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Findomentic Cup 2008/2009 – XIX giornata

 
SCAVOLINI PESARO: Lunghi, Garzaro, Wijnhoven (L), Skowronska 13, Brussa, Ferretti 3, Furst 8, Costagrande 13, Di Crescenzo, Guiggi 8, Jaqueline 13. Non entrati Castiglione. All. Guimaraes José Roberto.

CGF RECYCLE FLORENS CASTELLANA GROTTE: Scott-arruda 7, Quaranta 9, Elisangela 8, Dalia, Roani, Petkova 4, Sansonna (L), Soninha 10, Moncada. Non entrati Tribuzio, Karalyus, De Haes. All. Radogna Donato.

Arriva la 41esima vittoria in casa Scavolini davanti ad un Pala Dionigi gremito.

La Scavolini dall'alto della vetta chiude in poco più di un'ora la pratica Castellana Grotte, alla sua quinta sconfitta consecutiva, stabile a centro classifica. Mai veramente in gioco, le pugliesi, assenti e confuse, hanno presentato una pallavolo disordinata e una mentalità già doma. Le colibrì invece, non hanno fatto altro che essere sé stesse, giocare la propria pallavolo con una facilità e divertimento estremo: il 3-0 netto è il risultato di un divario troppo grande da poter colmare.

Il 1° set ha visto una schiacciante superiorità delle padrone di casa che hanno saputo mettere in difficoltà le avversarie su ogni fondamentale, su ogni situazione di gioco: difesa traballante e instabile, attacchi non efficaci, muri che non riuscivano a seguire la “trottola” Ferretti che continuava a smarcare le sue compagne con una facilità estrema. Apriti cielo; le pesaresi hanno iniziato a ballare a ritmo di samba: Guiggi con le sue fast da dietro, Furst con i suoi muri e primi tempi, Skowronska con le sue schiacciate che, una volta scaldato il braccio non ce n'era per nessuno, Costagrande con le sue bordate da posto quattro, delle vere bombe di potenza, Jaqueline con le sue battute e con un'esplosiva crescita in attacco, Wijnhoven con i suoi continui guizzi. Le uniche che ogni tanto bloccavano il ritmo sono state Scott-Arruda e Soninha ma non è bastato.  Guiggi chiude: 25-11.

Nel 2° set entra in campo l'orgoglio delle pugliesi e Roani, dopo il primo set da dimenticare lascia il posto ad Elisangela, ferma da dicembre ma da sempre considerata un'atleta temibile. Nonostante il coraggio e la voglia ritrovati nulla può Castellana contro un Jaqueline show, sempre più sicura in prima linea, sempre più consapevole dei propri mezzi. Se nel primo set spesso i punti delle ragazze di Radogna sono stati frutto degli errori della Scavolini, questo secondo vede dalla loro un miglioramento nella tattica di gioco e più grinta nell'affrontare la sfida; quando però di fronte hai una delle squadre più forti non puoi non giocare al 100%, anzi, devi moltiplicare la cattiveria agonistica, l'audacia nell'osare, cosa che le pugliesi non hanno fatto. Chiude Costagrande 25-20

Il 3° set, vede salire in cattedra Costagrande: battute in salto di una potenza unica, schiacciate e difese strepitose, questa volta fa la Jaqueline della situazione con due parate sul 20-12 dove, dopo aver salvato due palloni, ancora a terra, sul suo viso appare un sorriso divertito, questo per risaltare tutto il suo entusiasmo e naturalità nel gioco. Castellana è ancora una volta impotente, il primo set viene replicato, le debolezze della squadra emergono tutte.Il match dà spazio anche alla panchina: Lunghi, buona la sua prova in difesa, Garzaro, piacevole e grintosa, Brussa con il suo sorriso a ventiquattro denti funziona bene in attacco e una Di Crescenzo quasi timorosa ma brava, soprattutto in battuta.Tutti a casa: 25-14

FERRETTI vs DALIA: la maestria della colibrì nello smarcare le sue compagne, una facilità nel far girare la palla disarmante. La pugliese ha avuto molte difficoltà nell'alzare viste le ricezioni e difese imprecise; ha fatto quello che ha potuto con una fatica estrema. Ferretti

SKOWRONSKA vs QUARANTA: la polacca  ha fatto il suo semplice e puro dovere attaccando palloni su palloni, mixando la sua bravura tecnica con la sua carica agonistica.Annamaria Quaranta è stata una delle poche ad aver cercato di tenere attaccata la sua squadra a quel filo che, set dopo set si stava staccando. Orgoglio del capitano con 9 punti di rabbia. Skowronska

GUIGGI vs SCOTT-ARRUDA: la campionessa d'Italia, nonché capitano sta diventando una garanzia per la sua squadra, carica le sue compagne di certezze prendendo in mano le situazioni. L'americana, potenza fisica, questa volta lo è stata poco dal punto di vista mentale; spesso gli attacchi non diventavano punti, i muri non intercettavano i palloni avversari e per una centrale come lei questo non è giocare.Guiggi

FURST vs PETKOVA: La tedesca è stata super, primi tempi e battute e, in alcune occasioni anche sulle fast dietro, cosa insolita per lei; la serena tranquillità hanno condito il tutto.La bulgara, concentrata ma fin troppo silenziosa, a volte assente, ha aiutato la difesa grazie ai suoi muri passivi ma poco ha fatto in attacco. Una performance, date le sue esperienze e il suo livello decisamente sotto tono.Furst

COSTAGRANDE vs SONINHA: Costagrande incanta e diverte, sempre di più. La miccia accesa al via del campionato sta percorrendo la sua strada ed ora si trova a metà, pronta ad esplodere nel rush finale. La Brasiliana, miglior realizzatrice della sua squadra ha giocato, ma non esprimendo tutto il suo potenziale, quasi frenata, intimorita. Costagrande

JAQUELINE vs ELISANGELA: nella formazione iniziale di Castellana era presente Roani, ma, dopo un primo set pieno di errori è stata sostituita dalla rientrante Elisangela. Il suo debutto, dopo due mesi di stop si è sentito, efficace in alcuni frangenti ma sempre troppo poco. Ci voleva più grinta per fronteggiare un'armata simile.Jaqueline

WIJNHOVEN vs SANSONNA: i guizzi e l'intelligenza tattica dell'olandese contro le difficoltà di interpretare la partita della pugliese. La colibrì non ha dovuto faticare poi così tanto vista la compattezza dell'intera squadra; al contrario la Sansonna si è ritrovata al centro di un vortice che ha colpito l'intera formazione.Wijnhoven

ZE' ROBERTO vs RADOGNA: il brasiliano, senza voce e un po' provato dall'influenza non ha avuto bisogno di dirigere le sue ragazze verso la vittoria finale, tanto sono state brave e disciplinate.Radogna, anche lui molto silenzioso (ma di natura) dalla panchina ha cercato di suonare la carica e impartire consigli tattici per riuscire a portare a casa almeno un bel gioco. Non è stato così.

Alice Mazzarini Solovolley

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TENA SANTERAMO: Gustafsson 1, Capuano 6, Sangiuliano 2, Filipovics 2, Sirressi (L), Tsekova 21, Fernandez Navarro 15, Orsi Toth 5, Marulli 6. Non entrati Cacciapaglia, Masino. All. Braia Rosario.

YAMAMAY BUSTO ARSIZIO: Viganò 12, Fernandinha 2, Valeriano 13, Kovacova 2, Matuszkova 18, Campanari 13, Borri (L), Ritschelova 12. Non entrati Esko, Fokkens. All. Parisi Carlo.

 
 
Busto Arsizio si riprende dopo gli ultimi due ko consecutivi e lo fa sul campo di un Santeramo che adesso deve guardarsi le spalle oltre che da Vicenza anche dal redivivo Chieri, entrambi a braccetto a soli cinque punti di distanza dalla Tena.
E pensare che la partita si era messa bene per le ragazze di mister Braia capaci di mettere in cascina il primo set, dopo il quale però a prevalere e stato il mix di esperienza, gioco e determinazione delle bustocche, orfane oltre che di Okaka, anche di Esko e di Ravetta. Con tali defezioni Parisi ha dato spazio dal primo minuto a Valeriano a far coppia con Vigano in posto quattro, con la diagonale Fernandinha- Matuszkova, Campanari-Ritschelova e Borri libero.
Per la Tena invece solito sestetto Sangiuliano-Tsekova, Fernandez-Marulli al centro, Capuano-Orsi Toth in banda e Sirressi libero.

Come già detto, parte bene Santeramo. Decise e pungenti a muro e con il servizio, le padrone di casa vanno +5 alla prima sospensione tecnica, con la Yamamay piuttosto fallosa. La musica del primo set non cambia fino al secondo t.o.t. e si trasforma subito dopo in dolce sinfonia per i colori rosso blu: Tsekova pare in serata di grazia e la Tena doppia le avversarie (20-10). Parisi gioca la carta Kovakova al posto di Matuszkova e Busto recupera qualche punto con la centrale ceca a far da spalla al capitano Viganò e a Valeriano. Qualche brivido finale per la squadra di Braia, ma dopo l’ace di Campanari del 24-21, ci pensa Tsekova a chiudere il set (25-21).
Nel secondo parziale, la Yamamay parte più convinta e soprattutto meno fallosa. Fernandinha varia molto il gioco chiamando in causa tutte le compagne; Santeramo dal canto suo si ripresenta in campo quasi inerme. E’ subito 3-8 per le ospiti, che poi si involano verso l’8-13 con Valeriano e Matuszkova brave a rispondere a Tsekova e Fernandez. Il gioco di Santeramo non è continuo e questo favorisce i piccoli break di Busto ma le fiammate della squadra di casa sono capaci di riaccendere il set e quando meno te lo aspetti ecco il break santermano che porta la Tena sul 12-13. A questo punto Fernandez e compagne si fanno prendere dal nervosismo per qualche decisione della coppia arbitrale e perdono letteralmente il bandolo del gioco spianando la strada a Busto Arsizio che pareggia i conti con Campanari (20-25).
Ancora un’ottima partenza della squadra di Parisi nel terzo set (3-8). Palla dopo palla, il vantaggio delle bustocche aumenta. Viganò e compagne in attacco si esaltano, Santeramo invece mostra tutti i suoi limiti con la sola Tsekova capace di impensierire la difesa avversaria. Marulli e compagne sono molto fallose e Busto si avvia con facilità verso il 17-25.
Nel quarto set la Yamamay continua a far la partita e a star davanti alle avversarie che più volte hanno l’illusione di poter rifarsi sotto (12-13, 14-16) senza mai però trovare il colpo del sorpasso. Il gioco di Busto è più continuo, quello di Santeramo vive di sprazzi e a poco vale il cuore che Fernandez e compagne ci mettono nel finale di set. Finisce 22-25 con un errore di Orsi Toth e la vittoria meritata della squadra di Parisi.

Non una bella partita in generale, non una bella partita per Santeramo apparso poco determinato e cattivo. Eppure il match non si presentava certamente come i più proibitivi. Ci si aspettava maggiore battaglia e invece nella metà campo santermana si sono visti molti errori e poche idee chiare in fase di gioco, molte indecisioni e poca determinazione che neanche Braia con i suoi time out o con gli innesti di Gustafsson e Filipovics è riuscito ad invertire. Inconsistente l’attacco da cui si sono salvate Tsekova e Fernandez. Troppo poco non solo per arginare la Yamamay ma anche per tenere a bada la coppia Chieri-Vicenza.

Per Busto Arsizio una vittoria che vale quanto una boccata di ossigeno  e che permette di mantenere la sesta posizione. Brava la squadra di Parisi a prendere in mano la gara dopo una partenza contratta e fallosa. Di sicuro l’arma in più sono stati il collettivo e un gioco espresso con continuità e lucidità ben dettato dall’ex Fernandinha.

Flace G.
 

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FOPPAPEDRETTI BERGAMO: Ortolani 19, Merlo (L), Camarda, Barazza 10, Sorokaite, Bacchi 16, Arrighetti 12, Lo Bianco 1, Del Core 3. Non entrati Gujska, Araki, Piccinini. All. Micelli Lorenzo.

RISO SCOTTI PAVIA: Pachale 14, Borgogno 3, Bland 2, Spinato, Carocci (L), Arias Done 1, Horvath 9, Pavlovic 11, Poma, Caroli 5. Non entrati Mancuso, Vetri. All. Milano Gianfranco.

 
La Foppapedretti ancor priva del capitano Piccinini e con una Del Core reduce da un infortunio alla caviglia, chiude velocemente la pratica Riso Scotti, che si fa sentire in campo in particolar modo nel terzo parziale. Bergamo scende in campo con l'approccio metale giusto, con aggressività, voglia di vincere e di giocare a pallavolo, una buona pallavolo. Si vede una buona organizzazione in campo, qualch spigolo in ricezione, ma la fase offensiva non ne risente guidata da una ottima Lo Bianco. Si rivedono le centrali, "quelle" che devono murare, con una Jenny Barazza sugli scudi. E c'è un pò di cinismo sia in campo che per il ct Micelli, che non lascia spazio a nessuna "riserva". E' vero anche che Pavia non ha saputo opporre una manovra di gioco convincente, soffrendo in attacco pur con una buona ricezione. Sicuramente Spinato non ha brillato in lucidità e gestione delle attaccanti, ma il muro di Bergamo ha lasciato pochi spazi; di contro la facilità nel passare in prima linea da parte delle orobiche deriva anche da un muro scomposto e spesso in ritardo da parte della Riso Scotti.
 
Le pavesi non mordono, lasciano campo libero a Bergamo, che vince facile, con merito,ma con diversi aiuti avversari. Certo nello sport servono anche quelli e serve saper approfittare. Così fanno le bergamasche, mettendo poi certo molto del loro in particolare con una gestione del gioco lucida, con una Leo davvero in forma e sorridente, che sa smarcare come poche. Certo, si aspettano sempre più palloni per il centro, questa parte è sempre un neo, la ricezione deve assolutamente crescere per permettere alla regista rossoblu di utilizzare il centro, visto il buono stato di forma. Buona la gara di Bacchi, che sa dare un contributo positivo in campo, sia in attacco che per grinta. Del Core non molla, sta in campo stringendo i denti, per Merlo una gara che la vede poco impegnata in rice, ma con importanti guizzi difensivi; Ortolani è autrice di una gara importante, con tanti punti e pochi errori, la Serena che vorremmo sempre vedere.Sabato sfida con Novara, ci vuole la miglior Foppa, con l' auspicio di vedere il capitano in campo, un'arma in più.
Delusione Pavia, ci si aspettava una squadra meglio ordinata e con più mordente, con Pavlovic che ha faticato, con le centrali sottotono. Si è vista però una Pachale in buono spolvero che si prende la squadra sulle spalle per tre quarti di gara. Troppo poco per contrastare la Foppa, ci voleva ben altro, miglior disposizione in campo, quache muro in più e un gioco più fluido e non tentennante. La Riso Scotti deve dimenticare in fretta la gara contro Bergamo e pensare alle prossime gare in cui dovrà mettere in campo tanto cuore e tanta cattiveria, facendo vedere, come è successo in molte gare, che la squadra sa giocare a volley e lo sa fare bene. 
 
Mirtillino –  Nrb
 
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UNICOM STARKER KERAKOLL SASSUOLO: Vecchi (L), Leggeri 6, Turlea 17, Diomede 1, Bosetti 11, Cella, Havelkova 15, Rondon 3. Non entrati Nucu, Tenza Chiara, Guidi. All. Ferrari Tommy.

ASYSTEL  VOLLEY NOVARA: Anzanello 14, Feng, Rosso 1, Paggi 9, Barcellini 16, Bechis, Cardullo (L), Lombardo, Osmokrovic 16, Kozuch 21. Non entrati Scarabelli, Zardo. All. Pedullà Luciano.

 
Pedullà torna nel palazzetto della sua ultima promozione e schiera Feng e l’ex Kozuch in diagonale principale, Osmokrovic e Barcellini sono le bande, Anzanello e Paggi al centro e Cardullo libero.
Ferrari risponde con la solita formazione composta da Turlea e Rondon, Havelkova e Bosetti in banda, Leggeri e Diomede sono le centrali e Vecchi il libero.
Pronti via e Novara si porta subito in vantaggio, la pipe di Barcellini vale il 7-2, ma è la fast di Paggi a portare al primo tempo tecnico 8-4, il set è senza storia: Novara fa la partita e Sassuolo cerca di opporsi senza però riuscirci. Novara mantiene lo stesso vantaggio fino alla seconda pausa obbligata poi mette la freccia ed è una pipe di Barcellini a chiudere il set 25-18
Secondo set in cui scende in campo una squadra sola, dopo un iniziale parità durata fino al 5-5 firmato da una fast di Diomede nella metà campo sassolese si spegne la luce. Dal punto del meno 2 firmato da Bosetti (9-7) si passa al 21-7, break davvero nero per la squadra di Ferrari; Novara batte molto bene, la ricezione crolla e le padrone di casa non riescono più a mettere giù palla; dall’altra parte della rete Feng velocizza al massimo il gioco servendo anche tutti i suoi attaccanti. Il set si chiude con un errore di Cella, subentrata a set in corso ad Havelkova
Il terzo set vede la reazione di Leggeri e compagne, che approfittando anche degli errori delle avversarie si portano in vantaggio da subito. 8-6 al primo time out tecnico grazie all’errore in battuta di Feng, Novara sembra essersi rilassata troppo e Sassuolo ne approfitta con Havelkova e Bosetti; le ospiti ci provano fino alla fine ma è un pallonetto di Turlea a chiudere il set 25-22.
Quarto set molto equilibrato, nel quale le due squadre giocano alla pari fino al secondo tempo tecnico 16-13 per Novara grazie ad un ace di Kozuch, è sempre Kozuch a firmare il 19-15 che sembrava aver chiuso il set ma Turlea ed Havelkova rispondono riportando in parità le due squadre,19-19. Pedullà chiama tempo.
Barcellini riporta a piu uno le sue, turlea tira fuori la palla che poteva valere la parità21-19; il muro di Anzanello su Havelkova vale il primo match point chiuso subito dopo da Barcellini.

Novara entra in campo e mostra dal primo minuto che sarà lei a tenere le redini del gioco. Una battuta molto insidiosa mette subito in difficoltà la ricezione di Sassuolo che non riesce cosi a costruire il gioco e risulta essere facile preda del muro Novarese specialmente quello di Anzanello che chiuderà la sua partita con ben 7 stampate.
Feng ha mostrato un bellissimo gioco, vario e veloce; Cardullo ha messo la sua firma sul match nel quarto set dove ha deliziato il pubblico con alcune difese davvero spettacolari. Kozuch non ha sentito per niente l’emozione dell’ex risultando a fine partita la piu prolifica dell’incontro.
Per Sassuolo giornata storta in tutti i reparti, se si esclude la bella reazione del terzo set. La ricezione è troppo debole e gli attaccanti di palla alta si trovano sempre il muro piazzatissimo, il gioco è troppo impostato su una Turlea che ora come ora non riesce a fare la differenza. Certo Novara è una bella squadra ma forse ci si aspettava di più da Sassuolo specialmente a livello di gioco; Ferrari non può continuare ad incentrare il gioco solo su Turlea e la scelta di far battere le sue giocatrici su Cardullo non si è rivelata azzeccata considerando il 96% di positività con cui ha chiuso l’incontro il libero novarese.

Ele B.
 
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MINETTI VICENZA: Curcic 8, Devetag 1, Ensabella (L), Dall'igna, Strobbe 2, Vanmeter 4, Ikic 10, Paccagnella 3, Tirozzi 12, De Gennaro (L). Non entrati Santini, Mattiolo, Rroco. All. Baraldo Maurizio.

DESPAR PERUGIA: Staelens 1, Togut 15, Crisanti 4, Dushkyevich 6, Arcangeli, Pincerato 3, Yang 13, Angeloni 11, Willoughby 2, Van Tienen (L), Medaglioni (L). Non entrati Casillo, Decordi. All. Caprara Giovanni.

 

E nella settimana sanremese Perugia le suona a Vicenza che non oppone resistenza. Umbre che si presentano concentrate e determinate contro una squadra che probabilmente non ha ancora smaltito la pesante (per le implicazioni che può avere sul discorso salvezza) sconfitta di domenica scorsa a Chieri.

Vicenza recupera VanMeter (anche se è sottotono) e Devetag (che parte dalla panchina) e schiera: Dall’Igna, VanMeter, Paccagnella, Strobbe, Tirozzi, Ikic e De Gennaro.

Caprara da un turno di riposo ad Arcangeli e manda in campo: Pincerato, Togut, Dushkyevich, Crisanti, Angeloni, Yang e Van Tienen.

 

Pronti via e Perugia saluta subito la compagine Berica e se ne va. Vicenza non oppone la minima resistenza. Dall’Igna in pessima giornata e le sue attaccanti non le danno certo una mano. VanMeter non ne indovina una ed anche Tirozzi e Ikic non convincono. Dall’altra parte le due ex Angeloni e Togut bombardano da tutte le parti non trovando praticamente mai opposizione da parte del muro vicentino (2 i muri per le venete a fine gara).

Il secondo set segue la falsariga del primo con Baraldo che ad un certo punto decide di cambiare, fuori VanMeter (catastrofica fino a quel momento) e Strobbe (poco servita) e dentro Curcic e Devetag. La musica però non cambia, le parole sono quelle di Caprara, dirige l’orchestra sempre Pincerato e le solite Togut, Angeloni e Yang a suonarle! Vicenza è spenta, ogni tanto c’è qualche sussulto ma sembra più per demerito di Perugia che si distrae.

Anche il terzo set prende tranquillamente la via umbra salvo verso la fine quando Perugia forse pernsa di aver già portato a casa i tre punti e si lascia recuperare, ma la speranza per il pubblico berico dura poco alla fine Willoughby (entrata al posto di Togut nelle battute finali) chiude i conti.

Non c’è che dire, Perugia è forse la più provinciale delle grandi, è andata a vVcenza a giocare come se giocasse con una pari classifica, concentrata, facendo pochi errori e determinata a non lasciare nemmeno le briciole a Vicenza. Danno l’impressione di essere un gruppo affiatato, Caprara sembra aver lavorato molto bene. Angeloni e Togut sembrano essere tornate in gran forma, Yang ormai inserita molto bene nel nostro campionato. Pincerato smista abbastanza bene il gioco anche se ogni tanto Caprara la richiama all’ordine, magari poco servite le centrali visto che comunque la ricezione è stata più che buona. Non farà parte del gruppo di prima fascia per quel che riguarda la sfida per lo scudetto, ma se fossimo un allenatore non vorremmo veramente trovarla davanti al primo turno, contro questa Perugia se vuoi vincere non devi sbagliare nulla.

Vicenza è sembrata l’ombra della squadra che prima della pausa per la coppa Italia aveva battuto Castellana. Va bene gli infortuni, va bene tutto, ma tra ricezioni sbagliate, errori al servizio ed errori in attacco arriviamo a quota 21, quasi un set, senza contare i 10 muri subiti. Da qui si capisce che avere di fronte la prima della classe o l’ultima cambia poco, queste cose le paghi. A parte questo l’impressione è di una squadra disunita che comunica poco, la speranza è che la squadra si ritrovi in vista della trasferta a Pavia che è veramente l’ultima spiaggia, anche se potrebbe già essere troppo tardi. Certo ci sono le famose frasi di circostanza del tipo “non è certo contro Perugia che dobbiamo fare punti”: il problema è che non si sono fatti nemmeno con Chieri ,mentre le altre squadre in lotta con Vicenza qualche punto alle grandi l’hanno strappato. Sarà anche vero che la speranza è l’ultima a morire…..ma a Vicenza se non è ancora morta al momento è di sicuro in prognosi riservata…..

A.Parise

Scavolini Pesaro – Cgf Recycle Florens Castellana Grotte 3 – 0 (25-11, 25-20, 25-14) Pag 1

Tena Santeramo – Yamamay Busto Arsizio 1 – 3 (25-21, 20-25, 17-25, 22-25) Pag 2

Foppapedretti Bergamo – Riso Scotti Pavia 3 – 0 (25-20, 25-14, 25-21) Pag 3

Unicom Starker Kerakoll Sassuolo – Asystel Volley Novara 1 – 3 (17-25, 9-25, 25-22, 19-25) Pag 4

Minetti Vicenza – Despar Perugia 0 – 3 (17-25, 18-25, 21-25) Pag 5

On-line i tabellini e commenti

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