ZOPPAS INDUSTRIES CONEGLIANO: Brakocevic 10, Wilson 9, Marcon 3, Manzano 13, Pavan 17, Rossetto (L), Sangiuliano 5, Positello. Non entrate Ghisellini, Do Carmo Braga, Daminato, Benazzi. All. Martinez.
REBECCHILUPA PIACENZA: Croce (L), Dall'ora 5, Angeloni 3, Kaczor 1, Borrelli 9, Stufi 11, Beier 7, Jerkov 9, Kajalina, Rondon. Non entrate Mazzocchi, Nicolini, Petrucci, Katic. All. Caprara.
ARBITRI: Astengo, Puecher. NOTE – Spettatori 3400, incasso 11000, durata set: 22', 27', 26'; tot: 75'.
CONEGLIANO: bisognava aspettare la fine dell’anno per vedere un sorriso in casa SPES; un sorriso che vale tre punti e l’abbandono dell’ultima posizione solitaria.
Ci sono più di 3.500 persone alla Zoppas Arena per vedere lo scontro salvezza tra Conegliano e Piacenza: dopo diverse giornate “anonime” il presidente Lucchetta si dirà soddisfatto della partecipazione del pubblico sugli spalti, vista anche la serie di risultati negativi della sua squadra.
Piacenza arriva a Conegliano mettendo in campo Rondon al palleggio, Dall’Ora e Stufi al centro, Borrelli, Jerkov, Kaczor e Croce libero.
Martinez rischia la carta Rossetto, in dubbio fino a pochi istanti dall’inizio della partita, per il resto la squadra è la solita: Sangiuliano, Manzano e Wilson, Marcon, capitan Pavan opposto e Brakocevic in banda.
Prima dell’inizio del match spazio alle premiazioni: Marcon e Manzano vengono premiate rispettivamente come miglior ricezione e miglior muro della scorsa stagione; premio anche per il pubblico che è stato considerato il più corretto per la stagione 2008/2009.
Conegliano parte bene, arrivando al primo tempo tecnico sul risultato di 8 a 7. Si torna in campo, e grazie al punto di Brakocevic e a qualche fallo di troppo delle ragazze di Caprara, Conegliano allunga. Wilson e Manzano bucano la difesa biancorossa più volte, Croce può solo guardare. Angeloni viene buttata nella mischia, ma non riesce a fare la differenza: 16-11 al secondo parziale. Il muro coneglianese sembra insormontabile e le rigiocate delle pantere trovano Pavan in piena forma, capace di piazzare delle diagonali strettissime sul lungo linea. Ci mette del suo anche Sangiuliano, che con una giocata d’astuzia coglie alla sprovvista la difesa della RebecchiLupa. D’altro canto Rondon, che insiste per ben 2 volte su Jerkov, murata consecutivamente da Manzano (a bocce ferme 5 muri punto per la friulana). Il set si chiude sul 25-15.
Si riprende: Conegliano sembra aver perso lo smalto iniziale, e Piacenza ne approfitta andando in vantaggio. Brakocevic che fino ad allora era rimasta un po’ in ombra decide che è il momento di cambiare marcia, piazza dei punti pesanti e grazie a un ace di Wilson alla prima sospensione obbligatoria il tabellone dice ancora Conegliano (8-7). Come nel set precedente entra Angeloni, che stavolta ha più fortuna trovando il varco giusto nel muro avversario. Qualche errore di troppo e l’inserimento di Beier mettono in crisi le Spes Girl: la rimonta di Piacenza si fa sempre più concreta e Martinez decide di chiamare tempo sul 17-15. Al rientro in campo 2 muri per parte (Stufi e Sangiuliano) tengono il risultato ancora in sospeso: sarà Brakocevic a segnare il solco con 2 ace consecutivi mentre il conto si chiude con un fallo a rete di Piacenza.
Caprara gioca sin dall’inizio del parziale la carta Beier per Kaczor, e la RebecchiLupa sembra aver trovato il bandolo della matassa. Borrelli e compagne arrivano all’8-5, ma le pantere coneglianesi cominciano la rimonta. Marcon e Manzano accorciano le distanze e un'ace di Sangiuliano vale il 12-10. Empasse della compagine di casa che permette alle piacentine di trovare il pareggio al 15° punto. Da qui in poi comincia una lotta serrata, punto su punto che alla fine premia la squadra capitanata da Pavan. Proprio la canadese infila 2 punti a ripetizione che permettono a Brakocevic prima e a Manzano poi, di chiudere le ostilità sul risultato di 25 a 21.
La squadra di Caprara si è dimostrata al di sotto delle proprie potenzialità: troppi errori, regia troppo spesso scontata, giocatrici che entrando dalla panchina davano sì il loro contributo, ma utilizzate con il contagocce non hanno fatto la differenza. Ottima la prova di Stufi, insufficiente però a cambiare le sorti dell’incontro.
Martinez si gusta un dolce panettone: la sua squadra vince e convince, contro una diretta concorrente alla salvezza. Pavan rende al meglio come opposto e Brakocevic si sta dando un gran da fare in banda. Marcon e Manzano confermano i premi ritirati in serata, con una prova monstre della bionda coneglianese (89% in ricezione con il 68% di ricezioni perfette) e ben cinque muri per la centrale. Un plauso a Rossetto, in campo anche se infortunata e a Sangiuliano, dopo diverse partite in ombra capace di gestire al meglio le sue attaccanti.
A fine gare viene acclamato a gran voce il nome di Stefania Positello, che viene data in partenza verso una squadra di A2 fino alla fine della stagione.
Ora per Conegliano è il momento delle conferme: con il girone di ritorno ricomincia il tour de force con le prime della classe, ma con una Spes come quella di oggi c’è da aspettarsi di tutto.
Enrico Mantovani
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RISO SCOTTI PAVIA: Pachale 13, Spinato, Carocci (L), Horvath 8, De Lellis, Grizzo, Caroli 16, Fernandez Navarro 8, Ikic, Matuszkova 14. Non entrate Frigo, Poma. All. Milano.
SCAVOLINI PESARO: Usic 11, Garzaro 2, Wijnhoven (L), Skowronska 17, Saccomani, Marinkovic 7, Ferretti 2, Boscoscuro, Costagrande 25, Guiggi 12. Non entrate Mari. All. Vercesi.
ARBITRI: Gini, Prandi. NOTE – Spettatori 1500, incasso 2000, durata set: 19', 26', 24', 25'; tot: 94'.
Nella speranza che la semplice visione di un'attività agonistica ad altissimi livelli aiuti a bruciare le troppe calorie dei bagordi natalizi, il PalaRavizza offre una cornice di pubblico davvero degna dell'occasione. O più semplicemente molti dei presenti sono stati incuriositi e conquistati, passo a passo, da una Riso Scotti che ha dimostrato durante tutto il girone di andata di poter affrontare senza timori reverenziali qualsiasi avversaria. L'impegno per le padrone di casa è di quelli davvero ostici: dopo aver strappato un punto al tiebreak alla capolista Villa Cortese, avversario di giornata sono le campionesse d'Italia di Pesaro, reduci da una sonante vittoria per 3-0 contro Jesi.
I set – Avvio di gara propizio alle pavesi, che riescono a conquistare tre punti consecutivi con capitan Spinato al servizio, grazie anche ad una ricezione pesarese quantomeno distratta. SkowroÅ„ska riesce quindi ad interrompere il break iniziale, ma le locali non demordono. Usic, cercatissima in battuta, va in difficoltà e Caroli può schiacciare di prima la ricezione troppo lunga, quindi è davvero eccezionale nel capitalizzare al meglio le precisissime difese delle proprie compagne con due fast consecutive. Completa il quadro un ace di Pachale su Costagrande e al primo timeout tecnico il parziale è davvero da choc: le colibrì sono sotto 8-1! Al rientro la squadra pavese continua a giocare una pallavolo da manuale, mostrando una superba correlazione muro-difesa e attaccando con vertiginose percentuali di efficacia. Dall'altra parte della rete le pesaresi offrono il loro contributo alla perfetta recita corale della Riso Scotti, servendo con battute davvero troppo scontate e andando puntualmente in difficoltà nella copertura degli spazi. In attacco è la sola Costagrande a cercare di picchiare, con risultati appena apprezzabili, le molte palle sporche che le giungono. Pavia è davvero implacabile e, esaltata da un pubblico una volta ancora molto caldo, giunge alla seconda sospensione sul 16-6, con un vantaggio sempre più ampio. Sugli scudi la troppo spesso sottovalutata centrale Sara Caroli, autrice di due muri-punto consecutivi e capace di attaccare col 100% di efficacia. Vercesi prova ad interrompere sul 19-8, ad inserire Saccomani per SkowroÅ„ska e Marinkovic per Garzaro, ma Pavia continua a dilagare. Fernandez non vuole essere da meno della propria compagna di reparto e chiude 25-10 un primo set che ha visto una Riso Scotti semplicemente perfetta e una Scavolini semplicemente non pervenuta.
II set – dura solo due battute di Spinato l'illusione che la storia del primo set si possa ripetere: un'ottima Guiggi a muro e SkowroÅ„ska impattano sul tre pari. La Scavolini cerca di alzare la qualità della battuta, col rischio di essere più fallosa, mentre le padrone di casa sono conseguentemente meno precise in attacco. Regna sostanzialmente l'equilibrio e la prima sospensione è sul 7-8. E' Guiggi da buon capitano a dare la carica con due muri che segnano il primo doppio vantaggio ospite. La solita Caroli risponde in fast e a muro e Costagrande spara fuori per il 13-11. Un'appannata Garzaro manca la fast del pareggio e Vercesi pensa di sostituirla ancora con Marinkovic, poi Ferretti al servizio segna un break di 4 punti che manda al nuovo riposo obbligatorio sul 14-16, dopo un'esplosiva pipe di Costagrande. Quando è SkowroÅ„ska a tentare un nuovo allungo Milano chiama tempo, ma le campionesse d'Italia mostrano ora di essersi sostituite alle gemelline timorose del primo set. Pavia patisce soprattutto una devastante Costagrande che martella sia in banda che da seconda. Il set sembra irrimediabilmente compromesso per le locali sul 17-21. Il cambio di diagonale pavese con Grizzo-De Lellis frutta un break di 3 punti e riavvicina Pavia sul 21-23, ma una battuta in rete della stessa Grizzo e un muro di SkowroÅ„ska chiudono il set 21-25.
III set – pare proprio che tutte le atlete debbano nuovamente scaldare le braccia: scambi lunghissimi e fase di equilibrio totale rotta nuovamente da Costagrande in pipe per il doppio vantaggio, che si mantiene costante sino al 10-12. Il black-out della ricezione pavese vale alle avversarie due punti consecutivi e Milano ferma. Horvath trova due volte il muro di Marinkovic mentre Pachale, offuscata da due settimane di allenamenti a singhiozzo a causa di infortuni vari, si ferisce anche ad una mano. Milano sceglie di confermarla in campo a scapito di una Ikic sicuramente più fresca e stavolta il cambio di diagonale sul 20-12 futta 3 punti, non sufficienti però a rientrare in partita. Vercesi rinsalda la ricezione con l'ingresso di Boscoscuro e Pesaro è allo scatto finale. Milano chiama ancora tempo sul 15-22 ma non riesce a dare a scossa giusta e Usic chiude sul 17-25.
IV set – le pavesi paiono rientrare in campo un po' scoraggiate, Pesaro invece riesce a difendere e a coprire gli spazi in modo ottimale. Il resto lo fanno la pazienza e l'esperienza delle colibrì nell'aspettare il pertugio giusto per l'attacco: subito avanti le ospiti che arrivano alla pausa sul 4-8 grazie ancora ad una Costagrande strappa-applausi e ad una Usic meno oppressa ora dalle battute pavesi. Senza particolari demeriti della Riso Scotti, ma grazie soprattutto al tasso tecnico e alla forza fisica della Scavolini, il divario di punteggio si allunga sempre più. Pachale è sempre preziosa in difesa con la sua esperienza, ma sembra non essere più in grado di attaccare con efficacia e solo sul 10-18 il tecnico pavese la sostituisce con Ikic. Troppo tardi, Pesaro sta gestendo con grande tranquillità: il tempo di un paio di attacchi rabbiosi di Horvath che servono a rendere il punteggio meno severo e le campionesse d'Italia chiudono la pratica pavese sul 19-25.
"Siamo umane anche noi, non siamo macchine: abbiamo giocato male nel primo set, poi siamo venute fuori." Nelle parole di commento di Francesca Ferretti la sintesi esatta della gara: Pesaro nel primo set subisce appieno la verve e il gioco efficace di una Riso Scotti che dimostra ancora una volta di essere squadra davvero competitiva.
La forza delle campionesse d'Italia sta nel sapersi risollevare, aggrappandosi a tratti ad una Costagrande strabordante e chiudendo alla perfezione le vie d'attacco, in particolar modo quella centrale, alle pavesi. Una ricezione in grado di affidare alle mani sapienti di Ferretti ottimi palloni e la capacità di riattaccare pericolosamente hanno fatto il resto. Termina così il girone di andata che vede Pesaro capolista solitaria e Pavia che si lascia sfuggire all'ultimo l'accesso alla final eight di coppa Italia.
Alessandro Pettinari
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MONTE SCHIAVO BANCA MARCHE JESI: Sokolova 17, Mazzoni (L), Negrini 8, Rinieri 6, Bown 10, Cerioni, Devetag 1, Calloni 12, Dall'igna 3, Tirozzi 1. Non entrate Vagnarelli Patrizia, Mataloni. All. Nesic.
DESPAR PERUGIA: Lehtonen 10, Quaranta 4, Leggeri 6, Weiss, Dushkyevich 3, Casillo 1, Arcangeli (L), Pincerato 1, Agostinetto, Vasileva 18, Klug. Non entrate Zetova, Medaglioni. All. Sbano.
ARBITRI: Longo, Falzoni. NOTE – Spettatori 1200, durata set: 25', 26', 25'; tot: 76'. [pagebreak]
CHATEAU D'AX URBINO VOLLEY: Nucu 3, Bechis, Havlickova 28, Butnaru 1, Petrauskaite 16, Leonardi (L), Di Iulio 19, Galeotti, Masoni, Rastelli, Fernandez 22. All. Salvagni.
CGF RECYCLE FLORENS CASTELLANA GROTTE: Labate 4, Biamonte 13, Dalia 1, Cardani (L), Moretti 9, Caracuta, Sansonna (L), Nagy 11, Soninha 18, Jontes 5, Ritschelova 20. Non entrate Lipicer Samec. All. Radogna.
ARBITRI: Gelati, Vagni. NOTE – durata set: 30', 26', 29', 25', 18'; tot: 128'. [pagebreak]
FOPPAPEDRETTI BERGAMO: Ortolani 5, Fanzini 2, Bara 1, Gujska 1, Furst 13, Merlo (L), Bosetti 7, Piccinini 6, Arrighetti 10, Del Core 20. Non entrate Carrara, Lo Bianco, Zambelli. All. Micelli.
ASYSTEL VOLLEY NOVARA: Rosso 1, Paggi 13, Podolec, Barcellini 2, Barazza 5, Kirillova 6, Flier 17, Sirressi (L), Kozuch 11, Tom 11. Non entrate Zardo, Scarabelli, Camera. All. Pedullà.
ARBITRI: Zanussi, Finocchiaro. NOTE – Spettatori 2600, incasso 20000, durata set: 25', 26', 29', 26'; tot: 106'.
Ultima partita del girone di andata, una della gare che al Pala Norda si aspettava con ansia, ovvero la sfida contro l' Asystel Novara. Le piemonetesi non attraversano un periodo felice, ma neppure la Foppapedretti. Vince Novara, che risorge dallle sue ceneri nel momento più importante, perchè la vittoria su Bergamo significa Coppa Italia agguantata. Bergamo dal canto suo ha ancora evidenti problemi di organico e di forma, ma ciò che è mancato è stato soprattutto il carattere, perchè seppur le avversarie sono state molto grintose e convincenti per buona parte di gara, quando le padrone di casa hanno saputo spingere e dare pressione, Novara ha avuto momenti di calo e "disorganizzazione".
Ci sono tanti problemi in casa orobica, il gioco di Gujska, fortuna certo ad avercela, è molto scontato, partendo da una ricezione non brillante fino ad arrivare a scelte tattiche limitate che non prevedono molto il gioco al centro, palloni veloci, non nel repertorio e un gioco troppo sbilanciato sulle bande, in particolare su una Antonella Del Core unico faro nel buio: il mastino napoletano che in mattinata ha avuto un problema fisico tiene in piedi la sqaudra, sia in ricezione che in attacco, non molla mai. Le centrali sono centellinate e nel complesso rispondono bene, anche a muro, Piccinini e Ortolani giocano a tratti, Bosetti cerca di scuotere le cose, ma troppo spesso i suoi attacchi si fermano sul muro avversario. Micelli tenta cambi su cambi, ma non si arriva da nessuna parte. Enrica Merlo si difende bene, ma non fa punti e spesso buona ricezione e belle difese sono purtroppo vanificate. L' orgoglio c'è stato nel terzo set, ma i problemi sono tanti e difficili da superare, contro una Asystel che, guidata da una Kirillova in spolvero, dimostra a se stessa più che alla società o ai tifosi, di poter essere pungente. Nota positiva per la Foppapedretti la piccola Hawa Bara, che dimostra anche in questa gara di avere talento e due belle mani. La zarina Irina orchestra bene le sue compagne, la seconda linea non è sempre precisa, ma offre qualcosa in più rispetto a quanto si vede in campo rossoblu: Paola Paggi è ancora e sempre micidiale con le sue fast, le bande fanno bene il loro lavoro, non sempre incisive e pungenti, ma nel complesso quando ben servite riescono a bucare la difesa avversaria.
Una Foppapedretti che incanala un'altra prestazione sottotono, molto, ma è anche vero che a inizio stagione le prime parole dello staff sono state "Si vedrà la vera Foppa da gennaio". E tutti i tifosi sperano che sia così, anche se da questo momento di difficoltà solo le atlete/staff ne possono uscire con tanto carattere e voglia di arrivare in alto nonostante la stanchezza fisica e mentale. Certo l'assenza di Lo Bianco pesa, un macigno caduto sulla testa della squadra, ma, ripetiamo, le grandi campionesse sanno mettere a terra la palla anche con alzate non sempre precise. CI vuole ancora un pò di pazienza per poter fare una preprazione coem si deve. E qui si risolve il problema fisico. Per il problema mentale, beh possiamo dire che i nomi delle giocatrici parlano da soli.
L' Asystel Novara invece dà un segnale forte alla società con cui ha avuto dei momenti di "crisi" per via dei non risultati. Non abbiamo mai dubitato del potenziale delel piemontesi, sicuramente lontano parente di quello che si è visto in campo. Di una cosa siamo convinti: la vera Asystel deve ancora arrivare e quando succederà, saranno dolori. Ma i problemi ci sono anche in casa novarese, con una seconda linea traballante, un attacco che deve ancora cresce e con Kirillova che ha 44 anni. In campo non li dimostra, ma alla lunga potrebbero pesare se non le si dà un pò di respiro. Pedullà farà i conti con tutto questo, ma anche con la consapevolezza di poter lavorare con un gruppo che ha ampi margini di crescita in particolare con Sirressi, Kozuch, Flier e Barazza.
Mirtillino
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YAMAMAY BUSTO ARSIZIO: Fernandinha 7, Valeriano, Turlea 13, Kovacova 3, Campanari 14, Borri (L), Crisanti 19, De Luca 18, Havelkova 11. Non entrate Kim, Zingaro. All. Parisi.
MC-CARNAGHI VILLA CORTESE: Anzanello 12, Berg 3, Hasalikova 4, Secolo 22, Cardullo (L), Luciani 3, Aguero 33, Cruz 15, Bosetti. Non entrate Nicora, Lanzini, Pinese. All. Abbondanza.
ARBITRI: Pozzato, Piana. NOTE – Spettatori 5300, durata set: 34', 35', 28', 26', 21'; tot: 144'.
Ciò che si è visto ieri sera la PalaYamamaY è qualcosa che trascende dal semplice termine di partita o derby! Per chi non è pratico di pallavolo la parola “derby” evoca immagini calcistiche nostrane molto poco edificanti, condite da insulti reciproci sia da parte di società e tifoserie, e solitamente i media solitamente tendono a metterci del proprio per enfatizzare ulteriormente l’evento, gettando benzina su incendi e roghi attivi da sempre! Per chi invece è pratico di volley, e ama questo sport, avrà sicuramente apprezzato (dal vivo o in tv) il colpo d’occhio offerto da 5296 cuori palpitanti (numero ufficiale, ma il sottoscritto ha visto gente in ogni anfratto dell’impianto bustocco, quindi tendo a contarne sicuramente un paio di centinaia di più!) desiderosi di sostenere e spingere le proprie beniamine alla vittoria! Le due tifoserie ufficiali, Amici delle Farfalle e Villa Volley Boys&Girls prima dell’inizio della partita hanno fatto uno scambio di maglie per rimarcare ulteriormente che questa è stata una vera festa di sport! Questo il contorno sugli spalti!
In campo le du formazioni arrivano a chiudere il girone di andata presentandosi esattamente agli antipodi! Per Busto è la filosofia dei piccoli passi, costruire uno dopo l’altro i risultati dando un’occhio al gioco e ai nomi e uno al portafogli; per Villa è l’esatto contrario il “tutto e subito” grazie allo strapotere economico dei munifici sponsor! E’ lo scontro tra l’impianto di squadra della Futura Volley basato sulla coralità ed essenzialità del gioco di squadra messo di fronte al gioco basato sui nomi altisonanti in campo cortesino, ma con ancora poco affiatamento! E’ l’estro di Fernandinha contro la velocità di Berg; è il coraggio di Havelkova contro la fantasia di Cruz; è la grinta di Campanari contro la solidità di Anzanello! E’ lo scontro tra due squadre dalle radici comuni (le fondò entrambe una suora con il pallino del volley), ma dai destini attuali completamente diversi: l’Europa per Busto Arsizio e lo scudetto per Villa Cortese! E’ lo scontro tra la capolista e l’ottava della classe! Tutto questo in un unica partita!
Primo set: Parte bene Villa che riesce a costruire un piccolo vantaggio, ma Busto Risponde con un break di 6-0 e al primo time out è avanti di 8-4, al rientro le cortesine si riportano subito in pari (10-10) e “scappano” grazie a Manuela Secolo, al secondo T.O. le ragazze bianco-blù sono avanti (12-16), ci vuole l’estro di una Fernandinha in serata di grazia (nonostante il cronico dolore alla schiena) per far ritornare le farfalle in partita (18-17). La fine del set è da infarto! le squadre si annullano set point a vicenda, ma a dire basta è proprio Fernandinha con un muro su Cruz! 28-26 per Busto! La sponda biancorossa comincia a credere nell’impresa!
Secondo set: Busto cerca di cavalcare l’onda e pare riuscirci anche grazie a due ace consecutivi di Havelkova, ma Villa non ci sta, recupera e si aggiudica il primo t.o. tecnico (7-8), al rientro la “Invicibile Armada” di Abbondanza tenta di prendere il largo con due muri, la “truppa” di Parisi combatte coi denti e si riporta di nuovo a ridosso delle cortesine che però arrivano al secondo t.o. tecnico ancora avanti (13-16)! La Carnaghi ritenta la fuga e grazie ad Agüero arriva sul 21-24! Quattro palle set sembrano un enormità ma il cuore bianco-rosso riesce di nuovo a riportare in parità un set che semrava ormai saldamente in mani cortesine, ma proprio sul più bello (24-24) Turlea cade male e si procura, quella che sembra essere a caldo, una distorsione alla caviglia! Busto perde il suo terminale offensivo fino a quel momento più efficace (13 punti), ma riesce comunque ad aggiudicarsi anche il secondo parziale per 29-27!
Terzo set: Parisi manda in campo l’universale Kovacova per l’infortunata Turlea, e sfruttando ancora parecchie indecisioni muro-difesa della MC-Pietro Carnaghi, prende un piccolo vantaggio (14-9), ma ormai il gioco di Busto è diventato più prevedibile e Villa ne ha ormai assimilato i movimenti. Inizia un veemente recupero che la porta in vantaggio e ad aggiudicarsi il secondo t.o. tecnico (15-16)! Villa fugge e busto arranca senza tuttavia capitolare, ma non può molto e le cortesine vincono il set per 20 a 25!
Quarto set: Inizia questo quarto game come era finito il precedente, con Villa Cortese sempre davanti e Busto ad inseguire seppur a poca distanza (6-8 al t.o. tecnico), breve riscatto bustocco che riacciuffa le ospiti sull’11 pari! Villa però si riprende da questo breve appanamento e si riporta con facilità in avanti! Chiude Agüero sul 21 a 25 quello che sarà il set più corto della partita (26 minuti!)
Tie break: Villa parte a 100 all’ora e sembra poter chiudere rapidamente il conto, trascinata da Secolo (22 punti per lei) si porta facilmente sul 2-6! E qui viene fuori l’orgoglio bianco-rosso (o il Cuore, con la “C” maiuscola citato da Crisanti in conferenza stampa), il recupero è immediato 6-6! Agüero prova a riportare la partita in binari cortesini, ma viene tradita dalla poca lucidità delle proprie compagne infatti é Cruz a regalare il pareggio a Busto (11-11)! Villa di nuovo avanti 12-14, sembra fatta, e invece con un finale in crescendo e grazie all’errore di Secolo (lungolinea out) Busto Arsizio si aggiudica il tie break, la partita e il primo derby, trasformando il PalaYamamaY in una bolgia!
Busto grazie a questa vittoria (e complici i risultati di altri campi) riesce a qualificarsi per la coppa Italia, gli sberloni presi da Urbino sono serviti a far ritrovare serenità allo spogliatoio di Carlo Parisi! Grazie a questa vittoria (e a quella ottenuta a Castellana Grotte settimana scorsa) Busto riparte di slancio per la seconda parte di stagione! Al rientro in campo il 6 gennaio per l’ottavo di finale di coppa CEV bisognerà vedere se questa breve sosta sarà servita a recuperare Turlea e si saprà se sarà arrivata Lethonen a rinforzare una YamamaY dal grande Cuore, ma dalla panchina cortissima! Lucy Crisanti in conferenza stampa è il volto di questa squadra, sorridente e felice: “abbiamo giocato col Cuore e dato il 101%!”
Villa perde in un colpo solo il primato e il titolo di regina d’inverno (ora c’è Pesaro davanti), e dimostra in questa partita molti “giri a vuoto” delle sue stelle, nonostante l’ottimo campionato sembra che il maggior difetto di questa squadra sia proprio l’affiatamento tra le tante campionesse, quando ciò accadrà per gli altri saranno dolori! Per Cardullo, intervistata a fine partita, “è mancato il giusto approccio alla gara, e quando avremmo dovuto chiudere ci è mancata la concentrazione necessaria!”
Samuele Ferretti
