Con una grandissima prestazione individuale nella festa del volley femminile, Dragana Marinkovic,Europea92 Original Marines Milano è stata premiata come miglior giocatrice del San Carlo All Star Gam, organizzato dalla Lega Pallavolo Femmiile a Pavia. La giocatrice serba di Milano era stata convocata solo due giorni fa per giocare la partita delle stelle con la formazione del Resto del Mondo e la sua prova è stata determinante per dare alla propria formazione il successo nel match ottenuto al quinto set contro la selezione delle giocatrici europee. A fine gara è stato proprio il presidente di Life Volley Milano Vincenzo Russiello, in qualità di membro del CdA della Lega Pallavolo a consegnare a "Draghi" il premio come MVP della partita.
Nata a Pola il 19/10/1982, croata che gioca con licenza serba, forte dei suoi 197 cm Dragana ha mosso i primi passi agonistici nella formazione croata della sua città l'Istarska Banka dove ha giocato dal
1997 sino al 2001. Messasi in mostra a livello internazionale, viene ingaggiata dalla Foppapedretti Bergamo dove in due stagioni ha vinto uno scudetto (2002) e disputato uno Coppa dei Campioni. Lasciata la Lombardia la centrale croata, con doppio passaporto serbo, è approdata a Sassuolo e quindi a Perugia dove, nell'annata 04/05 ha vinto il suo secondo scudetto tricolore. La sua carriera italiana è proseguita a Collecchio e Piacenza prima di affrontare il campionato romeno dove nella passata stagione ha vestito la maglia del Scu Metal Galati squadra dominatrice del campionato romeno, con cui ha disputato anche la Coppa Cev dove ha conquistato gli ottavi di finale. Più volte nazionale serba è al suo primo anno a Milano con l'Europea92 Original Marines che ha creduto nel suo grande potenziale riportandola alla ribalta del campionato italiano.
Il titolo di MVP nell'All Star Game è dunque una grande soddisfazione per tutta la società milanese che si conferma team in grado di esaltare il valore delle proprie giocatrici grazie all'ottimo lavoro dello staff tecnico guidato da coach Napolitano e dal lavoro di tutto l'equipe della società milanese che rinnova a Marinkovic i complimenti per l'ottima partita e il riconoscimento ottenuto. centrale dell'
Ufficio Stampa [pagebreak]
VOLTA MANTOVANA. L’All Fin Cfl non può essere soddisfatta del punto incamerato nel match casalingo con il San Vito. La squadra è entrata in partita con un set di ritardo e ha subìto le bordate di Jaline e Pinedo. La capacità di reagire e la voglia di lottare sono dei pregi, ma solo con la volontà non si vince. Il gioco espresso è corredato più di ombre che di luci. Ricezione e attacco pendono lievemente a favore delle voltesi (66%-65%, 38%-37%), ma è il solito ritornello: si difende tanto e si mette giù la palla con enorme fatica.
Due ore e un quarto di gioco, una faticaccia e un solo punto raccolto. A Mauro Masacci la sconfitta pesa parecchio: “Sì, una faticaccia. Abbiamo giocato molto male il primo set con efficienza in attacco molto scarsa, poi piano piano ci siamo ripresi. Ho riproposto Visentin, perché Dukule è ancora indietro, non possiede ordine e fatica a stare in campo. Quando le cose vanno bene, riesce a darci qualcosa, ma se vanno male non ha una gran confidenza con l’assetto. Tra l’altro è un’atleta che subisce molto la partita a livello emotivo e si fa pesare tanto gli errori. A muro ci dà una mano, ma in attacco sotto pressione arranca. Ha schiacciato 11 palloni mettendone giù uno: è difficile tenerla dentro, anche perché non difende. Non si può farla giocare solo perché è alta, dobbiamo darle il tempo di crescere. Spero che rientri Astarita al più presto, in modo da avere qualche alternativa. Mi dispiace assai aver perso questa partita – sospira l’allenatore – perché potevamo vincere giocando una gara buona, invece abbiamo reso a sprazzi con pochi aspetti belli. Per un set e mezzo abbiamo difeso molto poco, poi ci siamo accesi giocando meglio. Il terzo set si è deciso per degli espisodi. Nel tie-break abbiamo pagato una rotazione di ricezione con Marinelli e Crepaldi in difficoltà. Il San Vito non è niente di trascendentale. Abbiamo fatto fare un figurone a Jaline Prado ed è una costante che subiamo contro avversarie che hanno opposte valide, come Benini a Urbino, Voronina a Benevento e Biamonte col Villa Cortese. Noi da quella parte a muro facciamo fatica e anche le centrali oggi (ieri, ndr) hanno murato poco. Così diventa dura, in quanto le avversarie schiacciano senza troppa angoscia. Ci stiamo lavorando, ma credo che sia pure una questione fisica. Noi dobbiamo giocare puntando agli scambi lunghi, dove riusciamo ad emergere. Nel nostro Dna di squadra ci sono situazioni che ci sfavoriscono a muro e in attacco”. Il coach prosegue: “Le schiacciatrici sono andate meglio, anche se Crepaldi ha fatto errori e subìto murate. Sotto questo aspetto è stata più brava Fratoni con uno sbaglio solo e due murate. Peccato che il terzo set si sia chiuso appunto con due errori di Laura. Del resto può succedere, dovendo appoggiarci per forza su loro due quando la ricezione è imperfetta”. Il mister conclude analizzando la regia: “Quando non riusciamo a giocare in tranquillità, Zanin si perde. Nel primo set è partita male. Bragaglia ha subìto una murata sulla prima palla (1-2, muro di Ronconi, ndr) e allora lei non l’ha più servita, ma non va bene, perché poi alla fine Antonella è l’unica che supera i 20 punti. Se anche manda una palla out, non bisogna smettere di alzargliene. Non possiamo prescindere dall’attacco di Bragaglia nemmeno quando siamo al completo, figuriamoci adesso. Valeria deve crescere e capire la responsabilità della gestione della squadra, per esempio dando continuità alla compagna che in quel frangente è in trance agonistica o lasciando un po’ stare chi è in difficoltà. Lei vorrebbe tenere sempre tutte le compagne in gioco e far fare punti a tutte, ma a volte non tutte sono ugualmente partecipi della gara”.
Antonella Bragaglia è rammaricata, ma giudica giusto così il risultato: “Peccato aver raccolto solo un punto dopo tante energie spese, ma credo che loro meritassero i 2 presi. Di buono c’è che, pur non giocando bene, siamo riuscite a non mollare. Certo che facciamo una gran fatica. La ricezione non è stata il massimo e ciò ha influito sul nostro gioco: essendo esso piuttosto veloce, se la ricezione salta è un problema poi mettere giù la palla. Noi non abbiamo la Jaline della situazione che attacca sempre bene la palla alta. Gli scambi lunghi, sebbene mi pare che spesso siano vinti da noi, dopo li paghiamo. Loro hanno coperto molto bene, mentre noi abbiamo faticato nel gioco lento e scontato”. Perché entrate in partita con un set di ritardo? “Secondo me la questione non è questa – replica la centrale – il fatto è che ci mettiamo un po’ a scioglierci. Abbiamo in squadra persone che non conoscono molte delle altre giocatrici e fanno fatica ad abitursi al loro gioco”. Di positivo cosa resta di questo match? “La reazione, il bel gruppo, la forza di non mollare. I risultati in realtà penso che vadano anche bene – aggiunge il capitano – ma dobbiamo essere più ciniche e non aspettare di vedere come va la situazione, ma imparare ad aggredire e volere i 3 punti appena si entra in campo. Secondo me li vogliamo ancora poco. La classifica veritiera? L’avremo a fine andata, quando ci saremo scontrate tutte. Noi dobbiamo solo pensare a lavorare, la stagione è ancora molto lunga”.
Ufficio Stampa [pagebreak]
Tena Santeramo – Unicom Starker Kerakoll Sassuolo (anticipo della 10^ giornata di campionato) si giocherà sabato 13 dicembre, presso il Pala Cooper di via Alessandriello, alle ore 18.30, con diretta su SKY Sport 2.
Ufficio Stampa
Europea92 Original Marines Milano: Marinkovic MVP al San Carlo All Star Game Pag 1
All Fin Cfl Volta Mantovana: la parola a coach Masacci e Antonella Bragaglia Pag 2
Tena Santeramo: sabato diretta Sky per il match contro Sassuolo Pag 3
