SCAVOLINI PESARO – ASYSTEL VOLLEY NOVARA 3-1 (21-25, 25-19, 25-15, 25-19)
SCAVOLINI PESARO: Usic 10, Garzaro 7, Mari, Wijnhoven (L), Skowronska 20, Saccomani, Ferretti 4, Boscoscuro, Costagrande 25, Guiggi 7. Non entrate Marinkovic, Usic. All. Vercesi.
ASYSTEL VOLLEY NOVARA: Rosso, Paggi 8, Barcellini 3, Barazza 12, Kirillova 1, Zardo, Flier 11, Sirressi (L), Kozuch 8, Tom 14, Camera 1. All. Pedullà.
Chi si immaginava le scintille di un tempo si è dovuto ricredere. Scavolini Pesaro- Asystel Novara è stata un incontro scontato, a parte quel primo set dove le colibrì non avevano ancora preso bene le misure. Un 3-1 che riporta punti e sorriso alle campionesse d’Italia ma che invece affonda sempre più le novaresi.
Il 1° set inizia con un ace di Kozuch, un attacco out di Garzaro specchio di quello che sarà l’andamento di questo primo round: Novara giocherà la sua pallavolo ancora non eccezionale ma efficace mentre Pesaro sbaglierà molto, troppo. Ed è così che dopo un lungo scambio Costagrande spara fuori mentre la Kirillova serve una splendida fast per Tom Logan portando l’Asystel sul 5-10.
E’ una Scavolini inseguitrice, che non può mai abbassare la guardia non riuscendo a superare l’avversaria. Le colibrì funzionano a muro ma arrancano in difesa. Sul 20-24 Vercesi corre ai ripari chiamando tempo e facendo così sbagliare, al rientro in campo il servizio a Tom Logan 21-24.
Il set però è già segnato: vincono le giocate al centro della Kirillova, perdono i pochi recuperi e pochi blocchi delle colibrì. Paggi chiude 21-25.
Il 2°set vede scambiarsi le parti. Guiggi, poco servita nel primo set si fa vedere con la sua prima fast incisiva dell’incontro 13-7 per Pesaro. Da adesso in poi la Scavolini farà la parte del rullo compressore: si ferma il tempo per Novara mentre inizia il Costagrande-show. A prendere gli applausi arrivano anche Skowronska che sancisce il 24-15 e Garzaro che chiude 25-19.
il 3° set vede Novara uscire proprio di strada: errori su errori in attacco, imprecisioni e le cose si mettono ancora peggio quando Kirillova non riesce più a trovare la giusta intesa con le sue attaccanti. La Ferretti, dall’altra parte, dà vita ad un nuovo schema che vede protagonista Skowronska 16-11, muro di Costagrande e Pedullà è affondato. Novara si lascia andare, non tiene di testa e le ragazze di Vercesi continuano a mettere il dito nella piaga. Crescono i blocchi a muro della Scavolini che, da un solo muro del primo set passano a quattro del terzo. Senna Usic chiude 25-15.
Il 4°set è di nuovo nel segno bianco rosso: super Guiggi, super i muri che quando nella Scavolini funzionano le partite si vincono e super Garzaro, nonostante la frattura ossea al piede incorsale a Conegliano e nonostante non essersi allenata come le altre. Flier tra un attacco e l’altro ogni tanto timbra il cartellino ma non basta, come non è sufficiente l’entrata a giochi ormai finiti di Barcellini. Guiggi chiude set e giochi 25-19.
Alice Mazzarini
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FOPPAPEDRETTI BERGAMO – CHATEAU D’AX URBINO VOLLEY 2-3 (25-22, 26-24, 23-25, 28-30, 17-19)
FOPPAPEDRETTI BERGAMO: Ortolani 9, Fanzini 5, Furst 21, Merlo (L), Bosetti 11, Piccinini 9, Arrighetti 16, Del Core 21, Zambelli. Non entrate Bara Hawa, Gujska, Carrara. All. Micelli.
CHATEAU D’AX URBINO VOLLEY: Nucu 1, Bechis 2, Havlickova 18, Butnaru 2, Petrauskaite 27, Leonardi (L), Di Iulio 24, Rastelli, Fernandez 22. Non entrate Galeotti, Masoni. All. Salvagni.
La Chateau d’Ax Urbino Volley compie un altra grande impresa. Dopo aver sconfitto Villa Cortese, prende due punti importantissimi a Bergamo, battendo le padrone di case, orfane di Leo Lo Bianco, sostituita più che egregiamente da Kasja Gujska. Un compito non facile per l’alzatrice che si è trovata in campo in un match difficile sulla carta: Kasja cerca di fare le cose semplici, ma quando può spinge al centro, cerca di essere precisa per quanto le è possibile e di tenere un buon ritmo di gioco. La gara è sin dai primi scambi intensa, Urbino ha dimostrato di essere una squadra ben organizzata in campo, il libero Leonardi regala buoni palloni alla regista Bechis, che dimostra gran talento, belle mani e buona visione del gioco, smarcando spesso le compagne. I primi due set li porta a casa Bergamo, che fa valere l’ esperienza delle sue giocatrici e il suo valore tecnico. Le marchigiane hanno avuto ghiotte occasioni nella seconda frazione per portarsi in parità, ma le bergamasche sono insidiose al servizio, la ricezione avversaria traballa, le rossoblu sono brave ad approfittarne. Le orobiche hanno la possibilità nel terzo parziale di chiudere, ma Urbino non molla, difende tantissimo, nonostante sia sotto di 4 punti (22-18): la squadra di Salvagni sfrutta il buon turno di servizio di Bechis, le orobiche non riescono a fare cambio palla, Urbino con una buona correlazione muro-difesa e un attacco incisivo ribalta la situazione e arriva al quarto set. Set combattuto, Bechis e compagne si portano avanti, le orobiche con una grande Furst a muro conquista il pareggio: Urbino vuole i due punti e con grande carattere ottiene il tie break. Quinto set emozionante, cambi di fronte, agonismo alle stelle, adrenalina che si sente scorrere nelle vene: la legge dello sport è dura, Bergamo poteva chiudere conquistando tre punti, alla fine vince la Chateau D’ Ax più cinica nel finale, pià concreta e determinata.
Colpo pesante per la Foppapedretti non tanto per la sconfitta, ma per il modo in cui è arrivata.
Sicuramente le orobiche hanno strascichi di stanchezza, ma la chiave di lettura della debacle la si trova in problemi tecnici, il servizio ficcante all’ inizio ha poi lasciato a desiderare permettendo alla ricezione avversaria di essere un punto di forza che Bechis ha saputo sfruttare a dovere; ci sono stati momenti in cui la palla non andava a terra nè in cambio palla nè in rigiocata, nonostante la difesa abbia tenuto. Urbino, ha dimostrato buon ordine in campo, grinta, pazienza e capacità di reazione da grande squadra; Micelli ha cambiato le carte in tavola, inserendo anche Fanzini che si è ben comportanta, ma l’attacco in generale è stato troppo altalenante in banda, meglio le centrali, ben servite nel complesso, ma brave a loro volta (benissimo Furst a muro, Arrighetti un pò meno): quella stanchezza che tanto si nomina e che non è stata la causa della sconfitta, arriva però negli errori in prima linea nei momenti caldi e determinanti.
Applausi per Urbino, che merita, anzi concedetelo, stra-merita la quinta posizione in classifica: una squadra che si aiuta, compatta, con Di Iulio che sente i gradi di capitano e si prende importanti responsabilità, con Petruskaite che ha buoni colpi in canna, con Havlickoca implacabile sulla pipe e con un servizio pungente, con Fernandez cecchina e saracinesca, Leonardi che amministra ricezione e difesa, per arrivare ad una Bechis che dirige come una alzatrice navigata ed esperta. Mancano all’ appello Nucu e Butnaru, la squadra ha bisogno di loro! Salvagni sta costruendo qualcosa di importante, sta quadrando bene il gruppo, anzi un gruppo che non ha nomi di cartello, ma giocatrici che vogliono farsi vedere, che hanno potenzialità, ma soprattutto carattere ed entusiasmo. Le varianti di gioco non si sprecano, soluzioni offensive ce ne sono e si mostrano, dalle veloci in banda alla pipe al gioco al centro; certo, ci sono state svabature nel gioco, alcuni limiti tecnici ed errori arrivati per mancanza di esperienza, evidenziati in particolare nei primi due set quando i meccanismi Foppapedretti han girato bene. Ma se Bergamo ha buttato alle ortiche 3 punti, è vero che Urbino non si è data per vinta, non ha considerato chiusa la gara: se le padrone di casa sono calate, è vero che Di Iulio e compagne hanno preso la palla al balzo per mostrare quello che sanno fare, mettendoci tanto cuore, quel cuore da cui non si può prescindere per arrivare a vittorie importanti. E’ proprio vero che spesso cuore ed entusiasmo mettono le ali…
Mirtillino [pagebreak]
DESPAR PERUGIA – YAMAMAY BUSTO ARSIZIO 2-3 (25-21, 18-25, 14-25, 25-21, 8-15)
DESPAR PERUGIA: Lehtonen 8, Quaranta 15, Leggeri 11, Zetova 12, Weiss 2, Casillo 9, Arcangeli (L), Pincerato 1, Vasileva 12, Klug. Non entrate Dushkyevich, Agostinetto, Medaglioni. All. Sbano.
YAMAMAY BUSTO ARSIZIO: Fernandinha 4, Valeriano 12, Kim, Turlea 20, Kovacova 2, Campanari 12, Borri (L), Crisanti 14, Havelkova 16. Non entrate Zingaro, Okaka, De Luca. All. Parisi.
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RISO SCOTTI PAVIA – MONTE SCHIAVO BANCA MARCHE JESI 3-2 (25-22, 19-25, 18-25, 25-18, 15-11)
RISO SCOTTI PAVIA: Pachale 17, Spinato 4, Frigo, Carocci (L), Horvath 13, Grizzo, Poma, Caroli 11, Fernandez Navarro 11, Ikic, Matuszkova 23. Non entrate De Lellis. All. Milano.
MONTE SCHIAVO BANCA MARCHE JESI: Sokolova 23, Mazzoni (L), Negrini 7, Rinieri 23, Bown 10, Cerioni, Devetag, Calloni 11, Dall’igna, Tirozzi. Non entrate Mataloni. All. Nesic.
Pavia interrompe la marcia di Jesi con una prestazione tutta grinta e cuore
Il turno infrasettimanale lascia le due avversarie di serata con umori totalmente opposti: Jesi prosegue la marcia trionfale di inizio stagione imponendosi con un 3-0 che non ammette repliche contro una quotata avversaria, Novara, mentre Pavia torna da Piacenza, primo esame di riconferma in questa stagione, sconfitta da un altrettanto sonoro 3-0. In virtù di tutto ciò, e di una classifica che vede quasi uno scontro di testa-coda, nonostante la squadra locale abbia molto ben figurato contro squadre di caratura superiore, la partita sembra avere un risultato già predestinato.
I set – Partenza in salita per le padrone di casa che, dopo aver subito una fast di Calloni, palesano difficoltà ad entrare in partita: attacco prima murato di Matuszkova e poi in rete e difesa fuori misura di Carocci. Il primo punto di Pavia è dell’opposto ceco e vale l’ 1-4; dopo i due errori iniziali sembra aver trovato ora il ritmo giusto: attacco in pipe e Pavia torna in scia sul 6-7. Ottima ancora la veloce di Calloni e si va alla sospensione obbligatoria sul 6-8. Jesi rientra in campo e, grazie ad una difesa strepitosa in un paio di frangenti, complice pure il muro distratto delle pavesi, allunga ancora di 3 punti. Pachale spezza il break ospite e quindi entra in gioco una Horvath irrefrenabile: prima un muro su Rinieri, poi un mani fuori ben giocato, infine una bordata violentissima, le valgono tre punti consecutivi e il pareggio a quota 12. Conseguenza naturale è il primo timeout chiamato da Nesic. Il match torna ora in pieno equilibrio, vivendo di ottime ricezioni e di un cambiopalla efficace, ma sul 15 pari è ancora la banda ungherese a spezzare l’inerzia: due attacchi di pura, inarrestabile potenza valgono il 18-15 locale. Turno in battuta di Fernandez che crea scompiglio nella ricezione prillina e impedisce a Dall’Igna di alzare palle giocabili. L’impronta pavese sul set sembra pressochè definitiva sul 21-16. Jesi ha però una grande reazione d’orgoglio e riesce a rientrare nel finale sul 23-20, grazie ad una Rinieri che mostra la sua grande manualità, capitalizzando al massimo qualsiasi palla le giunga; è ora Milano a sospendere per riorganizzare le sue. Al rientro è Pachale a guadagnare la prima palla set sul 24-20 e Horvath, dopo che le avversarie riescono ad annullarne due, chiude un set personalmente giocato alla perfezione, con un pallonetto per il 25-22.
II set – La seconda frazione parte all’insegna del più totale equilibrio: le battute davvero poco incisive favoriscono le palleggiatrici, che chiamano soprattutto le fast incontenibili delle centrali, specialmente Bown e Fernandez. Spettacolare pipe di Sokolova, difesa superbamente da Pachale e alzata in posto 6 per Matuskova, che risponde alla pari ruolo avversaria chiudendo per il 7 pari. Un nuovo attacco della russa è sporcato dal muro e consente a Horvath di giocare il mani-fuori che manda alla sospensione obbligatoria sul 8-7. Ad un break ospite sino al 8-11 risponde Pavia che si riporta in parità a quota 12, con una Pachale strepitosa in difesa, sostituita dal secondo libero Poma. Tre ottimi attacchi dell’opposto russo ospite costringono Milano a chiamare tempo e si arriva così alla seconda sospensione obbligatoria sul 13-16. E’ Jesi, grazie ad un incisivo turno in battuta di Bown a tentare l’allungo buono, giungendo al 19- 14, ma il rientro della tedesca pavese e qualche sbavatura difensiva ospite, riportano sotto Pavia sul 18-20. E’ ora Nesic ad interrompere e al ritorno Pavia è in completa balia degli attacchi da posto 2 e 4 di Sokolova e Rinieri: Dall’Igna è superba nel chiamarle con rapidità e grazie ad un attacco fuori di Pavia, le ospiti si aggiudicano la seconda frazione per 25-19.
III set – Sull’onda positiva del set vinto Jesi parte fortissimo: tre punti consecutivi di Bown e Sokolova da posto 2 denotano la grande difficoltà che sta vivendo ora il muro pavese. La ricezione ospite funziona a meraviglia ed è fin troppo facile per Dall’Igna trovare soluzioni ottimali; si arriva alla sospensione con Jesi avanti per 8-3. L’opposto russo è atleticamente mostruoso e tecnicamente perfetto: grandissime difese e attacchi incontenibili fanno allungare passo a passo il divario tra le squadre e anche il secondo timeout tecnico vede un buon distacco per le ospiti sul 16-10. Un ace di Negrini su una Horvath ora appannata consiglia a Milano la sostituzione con Ikic, ma è soprattutto e ancora il muro pavese a non funzionare. La difesa è ovviamente quasi impossibile sulle potenti e tecniche attaccanti ospiti e, nonostante due attacchi di seconda di Spinato e una Matuskova efficace a tratti portino la Riso Scotti sino al 18-21, l’inerzia della gara è saldamente in mano ospite. Troppo forte appare davvero in questo momento la capolista che imperiosamente chiude il set lasciando a quota 18 Pavia, incapace di proporre attacchi efficaci in questo finale.
IV set – Davvero entusiasmante l’inizio, con molte palle rigiocate e con una Riso Scotti capace di recuperare psicologicamente.E’ l’equilibrio totale a farla da padrone e si arriva sino al 6 pari, quando una stupenda e vibrante azione vede Pavia capace di murare e poi difendere ben 4 attacchi ospiti, prima di riuscire a chiudere lo scambio. Altro attacco vincente di Pachale e sospensione sull’8-6. Le squadre sono ora contratte e gli errori, da una parte e dall’altra sono parecchi; sull’ 11-11 Fernandez trova due battute buone che mettono in difficoltà Jesi. Nesic prova a rispondere sostituendo Mazzoni con Cerioni, ma la mossa non sortisce effetti positivi e ancora Pachale è paziente ad aspettare il pertugio buono, mandando le squadre alla sospensione sul 16-12. Il muro pavese è ora ottimo e Jesi brilla con un paio di difese quasi impossibili, che non consentono però di riattaccare: le locali allungano ancora sino al 18-13 e Nesic sospende di nuovo. Le cose però non mutano di molto al rientro e una rediviva Horvath contribuisce ad un’ulteriore allungo. Sokolova prova a rispondere, ma due grandi colpi di Fernandez portano Pavia a giocarsi 6 palle set consecutive. La prima è subito buona e un ottimo attacco di Matuskova costringe le squadre a giocarsi la vittoria al tiebreak.
V set – Ad una fast di Fernandez risponde subito Calloni, poi è Matuskova a spedire fuori l’attacco e Rinieri fa la voce grossa con due punti consecutivi. Complici anche alcune soluzioni difficoltose per Pavia, c’è il primo tentativo di fuga ospite, con Milano che stoppa sul 2-5. A Pachale che accorcia risponde lesta Negrini, e sul 3-6 Pavia ha una reazione d’orgoglio e di cuore inaspettata. Matuskova trova un millimetrico pallonetto cui fa seguito un ace di Spinato, Pachale trova il pareggio in pipe e Horvath fa letteralmente esplodere il pubblico pavese bucando il muro avversario e portando in vantaggio Pavia per 7-6. Ancora della banda tedesca il punto seguente e cambio campo tra gli scroscianti applausi per le beniamine locali che recuperano lo svantaggio iniziale con un break di 5 punti. Pavia è ora in trance agonistica e dopo aver salvato due attacchi prepotenti di Bown, riesce a trovare un muro a uno di Caroli su Sokolova. Nesic fa bene ad interrompere e all’ingresso prima Rinieri, poi Calloni riportano Jesi a -1. Pachale con un muro e Sokolova con una diagonale troppo larga infiammano letteralmente partita e pubblico pavese, e le atlete locali si galvanizzano trovando un muro a tre su Rinieri che vale il massimo vantaggio 12-8. Un attacco jesino e una pipe out di Pachale riportano sotto le ospiti, ma è nuovamente Caroli a murare prepotentemente. Rinieri tiene in scia Jesi sul 11-13, ma la successiva battuta al salto di Bown è direttamente in rete e vale il match-point. Matuszkova con un mani fuori da manuale chiude subito 15-11 per la festa di Pavia, prima formazione in questa stagione in grado di interrompere la marcia della capolista.
In un campionato molto equilibrato, che ha visto molti risultati apparentemente sorprendenti, sinora l’unica certezza è stata rappresentata da Jesi che, prima della settima giornata aveva lasciato per strada un solo punto e quattro set persi. Le armi migliori della capolista sono parse anche in questo incontro la eccezionale vena realizzativa di due attaccanti di caratura internazionale e dalla grandissima esperienza, Sokolova e Rinieri, unite alla grande capacità di difendere situazioni al limite dell’impossibile, grazie a un muro di grande spessore. Di contro la forza di Pavia è stata sicuramente una maggiore volontà, che ha consentito di condurre in porto un primo set perfetto e di recuperare poi lo svantaggio, sia in termini di set nel corso della partita, sia di punti nel corso del tiebreak.
Alessandro Pettinari
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ZOPPAS INDUSTRIES CONEGLIANO – CGF RECYCLE FLORENS CASTELLANA GROTTE 1-3 (25-19, 19-25, 20-25, 21-25)
ZOPPAS INDUSTRIES CONEGLIANO: Brakocevic 22, Ghisellini, Wilson 10, Marcon 2, Do Carmo Braga 1, Manzano 11, Pavan 12, Rossetto (L), Sangiuliano 7, Positello, Benazzi. Non entrate Daminato. All. Martinez.
CGF RECYCLE FLORENS CASTELLANA GROTTE: Labate 11, Dalia 1, Cardani, Lipicer Samec 9, Caracuta, Sansonna (L), Nagy 17, Soninha 19, Ritschelova 17. Non entrate Biamonte, Moretti, Jontes. All. Radogna.
CONEGLIANO: un fuoco di paglia e niente più quello che ha vissuto la Spes Zoppas Industries Conegliano contro Pesaro nel turno infrasettimanale. E’ bastata una Florens Castellana Grotte con più grinta e determinazione per infrangere le speranze delle coneglianesi di risalire la china di una classifica quanto mai ripida. Poco più di 3.000 spettatori alla Zoppas Arena, per assistere ad una delle partite che può già essere definita uno scontro salvezza. Gli starting six non prevedono sorprese dell’ultimo momento: Sangiuliano, Manzano, Wilson, Brakocevic, Marcon, Pavan e Rossetto per Conegliano, Labate, Nagy, Lipicer, Ritshelova, Dalia, Soninha e Sansonna per le baresi. Conegliano parte a razzo, con Brakocevic che sembra aver già preso la misura alle avversarie e si va al primo break sull’8 a 3. Al rientro Wilson e Manzano rincarano la dose e portano le squadre al secondo time-out tecnico sul punteggio di 16-6. A questo punto coach Radogna chiama tempo e fa ragionare la sua squadra: Nagy e Lipicer su tutte che danno l’avvio a una mini rimonta che comunque non impensierisce Mario Martinez che anzi, predica la calma. Il set si chiude infatti in favore della SPES sul punteggio di 25-19. Nel secondo parziale Castellana mantiene lo standard della fine del primo parziale, con Soninha punto di riferimento in attacco e le palle veloci di Ritshelova e Labate a dar man forte. Conegliano subisce il gioco pugliese, facendo ben poco per rialzare la testa. Ci prova Brakocevic, ma con scarsi risultati. Manzano fa quel che può ma le pantere sono troppo scontate. Si arriva alla seconda pausa obbligatoria con le giraffe di puglia avanti di ben 7 punti. Lavata di capo per le gialloblù che cominciano la rincorsa. Si punta molto sul servizio di Brakocevic (che metterà a segno ben 3 ace in tutto l’incontro) e grazie anche ad alcune giocate di fino della friulana Manzano , la SPES si rifà sotto (17-20). Ma Castellana vuole vendere cara la pelle e con Soninha e Nagy mette la parola fine a questo parziale, che viene ritornato a Conegliano con lo stesso punteggio del precedente: 19-25. Si torna in spogliatoio. Sul punteggio complessivo di 1 a 1, ci si appresta a giocare uno dei set più tesi dell’incontro. Grande concentrazione da una parte e dall’altra della rete. La prima sospensione tecnica si chiude sull’8 a 7 dopo due errori pugliesi. Da qui in poi il black-out per le giocatrici di casa: Soninha sbaraglia la difesa avversaria con fendenti imprendibili per Rossetto & co. Labate e Ritshelova scatenate sovrastano le pari ruolo di Conegliano con giocate molto veloci ed imprevedibili. 10 a 16. Martinez si gioca il doppio cambio: out Sangiuliano e Brakocevic, dentro Luciana e Ghisellini. La squadra di Radogna risente del cambio di gioco della SPES e va in affanno: prima Wilson, poi Luciana e qualche errore ospite accorciano le distanze fino al 19-20. A questo punto Martinez fa rientrare palleggiatrice e opposto: Castellana non aspettava altro e infila 5 punti di seguito che lasciano di sasso i 3.000 della Zoppas Arena. 2 a 1 Castellana. Le ragazze capitanate da una Pavan a tratti spenta, iniziano nel migliore dei modi il 4 parziale di gioco piazzando un break di 4 punti. Radogna richiama all’ordine le sue e le giraffe riprendono coscienza di se stesse, rincorrendo si Conegliano senza però lasciargli troppo spazio per una fuga. Nagy suona la carica, e dal 15-12 Spes si passa al 16-18 per la Florens passando per una serie imbarazzante di madornali errori da parte delle coneglianesi. Il pubblico rumoreggia. Soninha prende per mano la sua squadra e, sebbene contrastata dalle centrali Wilson e Manzano, mette fine di forza al match: 21-25. Conegliano viene scavalcato in classifica e con il punteggio di 3 a 1 può esplodere la gioia delle biancorosse.Ottima prova per la Florens: Radogna azzecca anche l’inserimento della giovane palleggiatrice Caracuta nel 4° set e la sua squadra meritatamente trova la vittoria. Una Sansonna in versione “Elastigirl” salva spesso e volentieri le sue, con grinta e caparbietà. In complesso ottima prova di squadra. Conegliano “c’è ma non si applica”. Non bastano i 22 punti di Brakocevic (top scorer del match): prova incolore, con un muro poco efficace e una difesa traballante. Inspiegabile il ritorno in panchina di Ghisellini e Luciana nel 3° set dopo una così entusiasmante rimonta. E’ vero, ora il calendario sembra più clemente, ma Martinez e soci dovranno darsi un gran da fare per riprendere la retta via che porta alla salvezza.
Enrico Mantovani
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MC-CARNAGHI VILLA CORTESE – REBECCHILUPA PIACENZA 3-1 (21-25, 25-15, 25-18, 25-17)
MC-CARNAGHI VILLA CORTESE: Anzanello 12, Nicora 4, Berg 1, Pinese, Hasalikova 3, Secolo 19, Cardullo (L), Luciani 7, Cruz 24, Bosetti 2. Non entrate Lanzini, Ballardini. All. Abbondanza.
REBECCHILUPA PIACENZA: Croce (L), Dall’ora 12, Angeloni 5, Kaczor 17, Borrelli 6, Nicolini 1, Stufi 7, Beier 3, Jerkov 8, Rondon 1. Non entrate Mazzocchi, Petrucci, Kajalina. All. Caprara.
Villa Cortese vince e convince: con la vittoria odierna contro la Rebecchi Lupa Piacenza, la squadra di Marcello Abbondanza cancella la sonora sconfitta patita nel turno infrasettimanale.
Non gioca Tai Aguero che sconta la squalifica di due turni inflittale ad Urbino, al suo posto parte Francesca Nicora; Aurea Cruz è reduce da un infortunio alla caviglia, ma scende regolarmente in campo. Con queste premesse è logico aspettarsi un avvio di gara in salita per la squadra di casa: Piacenza è più in partita, riesce ad organizzare bene il gioco e fa soffrire un Villa Cortese sotto tono. Il primo set è a favore delle Emiliane che chiudono con un ace di Rondon.
La reazione di Villa Cortese non si fa attendere e sin dalle prime battute del secondo set si capisce che la situazione è cambiata completamente: la difesa riprende a funzionare alla perfezione, Cruz e Secolo fanno decisamente male con i loro attacchi ed anche Anzanello passa più volte al centro.
La situazione non cambia per tutto il resto della partita, Piacenza prova a rincorrere le avversarie ma Villa Cortese sembra avere una marcia in più: le Emiliane non convincono moltissimo in difesa e le padrone di casa hanno gioco facile nel fare loro l’incontro.
Le prossime due gare, entrambe in trasferta, contro Pesaro e la capolista Jesi ci diranno di più sul doppio volto di Villa Cortese, squadra che in più di un’occasione ha alternato momenti di smarrimento ad altri in cui è davvero travolgente.
Matteo Quaglia
