SCAVOLINI PESARO: Lunghi, Garzaro, Wijnhoven (L), Skowronska 15, Brussa, Ferretti 2, Furst 10, Costagrande 14, Di Crescenzo, Guiggi 11, Jaqueline 13. Non entrati Lazcano. All. Guimaraes José Roberto.
 
YAMAMAY BUSTO ARSIZIO: Ravetta 5, Viganò 3, Fernandinha 3, Valeriano 8, Kovacova 3, Matuszkova 5, Campanari 7, Borri (L), Ritschelova 3. Non entrati Fokkens. All. Parisi Carlo.
 
 
La Scavolini bissa la vittoria ottenuta in gara 1. Questa volta però, al di là della rete si è ritrovata un avversario inerme, spento, demotivato. Una Yamamay irriconoscibile tenterà il tutto per tutto in casa, davanti al suo pubblico, al calore del suo palazzetto.

Il 1° set inizia con una pipe di Jaqueline 1-0. Uno scambio lunghissimo ricco di colpi e prodezze viene chiuso da Ferretti che porta Pesaro sul 3-1, ace sporco di Skowronska su Borri 4-1. Prime battute nettamente a favore della Scavolini tanto che va al primo time out tecnico con una bomba tirata da Guiggi 8-3. Si riprende ma la musica non cambia: Ravetta, quest'oggi partita titolare non riesce a chiudere così ci pensa un pallonetto di Jaqueline 9-3. Sul 10-3 Parisi chiama tempo, insoddisfatto di quello che sta vedendo. Il campo da gioco è tappezzato solo di bianco e rosso: le colibrì dominano su tutti i fondamentali, specialmente in difesa dove non cade una palla. Le bustocche non riescono ad entrare in partita e fanno molta fatica a costruire un'azione di gioco. Il secondo tempo tecnico vede le padrone di casa in vantaggio per 16-5. Le ragazze di Zè Roberto continuano ad avanzare e a macinare punti: Furst batte un rigore 17-6, Campanari da un fischio 17-7 ma sono di nuovo errori di Busto a far richiamare tempo a Parisi sul 19-7. Due ace “sporchi” di Skowronska 23-7, Valeriano e Ritschelova annullano le prime due palle set ma è troppo tardi 24-10. Una diagonale di Jaqueline chiude il set 25-11.
In avvio del 2° set sembra che la Yamamay voglia cambiare regime 2-4 per le ospiti ma l'illusione dura poco; una parallela di Costagrande e la Scavolini è di nuovo in vantaggio 8-5. Valeriano non ci sta e, dopo due grandi difese di Ferretti e Skowronska sigla il 9-6. Si fa vedere anche Viganò, fino a questo momento in ombra con un attacco e un muro su Furst 11-9. Campanari ferma Jaqueline 11-10 e un muro di un'altra bustocca su Jaqueline sancisce la rimonta e il pareggio 12-12. Sale in cattedra Ferretti che serve alla sua centrale tedesca una palla senza avere davanti un' opposizione avversaria 14-12. Qualche scintilla da parte di Matuszkova non basta così entra Ravetta al suo posto. Sul 20-14 per le pesaresi, Parisi chiama ancora time out per niente soddisfatto del gioco delle sue, troppe disattenzioni, coperture quasi assenti che non permettono neanche una sicurezza in attacco. Ferretti con un tocco di seconda che spiazza tutti timbra il 22-17. Piove sul bagnato per la Yamamay che non riesce a stare dietro al gioco delle campionesse d'Italia. Chiude di nuovo Jaqueline 25-17.
Il 3°set propone questo scenario: da una parte la Scavolini più convinta che mai, dall'altra una Yamamay sofferente. Una Ferretti in strepitosa forma vede il buco 5-4, Valeriano che stasera c'è 7-5.
Muro di Furst 9-5 e cambio nelle fila di Busto esce Ritschelova entra Kovacova che si fa subito vedere 9-6. Altro smarcamento eccellente della regista bianco rossa a favore di Furst 11-6. Skowronska va a stoppare una Viganò spenta 14-7. Al time-out tecnico lo sguardo deluso di Parisi non cambia. Muro di Costagrande su Viganò 18-8, subito dopo una fast delle sue Guiggi lascia il campo per dare spazio a Garzaro 19-10. Continua il “Skowronska show” in difesa dove, mai come questa sera raccoglie così tanti palloni da terra. Non è ancora finita ma Campanari sbaglia il servizio 20-12, ci pensa Ravetta  a recuperare 20-13 ma è una Busto fantasma. La palla match è di Costagrande 25-16. E domenica per la Scavolini sarà il primo match-ball.

FERRETTI vs FERNANDINHA:
vince il duello una grandiosa Ferretti: si muove come vuole, smarca le sue compagne come se bevesse un bicchiere d'acqua facendole salire a turno sulla giostra dei punti. Brava. Una Fernandinha brutta copia di gara 1, una giocatrice che fino ad ora ci aveva abituati a ritmi e livelli di gioco diversi. Si dovrà riscattare domenica dove sarà richiesto il massimo e di più.

SKOWRONSKA vs MATUSZKOVA: la polacca, eletta miglior giocatrice dell'incontro ha sovrastato una Matuszkova priva di quella scintilla che l'ha portata fino a qui. La colibrì è stata ottima soprattutto in difesa, raccogliendo di tutto, trovandosi sempre sul posto e con il guizzo perennemente pronto. La bustocca ha terminato la gara con un bottino di 5 punti, ben lontano dai fasti dei quarti.

GUIGGI vs RITSCHELOVA: con 11 punti nello scorrer di fine partita, il capitano bianco rosso è stato il punto fermo di quest'incontro: fast imprendibili, muri attivi ma anche parecchi muri passivi che hanno permesso alla difesa di ricostruire azioni su azioni. Solito piglio della leader tutta grinta e  talento. La ceca, anche questa volta non si è vista né sentita. Qualche lampo di genio, qualche tocco da veterana ma immobile in seconda linea, pesante nei movimenti in difesa.

FURST vs CAMPANARI: il reparto al centro è stato l'assoluto protagonista. La Furst ha ripreso coraggio e qualità in battuta e ha raggiunto una certa dimestichezza con le fast anche se i primi tempi rimangono la sua macchina da punti. La Campanari  ha sbagliato troppo: battute, muri, coperture. Troppo arrendevole, lei che è stato ed è il punto di forza caratteriale di Busto. Migliore giocatrice della sua squadra con 7 punti totalizzati ma non regge il confronto con altre sfide giocate dove il suo livello emergeva e la sua personalità era la spina sul fianco per tutti.

COSTAGRANDE vs VIGANO': ormai abituati a vederla così splendente e a proprio agio in campo, in mezzo ai suoi tifosi, al calore di una città che l'ha praticamente svezzata per farla diventare una numero uno, è stata la solita Costagrande, mix di impegno e concentrazione, talento e umiltà.
La Viganò appariva e scompariva come un fantasma. Per buona parte della partita ha avuto paura di tirare affrontando l'armata bianco rossa a suon di elementari pallonetti, con un Parisi deluso anche da quello che il suo capitano avrebbe potuto ma che non è stata in grado di dare. Senza la Esko è di lei che la squadra aveva particolarmente bisogno.

JAQUELINE vs RAVETTA: questa volta è partita titolare Ravetta, neo convocata in nazionale. Qualcosa di buono l'ha fatto ma è come se per tutto il match avesse avuto il freno a mano tirato. Cambiata in corsa con Valeriano che invece, rispetto a mercoledì si è dimostrata più reattiva, più pronta per affrontare un gigante come la Scavolini. La brasiliana, sicuramente meglio dell'ultima volta, ha battuto in salto, si è fatta trovare pronta per nuovi schemi che la Ferretti si divertiva a proporle. È scesa in campo con il giusto spirito ed è stato un bel vedere.

WIJNHOVEN vs BORRI: l'olandese è sembrata anche lei più pronta e sicura rispetto a gara 1: meno tensione e più voglia di chiudere in fretta. Sempre vigile e attenta ormai è un vero pilastro della seconda linea. La bustocca ha dato vita ad una buona prova ma in alcuni casi ha traballato, in alcuni frangenti la poca lucidità ha avuto la meglio provocando errori d'incomprensione con le sue compagne.

ZE' ROBERTO vs PARISI: il brasiliano, tranquillo e rilassato, ha osservato attentamente le sue ragazze, ha dato consigli quando ne hanno avuto bisogno e le ha strigliate quando ha visto ciò che non andava. Soddisfatto e sereno si prepara alla trasferta in casa del nemico dove i giochi potrebbero essere riaperti. Il ct della Yamamay è stato tutto il tempo a mangiarsi le mani, a gridare, a esibire espressioni incredule e rabbiose. Le sue giocatrici non hanno saputo offrire la pallavolo che conoscono e che le ha portate a compiere imprese uniche. Domenica il giorno del giudizio. Chissà se per Busto la storia gli riserverà un altro capitolo.

Alice Mazzarini

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ASYSTEL VOLLEY NOVARA: Anzanello 15, Feng 2, Rosso, Paggi 17, Barcellini 9, Bechis 1, Cardullo (L), Lombardo 1, Osmokrovic 24, Kozuch 14, Zardo (L). Non entrati Lapi Chiara. All. Pedullà Luciano.
 
FOPPAPEDRETTI BERGAMO: Ortolani 23, Merlo (L), Araki, Camarda (L), Barazza 7, Sorokaite 1, Bacchi 2, Piccinini 21, Arrighetti 11, Lo Bianco 1, Del Core 18. Non entrati Gujska. All. Micelli Lorenzo.
 
Riscossa in casa novarese da parte della Foppapedretti Bergamo, in una gara simile alla precedente, ma a valori inversi. Novara è avanti 2-0, la Foppa rimonta e vince al quinto set, al termine di un match non ancora bellissimo dal punto di vista tecnico, ma certo emozionante e ricco di difese e cambi di scena.

Una sconfitta sicuramente bruciante per Novara, che gioca benissimo i primi due parziali con Bergamo incapace di opporsi in modo adeguato, poi calano le asystelle, perdono lucidità e verve. Feng parte bene, lucida e gestisce con autorità la squadra, poi perde smalto e con lei le compagne, anche se è vero che nel quinto parziale le padrone di casa si trovano ad un passo dal vincere, brave le orobiche a essere quel tanto in più determinate per chiudere in proprio favore. Con la palla in mano la regista cinese è imprevedibile, con la seconda linea più imprecisa anche lei torna sulla terra e la sua gestione ne risente, tanto che nel quinto set spinge sulle centrali dimenticando le bande. Nel complesso gira comunque bene Novara con tutte le attaccanti, Paggi in primis, davvero incisiva in attacco e presente a muro, da metà gara le avversarie le prendono le misure, ma è anche vero che il "feeling" con Feng si rallenta. Gioca bene Anzanello, una delle ultime a mollare, quando è ben servita è infermabile, difende e mura; in auge anche la capitana Osmokrovic: Bergamo si ostina a battere su di lei, per limitarla in prima linea, ma il capitano novarese più riceve e meglio si prepara per affondare colpi in attacco, come dimostrano i suoi 24 punti (46%). Sono mancate le due bande, Kozuch e Barcellini: Kozuch non ha brillato, anche se in diversi frangenti ha fatto buone cose, mentre Barcellini non è stata continua, in attacco ha faticato e nel calo generale del gruppo è stata una delle prima a perdere consistenza offensiva. Lombardo non riesce a dare una mano in ricezione, mentre Bechis si comporta bene quando chiamata in causa, fa le cose facili, senza strafare, seppur entrata in un momento non semplice per la squadra. L'Asystel ha sicuramente qualcosa da recriminare a se stessa, in particolare ha perso efficacia al servizio dal terzo set in avanti ed è risultata fallosa con diverse invasioni, che le sono costate caro.

Per quanto riguarda la Foppa, partenza contratta, subisce il gioco più veloce e organizzato di Novara; Micelli tenta di cambiare le carte con la panchina, ma le avversarie macinano gioco e soprattutto tanto difesa, per rendere difficile la fase offensiva delle bergamasche. Dal terzo set in avanti Bergamo gioca però più fluida, è più concetrata, approfitta dei momenti no di Novara, con il solito cinismo che è comunque un marchio di fabbrica. La manovra di gioco appare più sicura, le ragazze trovano carattere e grinta e con esse gli automatismi, seppur il gioco è meno corale rispetto a quello di Novara, più focaliccato sulle bande, con le centrali spesso fuori dal gioco: Barazza ha giocato partite migliori, Arrighetti è meglio servita e più concreta, ma il gioco al centro è (quasi sempre) poco utilizzato, al di là dei problemi in ricezione. Questo non significa che Lo Bianco non si sia meritata il titolo di MVP, anzi, è ancora protagonista perchè salvo alcune imprecisioni, mantiene lucidità e sangue freddo, la capacità di smarcare non la perde per strada neanche quando la Foppa subisce. La sua freddezza in certi momenti è impressionante! Insieme a lei il capitano Francesca Piccinini sale sul "podio", artefice di una grande prova di autorità in campo, in tutti i reparti e buon punto di riferimento per la sua regista, carismatica pur senza alzare la voce. E' seguita a ruota da Del Core, vero mastino napoletano, parte in sordina, ma quando i punti diventano pesanti lei si fa trovare pronta, oltre a mettere in campo tecnica ci mette la cattiveria e in questa squadra serve e molto. Ortolani parte bene, si perde per strada e poi recupera la freddezza e la tranquillità necessaria per pungere. Poteva pungere di più, alcuni errori sono stati pesanti, ma Serena poi si fa perdonare e rinasce quando serve la sua mano pesante. Merlo è in difficoltà nella prima parte di gara, Pedullà chiede alle sue ragazze di battere su di lei e viene bombardata, poi prende le misure e soprattutto in difesa è reattiva e presente.

Novara non riesce a ripetere la prestazione di gara 1 soprattutto nel carattere, cosa invece che è risucita a Bergamo, che evidentemente dalla gara precedente ha tratto l' insegnamento giusto. Insegnamento che servirà a tutte e due le squadre in gara 3: la pazienza è la virtù dei forti. Mai dimenticare che si può uscire anche dalle situazioni più difficili, anche se si deve soffrire. Novara se lo è ricordata in gara 1, Bergamo lo ha riscoperto in gara 2. Vedremo al pala Norda cosa succederà. La Foppa in casa non ha mai perso, i play off sono un'altra storia, di cui siamo sempre più curiosi di conoscere il finale, perchè al momento le due squadre si equivalgono, si deve giocare punto a punto, ma soprattutto con grande spirito di gruppo. Importantissimo sarà l' apporto dello staff tecnico, nella scelta degli eventuali cambi e negli accorgimenti da mettere in atto durante la gara.  Perchè non dimentichiamo che si vinca o si perda, il volley è un gioco di squadra.

 
Mirtillino

ore 20.30

Scavolini Pesaro – Yamamay Busto Arsizio 3 – 0 (25-11, 25-17, 25-16) Pag 1

Asystel Volley Novara – Foppapedretti Bergamo 2 – 3 (25-23, 25-20, 21-25, 20-25, 13-15) Diretta Sky Sport 3

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