Yamamay Busto Arsizio: Ravetta, Viganò 8, Fernandinha 1, Valeriano 1, Esko 10, Kovacova ne, Matuszkova 9, Fokkens ne, Campanari 4, Borri(L), Ritschelova 3. All. Parisi.
Pesaro: Bs 7, Bv 4, muri 8, err. 15. Busto: Bs 4, Bv 2, muri 4, err. 12.
Coach Parisi si affida al sestetto che ha già avuto la meglio su Jesi nel quarto di finale di ieri e quindi Fernandinha in diagonale con Matuszkova, Esko e Viganò di banda, Ritschelova e Campanari al centro, libero Borri.
Mister Zè Robero si affida invece a Ferretti in diagonale con Skowronska, Furst e Guiggi al centro, Jaqueline e Costagrande di banda, Wijhnhoven libero.
Il match inizia in perfetto equilibrio e con una Esko implacabile per la Yamamay (4 dei primi cinque punti delle bustocche sono suoi) che arriva in vantaggio sia al primo time-out tecnico (8-7) che al secondo (16-15). Al ritorno dal time-out tecnico, parziale di 5-0 per la Scavolini grazie anche a due punti di Jaqueline e Pesaro accelera lasciando la Yamamay sul posto (16-20). Prova a riavvicinarsi Busto grazie ad un ace sporco di Fernandinha, un errore in attacco do Costagrande ed un muro di Campnari sull'argentina (22-23). Ci pensa però sempre la Costagrande con una bella parallela a chiudere il set in favore della Scavolini (22-25).
Dopo un primo set in cui le bustocche sono riuscite a stare attaccate alla Scavolini ed anche in leggero vantaggio per gran parte del parziale, lo strapotere tecnico e la superiorità della Scavolini in ogni parte del campo hanno preso il sopravvento e la Yamamay, forse accusando anche un po' di stanchezza dopo la maratona di ieri sera contro Jesi, ha dovuto alzare bandiera bianca. Onore ai vinti, quindi, che hanno provato, finchè è stato loro possibile, a rimare nel match e che non possono avere alcun rimpianto per l'esito finale, ma davvero complimenti a Pesaro che dopo essere partita un po' contratta ha dimostrato tutto il suo strapotere ed ha messo in mostra davvero un bellissimo volley. Che altro dire, gli amanti di questo sport non possono fare altro che lustrarsi gli occhi davanti ad una squadra che potrebbe giocare anche ad occhi chiusi e che ha nella regista Ferretti una grande direttrice d'orchestra. Grande varietà di schemi quella messa in mostra dalla palleggiatrice reggiana che ha permesso a tutte le sue attaccanti di arrivare a fine partita con percentuali in attacco davvero straordinarie. L'MVP dell'incontro quando una squadra gioca così bene ed in maniera così corale non è facile trovarla, ma Jaqueline merita questo simbolico riconoscimento per quanto espresso sia in ricezione che in attacco. Ed ora, avanti con una nuova finale di C. Italia dopo quella persa a Prato due anni fa contro Perugia e lo scorso anno contro Bergamo, Pesaro non vorrà certo farsi sfuggire questa occasione…Domani sera ne riparleremo, certo che questa Scavolini sembra proprio essere imbattibile al momento.
Asystel Volley Novara: Anzanello 11, Feng 2, Rosso 3, Paggi 14, Barcellini 19, Bechis ne, Cardullo(L), Lombardo 1, Scarabelli, Osmokrovic 14, Kozuch 18, Zardo ne. All. Pedullà.
Bergamo: Bs 5, Bv 1, muri 7, err. 19. Novara: Bs 8, Bv 4, muri 13, err. 27.
Asystel Novara contro Foppapedretti Bergamo, semifinale di Coppa Italia 2009, partita sentita, perchè la vittoria vale la finale, ma soprattutto perhcè ogni volta queste due squadre scrivono un pezzo di storia pallavolistica.
Novara arriva da un buon periodo di forma pur non potendo utilizzare Podolec: Pedullà si affida alle giovani Kozuch, Barcellini e Lombardo, fiducioso del buon lavoro che sta facendo con queste atlete. Bergamo invece ha passato un periodo travagliato, ma la vittoria in tre set contro Castellana ha dissipato qualche ombra.
Vince l' Asystel, con grandissimo merito, perchè ci ha creduto, perchè ha lottato fino alla fine, perchè anche nei momenti di difficoltà o svantaggio non si è data per vinta. La Foppapedretti perde a nostro avviso "meritatamente" per quello che ha espresso in campo, perchè una squadra del suo calibro, senza nulla togliere alla determinazione di Novara, in una partita importante deve lottare con le unghie e con i denti per mantenere 4-5 punti di vantaggio: una debacle pesante soprattutto dal punto di vista caratteriale.
La squadra di Pedullà è ben disposta in campo, la ricezione permette a Feng di fare quello che vuole, nonostante l'alzatrice cinese accusi momenti di calo, in particolare nel quarto set e non sempre risulti precisa nel servire le compagne. Le asystelle servono bene, c'è ordine in campo, la difesa fa in diversi frangenti la differenza, poi ci pensa la prima linea a mettere a terra palloni importanti, palloni "infuocati", complice anche un muro avversario che non ha lavorato bene nel complesso. Feng macina pochi chilometri, varia il gioco, si affida nella prima parte di gara alle fast della Paggi, praticamente mai fermata, insiste qualche volta di troppo sulla pipe di Barcellini, ma è vero che la giovane attaccante ripaga poi la fiducia della sua palleggiatrice sfoderando una prestazione maiuscola, risultando una spina nel fianco delle avversarie che non raddoppiano il muro sulla sua pipe e non le prendono le misure in posto 4. Kozuch e Anzanello sono buone spalle, mentre il capitano amministra la seconda linea insieme a Cardullo, autrice di una prova molto positiva in tutti i reparti. Per quanto riguarda il gioco bergamasco, oggi più che mai Lo Bianco ha variato il gioco, a volte con molto coraggio, puntando al centro con buoni frutti, spingendo con Piccinini che per tre set è stato il maggior terminale offensivo in banda, a dimostrazione che dolore o non dolore è il capitano e si fa sentire, pagando però la scarsa vena di Ortolani e Del Core. Le orobiche quando innestano la marcia sanno salire in cattedra, guidate una grande Lo Bianco ma sotto la pressione pressione avversaria, pur dopo momenti di calo o a fronte di errori, delle piemontesi, sono calate perdendo lucidità. Il servizio non è stato ficcante, anzi ben gestito dalla seconda linea avversaria, il muro ha lavorato male e l'attacco non si può reggere assolutamente su una sola banda leggi Piccinini. A ciò aggiungiamo anche scelte non sempre "azzeccate" dallo staff tecnico, a nostro avviso, tra tutte il togliere proprio nel momento più delicato il miglior attaccante della gara, senza contare che è da settembre che Araki sta in panchina, il miglior muro olimpico forse poteva servire ( E siamo ancora qui a chiederci il perchè non sia utilizzata, se per problemi di ambientamento o altro). Cosa importante sottolineiamo che al giorno d'oggi nel volley femminile, la fast è un colpo troppo importante se ftto bene, leggi Bown, Guiggi, la stessa Paggi e la Foppapedretti non ha specialiste nel campo: Arrighetti ci mette del suo, tanto, ma non è il suo colpo e non è efficacie come quella di Poljak.
Al di là di queste analisi, sicuramente il livello di gioco è stato alto, lo spettacolo non è stato certo deludente, anzi, a dimostrazione che queste due squadre quando gareggiano l' una contro l'altra, onorano il campo fino alla fine. La differenza è stata caratteriale. Personalmente sono contenta di poter commentare obiettivamente il fatto che Novara ha vinto perchè ha avuto più cattiveria, cinismo o killer instinct che si voglia chiamare. Quel qualcosa che spesso le abbiamo criticato perchè mancante, lo ha messo ben in mostra. Di contro, tutto questo è sempre stato un marchio di fabbrica in casa Foppapedretti. Purtroppo per la squadra bergamasca, questa componente fondamentale nello sport è tutto l'anno che manca, oltre a problemi di gioco, mentre l' Asystel, partita in sordina, ha acquistato man mano consapevolezza nei propri mezzi, ben orchestrata e amalgamata, ha imparato a soffrire come gruppo, nonostante ci siano meno nomi" altisonanti" rispetto ad altri anni. Altra differenza, a favore di Novara, è proprio il gruppo, l' unione è vero, fa la forza, le asystelle sono compatte e si aiutano nei momenti difficili. Alla Foppa manca la coesione, altra carateristica che ne ha fatto lo squadrone negli anni passati. Manca "a volte" feeling nel gruppo, quell' affiatamento o armonia che diventa componente indispensabile.
Per quanto riguarda Bergamo, sembra al momento un ristorante a tre stelle senza chef. Frase pesante, ma forse non del tutto errata. Senza dmenticare che forse la società potrebbe aver puntato sui cavalli sbagliati. Piangere sul latte versato non serve a nulla, è necessaria una sferzata, perchè ci sono altri appuntamenti importanti.
Scavolini Pesaro – Yamamay Busto Arsizio 3 – 0 (25-22, 25-14, 25-15) On-line tabellino e commento Pag 1
ore 18:30 Diretta Sky Sport 2
Foppapedretti Bergamo – Asystel Volley Novara 1 – 3 (22-25, 25-23, 23-25,26-28) On-line il tabellino e commento Pag 2
