In molti chiedono il significato della parola Balusch: persone che, dopo essersi divertite, dopo aver cantato, ballato, dopo essere state insieme ritornano a casa stanche ma contente. Svelato l'arcano, spazio ai “siparietti” della tifoseria.
N°1 Lucia Lunghi, soprannominata “principessa dell' Apsella”: viene incoronata e investita con un asciugamano rosso alias mantello. È la volta dei n° 3 e la n°18, Garzaro e Jaqueline, una coppia molto affiatata dentro e fuori dal campo; vestite con due parei danno vita ad un balletto sulla musica di “Cacao Meravigliao”. La n° 6 Wijnhoven, il Buffon del taraflex, assopigliatutto; in memoria dell'atipico riscaldamento pre gara molto più calcistico che pallavolistico ad Eboli dà spettacolo palleggiando con estrema facilità un pallone da calcio.
N° 7 Skowronska, fresca vincitrice del suo primo scudetto; a lei l'arduo compito di rompere un muro di polistirolo recante la scritta “Rompimi se hai il coraggio”. Ce l' avrà fatta?
N° 8 Brussa, appassionata di arte esegue un ritratto su tela del suo allenatore Zè con risultati alquanto promettenti. N° 10 Ferretti, la regista della Scavolini. Viene fatta sedere su una tipica sedia da set cinematografico e le vengono dati gli strumenti adatti (dal cappello con visiera al megafono) per dirigere il pubblico che inneggia la sua canzone di battaglia. N° 11 Furst; se Alassio ha la sua Miss Muretto Pesaro ha la sua Miss Muro. Munita di cappellino di carta e cazzuola deve costruire un muro. N° 12 Costagrande ovvero la polizza a vita della Robur. Con un martello deve schiacciare tre noci riportanti tre iniziali: A, P, B: cosa vogliano dire è svelato solo ai presenti, per il resto d'Italia resterà un mistero.
N° 13 Di Crescenzo con la sua passione per il giornalismo. Detta “crack” per il suo carattere pazzerello, nei panni di una giornalista fa un'intervista all'ex presidente Sardella.
N° 14 Guiggi, il capitano, “una tipa che va veloce, fast”. Memori della sua partecipazione a “La prova del cuoco” dove in quasi tutte le riprese si vedeva lei grattugiare il parmigiano, i tifosi le ripropongono, spiritosamente la stessa situazione.
Le ultime due, il n°9 e il n° 15 Castiglione e Lazcano, le cucciole della brigata, mettono in scena gli sketch contemporaneamente: alla prima, futura fisioterapista viene data l'occasione di massaggiare il fisioterapista della squadra; la seconda, appassionata di fotografia deve fare un servizio fotografico a Bibo, lo scoutman che nel frattempo assume posizioni da vero macho.
Arriva il momento del trio magico: Zè Roberto, Vercesi e Marchesi, i tre tenori del volley rosa ai quali, evidentemente emozionati viene consegnata, sempre da parte dei tifosi una poesia ciascuno.
Prima di lasciare la parola a Zè, l'auspicio di riavere Vercesi sulla panchina di Pesaro.
Zè Roberto: “E' un momento unico. Vorrei ringraziare tanta gente. Per me è un onore avervi qui ed essere qui. Grazie alla Scavolini, alla società, alle ragazze, ai miei bracci destri e sinistri. Lascio un pezzo di cuore a Pesaro. Mi mancherà molto però un giorno ritornerò”.
Filmato conclusivo con i più bei momenti, dalla conquista del primo scudetto allo scorso 9 maggio giornata del bis. Con sottofondo “La storia siamo noi” di De Gregori le colibrì volano ancora.
Le ultime immagini, ormai fissate nella mente fanno esplodere un “We are the champions” dal maxi schermo. Spazio ai fuochi d'artificio che sanciscono la conclusione della serata.
Il cielo non è mai stato così bianco rosso.
Circa 1000 persone accorse per applaudire le bi-campionesse d'Italia per il secondo anno consecutivo. Alle 21:15 all'orizzonte s'intravede un “biscione” bianco rosso, il corteo dei Balusch in prima linea muniti di bandiere e davanti a tutti dello striscione con disegnati due scudetti; dietro, un autobus a due piani scoperto con tutto il team tricolore, dalle ragazze allo staff.
All'arrivo è uno scrosciare di applausi. La tifoseria si posiziona davanti al palco mentre, ad uno ad uno le colibrì scendono e salgono sul palco. Inizia la “celebrazione”.
Segue…. A cura di Alice Mazzarini. Foto Danilo Billi
