
[A cura di Fabrizio Bontà – Foto Cucchetti e Solovolley] Intervistare Francesca Ferretti è sempre un piacere perché non ha peli sulla lingua e perché approfondisce sempre gli argomenti che le poni sotto forma di domande.
Anche in questo caso, Francy non deroga e parla a 360°, svariando su tutto il fronte pesarese e non…
“Anche se si è chiuso un ciclo con le partenze di Costagrande, Skowronska e Wijnhoven qui a Pesaro le scommesse sono sempre vincenti: pensiamo al rilancio della Flier, alla Hooker, ai più sconosciuta, e alla De Gennaro, che ha finalmente raggiunto l’A1. Parlavo di scommesse vincenti perché c’era il rischio concreto di fare una stagione di transizione e, invece, abbiamo chiuso il girone di andata al primo posto, senza considerare l’exploit in Supercoppa e contro la Dinamo. Nulla nasce per caso ma è frutto del duro lavoro che facciamo, quotidianamente, in palestraâ€.
Nonostante i 27 anni appena compiuti sei ormai la veterana del gruppo…“Purtroppo sì – si schernisce la Ferretti – con la partenza della Mari mi sono ‘assicurata’ i galloni della più anziana della squadra. Scherzi a parte, abbiamo una un gruppo dall’età media molto bassa e quindi con grandi margini di miglioramento. Lo dimostra il fatto che, qualche volta, siamo altalenanti ma il rovescio della medaglia è che sopportiamo meglio certi carichi di lavoro a ritmi elevatiâ€.
Sei a Pesaro per la quarta stagione consecutiva e, il tuo arrivo, è coinciso con il filone d’oro biancorosso…
“Fa enormemente piacere far parte di un progetto vincente e, penso, irrepetibile per qualsiasi altra Società . Vorrei anche ricordare il record di 42 vittorie consecutive ottenute nel 2009 (infranto nella maledetta notte di Champions, al cospetto della bestia nera, Bergamo – ndr). Abbiamo raccolto il testimone di Bergamo e Perugia e ora siamo noi la squadra da battereâ€.
Nel corso di questi anni sei cresciuta con la Scavolini: che differenze hai trovato da una stagione all’altra?
“Innanzitutto l’aver ottenuto i successi con quattro allenatori diversi (Vercesi, Zè Roberto, ancora Vercesi e Marchesi e ora Tofoli – ndr). Vercesi e Zè applicano la stessa filosofia di volley, alla brasiliana per intenderci; Marchesi ha un’impronta più nostrana mentre Tofoli è alla prima esperienza. Quattro modi diversi di concepire la pallavolo, comunque intriganti e vincenti, e con alla base un gruppo di ragazze valide, sempre disposte e coese nei confronti degli allenatori di turno. Un ringraziamento particolare vorrei farlo però a Vercesi che mi ha insegnato questo modo veloce di giocare a volley: a me piace e mi trovo a mio agioâ€.
Il momento più brutto e quello più bello di questo quadriennio pesarese.
“Il più brutto sicuramente l’esonero di Vercesi: ha lasciato, umanamente, un vuoto difficile da colmare. Il più bello? Sicuramente il primo scudetto: ancora mi emoziono nel rivedere le immagini del trionfo ottenuto contro Perugia. Vincere è sempre bello ma le sensazioni provate per il primo scudetto sono e saranno irripetibiliâ€.
Capitolo Nazionale: Barbolini ha affermato che la Nazionale è aperta a tutte, Ferretti compresa…
“Sinceramente preferisco pensare a Pesaro, che ormai la ritengo la mia casa… Sulla Nazionale non vorrei esprimermi: in questi due anni di assenza ho riscoperto i valori familiari che avevo un po’ accantonato a causa dei molteplici impegni fra Club e maglia azzurra. Credo che prima di tornare in Nazionale dovremo chiarire alcuni aspetti: in questi due anni non c’è stato tempo e modo da ambo le parti ma, ripeto, ho potuto riposarmi e dedicarmi un po’ agli affetti trascurati. E’ chiaro che all’Italia ci tengo e mi piacerebbe riprovare l’esperienza olimpica ma senza assilli o ansie di sorta.â€
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Si è chiuso il girone di andata ed è tempo di un primo, parziale, bilancio della stagione della Scavolini. Chi, meglio di Paolo Tofoli, è in grado di raccontare la sua prima stagione da allenatore a capo di una corazzata.
“Al momento il bilancio è positivo: siamo campioni d’inverno e siamo in corsa su tutti i fronti, meglio di così…â€.
Capitolo Champions. Dopo la bella affermazione contro la Dinamo, all’orizzonte si profila lo Zurigo…
“E’ una squadra da prendere con le molle: non fosse altro perché è arrivata fino a questo punto. Siccome sono abituato a fare un passo alla volta, cominceremo a pensare alle svizzere dopo la partita di Pavia, tutt’altro che scontataâ€.
Hai la grande opportunità di fare entrare la Scavolini nella storia, centrando queste benedette final fuor, sfuggite sempre per un nonnulla…
“Beh, ‘visto che l’appetito vien mangiando’ mi piacerebbe scrivere la pagina più importante di questo capitolo… Però, ripeto, non corriamo troppo con la fantasia e facciamo un passo per volta: prima di tutto dobbiamo conquistarle queste final four e poi, sono sicuro, che avremo le carte in regola per giocarci, alla pari, il titolo. Questa squadra ha carattere e qualità e lo ha già dimostratoâ€.Capitolo Coppa Italia: ritroveremo Piacenza e poi, eventualmente, la vincente di Bergamo-Novara: due squadre che, per certi versi, hanno già dimostrato di saper tenere testa alla Scavolini.
“E’ vero, ma il nostro obiettivo è arrivare fino in fondo anche in questa competizione. Però vale il discorso fatto per la Champions: pensiamo prima a Piacenza e poi vedremo il da farsi cammin facendoâ€.
Questa squadra dove può ancora migliorare?
“Dobbiamo ancora crescere in tutti i fondamentali, a cominciare dalla battuta che è la prima arma di offesa. Poi c’è la ricezione: non sarà mai il nostro punto di forza però stiamo migliorando sensibilmente e così ne guadagna tutto l’impianto di giocoâ€.
Nonostante gli alti e bassi di questo scorcio di stagione c’è un dato evidente che non va sottovalutato: finora la squadra non ha mai fallito gli appuntamenti importanti…
“I segnali, da questo punto di vista, sono positivi. Significa che la squadra, come ho già detto, ha una sua fisionomia e un suo carattere distintivo. E la conseguenza è che, finora, si è sempre presentata tirata a lucido agli appuntamenti che contano. Poi, ripeto, dobbiamo ancora migliorare ma l’importante è aver risposto ‘presente’ quando contavaâ€.
E dire, che hai una squadra non propriamente di spessore internazionale, eccezion fatta che per pochi elementi…
“E’ bene ricordare che la stagione deve ancora entrare nel vivo e che buona parte degli obiettivi sono ancora da raggiungere. Così com’è altrettanto vero che, soprattutto in panchina, ho diverse giovani che, fino alla stagione scorsa, militavano in B1. Però il gruppo è coeso e nasconde le imperfezioni e le difficoltà che, di volta in volta, ci si parano davanti. Le ragazze sono concentrate al punto giusto e, se continueremo così, ci toglieremo ancora tante soddisfazioni!â€.
La tua prima esperienza di allenatore come procede?
“Considerando che ho smesso di giocare solo due anni fa e che come prima esperienza sono alla guida di una squadra reduce da tre scudetti consecutivi, direi bene… Sto imparando e sono aperto a tutti i tipi di consigli: dalla gestione del gruppo alla tecnica stessa; sto crescendo insieme alla squadra ma, al momento, l’esperienza è positiva. So che arriveranno momenti duri ma sono pronto perché non sono uno sprovveduto e sono abituato, visto anche il ruolo che ricoprivo quando giocavo, a prendermi le mie responsabilità . L’importante è dare sempre il massimo e essere sempre a posto con la propria coscienzaâ€.
