YAMAMAY BUSTO ARSIZIO -LIU JO MODENA 3-2
Yamamay per non interrompere la impressionante striscia positiva, che dura da inizio stagione e in ogni competizione, Modena per far valere il fattore campo e sovvertire i pronostici.
Modena parte molto forte, attaccando da ogni posizione (forzando subito anche le battute) per mettere in difficoltà la Yama, che almeno nelle primissime fasi di gioco appare meno concreta del solito e stranamente in crisi nei fondamentali. Al primo time-out tecnico Modena è avanti, infatti, 8-5; capitan Havelkova si sveglia con una diagonale perfetta, ma la LiuJo continua a mantenere il break di vantaggio, provando addirittura la fuga sul 12-9 grazie ad una Aguero in stato di grazia. La gara, in queste prime battute, sembra quasi giocata al rallentatore, con le due squadre che sembrano studiarsi; ne esce un primo set che vive, necessariamente, di fiammate. La Yama sbaglia moltissimo, anche sotto rete, dando l’impressione di sentire la tensione in maniera assolutamente eccessiva (anche al secondo time out tecnico Modena è avanti, 16-13). Poi, accade qualcosa; Bisconti entra in campo, per il turno di battuta, e grazie ad una ace, un “murone” e una “martellata” di Havlickova Busto ricuce il gap: 21-20 e gara riaperta. Ci pensa Aguero, ancora, a mettere a terra i punti decisivi: 25-22, Modena avanti meritatamente.
Nel secondo parziale, ad Aguero si sostituisce Ognjenovic; la regista serba di Modena, infatti, sale in cattedra subito in avvio di gioco, determinando le giocate che consentono alle Tigri di essere avanti anche al primo stop tecnico; la Yama continua a non convincere, mancando proprio nei “marchi di fabbrica” (Havlickova, in particolare, non sembra ancora entrata in partita). Nonostante questo, però, Busto resta agganciata al gioco, trovando il primo vantaggio con annesso “murone” sul 16-15, al secondo time-out tecnico. Adesso sbaglia anche Aguero, e questa è una notizia, e la Yama prova la prima mini-fuga del match. Modena sembra sulle gambe, concede errori gratuiti a ripetizione e, sostanzialmente, riporta in vita Busto, che si porta, pur tra qualche difficoltà, sull’1-1 (muro-fuori Marcon).
Terzo gioco che si apre con la Yama avanti, con Modena sempre attaccata; nessuno molla niente, quest’oggi, troppo importante la posta in palio. Si gioca punto a punto, mal al secondo time-out tecnico la Yama ha un break di vantaggio, 16-14. Quanti errori, comunque, da entrambe le parti; la gara è davvero molto tecnica, si gioca sul filo di lana con una tensione davvero palpabile. Il murone del 19-16, su Aguero, è la prima vera svolta del set e, potenzialmente, del match; l’opposta ex Nazionale Italiana sta, nel bene e nel male, segnando la gara di Modena. Quando Marcon “mette giù” il 20-16, con un lungo linea chirurgico propiziato da un’alzata del libero Leonardi, si capisce che la partita si sta indirizzando a favore delle Farfalle. Una magia di Lloyd sotto rete regala 7 set-points a Busto, il murone chiude subito i giochi e la Yama va sul 2-1.
Il quarto set segna il risveglio della Havlickova; non in perfette condizioni fisiche, il martello ceco di Busto Arsizio si rialza nel momento decisivo dell’intera serie, mettendo a terra tre dei primi 5 punti incamerati dalle Farfalle. Modena è avanti al primo time-out tecnico, 8-5, più per errori delle avversarie che per una vera e propria inversione di rotta; l’orgoglio delle veterane tiene a galla le emiliane. Il segnale di carica, stavolta, lo suona Leonardi, rischiando di infortunarsi per andare a recuperare un pallone destinato alla tribuna che Havelkova mette a terra, ma Aguero tiene le sue 4 punti avanti. La Yama è meno incisiva, Modena arriva al secondo time-out tecnico avanti 16-10, vantaggio che conserva fino alla fine: 25-16 e tutti al tie-break. Per quanto visto finora, è giusto così.
Il quinto set si apre con la Yama che prende le misure a Modena, si aggrappa al murone e prova la fuga sul 6-3; Modena non ci sta, e Rinieri sfrutta un assist di Ognjenovic per mettere a terra il 6-6. Havelkova forza la battuta, Croce non ci arriva e al cambio-campo la Yama conduce 8-6. Leonardi è strepitosa, con due recuperi in-cre-di-bi-li su altrettante schiacciate delle emiliane praticamente a colpo sicuro, mantiene le Farfalle avanti di un break, ma è chiaro a tutti i presenti, ormai, che la gara è aperta fino all’ultimo punto messo a terra. L’invasione del muro emiliano, dopo una giocata molto discutibile in fase di palleggio, manda le bustocche a 3 punti dalla finale. Havelkova, sull’ennesimo, decisivo errore delle modenesi, trova la testa di Valeriano per il 14-11 e la schiacciata decisiva per il 15-12, sfogando tutta la tensione in un urlo liberatorio. Busto va in finale, ma che fatica!
A cura di Matteo Mangiarotti – Foto M. Mangiarotti e Riccardo Giuliani
