Castiglione ne, Ferretti 3, Furst 11, Costagrande 24, Di Crescenzo, Guiggi 12, Laczano ne, Jacqueline 11. All. Zè Roberto.
Chieri: Bs 6, Bv 1, muri 12, err. 18. Pesaro: Bs 6, Bv 7, muri 10, err. 18.
Le campionesse d' Italia espugnano il Pala Maddalene, che si rivela come sempre campo difficile: un primo set in cui Chieri, vuoi l' emozione del debutto, vuoi la maggior incisività della prima linea pesarese, non gioca come potrebbe, lasciando ampio spazio alla manovra avversaria che prende il sopravvento. Dal secondo set la Famila scende in campo convinta e più concreta, è attenta nella correlazione muro-difesa, tenendo bene le attaccanti avversarie che hanno difficoltà nel mettere a terra la palla. Qualcosa da recriminare l' hanno entrambe le squadre, per qualche errore di troppo, alcune imprecisioni e momenti di calo. Le piemontesi pur sotto 2- 1 non mollano la presa, anche se non riescono a completare la rimonta nella quarta frazione, in quanto la Scavolini con qualche punto di vantaggio inserisce la marcia senza guardare in faccia l'avversario.
Ze Roberto dirà in conferenza stampa che la sua squadra ha caricato molto e la stanchezza si è fatta sentire, fatto sta che ha subito si la pressione a muro-difesa di Chieri, ma ha saputo comunque gestire la gara nei momenti importanti non permettendo alle avversarie di affacciarsi troppo alla partita: Ferretti ha ben gestito la prima linea, la maggior esperienza sua e della squadra fa la differenza rispetto alla gestione di Radulovic, poi preferita alla Aleksovska non in partita. A fronte di questo possiamo però dire che le attaccanti chieresi non si sono risparmiate: Giovanna su tutte ha ritrovato quella grinta che l' ha sempre contraddistinta, permettendosi dei muri singoli a sangue sulla pipe avversaria; Popovic, che ha giocato con una vistosa fasciatura al ginocchio, è passata con buona continuità mettendo in difficoltà la squadra di Ze Roberto, Busso e Cicolari sono state ottime spalle, mentre Petruskaite deve ancora inserirsi, anche se il colpo della fast è interessante. Positiva anche la prestazione di Puerari anche se è stata poco cercata dalle battute marchigiane, tutte indirizzate su Cicolari e Petruskaite.
Chieri paga una ricezione non sempre buona, un deterrente nel gioco che non permette di avere soluzioni offensive varie in diverse frangenti di gioco, anche se è vero che Popovic e Cicolari hanno saputo giocare con potenza e sulle mani del muro avversario nelle situazioni di contrattacco non proprio facili da gestire. In alcune occasioni la pazienza della prima linea piemontese, dopo buone difese, ha permesso di mettere a terra la palla e conquistare punti importanti. La Scavolini dal canto suo è sicuramente più affiatata, Skowronska e Jacqueline si sono già ben inserite nella squadra, grazie alla Salonpas Cup, il resto è storia recente ovvero le fast di Guiggi, i muri di Furst, gli attacchi di Costagrande, le difese di Wijhnoven e la buona e ispirata regia di una Ferretti che è stata pure elogiata dal suo allenatore per la distribuzione del gioco omogenea.
Due squadre diverse, con caratteristiche diverse: una che fa del proprio tipo di gioco la sua arma vincente, la velocità, ma anche una buona organizzazione di gioco, con tante individualità ben amalgamate insieme e che possono essere egualmente leader nel gruppo a seconda delle esigenze della squadra o per la tipologia di partita. La Scavolini può solo crescere rispetto allo scorso anno, inserendo nuove soluzioni offensive, nuovi schemi, in quanto il feeling già è a buon punto e la cattiveria agonistica non manca mai. Una squadra che potrà essere unica nel suo genere, proprio per il gioco rapido molto simile a quello che si vede nel maschile. L'altra è una squadra che probabilmente soffrirà di più, ma che ha tanta grinta e lo ha dimostrato: nel momento in cui, alla seconda giornata di campionato, gli aspetti tecnici non sono ancora precisi, il sestetto base è ancora in rodaggio, alcune situazioni di gioco sono da sistemare, ecco che il coraggio di giocare contro tutto e tutti e la voglia di fare bene e di riscatto di alcune componenti, crea l' arma in più che ha permesso di strappare un set a Pesaro e di giocare alla pari e che renderà la Famila un gruppo aggressivo, che saprà approcciarsi al meglio in ogni gara. Ci vorrà ancora pazienza, ma Mr Salomoni non ha fretta, sa cosa ha in mano e su cosa deve lavorare sodo. L' umiltà è la sua dote e se la farà diventare il monito di tutta la squadra, i tifosi avranno di che divertirsi.
Mirtillino [pagebreak]
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Riso Scotti Pavia: Pachale 11, Borgogno 3, Terranova 2, Bland, Spinato, Vetri ne, Carocci(L), Lethonen 18, Horvath 9, Mancuso ne, Poma ne, Caroli 6. All. Milano.
Yamamay Busto Arsizio: Fernandinha 2, Viganò 11, Buckova 12, Valeriano ne, Esko 9, Kovacova 1, Matuszkova 9, Fokkens, Campanari 14, Okaka 2, Rocca ne, Borri(L). All. Parisi.
Pavia: Bs 8, Bv 2, muri 7, err.20. Busto Arsizio: Bs 8, Bv 5, muri 10, err. 22.
La YamamaY vince il derby lombardo con molti meriti a suo favore, mentre la Riso Scotti può recriminarsi diverse cose e farsi un mea culpa, visto che conduceva 17 a 10 nel primo set, perso poi ai vantaggi, seppur combattuto e mollato dopo aver provato a strapparlo di nuovo alle bustocche. Lethonen fa carburare le pavesi, ma sono molto fallose; Busto invece soffre, rischia molto nella seconda frazione, ma la miglior organizzazione di gioco della Yamamay prende il sopravvento, insieme alla maggiore grinta. Entrambe la squadra hao grandi potenzialità, espresse a tratti, ma in modo più continuo per Busto in prima linea con una Campanari ben servita e gestita da Fernandinha, con capitan Viganò che non si tira mai indietro quando si deve lottare, con una Buckova che domina la gara nel fondamentale del muro, sbarrando la porta a numerosi tentativi offensivi delle pavesi. Pavia è grintosa, non le mancano le vellità, soprattutto dopo quello di positivo mostrato contro Pesaro, possiamo dire che le munizioni ci sono, le buoni armi pure, la mira non è andata a segno come sperato. Manca l' esperienza, manca ancora il gruppo, il feeling e le sole individualità non bastano se non c'è un ordine in campo, le giuste competenze e una distrubuzione dei palloni limitata sulle tre bande, che certo hanno svolto il loro compito bene, pur marcate. E' mancato l' apporto delle centrali, in particolar modo a muro, dove le colleghe avversarie di reparto hanno alzato saracinesca.
Entrambe le sqaudre sono nella fase "lavori in corso", molto più Pavia rispetto a Busto che ha già una maggiore dimensione di gruppo, con pochi innesti e un sestetto base già collaudato. Pavia è una "matricola" che si è messa già in luce pur non raccogliendo punti. Questo per ora la maggiore difficoltà, non riuscire a concretizzare al meglio quello che di buono di vede in campo. Ci sono ovviamente da rivedere molto cose per le ragazze di Milano, in particolare nella gestione delle attaccanti e in campio palla, non sempre incisivo, anche per lo scarso apporto del reparto in posto 3. Molto spesso si fatica tanto e non si riempie il cestino. La squadra dovrà lavorare su questo aspetto, essere capace di indirizzare i propri sforzi al momento giusto, quando c'è da spingere sull'acceleratore per superare l'avversario senza lasciare possibilità di rimonta. Busto vince, non convince fino alla fine, ma raggiunge i suoi obiettivi, ha la capacità di fare centro, due partite su due da vincere, chiuse a proprio favore e senza lasciare un set alle avversarie. Anche nel volley, come in alcuni campo lavorativi, quello che conta è portare a casa il risultato. La Yamamay lo sta facendo: in questa fase iniziale non puntiamo il dito sul "come", ma man mano si entra nel vivo ci aspettiamo di vedere un gioco più pulito e continuo, per spiegare le ali e planare.
Fabio F. [pagebreak]
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Despar Perugia: Staelens, Togut 12, Crisanti 8, Casillo ne, Dushkyevich 12, Decordi 1, Arcangeli(L), Pincerato 2, Willoughby 19, Angeloni 12, Van Tienen, Medaglioni ne. All. Chiappafreddo.
Unikom Starker Kerakoll Sassuolo: Montanari ne, Nucu 14, Vecchi(L), Leggeri 10, Turlea 12, Diomede ne, Bosetti 11, Guidi ne, Cella 4, Havelkova 15, Rondon 4. All. Ferrari.
Perugia: Bs 9, Bv 2, muri 12, err. 24. Sassuolo: Bs 8, Bv 3, muri 19, err. 15.
Dopo la sconfitta contro la Tena Volley Santeramo, la Despar Sirio Perugia non va oltre un set nella seconda giornata di campionato che la vedeva impegnata contro la Kerakoll tra le mura amiche del PalaEvangelisti. Sassuolo
La squadra umbra guidata da coach Mauro Chiappafreddo è costretta ad arrendersi al gioco delle emiliane che, trascinate dalle centrali Leggeri e Nucu e dalla grinta della giovanissima Havelkova, fanno bottino pieno in casa della rivoluzionata Sirio.
Il tecnico biancorosso riparte da Pincerato in cabina di regia, opposta Togut, Angeloni e Decordi di banda, Dyushkyevich e Crisanti al centro, Arcangeli libero. Risponde Tommy Ferrari con Rondon al palleggio in diagonale con Turlea, Bosetti e Havelokova schiacciatrici, Nucu e Leggeri centrali, Vecchi libero.
Dopo un’iniziale parità, Perugia comincia a soffrire la pressione del muro bianconero e Chiappafreddo è costretto a gettare nella mischia l’americana Willoughby (alla fine, per lei, un bel bottino di 16 punti) al posto di una spenta Decordi. Perugia prova a fare qualcosa di più ma il gioco al centro latita; dall’altra parte, Sassuolo trova in Havelkova un importante punto di riferimento, capace di scardinare con facilità il muro e la difesa umbri. Sassuolo conduce per tutto il set, subendo il recupero di Perugia nel finale, ma riesce a chiudere il parziale sul punteggio di 25-23.
Nel secondo set, le ragazze di Tommy Ferrari partono bene e sono avanti al primo time out tecnico (6-8). Perugia però ci crede, martellando in ricezione Havelkova che non trova certo in questo fondamentale il suo punto di forza. Pincerato si affida al braccio pesante di Willoughby e l’americana non delude le attese; il muro umbro si fa sentire, Angeloni lascia spazio alla difesa superlativa di Janneke Van Tienen, Ferrari è costretto a sostituire una Bosetti in difficoltà con Cella ma il turno al servizio di Pincerato manda in tilt la ricezione emiliana, facendo scivolare il parziale nelle mani di Perugia (18-25).
Sembra il segno della riscossa della Despar ma Sassuolo è abile a spegnere subito gli entusiasmi piazzando un parziale di 8-3 che non ammette repliche. Pincerato in evidente difficoltà viene sostituita dalla olandese Kim Staelens, il turno di Crisanti prova a riavvicinare la Sirio ma il tandem Turlea-Havelkova ed il muro bianconero stoppano sul nascere i tentativi di recupero chiudendo il set sul 18-25.
Nel quarto set il copione non cambia. Perugia non riesce ad incidere con le sue centrali ed anche il rendimento di Willoughby – arrivata in città solo due giorni prima – comincia inevitabilmente a calare. Pincerato non trova soluzioni alternative, con Togut ancora molto pesante ed impallata e la sola Angeloni a tentare di tenere a galla Perugia. Dall’altra parte, Sassuolo si affida a Turlea, capace di piazzare diagonali stretti imprendibili e al solito muro di Nucu e Leggeri, chiudendo agevolmente il set sul punteggio di 15-25.
Sassuolo esce dal PalaEvangelisti con tre punti in tasca, ottimo risultato che permette alla squadra di Tommy Ferrari di mantenere la testa della classifica. La squadra emiliana ha messo in mostra un gioco ben organizzato, fatto di muri e difesa ma anche di attacchi incisivi e potenti. Rivelazione della partita è senza dubbio la ceca Havelkova, ammirata solo a sprazzi nello scorso campionato e tuttavia ottima promessa della pallavolo mondiale. Soffre un po’ Sassuolo in ricezione e, di conseguenza, anche Rondon fatica un po’ nel gestire le proprie attaccanti: la palleggiatrice ex Cremona, infatti, pur brava nello smarcare le sue compagne con palla in mano, non riesce a muoversi e palleggiare con altrettanta disinvoltura.
Perugia è, al contrario, un cantiere aperto: a sprazzi le ragazze di Chiappafreddo regalano un’ottima pallavolo, fatta di grinta e entusiasmo, di colpi intelligenti e ricezione precisa. Si perdono però troppo spesso in momenti cruciali del set, subendo break pesanti e non riuscendo a reagire con la dovuta concentrazione. Magari si tratta solo di inesperienza ma certo c’è molto lavoro da fare per il tecnico di origine ternana.
Elisa F.
Lines Ecocapitanata Cesena – Asystel Volley Novara 2 – 3 (17-25 25-18 25-19 16-25 16-18) Pag 1
Monte Schiavo Banca Marche Jesi – Tena Santeramo 3 – 0 (25-16 25-13 25-13) Pag 2
Zoppas Industries Conegliano – Minetti Vicenza 3 – 0 (25-21 25-21 25-19) Pag 3
Famila Chieri – Scavolini Pesaro 1 – 3 (15-25 23-25 25-21 19-25) Pag 4
Riso Scotti Pavia – Yamamay Busto Arsizio 0 – 3 (28-30 23-25 20-25) Pag 5
Despar Perugia – Unicom Starker Kerakoll Sassuolo 1 – 3 (23-25 25-19 18-25 15-25) Pag 6
On-line i tabellini e commenti
