Asystel Novara: Anzanello 16, Skowronska 27, Barcellini 11, Berg 2, Ballarini n.e., Paggi 3, Nnamani 1, Cardullo (L), Popovic, Osmokrovic 15, Bechis n.e., Mello 2. All. Brdjovic. Battute errate: 10, vincenti: 3. Muri: 14.
Yamamay Busto Arsizio: Ortolani 15, Viganò 13, Buckova 15, Valeriano, Esko 23, Dirickx 2, Ravetta 4, Molinengo (L), Fokkens, Siscovich n.e.,Luciani n.e., Parenti 5. All. Parisi. Battute errate: 13, vincenti: 7 (Esko 3). Muri: 16 (Buckova 4).
La YamamaY Busto Arsizio conquista meritatamente la semifinale di Coppa Italia a discapito di una Asystel che ha sicuramente risentito dei numerosi infortuni avuti durante la settimana (Paggi e Cardullo non si sono quasi allenate), ma che ha sprecato, anzi ha gettato alle ortiche un IV set in cui era avanti di ben 7 punti. Tanti errori, troppi, poca pazienza e una Berg non lucida non hanno permesso a Novara di chiudere in proprio favore. Ma di contro, si è trovata di fronte una YamamaY che non ha mollato, ha stretto i denti e con tanta sicurezza nei propri mezzi pur nella semplicità del gioco, ha rosicato punto su punto fino a vincere la frazione. Nel tie break le bustocche forti dal punto di vista mentale hanno aggredito subito l' Asystel, che ha tentato di rimanere attaccata alla gara nei primi scambi, ma poi ha lasciato spazio alla manovra più precisa e pulita di Busto.
Per quanto riguarda Novara, ha pagato tantissimi errori, avvenuti nei momenti più delicati del match, sia in prima linea ( eclatante il dato: 18 errori punto in attacco per le gaudenziane, 8 per le bustocche.) che in seconda linea ( 7 errori in ricezione). Il servizio di Busto è stato ficcante, ha messo in grande difficoltà le asystelle, che non hanno saputo gestire bene la prima linea, complice una Berg imprecisa, soprattutto con Skowronska, che ha risentito di ciò, nonostante i 27 punti e il suo buon 45% in attacco. Non sono bastate Anzanello – saracinesca a muro e una Cardullo sempre sugli scudi, è mancato il gioco corale, una Osmokrovic purtroppo non in forma fisicamente, una fase muro-difesa non sempre ben correlata e forse, qualche cambio al momento giusto. Il rammarico è grande, a nostro avviso non tanto per i problemi fisici di alcune atlete, ma per non aver saputo chiudere quando era il momento e come succede nello sport, quando non finalizzi, poi le avversarie ti presentano il conto. Così è stato.
Busto, una squadra che vola, un gruppo che con umiltà e senza i nomi altisonanti, ha saputo costruire qualcosa di grande partendo prima di tutto dall'avere i piedi per terra; a questo si è aggiunta la capacità di soffrire e da qui la consapevolezza di avere tutti i mezzi, tecnici e mentali, per uscire dalle situazioni difficili. Novara certo ha dato un aiuto, ma le bustocche ci hanno creduto, hanno saputo approfittare del calo avversario per piazzare la stoccata finale, frutto di buoni cambi (leggi Ravetta per Ortolani ) e di una manovra di gioco che, meglio organizzata e sicura, ha dato i frutti sperati.
Le farfalle volano..Non importa se sarà un volo breve o lungo, ma conta quello che hanno provato e proveranno alla fine del volo…[pagebreak]
SCAVOLINI PESARO: Lunghi ne, Garzaro ne, Wijnhoven (L), Mari 8, Brussa ne, Castiglione ne, Ferretti 3, Fürst 6, Costagrande 15, Sheilla 17, Guiggi 11, Lazcano ne. All. Vercesi.
La Scavolini Pesaro è la seconda semifinalista: esce vittoriosa dopo tre set contro la Unicom Starker Kerakoll Sassuolo giocati dimostrando superiorità in tutti i fondamentali. Sassuolo ci prova, ma con una sola attaccante che mette a terra palla è assolutamente impensabile anche solo provare a vincere la partita. Le colibrì tengono saldamente in mano la gara, senza scomporsi anche nei momenti in cui Sassuolo gioca alla pari e quando nella seconda frazione si porta in vantaggio. Pesaro vince la gara in seconda linea, ricevendo bene, permettendo a Ferretti, una delle migliori in campo, di spingere in banda con Sheilla e Costagrande e al centro con Guiggi. Ci sono stati momenti di calo, in cui la difesa non è stata reattiva o la prima linea ha commesso errori più che altro per la fretta di chiedere il punto, ma quello che si è vista in campo è stata una squadra aggressiva, cinica e desiderosa di vincere. Chi perde spiega, diceva Velasco. E Ferrari qualcosa da spiegare l'ha. Una ricezione traballante, una battuta che lavora bene, ma non abbastanza in diversi frangenti per insidiare la ricezione avversaria e limitarne le soluzioni offensive. In attacco tanti errori e soprattutto una correlazione muro-difesa che non ha fatto il suo dovere fino in fondo. La manovra di gioco è risultata quindi scontata, a volte affrettata e limitata nelle scelte tattiche.
Difficile poi trovare il carattere per reagire, anche se giocare punto a punto per diversi sprazzi di gara è stato importante per una squadra giovane e soprattutto non dimentichiamolo, neopromossa. I complimenti per Sassuolo sono comunque ampiamente meritati, perchè da queste ragazze ci si può aspettare molto, sia per quello che hanno dato in campo, sia per le potenzialità effettive.
Per quanto riguarda la Scavolini, la prima cosa che salta all' occhio è l' impostazione del gioco che Vercesi è riuscito a dare. Velocità, seconde linee, ovviamente ricezione permettendo, in quando questo tipo di gioco è un'arma a doppio taglio: se la seconda linea funziona, diventa micidiale, in caso contrario crea non pochi problemi. Questo tipo di gioco messo in atto da Pesaro, seppur non ancora preciso e pulito, ricorda il gioco messo in mostra dalla Foppapedretti nel primo anno di Fenoglio..Ed era un bel vedere..Ed un bel vedere in campo marchigiano, ma sopratutto, viste le caratteristiche mentali delle colibrì, un gioco che fa la differenza.
Ore 12.30
Asystel Volley Novara – Yamamay Busto Arsizio 2 – 3 ( 25-21, 20-25, 25-19, 24-26, 8-15)
Scavolini Pesaro – Unicom Starker Kerakoll Sassuolo 3 – 0 (25- 15, 25-19, 25-18)
