La top scorer è stata Dukule: 23 punti, di cui due muri, e 52% su 40 palloni. Segue Fratoni con 19 punti e 53% su 32 schiacciate. Molto brava l’alzatrice Zanin. L’attacco di squadra è stato al 49%, la ricezione ogni tanto ha scricchiolato (61% contro 72% del Forlì). All’Infotel, che ha cambiato ancora sestetto, non sono bastate Parenti e Percan.
Tre set solamente, ma un grande dispendio di energie. Evelyn Marinelli è orgogliosa di poter citare nuovamente la coesione del gruppo come artefice della vittoria: “Abbiamo fatto quello che stiamo in pratica facendo da tanto tempo, cioè giocare di squadra, aiutandoci e cercando di dare tutto a livello di spirito. Non elenco le nostre sfortune, ma non è facile moralmente affrontarle tutte”. Il libero prosegue: “Il Forlì è terzultimo, è vero, ma in un campionato come quello di quest’anno e a maggior ragione per noi, ogni partita fa storia a sé. Inoltre venivamo dalla gara bruttina di Parma e siamo state brave a reagire. Abbiamo lavorato molto e l’aiuto che ci arriva anche dall’allenatore si vede quando giochiamo. Abbiamo vinto il secondo e il terzo set in rimonta ed è la dimostrazione che abbiamo voglia di vincere e non ci lasciamo demoralizzare troppo dai momenti negativi. Non è stata una prestazione elevatissima, ma va bene così. In attacco abbiamo avuto molto da Fratoni e Dukule ed è giusto. Bene però anche Crepaldi, nonostante il problema fisico. Bonan sta entrando nei meccanismi e alla fine tutte hanno dato un contributo. Il successo è della squadra ed è così che andiamo avanti. Il Forlì? Non ha approfittato delle nostri fasi di difficoltà e noi non ci siamo perse d’animo. Come errori commessi, più o meno siamo andati di pari passo”.
Il presidente Sergio Longhi è quasi commosso: “Il rischio di non avere abbastanza giocatrici da mettere in campo l’abbiamo corso. Le ragazze hanno tirato fuori il cuore come al solito. Ne è scaturita una bella vittoria, che rinfranca e dà coraggio per andare avanti. Voglio abbracciare idealmente tutti, dagli allenatori ai fisioterapisti e alla squadra. Grazie per aver conquistato questo risultato veramente buono e che rende felici tutti”.
Mauro Masacci applaude la propria squadra: “Non era facile rivoluzionare il sestetto ancora una volta, con due centrali che non avevano mai giocato insieme. Abbiamo celato bene i problemini fisici. Prova di carattere e grande prestazione di alcune singole, fra cui la palleggiatrice, che ha fatto una partita di alto livello. Per la prima volta abbiamo sfiorato il 50% in attacco e il merito è anche di Zanin. Con questa formazione però muriamo poco e dovremo lavorare per risolvere il problema, senza perdere il resto che va bene. Qualcosa da sistemare c’è anche in ricezione, ma questa settimana abbiamo fatto fatica ad allenarci insieme. Marinelli è stata talvolta titubante perché voleva prendersi più campo per aiutare. Poi è stata brava a risolvere la situazione da sola senza che io intervenissi. Dukule e Fratoni sono state le mattatrici in attacco, ma sono buone pure le percentuali di Crepaldi, che ha schiacciato meno per una gestione stabilita prima del match (Laura ha giocato infortunata, ndr)”. Più meriti vostri o più demeriti del Forlì? “Abbiamo vinto 25-23 due set che potevamo anche perdere – osserva l’allenatore – dunque non abbiamo certo dominato. Siamo stati bravi a lottare punto a punto e nel finale un pizzico di fortuna e forse più lucidità ci hanno agevolato. Si tratta della lucidità di una squadra più abituata a vincere rispetto al Forlì, che probabilmente nei momenti decisivi non ha le sicurezze che derivano dai risultati positivi”.
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IL CAPITANO. "Siamo tutte molto contente per la vittoria – racconta la capitana Stefania Paccagnella – i tre punti ci volevano per un triplice motivo: per il morale, per la classifica e per la società. Domenica abbiamo lavorato bene in difesa e a muro e rispetto alla gara di andata siamo riuscite a contenere la Scott, la loro attaccante migliore. In settimana avevamo provato dei nuovi schemi che in parte hanno funzionato, ma ci sono dei meccanismi da oliare e possiamo ancora migliorare. Dobbiamo fare un passo alla volta e continuare a lavorare".
TIROZZI DICE 33. Moltissimi i messaggi positivi della giornata di domenica. I tre punti, prima di tutto, frutto di una vittoria di tutto il gruppo ottenuta contro una squadra come la Cgf Recycle Florens che lotta per i play-off, ma anche con il contributo di un grande pubblico che non ha mai abbandonato la squadra nei momenti difficili, nemmeno dopo un avvio di stagione sofferto. Tra le singole, tralasciando la solita ottima De Gennaro che ormai non fa più notizia, le cose migliori si sono viste nella regia lucida e precisa di Dall'Igna, nella grinta di VanMeter, in grande crescita di condizione e di intesa con le compagne, nelle importanti percentuali offensive di capitan Paccagnella. Bene anche le giovani: Ikic si è distinta in seconda linea, dove è stata bersagliata dai servizi avversari (42 ricezioni, il 71% di positività); Strobbe ha fatto il suo, tenendo botta e toccando molti palloni a muro di fronte a giocatrici del calibro di Scott, Petkova e Soninha. Difficile poi trovare degli aggettivi adeguati alla prestazione "monstre" di Valentina Tirozzi: 33 palloni messi a terra dall'acclamata MVP, miglior realizzatrice di giornata in attesa del posticipo tra Jesi e Perugia. Ma lo scettro difficilmente sarà messo in discussione.
RECORD SFIORATO. Da anni non si vedeva una giocatrice così determinante in casa Minetti come lo è stata Tirozzi contro la sua ex squadra, la Florens Castellana. Per trovare traccia di una prestazione simile bisogna tornare indietro alla stagione 2002/03 e ai 34 punti segnati da Glinka alla seconda giornata di ritorno contro Modena; 34 anche i punti siglati da Togut nei quarti di finale sempre con Modena nella stagione 2001/02; in entrambi i casi si trattava però di partite terminate al tie-break. Valentina sale così al terzo posto tra le "top scorer" di sempre al PalaRewatt, ma la straordinaria media di 8,25 punti a set rappresenta probabilmente un record.
GLI AUGURI DI NICA. La soddisfazione della società biancorossa per la prova della schiacciatrice mancina cresciuta nel vivaio della Minetti è condivisa anche dal tecnico che nel 2003 ha portato Tirozzi a Vicenza, Peppe Nica, oggi sulla panchina del Volley Scafati:
"Sono contentissimo di vedere un'altra giocatrice che ho allenato da piccola giocare a questi livelli in serie A, ma non sono sorpreso. A Valentina l'avevo già detto l'anno scorso di stare tranquilla e che avrebbe trovato il suo spazio. Quello che sta facendo se lo merita, perché ha lavorato tanto. Prima di arrivare a Vicenza giocava da opposta: spostarla in banda all'inizio è stata una scommessa, ma lei è diventata anche una buona ricevitrice. Mi fa piacere anche per Marilyn (Strobbe) e Flavia (Assirelli): loro sono ancora piccoline e bisogna avere ancora un po' di pazienza, ma spero che presto anche altre le raggiungano. Chi sarà la prossima a esordire in A1? Forse Anna Ensabella, davanti ha un certa Moky, ma magari per un giro dietro, chissà… Cosa mi sento di dire a Valentina? Continua a lavorare, i risultati vengono".
DEVETAG A VOLLEY LAND. Francesca Devetag domenica è stata l'unica giocatrice di serie A1 femminile presente a Volley Land, l'evento che quest'anno è tornato a Forlì. La centrale friulana, che si sta riprendendo dall'infortunio al pollice destro, è stata ospite dello stand di Zona Volley, la testata multimediale della pallavolo veneta.
"E' stata una bellissima esperienza, ho incontrato molte persone del nostro ambiente e conosciuto parecchia gente, tifosi e appassionati che arrivavano da lontano per questo evento sportivo. A Volley Land ero già stata due anni fa a Milano, è una manifestazione che ha un grande successo e penso che sarebbe bello farlo insieme, coinvolgendo anche il mondo della pallavolo femminile".
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Nel mitico PalaRaschi, teatro delle epiche finali scudetto maschili della Maxicono Parma negli anni d'oro del volley azzurro, la squadra beneventana coglie un punto pesantissimo in chiave salvezza e, nonostante la rimonta subita, può tornare a casa senza rimpianti e sopratutto non a mani vuote.
Contrariamente ad altre gare, in cui l'Accademia aveva letteralmente gettato alle ortiche set e punti che sembravano già conquistati, questa volta le ragazze di Uccio Carratù capitalizzano al meglio due set giocati ad alto livello per poi cedere all'evidente strapotere di un Parma ferito nell'orgoglio.
Le formazioni iniziali sono quelle tipo, Parma recupera Conti e schiera la ottima Gibertini come libero, nell'Accademia è ancora indisponibile la infortunata Bellapianta.
Sin dalle prime battute di gioco si nota il buon piglio delle giallorosse da un lato e la apatia di Parma dall'altro. A condurre nel punteggio è sempre l'Accademia che argina bene le attaccanti avversarie e trova buona continuità nel cambio palla. Dall'8-7 si passa al 16-12 sannita fino al 22-14. Il tentativo di rimonta di Parma si spezza sul 23-18 e al terzo tentativo Voronina e compagne chiudono 25-20.
Nel secondo set la musica non cambia e l'Accademia allunga già sull'8-4. Un punto rocambolesco delle beneventane provoca le ire di mister Micoli che prima si prende un giallo e poi viene espulso per il set. L'Accademia vola sul 10-4 e la partita si accende. L'episodio sortisce tuttavia l'effetto di risvegliare dal torpore le padrone di casa che rientrano subito sull'11-9 Accademia. Le giallorosse sono però in palla e allungano nuovamente sul 17-11 prima e sul 22-16 poi. Nel finale Parma si riavvicina sul 23-20 ma l'Accademia chiude ancora con un bel 25-20.
A questo punto però la partita cambia completamente. L'Accademia, che ha dato tutto nelle prime due frazioni, resiste fino alla parte centrale dei due set successivi ma nulla può alla reazione rabbiosa di un Parma che proprio non ci sta a perdere in casa. A cambiare marcia sono le formidabili attaccanti laterali di casa, Conti, Cibele e Senkova, che se nei primi 2 set avevano realizzato in totale 14 punti, nei successivi due ne totalizzano ben 34 rompendo completamente gli equilibri. Con i parziali di 25-16 e 25-19 Parma pareggia i conti e giunge al tie-break ormai padrone del campo. Il 5^ set scivola via in 11 minuti, il tempo per Parma di volare dall'8-4 del cambio campo all'impietoso 15-5 finale.
A fine gara la società di casa premia come migliori giocatrici delle due squadre il libero Gibertini per Parma e la ex di turno Tonelli per l'Accademia.
Stavolta pochi rimpianti per l'Accademia. Al PalaRaschi solo Milano alla seconda giornata aveva vinto, poi le parmensi avevano ceduto solo un set sul proprio parquet e se altre volte si era parlato di 2 punti persi questa volta si tratta sicuramente di 1 punto guadagnato.
La giornata di campionato è comunque negativa per la vittoria di Donoratico su Roma che consente alle toscane di superare l'Accademia con 11 punti in classifica contro i 10 delle beneventane per un testa a testa che si preannuncia mozzafiato.
Nel prossimo turno Donoratico sarà di scena a Forlì nell'anticipo di sabato, l'Accademia ospiterà domenica alle 17.30 l'Aprilia in un match molto importante.
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Minetti Vicenza: soddisfazione per la prima vittoria da tre punti Pag 2
Accademia Volley Benevento: a Parma un punto importante e inatteso Pag 3
