Scavolini – Foppapedretti 1-3 (14-25; 26-24; 17-25; 25-27)
SCAVOLINI PESARO: Klineman 14, Okuniewska 3, Ferretti 6, Brinker 15, Manzano 7, Ortolani 16; De Gennaro M. (L), Agostinetto, Saccomani 1, Cardani, De Gennaro L. 4. N.e.: Ampudia. All.: Pedullà.
NORDA FOPPAPEDRETTI BERGAMO: Piccinini 23, Nucu 9, Serena 1, Vasileva 19, Arrighetti 15, Quaranta 11; Merlo (L), Diuf, Di Iulio. N.e: Signorile, Gabbiadini (L), Ruseva. All.: Mazzanti.
ARBITRI: Schiemenz e Varthalitis.
Scavolini: battute sbagliate 12; battute vincenti 6; ricezione 53% (prf. 22%); attacco 34%; errori 27; muri 11.
Foppapedretti: battute sbagliate 4; battute vincenti 6; ricezione 56% (prf. 31%); attacco 40%; errori 20; muri 14.
PESARO – Continua la tradizione positiva di Bergamo al cospetto di Pesaro in Champions. E così, per la terza volta nelle ultime quattro stagioni, le orobiche conquistano i quarti nella massima competizione europea a scapito delle biancorosse pesaresi. Questa volta la Foppa riesce anche a fare meglio delle precedenti stagioni poichè chiude il conto sul 2-0. Complessivamente la squadra di Mazzanti ha dimostrato di meritare il “derby” tutto italiano con Villa Cortese: si è dimostrata più squadra ed è stata più attenta a non commettere quegli errori banali che, alla fine, pesano come un macigno nell’economia di un risultato finale.
A Pesaro resta l’amaro in bocca perché nel quarto, e decisivo, set una clamorosa svista arbitrale avrebbe portato le padrone di casa sul 23-19 e invece, dal 20-22, Bergamo è riuscita anche ad annullare due set point a Ferretti e compagne per poi chiudere la contesa in proprio favore. Chissà come sarebbe potuta finire in un ipotetico tie break… Ma con i “se” e con i “ma” non si scrive la storia e la Foppa, nell’arco delle due partite, ha meritato ampiamente di continuare la propria avventura.
La parola ai tecnici.
Pedullà: purtroppo, ultimamente, partiamo sempre male e questo, a gioco lungo, ci penalizza nell’arco della partita. Siamo ancora alla ricerca dell’identità di squadra ed è normale per un complesso giovane e inesperto come il nostro. Avevo chiesto alla squadra di uscire a testa alta indipendentemente dal risultato e, penso, di aver centrato l’obiettivo. L’errore arbitrale? Fa male perché forse avrebbe cambiato la partita ma fa parte del gioco e noi accettiamo sempre le decisioni arbitrali – conclude con un pizzico di sarcasmo.
Mazzanti: è stata una battaglia! Esordisce il coach orobico – E perdere il secondo set in quel modo poteva costarci caro invece abbiamo saputo reagire di squadra e, nel terzo set, abbiamo ripreso a macinare il nostro gioco. Nel quarto, anche se in difficoltà, siamo state brave a recuperare una situazione non facile. Ancora non ci esprimiamo qualitativamente come vorrei ma, al momento, siamo queste anche se abbiamo notevoli margini di miglioramento. La svista arbitrale? Forse sarebbe stata ancora più dura e avremmo visto un tie break al calor bianco ma l’arbitro fa parte del gioco e qualche piccola recriminazione ce l’avremmo anche noi da fare…
Fabrizio Bontà

L’errore è stato proprio macroscopico! Certo, poi sbagliare battuta e attaccare direttamente sull’astina non aiutano a vincere il set!