Ha i tratti del viso tipici di un marinaio che ha solcato gli oceani più perigliosi, ha modi guasconi caratteristici di un romagnolo doc e non ha peli sulla lingua: questo è il ritratto di Piero Babbi, direttore sportivo della Robursport nonché artefice, insieme e Sandro Sardella e Alberico Miniucchi, del miracolo sportivo di questa Società di provincia, partita da lontano per entrare nell’elite del volley femminile nazionale.
Con lui proviamo ad analizzare passato, presente e futuro della Società pesarese.
“Avevamo iniziato la stagione con degli obiettivi che abbiamo dovuto rivedere, giocoforza, per motivi contingenti: la maternità di Ortolani e le difficoltà economiche in cui siamo incappati, con la conseguente cessione di Klineman, ci hanno costretto a modificare l’assetto a pochi giorni dal via della stagione… E per una squadra nuova qual era la nostra, non è stato facile. Per esempio – riparte dopo un sospiro e un attimo di pausa – penso a Muresan: acquistata per essere il primo cambio dell’Ortolani, si è ritrovata titolare e pure in un ruolo non suo; e Moreno Pino? Aveva già appeso le scarpe al chiodo, fissato la data del matrimonio e tatuato sulla pelle l’inizio e la fine della sua gloriosa carriera… Direi che più di così non potevamo fare…”.
Quindi siete soddisfatti…
“Direi di sì! – afferma convinto – Se solo consideriamo che a inizio stagione non sapevamo nemmeno se fossimo riusciti ad iscriverci… E, invece, oltre a questo e ai problemi sopraelencati, siamo riusciti a salvarci con largo anticipo e a giocarci alla pari, almeno nel match di andata, l’accesso alle semifinali contro Piacenza”.
Adesso, inevitabilmente, il discorso si sposta sul futuro: nei giorni scorsi, lei ha dichiarato di avere la squadra pronta anche per la prossima stagione ma riuscirete ad arrivarci “vivi” alla prossima stagione?
“Il problema è sempre lì: reperire i soldi necessari. Se riusciremo ad avere lo stesso budget dell’anno scorso abbiamo già trovato giocatrici disposte a venire da noi. Se si riuscisse a fare uno sforzo economico superiore, potremmo anche regalarci la fuoriclasse che ci consentirebbe il salto di qualità. Però, vorrei ricordare che la base è buona: abbiamo giovani atlete che abbiamo vincolato con contratti pluriennali e se riusciremo ad inserire giocatrici con determinate caratteristiche, il gioco sarebbe fatto”.
Ma che percentuali ha la Robur di giocare anche la prossima stagione?
“Fermo restando che non sono io deputato a cercare sponsor, per quanto ne so posso solo affermare che non credo che Sorbini e tutto il CdA vogliano mollare: tutti stanno lavorando alacremente per far sì che si possa ancora vedere della buona pallavolo in questa città. Quindi sono ottimista. Senza dimenticare che abbiamo ‘offerte’ anche per andare a giocare in altre realtà ma sarebbe assurdo depauperare tanta ricchezza: Pesaro, nonostante la forte connotazione ‘baskettara’ si è ritagliata uno spazio importante, grazie ai tanti successi ottenuti, che sarebbe delittuoso disperdere”.
Chiediamo scusa se insistiamo: ma se un Ds ha già in mente la squadra del futuro, significa che margine di manovra l’ha già avuto dalla Società e quindi si possono nutrire buone speranze per il domani biancorosso…
“Ho già avuto l’ok da parte di alcune giocatrici giovani e di prospettiva che verrebbero a piedi pur di giocare da noi. Come detto, non appesantirebbero il monte ingaggi e ci permetterebbero di continuare l’opera iniziata in questa stagione. Poi, è chiaro che se arrivasse il magnate di turno si potrebbero fare altri ragionamenti ma già ora sarei contento se riuscissimo a portare a termine queste operazioni”.
Nomi è inutile chiederli: Babbi non li farebbe neanche sotto tortura. Di certo, la Robursport oggi continua a respirare, domani vedremo.
Speriamo che anche l’Amministrazione Comunale faccia la sua parte, affiancando la Società nell’opera di ricerca di sponsor: anche perché, sportivamente parlando, la Robur ha fatto tanto per la città ed giusto che ora sia ricambiata.
Fabrizio Bontà – Ph Danilo Billi



